1 11 luglio 2017 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for luglio 11th, 2017

11
Lug

Test per un progetto formativo

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

E-learning e formazione, tutorial e informazioni

Test per un progetto formativo

E-learningIL MONITORAGGIO DEL PROGETTO

Il percorso di progettazione di un corso erogato in modalità e-learning non è lineare, richiede lo svolgimento di attività di verifica della rispondenza tra le caratteristiche del servizio in via di progettazione e le esigenze degli utenti. È importante sottolineare come le attività di “testing” del progetto debbano essere inserite lungo tutto il percorso di progettazione, al fine di fornire risultati attendibili relativamente a tutte le dimensioni del servizio (tecnologica, didattica, organizzativa e della comunicazione) e stimolare una pronta “riprogettazione” dello stesso. Come descritto in seguito, le attività di testing possono coinvolgere sia i “reali” utenti finali del servizio, sia utenti “simulati”, ovvero esperti che siano in grado di simulare le azioni di eventuali utenti reali. I metodi e le modalità con le quali si possono realizzare i test sono differenti: le tecniche vanno selezionate a seconda delle specificità del progetto e delle problematiche da analizzare.

LE ATTIVITÀ DI TESTING DEL PROGETTO

I momenti di verifica durante la fase di progettazione e realizzazione sono principalmente tre:

a. Attvità di testing del concept; b. Attività di testing sulla base di prototipi e simulatori; c. Attività di testing sul prodotto finito (test di validazione prima dell’erogazione).

Segue l’attività di monitoraggio dell’erogazione che fa emergere nuove indicazioni per il miglioramento del servizio.

a. Verifica del concept

Nel momento in cui vengono stabilite le caratteristiche dell’offerta didattica in merito a programmi, strumenti, modalità, costi, tipologie di utenti è necessario programmare un confronto con gli utenti potenziali al fine di verificare le ipotesi elaborate e la loro rispondenza con le effettive caratteristiche degli utenti. Nel caso in cui si segua un approccio di progettazione user centred, cioè qualora si sia formulata l’offerta dopo aver analizzato in modo approfondito le caratteristiche dell’utenza, è probabile che il concept sia rispondente alle esigenze del contesto specifico, ma la verifica con il coinvolgimento degli utenti può comunque essere utile per mettere a punto nel dettaglio l’ipotesi di lavoro. In particolare i test di verifica del concept si rivelano utili soprattutto quando ci si propone di realizzare corsi fortemente innovativi: la formulazione di ipotesi progettuali anche molto discontinue rispetto al panorama di riferimento viene infatti confrontata direttamente con gli utenti che restituiscono feedback sull’appropriatezza delle ipotesi formulate.

b. Verifica sulla base di prototipi e simulatori

Lo sviluppo di un percorso di e-learning integra il momento progettuale con quello di realizzazione, pertanto è probabile che fin dalle prime fasi si inizino a realizzare contenuti, piattaforme e materiali per la comunicazione: l’attività di test permette di verificare eventuali errori o inadeguatezze, su “bozze” (simulatori e prototipi) di questi strumenti prima di cominciare la fase di produzione definitiva. Le attività di testing hanno ricadute significative sul progetto perché evitano il protrarsi e il ripetersi di errori. Se svolte al termine della progettazione e della realizzazione comporterebbero una spesa eccessiva in termini di tempi e risorse.

c. Attività di testing sul prodotto finito

Il test di fine percorso, sia di progettazione che di realizzazione, è da svolgere sul prodotto finito prima che il servizio venga erogato. Il test di validazione deve essere realizzato in modo sistematico per verificare eventuali problematiche che devono essere risolte prima che gli utenti fruiscano effettivamente del corso. Le problematiche complessive legate alla gestione dei test di percorsi di e-learning risiedono nelle oggettive difficoltà di verifica a priori di attività didattiche o flussi comunicativi che presentano spesso elevata complessità.

Mentre è relativamente semplice testare la presenza di errori e bug in contenuti e sistemi di comunicazione, diventa complesso valutare, per esempio, l’efficacia didattica di attività collaborative che si svolgeranno in un lungo periodo di tempo. Risulta, infatti, difficile, prima dell’avvio del progetto, simulare le dinamiche temporali (che in un test devono essere necessariamente compresse) e di relazione umana, come anche l’integrazione nel contesto d’uso reale, il quale è influenzato dalla vita quotidiana e professionale di ciascun soggetto. I test di prodotti e servizi di e-learning non possono mai essere considerati completamente esaustivi e devono necessariamente essere integrati, almeno nelle prime edizioni di un corso, da un attento monitoraggio che consenta di osservare quanto avviene durante l’erogazione al fine di procedere a opportune correzioni in corso d’opera. Generalmente, anche se il percorso di testing è stato svolto in modo accurato, dal monitoraggio emergono nuove indicazioni per un miglioramento del servizio nelle edizioni successive.

LE TIPOLOGIE DI TESTING

Le principali tipologie di testing che possono essere utilizzate in un percorso di progettazione e realizzazione di un servizio e-learning si dividono in due grandi categorie: la prima richiede il coinvolgimento degli utenti finali, mentre la seconda si basa su attività svolte da esperti a seconda dell’oggetto specifico del test (esperti di e-learning, di interaction design o di progettazione multimediale). Entrambe queste categorie di test possono essere a loro volta suddivise in test online o test in laboratorio. Si possono individuare vantaggi e svantaggi in ambedue le soluzioni. Realizzare test che coinvolgano gli utenti finali presenta il grande vantaggio di assicurare al gruppo di progetto una simulazione più realistica del reale contesto d’uso, fattore importante quando ci si rivolge ad utenze che presentano caratterizzazioni specifiche. Questa tipologia di test potrebbe risultare utile quando gli utenti hanno una bassa familiarità con l’informatica o con competenze molto particolari e settoriali sul contenuto: tali caratteristiche sono molto difficili da ricreare e simulare semplicemente con l’aiuto di esperti. Gli svantaggi collegati al coinvolgimento di utenti rappresentativi durante i test sono da individuarsi nei tempi e nei costi organizzativi. Sviluppare attività di testing con il coinvolgimento di esperti presenta differenti vantaggi quali la rapidità e la semplicità organizzativa; la probabilità dell’emersione dei difetti fini, dal punto di vista dei risultati, e delle piccole problematiche a livello di usabilità, d’interfac-cia, di efficacia didattica che possono sfuggire a utenti finali. Questi generalmente forniscono indicazioni su problematiche significative di livello generale. Lo svantaggio principale di questa tipologia di attività di testing risiede nella difficoltà, da parte degli esperti, di simulare le effettive competenze degli utenti finali. Gli esperti sono portatori di un’esperienza e di una conoscenza dei sistemi tale che considerano più semplici cose che per un utente finale risultano poco intuitive.

Le differenze che si possono riscontrare tra lo svolgimento di test in laboratorio e test online risiedono sia nelle modalità di relazione tra i soggetti coinvolti che nella possibilità di testing delle caratteristiche dei contesti d’uso reali. Un test di laboratorio consente un rapporto diretto con utenti finali o esperti, ma non permette di testare le variabili legate al contesto d’uso specifico (per esempio, le variabili tecnologiche legate al contesto domestico, d’ufficio in cui l’utente fruirà del servizio; le variabili legate alle dinamiche delle attività collaterali che si svolgono dove lui dovrà fruire del servizio; ecc.): potrebbe essere interessante quindi sviluppare un opportuno insieme di test sviluppati in laboratorio e test sviluppati online in modo da cogliere i vantaggi di entrambe le soluzioni.

E-learningTest per un progetto formativo

 
11
Lug

RATING DI LEGALITA’?

RATING DI LEGALITA'?
Da un’analisi svolta sono parecchie le aziende lo hanno adottato, queste le principali ragioni: partecipazione a gare ed appalti, opportunità verso il credito bancario, campagne di comunicazione in particolare per la valorizzazione del sito aziendale.
Trattandosi di un modello di attestazione basato sull’autocertificazione si ricorda che vi sono molti aspetti da considerare e alcuni rischi da non sottovalutare.
In particolare la verificabilità delle asserzioni, come quelle antimafia, adozione Modelli 231 o di CSR. Dichiarazione non veritiere potrebbero essere contestate durante qualsiasi ispezione da parte della Pubblica Amministrazione e vi sono molti aspetti da considerare e alcuni rischi da non sottovalutare.
L’obiettivo di MODI è quello di raggiungere al Cliente  tramite la personalizzazione del sistema, miglioramenti gestionali ed operativi e far applicare il Modello all'intera organizzazione, creando  un unico strumento con un sistema semplice e funzionale, dove siano presenti le regole aziendali (Sistema Integrato) e che risulti il punto di riferimento per l'azienda. Ridurre al minimo la burocrazia interna in termini di documenti e procedure  è sicuramente un gran vantaggio, così come ottimizzare l'impegno dell'azienda in termini di tempo, risorse e costi durante l'intero arco della consulenza.
 
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
 
11
Lug

FMEA

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Applicazione F.M.E.A. - Valutazione dei Rischi D.Lgs. 81/2008

FMEA

FMEALa FMEA (o Analisi dei modi e degli effetti dei guasti, dall'inglese Failure Mode and Effect Analysis) è una metodologia utilizzata per analizzare le modalità di guasto o di difetto di un processo, prodotto o sistema. Generalmente l'analisi è eseguita preventivamente e quindi si basa su considerazioni teoriche e non sperimentali. Oggi la FMEA è applicata nei più disparati settori manifatturieri, per la sua dimostrata validità e applicabilità, soprattutto nell’ambito della metodologia Six Sigma orientata al miglioramento della Process Capability. I VANTAGGI DERIVANTI DALL’APPLICAZIONE DELLA METODOLOGIA FMEA Attraverso l’applicazione della metodologia FMEA è possibile: – Individuare preventivamente i potenziali modi di guasto che possono verificarsi durante la produzione, la consegna e l’utilizzo del prodotto. – Determinare le cause dei modi di guasto riferite sia al processo di progettazione che di produzione/consegna del prodotto. – Valutare gli effetti dei modi di guasto in ottica di soddisfacimento dei bisogni del cliente (esterno/interno). – Quantificare il gli indici di rischio e stabilire le priorità di intervento per eliminare alla radice le cause dei modi di guasto individuati e/o migliorare i sistemi di controllo. – Identificare le opportune azioni correttive/preventive (a livello di progetto, produzione, utilizzo del prodotto) e valutarne l’impatto complessivo sugli indici di rischio. Applicazione F.M.E.A. - Valutazione dei Rischi D.Lgs. 81/2008 Algoritmi tipici nella Stima del Rischio Generalmente la stima e valutazione del rischio viene effettuata con algoritmi del tipo: R = P x D Dove: R = Rischio (Eventualità di subire un danno connesso a circostanze più o meno prevedibili) P = Probabilità di accadimento dell’evento D = Danno L’approccio P x D, pur se corretto, presenta alcuni limiti, in particolare: - poca chiarezza nella distinzione dei punteggi che producono uno stesso rischio R (es. 1x4 e 4x1); - non permette di distinguere se la valutazione sia riferita alle misure di prevenzione già attuate o ancora da attuare. Esistono anche altri strumenti per la realizzazione dell’analisi dei rischi. Un modo di valutazione dei rischi è quello di aggiungere un parametro all’approccio P x D che può risolvere tali questioni, utilizzando i metodi di affidabilità F.M.E.A. / F.M.E.C.A. F.M.E.A. Failure mode and effect analysis - Analisi dei modi di guasto/errore e dei loro effetti F.M.E.C.A Failure Mode, Effects, and Criticality Analysis - Analisi dei modi, degli effetti e della criticità dei guasti Con le metodologie F.M.E.A. / F.M.E.C.A., si aggiunge, all'algoritmo R = P x D,  il parametro "Efficacia": 1. Gravità 2. Probabilità 3. Efficacia La FMEA (Failure Mode and Effect Analysis, Analisi dei modi e degli effetti dei guasti) è una metodologia utilizzata per analizzare le modalità di guasto o di difetto di un processo, prodotto o sistema. Generalmente (ma non necessariamente) l'analisi è eseguita preventivamente e quindi si basa su considerazioni teoriche e non sperimentali, inoltre: - È una tecnica di tipo previsionale cui è collegato il concetto di affidabilità; - È utilizzata per identificare le vulnerabilità dei processi; - È elaborata attraverso la partecipazione di un Gruppo di Lavoro multidisciplinare nominato ad hoc per lo studio del problema.

E-learningApplicazione FMEA

E-learningFMEA

 
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Lug

Prodotti da costruzione, dal 9 agosto le nuove regole

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23111/07/2017 – Il prossimo 9 agosto entreranno in vigore le nuove regole sui prodotti da costruzione che prevedono maggiori responsabilità per progettisti e fabbricanti. E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, infatti, il Dlgs 106/2017 che adegua la normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 305/2011 sulla commercializzazione dei materiali da costruzione nell’Unione Europea (UE). Prodotti da costruzione: le responsabilità dei progettisti Il Dlgs stabilisce che il costruttore, il progettista, il direttore dei lavori, il direttore dell’esecuzione o il collaudatore debbano rispettare l’obbligo di impiego di prodotti da costruzione conformi al Regolamento UE. Inoltre, prevede che “il progettista dell'opera che prescrive prodotti non conformi sia punito con l'ammenda da 2.000 euro a 12.000 euro” e che "qualora la prescrizione non conforme riguardi prodotti.. Continua a leggere su Edilportale.com
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Lug

Prodotti da costruzione, dal 30 agosto le nuove regole

11/07/2017 – Il prossimo 30 agosto entreranno in vigore le nuove regole sui prodotti da costruzione che prevedono maggiori responsabilità per progettisti e fabbricanti. E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, infatti, il Dlgs 106/2017 che adegua la normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 305/2011 sulla commercializzazione dei materiali da costruzione nell’Unione Europea (UE). Prodotti da costruzione: le responsabilità dei progettisti Il Dlgs stabilisce che il costruttore, il progettista, il direttore dei lavori, il direttore dell’esecuzione o il collaudatore debbano rispettare l’obbligo di impiego di prodotti da costruzione conformi al Regolamento UE. Inoltre, prevede che “il progettista dell'opera che prescrive prodotti non conformi sia punito con l'ammenda da 2.000 euro a 12.000 euro” e che "qualora la prescrizione non conforme riguardi prodotti.. Continua a leggere su Edilportale.com
11
Lug

Dal ‘BIM Task Group’ europeo un manuale per l’implementazione del BIM

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23111/07/2017 - Il BIM Task Group europeo - un gruppo di lavoro composto da rappresentanti di 21 Paesi e nato per incoraggiare l’adozione del Building Information Modeling (BIM) nelle opere pubbliche - ha lanciato un “Handbook for the introduction of BIM by the European Public Sector”. Il Manuale intende favorire la diffusione del BIM in risposta alle crescenti sfide che i Governi europei e i committenti pubblici devono affrontare per stimolare la crescita economica e la competitività, valorizzando al contempo gli investimenti pubblici. Scarica il ‘Manuale BIM nel settore pubblico’ Il BIM - si legge nell’introduzione - non è nuovo, ma è una tendenza globale in crescita. Si prevede che l’adozione massiccia del BIM genererà un risparmio del 15-25% per il settore globale delle infrastrutture entro il 2025. Si tratta probabilmente del cambiamento guidato dalla tecnologia con il più alto impatto.. Continua a leggere su Edilportale.com
11
Lug

Imprese edili, più chance di accesso al Fondo di garanzia per le PMI

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231 11/07/2017 - Per le imprese edili sarà più semplice accedere ai prestiti agevolati garantiti dal Fondo di garanzia per le PMI. È uno degli effetti previsti dal DM 6 marzo 2017 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 luglio. Il decreto cambia il sistema di valutazione delle imprese basando il rating sulle probabilità di inadempimento, cioè di mancata restituzione del prestito ottenuto. Non solo, perché le valutazioni saranno differenziate in base al settore in cui l’impresa opera. Fondo di garanzia e imprese edili Il base al decreto, spiegato in dettaglio con una guida messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, per capire l'affidabilità dell'impresa che chiede un finanziamento agevolato, saranno utilizzati dei modelli di valutazione distinti per procedura, per settore economico di appartenenza e in funzione del regime di contabilità (ordinaria e semplificata) a cui è sottoposto il soggetto.. Continua a leggere su Edilportale.com
11
Lug

Equo compenso, presentato un nuovo disegno di legge

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23111/07/2017 – Torna all’attenzione della classe politica il tema del giusto compenso per i professionisti; il deputato del Partito Democratico (PD) Giuseppe Berretta, infatti, ha presentato alla Camera un disegno di legge che punta a rendere nulle clausole che contemplino tariffe inferiori ai minimi stabiliti dal DM parametri bis. Giusto compenso: cosa prevede il ddl Il provvedimento, dai contenuti quasi identici al disegno di legge 2858 presentato al Senato da Maurizio Sacconi, stabilisce che per compenso equo si intenda “un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale”. Si dichiara “nulla ogni clausola o patto che determina un eccessivo squilibrio contrattuale tra le parti in favore del committente della prestazione prevedendo un compenso non equo”. Inoltre, la norma stabilisce una presunzione in base alla.. Continua a leggere su Edilportale.com
11
Lug

Gare di progettazione, l’Anac riscrive le linee guida

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23111/07/2017 – Sono state le prime ad essere emanate dall’Anac e pubblicate in Gazzetta Ufficiale a settembre 2016, ma a meno di un anno di distanza sono da rifare. Si tratta delle linee guida relative ai servizi di ingegneria e architettura, riscritte dopo l’entrata in vigore del Codice Appalti aggiornato con le novità del Correttivo e messe in consultazione fino al 24 luglio 2017. La bozza del nuovo testo, oltre ad adeguarsi al Correttivo, che ha ad esempio concesso delle aperture sull’appalto integrato, prima vietato, tiene anche in considerazione alcune richieste avanzate da professionisti e Stazioni Appaltanti per una migliore gestione delle gare. Prestazioni, procedure di gara e appalto integrato Tra le prestazioni regolate dalla bozza di linee guida entra il direttore dell’esecuzione perché esplicitamente richiamato dal Correttivo tra i servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria. Secondo.. Continua a leggere su Edilportale.com