1 ottobre 2012 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for ottobre, 2012

31
Ott

Modello 231 e Terzo Settore, le indicazioni del CNDCEC

Il consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, in collaborazione con l'Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ha presentato il documento "Il modello 231/2001 per gli enti non profit: una soluzione per la gestione dei rischi".

Il documento definisce un framework di riferimento per l'implementazione del sistema di prevenzione dei reati previsti dal d.lgs 231/01 negli enti appartenenti al Terzo Settore, nella consapevolezza che "Poiché finora la disciplina in esame e la dottrina in materia sono state ad appannaggio quasi esclusivamente di imprese di tipo commerciale, adattare alle realtà del non profit i dettami normativi del Decreto richiede uno sforzo di astrazione e rielaborazione: ai fini della redazione del modello,  anche le prassi maggiormente consolidate e diffuse, racchiuse nelle linee guida finora emanate dalle principali associazioni di categoria, hanno quantomeno trascurato un mondo ampio ed eterogeneo come quello del terzo settore. Di conseguenza, in mancanza di schemi ed approcci specifici per il non profit, per l'elaborazione di un adeguato MOG è opportuno traslare framework e principi prettamente aziendalistici, fatte salve le dovute distinzioni connesse alle peculiari caratteristiche degli enti in questione".

Il documento "Il modello 231/2001 per gli enti non profit: una soluzione per la gestione dei rischi" può essere scaricato dal sito del CNDCEC. Di seguito l'indice del documento:

I. INQUADRAMENTO NORMATIVO E APPLICABILITÀ DEL D.LGS. 231/2001 AL TERZO SETTORE
 1. L'ambito applicativo del D.Lgs. 231/2001
 1.1. I soggetti esclusi
 1.2. La c.d. "zona d'ombra" e i nuovi orientamenti giurisprudenziali
 2. I criteri di imputazione della responsabilità
 3. I reati presupposto
 4. Il sistema sanzionatorio
 4.1. Sanzioni pecuniarie
 4.2. Sanzioni interdittive
 4.3. Le altre sanzioni; il commissariamento dell'ente
 5. Gli enti appartenenti al Terzo Settore: le tipologie classificabili
 6. Applicabilità della normativa al Terzo Settore
II. GLI ENTI APPARTENENTI AL TERZO SETTORE: ASPETTI DEFINITORI
 1. Classificazione generale
 2. Profilo schematico degli enti
III. LA PREDISPOSIZIONE DEL MODELLO ESIMENTE: LE FASI DI COSTRUZIONE
 1. Premessa: caratteristiche e requisiti dei modelli organizzativi
 2. Analisi e valutazione del sistema di controllo interno
 3. Individuazione dei processi/attività a rischio-reato
 4. Risk assessment
 5. Principi e procedure di controllo
 6. Codice etico e sistema disciplinare
IV. INDIVIDUAZIONE DEI SOGGETTI A RISCHIO
 1. Premessa
 2. Attività sensibili e reati potenziali
 2.1. Reati potenziali e soggetti coinvolti
 2.2. Strumenti di prevenzione e procedure di controllo
V. L'ORGANISMO DI VIGILANZA
 1. Premessa
 2. I requisiti e la composizione dell'OdV
 3. I poteri e le funzioni
 4. La responsabilità

APPENDICE: LE FONDAZIONI DI ORIGINE BANCARIA (FOB)
 1. Le dimensioni economico-patrimoniali e organizzative delle FOB
 2. La natura economica delle FOB
 3. La governance e la struttura organizzativa delle FOB
 4. Le FOB e i parametri dimensionali
 5. Alcune considerazioni in merito alle attività sensibili e ai reati potenziali delle FOB

31
Ott

“Passaggio ai principi contabili nazionali”, bozza dell’OIC in consultazione

La Fondazione OIC (Organismo Italiano di contabilità) ha pubblicato la bozza del principio contabile nazionale "Passaggio ai principi contabili nazionali", che:
  • disciplina le modalità di redazione del primo bilancio redatto secondo le disposizioni del codice civile e dei principi contabili nazionali da parte di una società che in precedenza redigeva il bilancio in conformità ad altre regole (principi contabili internazionali, normative di settore, ecc.);
  • fornisce al lettore del bilancio la chiara e trasparente evidenza degli effetti prodotti dall'adozione dei principi contabili nazionali, sia attraverso l'indicazione dell'impatto che tale cambiamento determina sui saldi patrimoniali di apertura del bilancio, sia attraverso il confronto con la situazione patrimoniale e quella economica dell'esercizio precedente, riportate nel bilancio comparativo.
Eventuali osservazioni sul testo del principio contabile nazionale "Passaggio ai principi contabili nazionali" devono essere inviate entro il 31 dicembre 2012 all'indirizzo e-mail staffoic@fondazioneoic.it>.
30
Ott

La vigilanza dell’OdV deve essere effettiva e concreta

"L’attività di componente di un organismo di vigilanza dà senza dubbio diritto a un compenso. Ma non può trattarsi di un’attività puramente testimoniale. La vigilanza deve essere effettiva e il controllo effettuato in concreto. Lo precisa il tribunale di Milano, sezione V Civile, con sentenza 9528 del 2012, ...

La sentenza ... chiarisce che l’organismo di vigilanza costituisce un soggetto indipendente dalla società della cui vigilanza è incaricato e, quindi, non può avere natura di organo sociale. L’onerosità dell’incarico è fuori discussione, visto che la gratuità non favorirebbe la massima diligenza nello svolgimento dell’incarico."

Giovanni Negri, Il Sole 24 Ore, 30 ottobre 2012 (leggi tutto l'articolo su Iusletter)

29
Ott

INAIL – Disabili e lavoro, rapporto Isfol sulla legge 68: in crescita gli inserimenti

Disabili e lavoro

29 ottobre 2012. Sono incoraggianti i dati che emergono dalla sesta relazione di monitoraggio della normativa del 1999. Nel biennio 2010-2011, infatti, le assunzioni sono tornate a crescere, soprattutto con la formula della convenzione. Si registra, però, anche un incremento dei rapporti a tempo determinato a scapito di quelli a tempo indeterminato

ROMA - Cresce l'inserimento lavorativo delle persone disabili in Italia, e questo nonostante il momento difficile di crisi economica e occupazionale. A dirlo sono i dati dell'ultima relazione, la sesta, curata dall'Isfol per conto del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulla legge numero 68 del 12 marzo 1999 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili".

Il Meridione in controtendenza. La ricerca, svolta su base nazionale e regionale, si concentra sul biennio 2010-2011 e rileva che gli avviamenti al lavoro, dopo aver raggiunto nel 2009 il livello minimo dall'introduzione della legge (20.899), nel 2010 e 2011 sono tornati a crescere, raggiungendo rispettivamente quota 22.360 e 22.023. La ripresa ha riguardato tutte le aree geografiche eccetto quella meridionale, dove si assiste ad una ulteriore contrazione di posti. Tra le tipologie di avviamento al lavoro prevale la formula della convenzione, che ha inciso nel 2010 per il 49,4% dei casi e addirittura per il 51,6% nell'anno successivo.

Le modalità di assunzione. La ricerca dell'Isfol evidenzia anche un incremento progressivo dei rapporti a tempo determinato a scapito di quelli a tempo indeterminato, con una dinamica simile a quella che si è verificata nel resto del mercato del lavoro. "Addirittura - rilevano ancora i ricercatori - tra il 2010 e il 2011 si è assistito al sorpasso dei primi rispetto ai secondi", anche se questa tendenza non si riscontra in tutto il Paese: al Nord, infatti, sono di più i rapporti di lavoro a tempo determinato, mentre nel Centro e nel Sud continuano a prevalere gli avviamenti a tempo indeterminato.

Datori di lavoro e quote di riserva. Per avere un quadro esatto della situazione è necessario mettere a confronto il volume degli avviamenti con la quota di riserva dichiarata dai lavoratori pubblici e privati sottoposti all'obbligo di legge, ovvero qual è la percentuale di disabili da assumere a seconda del numero di dipendenti. Nel biennio 2010-2011 il numero di datori di lavoro pubblici scende da 4.073 a 2.557 e così pure la quota di riserva che passa da 74.741 a 34.165. Stessa tendenza anche per i soggetti privati, che dai 68.218 del 2010 si sono ridotti ai 45.274 dell'anno successivo, portando le quote di riserva da 228.709 a 143.532.

Il 10% degli avviamenti in aziende sotto i 15 dipendenti. In questo scenario in mutamento, c'è una costante che la relazione mette in evidenza: è la percentuale degli avviamenti effettuati da aziende al di sotto dei 15 dipendenti, quindi non soggette all'obbligo di assunzione, quantificabile in circa il 10% degli avviamenti totali. "Tra i motivi del verificarsi di questo fenomeno - secondo l'Isfol - c'è da considerare la composizione del sistema produttivo italiano, caratterizzato prevalentemente da imprese di piccole dimensioni", ma accanto a questo va considerata anche "la crescita di sensibilizzazione sociale sul tema della disabilità rispetto alla quale la legge 68 ha avuto un ruolo importante".

(fonte: Superabile)

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26
Ott

INAIL – La nuova sanità INAIL: a confronto professionisti, istituzioni e ricerca

Medico

26 ottobre 2012. Da lunedì a mercoledì prossimi si svolgerà a Roma il nono convegno nazionale di medicina legale previdenziale. Un'occasione di dibattito importante, in particolare alla luce del recente Accordo-quadro approvato dalla Conferenza Stato-Regioni che ha assegnato all'Istituto nuove opportunità d'intervento sul territorio in materia socio-riabilitativa

ROMA - Si svolgerà a Roma, da lunedì a mercoledì prossimi, presso lo Sheraton Golf Parco de' Medici, il nono convegno nazionale di medicina legale previdenziale dell'INAIL. L'appuntamento, nato 16 anni fa e di cadenza biennale, nel corso del tempo ha ampliato progressivamente la platea degli interessati, qualificandosi oggi non più soltanto come un momento di dibattito interno all'Istituto, bensì come un'occasione di confronto di valenza nazionale per tutti i professionisti e il mondo accademico e istituzionale che operano nel settore della medicina legale e del lavoro.

Bonifaci: "Ambiti di competenza sempre più articolati". "Il titolo dell'edizione di quest'anno - 'La nuova sanità INAIL' - è volutamente ampio, proprio per sottolineare quanto siano ormai articolati gli ambiti di competenza dell'Istituto - spiega il sovrintendente medico generale, Giuseppe Bonifaci - Oggi l'INAIL è diventato più che mai a pieno titolo il referente nazionale per tutto quello che concerne la salute e la sicurezza sul lavoro: una mission che, nella sanità, oltre all'esclusività 'storica' nella medicina legale, vede il nostro ente operare sempre più in sinergia con le altre istituzioni (dalle Asl ai centri di ricerca, alle università) anche per quanto riguarda gli ambiti di prima cura, della riabilitazione e del reinserimento".

Recuperate le attribuzioni trasferite dalla riforma sanitaria del '78. Appaiono definitivamente "tramontati" gli esiti della riforma sanitaria del 1978 (l. 833/78) che, trasferendo al Servizio sanitario nazionale la totalità dei compiti in materia di promozione, mantenimento e recupero della salute (comprese le attività di assistenza ospedaliera degli enti previdenziali), aveva visto l'INAIL cedere alle Regioni i propri Centri traumatologici ospedalieri (Cto). Se già la finanziaria 67/88 (articolo 12) aveva disposto la possibilità dell'Istituto di erogare le prime cure ambulatoriali in caso d'infortunio o di malattia professionale di un lavoratore (previa convenzione stipulata con le Regione e in coordinamento con le unità sanitarie locali), i recenti interventi normativi (il dlgs 81/2008 - "Testo unico sulla sicurezza sul lavoro" - e il successivo dlgs 106/2009) hanno progressivamente riattribuito all'INAIL i compiti ampi di cui era titolare in passato nell'erogazione delle prestazioni di assistenza sanitaria e riabilitativa.

Il futuro: sinergie col Ssn nelle prestazioni socio-riabilitative. A dare sostanza definitiva a quanto voluto dal Testo unico è stato, lo scorso 3 febbraio, l'Accordo-quadro approvato dalla Conferenza Stato-Regioni che ha assegnato all'Istituto nuove opportunità di presenza e intervento sul territorio, in una prospettiva di ancora più forte cooperazione col Ssn per la definizione di un'offerta integrata delle prestazioni socio-riabilitative. L'accordo indica, in particolare, i settori nei quali le Regioni e l'INAIL possono collaborare stabilmente in modo che il Ssn benefici dell'esperienza maturata dall'Istituto nelle iniziative a favore degli infortunati e definisce le modalità di erogazione delle prestazioni sanitarie da parte dell'Istituto, garantendone la piena integrazione con le tutele offerte dal Ssn. Ancora, sono possibili accordi tra l'INAIL e le Regioni che consentano all'Istituto di avvalersi di servizi pubblici o privati, per erogare agli infortunati prestazioni ulteriori rispetto a quelle garantite dal Ssn in modo da favorire un più rapido recupero e reinserimento sociale e lavorativo. Per rispondere a questa molteplicità di impegni, l'Istituto si sta dotando di un Nuovo modello sanitario, che va a rinnovare profondamente l'assetto della funzione sanitaria, dando spazio in particolare alle competenze meno 'tradizionali', quali la prevenzione, la riabilitazione e la ricerca.

Un passo avanti nella presa in carico globale del lavoratore. "Il percorso svolto in questi ultimi anni, in definitiva, ha posto tutte le basi perché l'INAIL possa realizzare davvero la totale presa in carico e la tutela globale del lavoratore: dalla prevenzione alla cura, dalla riabilitazione al reinserimento - afferma, ancora, Bonifaci - Di questi 'scenari' d'intervento così ampi e delle loro molteplici articolazioni si parlerà, dunque, nel convegno, che ci permetterà di comprendere anche quali saranno i percorsi futuri che l'INAIL potrà intraprendere e del ruolo che potrà svolgere a beneficio non solo dei lavoratori, ma delle istituzioni e di tutto il sistema Paese".

(ls)

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26
Ott

INAIL – Liguria in controtendenza: nel 2011 tecnopatie in calo del 12,7%

Liguria

25 ottobre 2012. I dati dell'ultimo Rapporto regionale INAIL - presentati a La Spezia nel corso di un convegno sulle strategie e le prospettive per i lavoratori e le imprese rispetto alla salute e alla sicurezza sul lavoro - descrivono un andamento descrescente del fenomeno infortunistico che si accompagna, però, a una riduzione del numero degli occupati

LA SPEZIA - Il convegno "Salute e sicurezza sul lavoro - Strategie e nuove prospettive per lavoratori e imprese" martedì a La Spezia ha fatto da cornice alla presentazione del nuovo Rapporto regionale INAIL della Liguria, da cui emerge un calo degli infortuni denunciati nel 2011 e una riduzione delle malattie professionali pari al 12,7% rispetto all'anno precedente. Un dato, quest'ultimo, particolarmente significativo perché in netta controtendenza rispetto a quello rilevato a livello nazionale, in continuo aumento negli ultimi anni.

"Un modello di azione a misura del territorio". "La scelta di organizzare qui a La Spezia il consueto appuntamento annuale ha il senso di esprimere, in modo tangibile, un modello di azione istituzionale a misura del territorio e di rendere atto dell'impegno che la sede ha profuso per la costruzione di una rete locale particolarmente attiva ed efficace", ha spiegato il direttore regionale INAIL, Alessandra Lanza, nel corso del convegno, al quale hanno partecipato, tra gli altri, l'assessore regionale alle Politiche attive del lavoro e dell'occupazione, Enrico Vesco, il direttore regionale Inps, Fabrizio Ottavi, e il direttore regionale della direzione regionale Lavoro, Paolo Vettori.

A partire dal 2009 meno occupazione. L'andamento dell'occupazione in Liguria è stato in crescita tra il 2000 e il 2008 (salvo un leggero punto di "flessione" nel 2004). Dal 2008 è iniziato un arresto della crescita, seguito da una diminuzione. Gli addetti assicurati all'INAIL, che rappresentano circa il 75% degli occupati stimati dall'Istat, sono anch'essi aumentati progressivamente, con andamento parallelo a quello degli occupati, fino a una contrazione nel 2009 e 2010 pari al 3,6%.

In aumento gli incidenti in itinere. Gli infortuni sul lavoro denunciati nel 2011 sono stati 25.490 (-10,6% rispetto al 2008). Tra il 2002 e il 2010, ultimo anno con dati sufficientemente stabilizzati, al netto degli infortuni "in franchigia", che si sono cioè risolti entro tre giorni, le denunce sono scese da 30.544 a 27.395, con una contrazione complessiva del 10,3% (circa 3.150 infortuni in meno). La componente degli infortuni in itinere, avvenuti nel tragitto casa-lavoro-casa, nel 2001 rappresentava il 5,8% degli infortuni riconosciuti ed è progressivamente aumentata fino a raggiungere, nel 2010, il 14%. La ripartizione degli infortuni per settore di attività vede ai primi due posti i Trasporti e le Costruzioni, seguiti da Attività immobiliari e servizi, e Pubblica amministrazione. In questi quattro settori negli ultimi dieci anni sono avvenuti complessivamente circa la metà degli infortuni riconosciuti in Liguria.

Nel 12% dei casi coinvolti lavoratori stranieri. Se nel 2000 gli infortuni dei lavoratori non italiani in Liguria erano pari a circa il 5% del totale, negli ultimi anni questa percentuale è salita fino a toccare quota 12%. Nel 2008 e 2009 il 60% degli infortuni dei lavoratori stranieri hanno coinvolto persone originarie di sei Paesi: Ecuador, Marocco, Albania, Romania, Perù e Tunisia.

Nel 2011 un morto in più rispetto al 2010. Nel 2011 i casi di infortunio sul lavoro mortale in Liguria sono stati 17, uno in più rispetto all'anno precedente. Dati i numeri relativamente bassi, non è individuabile, però, una tendenza chiara nell'ultimo decennio, anche se dai 78 casi che si sono verificati complessivamente nel triennio 2001-2003 si è scesi ai 54 casi dell'ultimo triennio 2009-2011). Nella regione la quota di infortuni mortali legati alla strada, sia in occasione di lavoro sia in itinere, tra il 2006 e il 2011 è stata complessivamente pari al 43%, quindi inferiore rispetto al dato nazionale, dove almeno la metà degli eventi mortali sono legati alla strada (in occasione di lavoro e in itinere).

Tra le patologie prevalgono quelle riferibili all'amianto. Le malattie professionali denunciate in Liguria nel 2011 sono state 848, il 12,7% in meno rispetto al 2010. Questa diminuzione è in netta controtendenza rispetto al dato nazionale, che negli ultimi anni è in continuo aumento e che tra il 2010 e il 2011 ha fatto registrare un ulteriore incremento, pari al 9,6%. Dal punto di vista della tipologia, prevalgono nettamente tre gruppi: le malattie riferibili all'amianto (croniche e neoplastiche) si collocano tra il 35 e il 40%, le ipoacusie e le malattie osteo-artro-muscolo-tendinee, invece, tra il 20 e il 25%.

Per saperne di più:

Rapporto regionale 2011

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26
Ott

Privacy e uso di sistemi di videosorveglianza in azienda

Fonte: Garante per la protezione dei dati personali

Il Garante per la privacy ha vietato (con provvedimento n. 267 del 4 ottobre 2012) l'uso di un sistema di videosorveglianza in grado di captare anche le conversazioni dei dipendenti. Le telecamere installate presso un call center all'ingresso della sede e nei locali dove sono collocate le postazioni di lavoro sono state "spente" dall'Autorità che ha dichiarato illecito il trattamento dei dati personali dei dipendenti. L'impianto composto da quattro telecamere orientabili e dotate di zoom, di cui tre in grado di captare anche l'audio all'interno del call center, era segnalato da cartelli, privi però di alcune informazioni obbligatorie, affissi in prossimità dei luoghi ripresi.

A seguito del divieto del Garante la società non potrà utilizzare i dati personali trattati in violazione di legge. L'eventuale riattivazione delle telecamere dovrà avvenire nel rispetto dello Statuto dei lavoratori, che ammette l'installazione di sistemi audiovisivi, dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, solo in presenza di particolari esigenze aziendali organizzative, produttive o di sicurezza del lavoro, previo accordo con le rappresentanze sindacali. In assenza di un tale accordo è necessaria l'autorizzazione del competente ufficio periferico del Ministero del lavoro.

Dagli accertamenti ispettivi è emerso invece che la società non è stata in grado di dimostrare l'esistenza delle menzionate esigenze aziendali che giustificassero l'installazione dell'impianto, né aveva rispettato la procedura prevista dalla legge. Il trattamento dei dati svolto presso il call center è risultato quindi illecito. Il sistema effettuava, di fatto, un controllo a distanza dei lavoratori vietato dalla legge, aggravato, peraltro, dalla presenza di un impianto in grado di captare l'audio di quanto accadeva negli ambienti di lavoro. Gli atti riguardanti la società, già sanzionata per non aver informato correttamente i dipendenti della presenza delle telecamere, saranno trasmessi alla magistratura per la valutazione di eventuali profili penali connessi all'installazione del sistema audiovisivo.

26
Ott

INAIL – In Lombardia calano infortuni sul lavoro, casi mortali e malattie professionali

Lombardia

26 ottobre 2012. Secondo il Rapporto annuale regionale 2011, presentato ieri a Milano, queste flessioni sono da attribuire a un effettivo miglioramento dei livelli di rischio e solo parzialmente alla crisi, che nell'ultimo biennio non si è tradotta in una diminuzione significativa del numero degli occupati

MILANO - Nel 2011 in Lombardia sono stati denunciati all'INAIL 127.007 infortuni sul lavoro, in calo del 4,7% rispetto ai 133.312 del 2010. In flessione anche i casi mortali, che sono passati dai 127 del 2010 ai 120 del 2011. Queste riduzioni sono da attribuire a un effettivo miglioramento dei livelli di rischio e solo parzialmente alla crisi economica, che in Lombardia, stando ai dati Istat, non ha prodotto un drastico calo degli occupati, assestatisi nell'ultimo biennio intorno a quota 4,3 milioni.

Porte aperte ai cittadini per conoscere il Punto Cliente Centro Protesi. A rivelarlo è l'ultimo Rapporto regionale dell'Istituto, presentato ieri a Milano nel corso di una giornata in cui l'INAIL ha aperto le porte della propria sede ai cittadini che desideravano visitare e conoscere il Punto Cliente Centro Protesi, struttura di eccellenza per la riabilitazione e il reinserimento della persona disabile, attivo da cinque anni nel capoluogo lombardo in corso di Porta Nuova 19, al piano terra dell'edificio che ospita la direzione regionale.

"La vita priorità anche in un periodo di crisi". "L'enorme disagio di chi non ha lavoro, o potrebbe facilmente perderlo, per la crisi generale del mondo produttivo - ha sottolineato il direttore regionale, Aniello Spina - rischia oggi di assorbire ogni riflessione, lasciando sullo sfondo il tema della prevenzione degli incidenti e delle necessarie tutele. È fondamentale, invece, ricordare sempre la priorità del rispetto della vita umana, della persona che è il lavoratore, soprattutto se con disabilità". A testimonianza dell'impegno di INAIL Lombardia per il reinserimento delle persone con disabilità da lavoro, nel corso della presentazione del Rapporto annuale 2011 tre assicurati hanno raccontato la propria esperienza di recupero dopo un incidente grave, attraverso lo sport e l'auto mutuo aiuto. Francesco Rampi, membro del Comitato di indirizzo e vigilanza, ha sottolineato invece l'importanza degli incentivi forniti dall'Istituto alle imprese, come strategia per sostenere le azioni che rendono concreta la sicurezza per tutti i lavoratori.

Lavoratori stranieri in controtendenza. Il calo complessivo degli infortuni registrato in Lombardia tra il 2010 e il 2011 non ha interessato i lavoratori stranieri, tra i quali si registra, al contrario, un lieve aumento. Dai 24.966 casi del 2010, infatti, si è passati ai 24.981 del 2011. In flessione, invece, i casi mortali (22 nel 2011 rispetto ai 25 casi dello scorso anno), che confermano la tendenza decrescente del fenomeno. Gli infortuni occorsi a lavoratori non italiani nel 2011 rappresentano il 19,7% del totale, mentre se si considerano i casi mortali la stessa percentuale scende al 18,3%. Marocco, Romania e Albania, in questo ordine, sono le comunità che ogni anno denunciano il maggior numero di infortuni sul lavoro, pari al 35% di quelli occorsi ai lavoratori stranieri. Se si considerano, invece, solo i casi mortali, questa percentuale arriva a toccare il 63,6%.

Al femminile un incidente su tre. Poco meno di un infortunio su tre, per la precisione il 30,4% di quelli denunciati all'Istituto, ha coinvolto una donna. Nell'ultimo quinquennio nel settore Industria e Servizi la diminuzione degli infortuni al femminile è stata pari al 4,8%, mentre tra gli uomini la diminuzione è stata decisamente più consistente (-24,3%). Negli ultimi cinque anni si è ridotto anche il numero dei casi mortali occorsi a donne, che sono passati da 20 a 8. Il rapporto tra i casi mortali e quelli avvenuti in itinere, ovvero nel tragitto tra la propria abitazione e il posto di lavoro, è sempre pari o superiore al 50%. Per quanto riguarda, invece, le malattie professionali, quelle denunciate da donne registrano una diminuzione del 2,6% rispetto all'anno precedente: i casi denunciati nel 2011 risultano essere, infatti, 772 contro i 793 del 2010.

Confermata l'efficacia della normativa contro i rischi da rumore. La percentuale di diminuzione dei casi malattia professionale tra le donne è identica a quella registrata nel complesso, in controtendenza rispetto all'incremento rilevato a livello nazionale. Sono stati 3.124, infatti, i casi registrati nel 2011 rispetto ai 3.210 del 2010, pari appunto a una riduzione del 2,6%. La diminuzione è del 4,9% nel settore Industria e Servizi, con 3.117 casi denunciati nel 2010 rispetto ai 2.972 del 2011. Il decremento in questo settore è particolarmente rilevante per quanto riguarda le ipoacusie, che sono diminuite del 23,7% rispetto all'anno precedente, a conferma dell'efficacia nel tempo della normativa contro i rischi di esposizione al rumore.

Più denunce in agricoltura con l'introduzione delle nuove tabelle. Una delle ragioni della diminuzione delle malattie professionali è anche da individuare nell'esaurirsi del progetto di emersione delle malattie nascoste, che in Lombardia ha coinvolto diverse strutture sanitarie e Asl. In particolare, lo studio ha interessato i casi di decessi per mesotelioma. Nel settore Agricoltura, al contrario, l'analisi mostra un incremento del 40,3% rispetto all'anno precedente. I casi di malattia professionale denunciati nel 2011, infatti, sono stati complessivamente 129 contro i 77 del 2010. Il costante aumento dell'emersione di malattie professionali nei lavori agricoli è frutto, in buona parte, dell'introduzione nelle nuove tabelle delle malattie professionali delle patologie osteo-articolari e da sovraccarico biomeccanico.

Per saperne di più:

Rapporto regionale 2011

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26
Ott

DDL anticorruzione, un’arma spuntata?

Vi segnalo, come spunto di riflessione e discussione, l'articolo di Oscar Giannino "Anticorruzione, un'arma spuntata che ci complicherà solo la vita", pubblicato oggi su Tempi.

L'articolo è una riflessione critica sui meccanismi previsti dal DDL anticorruzione per cercare di arginare un "fenomeno (che) sembra più esteso che mai" dai  "costi ... spaventosi":

«Eppure, detto tutto questo, il più delle norme del ddl anticorruzione ripetono vecchi errori e li amplificano, invece di sanarli. Si crede in Italia che bandire l'imperfettismo umano significhi moltiplicare fattispecie e pene edittali. È la tendenza del formalismo strutturalista panpenale, che va per la maggiore da qualche decennio, e che è l'esatto opposto di incentivi innanzitutto economici e reputazionali che premino la compliance spontanea e la diffusione della sua cultura. Che, nel lungo tempo, nel carattere di un popolo come nell'agire dei suoi operatori economici e dei suoi attori civili e politici ottiene risultati assai migliori della paura delle manette.»

25
Ott

INAIL – Spending review. Il Civ INAIL: "I tagli lineari sono antieconomici"

Franco Lotito

24 ottobre 2012. Intervento del presidente, Franco Lotito, al convegno sulle linee guida con Federambiente: "Ogni anno gli infortuni sul lavoro comportano 25 miliardi di euro di costi sociali. Ridurre le risorse dell'Istituto significherebbe incrementare questo disvalore e creare un disagio non sostenibile in questi anni di difficile contingenza"

ROMA - No ai tagli lineari per l'INAIL. Il presidente del Civ, Franco Lotito - intervenendo oggi, a Roma, al convegno sulle linee guida frutto dell'accordo tra l'Istituto e Federambiente - ha criticato fortemente il disegno di legge di stabilità. "Si tratta di una norma ingiusta e antieconomica e basta un semplice calcolo per rendersene conto - ha affermato - Bisogna solo moltiplicare il costo medio di ciascun infortunio sul lavoro, intorno ai 30mila euro, per le oltre 700mila denunce che - seppure con andamento decrescente - arrivano ogni anno all'Istituto La 'non sicurezza' vale un complesso di 25 miliardi di euro: una somma di denaro spaventosa, pari a un punto del Pil".

"Il rischio: ridurre la qualità dello stato sociale". Limitare ulteriormente le risorse, secondo Lotito, non farebbe che aggravare questa realtà. "L'INAIL è un soggetto che interviene a favore della sicurezza e minacciarne ulteriormente la capacità operativa significa permettere a quei 25 miliardi di crescere ancora, anziché di diminuire - ha aggiunto - L'Istituto, così come l'Inps, è un ente che presidia la qualità dello stato sociale e, dunque, anche la tenuta della sua coesione. Ridurne la capacità di azione comporta la creazione di un disagio che il paese non può permettersi, soprattutto in questi anni di difficile contingenza".

Impegno nella riorganizzazione degli organici. Lotito ha distinto, così, tra il principio dei 'tagli lineari' e quello della 'riorganizzazione degli organici'. "Su quest'ambito l'Istituto è al lavoro da tempo ed entro la fine dell'anno dovrebbe essere predisposto il nuovo modello organizzativo che porta a definitivo compimento l'incorporazione dell'ex Ispesl e dell'ex Ipsema - ha ricordato - Il progetto del Polo salute e sicurezza non rappresenta solo un grande obiettivo etico, ma anche uno strumento che ha straordinarie potenzialità di ricaduta economica. Ed è questo il fronte sul quale dobbiamo davvero insistere".

Potenziare la prevenzione: il ruolo degli Rsl. Il presidente del Civ ha, infine, ricordato l'importanza del significato della prevenzione e le molteplici strategie messe in atto dall'Istituto per la promozione di una diffusione capillare della sicurezza sul lavoro: a partire dal sostegno finanziario alle imprese dell'Operazione Incentivi che, nel quadriennio 2011/2014 metterà a disposizione oltre 700 milioni di euro e dal contestuale investimento per potenziare la medicina del lavoro, le politiche sanitarie e la riabilitazione. "Un altro punto essenziale sul quale il Civ crede molto è il ruolo dei responsabili della sicurezza dei lavoratori, di cui l'INAIL gestisce circa 800mila nominativi nella propria banca dati - ha sottolineato Lotito - Per l'Istituto loro possono, e devono, essere la vera rete della prevenzione: perché operano direttamente nelle aziende e dialogano coi responsabili del servizio di prevenzione e protezione".

"Sulla formazione ancora troppi vincoli operativi". Lotito non ha nascosto, tuttavia, la necessità di un intervento che qualifichi in modo più forte a incisivo queste figure. "Dobbiamo dare vita a un adeguato piano formativo e informativo che li interessi - ha concluso - Al momento esistono ancora molti limiti operativi legati all'utilizzo degli stessi dati sensibili di cui disponiamo: una situazione che va modificata anche ricorrendo alla sede normativa o interpellando il Garante della privacy".

(ls)

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