1 8 settembre 2017 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for settembre 8th, 2017

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Corsi D.lgs 81? Molte offerte a Mestre, Marghera, Marcon da MODI SRL

 
MODI SRL con sedi in Veneto, fornisce la docenza per lo svolgimento di corsi aziendali ed interaziendali, quando possibile cofinanziati da Fondimpresa, a Mestre, Spinea, Marghera, Venezia, Treviso, Padova, Marcon.
Vasta scielta  formativa di corsi on line in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro raccomantati dagli stessi allievi con i commenti alla pagina DICONO DI NOI. Uno dei principali obblighi a carico del datore di lavoro è la formazione dei lavoratori sulla sicurezza, così come previsto in diversi articoli del D. Lgs. 81/08. L’art. 37 del D. Lgs. 81/08 prevede che il Datore di lavoro provveda alla formazione dei lavoratori, secondo i contenuti e la durata previsti dall’Accordo Stato Regioni del 21/12/2011. L’Accordo Stato Regioni sulla formazione sicurezza lavoratori (ultima pubblicazione luglio 2016), prevede che la durata dei corsi sia diversa in funzione del settore di appartenenza dell’azienda (con durate minime di 8 ore per aziende ricadenti nella classificazione “Rischio Basso” come ad esempio  "attività d'ufficio", 12 ore per aziende ricadenti nel “Rischio Medio” e 16 ore per aziende ricadenti nel “Rischio Alto”. Per la classificazione basata sui codici ATECO 2007 si rimanda all’Allegato II dell’Accordo Stato Regioni del 21/12/2011). La formazione prevede la frequena un modulo di carattere “generale” da sommarsi alla parte di carattere “specifico” a cui appartiene l’azienda. La Clientela di Consulenza Sicurezza Veneto by MODI S.r.l. può contare anche su un puntuale aggiornamento del BLOG, dei profili social TWITTER, FACEBOOK, LINKEDIN, GOOGLE+, sull’invio di comunicazioni di aggiornamento sugli adempimenti di legge e sulle opportunità di finanziamenti pubblici, oltre all’organizzazione di seminari gratuiti in materia di SSLL, Sistemi di Gestione, adempimenti privacy ecc.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
 
8
Set

Permesso per lavoro in quota e norme di comportamento

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Riceviamo e pubblichiamo un documento di Silvio Coxe

Permesso per lavoro in quota e norme di comportamento

L’altezza da sempre attrae la specie umana. Per esigenze di sopravvivenza prima e di comando e prestigio poi l’uomo ha nel corso della storia edificato strutture ed edifici sempre più alti. Questa necessità è stata via via esasperata, tanto che stiamo assistendo a una vera e propria gara alla realizzazione di grattacieli sempre più alti, con edifici or mai proiettati verso altezze vertiginose. Sia nelle fasi di costruzione e sia in quelle di manutenzione lo svolgimento di lavorazioni che comportano il rischio di caduta deve oggi prevedere una particolare pianificazione e la messa in campo di misure di protezione adeguate. La normativa italiana ed europea si è, nel corso degli anni, dedicata al problema dei lavori in quota con sempre maggiori attenzione e interesse. Non si può purtroppo dire lo stesso per quanto riguarda alcune realtà lavorative, soprattutto alla luce dei dati che emergo no dalle rilevazioni statistiche degli infortuni. I lavori in quota continuano a costituire una delle principali cause d’infortunio i cui esiti sono, molto spesso, gravi o mortali. La sottovalutazione del rischio, riconducibile certamente in buona parte alla mancanza di una cultura della sicurezza, costituisce la motivazione principale per cui i sistemi di prevenzione e protezione non vengono utilizzati correttamente anche quando sono forniti. In altre situazioni è l’improvvisazione nell’affrontare il lavoro in quota, unita spesso alla mancanza di preparazione e di addestramento degli operatori, che fa scaturire l’evento infortunistico La piramide della sicurezza raffigura la correlazione tra gli eventi mortali, gli infortuni, i mancati infortuni (o “ near miss ”) e i comportamenti non sicuri o condizioni non sicure ( “unsafe conditions/unsafe acts ”). È facile individuare, visto l’ampio numero d’infortuni collegabili ai lavori in quota, quanto debbano essere numerosi i mancati infortuni e quanti ancora di più comportamenti non sicuri. permesso per lavoro in quota e norme di comportamento Il datore di lavoro ha un ruolo fondamentale per quanto riguarda la riduzione del rischio nei lavori in quota. Già nella fase iniziale, quando si decidono i mezzi e le tecniche da impiegare per svolgere un determinato lavoro, si stanno ponendo le basi per quanto avverrà in seguito in cantiere. Una scelta errata compiuta in fase organizzativa si ripercuoterebbe poi inesorabilmente in senso negativo al momento dell’esecuzione dei lavori. Anche per quanto riguarda la formazione e l’addestramento degli operatori, siano essi addetti al semplice svolgimento di lavori in quota, al montaggio/smontaggio/trasformazione ponteggi o al lavoro su funi, la qualità e l’efficacia devono essere considerati valori fondamentali, prima ancora del banale costo economico del corso. Il modo miglio re e più efficace d’investire decine di ore/uomo per addestrare il personale a lavori in cui un piccolo errore può ave- re risvolti drammatici non può essere deciso solo alla luce di un banale preventivo di spesa. Il datore di lavoro, il preposto e i coordinatori hanno un ruolo importante nel promuovere l’attuazione di comportamenti corretti, rispettosi delle norme e del- le procedure. La loro sorveglianza puntuale, attenta e coerente diventa un utile promemoria per i lavoratori impiegati. La loro capacità di risolvere i problemi e di trovare rapide ed efficaci soluzioni a situazioni particolari è uno strumento prezioso nella riduzione del rischio di caduta durante lo svolgimento delle diverse lavorazioni. Per ultimo, ma non per importanza, il lavoratore che si muove e opera in quota deve riconoscere il pericolo rappresentato dalle varie situazioni e sfruttare nel miglior modo possibile gli strumenti a sua disposizione, i dispositivi di protezione collettiva e individuale in dotazione e la formazione e l’addestramento ricevuti. La tutela della propria salute e della propria sicurezza non può essere sacrificata sull’altare della presunta eroicità, facendo nascere comportamenti scorretti solo con lo scopo di emergere davanti a un gruppo o per affermare la propria bravura. Il luogo di lavoro è il posto in cui passiamo buona parte della nostra vita, ma che può diventare anche il posto in cui per un piccolo errore la nostra vita potrebbe essere irrimediabilmente segnata e compromessa. Riceviamo e pubblichiamo un documento di Silvio Coxe sul permesso per lavoro in quota e norme di comportamento.

permesso per lavoro in quota e norme di comportamentoPermesso per lavoro in quota e norme di comportamentoPermesso per lavoro in quota e norme di comportamento geom. Silvio Coxe Management consultant per le imprese di costruzioni per la gestione della commessa edile “dall’offerta alla realizzazione”; Management consultant per la sicurezza sul lavoro e la gestione amianto; Auditor dei sistemi di gestione  Qualità - Sicurezza - Ambiente; Docente ai corsi di formazione per la sicurezza degli ambienti di lavoro; Tecnico competente in acustica ambientale (TCAA) -  Regione Emilia Romagna n° P.G. 92941 del 29/09/05 (FE); Management consultant in edifici NZEB (Nearly Zero Energy Building).  
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Antisismica, Anci chiede 60 miliardi di euro per i centri storici

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23108/09/2017 - Istituire un Fondo nazionale da 60 miliardi di euro per la messa in sicurezza antisismica degli edifici storici e un piano decennale di interventi. La proposta, lanciata da Mario Occhiuto, delegato all’urbanistica dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e sindaco di Cosenza, mira ad evitare i crolli, risparmiando risorse per la ricostruzione ed evitando la perdita di vite umane. Interventi di rafforzamento locale, no massimi livelli di sicurezza Nel documento presentato da Occhiuto, viene spiegato che i 60 miliardi finanzierebbero gli interventi di rafforzamento locale. “Si tratta della prima fase dell’adeguamento sismico – afferma Occhiuto - ne rappresenta il 30%, ma anche la parte più importante per evitare crolli e perdite di vite umane”. “Per ridurre in modo sensibile i rischi di crolli – continua - non serve la messa in sicurezza a livelli massimi. Anzi, secondo il Consiglio superiore.. Continua a leggere su Edilportale.com
8
Set

Canne fumarie sui muri perimetrali, non serve il consenso dei condomini

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23108/09/2017 - Le canne fumarie sui muri perimetrali possono essere installate anche senza il consenso degli altri condòmini. È arrivata a questa conclusione il Tar Marche con la sentenza 648/2017. L’unica condizione è che non venga pregiudicato l’uso del muro comune e non sia alterata la sua destinazione d’uso con interventi troppo invasivi. Canne fumarie, non serve l’autorizzazione paesaggistica Nel caso preso in esame, il proprietario di un ristorante, situato al piano terra di un palazzo nel centro storico, aveva ottenuto, dal Comune e dalle autorità preposte alla tutela sanitaria e paesaggistica, l’autorizzazione all’installazione di una canna fumaria per le braci. Uno dei condòmini si era opposto non solo perché la canna fumaria si trovava sul cortile dove si affacciava la sua proprietà, e sarebbe stato necessario il consenso di tutti i condòmini, ma anche perché,.. Continua a leggere su Edilportale.com
8
Set

FER non fotovoltaiche, GSE: al 31 luglio richiesti incentivi per 5,395 miliardi di euro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23108/09/2017 - Arrivano dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) i periodici aggiornamenti dei contatori relativi agli incentivi agli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili non fotovoltaiche e al Conto Termico. Rinnovabili non fotovoltaiche Lo scorso 31 luglio il contatore degli incentivi alle fonti rinnovabili non fotovoltaiche ha raggiunto quota 5,395 miliardi di euro, avvicinandosi così al tetto 5,8 miliardi di euro fissato dalla normativa. Il GSE rileva il significativo incremento di piccoli impianti che hanno fatto richiesta di incentivazione in accesso diretto ai sensi del DM 23 giugno 2016 e segnala una lieve diminuzione del contatore (-45 milioni di euro), principalmente a seguito del leggero rialzo del prezzo di riferimento dell’energia elettrica. Nel contatore rientrano gli oneri di incentivazione riguardanti gli impianti CIP 6 (quota rinnovabile), l’incentivo sostitutivo dei Certificati.. Continua a leggere su Edilportale.com
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Appalti pubblici, i notai spiegano le novità del Correttivo

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23108/09/2017 – Analizzare le novità introdotte dal Correttivo al Codice Appalti, approfondendo le procedure di appalto e la stipula del contratto. Questo l’obiettivo dello Studio 588-2016/C del Notariato sulla disciplina dell’appalto pubblico dopo il correttivo. Lo studio analizza le novità introdotte dal DL 56/2017 e riepiloga le modalità di affidamento degli appalti, l’affidamento al soggetto privato delle opere di urbanizzazione, le soglie, la fase antecedente la aggiudicazione dell’appalto, la fase successiva alla conclusione del contratto, il subappalto e tutte le figure coinvolte nel processo. Appalti pubblici: le novità introdotte Tra le novità i Notai ricordano l’introduzione di un periodo transitorio che prevede che l’appalto integrato sia possibile per gli appalti i cui progetti preliminari o definitivi siano stati già approvati alla data di entrata in vigore del codice.. Continua a leggere su Edilportale.com