1 ottobre 2016 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for ottobre, 2016

31
Ott

REGIONE VENETO Dgr n. 2120 del 30/12/2015 – Requisito per accreditamento adozione di un Modello Organizzativo e Gestionale ai sensi del D.lgs. 231/01

Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero verde 800300333 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it.









31
Ott

REGIONE VENETO Dgr n. 2120 del 30/12/2015 – Requisito per accreditamento adozione di un Modello Organizzativo e Gestionale ai sensi del D.lgs. 231/01

Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero verde 800300333 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it.
 
 
 
 
 
 
 
 
31
Ott

Segnalazioni violazioni dei soggetti formatori

 

In molti casi le attività formative soggette a controllo si dimostrano inadeguate e in alcuni casi addirittura fasulle

Segnalazioni violazioni dei soggetti formatori

formazione art 37Articolo pubblicato da G. Porcellana e M. Montrano (ASL TO3) su Io scelgo la sicurezza Regione Piemonte - Direzione Sanità Settore Prevenzione e veterinaria  Numero 3 - settembre 2016

Gli obblighi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro sono cresciuti in modo esponenziale negli ultimi dieci anni. Nuovi obblighi formativi (attrezzature di lavoro, segnaletica, ecc.) e obblighi formativi datati, ma rinvigoriti dalla pubblicazione di nuove norme (lavoratori, RSPP, ecc.) hanno creato una domanda che non è certo stata sottovalutata dagli operatori economici del settore. Tanto è vero che, nonostante il contingente periodo di crisi, si è sviluppato un florido “mercato della formazione”, non sempre allineato ai principi di qualità necessari. Nonostante l’impegno profuso in questi anni dal sistema pubblico della prevenzione nel cercare di far comprendere agli interlocutori, di tutti i livelli, l’importanza dell’effettività e dell’adeguatezza della formazione dei soggetti della prevenzione, in molti casi le attività formative soggette a controllo si dimostrano inadeguate e in alcuni casi addirittura fasulle. I casi di irregolarità nell’erogazione di corsi di formazione che costituiscono l’esperienza dello SPreSAL della ASL TO3 sono molti, alcuni dei quali sono qui riportati in forma anonima. Un’azienda di medie dimensioni durante un controllo ha fornito attestati di formazione del proprio personale addetto alla conduzione di carrelli elevatori. Una verifica poco più che formale ha permesso di accertare che gli attestati erano falsi e che il soggetto formatore indicato nei documenti non solo non aveva mai erogato quei corsi, ma era stato in qualche modo truffato. La successiva indagi ne di polizia giudiziaria ha reso chiaro il meccanismo che aveva portato alla redazione di registri e attestati falsi. Oltre alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria dei reati codicistici è stato ovviamente prescritta l’effettuazione di nuovi corsi regolari. Un soggetto formatore aveva inviato la comunicazione prescritta dalla normativa regionale piemontese per l’avvio di un corso di formazione rivolto ad addetti alla conduzione di gru a torre. Nella data e nell’orario indicato veniva effettuato un controllo che evidenziava l’assenza di attività formative. Gli accertamenti successivi rilevavano l’inadeguatezza e l’insufficienza delle attrezzature necessarie all’erogazione del corso nonché l’effettuazione di attività formative per un tempo inferiore a quello richiesto dalla norma. In questo caso è stato disposto il divieto di rilasciare gli attestati ed è stata inviata una segnalazione alla Regione Piemonte. Un professionista ha partecipato a due corsi di aggiornamento per coordinatori della sicurezza, che si sono svolti in modalità FAD. Tali corsi hanno portato al rilascio di due attestati per nove ore di aggiornamento ciascuno. Le successive verifiche sulle modalità di erogazione del corso hanno permesso di accertare che il tracciato accessi del discente inizia all’incirca alle ore 17.30 del primo giorno e completa il primo corso (agenti chimici) di nove ore nominali alle ore 19.20 del giorno successivo impiegando nel complesso dei collegamenti circa 16 ore continuative. Il secondo corso (PSC e costi per la sicurezza) della durata di nove ore nominali viene iniziato alle 19.45 del secondo giorno (quindi 25 minuti dopo il termine del primo corso) e termina alle 00.10 del terzo giorno, impiegando nel complesso appena 4 ore e 18 minuti circa. Inoltre si è accertato l’uso di materiali didattici non aggiornati all’evoluzione normativa. Al professionista è stato richiesto di fornire attestati di altri corsi per dimostrare di aver adempiuto all’obbligo di aggiornamento. Nella verifica di un corso di formazione per addetti al montaggio, smontaggio e trasformazione di ponteggi il cui programma dovrebbe essere conforme all’art. 136 e all’allegato XXI del D.lg s. 81/08 si verificava che l’attestato riportava il Logo e la firma di un Ente bilaterale nazionale e di una società a responsabilità limitata. Il primo rilievo ha riguardato il titolo dei soggetti ad erogare tali corsi in quanto la norma prevede tra i soggetti autorizzati gli “Organismi paritetici istituiti nel settore dell’edilizia”. L’Ente pur sostenendo di essere ente bilaterale del settore edilizio non è tra i soggetti indicati dalla Circolare del Ministero del Lavoro n. 13 /2012 e la società non è una agenzia formativa accreditata dalla Regione Piemonte e neppure si può considerare una struttura di diretta emanazione dell’Ente bilaterale. In base ai registri del corso è risultato che lo stesso sarebbe durato 4 giorni e avrebbe svolto il programma previsto dall’allegato XXI del D.lgs. 81/08. Ma dalla documentazione è emersa una prima incongruenza relativa al docente, incaricato sia della parte pratica sia di una parte teorica, infatti dal curriculum di tale soggetto non risultava alcuna esperienza professionale pratica, documentata, almeno biennale, nelle tecniche per il montaggio/smontaggio ponteggi. La seconda incongruenza riguardava il rapporto tra docenti e discenti, che in base alla norma nelle attività pratiche dovrebbe essere di 1:5, mentre, come si evince dai registri, vi era un solo docente con undici discenti. Al fine di verificare nel dettaglio le modalità di erogazione del corso è stato convocato e sentito uno dei partecipanti, il quale ha riferito che il corso è durato complessivamente due giorni e non quattro e che la parte pratica si è conclusa in mezza giornata. Il partecipante al corso è stato categorico nell’affermare che nella parte pratica è stato montato e smontato un solo tipo di ponteggio (ad acca a cavalletto) e non anche gli altri due tipi (tubo e giunti e multidirezionale) indicati nel programma e nel registro. Ha inoltre riferito che non sono state effettuate le prove di salvataggio e gestione dell’emergenza indicate nel programma e nel registro. La parte pratica si sarebbe svolta per un periodo ridotto alla presenza di un solo docente e non vi sarebbe stato un vero e proprio esame, ma il giudizio sarebbe stato dato in base al comportamento durante il corso. Gli attestati non sono stati considerati validi ed è stato prescritta la partecipazione ad un nuovo corso.

Altra situazione piuttosto diffusa riguarda la formazione specifica prevista per i lavoratori dall’accordo Stato Regioni 221 del 21/12/2011. Nonostante la lettera della norma sia chiara indicando come contenuto i “rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell'azienda” , nonché la necessità di indicare nell’attestato la “ Specifica della tipologia di corso seguito con indicazione del settore di riferimento e relativo monte ore frequentato (l'indicazione del settore di appartenenza è indispensabile ai fini del riconoscimento dei crediti) ”, vengono pubblicizzati, ed evidentemente anche realizzati, corsi per la formazione specifica dei lavoratori che prescindono dal settore o comparto, ma che fanno solamente riferimento al livello di rischio (basso, medio o alto). Tale pratica, chiaramente orientata al raggiungimento di un numero minimo di discenti, pur garantendo la durata minima del percorso formativo, finisce per ridurre la specificità degli argomenti trattati limitando l’efficacia formativa. In merito alla figura dei lavoratori (e dei preposti) non è raro che indagini connesse a casi di infortunio sul lavoro mettano in luce l’inadeguatezza del percorso info/formativo e addestrativo degli stessi. E’ chiaro che l’obbligo formativo, qui inteso come sommatoria delle attività di informazione, formazione e addestramento previste dalla norma, non viene assolto con il rilascio di un attestato, ma solamente con l’acquisizione da parte del lavoratore di conoscenze, competenze e abilità sufficienti a svolgere in sicurezza i propri compiti.

E’ auspicabile una modifica normativa che responsabilizzi i soggetti formatori, così come già avviene per altri soggetti esterni al sistema di prevenzione aziendale come, progettisti, costruttori, noleggiatori, installatori, ecc. Ciò renderebbe più efficace l’azione di controllo da parte degli organi di vigilanza. L’esigenza è sentita anche dal nuovo Accordo Stato Regioni 128/CSR del 7/7/2016, che al punto 12.12 recante “ Monitoraggio e controllo da parte degli organismi di vigilanza sugli enti di erogazione della formazione” stabilisce che “Con Accordo di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano adottato, previa consultazione delle parti sociali, sono stabilite le modalità per il monitoraggio dell'applicazione degli accordi in materia formazione, in particolare riguardo al controllo sul mercato della formazione, al rispetto della normativa di riferimento sia da parte degli enti erogatori di formazione, sia da parte dei soggetti formati (interni o esterni alle imprese), destinatari di adempimenti legislativi”. Nel frattempo la regione Piemonte con D.D. 2 Novembre 2015, n. 712 ha approvato le “Procedure per l’accertamento degli adempimenti relativi alla formazione alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al D.lgs. 81/08”, un documento, redatto per essere di supporto all’attività di vigilanza dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPreSAL) delle ASL piemontesi.

formazione 81Segnalazioni violazioni dei soggetti formatori

  MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
31
Ott

Indicazioni operative per la formazione

 

le modalità e le procedure per l’inserimento negli elenchi dei soggetti formatori autorizzati

Indicazioni operative per la formazione

formazione art 37Prendiamo spunto da un articolo apparso su Io scelgo la sicurezza n. 3/2016 della regione Piemonte, articolo a cura di di A. Palese, per ribadire alcuni concetti che più volte sono stati richiesti a questa redazione. Anche con l'avvento del ASR 7 Luglio 2016 alcune domande rimangono sempre di estrema attualità. Ricordiamo che l'accordo del 7 Luglio 2016 riguarda in prima istanza la formazione degli RSPP e ASPP ma tratta anche dei lavoratori e del datore di lavoro. Ricordiamo che il soggetto formatore: è l’ente (agenzia formativa, associazione datoriale o sindacale, ente pubblico, ecc.) che organizza il corso, in quanto in possesso dei requisiti richiesti per quello specifico corso. Può essere anche il datore di lavoro, persona fisica, ove espressamente previsto, cioè nella formazione dei lavoratori ex art. 37 DLgs 81/08.

Nell'accordo del 7 Luglio 2016 si fa riferimento alla gestione della formazione per:

Un datore di lavoro, la cui attività risulti inserita nei macrosettori Ateco a rischio medio/alto, secondo quanto individuato nella tabella di cui all’allegato Il dell’accordo del 21 dicembre 2011 (ex artt. 34 d.lgs. n. 81/2008), può partecipare al modulo di formazione per datore di lavoro che svolge i compiti del servizio di prevenzione e protezione relativo al livello di rischio basso, se tutti i lavoratori svolgono esclusivamente attività appartenenti ad un livello di rischio basso; se tale condizione viene successivamente meno, il datore di lavoro è tenuto ad integrare la propria formazione, in numero di ore e contenuti, avuto riguardo alle mutate condizioni di rischio dell’attività dei propri lavoratori. Analogamente, un datore di lavoro, la cui attività risulta inserita nella tabella di cui all’allegato Il dell’accordo del 21 dicembre 2011 (ex artt. 34 d.lgs. n. 81/2008) nei settori di attività a rischio basso, deve partecipare o integrare la formazione per datore di lavoro, che svolga i compiti del servizio di prevenzione e protezione relativo al livello di rischio medio o alto, se ha al suo interno lavoratori che svolgono attività appartenenti ad un livello di rischio medio o alto.

E-learning per la formazione specifica ex accordo art. 37. Nelle aziende inserite nel rischio basso, così come riportato nella tabella di cui all’allegato Il dell’accordo del 21 dicembre 2011 , è consentito il ricorso alla modalità e-learning, nel rispetto delle disposizioni di cui all’allegato Il e a condizione che i discenti abbiano possibilità di accesso alle tecnologie impiegate, familiarità con l’uso del computer e buona conoscenza della lingua utilizzata, per l’erogazione della formazione specifica dei lavoratori di cui all’accordo sancito sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano nella seduta del 21 dicembre 2011 relativo alla individuazione dei contenuti della formazione dei lavoratori, dei dirigenti e dei preposti. Tale indicazione vale anche per la formazione specifica dei lavoratori che, a prescindere dal settore di appartenenza, non svolgono mansioni che comportino la loro presenza, anche saltuaria, nei reparti produttivi, così come indicato al primo periodo dal paragrafo 4 condizioni particolari” dell’accordo del 21 dicembre 2011. A tal fine si precisa che la formazione specifica per lavoratori deve essere riferita, in ogni caso, all’effettiva mansione svolta dal lavoratore e deve essere pertanto erogata rispetto agli aspetti specifici scaturiti dalla valutazione dei rischi. Pertanto per le aziende inserite nel rischio basso non è consentito il ricorso alla modalità e-learning per tutti quei lavoratori che svolgono mansioni che lì espongono ad un rischio medio o alto.

Il D.lgs. 81/08 colloca le attività di informazione e formazione dei lavoratori tra le Misure generali di tutela (art. 15 D.lgs. 81/08), assegnando a tali obblighi pari dignità rispetto ad altre misure tecniche e organizzative. La formazione viene definita come un processo di apprendimento di conoscenze e procedure utili all’acquisizione di competenze per lo svolgimento dei rispettivi compiti e all’identificazione, riduzione e gestione dei rischi (art. 2 D.lgs. 81/08). Negli ultimi anni, il legislatore, con il concorso della Conferenza per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, ha esteso notevolmente l’obbligo formativo, in particolare, entrando nel dettaglio della definizione dei percorsi formativi stessi attraverso l’approvazione di una serie di Accordi Stato - Regioni. Il legislatore, infatti, non ha determinato in via preliminare la durata, i contenuti minimi e gli strumenti da utilizzare per le attività formative obbligatorie, ma ha affidato tale determinazione ad Accordi in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Diverse sentenze della Corte di Cassazione hanno confermato la sussistenza del nesso causale tra la mancata erogazione di un’adeguata formazione ai lavoratori e gli infortuni sul lavoro. D’altra parte, il primo comma dell’art. 37 del D.lgs. 81/08 contiene la seguente disposizione: “Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in mate- ria di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a: a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza; b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.” Negli ultimi anni, gli obblighi formativi previsti dal D.lgs. 81/08, sono stati attuati, con il concorso della Conferenza per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, attraverso l’approvazione di una serie di Accordi tra Stato, Regioni e Province autonome, che hanno dato vita ad un sistema molto complesso e articolato della formazione in materia di salute e sicurezza del lavoro. La normativa nazionale, che detta contenuti e modalità sulla formazione in materia di salute e sicurezza, attribuisce alle Regioni la definizione delle regole e delle procedure operative per l’effettuazione dei corsi. Le indicazioni regionali, che devono raccordarsi con le direttive e gli atti di indirizzo regionali del sistema della formazione professionale, contengono, pertanto, indicazioni di dettaglio utili alla progettazione, alla realizzazione, alla fruizione e al controllo dei corsi di formazione previsti dalla normativa in materia di salute e sicurezza del lavoro. formazione art 37Scarica Io scelgo la sicurezza n. 3/2016
MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231  
31
Ott

Cavalcavia di Lecco, come e perché è crollato

31/10/2016 - “Agghiacciante. Difficilissimo capire tutto da lontano, senza vedere i luoghi e senza poter consultare le carte, ma una certa esperienza in dissesti di ponti stradali aiuta”. L’esperienza è quella di Antonio Occhiuzzi, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni all’Università Parthenope di Napoli e Direttore dell’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ha pubblicato un’analisi del crollo del viadotto in provincia di Lecco. “1. Cavalcavia isostatico su schema Gerber, 2 spalle e 2 pile; campate di riva in appoggio con sbalzo verso la mezzeria, selle Gerber, campata centrale più lunga a semplice appoggio sulle selle Gerber. Sezione diffusa aperta ‘a pettine’,  costituita da travi con sezione a “I” affiancate. È significativo osservare, con riferimento a notizie apparse sulla stampa, che le selle appaiono.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
31
Ott

Autorizzazione paesaggistica semplificata, via libera dal Parlamento

31/10/2016 – L’Autorizzazione paesaggistica semplificata incassa il parere positivo delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato e si avvia verso l’approvazione finale, dopo qualche piccola modifica. Le Commissioni Ambiente di Camera e Senato, condividendo l'impostazione del provvedimento, hanno chiesto solo alcuni aggiustamenti alla norma come: limitare il ricorso alla conferenza di servizi e incentivare l’approvazione dei piani paesaggistici. Autorizzazione paesaggistica semplificata: le osservazioni Le Commissioni sono tornate sulla questione posta dal Consiglio di Stato sulla conferenza di servizi e hanno chiesto al Governo di prevedere la non obbligatorietà del ricorso alla Conferenza di servizi in tutti i casi nei quali per la realizzazione dell’intervento progettato non sia richiesto altro titolo abilitativo all’infuori della autorizzazione paesaggistica semplificata. E’ stata sottolineata.. Continua a leggere su Edilportale.comMODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231    
31
Ott

Campi elettromagnetici, pubblicati i valori di assorbimento per gli edifici

31/10/2016 - È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 5 ottobre 2016 del Ministero dell’Ambiente che introduce le Linee Guida sui valori di assorbimento del campo elettromagnetico da parte delle strutture degli edifici. Si tratta delle Linee Guida previste dall’articolo 14 del Decreto Sviluppo Bis (DL 179 del 18 ottobre 2012) per individuare i fattori di riduzione della potenza delle onde elettromagnetiche. Di tali fattori di riduzione si terrà conto nella misurazione dei livelli di esposizione degli edifici. L’articolo 14, comma 8, del DL 179/2012 introduce importanti modifiche al DPCM 8 luglio 2003 (Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz) relative alle modalità di rilevazione dei campi elettromagnetici. Le Linee.. Continua a leggere su Edilportale.com    
31
Ott

Le Scuole Innovative stanno per prendere forma

28/10/2016 – Mentre il concorso di idee “Scuole Innovative” è alle ultime battute (i termini scadono alle 13.00 di oggi), nell’immaginario collettivo si afferma sempre più un’idea di scuola sicura, sostenibile, bella e flessibile. Una scuola sì, ma anche un polo attrattivo per la comunità, dotata di ambienti in grado di favorire nuove forme di apprendimento e socializzazione. Scuole innovative, le sfide per i progettisti Durante gli incontri organizzati dal Ministero dell’Istruzione (Miur), che ha bandito il concorso di idee, e dalla Struttura di missione per l’edilizia scolastica per dare ai progettisti qualche suggerimento sui progetti da presentare, ci si è concentrati su comfort interno e ambienti in grado di favorire l’apprendimento. Non solo, quindi, strutture sicure ed efficienti dal punto di vista dei consumi energetici. Ma soprattutto luce naturale, requisiti acustici per facilitare.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
31
Ott

Opere strategiche più veloci, pubblicato il Regolamento ‘taglia tempi’

31/10/2016 – Sarà più veloce la realizzazione delle infrastrutture strategiche. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento “taglia tempi” (DPR 194/2016) che riduce fino alla metà i termini della burocrazia per ottenere le autorizzazioni utili alla localizzazione, progettazione e realizzazione delle infrastrutture considerate necessarie. Il regolamento, attuativo della Riforma Madia (Legge 124/2015), entrerà in vigore l’11 novembre 2016. A partire da questa data, Comuni e Regioni potranno iniziare a proporre al Consiglio dei Ministri gli investimenti strategici su cui chiedere il taglio dei tempi. Regolamento “taglia tempi” Il processo di velocizzazione potrà riguardare tutte o solo alcune delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione dell’opera, a condizione che siano garantite la sostenibilità delle attività amministrative e la tutela degli interessi.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
31
Ott

Regioni italiane/2, i palazzi del ‘potere locale’

31/10/2016 - Continua il viaggio tra i grattacieli ultramoderni e i palazzi storici dove si svolge la vita amministrativa e politica delle Regioni. Nei centri storici o in nuovi centri direzionali, pensati anche per la riqualificazione di ex aree industriali, ecco dove lavorano funzionari e politici. Lombardia A Milano le sedi della Regione si sfidano con due grattacieli. Il nuovo Palazzo Lombardia, grattacielo in calcestruzzo armato, vetro e acciaio, alto 161,3 metri con 43 piani, è stato completato nel 2011. La torre è circondata da un sistema complesso di edifici ad andamento sinusoidale che creano uno spazio urbano ovoidale coperto con una struttura in materiale plastico trasparente Il complesso è risultato vincitore di un concorso internazionale indetto dalla Regione, aggiudicato al gruppo composto da Pei Cobb Freed & Partners di New York, Caputo Partnership e Sistema Duemila di Milano. Il Consiglio Regionale si trova.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231