1 maggio 2015 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for maggio, 2015

31
Mag

Protettori auricolari realizzati su misura


Protettori auricolari realizzati su misura

sicuri che siano efficaci?

sicurezza_lavoro

Si consiglia di controllare periodicamente l’efficacia dei protettori auricolari realizzati su misura

Documento SUVAPRO

Gli inserti auricolari su misura offrono un elevato comfort e durano a lungo. Tuttavia, è necessario svolgere una verifi ca individuale per capire se proteggono gli utilizzatori in modo effi cace nel caso in cui l’esposizione al rumore sia superiore ai valori limite imposti sul luogo di lavoro.

Aspetti fondamentali

• L’efficacia di un otoprotettore realizzato su misura deve essere valutata, dopo la consegna, con una misurazione eseguita direttamente sul soggetto.
• Il fornitore è tenuto a svolgerla entro 12 mesi dalla data di consegna.
• Nei casi in cui l’esposizione al rumore superi i valori limite imposti per il rumore impulsivo, è necessario svolgere un controllo prima del primo utilizzo degli otoprotettori.

Cosa deve fare il datore di lavoro

• Verifi care ogni tre anni l’effi cacia degli otoprotettori per garantire la sicurezza dei lavoratori.
• Conservare la documentazione di ogni visita.
• Adeguare il filtro del protettore auricolare se il dipendente è esposto a livelli di rumore diversi rispetto al passato.

Cosa deve fare il produttore o il fornitore

Aspetti fondamentali
• Il produttore o il fornitore deve dimostrare l’efficacia protettiva dei dispositivi dopo la consegna sottoponendoli a una misurazione.
• La misurazione deve essere svolta entro 12 mesi dalla data di consegna.
• Nei casi in cui l’esposizione al rumore superi i valori limite imposti per il rumore impulsivo, è necessario svolgere un controllo prima del primo utilizzo degli otoprotettori.
• Il produttore o il fornitore è tenuto a documentare i risultati della misurazione e a fornirli al titolare dell’impresa.
• La verifica può essere svolta, ad esempio, con una rilevazione della soglia uditiva a dispositivi indossati o non indossati.
• La scelta del fi ltro dipende dall’effettivo livello di rumore presente sul luogo di lavoro.

sicurezza_lavoroProtettori auricolari realizzati su misura

Suva
Casella postale, 6002 Lucerna
Tel. 041 419 58 51
www.suva.ch
Edizione: marzo 2015
Codice
88287.i


31
Mag

Interventi su veicoli ibridi ed elettrici dotati di sistemi ad alta tensione


interventi su veicoli ibridi ed elettrici dotati di sistemi ad alta tensione

Sicurezza sul lavoro e tutela della salute

sicurezza

L'obiettivo ambientale dichiarato di riduzione delle emissioni di CO2 ha prodotto un cambiamento di rotta nella tecnica automobilistica. Nel corso degli ultimi anni la maggior parte dei costruttori ha sviluppato veicoli ibridi o elettrici.

Documento Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro Svizzera

Alla fine del 2013 in Svizzera erano immatricolate 34 834 vetture ibride e 2683 auto elettriche.

Rispetto ai 4,3 milioni di autovetture immatricolate complessivamente in Svizzera e alle circa 300 000 nuove immatricolazioni annue, si tratta di una percentuale ancora molto bassa. Stiamo però assistendo a una crescita esponenziale del mercato delle vetture ibride ed elettriche, dei veicoli commerciali ibridi ed elettrici e delle due ruote elettriche.

Con il presente opuscolo, la CFSL desidera sensibilizzare un numero maggiore di persone sulla necessità di adottare misure di protezione adeguate e di approfondire le conoscenze specialistiche in materia di sicurezza quando si tratta di intervenire su veicoli ibridi ed elettrici dotati di sistemi ad alta tensione.

La problematica interessa in particolare le seguenti categorie professionali:
datori di lavoro e dipendenti di garage, carrozzerie, costruttori di veicoli commerciali datori di lavoro e dipendenti di imprese e officine per veicoli elettrici leggeri datori di lavoro e dipendenti del settore delle due ruote (scooter, motocicli, scooter dotati di sistemi ad alta tensione) datori di lavoro e dipendenti della polizia, dei pompieri, dei servizi di sicurezza, dei servizi di salvataggio e di soccorso stradale, delle società di salvataggio e dei servizi di rimorchio datori di lavoro e dipendenti di imprese di riciclaggio (stazioni di smaltimento) datori di lavoro e dipendenti di gestori di flotte, aziende di car sharing o di autonoleggio con vetture ibride e/o elettriche organi di esecuzione della sicurezza sul lavoro, tecnici e specialisti della sicurezza sul lavoro centri di formazione e scuole professionali.

sicurezza_lavoroInterventi su veicoli ibridi ed elettrici dotati di sistemi ad alta tensione


30
Mag

Lavorare con la motosega nelle attività non forestali


Lavorare con la motosega nelle attività non forestali

Si può lavorare con la motosega solo se si possiede un'adeguata formazione e solo con i DPI necessari.

Lavorare con la motosega nelle attività non forestali

Documento SUVAPRO

Punti essenziali

Requisiti fondamentali

Formazione

Dispositivi di protezione individuale

Requisiti fondamentali
• Al momento dell'acquisto devono essere forniti i seguenti documenti:
- manuale d'uso in italiano
- dichiarazione di conformità
• Dispositivi di sicurezza fondamentali:
- protezione impugnatura anteriore con freno catena
- perno ferma catena
- protezione impugnatura posteriore
- coprilama
• Nel caso delle motoseghe a benzina:
- sicura dell'acceleratore
- dispositivo di arresto del motore

Dispositivi di protezione individuale
Durante i lavori non forestali è obbligatorio utilizzare i seguenti DPI.
In ogni situazione:
- scarpe robuste/scarpe di sicurezza
- pantaloni antitaglio o gambali antitaglio
- protezione per gli occhi/occhiali di protezione (a seconda dei casi combinati a un casco)
- protettori auricolari
- guanti da lavoro
- In caso di contraccolpo:
- casco con protezione del viso

Lavorare con la motosega nelle attività non forestaliLavorare con la motosega nelle attività non forestali


30
Mag

Carrello elevatore si ribalta


Carrello elevatore si ribalta

conducente muore schiacciato indagine SUVA

carrello

Per il carrellista Andri H. (40 anni)* una curva diventa mortale.
Il suo carrello elevatore si ribalta e lui finisce schiacciato sotto il suo peso.

Andri H. deve movimentare delle merci appena arrivate con il proprio carrello elevatore. Il carico è arrivato tardi. Il carrellista, persona di esperienza e qualificata, fa avanti e indietro tra il punto di consegna e il magazzino, per scaricare speditamente il materiale.

Nel tragitto dal magazzino al punto di consegna il carrellista imbocca una curva a destra (senza carico sulle forche).

Il mezzo si inclina e si ribalta lateralmente.

Andri H. cerca di saltare fuori dal mezzo ma finisce sotto il veicolo. Con il tronco e il collo rimane schiacciato tra il tettuccio del carrello e il pavimento.

Conseguenze

Andri H. riporta gravi lesioni al petto e al cranio.
Con un carrello a timone i colleghi recuperano il loro compagno privo di vita.
I soccorritori sopraggiunti sul luogo non possono fare altro che constatarne il decesso.
Andri H. non farà più ritorno a casa.

Indagine sull’infortunio condotta dalla Suva

sicurezza_lavoroCarrello elevatore si ribalta


30
Mag

Infortunio con il carrello elevatore


Infortunio con il carrello elevatore

autista travolto da un pallet

Infortunio con il carrello elevatore

Infortunio mortale durante le operazioni di scarico di un camion: l’autista Sandro M. (52) viene colpito alla testa da un pallet che scivola e cade dal camion. Sul pallet era caricata una tubatura metallica.

Antefatto

Il carrellista deve scaricare la merce da un camion ma non riesce a infilare completamente le forche sotto
l’ultima catasta.

Per poter avvicinare la catasta, il carrellista infila la punta delle forche per 20 cm circa sotto il pallet e poi solleva le forche.

Cosa succede?

I movimenti delle forche fanno scivolare il pallet che non era fissato alle casse da trasporto su cui era appoggiato.
Il pallet, senza alcun aggancio, cade oltre la sponda del camion.

L’autista si trova proprio lì dietro, in una posizione non visibile per il carrellista. Sandro M. riceve un colpo violento alla testa.

Non c’è più nulla da fare e Sandro M. muore sul colpo.
Il carrellista si rimprovera dell’accaduto, subisce un forte choc e deve ricorrere all’aiuto di uno psicoterapeuta.
Viene svolta un’indagine il cui scopo è accertare se il datore di lavoro è responsabile dell’infortunio.

Indagine sull’infortunio condotta dalla Suva

sicurezza_lavoro_6.pngInfortunio con il carrello elevatore


30
Mag

Cade dal tetto mancava la protezione laterale


Cade dal tetto mancava la protezione laterale

All’improvviso perde l’equilibrio e finisce oltre il bordo del tetto, cadendo da un’altezza di 5 m.

caduta

Severin L. sta lavorando sul tetto spiovente di un edificio in costruzione. Arriva presto sul posto per svolgere dei lavori preliminari.

L’intenzione è di sollevare sul tetto una paletta di tegole con una gru

All’improvviso la paletta si mette a oscillare. Severin cerca di fermarla con la mano libera, ma perde l’equilibrio.
Cade oltre il bordo del tetto e dopo un volo di 5 m finisce a terra privo di sensi.

Conseguenze

I soccorritori trasportano in elicottero Severin L. al reparto cure intensive dell’ospedale più vicino.
Gli viene riscontrato un trauma cranico, lesioni di media gravità al torace e alla schiena.
Segue una lunga guarigione.

Indagine sull’infortunio condotta dalla Suva

Cade dal tetto mancava la protezione lateraleCade dal tetto mancava la protezione laterale


30
Mag

Sanità veterinaria internazionale: un passo avanti verso la parità di genere. Congratulazioni del Ministro Lorenzin a Monique Eloit e Silvia Bellini.

Consulenza Sicurezza VenetoComunicato del 30/05/2015 n°114
29
Mag

Processo Thyssen, pene ridotte. Esplode la rabbia dei parenti delle vittime

La Corte d’assise d’appello di Torino ha disposto dei lievi sconti a favore dei condannati per il rogo che, nel 2007, uccise sette operai nello stabilimento della multinazionale dell’acciaio. Il nuovo procedimento era stato ordinato dalla Cassazione a causa di alcuni errori riscontrati nei calcoli dei giudici di merito
29
Mag

La tutela dei lavoratori esposti ad amianto

La tutela dei lavoratori esposti ad amianto

L’incontro organizzato dal Servizio SPISAL ULSS 20 - Verona, ha visto la presenza di oltre novanta partecipanti tra imprese che trattano materiali contenenti amianto e Medici competenti.

L’obiettivo dell’incontro era quello di definire gli obblighi dei datori di lavoro delle imprese che effettuano attività di bonifica di materiali contenenti amianto e quelli dei medici competenti che seguono le aziende


La tutela dei lavoratori esposti ad amiantoObiettivi dell’incontro

Definire gli obblighi dei datori di lavoro delle imprese che effettuano attività di bonifica di materiali contenenti amianto Definire gli obblighi dei medici competenti delle aziende che effettuano attività di bonifica amianto Quadro completo dei livelli di esposizione dei lavoratori Relazione annuale ex art 9 comma 1 L 257/92 a cura delle imprese che svolgono attività di bonifica e smaltimento Valutazione del rischio di esposizione dei lavoratori e monitoraggio con indagini strumentali Piani di lavoro art 256 comma 2 D. Lgs 81/08 Obblighi del datore di lavoro

… valuta i rischi dovuti alla polvere proveniente dall’amianto …, al fine di stabilire la natura e il grado dell’esposizione e le misure preventive e protettive da attuare … effettua nuovamente la valutazione in caso di … mutamenti significativi dell’esposizione dei lavoratori … (art. 249) effettua periodicamente la misurazione della concentrazione di fibre di amianto nell’aria del luogo di lavoro … Il conteggio delle fibre di amianto è effettuato di preferenza tramite microscopia a contrasto di fase … I campionamenti sono effettuati previa consultazione dei lavoratori ovvero dei loro rappresentanti … I campioni prelevati sono successivamente analizzati da laboratori qualificati (art. 253) Deve iscrivere nel registro (temporaneamente) i lavoratori se accerta che l’esposizione è stata superiore a … 1/10 del VLE (art. 251) e qualora … eventi non prevedibili o incidenti (art. 240) che possono comportare un’esposizione anomala … In caso di cessazione del rapporto di lavoro, trasmette all’ISPESL (INAIL) la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore interessato, unitamente alle annotazioni individuali contenute nel registro(art. 260)

La tutela dei lavoratori esposti ad amiantoLa tutela dei lavoratori esposti ad amianto Fiorini

La tutela dei lavoratori esposti ad amiantoLa tutela dei lavoratori esposti ad amianto Gobbi

approfondimenti.png

L’incontro organizzato dal Servizio SPISAL ULSS 20 Adempimenti per le aziende ed i medici competenti - nota L’incontro organizzato dal Servizio SPISAL ULSS 20 Lavoratori autonomi, attività in cantiere L’incontro organizzato dal Servizio SPISAL ULSS 20 Lavoratori autonomi - attività in cantiere - indicazioni operative per il personale ispettivo L’incontro organizzato dal Servizio SPISAL ULSS 20 Classificazione e gestione dei rifiuti contenenti amianto (file 13 MB)

Consulenza Sicurezza Veneto

29
Mag

Valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato

Valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato

Piano di monitoraggio e di intervento per l’ottimizzazione della valutazione SPISAL VERONA

Valutazione e gestione dello stress lavoro-correlatoIl Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm), ha affidato all’INAIL uno studio sul “Piano di monitoraggio e d’intervento per l’ottimizzazione della valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato” attraverso azioni mirate e modelli di intervento su misura per la realtà produttiva del Paese.

l’Università di Verona, attraverso la Medicina del Lavoro inserita nel Dipartimento di Sanità Pubblica e Medicina di Comunità, è referente per la sperimentazione del modello di intervento per la valutazione del rischio stress lavoro correlato nelle piccole aziende. Il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm), ha affidato all’INAIL uno studio sul “Piano di monitoraggio e d’intervento per l’ottimizzazione della valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato” attraverso azioni mirate e modelli di intervento su misura per la realtà produttiva del Paese.

Nell’ambito delle attività previste, l’Università di Verona, attraverso la Medicina del Lavoro inserita nel Dipartimento di Sanità Pubblica e Medicina di Comunità, è referente per la sperimentazione del modello di intervento per la valutazione del rischio stress lavoro correlato nelle piccole aziende. L’Università ha coinvolto lo SPISAL nella promozione dell’iniziativa presso le aziende interessate alla valutazione o aggiornamento del rischio stress lavoro correlato.

Il progetto, rivolto ad aziende con 5 – 15 dipendenti, sarà completato tra giugno e dicembre 2015: a seguito dell’attività svolta e con la partecipazione di almeno l’80% dei dipendenti, verrà consegnata ad ogni singola azienda una relazione (gratuita) sulla valutazione dello stress lavoro correlato (non identificativa del singolo lavoratore) associata ad eventuali proposte di misure di miglioramento. Questo materiale soddisferà l’adempimento normativo sulla valutazione dello stress lavoro correlato e pertanto potrà essere inserito nel Documento di Valutazione del Rischio (DVR).

A conclusione del progetto, verrà prodotto un report complessivo della condizione di stress lavoro correlato nelle piccole aziende della Regione Veneto

Valutazione e gestione dello stress lavoro-correlatoValutazione e gestione dello stress lavoro-correlato

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Approfondimenti: progetto CCM (link esterno)

Consulenza Sicurezza Veneto