1 giugno 2016 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for giugno, 2016

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Giu

Differenza tra FAD e formazione tradizionale

Qual è la differenza tra FAD e formazione tradizionale?
La docenza in presenza (formazione tradizionale), a differenza della FAD, ha tutti i vantaggi dell’interazione faccia a faccia, con la possibilità di cogliere tutti i segnali della comunicazione paralinguistica e non verbale, con la possibilità di aggiustamenti comunicativi nel corso della comunicazione stessa. Un’altra componente essenziale della formazione tradizionale, della classe e della lezione frontale, è la componente sociale del processo formativo: il confronto tra docente e allievo è costante, quello tra gli allievi lo è altrettanto, portando allo sviluppo di momenti collaborativi di apprendimento.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero verde 800300333 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
30
Giu

Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali

Privacy: la prima guida del Garante sul nuovo Regolamento Ue

Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali

privacyQuali sono le principali novità contenute nel nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali? Quali garanzie e diritti introduce per i cittadini? Quali responsabilità e semplificazioni sono previste per imprese ed enti? A queste e ad altre domande risponde la guida predisposta dal Garante per la protezione dei dati personali, che illustra in chiave divulgativa le significative innovazioni previste dal nuovo Regolamento Ue, entrato in vigore lo scorso 24 maggio e che sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati dell'Unione europea a partire dal 25 maggio 2018. Il diritto all'oblio e quello alla portabilità dei dati, la nuova figura del Responsabile della protezione dei dati, l'obbligo di comunicare le violazioni e gli attacchi informatici subiti, i limiti alla profilazione delle persone: sono alcuni degli aspetti trattati nell'opuscolo on line messo a punto dal Garante. La guida, che inaugura una serie di iniziative informative che il Garante metterà in campo per spiegare la portata del Regolamento. Il Regolamento è direttamente applicabile e vincolante in tutti gli Stati membri dell’Unione europea e non richiede una legge di recepimento nazionale. Inoltre, si applica integralmente alle imprese situate fuori dall’Unione europea che offrono servizi o prodotti a persone che si trovano nel territorio dell’Unione europea. Tutte le aziende, ovunque stabilite, dovranno quindi rispettare le regole fissate nell'Ue. Fra le principali novità del Regolamento c’è il cosiddetto «sportello unico» ( one stop shop ), che semplificherà la gestione dei trattamenti e garantirà un approccio uniforme. Salvo casi specifici, le imprese stabilite in più Stati membri o che offrono prodotti e servizi in vari Paesi dell’Ue, per risolvere possibili problematiche sull’applicazione e il rispetto del Regolamento potranno rivolgersi ad un solo interlocutore: cioè all’Autorità di protezione dei dati del Paese dove si trova il loro stabilimento principale.

guida del Garante sul nuovo Regolamento Ueguida del Garante sul nuovo Regolamento Ue

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30
Giu

Brexit, cosa cambierà per i progettisti e le imprese?

30/06/2016 – Brexit uguale incertezza. Il referendum sull'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, che ha visto il "Leave" trionfare con il 51,9% contro il "Remain" al 48,1% preannuncia i suoi effetti. Indetto dopo la richiesta di un allentamento dei vincoli comunitari su politica monetaria, immigrazione ed altri temi caldi, il referendum avrà un impatto che va oltre l'aspetto politico. Lo sanno le borse, che hanno registrato diverse turbolenze, lo sanno professionisti e imprese, che non conoscono quali opportunità di lavoro avranno e se ci saranno ancora chance di riconoscimento delle qualifiche. Lo sanno i progettisti, che potrebbero veder cambiare le regole per la costruzione degli edifici, e gli studenti, per i quali le tasse universitarie potrebbero aumentare. Prima di iniziare bisogna fare una premessa. Le direttive europee recepite nell’ordinamento britannico con leggi nazionali resteranno valide. Per.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Giu

La figura complessa del datore di lavoro per la sicurezza nelle università tra “vecchio” e “nuovo” diritto

Il saggio esamina la specifica disciplina italiana della salute e sicurezza sul lavoro nel settore delle università che risale ancora al d.m. n. 363/1998 nonostante che dal 2008 sia stata emanata una nuova regolamentazione generale della materia. In particolare si pone attenzione criticamente sulla figura del datore di lavoro per la sicurezza nell’università, sulla sua individuazione e sulle sue responsabilità, analizzando altresì le posizioni degli altri soggetti dai quali dipende la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori dell’università.

sicurezza_lavoroLa figura complessa del datore di lavoro per la sicurezza nelle università tra “vecchio” e “nuovo” diritto di Paolo Pascucci Professore ordinario di Diritto del lavoro nell’Università di Urbino Carlo Bo

Il tema della sicurezza sul lavoro nell’università si rivela complesso fin dalle fonti della materia, a proposito delle quali emerge quella che si può definire la tensione senza fine tra il vecchio ed il nuovo diritto della prevenzione. Si tratta di un aspetto che non riguarda soltanto le università, ma quelle pubbliche amministrazioni (e non solo) per le quali l’art. 3, comma 2, primo periodo, del d.lgs. n. 81/2008, sulla scorta dell’art. 2, paragrafo 2, della direttiva quadro n. 89/391/CE, ha previsto una disciplina speciale di adeguamento rispetto alle proprie disposizioni. Il suddetto art. 3 ha infatti stabilito che, nei confronti di una serie fin troppo lunga di enti, le disposizioni del decreto del 2008 siano applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative, mediante decreti ministeriali da emanare, previo parere della Conferenza Stato-Regioni e sentite le parti sociali, entro dodici mesi dall’entrata in vigore del d.lgs. n. 81/2008, restando fino ad allora provvisoriamente in vigore i vecchi decreti ministeriali emanati per quegli enti sulla base dell’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 626/1994. Il termine per l’emanazione dei decreti di adeguamento è stato ripetutamente prorogato fino a che, con il d.l. n. 57/2012 è divenuto esclusivamente ordinatorio: infatti, da un lato, la temporanea e provvisoria vigenza dei vecchi decreti ex d.lgs. n. 626/1994 è stata subordinata non più alla scadenza del termine temporale per l’emanazione di quelli nuovi, bensì all’effettiva emanazione di questi; da un altro lato, è stata soppressa la previsione dell’art. 3, comma 3, del d.lgs. n. 81/2008 secondo cui, decorso inutilmente il termine temporale, avrebbero trovato applicazione le disposizioni del d.lgs. n. 81/2008. Per le università, la vicenda dell’emanazione del nuovo decreto ministeriale di adeguamento meriterebbe di essere annoverata tra le sequenze del capolavoro cinematografico di Wolfgang Petersen “La storia infinita”. Infatti, non essendo stato a tutt’oggi emanato alcun nuovo decreto, la disciplina della sicurezza sul lavoro in quest’ambito si rinviene ancora nel d.m. 5 agosto 1998, n. 363, nonostante che da qualche tempo stiano circolando bozze di un nuovo decreto non ancora approvato. sicurezza_lavoroLa figura complessa del datore di lavoro per la sicurezza nelle università tra “vecchio” e “nuovo” diritto   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
29
Giu

Fasi della Certificazione UNI EN ISO 14001

Quali sono le fasi per la certificazione UNI EN ISO 14001?
1) Scelta dell’Organismo indipendente e stipulazione del contratto
2) Verifica documentale: l’Organismo verifica che la documentazione del sistema sia conforme alla norma e adeguata per l’azienda
3) Verifica conformità legislativa: l’Organismo verifica il rispetto delle normative ambientali applicabili all’azienda
4) Verifica certificativa: l’Organismo verifica sul campo l'attuazione del Sistema di Gestione Ambientale
5) Risoluzione anomalie: si concordano con l’Organismo le azioni da intraprendere per risolvere gli eventuali rilievi emersi
6) Emissione del certificato da parte dell’Organismo.
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Giu

Prevenzione incendi nelle scuole

Prescrizioni per l'attuazione, con scadenze differenziate, delle vigenti normative in materia di prevenzione degli incendi per l'edilizia scolastica. DECRETO 12 maggio 2016  GU Serie Generale n.121 del 25-5-2016

Prevenzione incendi nelle scuole

scuolaAttuazione,  con  scadenze  differenziate,  delle   disposizioni   di   prevenzione incendi di cui al decreto del Ministro dell'interno del   26 agosto 1992   1. Gli edifici scolastici e i locali  adibiti  a  scuole  esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto sono adeguati  ai requisiti di sicurezza antincendio previsti  ai  seguenti  punti  del decreto del Ministro dell'Interno del 26 agosto 1992, entro i termini temporali di seguito indicati:   a) entro tre mesi dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente decreto  tutte  le  scuole  attuano  le  misure  di  cui  ai   punti: 7.0-8-9.2-10-12;   b) entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente decreto:         1) le scuole preesistenti alla data di entrata in vigore  del decreto del Ministro per i lavori  pubblici  del  18  dicembre  1975, attuano le misure di cui ai  punti:  2.4-3.1-5(5.5  larghezza  totale riferita        al        solo        piano        di         massimo affollamento)-6.1-6.2-6.3.0-6.4-6.5-6.6-7.1-9.1-9.3;         2) le scuole realizzate successivamente all'entrata in vigore del decreto del Ministro per i lavori pubblici del 18  dicembre  1975 ed entro la data di  entrata  in  vigore  del  decreto  del  Ministro dell'interno del 26 agosto 1992, attuano le misure di cui  ai  punti: 2.4-3-4-5-6.1-6.2-6.3-6.4-6.5-6.6-7.1-9.1-9.3;       3) le scuole realizzate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto del  Ministro  dell'interno  del  26  agosto  1992 attuano tutte le misure ivi previste;       c) le misure di cui alle lettere a) e  b)  del  presente  comma devono comunque essere attuate entro il 31 dicembre 2016.    2. Il progetto di cui all'art. 3 del decreto del  Presidente  della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151, previsto per le scuole di categoria B e C dell'Allegato I allo stesso decreto, deve indicare le opere  di adeguamento ai requisiti di sicurezza di cui al comma 1, lettere a) e b);   3. Al termine degli adeguamenti previsti  al  comma  1  e  comunque entro la scadenza del termine  del  31  dicembre  2016,  deve  essere presentata la segnalazione certificata di inizio attivita'  ai  sensi dell'art. 4 del decreto del  Presidente  della  Repubblica 1°  agosto 2011, n. 151.   4. Gli edifici scolastici e i locali  adibiti  a  scuole  esistenti alla data di entrata in vigore del  presente  decreto  sono  esentati dall'obbligo di adeguamento qualora siano in possesso del certificato di prevenzione incendi, in corso di validita', o sia stata presentata la segnalazione certificata di inizio attivita' di cui all'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.   5. Per gli edifici scolastici e i locali adibiti a scuole esistenti alla data di entrata in vigore del  presente  decreto,  per  i  quali siano  in  corso  lavori  di  adeguamento  al  decreto  del  Ministro dell'interno del 26 agosto 1992 sulla base di un  progetto  approvato dal competente Comando provinciale dei vigili del fuoco, deve  essere presentata la segnalazione certificata di inizio attivita', ai  sensi dell'art. 4 del decreto del Presidente  della  Repubblica  1°  agosto 2011, n. 151, relativa  al  completo  adeguamento  antincendio  della struttura entro il termine massimo di cui al comma 1, lettera c).

Art. 2 Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in vigore il  giorno  successivo  alla data di  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica italiana. Roma,12 maggio 2016  Il Ministro dell'interno  Alfano           Il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca Giannini

DECRETO 12 maggio 2016DECRETO 12 maggio 2016

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Giu

Conto di Sistema

Cos’è il “Conto di Sistema”?
Con il Conto di Sistema alla piccola impresa è data la possibilità di trovare risorse, partner e assistenza.
Questo è un conto collettivo creato con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di Piani formativi di ampio respiro e orientato a favorire l'aggregazione di imprese su piani formativi comuni, in ambito settoriale o territoriale.
Confluisce in questo Conto il 26% dei contributi versati a Fondimpresa dalle imprese aderenti. In questo caso i finanziamenti saranno indirizzati a sostenere piani formativi secondo una procedura di pubblicazione di Avvisi, che consente massima trasparenza e pari opportunità di accesso.
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28
Giu

Ok alle linee guida Anac sulle gare di progettazione, DM Parametri obbligatorio

28/06/2016 – L’Autorità nazionale Anticorruzione (ANAC) continua a ritenere che le Stazioni Appaltanti abbiano l’obbligo di utilizzare il Decreto Parametri nei bandi di gara di progettazione. Sono le conclusioni delle linee guida sull’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura attuative del Codice Appalti (D.lgs 50/2016) che contengono anche un’altra novità per andare incontro ai professionisti: la possibilità di dimostrare i requisiti di fatturato con un’assicurazione professionale. Corrispettivi a base di gara Nel testo licenziato dall’Anac dopo la fase di consultazione, si legge che, fino a che  il Ministro della Giustizia non avrà approvato le nuove tabelle dei corrispettivi, le Stazioni Appaltanti dovranno determinare i corrispettivi a base di gara utilizzando il “vecchio” Decreto Parametri (DM 143/2013). Ma le complicazioni interpretative sono già in.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
28
Giu

Valorizzazione culturale al Sud, i chiarimenti del Mibact

28/06/2016 – Il Mibact risponde ai dubbi dei Comuni relativi al bando da 5,6 milioni di euro per progetti di valorizzazione al Sud. L’ iniziativa mira a finanziare, con risorse pari a 5,6 milioni di euro, le attività relative alla progettazione di interventi integrati di scala territoriale/locale finalizzati alla valorizzazione culturale di aree (anche a fini turistici), beni o complessi di beni ricadenti nei Comuni del Sud. Nelle FAQ pubblicate vengono forniti alcuni chiarimenti circa i Comuni che possono presentare la domanda, le spese ammissibili e i finanziamenti per i singoli progetti. Si chiarisce che i soggetti proponenti, siano essi singoli Comuni, Unioni di Comuni, associazioni di Comuni, devono totalizzare almeno 150.000 abitanti. In caso di soggetti proponenti in forma associata, il requisito dei 150.000 abitanti è condizionato, pena l’esclusione, alla contiguità territoriale dei Comuni facenti parte.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Giu

Antincendio: i nuovi requisiti per rimanere nell’elenco dei professionisti

28/06/2016 – E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 2016 il DM 7 giugno 2016 che modifica i requisiti per rimanere nell’elenco dei professionisti antincendio contenuti nel  DM 5 agosto 2011. Professionisti antincendio: i nuovi requisiti Per risultare negli elenchi del Ministero dell'Interno ogni 5 anni i professionisti devono conseguire 40 ore di aggiornamento obbligatorio, attraverso corsi o seminari in  materia  di prevenzione incendi. Il DM specifica che il termine dei cinque anni decorre: - dalla data di iscrizione negli elenchi dei professionisti antincendio; - dalla data di riattivazione dell'iscrizione, in caso di sospensione per l'inadempienza; - dalla data di entrata in vigore del nuovo decreto, per i professionisti già iscritti alla medesima data negli elenchi. Antincendio: le modalità la formazione a distanza Poiché i corsi e i seminari di aggiornamento.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231