1 dicembre 2014 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for dicembre, 2014

31
Dic

I detergenti


I detergenti

I detergentiGli infortuni negli ambienti di lavoro sono da tempo oggetto di una attenta analisi in merito all’incidenza, alla tipologia, alle cause strutturali, tecnologiche, organizzative, e alle conseguenze per la persona e per l’azienda.

In ambito occupazionale gli aspetti della prevenzione sono disciplinati da un ampio retroterra legislativo italiano e comunitario. Non altrettanto si può affermare per quanto riguarda gli eventi infortunistici che interessano la persona nel proprio ambiente di vita, in particolare nel contesto domestico. I dati statistici disponibili evidenziano l’importanza del fenomeno in Italia, sebbene non consentano di operare stime adeguate in termini qualitativi e quantitativi. Gli infortuni domestici rappresentano senza dubbio una tematica di sanità pubblica che merita la massima attenzione, soprattutto se si considera il frequente coinvolgimento di soggetti deboli, in particolare bambini e anziani.

La programmazione di politiche informative e di sensibilizzazione nei confronti dei rischi presenti nelle abitazioni e negli spazi di vita, così come l’istituzione di una forma assicurativa che copre i rischi derivanti dal lavoro svolto in ambito domestico (Legge 3 dicembre 1999, n. 493. Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici), rappresentano gli strumenti più idonei per intervenire positivamente sugli utenti in modo che sviluppino la giusta predisposizione verso scelte consapevoli in materia di sicurezza.

Il presente lavoro è inserito in una apposita collana “Quaderni per la Salute e la Sicurezza” nata nel 2002 e curata dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’ISPESL (oggi INAIL - Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale) con l’obiettivo di affrontare tematiche rilevanti in tema di salute pubblica e fornire uno strumento di informazione, comunicazione e diffusione della cultura della sicurezza negli ambienti di vita.

Il Quaderno “I detergenti” in particolare è una versione ampiamente aggiornata e opportunamente
modificata dello studio effettuato nel 2004 dal gruppo di lavoro “I Detergenti” nell’ambito dell’Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita.

Il volume, presentato in una nuova edizione INAIL, è stato realizzato con lo scopo di promuovere la conoscenza e l’uso corretto, in ambito domestico, dei detergenti, la cui diffusione interessa ogni abitazione e più in generale ogni luogo di vita. Rivolto al vasto pubblico degli utilizzatori, il manuale spiega con grande semplicità di linguaggio la composizione di questi preparati e propone una breve analisi degli infortuni (patologie dermatologiche o avvelenamenti) ai quali i detergenti possono dare luogo se usati in modo improprio. Consente inoltre una maggiore fruibilità delle informazioni presenti nelle etichette e fornisce indicazioni per la prevenzione e consigli per un uso corretto ed esente da rischi.

I detergenti
Pubblicazione realizzata da
INAIL
Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale
COORDINAMENTO SCIENTIFICO dei Quaderni per la Salute e la Sicurezza
Sergio Iavicoli, Marta Petyx
CURATORI Seconda Edizione
Laura Medei, Marta Petyx, Mariangela Spagnoli
COLLABORAZIONE EDITORIALE
Alessandra Luciani, Laura Medei, Donatella Vasselli


Definizione di “detergente”
Storia della detergenza
Tipi di detergenti e loro caratteristiche
Formulazione dei più comuni detergenti
Etichettatura dei detergenti
Simboli di pericolo più comuni
Patologie indotte e/o favorite dall’uso di detergenti
Intossicazioni da detergenti
Cosa tenere nell’armadietto di primo soccorso
Consigli di comportamento
Principi di prevenzione
Attrezzature di protezione individuale
Schede tossicologiche dei detergenti
Intossicazioni da impiego di detergenti: il riferimento nazionale
Centri Antiveleni Italiani (CAV)
Scheda dei numeri di soccorso

31
Dic

Cessioni immobiliari, come capire quando sono soggette a Iva

31/12/2014 – Come capire se la cessione di un immobile, su cui sono realizzati interventi non facilmente inquadrabili, che avviene entro cinque anni dalla fine dei lavori, è assoggettata ad Iva? Il Consiglio nazionale del notariato cerca di spiegarlo con lo studio 468-2014/T.   Se i lavori non sono chiaramente individuabili come manutenzione straordinaria, né come restauro o risanamento conservativo né come ristrutturazione edilizia, possono presentarsi alcune problematiche in merito al regime di imposizione fiscale da adottare.   Come sottolineato dal notariato, il Decreto Iva (Dpr 633/1972) non indica chiaramente i confini di questi interventi. La situazione appare poi complicata dall’introduzione della Scia e dalle norme regionali in materia di urbanistica.   Per individuare la categoria degli interventi effettuati si può tentare di capire la qualificazione dell’impresa che li ha eseguiti. Il notariato fa però..
Continua a leggere su Edilportale.com

31
Dic

I biocidi


biocidiI biocidi

Gli infortuni negli ambienti di lavoro sono da tempo oggetto di una attenta analisi in merito all’incidenza,
alla tipologia, alle cause strutturali, tecnologiche, organizzative, e alle conseguenze per la persona e per l’azienda. In ambito occupazionale gli aspetti della prevenzione sono disciplinati da un ampio retroterra legislativo italiano e comunitario.

Non altrettanto si può affermare per quanto riguarda gli eventi infortunistici
che interessano la persona nel proprio ambiente di vita, in particolare nel contesto domestico.

I dati
statistici disponibili evidenziano l’importanza del fenomeno in Italia, sebbene non consentano di operare stime adeguate in termini qualitativi e quantitativi. Gli infortuni domestici rappresentano senza dubbio una tematica di sanità pubblica che merita la massima attenzione, soprattutto se si considera il frequente coinvolgimento di soggetti deboli, in particolare bambini e anziani.

La programmazione di politiche informative e di sensibilizzazione nei confronti dei rischi presenti nelle abitazioni e negli spazi di vita, così come l’istituzione di una forma assicurativa che copre i rischi derivanti dal lavoro svolto in ambito domestico (Legge 3 dicembre 1999, n. 493. Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici), rappresentano gli strumenti più idonei per intervenire positivamente sugli utenti in modo che sviluppino la giusta predisposizione verso scelte consapevoli in materia di sicurezza.

Il presente lavoro è inserito in una apposita collana “Quaderni per la Salute e la Sicurezza” nata nel 2002 e curata dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’ISPESL (oggi INAIL - Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale) con l’obiettivo di affrontare tematiche rilevanti in tema di salute pubblica e fornire uno strumento di informazione, comunicazione e diffusione della cultura della sicurezza negli ambienti di vita.

Il Quaderno “I biocidi” in particolare è una versione ampiamente aggiornata e opportunamente modificata dello studio effettuato nel 2003 dal gruppo di lavoro “Biocidi” nell’ambito dell’Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita Il volume, presentato in una nuova edizione INAIL, è stato realizzato con la finalità di promuovere la conoscenza
e il corretto uso dei biocidi, tutti quei prodotti (disinfettanti, insetticidi, tarmicidi, rodenticidi ecc.) destinati a distruggere, eliminare o rendere innocui gli organismi nocivi infestanti.

Utilizzati diffusamente nelle abitazioni questi prodotti, per le loro specificità d’uso, possono essere altamente tossici e nocivi e impongono perciò specifiche modalità di utilizzo secondo le indicazioni fornite in etichetta.

Per questo motivo diventa fondamentale conoscere le caratteristiche e i potenziali pericoli delle sostanze che si usano, così come gli eventuali interventi da approntare nel caso di incidenti dovuti a un uso improprio.

biocidi
Pubblicazione realizzata da
INAIL
Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale
COORDINAMENTO SCIENTIFICO dei Quaderni per la Salute e la Sicurezza
Sergio Iavicoli, Marta Petyx
CURATORI Seconda Edizione
Laura Medei, Marta Petyx, Mariangela Spagnoli
COLLABORAZIONE EDITORIALE
Alessandra Luciani, Laura Medei, Donatella Vasselli


Definizione di “biocida”
Tipi di biocidi e loro caratteristiche
Pericoli dei biocidi usati nell’ambiente domestico
Impariamo a conoscere i simboli di pericolo più comuni
Avvertenze e precauzioni
Il primo soccorso casalingo
Schede tossicologiche dei biocidi
Legislazione
Centri Antiveleni Italiani (CAV)
Scheda dei numeri di soccorso

31
Dic

Cos’è il radon


radonCos’è il radon

L
’uomo è stato esposto da sempre a una radioattività di origine naturale, dovuta sia ai raggi cosmici sia alle
emissioni radioattive dal suolo sia ad altre fonti

Nella nostra epoca, alla radioattività naturale cui la popolazione è esposta quotidianamente si somma l’esposizione a sorgenti artificiali di radiazioni, utilizzate in ambito medico, industriale, nella ricerca scientifica o legate all’impiego pacifico dell’energia nucleare o alla conduzione in passato di test nucleari in atmosfera

Si è anche assistito ad un aumento delle esposizioni a fonti naturali come conseguenza del progresso tecnologico: ad esempio una maggiore esposizione a radiazioni di origine cosmica si registra durante i voli in aereo alla quota di crociera.

Per quanto riguarda la radioattività naturale, la quota di gran lunga più rilevante è quella derivata dall’esposizione a radon presente nell’aria degli ambienti confinati (ambienti indoor).

Con il termine di radiazione si intendono tutti quei processi dove vi è trasporto di energia. È possibile suddividere le radiazioni in ionizzanti e non ionizzanti. Le prime, a differenza delle seconde, hanno sufficiente energia per produrre ioni quando attraversano la materia, compresa la materia vivente.

Per radioattività invece si intende la capacità che hanno alcuni elementi chimici di emettere radiazioni ionizzanti in seguito alla trasformazione strutturale dei loro nuclei atomici (nuclei radioattivi). La radioattività può essere distinta in naturale o indotta, a seconda se è una proprietà spontanea dei nuclei atomici o se è stata provocata per mezzo di reazioni nucleari.

Per isotopi si intendono forme diverse di uno stesso elemento chimico. Tra tutti gli isotopi (o nuclidi) alcuni sono stabili mentre altri sono instabili, tendono cioè a perdere uno o più costituenti del nucleo dell’atomo.


Durante il processo sono emesse radiazioni ionizzanti e per questo motivo sono definiti isotopi radioattivi. Un nucleo radioattivo nel momento stesso in cui manifesta la sua radioattività si trasforma in un diverso nucleo. Ciò comporta la trasformazione di un elemento chimico in un altro: il fenomeno è noto con il nome di decadimento.

Dato che i processi di trasformazione del nucleo comportano l’emissione di energia sotto forma di radiazioni ionizzanti, si parla più propriamente di decadimento radioattivo. Il tempo impiegato affinché il numero di isotopi inizialmente presente si riduca alla metà è detto tempo di decadimento o emivita.

Il numero di decadimenti radioattivi che si verificano nell’unità di tempo (un secondo) viene detto attività del nuclide
e misurato in bequerel (Bq): 1 Bq = 1 decadimento radioattivo al secondo.

Se il radionuclide è allo stato gassoso,
come ad esempio il radon, si indica l’attività per unità di volume, esprimendola in Bq per metro cubo (Bq/m3).

Nel caso il radionuclide sia incluso in una matrice liquida (es. radon disciolto in acqua) l’attività viene espressa in Bq per litro (Bq/l).

Il decadimento radioattivo comporta un’emissione: a seconda del tipo di isotopo interessato è possibile avere tre tipi di emissioni diverse: particella alfa (α), particella beta (β) e radiazione gamma (γ)

radon


Prodotto utile per la Promozione della Cultura della Salute e Sicurezza nella Scuola
Il volume rappresenta il tentativo di informare in modo semplice, completo e obiettivo il grande pubblico sul problema rappresentato dal radon nelle abitazioni, fornendo al contempo indicazioni di intervento e riferimenti istituzionali.
Tale guida informativa contribuisce a stimolare il Legislatore ad adottare, anche in conformità a quanto previsto dal Piano Nazionale Radon, specifiche iniziative di regolamentazione inserendo la prevenzione di questo rischio tra i normali requisiti di abitabilità, sicurezza ed igiene degli edifici e aggiungendo così un importante tassello alla piena certificabilità delle strutture abitative

A chi rivolgersi per informazioni, consigli, misure
Presso ogni Agenzia Regionale o di Provincia Autonoma per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) esiste una struttura specializzata nelle tematiche e nelle misure del radon. Le ARPA fanno parte di un sistema nazionale a rete che include anche l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA): il sistema è delimitato RESORAD http://www.isprambiente.gov.it/it/temi/radioattivita-e-radiazioni/controllo-della-radioattivita-ambientale/rete-resorad).

31
Dic

Scale portatili e sgabelli


Gli infortuni negli ambienti di lavoro sono da tempo oggetto di una attenta analisi in merito all’incidenza, alla tipologia, alle cause strutturali, tecnologiche, organizzative, e alle conseguenze per la persona e per l’azienda. In ambito occupazionale gli aspetti della prevenzione sono disciplinati da un ampio retroterra legislativoGli infortuni negli ambienti di lavoro sono da tempo oggetto di una attenta analisi in merito all’incidenza, alla tipologia, alle cause strutturali, tecnologiche, organizzative, e alle conseguenze per la persona e per l’azienda.

In ambito occupazionale gli aspetti della prevenzione sono disciplinati da un ampio retroterra legislativo, italiano e comunitario. Non altrettanto si può affermare per quanto riguarda gli eventi infortunistici che interessano la persona nel proprio ambiente di vita, in particolare nel contesto domestico.

I dati statistici disponibili
evidenziano l’importanza del fenomeno in Italia, sebbene non consentano di operare stime adeguate in termini qualitativi e quantitativi. Gli infortuni domestici rappresentano senza dubbio una tematica di sanità pubblica che merita la massima attenzione, soprattutto se si considera il frequente coinvolgimento di soggetti deboli, in particolare bambini e anziani.

La programmazione di politiche informative e di sensibilizzazione nei confronti dei rischi presenti nelle abitazioni
e negli spazi di vita, così come l’istituzione di una forma assicurativa che copre i rischi derivanti dal lavoro svolto in ambito domestico (Legge 3 dicembre 1999 n. 493. Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici), rappresentano gli strumenti più idonei per intervenire positivamente sugli utenti in modo che sviluppino la giusta predisposizione verso scelte consapevoli in materia di sicurezza.

Il presente lavoro è inserito in una apposita collana “Quaderni per la Salute e Sicurezza” nata nel 2002 e curata dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’ISPESL (oggi INAIL - Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale) con l’obiettivo di affrontare tematiche rilevanti in tema di salute pubblica e fornire uno strumento di informazione, comunicazione e diffusione della cultura della sicurezza negli ambienti di vita.

Il Quaderno “Scale portatili e sgabelli” in particolare è una versione ampiamente aggiornata e opportunamente
modificata dello studio effettuato nel 2003 dal gruppo di lavoro “Ambienti di vita - Scale e sgabelli” nell’ambito dell’Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita.

Gli infortuni negli ambienti di lavoro sono da tempo oggetto di una attenta analisi in merito all’incidenza, alla tipologia, alle cause strutturali, tecnologiche, organizzative, e alle conseguenze per la persona e per l’azienda. In ambito occupazionale gli aspetti della prevenzione sono disciplinati da un ampio retroterra legislativo

Pubblicazione realizzata da
INAIL
Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale
COORDINAMENTO SCIENTIFICO dei Quaderni per la Salute e la Sicurezza
Sergio Iavicoli1, Marta Petyx1
CURATORI Seconda Edizione
Stefania Massari1, Marta Petyx1, Luigi Cortis2
COLLABORAZIONE EDITORIALE
Alessandra Luciani1, Claudia Branchi1, Grazia Fortuna1, Laura Medei1, Donatella Vasselli1

1 INAIL - Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale
2 INAIL - Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti e Insediamenti Antropici


Epidemiologia delle cadute
Scale portatili doppie
Scale portatili in appoggio
Scale portatili trasformabili
Sgabelli
Normativa tecnica e legislazione

31
Dic

La salute e la sicurezza del bambino


Gli infortuni negli ambienti di lavoroGli infortuni negli ambienti di lavoro sono da tempo oggetto di un’attenta analisi in merito all’incidenza, alla tipologia, alle cause strutturali, tecnologiche, organizzative e alle conseguenze per la persona e per l’azienda. In ambito occupazionale gli aspetti della prevenzione sono disciplinati da un ampio retroterra legislativo italiano e comunitario.

Non altrettanto si può affermare per quanto riguarda gli eventi infortunistici che interessano la
persona nel proprio ambiente di vita, in particolare nel contesto domestico. I dati statistici disponibili evidenziano l’importanza del fenomeno in Italia, sebbene non consentano di operare stime adeguate in termini qualitativi e quantitativi. Gli infortuni domestici rappresentano senza dubbio una tematica di sanità pubblica che merita la massima attenzione, soprattutto se si considera il frequente coinvolgimento di soggetti deboli, in particolare bambini e anziani.

La programmazione di politiche informative e di sensibilizzazione nei confronti dei rischi presenti nelle abitazioni e negli spazi di vita, così come l’istituzione di una forma assicurativa che copre i rischi derivanti dal lavoro svolto in ambito domestico (Legge 3 dicembre 1999, n. 493. Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici), rappresentano gli strumenti più idonei per intervenire positivamente sugli utenti in modo che sviluppino la giusta predisposizione verso scelte consapevoli in materia di sicurezza. Il presente lavoro è inserito in una apposita collana “Quaderni per la Salute e la Sicurezza” nata nel 2002 e curata dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’ISPESL (oggi INAIL - Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale) con l’obiettivo di affrontare tematiche rilevanti in tema di salute pubblica e fornire uno strumento di informazione, comunicazione e diffusione della cultura della sicurezza negli ambienti di vita.

Il Quaderno “La salute e la sicurezza del bambino” in particolare è una versione aggiornata e opportunamente modificata del lavoro effettuato nel 2007 dal gruppo di lavoro “La Salute e la Sicurezza del Bambino” nell’ambito dell’Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita.

I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che nei paesi occidentali gli infortuni domestici rappresentano la prima causa di morte per i bambini e il 20% dei ricoveri in età pediatrica è dovuto a infortunio. L’età più a rischio è quella tra i due e i quattro anni. Una finestra aperta, un fornello acceso, la bottiglia del detersivo liquido lasciata a portata di mano... sono disattenzioni che possono avere conseguenze drammatiche.

Il bambino
vive in un mondo di adulti, progettato dagli adulti per gli adulti, ma ha diritto di essere protetto dagli infortuni, così come previsto dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia che all’art. 24 recita: “... Gli Stati parti debbono prendere misure appropriate... per garantire che tutti i gruppi della società, in particolare genitori e fanciulli, ricevano informazioni sulla salute e sulla prevenzione degli incidenti e beneficino di un aiuto che consenta di mettere in pratica tali informazioni”.

A differenza degli adulti, i bambini non sono ancora in grado di valutare rischi e
pericoli. Molte cose scontate per un adulto possono essere del tutto sconosciute per i più piccoli. E così l’abitazione domestica in particolare, ma anche gli stili di vita dei genitori, possono essere ricchi di minacce. È dimostrato, infatti, che circa la metà degli infortuni domestici, che coinvolgono i bambini, si verificano in presenza di adulti.

Per ridurre i numerosi incidenti che vedono coinvolti i bambini serve, dunque, una maggiore informazione sulle
fonti di pericolo, rivolta a genitori e alle persone di sorveglianza. In quanto responsabili in tutto e per tutto dei bambini, è dovere degli adulti assumere comportamenti improntati alla sicurezza, adottare ogni precauzione utile a garantire l’incolumità dei piccoli ed educare i soggetti in età evolutiva affinché imparino a comportarsi in maniera prudente. Pertanto il Quaderno, presentato in una nuova edizione INAIL, intende sensibilizzare tutti coloro che sono a contatto coi bambini sulle principali tipologie e/o situazioni di rischio, offrendo suggerimenti validi per la prevenzione, al fine di garantire il migliore sviluppo psicofisico dei piccoli.

Gli infortuni negli ambienti di lavoro
Pubblicazione realizzata da
INAIL
Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale
COORDINAMENTO SCIENTIFICO dei Quaderni per la Salute e la Sicurezza
Sergio Iavicoli, Marta Petyx
CURATORI Seconda Edizione
Marta Petyx, Tiziana Paola Baccolo, Giuliana Buresti, Sandra Manca, Maria Rosaria Marchetti, Stefania Massari
COLLABORAZIONE EDITORIALE
Alessandra Luciani, Grazia Fortuna, Laura Medei, Carlo Petyx


La statistica degli infortuni in età pediatrica
Lo sviluppo psicomotorio del bambino e gli infortuni domestici
Una casa sicura per i bambini
Il pericolo d’incendio
Il pericolo elettrico
Gli stili di vita come fattori di rischio per la salute
Le norme di riferimento per la sicurezza dei prodotti
Come leggere le etichette
Centri Antiveleni Italiani
Centri Grandi Ustioni
Appendice 1
Appendice 2
Appendice 3
Bibliografia
Sitografia
Scheda dei numeri di soccorso

30
Dic

I farmaci chemioterapici antiblastici


L'uso sempre più frequente di farmaci chemioterapici a domicilio del paziente ha fatto sì che l'attenzione della comunità scientifica e delle istituzioni si rivolgesse anche agli ambienti di vita e non solo ai luoghi di lavoro

I farmaci chemioterapici antiblastici
vengono usati da circa quarant’anni per curare le patologie neoplastiche. Ultimamente si è assistito ad un significativo incremento sia dei principi attivi utilizzati che delle patologie che vedono il loro impiego. Questi farmaci sono rappresentati da un gruppo di composti chimici dotati di spiccata citotossicità, che si esplica però sia verso le celluleI farmaci chemioterapici antiblastici neoplastiche che verso le cellule dei tessuti normali.


I chemioterapici antiblastici rientrano nella categoria dei farmaci “ad alto rischio o ad alto livello di attenzione” a causa della potenziale tossicità e teratogenicità per l’organismo ed è necessario considerarli come sostanze potenzialmente pericolose per gli operatori che le manipolano. Pertanto, negli ultimi anni, sono stati condotti numerosi interventi per prevenire il rischio di danni alla salute dei lavoratori esposti a farmaci chemioterapici antiblastici.

Attualmente, per quanto riguarda la legislazione vigente ed in particolare il D.Lgs 81/2008 e s.m.i., i chemioterapici antiblastici devono considerarsi nell’ambito del Titolo IXSostanze pericolose”. La normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro impone l’adozione di specifiche misure di cautela per ridurre le contaminazioni accidentali e prevede che i lavoratori esposti a chemioterapici antiblastici siano adeguatamente formati e informati sui rischi, sulle corrette modalità di manipolazione dei farmaci antiblastici e dei materiali contaminati, sull'uso dei dispositivi di protezione individuale e collettiva, sul significato del monitoraggio ambientale e della sorveglianza sanitaria.

L'uso sempre più frequente di questi farmaci a domicilio del paziente ha fatto sì che l’attenzione della comunità scientifica e delle istituzioni si rivolgesse anche agli ambienti di vita e non solo ai luoghi di lavoro. La somministrazione a domicilio infatti ha dei rischi non solo per il paziente ma anche per i componenti del nucleo familiare, in quanto operazioni particolarmente delicate, come ad esempio la manipolazione del farmaco e lo smaltimento dei rifiuti, non vengono più svolte da personale sanitario debitamente formato ed informato.

Nelle situazioni di esposizione a chemioterapici antiblastici il successo degli interventi di prevenzione è strettamente legato alla conoscenza del rischio per la salute e delle azioni da adottare per prevenire una eventuale contaminazione.

I farmaci chemioterapici antiblastici

INAIL
Data:   22/12/2014
Argomento: Medicina
Tipologia: Opuscolo informativo


Introduzione
Definizione e classificazione dei chemioterapici
Effetti sull’organismo
Tipologia di somministrazione
Vie di esposizione
Fasi di rischio e misure di prevenzione
Aspetti di comunicazione équipe medica-paziente-familiari
Glossario


30
Dic

L’evoluzione della tutela sanitaria INAIL dalla cura al reinserimento


L’evoluzione della tutela sanitaria INAIL dalla cura al reinserimento

L’evoluzione della tutela sanitaria INAIL dalla cura al reinserimentoLa pubblicazione riguarda l’attività “curativa/riabilitativa” e non potevo che affidare il difficile compito ai Dirigenti Medici della SSC, nella persona del responsabile dello specifico settore “Prestazioni sanitarie curative, riabilitative e proteiche”, Giovanni Cortese, e ai suoi validi collaboratori: Umberto Andreini, Antonella Miccio e Maria Rosaria Matarrese, suggerendo di utilizzare per la stesura, come necessitata liason con la Direzione Centrale Prestazioni Sanitarie e Reinserimento, il Responsabile Sanitario del Centro di riabilitazione motoria di Volterra, Paolo Catitti, un valido dirigente amministrativo individuato nella persona di Giorgio Soluri, e la sua collaboratrice Margherita Caristi per la parte relativa al reinserimento.

Inoltre, per le problematiche relative ad “accreditamento e autorizzazione delle strutture sanitarie” non potevo che suggerire di mettere a frutto il lavoro svolto durante i Seminari di aggiornamento su “Risk Management” proprio su tale tematica, da sei Dirigenti Medici, Sovrintendenti Sanitari Regionali, Rossana Astengo, Paolo Bastini, Palmerina Conte, Pietro Iacoviello, Pasquale Malavenda e Giovanna Maira.

La pubblicazione è composta di otto capitoli e sotto-capitoli ben definiti.

Nel primo (Cortese), si effettua un excursus storico dell’attività sanitaria Inail dalla riforma sanitaria ad oggi; nel secondo (Cortese, Miccio), viene trattata la funzione sanitaria curativa con gli ambulatori “prime cure”, le prestazioni curative e le cure idrofangotermali; nel terzo (Catitti, Cortese Miccio), la funzione sanitaria riabilitativa con i sotto-capitoli Centri di FKT, Centro di Riabilitazione motoria, le prestazioni riabilitative ed il terapista occupazionale; nel quarto (Andreini), la funzione sanitaria protesica comprendente le strutture, le prestazione e l’illustrazione della nuova funzione del dirigente medico esperto per le protesi previsto dal nuovo modello sanitario; nel quinto (Cortese Miccio), si tratta dei livelli Essenziali ed Integrativi di Assistenza, le conseguenti Prestazioni sanitarie necessarie al recupero dell’integrità psico-fisica, i dispositivi tecnici nel periodo di inabilità temporanea assoluta, le prestazioni di fisiochinesiterapia integrative; nel sesto (Caristi, Matarrese), il reinserimento socio-lavorativo sviluppato come modello bio-psico-sociale dell’O.M.S, con riferimento all’’I.C.F. e ai compiti dell’equipemultidisciplinare con i possibili interventi di sostegno per il reinserimento nella vita di relazione; nel settimo (Astengo, Bastini, Conte, Iacoviello, Malavenda, Maira), quello relativo ad autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie, viene delineato un focus in merito ai rapporti stretti tra la sanità in SSN e la sanità in Inail, dovendosi il nostro Istituto adeguare alle diverse normative regionali.

Nella parte finale della pubblicazione, è riportata un’opportuna illustrazione (Soluri) dell’Accordo Quadro Inail-Regioni del febbraio 2012 che ha sancito un’unità di intenti tra le due sanità, quella del SSN dedicata al cittadino e quella dell’Inail dedicata al cittadino lavoratore.

L’evoluzione della tutela sanitaria INAIL dalla cura al reinserimento
Pubblicazione realizzata da
INAIL
Sovrintendenza Sanitaria Centrale
Coordinamento scientifico
Giovanni Cortese
Autori
Giovanni Cortese, Umberto Andreini, Maria Rosaria Matarrese, Antonella Miccio, Sovrintendenza Sanitaria Centrale, Settore IV
Collaborazioni
Giorgio Soluri, Margherita Caristi, Paolo Catitti, Direzione Centrale Prestazioni Sanitarie e Reinserimento Rossana Astengo, Paolo Bastini, Palmerina Conte, Pietro Iacoviello, Pasquale Malavenda, Giovanna Maira, Sovrintendenti Sanitari Regionali


LA SANITÀ INAIL DALLA RIFORMA SANITARIA AD OGGI
LA FUNZIONE SANITARIA CURATIVA
LA FUNZIONE SANITARIA RIABILITATIVA
LA FUNZIONE SANITARIA PROTESICA
LIVELLI ESSENZIALI ED INTEGRATIVI DI ASSISTENZA
IL REINSERIMENTO SOCIO-LAVORATIVO
L’AUTORIZZAZIONE E L’ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE
L’ACCORDO QUADRO INAIL-REGIONI

30
Dic

Libere professioni, nel 2015 un forum europeo

30/12/2014 - A partire dal 2015 potrebbe arrivare un forum europeo sulle libere professioni per rafforzarne la rappresentanza a livello europeo.   L’annuncio arriva dalla Commissaria Ue all'industria, mercato interno e Pmi, Elżbieta Bieńkowska, rispondendo ad un'interrogazione del vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani sull'applicazione del piano d'azione dell'Ue per i liberi professionisti. L’obiettivo è quello di coinvolgere maggiormente i liberi professionisti nei progetti e programmi europei destinati al mondo dell'imprenditoria attraverso varie linee guide; il forum si iscrive quindi nel contesto del Piano d'azione imprenditorialità 2020 che ha già visto un gruppo di lavoro composto da funzionari Ue ed esperti nei differenti settori professionali impegnato in questa direzione.  Il proposito principale è quello di permettere ai liberi professionisti di accedere agli..
Continua a leggere su Edilportale.com

29
Dic

Medico Italiano affetto da ebola ricoverato il 25 novembre presso l’Istituto Spallanzani di Roma . bollettino medico n. 23

Comunicato del 29/12/2014 n°240