1 6 settembre 2017 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for settembre 6th, 2017

6
Set

Incarico di RSPP/ASPP in esterno per la gestione di cantieri nel settore edilizia

I Datori di Lavoro trovano sempre più difficoltà a espletare i propri obblighi e si avvalgono di professionisti preparati a supportarlo nelle materie della salute e sicurezza: RSPP/ASPP.
Secondo quanto previsto dal D.Lgs 81/2008 l'incarico di RSPP e ASPP può essere affidato sia ad un soggetto interno all’organizzazione sia, ad un professionista abilitato esterno.
Nelle piccole e medie Imprese l’impiego saltuario ma continuativo di una  "persona esterna" incaricata come RSPP è in grado di fornire un valore aggiunto è fondamentale all’organizzazione e più tranquillità.
Le figure di RSPP/ASPP i molti settori di attività come in quello dell'edilizia (gestione di cantieri), presenta variabili di rischio sempre differenti tra di loro e che richiedono pertanto ancora di più un approccio più tecnico e competente.
MODI SRL www.modiq.it. offre corsi di formazione per tecnici, ingegneri, architetti che svolgono il ruolo di RSPP/ASPP e coordinatori della sicurezza.
I corsi a distanza sono comodi, economici e proposti a condizioni economiche vantaggiose e in offerta. I corsi di MODI SRL sono raccomandati dagli stessi allievi. Per raccogliere elementi utili per fare una valutazione sui corsi MODI prendete visione dei commenti lasciati dai discenti nella pagina "dicono di noi" dei QUATTRO siti web.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it e www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
6
Set

La Prevenzione sta cambiando LA CORNICE ISTITUZIONALE

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Piano regionale Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro 2014-2018

La Prevenzione sta cambiando LA CORNICE ISTITUZIONALE

Piano regionale Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro 2014-2018Regione Lombardia rinnova il suo impegno sui temi riguardanti la salute e la sicurezza dei lavoratori approvando il Piano di programmazione quinquennale. Atti del Forum del Gruppo Tecnico Interregionale per la salute e sicurezza sul lavoro - Milano, 21 giugno 2017.

Pubblichiamo atti di Francesca Russo, Regione Veneto LA CORNICE ISTITUZIONALE e SELF-PORTRAIT del Gruppo Tecnico Interregionale per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori di  Nicoletta Cornaggi.

LA CORNICE ISTITUZIONALE Francesca Russo, Regione Veneto Coordinamento Interregionale Area Prevenzione e Sanità Pubblica organismo di coordinamento politico tra Presidenti delle Regioni/Province Autonome Esigenze: instaurazione di un confronto interregionale permanente miglioramento del raccordo con lo Stato attraverso l’elaborazione di documenti condivisi necessità di rappresentare all’esterno e nelle relazioni istituzionali il «sistema dei governi regionali» sede istituzionale del confronto interregionale In questa sede sono predisposti i documenti che vengono presentati e illustrati al Governo nelle riunioni della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza Unificata Componenti: 19 Presidenti delle Regioni   2 Presidenti delle Province Autonome SELF-PORTRAIT del Gruppo Tecnico Interregionale per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori Nicoletta Cornaggia La Prevenzione sta cambiando. Sta attraversando un periodo di transizione e si rinnova sia a partire da nuovi modelli organizzativi dei Servizi Sanitari Regionali, che dalla necessità di sapersi confrontare con nuovi a diversi scenari di rischio La Prevenzione nei luoghi di lavoro attua il rinnovamento consolidando i propri principi

  • Programmazione
  • Priorità di rischio
  • Integrazione
  • Trasversalità/Intersettorialità

Modello di intervento La Prevenzione sta cambiandoLa Prevenzione sta cambiando

LA CORNICE ISTITUZIONALELA CORNICE ISTITUZIONALE

 
6
Set

Una tappa importante nella lotta contro i tumori professionali

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Committee of Permanent Representatives ETUI

Una tappa importante nella lotta contro i tumori professionali

canceogeniPubblicazione tradotta da SNOP

L'11 luglio 2017 il Comitato dei Rappresentanti Permanenti (Coreper) ha approvato il progetto di compromesso negoziato tra la presidenza maltese del Consiglio e il Parlamento europeo riguardo alla prima fase della revisione della direttiva sui cancerogeni e i mutageni in ambiente di lavoro. Il testo stabilisce una serie di valori – limite di esposizione professionale (VLEP) che dovrebbero consentire di migliorare sensibilmente la protezione dei lavoratori. Il testo di compromesso costituisce un progresso concreto in rapporto alla proposta legislativa che la Commissione aveva formulato nel maggio 2016. Gli elementi positivi del compromesso sono i seguenti. 1) Il VLEP per il cromo esavalente sarà di 0,005 mg/m³ allo scadere di un periodo di transizione di cinque anni. Durante detto periodo di transizione, il VLEP non potrà oltrepassare 0,01 mg/m³, salvo che per la saldatura e altri processi che generano fumi per i quali non potrà oltrepassare 0,025 mg/m³. Inizialmente, il Parlamento europeo aveva adottato un emendamento che abbassava detto VLEP a 0,001 mg/m³, mentre la Commissione europea si era pronunciata per un valore 25 volte più alto che implicava un livello di rischio molto elevato (1 cancro del polmone ogni dieci lavoratori esposti). 2) Il VLEP per le polveri di legno duro sarà fissato a 2 mg/m³ allo scadere di un periodo di transizione di cinque anni. Inizialmente la Commissione si era pronunciata per un VLEP di 3 mg/m³. 3) Nella direttiva viene introdotto Il principio di una sorveglianza sanitaria per i lavoratori precedentemente esposti ad agenti cancerogeni. In precedenza la sorveglianza sanitaria era limitata al periodo durante il quale i lavoratori venivano esposti ad agenti cancerogeni. Tenuto conto del fatto che la maggior parte dei tumori si manifesta diversi anni dopo l'esposizione, questo emendamento dovrebbe contribuire a salvare numerose vite.

4) Il dibattito più importante riguardava l'inclusione delle sostanze tossiche per la riproduzione nel campo di applicazione della direttiva. Tale estensione è stata demandata al Parlamento. Il compromesso introduce nella Direttiva una disposizione legalmente vincolante in base alla quale la Commissione dovrà riprendere in esame la questione entro il 2019. Per contro, riguardo alla silice cristallina, malauguratamente il compromesso non ha consentito di progredire in maniera significativa rispetto alle proposizioni iniziali della Commissione. Il VLEP di 0,1 mg/m³ è stato mantenuto. La Commissione dovrà, con l'occasione del prossimo rapporto quinquennale sull’applicazione della direttiva, valutare se consideri necessario ridurre tale VLEP. Il Parlamento europeo si era pronunciato per un VLEP di 0,05 mg/m³ alla scadenza di un periodo di transizione di 10 anni. La differenza tra questi due VLEP sta nell'ordine di 2000 morti all'anno. Con questo compromesso, la prima fase del processo di revisione della direttiva è praticamente terminata. La seconda fase è in corso con una proposizione formulata dalla Commissione nel gennaio 2017 che si basa su cinque nuovi VLEP. La terza fase è annunciata per l'inizio del 2018. « Questo compromesso riflette delle differenze importanti tra le due istituzioni che adottano la legislazione. Il Parlamento europeo aveva riunito una maggioranza schiacciante a favore di una rafforzamento della protezione dei lavoratori contro i rischi di cancro con l'85% dei voti. Il Consiglio dei Ministri è stato estremamente diviso. Due Stati si sono opposti al complesso degli emendamenti del Parlamento (Regno Unito e Polonia). Essi si sono attenuti all'approccio minimalista della Commissione. Una decina di Stati si è mostrata disposta ad accettare gli emendamenti del Parlamento. Gli altri hanno occupato delle posizioni intermedie oppure non hanno affatto definito una posizione chiara.». È questa l’analisi di Laurent Vogel, ricercatore presso l’ETUI, che ha aggiunto: «Bisognerà mantenere la pressione affiché il VLEP per la silice cristallina sia rivisto in un futuro vicino. Ci sono migliaia di morti che possono essere evitate. Bisognerà anche vigilare affiché le sostanze tossiche per la riproduzione siano integrate nella direttiva nel 2019 ».

Una tappa importante nella lotta contro i tumori professionaliScarica documento SNOP

 
6
Set

L’amianto era nei fasci tubieri, nelle tettoie ed eravamo costantemente a contatto col calore

 

amiantoAbbiamo ricevuto una mail che su autorizzazione dell'utente pubblichiamo.

Se qualcuno riesce a dargli una mano puo contattarci:

User ID: FOSSATI LUIGI MARIA

Io ho lavorato per quindici anni in raffineria, in una ditta che prima aveva nome XXXXXX, poi YYYYYYY, alla fine ZZZZZZZ. L'amianto era nei fasci tubieri, nelle tettoie ed eravamo costantemente a contatto col calore. La ditta è poi fallita ed è ancora in corso l'azione legale contro di essa. I dipendenti sono rimasti senza lavoro e senza nessun riconoscimento del danno subito alla salute.

Nel 2005 avevo poi sentito dire che era possibile ottenere un indennizzo, ma una sindacalista della CGIL mi ha risposto che la ditta era fallita e non si poteva fare nulla. Così ho perso il treno dell'indennizzo. Da allora non mi è più stato possibile trovare un canale che mi immettesse nel giro di detto riconoscimento. Per una quisquiglia burocratica mi vedo negare un diritto fondamentale. Io posso documentare le mie affermazioni, però pare che a nessuno interessino i fatti: conta solo la scadenza mancata, il mancato inserimento in un elenco, e così via. E' mai possibile che non esista un modo per vedere riconosciuta la verità dei fatti?

E attualmente sono ancora senza pensione. Potete aiutarmi?

Resto in attesa della vostra risposta.

Grazie

 
6
Set

Elaborato dall’ANCE un vademecum sull’istituto del subappalto


Sono approfondite alcune novità introdotte per il subappalto.

Elaborato dall'ANCE un vademecum sull'istituto del subappalto

Elaborato dall'ANCE un vademecum sull'istituto del subappaltoL’Ance, Associazione dei costruttori edili, ha pubblicato un vademecum sull’istituto del subappalto disciplinato dall’articolo 105 D. Lgs. 18/4/2016 n. 50, come modificato dal D.lgs. 19 aprile 2017 n. 56, contenente il nuovo Codice dei contratti pubblici. Sono approfondite alcune novità introdotte per il subappalto.

L’Ance (Associazione dei costruttori edili) ha pubblicato un vademecum sull’istituto del subappalto disciplinato dall’articolo 105 del nuovo Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) come modificato dal D.lgs. 19 aprile 2017, n. 56. Il vigente Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha sensibilmente innovato la precedente disciplina del subappalto, sotto due aspetti particolarmente rilevanti. Riguardo al primo aspetto, se il d.lgs. n. 163/2006 prevedeva, all’art. 118, il limite del 30 per cento per le sole “categorie prevalenti”, le nuove disposizioni estendono tale limite all’importo complessivo dell’opera, riducendo così la quota di subappalto a disposizione dell’appaltatore. Un secondo elemento di novità è contenuto nella disposizione che impone, nei casi previsti, di indicare sin dalla fase di gara una terna di nominativi di (futuri) subappaltatori. I due aspetti sopra evidenziati, assieme ad altre significative previsioni in materia, sono approfonditi nel vademecum dell’Ance.

Perché la Stazione Appaltante autorizzi il subappalto, l’aggiudicatario del contratto di appalto deve depositare il contratto di subappalto presso la stazione appaltante almeno 20 giorni prima della data di inizio dell'esecuzione delle prestazioni. Contestualmente al deposito del contratto, l’aggiudicatario deve trasmettere la certificazione sui requisiti del subappaltatore, la dichiarazione del subappaltatore attestante l'assenza dei motivi di esclusione di cui all'articolo 80.
Nel caso in cui sia richiesta l’indicazione della terna, il possesso dei requisiti previsti dall’articolo 80 deve essere dichiarato dal concorrente al momento della presentazione dell’offerta e la Stazione Appaltante compie una nuova verifica al momento dell’autorizzazione. L’affidatario deve acquisire una nuova autorizzazione integrativa qualora l'oggetto del subappalto subisca variazioni nel corso dell’esecuzione e l'importo dello stesso sia incrementato.

vademecum sull'istituto del subappaltovademecum sull'istituto del subappalto


6
Set

Cambio d’uso nei centri storici, il Tar Toscana ribadisce: ‘si può fare’

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23106/09/2017 – Il cambio di destinazione d’uso nel centro storico si può fare. A ribadirlo è il Tar Toscana, che con la sentenza 1009/2017 attua le novità introdotte in estate con la Manovrina 2017 (DL 50/2017 convertito nella Legge 96/2017). Il cambio d’uso rientra nel restauro e risanamento conservativo Tutto ruota intorno alla qualificazione dell’intervento di cambio di destinazione d’uso e al titolo abilitativo richiesto. Lo scorso febbraio, la Cassazione ha affermato che è una ristrutturazione pesante per cui è richiesto il permesso di costruire. Il problema è che nella maggior parte dei centri storici le ristrutturazioni pesanti sono vietate. Per l’Ordine degli Architetti di Firenze, che dopo la sentenza ha condotto una accesa battaglia, lasciare invariata questa impostazione normativa avrebbe significato condannare i centri storici all’abbandono. Di fatto, molti progetti di rifunzionalizzazione.. Continua a leggere su Edilportale.com
6
Set

Alto Adige, in vigore le nuove direttive CasaClima

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23106/09/2017 - Sono in vigore dal 1° settembre le nuove direttive tecniche per il recupero energetico dell’edilizia esistente elaborate da CasaClima, l’Agenzia altoatesina per l’Energia. La Direttiva ‘Edifici esistenti & Risanamento’ In virtù dell’esperienza maturata negli ultimi anni sui temi dell’edilizia di qualità, l’Agenzia CasaClima ha riunito e standardizzato in un’unica Direttiva le diverse disposizioni tecniche per il recupero energetico dell’esistente. La Direttiva Tecnica ‘Edifici esistenti & Risanamento’ è il documento di riferimento in Provincia Autonoma di Bolzano per la certificazione CasaClima di edifici esistenti o risanati secondo la tabella 1. Le disposizioni della Direttiva Tecnica si applicano agli interventi la cui richiesta di certificazione è posteriore alla data di entrata in vigore della stessa (1° settembre 2017). In fase.. Continua a leggere su Edilportale.com
6
Set

Impianti sportivi, al via le domande per 200 milioni di euro di mutui agevolati

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23106/09/2017 – Da oggi e fino al 28 ottobre 2017 i Comuni potranno inviare la propria candidatura per accedere ai 200 milioni di euro di mutui agevolati previsti dal bando “Sport missione Comune” per costruire e riqualificare palestre, campi all’aperto e piste ciclabili comunali. Le domande andranno presentate all’indirizzo Pec icsanci2017@legalmail.it. Impianti sportivi: il Bando ‘Sport Missione Comune’ Il bando, frutto di una convenzione tra l’Istituto per il Credito Sportivo (ICS) e ANCI, ha una dotazione di 200 milioni di euro che si divide in due plafond: il primo, pari a 100 milioni, sarà offerto ai Comuni con mutui a tasso zero, il secondo plafond, per altri 100 milioni, verrà erogato ad enti locali e privati nell’ambito di operazioni di partenariato pubblico-privato a tasso agevolato. I 100 milioni di mutui a tasso zero consentiranno, entro la fine.. Continua a leggere su Edilportale.com
6
Set

Subappalto, Cna contro la UE: ‘liberalizzazione pericolosa’

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23106/09/2017 – Sul subappalto Italia e Unione Europea non sono d’accordo. Il Codice Appalti italiano prevede un tetto del 30% e, in alcuni casi, impone fin dalla presentazione dell’offerta l’indicazione di una terna di subappaltatori. Sul versante opposto, l’Unione Europea ritiene che, per favorire la concorrenza, non dovrebbero esserci limiti alla quota di lavori da subappaltare. Il risultato è il rischio di una procedura di infrazione, ma il legislatore è convinto che la particolare situazione italiana abbia bisogno di limiti precisi. Cna Impianti: ‘liberalizzazione pericolosa’ In Italia, però, il mondo delle imprese è diviso. Da una parte, ad esempio, l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) concorda con l’Unione Europea e ha presentato un esposto per denunciare il limite del 30% al subappalto, l’obbligo di indicare la terna di subappaltatori in sede di offerta, l’impossibilità.. Continua a leggere su Edilportale.com
6
Set

Toscana, più agile l’autorizzazione paesaggistica

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23106/09/2017 – Il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato la legge per la semplificazione delle norme in materia edilizia. La disposizione si adegua alle norme sulla Scia (D.lgs. 126/2016 e D.lgs. 222/2016 con cui sono stati individuati i titoli abilitativi corrispondenti ad ogni tipologia di lavoro da realizzare) e a quelle sulla conferenza di servizi (D.lgs 127/2016). Con l’entrata in vigore della nuova legge saranno modificate la LR 65/2014 sul governo del territorio e la LR 39/2005 in materia di energia. Oltre all’adeguamento alle semplificazioni introdotte a livello nazionale, la legge regionale prevede che gli Enti locali possano introdurre ulteriori livelli di snellimento delle procedure. Interventi edilizi e titoli abilitativi Adeguandosi alle norme sui titoli abilitativi, la legge regionale spiega chegli interventi di ampliamento volumetrico continueranno ad essere realizzabili mediante SCIA alternativa al permesso di.. Continua a leggere su Edilportale.com