1 9 ottobre 2017 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for ottobre 9th, 2017

9
Ott

Giornata in ricordo dei caduti sul lavoro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
Giornata in ricordo dei caduti sul lavoro, Mattarella: “Troppi giovani tra le vittime”
“Prevenzione e attenzione alle vittime - ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - sono i cardini di una riflessione necessaria in materia di sicurezza. Il rischio di infortunio deve essere neutralizzato al suo insorgere in qualsiasi luogo o per qualsiasi forma di lavoro: solo così si può parlare di salvaguardia della salute. Ma se l’infortunio si verifica, l’invalidità come la malattia, non deve essere lasciata a se stessa”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio scritto, in occasione della 67° Giornata nazionale, in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro, ha richiamato l’attenzione sull’opportunità di un momento di riflessione sul tema degli infortuni: “Troppo numerosi - ha precisato Mattarella - sono i casi di aziende che risultano non in linea con gli standard di sicurezza, ed è inconcepibile che tra le vittime di infortunio sul lavoro vi siano ragazzi giovanissimi. Il lavoro irregolare deve essere contrastato in tutti i modi, la legislazione è puntuale, sta a tutti gli interlocutori attuarla e rispettarla”. La ricorrenza celebrata su tutto il territorio nazionale. Patrocinata dalla Rai, l’iniziativa che ha visto il coinvolgimento di circa 50.000 persone tra soci e familiari, grazie alle 106 sezioni dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro, presenti sul territorio, oltre ad avere come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della prevenzione degli infortuni sul lavoro, si è caratterizzata per la consegna, da parte dell’Inail, ai grandi invalidi, dei brevetti e dei distintivi d’onore. La cerimonia nazionale si è svolta a Cagliari con la messa officiata nella chiesa di San Paolo e la funzione civile nel Conservatorio statale di musica di Giovanni Pierluigi di Palestrina, dove, tra le altre, c’è stata la testimonianza di Antonio. Finito in coma, dopo essere stato colpito da una trivella mentre scavava un pozzo, il lavoratore ha superato quel tragico momento e ha espresso il suo messaggio di speranza: “Oggi sto bene, grazie alla terapia farmacologica, allo sport e alla mia famiglia”. Cambiamo la storia. Investiamo in sicurezza. Diamo valore alla vita. È questo lo slogan che ha accompagnato la manifestazione, preceduta da un spot televisivo di 30 secondi, trasmesso sulle reti Rai, La 7 e in 187 schermi di 93 autogrill e in molte emittenti locali. Nel filmato, in forma di cartone animato, viene raccontato il tema degli infortuni sul lavoro nei vari periodi storici. Contraddistinto da uno stile semplice ed immediato, il video è stato realizzato, in forma di cartone, per essere maggiormente fruibile da tutta la platea televisiva. Nata da un’idea di Marco Campli ed Enrico Parenti la campagna ha una grafica firmata da Igor Cicconcelli e dal Laboratorio delle idee, la voce fuori campo è dell’attrice Laura Torresin. La canzone che accompagna la clip, “I’ll be a friend with pleasure”, arrangiata per l’Anmil, dalla Bix age band, è interpretata del trombettista jazz Bix Beiderbecke. Storia di una giornata diventata poi ricorrenza. Nata nel 1951 la Giornata in memoria delle vittime degli infortuni, è stata istituzionalizzata, come ricorrenza, con direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 aprile 1998 e poi del 7 marzo 2003. Nel corso degli anni è diventata un momento di incontro e un’occasione di riflessione sul tema degli infortuni sul lavoro e sulle misure da adottare per prevenirli.
 
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Ott

Inquinamento atmosferico e beni culturali

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effetti sui materiali a Roma pubblicazione ISPRA

Inquinamento atmosferico e beni culturali

Inquinamento atmosferico e beni culturaliIl deterioramento dei materiali che costituiscono il patrimonio culturale è un fenomeno complesso solitamente riconducibile a vari fattori, tra cui l’inquinamento dell’aria e le condizioni climatiche del territorio in cui i beni sono collocati.  L’azione sinergica dei fattori ambientali e climatici spesso comporta un danno di tipo estetico e/o strutturale del materiale originale che può compromettere la percezione e la fruizione dell’opera stessa e causarne la perdita di valore.  Gli inquinanti maggiormente coinvolti nei processi di degrado frequentemente riscontrati sui beni culturali (annerimento, recessione superficiale, corrosione, etc.) sono il biossido di zolfo (SO2), il biossido di azoto (NO2), l’ozono (O3) e il particolato atmosferico (PM10, PM2.5 etc.).  Le politiche di riduzione di SO2 messe in atto a livello  europeo negli ultimi decenni, hanno portato ad una significativa diminuzione delle concentrazioni di questo inquinante in atmosfera, mentre altre sostanze (ossidi di azoto, particolato atmosferico, ozono),  potenzialmente altrettanto pericolose sia per la salute umana che per l’ambiente e per i materiali da costruzione, continuano ad essere presenti in aria in quantità significative. Pertanto la conoscenza di come gli inquinanti atmosferici influiscano sui processi di deterioramento e di alterazione delle opere d’arte è particolarmente importante per la loro protezione e per la scelta dei materiali appropriati da utilizzare per la costruzione di nuove strutture (Tzanis et al., 2009).  Per questo motivo il rapporto tra patrimonio culturale e ambiente continua a rappresentare per la ricerca scientifica un tema ancora molto attuale e di grande interesse.  A livello europeo, negli anni passati, sono stati condotti progetti di ricerca finalizzati alla valutazione e alla quantificazione del danno cui sono soggetti alcuni dei materiali che generalmente vengono impiegati nel settore dei beni culturali (MULTIASSESS Final Report 2007, CULT-STRAT 2006).   In particolare l'obiettivo di questi studi è stato quello di analizzare i meccanismi di deterioramento di ogni materiale preso in esame, arrivando a definire per ciascuno di essi, specifiche relazioni matematiche (funzioni dose-risposta) in grado di stimare quantitativamente, laddove non sia possibile misurarlo direttamente, il danno attribuibile agli inquinanti atmosferici e ai parametri climatici.
Nell’ambito dei suddetti progetti, le funzioni dose-risposta (di danno) sono state definite esponendo provini nuovi di alcuni materiali, in un determinato numero di siti su un'ampia scala geografica. Tali funzioni, oltre alla stima, permettono di prevedere l’andamento del danno di un materiale nel tempo e di realizzare mappe che mostrino le eventuali variazioni nello spazio del danno stesso (Verney-Carron et al, 2012). Facendo riferimento ai lavori appena citati, ISPRA e ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro), in collaborazione con ARPA Lazio, hanno avviato nel 2013 una campagna di monitoraggio della durata di tre anni, a Roma, con lo scopo di analizzare i processi di annerimento e di degradazione di alcuni dei materiali costituenti il patrimonio culturale italiano. In particolare lo studio sperimentale è consistito nell’esposizione di campioni di marmo, rame e vetro in sette siti, all’interno del Grande Raccordo Anulare, in corrispondenza di sette centraline di monitoraggio della qualità dell’aria caratterizzate da differenti condizioni ambientali.  Sui provini sono state condotte analisi colorimetriche periodiche, in situ, per verificare le variazioni di colore causate dalla deposizione degli inquinanti, misure di differenze di peso, eseguite in laboratorio, per quantificare l’eventuale perdita di materiale, analisi con Microscopio Elettronico a Scansione (SEM-EDS) per la caratterizzazione del particolato depositato sui provini nel corso dell’esposizione e analisi con Spettroscopia Raman per la determinazione dei prodotti di corrosione del rame. La sperimentazione ha permesso di definire l’andamento dei processi di annerimento del marmo e del vetro, di studiare la recessione superficiale del marmo e la corrosione del rame. Per quanto riguarda il marmo, è stato inoltre possibile confrontare i dati sperimentali ottenuti nel corso della campagna di monitoraggio con quelli ricavati applicando le funzioni dose-risposta presenti in letteratura (Christodoulakis et al., 2016).
 
9
Ott

Io non rischio

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campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile

Io non rischio

io non risccioIo non rischio è una campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. Ma ancora prima di questo, Io non rischio è un proposito, un’esortazione che va presa alla lettera. L’Italia è un paese esposto a molti rischi naturali, e questo è un fatto. Ma è altrettanto vero che l’esposizione individuale a questi rischi può essere sensibilmente ridotta attraverso la conoscenza del problema, la consapevolezza delle possibili conseguenze e l’adozione di alcuni semplici accorgimenti. E attraverso conoscenza, consapevolezza e buone pratiche poter dire, appunto: “io non rischio”. Io non rischio è anche lo slogan della campagna, il cappello sotto il quale ogni rischio viene illustrato e raccontato ai cittadini insieme alle buone pratiche per minimizzarne l’impatto su persone e cose. E in questo caso il termine slogan, che in gaelico significa “grido di battaglia”, è particolarmente appropriato: è la pacifica battaglia che ciascuno di noi è chiamato a condurre per la diffusione di una consapevolezza che può contribuire a farci stare più sicuri Sabato 14 ottobre 2017, nelle piazze dei 107 capoluoghi di provincia italiani si svolgerà la settima edizione di "Io non rischio", campagna di comunicazione nazionale sulle buone pratiche di protezione civile. Io non rischio è un proposito, un’esortazione che va presa alla lettera. L’Italia è un paese esposto a molti rischi naturali, e questo è un fatto. Ma è altrettanto vero che l’esposizione individuale a questi rischi può essere sensibilmente ridotta attraverso la conoscenza del problema, la consapevolezza delle possibili conseguenze e l’adozione di alcuni semplici accorgimenti scopri di più su http://iononrischio.protezionecivile.it/
 
9
Ott

C’è differenza tra corso di Primo soccorso e corso di Pronto soccorso?

C'è  differenza tra corso di  Primo soccorso e corso di Pronto soccorso?
Nell’art 45 del D.Lgs 81/08 sono esplicitati i  riferimenti tecnici che riguardano la gestione del Primo Soccorso all’interno delle aziende. Altri dettagli sono rintracciabili  nella revisione di maggio 2014 e nelle appendici normative estratte dai Decreti attuativi (nr 90 del 15/03/2010) e dagli interpelli ministeriali, con particolare attenzione all’interpello nr 02/2012 del 15/11/2012 che aggiorna le disposizioni in materia di formazione degli addetti alla squadra di emergenza
Il corso per addetti al "primo soccorso" in Azienda del gruppo B/C dura 12 ore e il suo aggiornamento triennale 4 ore. Per gli addetti al primo soccorso in aziende del gruppo A il corso arriva alle 16 ore e l'aggiornamento della qualifica triennale 6. Il programma prevede l'insegnamento degli atti che personale non medico può mettere in atto in attesa dell’arrivo di personale più qualificato.
I corsi di "pronto soccorso" sono l’insieme delle tecniche mediche, chirurgiche e farmaceutiche messe in atto da personale medico qualificato.
La distinzione, sottolineata in modo precipuo dal D.Lgs 81/08, è fondamentale quindi sia in termini di formazione degli addetti che delle conseguenti responsabilità derivanti dalla nomina e dall’operato.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
 
9
Ott

Scuole innovative, in arrivo nuovi concorsi di progettazione

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23109/10/2017 – In dieci Regioni saranno realizzati nuovi edifici scolastici grazie a 100 milioni di euro di fondi Inail. Le risorse, previste dalla Legge di Bilancio 2017, sono state assegnate con un dpcm che ha ottenuto il via libera dalla Conferenza delle Regioni. Le Regioni devono ora passare alla fase operativa individuando le aree e progettando gli interventi, avvalendosi anche di concorsi di idee e progettazione. Scuole innovative, in arrivo concorsi di progettazione Gli edifici dovranno essere innovativi dal punto di vista architettonico, impiantistico e tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, ma anche caratterizzati dalla presenza di nuovi ambienti di apprendimento e dall’apertura al territorio. Le Regioni si confronteranno ora con gli Enti locali per la scelta delle aree e sceglieranno le procedure di affidamento delle progettazioni, anche tramite concorso per garantire una migliore qualità. Scuole.. Continua a leggere su Edilportale.com
9
Ott

Piemonte, approvato il Piano paesaggistico regionale

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23109/10/2017 - È stato approvato il 3 ottobre dal Consiglio regionale il nuovo Piano paesaggistico regionale (Ppr) del Piemonte. Il Ppr - spiega il comunicato - si propone di essere “un atlante complessivo che descrive il territorio piemontese, riconosce i principali valori che lo qualificano, i suoi caratteri identitari, le principali criticità e fornisce una visione unitaria della regione alla luce delle sue componenti costitutive, delle sue vocazioni principali e delle espressioni caratteristiche della sua storia”. Tra gli obiettivi del Ppr ci sono: l’uso consapevole e sostenibile del territorio attraverso politiche fondate sul contenimento del consumo di suolo, la qualificazione delle aree rurali e naturali, la rigenerazione delle parti degradate, urbane e periferiche. Per realizzare il Piano paesaggistico regionale sono state catalogate oltre 2060 componenti fra cascate, ville, chiese, torri, fortificazioni, cascine, borgate.. Continua a leggere su Edilportale.com
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Edifici cilindro, linee semplici che dall’antichità ad oggi si impongono nello skyline

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231 09/10/2017 - Il cilindro è una forma geometrica semplice, ma capace di imporsi nei contesti urbani più disparati. Usata fin dall’antichità, perché la pianta circolare richiama la dimensione divina, è ancora molto attuale. Vediamo una serie di esempi Castel Sant’Angelo, Roma Iniziamo questo tour dall’antico. Edificato intorno al 123 d.C. come sepolcro per l'imperatore Adriano e la sua famiglia, ha un destino atipico rispetto agli altri monumenti di epoca romana. Invece che essere depredato per recuperare materiali pregiati e cadere in rovina, si è trasformato per duemila anni, riuscendo ad essere sempre attuale. Sepolcro, avamposto fortificato, carcere e dimora rinascimentale sono gli usi cui è stato adibito. Tra le sue mura ha operato anche Michelangelo. Foto: Polo museale Lazio - Mibact Grand Hotel la Torre – Sauze D’oulux (Torino) La struttura che domina la valle è.. Continua a leggere su Edilportale.com
9
Ott

Calcestruzzo, le nuove linee guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231 09/10/2017 – Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLPP), con Decreto 361/2017, ha approvato l’aggiornamento delle ‘Linee guida per la messa in opera del calcestruzzo strutturale’ e delle ‘Linee guida per la valutazione delle caratteristiche del calcestruzzo in opera’. Tali Linee Guida, di ausilio a progettisti ed operatori del settore delle costruzioni, rientrano fra le iniziative adottate dal CSLLPP finalizzate ad una sempre migliore garanzia della qualità e sicurezza delle opere e delle infrastrutture, sia pubbliche che private, della prevenzione del rischio sismico e della valutazione e messa in sicurezza del patrimonio costruito esistente. Calcestruzzo strutturale: le linee guida per la messa in opera Il documento illustra ed esamina l’insieme delle lavorazioni e dei processi finalizzati ad una corretta messa in opera del calcestruzzo, intendendo con tale accezione l’insieme delle specifiche operazioni.. Continua a leggere su Edilportale.com
9
Ott

Ance: l’industria italiana delle costruzioni sempre più forte all’estero

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23109/10/2017 - Nel 2016, con 244 nuovi lavori aggiudicati, per un valore di oltre 20 miliardi di euro, le imprese edili italiane hanno fatto registrare un nuovo boom del fatturato estero: +17,8%, il valore più alto degli ultimi 10 anni. Questi risultati, gli ultimi di un trend positivo in atto dal 2004,  arrivano dal Rapporto Ance 2017 sulla presenza delle imprese di costruzione italiane nel mondo, presentato la scorsa settimana alla Farnesina. Il vicepresidente Ance per i Lavori all’estero, Giandomenico Ghella, illustrando nel dettaglio i dati del Rapporto, ha sottolineato che le imprese di costruzione italiane stanno dimostrando di avere le qualità e le competenze per affermarsi anche in mercati fortemente complessi e competitivi. “Lo dimostra il trend in aumento della presenza delle nostre imprese nei paesi del G20 e in quelli Ocse - ha evidenziato Ghella - nei quali fino a pochi anni fa avevamo una scarsa.. Continua a leggere su Edilportale.com