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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for 2012

28
Dic

INAIL – Inail in buona salute nel 2013: il Civ approva il bilancio previsionale

28 dicembre 2012. Malgrado il perdurare della recessione nel paese, l’avanzo finanziario dell’Istituto è di 292 mln di euro. Stanziati altri 271 milioni per l’Operazione Incentivi e 67 mln per l’attività di ricerca. Lotito: “Un risultato che premia la grande collaborazione tra gli organi di vertice dell’Ente”

ROMA – Malgrado il perdurare degli effetti della crisi economica nel Paese, anche nel prossimo anno l’Inail – con un avanzo finanziario che sfiora i 292 milioni di euro – conferma il proprio stato di buona salute. Il Civ dell’Istituto ha approvato, questa mattina, a Roma, il bilancio previsionale 2013. “A nome di tutto il Consiglio voglio esprimere la grande soddisfazione per questo risultato che, realizzato nel pieno rispetto dei tempi prestabiliti, ha scongiurato il pericolo di un esercizio provvisorio che certo non avrebbe giovato sia allo svolgimento delle attività dell’Istituto che alla totalità dei lavoratori e delle aziende del Paese – afferma il presidente, Franco Lotito – Tengo a sottolineare, in particolare, che quanto raggiunto oggi è il frutto della leale, forte e autentica collaborazione tra tutti gli organi di vertice del nostro Ente, che hanno operato insieme in modo davvero sinergico e virtuoso”.

Ricerca e innovazione tecnologia: approvati i Piani triennali. Approvato all’unanimità, il bilancio previsionale conferma – sottolinea Lotito – l’impegno assunto dal Civ di dare all’Istituto “uno strumento che permetta di governare al meglio, nell’anno che arriva, il processo di accorpamento e di unificazione dell’ex Ispesl e dell’ex Ipsema”. “A tal proposito, è importante evidenziare che, oltre al bilancio, abbiamo approvato anche i Piani triennali relativi rispettivamente alla ricerca e all’innovazione tecnologica – aggiunge Lotito – Si tratta di due documenti fondamentali – i cui contenuti si riflettono nella struttura nel piano previsionale 2013 – per dare concretezza al Polo salute e sicurezza e fare procedere l’Istituto nello svolgimento autentico della sua missione”.

Il conto presso la Tesoreria tocca quota 20 miliardi. Sul fronte dei numeri, il bilancio conferma, in generale – pur nel perdurante stato di difficoltà che caratterizza l’intero Paese – quanto l’Inail sia un Istituto sano e di forte solidità. Pur a fronte di una leggera contrazione del 2,79% delle entrate complessive – per un totale di 11,35 miliardi di euro (325 mln in meno rispetto al 2012) – l’avanzo finanziario è di 291, 67 mln (-37,09% rispetto al 2012) e la giacenza di cassa complessiva presso il conto infruttifero presso la Tesoreria arriva a toccare quota 20 miliardi di euro. “La consistenza di quest’ultima cifra solleva, ancora una volta, il problema della necessaria rivalutazione di questo deposito – valuta Lotito – Malgrado il pur ragguardevole stato del bilancio complessivo, se non si opererà in tal senso, è lecito temere il pericolo di una possibile erosione della consistenza patrimoniale dell’Istituto”.

Prevenzione: incremento del 47% degli incentivi alle imprese. Due aspetti di rilievo caratterizzano, ancora, il documento. Il primo è relativo alla prosecuzione anche nel 2013 dell’operazione Isi a favore delle imprese italiane che investono sulla prevenzione, attraverso uno stanziamento consistente di ricorse per ulteriori 271,24 milioni di euro, con un incremento dell’oltre 47% rispetto a quanto destinato nel 2012.

Per la ricerca e l’innovazione un totale di 147 mln. Oltre a ciò, l’Inail conferma e potenzia ulteriormente anche gli stanziamenti per quanto riguarda sia le politiche sanitarie che la ricerca e l’innovazione tecnologica sulla ricerca. In riferimento a quest’ultimo capitolo, in particolare, sono 147,79 i milioni appostati che – al netto delle entrate per prestazioni e del contributo statale – vedono la quota a esclusivo carico dell’Inail ammontare a 67,72 milioni di euro. “Lo sforzo compiuto in termini è davvero ragguardevole – conclude il presidente del Civ – e conferirà al bilancio della sola unità di ricerca dell’Istituto un valore decisamente più elevato rispetto a quello che caratterizzava l’Ispesl prima dell’incorporazione nel Polo salute e sicurezza”.

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21
Dic

INAIL – Nel Lazio infortuni sul lavoro in calo del 7%, forte riduzione dei casi mortali

Lazio

21 dicembre 2012. Come emerge dal nuovo Rapporto annuale regionale dell'Inail, nel 2011 le denunce pervenute all'Istituto sono state 51.575 rispetto alle 55.414 dell'anno precedente, mentre il numero dei lavoratori che hanno perso la vita si è ridotto di un terzo, passando da 100 a 67. Prosegue invece la crescita delle malattie professionali già rilevata nel 2010

ROMA - Nel 2011 nel Lazio sono stati denunciati 51.575 infortuni sul lavoro, in calo del 7% rispetto ai 55.414 del 2010. Il dato è contenuto nel nuovo Rapporto annuale regionale dell'Inail, pubblicato per la prima volta esclusivamente online in formato digitale. Una scelta editoriale, come si legge nella prefazione, "rigorosamente coerente con il percorso di modernizzazione della pubblica amministrazione in generale e dell'Inail in particolare", che "si colloca nell'ambito del processo di virtualizzazione del rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini".

L'analisi per modalità di accadimento. Dall'analisi delle modalità di accadimento degli infortuni emerge che la riduzione degli infortuni avvenuti in occasione di lavoro, che sono stati 43.381 a fronte dei 46.788 del 2010, è stata pari al 7,3%. In questo ambito, per gli infortuni accaduti in ambiente ordinario di lavoro, come la fabbrica, il cantiere o il terreno agricolo, il calo è stato del 7,3% (da 40.581 a 37.616), mentre quelli avvenuti con mezzo di trasporto in attualità di lavoro, come nel caso degli autotrasportatori e dei conducenti di autobus, sono diminuiti del 7,1% (da 6.207 a 5.765).

Meno marcata la contrazione degli eventi avvenuti "in itinere". La contrazione è stata invece meno marcata nel caso degli infortuni "in itinere", verificatisi cioè durante il tragitto casa-lavoro-casa, che nel 2011 sono stati 8.194, in calo del 5% rispetto al 2010. Dal punto di vista del settore di attività economica, nel ramo dell'industria il primato negativo spetta al settore delle costruzioni con 3.539 infortuni, mentre in quello dei servizi il numero più elevato di eventi lesivi è quello registrato nel settore dei servizi alle imprese e attività immobiliari, con 6.455 infortuni.

Il primato negativo delle morti nel settore delle costruzioni. Rispetto alla flessione complessiva degli infortuni, la riduzione delle morti sul lavoro avvenute nel Lazio è stata ancora più accentuata. A fronte dei 100 lavoratori che hanno perso la vita nel 2010, infatti, i casi mortali nel 2011 sono stati 67. Di questi, 54 sono avvenuti "in occasione di lavoro" - 32 in ambiente di lavoro ordinario e 22 con mezzo di trasporto - mentre i restanti 13 sono avvenuti "in itinere". Dalla lettura analitica del dato emerge che nel ramo dell'industria è ancora il settore delle costruzioni ad aggiudicarsi il primato negativo, con 17 eventi mortali, mentre nei servizi il numero più elevato di morti - 12 - è avvenuto nel settore dei trasporti e comunicazioni.

Tra gli stranieri la flessione è stata del 5,6%. Gli infortuni occorsi a lavoratori stranieri nel 2011 sono stati 5.410, in calo del 5,6% rispetto al 2010, e il Paese di origine maggiormente interessato dal fenomeno infortunistico è la Romania, con 1.744 casi. In controtendenza, invece, è il dato relativo agli infortuni mortali, che tra i lavoratori stranieri sono aumentati, passando dai casi 14 del 2010 ai 19 dell'anno successivo. Anche in questo caso, i lavoratori più colpiti in termini assoluti sono quelli rumeni, coinvolti in ben 12 casi su 19.

Le donne coinvolte nel 38% degli incidenti. Gli eventi che hanno interessato le donne sono stati 20.054, in lieve calo rispetto ai 20.946 dell'anno precedente. Rispetto al numero complessivo degli infortuni sul lavoro avvenuti nel Lazio, la quota "al femminile" è dunque pari al 38%, percentuale che scende a circa il 10% nel caso degli incidenti mortali. Nel 2011, infatti, sono morte sul lavoro sette donne (due in meno del 2010) rispetto ai 67 casi mortali avvenuti complessivamente.

Due terzi delle tecnopatie interessano il sistema muscolo-scheletrico. Nel 2011 è stata confermata anche nel Lazio la crescita delle malattie professionali già rilevata nel 2010. Le denunce, infatti, sono passate da 1.643 a 1.830 e circa i due terzi, in linea con il dato nazionale, interessano il sistema muscolo-scheletrico. L'incremento delle denunce è sicuramente determinato da una maggiore attenzione rispetto al fenomeno delle tecnopatie, derivante dalla partecipazione dell'Inail a una serie di attività di aggiornamento professionale che hanno interessato le categorie dei medici e dalle collaborazioni con istituti universitari per l'approfondimento delle conoscenze su tutte le tematiche inerenti la tutela della salute dei lavoratori e la sicurezza degli ambienti di lavoro. Determinante, inoltre, è stato anche l'apporto fornito dalle nuove tabelle delle malattie professionali, più facilmente applicabili in quanto indicano nel dettaglio le malattie che possono essere causate per singolo agente.

Per saperne di più:

Rapporto regionale 2011

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21
Dic

INAIL – Contrasto agli infortuni nell’agricoltura: accordo tra Inail e FederUnacoma

agricoltura

21 dicembre 2012. Tra gli obiettivi dell'intesa lo sviluppo di nuove metodologie d'analisi e l'avvio di progetti che migliorino i livelli di prevenzione nell'industria della meccanizzazione del settore. De Felice: "I risultati potranno essere valorizzati dalle aziende nella pianificazione dei propri processi produttivi"

ROMA - Un protocollo d'intesa per l'incremento della prevenzione nell'agricoltura: da metodologie più efficaci per l'analisi degli infortuni sul lavoro e delle loro cause all'avvio di progetti che migliorino i livelli di sicurezza nel settore dell'industria della meccanizzazione agricola. Questi gli obiettivi principali dell'accordo quadro siglato da Inail e FederUnacoma, la Federazione nazionale costruttori macchine per l'agricoltura aderente a Confindustria che - raggruppando circa 300 imprese distribuite su tutto il territorio nazionale - rappresenta oltre l'80% della produzione nazionale di settore.

De Felice: "Nel settore un numero di incidenti ancora troppo elevato". "Nel settore agricolo gli infortuni connessi all'utilizzo di macchine agricole, e in particolare quelli che hanno un esito grave o mortale, sono in numero ancora troppo elevato - ha commentato il Presidente dell'Inail, Massimo De Felice - Questo accordo ci consentirà di approfondire la ricognizione delle cause di questo grave fenomeno, mettendo a sistema i dati informativi e le risorse professionali dell'Istituto e FederUnacoma".

Intesa dal forte carattere operativo. Si tratta di un'intesa dal forte carattere operativo e che, in prospettiva, consentirà agli operatori del settore la possibilità di avviare un ampio spettro di interventi. "I risultati di questo lavoro - ha rilevato, infatti, De Felice - potranno essere valorizzati dalle aziende nella pianificazione dei propri processi produttivi per costruire macchine funzionali alle condizioni di sicurezza dei lavoratori anche oltre i  requisiti minimi e obbligatori di legge. La collaborazione tra l'Istituzione pubblica garante della sicurezza dei lavoratori e l'associazione delle imprese del settore sarà, infine, la base di una proposta che l'Inail presenterà al ministero del Lavoro per migliorare la legislazione di settore sul piano nazionale e comunitario".

Goldoni: "Un salto di qualità nel contrasto al problema infortunistico". Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente di FederUnacoma, Massimo Goldoni. "L'accordo consente un salto di qualità nel modo di affrontare il problema degli incidenti in agricoltura - ha affermato - perché grazie ai protocolli che stiamo mettendo a punto riusciremo a ricostruire con precisione le circostanze in cui si verificano gli incidenti con i mezzi meccanici e quindi a capire dove intervenire con azioni preventive specifiche. Il data base che utilizzeremo introduce parametri come l'età e le caratteristiche del mezzo meccanico, l'età del conducente, le condizioni ambientali e tutto ciò che permette appunto di comprendere la dinamica e le cause effettive di ogni singolo incidente. Questo sarà alla base di una più efficace politica della sicurezza".

Omogeneità nel rilevamento dei dati. L'accordo, nel dettaglio, prevede lo sviluppo di metodologie di analisi degli infortuni, allo scopo di individuarne le cause e di adottare soluzioni in grado di incidere concretamente sui livelli di sicurezza nel settore dell'industria della meccanizzazione agricola. A tutto ciò concorrerà anche un database per la creazione di un sistema omogeneo di rilevamento dei dati infortunistici nel settore.

Realizzazione e sperimentazione di buone prassi. Ancora, Inail e FederUnacoma coopereranno per la realizzazione e la sperimentazione di buone pratiche, sia di carattere tecnico e procedurale nell'utilizzo dei macchinari, sia di tipo gestionale con riferimento alle specificità dell'organizzazione del lavoro del settore, nonché di programmare eventuali piani formativi per gli operatori del settore e della filiera. Infine, tra gli obiettivi previsti anche l'elaborazione di progetti e soluzioni tecniche per elevare i livelli di sicurezza, in grado di stimolare avanzamenti normativi sia a livello nazionale e che comunitario.

Le sinergie elemento strategico di prevenzione. L'accordo si inserisce nel nuovo "profilo" che, nel corso dell'ultimo decennio, ha progressivamente ampliato e rimodulato i compiti dell'Inail. La mission dell'Istituto si è, infatti, arricchita e attualmente prevede - oltre all'erogazione delle prestazioni assicurative - anche un ruolo attivo di protezione sociale orientato alla prevenzione e alla tutela globale delle lavoratrici e dei lavoratori. Anche grazie a questa intesa l'Istituto si conferma, di fatto, come il principale ente pubblico con compiti in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro: finalità che viene perseguita anche attraverso l'avvio di sinergie strategiche con i diversi soggetti del sistema di prevenzione nazionale e, in particolare, con le associazioni rappresentative delle parti sociali, datoriali e sindacali.

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20
Dic

INAIL – Siti contaminati: sul web la banca dati Iss-Inail per l’analisi del rischio

ricerca

20 dicembre 2012. Online lo strumento che aggiorna e uniforma a livello nazionale le proprietà chimico-fisiche e tossicologiche delle specie chimiche inquinanti alla luce del nuovo regolamento Ce 1272/2008. Con questa versione vengono anche superate le precedenti incongruenze relative alla classificazione di cancerogenicità delle sostanze

ROMA - Un prezioso strumento di lavoro per l'analisi di rischio sanitario ambientale, essenziale per la 'gestione' dei siti contaminati: è online la nuova Banca dati Iss-Inail. Elaborata dal Dipia - il dipartimento Insediamenti produttivi e interazione con l'ambiente dell'Inail e dal dipartimento Ambiente e connessa prevenzione primaria dell'Iss - la banca dati riporta le proprietà chimico-fisiche e tossicologiche delle sostanze chimiche inquinanti elencate nel dlgs. 152/06 (e s.m.i). "L'importanza e l'utilità di questa banca dati consiste nel rendere uniformi a livello nazionale i valori dei parametri caratteristici di tali sostanze, necessari per l'applicazione della procedura di analisi di rischio - spiega Simona Berardi, ingegnere presso il Dipia Inail e coordinatrice Inail per il progetto - Questo strumento ha, quindi, permesso di superare il problema legato alla mancata uniformità delle banche dati implementate nei software comunemente utilizzati a livello nazionale, che spesso contengono valori dei parametri chimico-fisici e tossicologici molto diversi tra di loro. Inoltre, la sua precedente versione conteneva delle incongruenze relative alla classificazione di cancerogenicità delle sostanze che, con la presente edizione, si ritengono superate".

Essenziale per la stima quantitativa del rischio sanitario dovuto alla presenza di inquinanti nelle matrici ambientali. "L'analisi di rischio sanitario è stata introdotta in Italia col dm 471/99, ma col dlgs 152/06 c'è stato un netto passaggio da un approccio di tipo tabellare a uno basato sull'analisi di rischio - continua Berardi - Attualmente viene utilizzata come strumento di supporto per la gestione dei siti contaminati, perché permette di effettuare una stima quantitativa del rischio per la salute umana (di residenti e/o lavoratori) connesso alla presenza di inquinanti nelle diverse matrici ambientali e rappresenta, quindi, un valido aiuto per la definizione degli interventi finalizzati al raggiungimento di livelli accettabili". In Italia i siti contaminati sono rappresentati per la stragrande maggioranza da impianti industriali, in attività o dismessi, discariche e punti vendita carburanti. "Quindi, in questi casi, i lavoratori sono potenzialmente a rischio per esposizione (inalazione, ingestione e/o contatto dermico) ad agenti chimici pericolosi presenti nel suolo insaturo o nelle acque di falda su cui insistono tali attività", sottolinea Berardi. 

La conformità alla normativa europea di riferimento.  L'attuale banca dati contiene un completo aggiornamento dei valori delle proprietà chimico-fisiche e tossicologiche ed è stata elaborata anche per adeguare la classificazione delle sostanze al nuovo regolamento Ce 1272/2008. Il 20 gennaio 2009 è, infatti, entrato in vigore negli Stati membri dell'Unione europea il Regolamento 1272/2008 (noto anche come "Regolamento CLP"- Classification, Labelling and Packaging), che detta i nuovi parametri per la classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio delle sostanze e delle miscele chimiche. Il Regolamento riprende i principi del Globally Harmonized System (Ghs), elaborato dall'Onu e finalizzato all'unificazione a livello mondiale della descrizione dei rischi connessi alla gestione delle sostanze chimiche. E' stato, inoltre, elaborato un criterio finalizzato alla attribuzione dei parametri tossicologici legati alla cancerogenicità in funzione della loro classificazione Cee e Iarc (Agency for research on cancer).

(fda)

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20
Dic

Normativa antiriciclaggio e responsabilità da reato delle società

Segnalo la seconda edizione del volume "Normativa Antiriciclaggio e Responsabilità da Reato delle Società", ed. Esse Libri, autori Ranieri Razzante e Maurizio Arena. Il volume (384 pagine, ISBN: 9788824436281) può essere acquistato sul sito del Gruppo Editoriale Simone al prezzo di 34€: sempre dal sito è possibile scaricare e/o visualizzare in anteprima alcune pagine del saggio. Di seguito la
20
Dic

Normativa antiriciclaggio e responsabilità da reato delle società

Segnalo la seconda edizione del volume "Normativa Antiriciclaggio e Responsabilità da Reato delle Società", ed. Esse Libri, autori Ranieri Razzante e Maurizio Arena. Il volume (384 pagine, ISBN: 9788824436281) può essere acquistato sul sito del Gruppo Editoriale Simone al prezzo di 34€: sempre dal sito è possibile scaricare e/o visualizzare in anteprima alcune pagine del saggio. Di seguito la
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20
Dic

Normativa antiriciclaggio e responsabilità da reato delle società

Segnalo la seconda edizione del volume "Normativa Antiriciclaggio e Responsabilità da Reato delle Società", ed. Esse Libri, autori Ranieri Razzante e Maurizio Arena. Il volume (384 pagine, ISBN: 9788824436281) può essere acquistato sul sito del Gruppo Editoriale Simone al prezzo di 34€: sempre dal sito è possibile scaricare e/o visualizzare in anteprima alcune pagine del saggio.

Di seguito la presentazione del libro e l'indice del contenuto.

«Il sistema di responsabilita da reato degli enti collettivi, disciplinato dal d.lgs. n. 231/2001, ha visto, nel tempo, un ampliamento del suo ambito di operativita: si e passati dagli originari reati contro la pubblica amministrazione alle falsita in valori, ai reati societari, ai delitti terroristici, a quelli contro la personalita individuale, agli abusi di mercato, ai reati di omicidio e lesioni colpose commessi in violazione della normativa antinfortunistica, al riciclaggio di denaro di provenienza illecita, ai reati informatici.
Il d.lgs. n. 231 offre agli enti collettivi una possibilita di uscire indenni dal procedimento penale — o, quantomeno, di subire sanzioni meno gravose — consistente nell'adozione e nell'effettiva attuazione dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo per la prevenzione degli illeciti rilevanti.
I Modelli rappresentano un insieme di misure e procedure organizzative, gestionali, etiche, di controllo e sanzionatorie capaci, con ragionevole sicurezza, di assolvere al compito di ridurre i rischi di reato: servono, insomma, in primo luogo, ad evitare le perdite patrimoniali connesse al coinvolgimento in un procedimento penale (sanzioni, ma anche danno all'immagine, perdita di opportunita commerciali ecc.). La responsabilita della loro adozione e attuazione risiede, e non poteva essere diversamente, nell'organo dirigente: quest'ultimo potra essere chiamato a rispondere dagli azionisti nell'ipotesi in cui, per mancanza o per mancata attuazione del Modello, la societa fosse coinvolta in sede penale.
In conclusione, i Modelli non sono obbligatori, ma rappresentano, di fatto, l'unica possibilita di difesa di cui dispone la societa che venga sottoposta ad indagini o imputata per taluno dei reati previsti dal decreto.
Il protagonista principale del sistema di prevenzione degli illeciti voluto dal d.lgs. n. 231 e l'Organismo di vigilanza, un inedito organo "dell'ente" che, sin da subito, e stato al centro del dibattito: deve trattarsi di un organo monocratico o collegiale? Come deve essere composto? Come deve essere collocato nell'organigramma dell'ente? Di quali poteri deve essere dotato? In quale modo si rapporta con gli altri attori del controllo societario? Quali i suoi compiti e le sue responsabilita?
All'Organismo di vigilanza la normativa antiriciclaggio (d.lgs. n. 231/2007) attribuisce obblighi di comunicazione, in favore di pubbliche autorita, delle infrazioni rilevate — in subiecta materia — nell'esercizio delle sue funzioni.
Per quanto riguarda tale ultima problematica, sara cruciale stabilire e formalizzare adeguate modalita di collaborazione e di coordinamento tra l'ODV e gli altri attori del controllo interno: il collegio sindacale, il responsabile antiriciclaggio, la funzione compliance.

La seconda edizione del volume dà conto, in particolare, della recente evoluzione giurisprudenziale sull'elemento soggettivo dei delitti di ricettazione e riciclaggio: la Corte di Cassazione ha ritenuto sufficiente, per entrambe le fattispecie, il dolo eventuale, vale a dire il concreto dubbio (e non addirittura la certezza) sulla provenienza illecita della res.
In secondo luogo, si evidenziano le sentenze del Procedimento Impregilo, di primo grado e di appello, che hanno, per la prima volta dall'entrata in vigore del d.lgs. n. 231/2001, sancito l'esclusione di responsabilita in favore dell'ente che ha adottato un idoneo Modello organizzativo.
Infine, vengono riportati i tre provvedimenti sui controlli interni a fini di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo emanati da Banca d'Italia, Consob e Isvap .
Ad essi si accompagnano gli undici schemi di comportamenti anomali dell'UIF, emanati a decorrere dal settembre 2009.»

Indice

  • Normativa di riferimento
  • Delitti di riciclaggio e responsabilità dell'ente
  • Modelli organizzativi e organizzazione di vigilanza
  • Linee-guida per la prevenzione del riciclaggio
  • Contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo

19
Dic

INAIL – Incentivi Inail, con il bando 2012 alle imprese 155 milioni per la sicurezza

Massimo De Felice e Elsa Fornero

19 dicembre 2012. Il presidente dell'Istituto, Massimo De Felice, e il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Elsa Fornero, hanno presentato la nuova operazione a sostegno delle aziende italiane che investono in prevenzione attraverso progetti strutturali, l'acquisto di macchinari e l'adozione di modelli organizzativi

ROMA - Oltre 155 milioni di euro in incentivi alle imprese per interventi in favore della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo l'impegno finanziario dell'Inail per il nuovo bando 2012, online da domani, presentato questa mattina a Roma, presso il Parlamentino di via IV Novembre, dal presidente dell'Istituto, Massimo De Felice, insieme al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Elsa Fornero.

I fondi ripartiti in budget regionali. I 155,35 milioni di euro messi complessivamente a disposizione sono ripartiti in budget regionali e composti da 146,25 milioni di risorse Inail destinati a progetti di investimento strutturali, all'acquisto di macchinari e all'adozione di un sistema di responsabilità sociale certificato, e da 9,1 milioni trasferiti dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per l'adozione di modelli organizzativi di gestione della sicurezza, in base a quanto stabilito dall'articolo 11 del Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza.

"In cinque anni movimentate risorse per oltre 1,5 miliardi". ''È un importante progetto di sostegno alle imprese", ha sottolineato De Felice presentando il nuovo bando. ''Non si tratta di un intervento occasionale - ha precisato il presidente dell'Istituto - ma al contrario è un'operazione che va avanti da anni e continuerà''. Dal 2010 al 2014, infatti, ''l'intero ammontare degli incentivi Inail supererà i 750 milioni di euro e, trattandosi di un cofinanziamento al 50%, il volume finanziario movimentato complessivamente per interventi a favore della salute e sicurezza sul lavoro sarà superiore a un miliardo e mezzo di euro''.

Tra il 15 gennaio e il 14 marzo la prima fase dell'operazione. In base a quanto stabilito dal bando 2012, il contributo massimo erogabile per ogni progetto è pari a 100mila euro, quello minimo a cinquemila, e per i progetti che comportano contributi superiori a 30mila euro è possibile chiedere un'anticipazione pari al 50%. La prima fase dell'operazione si svolgerà nel periodo compreso tra il 15 gennaio e il 14 marzo 2013, quando le imprese potranno inserire la domanda online, nell'area Punto Cliente sul portale dell'Inail.

Un punteggio minimo per accedere alla seconda fase. Dopo il 18 marzo le imprese la cui domanda abbia raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità, pari a 120 punti, potranno accedere al sito per ottenere il proprio codice identificativo, che le identificherà in maniera univoca al momento di inoltrare le domande online, nelle date di apertura dello sportello informatico che saranno comunicate sul sito dell'Istituto a partire dall'8 aprile 2013. In seguito gli elenchi  in ordine cronologico di tutte le domande inoltrate saranno pubblicati sul portale Inail, con l'indicazione di quelle collocate in posizione utile per accedere al contributo.

"Uno strumento di grande aiuto in una fase di recessione". ''Apprezzamento'' per l'iniziativa dell'Inail è stato espresso dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha sottolineato ''l'estrema importanza'' che ricopre il settore della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, ''su cui partiamo con grandi eredità negative". Per Elsa Fornero "abbiamo situazioni di eccellenza e situazioni dove si pagano prezzi di scelte non lungimiranti del passato'' e "questo contributo può essere di grande aiuto''. "Si tratta di un progetto importante - ha aggiunto il ministro - perché riserva una forte attenzione al contesto della 'micro-economia'. L'Inail ha stanziato questi 150 milioni pensando, infatti, alle piccole e medie imprese, ovvero a quel tessuto industriale dove anche un solo euro ben speso può fare la differenza, che in questa difficile fase di recessione non è comunque statico e che in questi incentivi può trovare uno strumento utile per affrontare i forti condizionamenti che si riscontrano sul fronte del credito".

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18
Dic

INAIL – In Basilicata nel 2011 diminuiti infortuni sul lavoro e casi mortali

Basilicata

17 dicembre 2012. Il nuovo Rapporto regionale Inail rileva una flessione delle denunce superiore al 10% rispetto al 2010, ma su questa riduzione pesa anche l'effetto della crisi che negli ultimi anni ha colpito l'economia lucana, provocando una contrazione significativa dell'occupazione: tra i 24 e i 35 anni è senza lavoro una persona su quattro

POTENZA - Nel 2011 in Basilicata è proseguito il trend in diminuzione delle denunce di infortuni sul lavoro, che sono scese sotto quota cinquemila. Dalle 5.519 denunce del 2010, infatti, si è passati a 4.958, con un calo percentuale pari al 10,2%. In calo sono anche i casi mortali, che nel 2011 in tutta la regione sono stati otto, quattro in meno rispetto ai 12 dell'anno precedente.

Il tasso di disoccupazione ufficiale è al 12%. Come evidenziato dal nuovo rapporto regionale dell'Inail, presentato questa mattina a Potenza, sulla riduzione del numero degli infortuni pesa, però, anche l'effetto della crisi che ha investito l'economia lucana, accompagnata da una significativa contrazione dei livelli occupazionali. Nella regione, infatti, la disoccupazione ufficiale ha ormai raggiunto il 12%, e particolarmente critico appare il dato relativo alla fascia di età tra i 24 e i 35 anni, dove il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 24%.

In calo anche i casi mortali. Nell'ultimo quinquennio l'andamento di progressiva diminuzione degli infortuni sul lavoro ha interessato tutte e tre le gestioni: industria e servizi, agricoltura e per conto dello Stato. L'agricoltura, in particolare, si conferma anche nel 2011 come un settore ad alto rischio. Gli infortuni che fanno capo a questa gestione, infatti, rappresentano circa il 20% del totale mentre l'impiego di mano d'opera non supera il 7-8% del totale dei lavoratori. Malgrado il decremento degli infortuni, la loro gravità non decresce e la frequenza infortunistica, in caso di invalidità permanente, in Italia è seconda soltanto a quella rilevata in Umbria. Analizzando la situazione a livello territoriale, tra il 2010 e il 2011 la riduzione degli infortuni risulta molto più sostenuta in provincia di Potenza, dove la flessione è stata pari al 10,2%, rispetto a quella di Matera, che si è fermata a un -3,6%.

Tecnopatie in aumento nell'ultimo quinquennio. A differenza degli infortuni, in Basilicata le malattie professionali nell'ultimo quinquennio, con l'unica eccezione del 2008, hanno fatto registrare un progressivo incremento, passando dalle 347 denunce del 2007 alle 450 del 2011, 283 in provincia di Potenza e 167 in quella di Matera. Quasi tutte le denunce (424 su 450) sono concentrate nella gestione industria e servizi e in particolare nei settori dell'industria manifatturiera e dell'edilizia, che hanno fatto registrare il maggior numero di tecnopatie, tra cui spiccano le ipoacusie e le malattie asbesto-correlate.

Per saperne di più:

Rapporto regionale 2011

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14
Dic

INAIL – Asbestus Free, al via la campagna per sostenere la ricerca sull’amianto

Una delle immagini-simbolo della campagna Asbestus Free

14 dicembre 2012. Presentato a Roma il protocollo d'intesa che punta a sensibilizzare l'opinione pubblica e a raccogliere fondi da destinare agli studi sulle malattie asbesto-correlate. La scelta del tatuaggio su corpi nudi per le immagini-simbolo punta ad avvicinare il linguaggio giovanile e a rendere visibile la vulnerabilità alla contaminazione della fibra killer

ROMA - L'intento dichiarato è quello di raccogliere fondi per la ricerca scientifica contro le malattie asbesto-correlate. Il mezzo una campagna pubblicitaria declinata su tutti i media disponibili a dare una mano alla causa. L'idea vincente una serie di immagini efficaci di persone comuni tatuate con lo slogan "Asbestus Free", ovvero libere dall'amianto, non contaminate. La scelta del tatuaggio su corpi nudi, spiegano gli ideatori Stefania Marini e Michele Mancaniello, per avvicinare il linguaggio giovanile e per rendere visibile la vulnerabilità alla contaminazione da amianto.

In febbraio bandito un concorso nazionale. Le immagini-simbolo di "Asbestus Free" - un papà con il figlio sulle spalle, una donna figlia di una vittima dell'amianto, giovani e meno giovani con il tatuaggio ben visibile a testimonianza di un corpo sano, libero dalla fibra killer - sono il risultato di un concorso nazionale bandito nel febbraio 2012, dalla Fondazione Anmil "Sosteniamoli Subito" in collaborazione con il dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale dell'Università La Sapienza di Roma e con l'agenzia di comunicazione Roncaglia e Vikijander.

L'evento di lancio a Palazzo Giustiniani. La campagna di raccolta fondi per la ricerca e il protocollo d'intesa "Liberi dall'Amianto", che punta a favorire la diffusione della conoscenza del problema e a promuovere la tutela dei familiari delle vittime dell'amianto, sono stati presentati ieri a Roma dalla fondazione Anmil "Sosteniamoli Subito", dalle associazioni Afeva (Associazione familiari e vittime amianto) e Aieva (Associazione Italiana Esposti all'Amianto), e dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Alla conferenza stampa che si è svolta a Palazzo Giustiniani, introdotta da Antonio Giuseppe Sechi, presidente della Fondazione "Sosteniamoli Subito", hanno partecipato, tra gli altri, il ministro della Salute, Renato Balduzzi, il presidente dell'Inail, Massimo De Felice, il presidente del Civ, Franco Lotito, e il senatore Oreste Tofani, presidente della Commissione parlamentare sugli infortuni sul lavoro.

Balduzzi: "Necessario un piano per le bonifiche e una tempistica". "Chissà se l'amianto è anche qui?", ha chiesto provocatoriamente il ministro della Salute, sottolineando che "la storia dell'amianto è la storia di una grande disinformazione. È stato il processo Eternit a sollevare il velo sulla pericolosità dell'esposizione alle fibre". Per Balduzzi, l'idea alla base della campagna "Asbestus Free" è "lodevole e assolutamente condivisibile" perché "contribuisce attraverso la strategia del coinvolgimento a superare l'andamento a singhiozzo che spesso ha patito la questione amianto". Nel suo intervento, il ministro ha spiegato anche che "risanare i territori è un atto estremamente importante", ma "servono un piano, peraltro già avviato, e una tempistica. Le criticità sono legate soprattutto allo smaltimento dei materiali che lo contengono. Dobbiamo dunque avere bene in mente una strategia sulle bonifiche e una tempistica, tenendo presente che il problema amianto riguarda tutti noi e non è confinato a determinati territori". A questo proposito, Balduzzi ha annunciato che "il mio ministero invierà quanto prima una bozza di interventi alle associazioni interessate per costruire insieme una strategia di interventi".

De Felice: "Dall'Inail sensibilità e impegno verso questo tema". "La mia presenza qui - ha detto il presidente dell'Inail, Massimo De Felice - vuole portare un segno di sensibilità e di impegno verso il tema dell'amianto. L'Istituto intende, infatti, svolgere un ruolo importante nella promozione delle strategie di contrasto delle malattie asbesto correlate". De Felice ha indicato, in particolare, due dei fronti lungo i quali si articola l'impegno dell'Inail: il piano triennale della ricerca, nell'ambito del quale saranno dedicati all'amianto una vasta sezione di programmi e ben 14 linee di ricerca, che impegneranno numerosi ricercatori a tempo pieno, e l'operazione incentivi a favore delle imprese che realizzano investimenti in sicurezza. "Nel bando relativo al 2011 - ha precisato infatti il presidente dell'Istituto - alla voce 'bonifica amianto' sono state ammesse al finanziamento 432 domande, il 10% del totale, per un importo finanziato pari a circa 25 milioni di euro, e l'Inail confermerà questa voce anche nel bando 2012".

Tante iniziative mirate per aumentare l'impatto sociale. La campagna informativa e la raccolta fondi vedranno impegnati i sottoscrittori del protocollo d'intesa, ciascuno dei quali metterà a disposizione le proprie strutture e il proprio personale per un nutrito calendario di iniziative. Dalla richiesta di patrocinio e supporto alle istituzioni, per aumentare l'impatto sociale della campagna, agli incontri con le associazioni datoriali, per instaurare forme sinergiche di collaborazione, sono previste una serie di iniziative mirate dedicate all'informazione e alla raccolta fondi. L'obiettivo è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica in generale, e in particolare i più giovani.

Per la Giornata mondiale del 28 aprile screening gratuito in tutta Italia. Il 27 marzo, giorno in cui venne promulgata la legge 257/1992 che stabiliva la cessazione dell'impiego dell'amianto in Italia, sarà riconosciuto dai sottoscrittori dell'intesa come Giornata nazionale, mentre il 28 aprile, in occasione della Giornata mondiale contro l'amianto, saranno allestiti punti informativi in tutta Italia per distribuire materiali e gadget. Per dare ulteriore concretezza a questi presidi e, allo stesso tempo, una forte connotazione professionale e qualificata, presso ogni punto informativo si svolgerà una campagna di screening gratuito grazie alla presenza di un medico esperto. Lo specialista fornirà informazioni o fisserà appuntamenti specifici presso le strutture sanitarie, in collaborazione con il servizio sanitario nazionale, con centri di cura specializzati, con i medici Inail e i medici di base.

(fs)

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