1 aprile 2016 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for aprile, 2016

30
Apr

Dispositivi di comando montati sulle macchine

Dispositivi di comando montati sulle macchine Barriere e griglie fotoelettriche di sicurezza

Dispositivi di comando montati sulle macchine

sicurezza_lavoro Scheda tematicaLa presente scheda tematica si rivolge ai progettisti, ai fabbricanti, ai fornitori e agli utilizzatori di macchine dotate di dispositivi di comando. Il documento fa parte di una serie dedicata interamente ai dispositivi di comando. Quando l’operatore introduce una parte del corpo nella zona protetta dalla barriera fotoelettrica e oltrepassa la cortina di raggi creata dalla stessa, il dispositivo di sicurezza provoca l’arresto immediato dei movimenti pericolosi della macchina. Le barriere e le griglie fotoelettriche reagiscono non appena uno o più raggi vengono interrotti.Le barriere fotoelettriche sono una combinazione di raggi che escono di fabbrica con una distanza fissa. Il fabbricante della barriera fotoelettrica deve definire la capacità di rilevamento della stessa (dita, mani o braccia). Le griglie fotoelettriche sono un insieme di singoli raggi. Il fabbricante della macchina deve fare in modo che il numero e la distanza dei raggi siano corretti. Le barriere e le griglie fotoelettriche di sicurezza devono essere posizionate in modo da rendere impossibile l’accesso alla zona pericolosa dall’alto, dal basso e dai lati senza avere prima intercettato il campo protetto dalla barriera. La distanza rispetto al punto pericoloso deve essere tale da poter arrestare il movimento pericoloso della macchina prima di raggiungere la zona pericolosa. A tale scopo si tiene conto di una velocità di avvicinamento di 1,6 m/s (velocità del corpo) o di 2 m/s (velocità di movimento degli arti superiori). Per maggiori dettagli consultare la norma EN ISO 13855. Le barriere e le griglie fotoelettriche di sicurezza reagiscono non appena uno o più raggi vengono interrotti. La norma EN 61496-1 «Sicurezza del macchinario – Apparecchi elettrosensibili di protezione» distingue tra due tipi di barriere e griglie in funzione del livello di rischio presente sulla macchina (tipo 2 per rischi mediobassi e tipo 4 per rischi medio-alti).

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30
Apr

Lista di controllo Sega circolare portatile

Sono sicure le seghe circolari portatili in dotazione nella vostra azienda

Lista di controllo Sega circolare portatile

segheLa sega circolare deriva il suo nome dal  disco dentato che ne determina la forma. Ne esistono versioni differenti: a mano e da banco. L’acquisto di una sega circolare non rientra tra gli utensili per legno indispensabilli per coloro che vogliono affrontare la lavorazione del legno come puro hobby fai da te. Per ottenere le tavole di cui si ha bisogno, infatti, è sempre possibile andare da un comune brico e chiedere i pezzi già tagliati secondo le proprie esigenze. Se al contrario si intende godere di maggiore libertà nella creazione dei propri arredi è meglio acquistare questo attrezzo in modo da poter apportare modifiche al proprio progetto in qualsiasi momento e con grande rapidità e precisione. E vengono usate in modo condizioni di sicurezza? Mantenendo le macchine sempre in perfetto stato e istruendo correttamente il personale è possibile ridurre sensibilmente il rischio di infortunio. Ecco i pericoli principali:
  • „„ferite da taglio dovute al contatto con la lama circolare „„
  • lesioni agli occhi dovute alla proiezione di trucioli di legno
  • „„ferite provocate dal contatto con elementi della macchina sotto tensione
Con la presente lista di controllo potete individuare meglio queste fonti di pericolo. Nel documento SUVA troverete una serie di domande importanti sul tema della presente lista di controllo. Tralasciate le domande che non interessano la vostra azienda sicurezza_lavoroScarica lista di controllo   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
30
Apr

Il Ministro Lorenzin invia task force negli ospedali di Lucca e Milano

Comunicato del 30/04/2016 n°52   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
30
Apr

Ferri di armatura Messa in sicurezza e trasporto

Scheda tematica SUVA PRO

Ferri di armatura Messa in sicurezza e trasporto

Ferri di armatura Messa in sicurezza e trasportoL'imprenditore deve esigere dall'ingegnere progettista che i ferri di ripresa siano sagomati a gancio o a staffa.

Punti essenziali

I ferri di armatura sporgenti sono una trappola mortale per gli operai sui cantieri.

Questo rischio può essere ridotto con semplici accorgimenti.

L'imprenditore deve esigere dall'ingegnere progettista che i ferri di ripresa siano sagomati a gancio (o a staffa) e consegnati così sul cantiere.

I ferri di ripresa devono essere sagomati a gancio (o a staffa). Se questo non è possibile, l'imprenditore deve metterli in sicurezza con una copertura adeguata.

Le coperture devono essere dimensionate e testate affinché in caso di caduta dall'alto o inciampo nessuno possa subire lesioni.

Da verificare sul posto

C'è il rischio che gli operai cadano su un ferro di armatura sporgente? Situazioni a rischio:

- caduta da un ponteggio (di facciata, mobile su ruote o a cavalletto)

- caduta da una scarpata o da una struttura verticale di sostegno dello scavo

- lavori di armatura di una parete

- getto di calcestruzzo di una parete

Verifica delle coperture ad opera del fabbricante (stato della tecnica) Regole fondamentali per il trasporto con gru

Ferri di armatura Messa in sicurezza e trasportoFerri di armatura Messa in sicurezza e trasporto

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30
Apr

Profilassi dell’ipoacusia da rumore professionale

Il rumore mette in pericolo l’udito

Profilassi dell’ipoacusia da rumore professionale

Documento SUVA Aprile 2016

Viviamo nell’era della tecnica, assediati dal rumore dei motori, delle macchine e di apparecchiature di ogni genere. Il nostro tenore di vita, a cui nessuno vorrebbe rinunciare, è il frutto del progresso tecnologico. Ma non mancano i lati negativi, e tra questi il rumore.

udito rumore

Che cosa è il rumore?

Si definisce rumore ogni tipo di suono capace di disturbare, infastidire o addirittura intaccare l’integrità psicofisica dell’individuo. Molte sono le persone esposte a rumore sia sul lavoro che durante il tempo libero. Le esposizioni di lunga durata o di forte intensità causano una perdita irreversibile della capacità uditiva. La Suva ha stimato che vi sono tuttora oltre 200 000 persone, occupate in 20 000 aziende circa, esposte a rumore pericoloso per l’udito. In collaborazione con i datori di lavoro e i lavoratori, la Suva si trova impegnata, in qualità di consulente e organo di sorveglianza, a prevenire i danni all’udito causati dal rumore sul lavoro. Le onde sonore vengono convogliate nel canale uditivo e mettono in vibrazione la membrana timpanica. Le vibrazioni sono trasmesse all’orecchio interno dalla catena degli ossicini (martello, incudine, staffa). Qui avviene il vero e proprio processo uditivo, ossia la trasformazione delle onde sonore in impulsi elettrici trasmessi al cervello tramite il nervo acustico. L’orecchio interno, grande circa quanto un pisello, è situato all’interno della parte ossea del cranio ed è un organo sensoriale tanto meraviglioso quanto sensibile. Per motivi medici e fisici la sensibilità massima dell’orecchio interno si situa alle frequenze intorno ai 4000 Hz, dove si manifestano per prime le eventuali lesioni dell’udito (la cosiddetta caduta C5). Tali lesioni possono colpire anche le medie frequenze se vi è un’esposizione continuativa oppure molto intensa al rumore.

Profilassi dell’ipoacusia da rumore professionaleProfilassi dell’ipoacusia da rumore professionale

 

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30
Apr

Piano nazionale delle attività di controllo sui prodotti chimici per l’anno 2016

Pubblicato il Piano nazionale delle attività di controllo sui prodotti chimici per l'anno 2016. Il Piano è stato predisposto con la collaborazione del Gruppo Tecnico Interregionale Reach - CLP, con il Centro Nazionale Sostanze Chimiche dell'Istituto Superiore di Sanità e la Rete dei laboratori di controllo in attuazione all'Accordo Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano n. 88 del 7 maggio 2015.

L’Accordo Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 29 ottobre 2009 stabilisce la programmazione e l'organizzazione dei controlli ufficiali e le relative linee di indirizzo inerenti l'attuazione del Regolamento Reach.

Il Ministero della salute, in quanto Autorità competente nazionale (Legge 6 aprile 2007, n. 46, art. 5bis), assicura l'operatività del sistema dei controlli al fine di verificare la completa attuazione delle prescrizioni da parte di tutti i soggetti della catena di distribuzione delle sostanze, dalla fabbricazione/importazione, all'uso, all'immissione sul mercato delle stesse.

Il sistema dei controlli è costituito da amministrazioni ed enti dello Stato e delle Regioni e Province autonome. Fanno parte delle amministrazioni dello Stato gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf), i Nuclei antisofisticazioni e sanità dell'Arma dei Carabinieri (Nas), l'Istituto superiore prevenzione e sicurezza sul lavoro (ex Ispesl), il Corpo ispettivo centrale del Ministero della salute ed altre strutture quali l'Agenzia delle dogane e i Nuclei operativi ecologici dell'Arma dei Carabinieri (Noe).

Tipologia di sostanze verso cui orientare il controllo

  • sostanze in quanto tali o contenute in miscele o articoli classificate come cancerogene, mutagene, reprotossiche, sensibilizzanti o identificate ai sensi dell'articolo 59 del regolamento Reach o individuate nell'ambito delle restrizioni di cui all'allegato XVII del regolamento Reach
  • sostanze potenzialmente presenti in articoli destinati al consumatore finale, con particolare attenzione alle categorie più sensibili quali ad esempio lattanti, bambini, adolescenti, donne in gravidanza e/o destinati ad essere utilizzati da un elevato numero di persone
  • sostanze potenzialmente presenti in processi industriali largamente diffusi nel territorio.

Le Autorità per i controlli Reach e CLP programmano per l’anno 2016 numero e tipologia delle attività di controllo sulla base delle specificità territoriali. A queste attività programmate possono aggiungersi controlli reattivi, condotti per dare riscontro alle richieste eventualmente avanzate dall’Autorità Competente nazionale Reach-CLP, anche su segnalazione dell’Agenzia ECHA o di altri Stati membri. In caso di accertamento di violazione delle disposizioni del regolamento Reach e CLP, si applicano le sanzioni amministrative e penali contenute rispettivamente nel D. Lgs. n. 133/2009 e nel D. Lgs. 186/2011.

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30
Apr

LIMITI DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE PRODOTTI CHIMICI IN SPAGNA 2016

INSHT - Instituto Nacional de Seguridad e Higiene en el Trabajo; CNNT - Centro Nacional de Nuevas Tecnologías de Madrid OSH events

LIMITI DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE PRODOTTI CHIMICI IN SPAGNA 2016

Date:  04/05/2016

Dal 1999, quando INSHT ha pubblicato il primo articolo concernente i valori limite esposizione professionale è stato aggiornato questo documento annualmente, secondo la regolamenti. In questa conferenza tecnica la diciassettesima edizione dei limiti presentati L'esposizione professionale ad agenti chimici in Spagna 2016. Gli aggiornamenti e le modifiche della pubblicazione sono raccolti sulle loro prime pagine all'interno del Nuovo in questa sezione edizione, poi in fase di sviluppo in tutto il documento o sezioni corrispondenti. Due punti importanti saranno affrontati nella valutazione del rischio per la salute derivante di esposizione professionale a contaminanti chimici. Da un lato, i diversi tipi di valori saranno limitare e la sua costituzione e fornirà informazioni sui diversi valori limite database come GESTIS base di dati, che è un sistema di informazioni molto utili circa i valori limite fissati in diversi paesi e organizzazioni. D'altra parte, essa sarà informata dei cambiamenti previsti nel prossimo rivisto norma EN-689, che permetterà, secondo edizione conoscenze attuali, uno migliorata rispetto dei valori limite. E' noto da tempo che l'esposizione alla formaldeide può causare effetti negativi sul salute dei lavoratori esposti. La sua recente classificazione come cancerogeno di categoria 1B, dal Unione Europea è stato un cambiamento nella legislazione che si applica ad essa e ha riaperto il dibattito sulle esposizioni a questa sostanza chimica. In questa giornata saranno affrontare non solo i problemi tossicologico, ma anche il modo in cui sono implementate in diversi settori interessati, le misure preventiva al fine di evitare o ridurre al minimo possibili esposizioni alla formaldeide.

LIMITI DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE PRODOTTI CHIMICI IN SPAGNA 2016Programma

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30
Apr

Per consulenze sul mantenimento, adeguamento o realizzazione di un sistema di gestione qualità a norma uni en iso 9001:2015 chiamare MODI SRL al numero verde 800300333 gratis anche da mobile o visitare siti www.modiq.it

MODI con i suoi esperti in consulenza accompagna l’Azienda Cliente durante tutto il percorso che inizia dalla prima analisi per la valutazione dell’impegno necessario alla realizzazione del Sistema Qualità, sino all’ottenimento della certificazione ISO 9001:2015, occupandosi della definizione e stesura di tutto l’impianto documentale necessario ed assistendo il personale dell’Azienda nell’efficace applicazione dei procedimenti individuati.
Fasi di realizzazione di un progetto qualità a norma UN EN ISO 9001:2015

Analisi preliminare

viene svolta presso l’Azienda raccogliendo tutte le informazioni che permettono di tracciare un quadro della situazione esistente, stabilire gli obiettivi nelle diverse aree ed individuare il percorso necessario per la definizione delle procedure operative. Vengono coinvolte le risorse che, all’interno dell’Organizzazione, sono in grado di fornire informazioni sui processi aziendali e sulle regole che li governano. Introduzione di un concetto di qualità responsabile, semplificazione burocratica e analisi dei rischi da parte delle organizzazioni.

Attuazione del SGQ

durante questa fase prende corpo l’impianto documentale del Sistema di Gestione per la Qualità e, contestualmente, ne viene predisposta l’applicazione operativa. Vengono coinvolte le risorse, nei vari settori dell’Organizzazione, sia attraverso interventi formativi sull’efficace applicazione dei requisiti del Sistema di Gestione per la Qualità, sia per l’individuazione delle migliori regole operative da attuare. Vengono affrontati tutti gli aspetti dell’attività aziendale.

Audit interni

le procedure operative, messe in atto durante la fase di attuazione del sistema, vengono verificate attraverso specifici audit interni, eseguiti con la medesima tecnica utilizzata dagli organismi di certificazione. Tali audit permettono di valutare la completezza e l’efficacia del Sistema di Gestione per la Qualità. Nel corso dell’attività di auditing, come richiesto dalla norma di riferimento, viene formato e qualificato il personale che, nell’Organizzazione, sarà preposto all’esecuzione delle Verifiche Ispettive Interne.

Preparazione finale e certificazione

la preparazione finale consiste nel completamento della documentazione operativa, predisponendo il “Riesame della Direzione” come previsto dalla norma. Il progetto si conclude con l’affiancamento e l’assistenza al personale dell’Azienda durante gli audit per la certificazione ISO 9001:2015 da parte dell’Organismo incaricato.

Adeguamento alla norma ISO 9001:2015

la pubblicazione della nuova edizione della norma comporta l’adeguamento della documentazione del Sistema di Qualità. Da ISO 9001:2008 a ISO 9001:2015.  L’adeguamento è necessario per mantenere la certificazione di Qualità. Le organizzazioni hanno tempo tre anni dalla data della pubblicazione della norma per adeguarsi.
Uno dei principali cambiamenti della ISO 9001:2015 per la Gestione della Qualità e la ISO 14001:2015 per la Gestione Ambientale è l’approccio sistematico alla gestione del rischio.
Per consulenze sul mantenimento, adeguamento o realizzazione di un sistema di gestione qualità a norma uni en iso 9001:2015 chiamare il numero verde 800300333 o visitare siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI Srl di Mestre e Spinea Venezia modisq@tin.it
30
Apr

Meccanismi di ricarica delle sigarette elettroniche, fabbricate o importate nell’Unione

In considerazione della tossicità della nicotina, sia per contatto che per ingestione, la Commissione Europea ha ritenuto opportuno emanare la Decisione UE 2016/586 del 14 aprile 2016, pubblicata su GUE L 101/16, al fine di garantire che i meccanismi di ricarica delle sigarette elettroniche, fabbricate o importate nell'Unione, siano dotati di un'adeguata protezione  contro le perdite di liquido .

In particolare, i meccanismi di ricarica devono essere dotati di un meccanismo di controllo dell'erogazione, che emette non più di 20 gocce di liquido di ricarica al minuto, costituito da un ago saldamente fissato e da una corrispondente adeguata apertura.  Inoltre sono obbligatorie adeguate istruzioni che riportino le rispettive compatibilità tra sigarette elettroniche e contenitori di liquidi per ricarica.

Gli Stati membri provvedono affinché le sigarette elettroniche ricaricabili e i contenitori di liquido di ricarica siano immessi sul mercato solo se il meccanismo con cui le sigarette elettroniche vengono ricaricate soddisfa una delle seguenti condizioni:

a)

comporta l'uso di un contenitore di liquido di ricarica che dispone, da un lato, di un ago saldamente fissato lungo almeno 9 mm e più stretto dell'apertura del serbatoio della sigaretta elettronica con cui viene utilizzato, nel quale si inserisce agevolmente, e, dall'altro, di un meccanismo di controllo dell'erogazione che emette non più di 20 gocce di liquido di ricarica al minuto quando si trova in posizione verticale e unicamente soggetto a pressione atmosferica a 20 °C ± 5 °C;

b)

opera mediante un sistema di alloggiamento grazie al quale il liquido di ricarica viene rilasciato nel serbatoio della sigaretta elettronica solo quando il contenitore di liquido di ricarica è collegato a quest'ultima.

2.   Gli Stati membri provvedono affinché le sigarette elettroniche ricaricabili e i contenitori di liquido di ricarica siano corredati da adeguate istruzioni per la ricarica, compresi schemi, nell'ambito delle istruzioni per l'uso previste all'articolo 20, paragrafo 4, lettera a), punto i), della direttiva 2014/40/UE.

Le istruzioni per l'uso delle sigarette elettroniche ricaricabili e dei contenitori di liquido di ricarica dotati di un meccanismo di ricarica del tipo di cui al paragrafo 1, lettera a), indicano la larghezza dell'ago o la larghezza dell'apertura del serbatoio in modo da consentire al consumatore di determinare la compatibilità tra contenitori di liquido di ricarica e sigarette elettroniche.

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29
Apr

Codice Appalti, in consultazione le linee guida dell’Anac

29/04/2016 – L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha mantenuto la promessa. A una settimana dall’annuncio, la prima delle linee guida per l’attuazione del Codice Appalti è pronta per la consultazione. Al momento l’Authority si è concentrata su sette documenti che toccano gli aspetti considerati cruciali per consentire lo svolgimento delle gare senza intoppi ed incertezze dovute alla sovrapposizione tra le nuove norme e il vecchio regolamento attuativo. Tra questi ce ne sarà un dedicato ai servizi di ingegneria ed architettura. Si corregge quindi il tiro rispetto all’impostazione del Codice, che non ha riservato un capitolo dedicato ai servizi di progettazione, ma li ha assimilati ad altre tipologie di gare. La prima delle linee guida definisce il ruolo di Direttore dell’esecuzione. Il testo è stato già pubblicato ed è disponibile per la consultazione. Presto.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231