1 settembre 2016 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for settembre, 2016

30
Set

Regole di sicurezza per chi lavora nelle ferrovie

Documenti SUVA La vita e la salute delle persone hanno la massima priorità

sicurezza ferrovieRegole di sicurezza per chi lavora nelle ferrovie

Per noi lavoratori e superiori questo significa che: Rispettiamo sempre le regole di sicurezza. La sicurezza su lavoro è un lavoro di squadra. Le istruzioni e i controlli di sicurezza sono parte integrante del nostro lavoro. In caso di dubbio chiediamo spiegazioni. Se un qualche pericolo minaccia la nostra vita o la nostra salute, diciamo STOP! In questi casi abbiamo il diritto e il dovere di sospendere i lavori. Eliminiamo subito eventuali carenze o irregolarità. Se questo non è possibile, avvisiamo il superiore e mettiamo in guardia i colleghi. Eliminato il pericolo, proseguiamo con i lavori. Queste regole sono in linea con i principi della «Charta della sicurezza». In questo documento le associazioni padronali, i progettisti e i sindacati si impegnano affinché sul lavoro si rispettino le regole di sicurezza. Per informazioni: www.charta-sicurezza.ch

Pianifichiamo i lavori accuratamente. Lavoratore: sul lavoro applico le mie conoscenze e la mia esperienza a favore della sicurezza. Superiore: sono responsabile della sicurezza dei lavoratori. Chiarisco quali pericoli sono associati ai lavori previsti. Specialista della sicurezza: definisco regole chiare e adeguate allo scopo.

Lavoriamo con un incarico chiaro e preciso e sappiamo chi è il responsabile, anche in caso di guasto. Lavoratore: inizio il lavoro solo quando sono stato istruito, ho capito bene l’incarico e so chi è il responsabile. In caso di imprevisti, dico STOP e avviso il superiore. Superiore: assegno incarichi precisi e verifi co regolarmente se si rispettano le regole di sicurezza. In veste di superiore mi comporto in modo esemplare.

Nelle corse di manovra evitiamo di correre rischi durante la salita, la discesa e l’accompagnamento dei veicoli. Lavoratore: sui veicoli salgo e scendo solo quando sono fermi. Accompagno i veicoli solo in una posizione sicura. Non agisco mai con imprudenza per facilitarmi il lavoro o per motivi di tempo. Superiore: assumo le mie responsabilità di dirigente e non tollero le infrazioni alle regole. Verifi co regolarmente che il personale rispetti le regole di sicurezza.

Evitiamo di metterci in pericolo durante l’agganciamento dei veicoli ferroviari. Lavoratore: entro nello spazio fra i veicoli ferroviari solo quando sono fermi e i respingenti si toccano. Superiore: assumo le mie responsabilità di dirigente e non tollero le infrazioni alle regole. Verifico regolarmente che il personale rispetti le regole di sicurezza.

Regole di sicurezza per chi lavora nelle ferrovieRegole di sicurezza per chi lavora nelle ferrovie Vademecum

Regole di sicurezza per chi lavora nelle ferrovieRegole di sicurezza per chi lavora nelle ferrovie

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30
Set

Malattie Rare, martedì al Ministero Primo Vademecum sulle Angioplasie

Comunicato del 30/09/2016 n°104

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Malattie Rare, martedì al Ministero Primo Vademecum sulle Angioplasie

Comunicato del 30/09/2016 n°104   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
30
Set

PRIVACY – Documento Programmatico della Sicurezza

In cosa consiste e quando è necessario il Documento Programmatico della Sicurezza? Il Documento Programmatico della Sicurezza (DPS) è uno strumento con cui ogni azienda provvede ad una valutazione del rischio per la sicurezza del trattamento dei dati personali e progetta tutte le misure necessarie alla riduzione di tale rischio. È obbligatorio per tutte le aziende che trattano i dati sensibili, con l’esclusione di chi tratti dati riguardanti lo stato di salute o malattia (senza indicazione di diagnosi) ovvero l’adesione ad organismi sindacali dei propri dipendenti, per sole finalità amministrative e contabili, e va redatto o aggiornato entro il 31 marzo di ogni anno. Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero verde 800300333 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
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Set

Scia 2, Regioni: ‘ampliare la portata delle ristrutturazioni e semplificare l’agibilità’

30/09/2016 – Ampliare la portata delle ristrutturazioni pesanti, alleggerire le procedure per ottenere l’agibilità e tutelare la competenza delle Regioni in materia di titoli abilitativi. Le Regioni hanno proposto alcune integrazioni alla bozza di decreto Scia 2, che ieri ha ottenuto il via libera dalla Conferenza Unificata. Le Regioni hanno avanzato anche una richiesta formale, ma utile a non creare dubbi: sostituire il termine “autorizzazione” con “permesso di costruire” in modo da non lasciare spazio a nessun tipo di incertezza interpretativa una volta che il decreto entrerà in vigore. Il termine autorizzazione è riportato nella tabella A allegata alla bozza. Si tratta  dello schema contenente gli interventi edilizi, la loro descrizione e il titolo edilizio da utilizzare. Scia 2 e ristrutturazioni La bozza di decreto Scia 2 definisce restauro e risanamento conservativo pesante tutta.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
30
Set

Casa Italia, Renzo Piano in Senato: ’10 prototipi per 10 milioni di case’

30/09/2016 - “Io ho un progetto, non come architetto ma come senatore a vita”, un “importante progetto di lunga durata”, “forse di due generazioni, di 50 anni per salvaguardare il patrimonio residenziale di questo paese dal sisma”. “Vorrei occuparmi di casa, il rifugio di tutti e il luogo dove si trova se stessi e non immaginabile che non sia sicuro”. Lo ha detto l’architetto e senatore a vita, Renzo Piano, intervenendo in Senato nel corso della discussione della mozione sulla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 24 agosto e sul progetto Casa Italia, mozione approvato dall’Aula. Serve un ‘progetto’ di lungo periodo, che deve mettere in conto la costruzione di 10 milioni di case.  “Bisogna realizzare dieci prototipi, lungo l’arco dell’Appennino e poi sceglierli. Si possono costruire in tempi brevi, abbiamo la competenza per poterlo fare”. Secondo.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Ferrovie dello Stato, 94 miliardi di euro di investimenti in 10 anni

30/09/2016 - Novantaquattro miliardi di euro di investimenti per rendere le Ferrovie dello Stato Italiane un’azienda di mobilità integrata globale e raddoppiare il fatturato in 10 anni. Sono questi gli obiettivi del Piano Industriale 2017-2026 di FS presentato mercoledì nella stazione di Roma Tiburtina dall’Amministratore Delegato Renato Mazzoncini, assieme alla presidente Gioia Ghezzi, alla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. Il Piano si basa su cinque pilastri strategici: integrazione fra le infrastrutture ferroviarie e stradali; sviluppo internazionale; logistica integrata; mobilità integrata; digitalizzazione. I 94 miliardi di euro sono così suddivisi: 73 miliardi per le infrastrutture, 14 per il materiale rotabile e 7 per lo sviluppo tecnologico. Più della metà delle risorse, 58 miliardi sono già disponibili (23 in.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Set

Piccoli Comuni, in arrivo un piano nazionale per riqualificarli

30/09/2016 – Si concretizza la possibilità, per i 5.585 piccoli Comuni italiani, di mettere in sicurezza il territorio e valorizzare i centri storici, recuperando quelli in abbandono riconvertendoli in alberghi diffusi. Il 28 settembre scorso è stata, infatti, approvata all’unanimità dalla Camera la proposta di legge per la valorizzazione dei Comuni con meno di 5000 abitanti. Il testo, rimasto incardinato a Montecitorio per quasi tre anni, deve ora passare all’esame del Senato per l’approvazione definitiva. Valorizzazione piccoli Comuni: le misure della legge La legge sui Piccoli Comuni, che stanzia 100 milioni di euro per il periodo che va dal 2017 al 2023, prevede un vero e proprio Piano Nazionale per la riqualificazione dei borghi con meno di 5000 abitanti. Propone anche misure per favorire la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, itinerari di mobilità.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
30
Set

Post-terremoto, Renzo Piano in Senato: ’10 prototipi per 10 milioni di case’

30/09/2016 - “Io ho un progetto, non come architetto ma come senatore a vita”, un “importante progetto di lunga durata”, “forse di due generazioni, di 50 anni per salvaguardare il patrimonio residenziale di questo paese dal sisma”. “Vorrei occuparmi di casa, il rifugio di tutti e il luogo dove si trova se stessi e non immaginabile che non sia sicuro”. Lo ha detto l’architetto e senatore a vita, Renzo Piano, intervenendo in Senato nel corso della discussione della mozione sulla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto del 24 agosto e sul progetto Casa Italia, mozione approvato dall’Aula. Serve un ‘progetto’ di lungo periodo, che deve mettere in conto la costruzione di 10 milioni di case.  “Bisogna realizzare dieci prototipi, lungo l’arco dell’Appennino e poi sceglierli. Si possono costruire in tempi brevi, abbiamo la competenza per poterlo fare”. Secondo.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
30
Set

Abusi edilizi, quando la multa può sostituire la demolizione

30/09/2016 – La multa alternativa alla demolizione di un manufatto abusivo è possibile solo se l’intervento è stato realizzato sulla base di un titolo abilitativo rilasciato dal Comune, ma poi annullato. Scatta invece la demolizione se il responsabile ha violato le prescrizioni dell’Amministrazione. Lo ha spiegato di recente il Consiglio di Stato con la sentenza 3559/2016. I giudici hanno chiarito che bisogna operare una distinzione a monte e capire perché un immobile è considerato abusivo. Un conto, sostiene il CdS, è che l’opera abbia rispettato i contenuti del permesso di costruire, rilasciato dal Comune e poi annullato. In questo caso il privato che ha realizzato l’intervento pensava di agire in modo legittimo. Al momento della costruzione, infatti, tutti i lavori sono stati eseguiti secondo i permessi rilasciati e solo in un secondo momento la situazione è cambiata perché il Comune ha.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231