1 ottobre 2014 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for ottobre, 2014

31
Ott

Riduzione delle nutrie nell’ambiente: chiarimenti del Ministero della salute

Comunicato del 31/10/2014 n°191

31
Ott

Direttiva in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale.


Direttiva  in materia di rappresentanza  e rappresentatività sindacale.
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato, in data 26 settembre 2014

direttivaVa premesso che il tema della rappresentanza e rappresentatività sindacale e il monitoraggio della contrattazione collettiva nel settore privato  costituiscono elementi fondamentali per la regolazione e l'attuazione di gran parte della disciplina in materia lavoristica e previdenziale e i criteri e parametri di identificazione e  misurazione della consistenza associativa rappresentano da sempre una competenza istituzionale delle strutture centrali e territoriali del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali assume da sempre un ruolo centrale in tale contesto in quanto, mediante l'attività svolta dalla Direzione genera le dell a tutela delle condizioni di lavoro e delle relazioni  industriali, nonché dalle Direzioni del lavoro, svolge un 'importa nte  attività  di  monitoraggio  sulla  consistenza  dei  dati  organizzativi  a  livello nazionale e territoriale delle organizzazioni sindacali nel  settore privato e tiene l 'archivi o dei relativi contratti.

Tali competenze, peraltro, sono state da ultimo riconfermate dagli articoli 6 e 1 4 del recente decreto del  Presidente  del  Consiglio dei  Ministri 14 febbraio 2014, n. 121, con il quale è stata rivista - ai sensi  dell'art.  2, comma 10 ter , del  D.L. n. 95/2012 e successve modifiche - l 'organizzazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali .

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Direttiva in materia di rappresentanza e rappresentatività sindacale

31
Ott

Il business case per la sicurezza e la salute sul lavoro


Il business case per la sicurezza e la salute sul lavoro
Analisi costi-benefici degli interventi nelle piccole e medie imprese

Il business case per la sicurezza e la salute sul lavoroLe piccole e medie imprese (PMI) devono utilizzare le proprie risorse in modo oculato. Per loro, le questioni economiche relative al miglioramento della sicurezza e salute sul lavoro (SSL) sono fondamentali.

La ricerca osha europa esamina la letteratura già esistente sulle valutazioni dei costi e benefici della SSL e presenta 13 nuovi studi di casi relativi agli interventi sulle PMI. Queste analisi esplicative mostrano come una buona SSL possa ottenere maggiori vantaggi finanziari.

Perché concentrarsi sulle piccole e medie imprese?

Le piccole e medie imprese (PMI) sono la spina dorsale dell'economia europea

Essi sono responsabili di 67% dell'occupazione

Purtroppo, i loro lavoratori sono sproporzionatamente probabilità di soffrire a causa della scarsa sicurezza e la salute sul lavoro (SSL)

82 % Di infortuni sul lavoro e il 90% delle morti sul lavoro avviene nelle PMI

Le PMI devono affrontare sfide particolari quando si tratta di SSL. Una PMI può avere più difficoltà di risorse e l'attuazione di una politica di sicurezza e di salute di una società più grande

Il profitto è solo raramente un motivo per l'attuazione di una iniziativa in materia di SSL

Oltre a prendersi cura del personale, la reputazione e il rispetto della legge sono i fattori più grandi per le imprese

Le PMI tendono a considerare la SSL come un onere per i costi di gestione

Tuttavia, una maggiore consapevolezza del legame tra il miglioramento della SSL e maggiori risparmi di produttività / costi potrebbe contribuire a incoraggiare le PMI ad agire

Il business case per la sicurezza e la salute sul lavoroIl business case per la sicurezza e la salute sul lavoro

Il business case per la sicurezza e la salute sul lavoroRelazione completa ( inglese )


31
Ott

Cnappc: ‘gli architetti associati siano agevolati come le start up’

30/10/2014 - Estendere ai professionisti che si aggregano le agevolazioni fiscali che la legge di Stabilità 2015 prevede per le attività di impresa e di lavoro autonomo nella fase di start up.   Lo chiede il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc) “per sostenere coerentemente gli obiettivi della Riforma delle Professioni e per rendere i professionisti italiani capaci di affrontare il mercato globale, offrendo al meglio le loro capacità tecniche e intellettuali”.   “Per le attività di impresa e di lavoro autonomo - spiega la nota degli architetti - le misure del Governo prevedono un nuovo regime forfettario con la riduzione del reddito imponibile, nella misura di un terzo nel primo periodo di imposta e nei due successivi, che non si applica, invece, a quei soggetti che operano non individualmente, ma in maniera ‘aggregata’”.   Si tratta dell’art. 9,..
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31
Ott

Toscana, approvata la nuova legge urbanistica

31/10/2014 - Freno al consumo di nuovo suolo, riqualificazione dell’esistente nei terreni urbanizzati, tutela del territorio agricolo da trasformazioni non agricole, pianificazione di area vasta.   Sono questi i pilastri della nuova legge sul governo del territorio che la Regione Toscana ha approvato mercoledì scorso, e che riforma le legge urbanistica 1/2005.   “Una legge di profonda svolta, e non scontata - ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi - che mette la Toscana all’avanguardia nelle politiche del governo del territorio. Con questa legge la Toscana potrà andare a testa alta nel dibattito nazionale e essere di esempio”.   “Con l’approvazione di questa legge lungimirante, che consentirà alla Toscana uno sviluppo di qualità, diamo dignità e forza alle istituzioni. La Toscana ce la fa ad andare oltre gli interessi particolari e afferma un punto di vista più alto. Nel tutelare..
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31
Ott

Giovani progettisti, quando si ha diritto al punteggio aggiuntivo

31/10/2014 - L’abilitazione quinquennale dei giovani professionisti che partecipano ad una gara d’appalto deve essere calcolata dal momento della pubblicazione del bando e non dalla scadenza dei termini per presentare le offerte.   Si è espresso in questi termini il Consiglio di Stato che, con la sentenza 4929/2014, ha fornito un’interpretazione sulle norme del Codice Appalti che mirano ad agevolare la partecipazione dei giovani progettisti.   Il CdS ha ricordato che il Codice Appalti e il Regolamento attuativo prevedono che, per promuovere la partecipazione dei giovani progettisti, sia concesso un punteggio aggiuntivo ai raggruppamenti temporanei in cui sia presente un professionista abilitato da meno di cinque anni. Le norme non forniscono però nessun riferimento in merito al giorno da cui deve essere calcolato questo termine.   A detta dei giudici, si può quindi far valere l’Allegato L del Regolamento attuativo,..
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31
Ott

Assegnati agli enti locali 108 milioni di euro per saldare i debiti della PA

31/10/2014 – Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 13 ottobre 2014, che attua le disposizioni del Decreto Sblocca Italia sul pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione.   Il DM, varato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, assegna agli enti territoriali che ne hanno fatto richiesta una quota proporzionale agli spazi finanziari necessari al pagamento dei debiti in conto capitale certi, liquidi ed esigibili maturati entro il 31 dicembre 2013.   Ricordiamo infatti che il Decreto Sblocca Italia ha escluso dal patto di stabilità interno un importo di 200 milioni di euro per pagare i debiti in conto capitale certi, liquidi ed esigibili maturati entro il 31 dicembre 2013, per i quali sia stata emessa fattura entro questa data.   Sul totale delle risorse stanziate dal Decreto Sblocca Italia, 50 milioni sono destinati al pagamento dei debiti delle Regioni e i restanti 150 milioni agli enti locali che, entro il 30 settembre 2014, hanno comunicato..
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31
Ott

Lavoro e sicurezza nelle fabbriche in Bangladesh


Lavoro e sicurezza nelle fabbriche in Bangladesh

ILODal 2013, il Governo del Bangladesh ha fatto importanti progressi per garantire l’applicazione dei diritti sul lavoro e per migliorare la sicurezza nelle fabbriche nell’industria dell’abbigliamento e della maglieria nel paese, ma c’è ancora molto lavoro da fare. È la principale conclusione della riunione di valutazione organizzata a Bruxelles dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e dalla Commissione Europea.


La riunione ha esaminato le misure contenute nel «Patto di sostenibilità», l’accordo siglato da ILO, Commissione Europea, Governo del Bangladesh e Stati Uniti nel luglio 2013. La riunione ha anche identificato gli ambiti nei quali sono tuttora necessari urgenti miglioramenti.

Progressi importanti

Nel suo intervento, Sandra Polaski, Direttore Generale Aggiunto dell’ILO, ha preso atto degli importanti progressi compiuti a partire dal luglio 2013 dal Governo del Bangladesh e dalle altre parti del Patto di sostenibilità.

Sono stati introdotti emendamenti alla Legge sul lavoro del Bangladesh per rafforzare la libertà di associazione e di contrattazione collettiva, come pure la salute e la sicurezza sul lavoro. Nuovi sindacati sono stati registrati.

Sono state effettuate ispezioni sulla sicurezza nelle fabbriche di abbigliamento destinato all’export. Maggiori risorse sono state destinate ai servizi pubblici di ispezione delle fabbriche. È stata adottata una politica nazionale per la salute e per la sicurezza sul lavoro; sono state stabilite norme in materia di ispezioni sulla sicurezza. È stata istituita una commissione d’inchiesta per la chiusura delle fabbriche pericolose.

Sono necessari ulteriori miglioramenti

L’ILO sottolinea che, nonostante i progressi, c’è ancora molto da fare in diversi ambiti.

La legislazione del lavoro del Bangladesh dovrebbe entrare in vigore ed essere applicata pienamente; e per questo, il Governo dovrebbe emanare direttive in modo che la nuova normativa possa essere tradotta in realtà.

Dovrebbe essere facilitata la creazione e registrazione di nuovi sindacati, sia dal punto di vista giuridico che pratico. Andrebbe protetto il diritto di sciopero; ulteriori sforzi sono anche necessari per garantire l’applicazione di norme internazionali del lavoro come la libertà di associazione e di contrattazione collettiva.

Il Governo dovrebbe allineare la Legge sul lavoro e la normativa sulle zone franche alle norme internazionali del lavoro, in particolare per quanto riguarda la libertà di associazione e di contrattazione collettiva.

È anche importante continuare i programmi di educazione e di formazione sui diritti sul lavoro per le forze dell’ordine e per altro personale.

Le vittime del crollo del Rana Plaza dovrebbero usufruire di formazione professionale e di attività di riabilitazione. L’ILO chiede anche la creazione di un sistema di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. «Il regalo più bello per le vittime del Rana Plaza sarebbe quello di creare in Bangladesh un sistema sostenibile di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro», ha sottolineato Sandra Polaski.

La banca dati pubblica delle fabbriche andrebbe migliorata includendo anche i subappaltatori.

Un punto di svolta

Il Direttore Generale Aggiunto dell’ILO Sandra Polaski ha affermato la disponibilità dell’ILO a fornire ulteriore sostegno al Governo del Bangladesh.

La Polaski ha infine ricordato che la tragedia del Rana Plaza segna «un punto di svolta che ha polarizzato l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sulle condizioni di lavoro in un settore così fondamentale per la vita di milioni di lavoratori del Bangladesh e per l’intera economia del paese».

Il Direttore aggiunto ha sottolineato che «il Governo, le parti del Patto di sostenibilità, i partner e l’industria dell’abbigliamento devono fare tutto il possibile per evitare perdite di vite umane e infortuni sul lavoro, e per garantire ora e nel futuro i diritti fondamentali dei lavoratori».

«Il settore tessile, determinato a preservare la sua reputazione di settore equo e sostenibile, deve dimostrare di avere riparato agli errori del passato. In questo contesto, il Patto di sostenibilità rappresenta una piattaforma ideale per farlo, con il sostegno di numerosi partner che vogliono che il Bangladesh e le sue aziende possano prosperare e che ai suoi lavoratori e cittadini sia garantito un livello di vita migliore, il pieno esercizio dei diritti e un futuro sereno e prospero», ha concluso la Polaski.

Tratto da http://www.ilo.org/rome/risorse-informative/per-la-stampa/comunicati-stampa/WCMS_315514/lang--it/index.htm


31
Ott

Esperienze e strumenti per la promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoro


Regione Piemonte
Dors pubblica, nella sua versione completa, il manuale "Esperienze e strumenti per la promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoro"

L’ambiente di lavoro è un setting strategico per promuovere la salute, e nello specifico, l’attività fisica in età adulta.

Esperienze e strumenti per la promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoroSul luogo di lavoro le persone trascorrono la maggior parte della loro giornata e si possono, così, più facilmente raggiungere e coinvolgere, sia diffondendo informazioni e conoscenze sull’importanza di uno stile di vita salutare e attivo sia offrendo delle opportunità per praticare attività fisica (spostamenti casa-lavoro attivi, uso delle scale, realizzazione, durante le pause, di esercizi di mobilità, gruppi di cammino,…).

La promozione dell’attività fisica è un’azione che, tra l’altro, rientra appieno nella Workplace Health Promotion1 (WHP) che si prefigge di migliorare la sicurezza, la salute e il benessere nei luoghi di lavoro.

Agire sulla popolazione adulta, sul miglioramento del suo stile di vita e del suo livello di efficienza fisica, vuol dire, anche, avere una futura popolazione anziana in condizioni di maggior benessere psico-fisico.

Per contrastare efficacemente la sedentarietà e l’inattività fisica è molto importante sviluppare programmi multi-componente di promozione dell’attività fisica in azienda e utilizzare l’esercizio fisico nelle attività di prevenzione e cura delle patologie esercizio sensibili.

Questi programmi, caratterizzati da un approccio ecologico, si compongono idealmente di più interventi portati avanti sul piano:

- delle policies aziendali a favore della promozione di uno stile di vita attivo,
- dell’ambiente lavorativo da ri-organizzare in modo da facilitare la pratica dell’attività fisica,
- del cambiamento dei comportamenti non salutari da parte del singolo e del gruppo.


1. L’attività fisica nei luoghi di lavoro: dalle raccomandazioni alla pratica
1.1 I dati cosa dicono?
1.2 Quanta attività fisica occorre fare per mantenersi in buona salute?
1.3 Investire nell’attività fisica conviene
1.4 Promuovere l’attività fisica nei luoghi di lavoro: cosa si può fare
1.4.1 Gli interventi
1.5 La Workplace Health Promotion: modelli e strategie
2. Buone pratiche: risorse e strumenti
2.1 Le esperienze delle Aziende sanitarie locali piemontesi
2.2 Altre esperienze regionali, nazionali e internazionali
3. Costruire un progetto
3.1 Come sviluppare un progetto
3.2 Il percorso guidato, come progettare per fasi
3.3 La checklist, uno strumento di lavoro

Esperienze e strumenti per la promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoro

30
Ott

Valutazione dell’esposizione ai pesticidi


Nuove linee guida dell’EFSA stabiliscono per la prima volta una metodologia armonizzata per la valutazione dell’esposizione ai pesticidi per quattro principali gruppi di popolazione: operatori, lavoratori, residenti e astanti.

La metodologia è concepita per aiutare i valutatori del rischio e i produttori che presentano richieste di autorizzazione per pesticidi a calcolare il rischio per quanti siano esposti ai pesticidi perché lavorano o si trovano in prossimità fisica (dove vivono, lavorano o vanno a scuola) ad aree, quali i campi, in cui vengono utilizzate queste sostanze chimiche. Il documento valuta l'esposizione ai pesticidi per via non alimentare, soprattutto per inalazione o assorbimento cutaneo, ma anche per potenziale ingestione mediante trasmissione mano-bocca.

Nuove linee guida dell’EFSA

Nel contesto di tali linee guida, l’EFSA ha sviluppato un software di facile utilizzo per l’utente che consente di effettuare queste valutazioni dell’esposizione con un semplice clic del mouse. Una volta inseriti i dati fondamentali, il calcolatore indica se il livello di esposizione ai pesticidi per un gruppo particolare, in circostanze specifiche, sia al di sopra o al di sotto di un dato limite di riferimento per un’esposizione accettabile, fissato in precedenza. Lo strumento comprende un elevato fattore di sicurezza e considera scenari realistici e di caso peggiore per la valutazione dell’esposizione. Tutte le stime danno per scontato che, nel trattare i pesticidi, gli operatori e i lavoratori si attengano alle procedure di sicurezza universalmente ammesse, note come “buone prassi agricole”.


Le linee guida e il software, che calcolano l’esposizione ai pesticidi per via non alimentare con più accuratezza rispetto al passato, rappresentano un importante contributo alla protezione della salute pubblica.

Un enorme passo in avanti

Le linee guida interessano quattro principali gruppi di popolazione:
  • Operatori: agricoltori di professione che svolgono attività legate all’applicazione di pesticidi, come la miscelazione e il caricamento dei pesticidi nei macchinari, o l’azionamento, la pulizia, lo svuotamento e la riparazione di tali apparecchiature.
  • Lavoratori: coloro che, nell’ambito della propria attività lavorativa, operano in aree in cui si utilizzano pesticidi o che maneggiano colture trattate con sostanze chimiche.
  • Residenti: coloro che vivono, lavorano o vanno a scuola nelle vicinanze di una zona in cui vengono utilizzati pesticidi e che non adottano misure protettive, come l’indossare indumenti speciali, per ridurre l’esposizione.
  • Astanti: coloro che possono trovarsi all’interno o nelle vicinanze di una zona trattata con pesticidi e che non attuano misure di protezione.

Per predisporre quest’approccio armonizzato l’EFSA ha fatto riferimento a parecchi modelli di valutazione dell’esposizione già disponibili e a circa 20 banche dati. Gli scienziati dell’Autorità hanno quindi selezionato e perfezionato i modelli più validi per pervenire a una metodologia che sia in grado di fornire le valutazioni di sicurezza dell’esposizione ai pesticidi per via non alimentare più precise e complete attualmente a disposizione.

Jose Tarazona, responsabile dell’unità Pesticidi dell’EFSA, ha affermato: “Le linee guida rappresentano un enorme passo in avanti per l’armonizzazione della valutazione dell’esposizione ai pesticidi per operatori, lavoratori, residenti e astanti a livello di UE. Il centro di raccolta dati e lo strumento sviluppati dall’EFSA offrono una piattaforma di lavoro unica alle persone incaricate di valutare i rischi dell’esposizione ai pesticidi. Ora la comunità scientifica possiede un linguaggio comune e un insieme di definizioni condivise per poter discutere e perfezionare ulteriormente questo approccio”.

Invito alla mobilitazione

L’EFSA fa presente che le linee guida contengono una serie d’incertezze dovute alla mancanza di dati, in particolare per la valutazione dell’esposizione dei residenti. L’Autorità fa pertanto appello agli scienziati degli Stati membri, agli organismi di ricerca e ai produttori affinché contribuiscano a colmare queste lacune in vista del continuo aggiornamento delle linee guida.

Le linee guida rappresentano un solido punto di partenza, ma si tratta di un progetto ancora in fieri” ha aggiunto il dott. Tarazona. “La cosa più importante è che esse contribuiscono a individuare le lacune a livello di dati. Invitiamo tutti i membri della comunità scientifica a generare e fornire le informazioni necessarie per rafforzare ulteriormente questa metodologia”.

***  Domande frequenti sulle Linee guida per la valutazione dell’esposizione di operatori, lavoratori, residenti e astanti ai pesticidi
*** Guidance on the assessment of exposure of operators, workers, residents and bystanders in risk assessment for plant protection products