1 3 novembre 2017 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for novembre 3rd, 2017

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Per gli “addetti al primo soccorso” in aziende del gruppo A il corso di formazione è di 16 ore e l’aggiornamento della qualifica triennale di 6 ore.

C'è  differenza tra corso di  Primo soccorso e corso di Pronto soccorso? La distinzione, sottolineata in modo preciso dal D.Lgs 81/08, è fondamentale sia in termini di formazione degli addetti che delle conseguenti responsabilità derivanti dalla nomina e dall’operato. Il corso per addetti al "primo soccorso" in Azienda del gruppo B/C dura 12 ore e il suo aggiornamento triennale è di 4 ore.
Per gli "addetti al primo soccorso" in aziende del gruppo A il corso di formazione è di 16 ore e l'aggiornamento della qualifica triennale di  6 ore.
Il programma prevede l'insegnamento delle azioni che personale non medico può mettere in atto in attesa dell’arrivo di personale più qualificato. I corsi di "pronto soccorso" sono l’insieme delle tecniche mediche, chirurgiche e farmaceutiche messe in atto da personale medico qualificato. Nell’art 45 del D.Lgs 81/08 sono esplicitati i  riferimenti tecnici che riguardano la gestione del Primo Soccorso all’interno delle aziende. Altri dettagli sono rintracciabili  nella revisione di maggio 2014 e nelle appendici normative estratte dai Decreti attuativi (nr 90 del 15/03/2010) e dagli interpelli ministeriali, con particolare attenzione all’interpello nr 02/2012 del 15/11/2012 che aggiorna le disposizioni in materia di formazione degli addetti alla squadra di emergenza Per gli "addetti al primo soccorso" in aziende del gruppo A il corso di formazione è di 16 ore e l'aggiornamento della qualifica triennale di  6 ore e noi li organizziamo più volte all'anno presso la sede di Mestro o presso quella del Cliente.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
 
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Nov

Cosa significa “Privacy”? Quali sono i principali soggetti della Privacy secondo il Regolamento UE 679 GDPR?

Cosa significa “Privacy”? Quali sono i principali soggetti della Privacy secondo il Regolamento UE 679 GDPR?
Nella realtà contemporanea, il concetto di privacy non è solo il diritto di essere «lasciati in pace» o di proteggere la propria sfera privata, ma soprattutto il diritto di controllare l'uso e la circolazione di dati personali che costituiscono il bene primario della «società dell'informazione».
Quali sono I principali soggetti della Privacy?
Interessato
La persona fisica cui si riferiscono i dati personali.
Titolare del Trattamento
La persona fisica, la società, l'associazione o un'altra entità che controlla il trattamento dei dati personali ed è autorizzata a prendere decisioni essenziali sulle finalità e modalità di tale trattamento, comprese le misure di sicurezza applicabili.
Responsabile del Trattamento
La persona fisica, la società, l'associazione o l'organizzazione a cui il Titolare ha affidato l’attività specifica di gestione e controllo dei dati personali, in base all'esperienza e/o alle competenze pertinenti in materia.
DPO (Data Protection Officer)
Il professionista con conoscenze specialistiche sulla legislazione e sulle pratiche in materia di protezione dei dati.
Egli è designato dal Titolare / Responsabile in tre occasioni:
• Il trattamento è effettuato da un'autorità pubblica
• Il trattamento è su larga scala e coinvolge dati sensibili
• Il trattamento richiede un controllo regolare e sistematico
Contattando la segreteria organizzativa al numero verde 80030033 (gratis anche da mobile) è possibile richiedere un appuntamento per un preventivo di consulenza personalizzato.
Non aspettate l’ultimo momento per adeguarsi al REGOLAMENTO 2019/679 PRIVACY O GDPR!
Per la consultazione del Regolamento 679/16, slide, video, materiali, faq ecc., lo staff di Consulenza Privacy Regolamento UE 679/2016 by MODI S.r.l. ha messo a disposizione per gli interessati anche un sito internet dedicato www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it
 
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Nov

Nel Regolamento 679/2016 cosa si intende per “trattamento” e cosa significa “dato personale”?

Nella realtà contemporanea, il concetto di privacy non è solo il diritto di essere «lasciati in pace» o di proteggere la propria sfera privata, ma soprattutto il diritto di controllare l'uso e la circolazione di dati personali che costituiscono il bene primario della «società dell'informazione».
Il Regolamento UE 679/2016 disciplina la contitolarità del trattamento (art. 26) e impone ai titolari di definire specificamente (con un atto giuridicamente valido ai sensi del diritto nazionale) il rispettivo ambito di responsabilità e i compiti con particolare riguardo all'esercizio dei diritti degli interessati, che hanno comunque la possibilità di rivolgersi indifferentemente a uno qualsiasi dei titolari operanti congiuntamente.
Nel Regolamento 679/2016 cosa si intende per “trattamento” e cosa significa “dato personale”?
Il trattamento è  un'operazione o un insieme di operazioni riguardanti i dati personali. La definizione è vasta e include la raccolta, la registrazione, l'organizzazione, la memorizzazione, la modifica, la selezione, l'estrazione, l'uso, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la cancellazione e la distruzione dei dati. Cosa significa “dato personale”?
Qualsiasi informazione relativa a persone fisiche identificate o identificabili, cioè che possono anche essere identificate da altre informazioni, come un numero o un codice di identificazione. Questi sono, ad esempio, dati personali: • Nome, cognome e soprannome • Indirizzo di casa • Registrazione vocale • Impronta digitale • Conto bancario • etc.
Contattando la segreteria organizzativa al numero verde 80030033 (gratis anche da mobile) è possibile richiedere un appuntamento per un preventivo di consulenza personalizzato.
Non aspettate l’ultimo momento per adeguarsi al REGOLAMENTO 2019/679 PRIVACY O GDPR!
Per la consultazione del Regolamento 679/16, slide, video, materiali, faq ecc., lo staff di Consulenza Privacy Regolamento UE 679/2016 by MODI S.r.l. ha messo a disposizione per gli interessati anche un sito internet dedicato www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it
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Nov

Il Regolamento UE 2016/679 è entrato in vigore il 25 maggio 2016 e dal 25 maggio 2018 abrogherà il vigente D.Lgs. 196/03

Il Regolamento UE 2016/679 è entrato in vigore il 25 maggio 2016 e dal 25 maggio 2018 abrogherà il vigente D.Lgs. 196/03
In questo lasso temporale abbiamo formato il nostro personale interno e analizzato il nuovo testo. Corsi, seminari e una formazione specifica ci hanno permesso di comprendere la tematica della privacy sotto ogni sua sfaccettatura in riferimento al regolamento 679/16 e di erogare il servizio di consulenza. Abbiamo iniziato a primavera del 2017 ad accompagnare i nostri Clienti storici nella transizione legata all' adozione del regolamento europeo, applicando una metodologia che permette di comprimere i tempi e i costi della consulenza senza impatti negativi sulle risorse operative interne all'azienda. Nel corso della pluridecennale storia di MODI abbiamo acquisito una solida esperienza trattando numerosi “casi Privacy” diversi tra loro. Questo ci ha permesso di aumentare la nostra capacità di prevedere le possibili problematiche del  cliente, specifiche del settore di appartenenza e della tipologia di azienda, offrendo sempre soluzioni personalizzate alle esigenze del singolo. Siamo quindi in grado di affiancare qualsiasi tipo di azienda nella transizione dal vecchio al nuovo Codice, ottenendo innovazione e supportando con adeguata formazione il personale coinvolto e i vertici aziendali. Contattando lo staff tecnico al servizio gratuito (raggiungibile anche da mobile) numero verde 80030033 è possibile richiedere un appuntamento per un preventivo di consulenza personalizzato. È importante ricordare che è obbligatorio tutelare la privacy delle persone fisiche i cui dati vengono trattati nell’ambito delle attività dell’azienda. https://consulenzaprivacyregolamentoue679.it/ è un portale dedicato al tema della PRIVACY by MODI SRL.
 
 
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Gli indumenti da lavoro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Divisa e abiti da lavoro

Gli indumenti da lavoro

abiti di lavoroSebbene trovi scarsa applicazione nella pratica, per legge l’obbligo di lavaggio di tute da lavoro e divise in genere spetterebbe al datore di lavoro. In caso contrario il lavoratore è tenuto quantomeno al rimborso spese. Per quanto riguarda abiti da lavoro con scopo di protezione questo principio è da tempo affermato (si ritrova già nella circolare del Ministero del Lavoro n° 34) Ribadiamo che, onde assicurare la fornitura di indumenti funzionali e consoni alle peculiarità dei diversi servizi, il Responsabile di Servizio ha facoltà di avvalersi del parere consultivo dell’RSPP Aziendale sentito il parere del RLS Aziendale .

La prima cosa da tenere presente è che gli indumenti dell’abbigliamento da lavoro vengono indossati, ogni giorno, per parecchie ore spesso consecutive, quindi è molto importante valutare anche aspetti come la qualità dei tessuti con cui vengono realizzati gli indumenti da lavoro con la stessa cura con cui scegliamo quelle per i nostri abiti di tutti i giorni. Prima di essere bello un capo di abbigliamento da lavoro deve essere prima di tutto adeguato, comodo e realizzato con fibre che permettano di svolgere al meglio la nostra attività (che siano impermeabili o traspiranti, etc), quindi è bene leggere attentamente l’etichetta prima di effettuare una scelta. Dall’etichetta infatti è possibile risalire al materiale con cui sono realizzati e anche alle istruzioni per un lavaggio corretto. Quando si tratta di lavoro, infatti, la praticità e la comodità vengono prima dell’eleganza, senza ovviamente trascurare il decoro e un certo senso estetico di base, indispensabile per garantire in ogni modo una bella presenza. Il controllo dei materiali con cui vengono realizzati gli indumenti da lavoro è importante anche perché alcune persone potrebbero essere intolleranti a determinati tipi di tessuto, in particolar modo nel caso delle fibre sintetiche da laboratorio. Le fibre sintetiche, infatti, per quanto moderne e innovative potrebbero contenere sostanze chimiche difficilmente tollerabili dal PH della pelle.

Se il datore di lavoro impone al proprio dipendente di indossare una specifica divisa solo sul luogo di lavoro, o se ciò è auspicabile per motivi di igiene e di pulizia, gli deve pagare il tempo necessario per indossarla e per toglierla alla fine della giornata lavorativa. È quanto chiarito dal Tribunale di Milano con una sentenza. Il caso deciso dal giudice lombardo è abbastanza emblematico: si tratta del dipendente di una nota catena di fast food cui l’azienda aveva imposto, durante l’orario di lavoro, di indossare la divisa con i loghi e i colori della società. Senonché, posta la distanza tra lo spogliatoio e la cucina (circa 20 minuti) il lavoratore aveva chiesto al datore di retribuirgli il tempo per cambiarsi, sia all’entrata che all’uscita dai locali. Richiesta respinta al mittente e, quindi, confluita in un ricorso al giudice. Il dipendente – si legge nella sentenza – ha diritto a vedersi, in busta paga, conteggiato anche il tempo necessario per indossare e dismettere la “tuta” o qualsiasi altra divisa richiesta dall’azienda. In particolare, secondo la giurisprudenza, il tempo necessario per vestire e togliere la divisa aziendale va retribuito solo se il datore di lavoro impone al lavoratore di cambiarsi sul luogo di lavoro; al contrario, non va pagato se al lavoratore è data facoltà di scelta sul tempo e sul luogo ove indossare la divisa: cosa che, quindi, può serenamente avvenire anche da casa, in luogo dei normali abiti. Il predetto principio opera a prescindere dalle ragioni per cui l’azienda impone i vestiti. Ad esempio, se ragioni di igiene (si pensi al cuoco di una pizzeria che è costantemente a contatto con il cibo, all’infermiere di un laboratorio di analisi private, all’addetto al banco frigo di un supermercato) o criteri di normalità sociale impongono l’obbligo di indossare la divisa sul luogo di lavoro, il tempo necessario per la vestizione e svestizione va, ugualmente, considerato come orario di lavoro e, quindi, retribuito. L’azienda può imporre ai propri dipendenti l’uso di abiti specifici per diverse ragioni, come:

  • elemento distintivo di appartenenza aziendale, ad esempio uniforme o divise;
  • mera preservazione degli abiti civili dalla ordinaria usura connessa all’espletamento della attività lavorativa:
  • protezione da rischi per la salute e la sicurezza.

In tale ultimo caso, tali indumenti, rientrano tra i dispositivi di sicurezza che assolvono alla funzione di protezione dai rischi. Non è tutto. Al dipendente cui sia imposto un particolare abito sul luogo di lavoro, l’azienda deve anche rimborsare i costi di lavanderia per la pulizia della “tuta”. Il lavaggio degli indumenti infatti va risarcito se non trova una specifica voce sulla busta paga. Si tratta di un principio chiarito a più riprese dalla giurisprudenza e considerato ormai pacifico. Secondo una recente sentenza, spetta all’azienda, e non al lavoratore, l’obbligo di garantire l’efficienza degli equipaggiamenti in dotazione (per es. i dispositivi di protezione individuale): un obbligo che sussiste non solo per quanto riguarda la prima consegna del suddetto vestiario, ma anche per l’intero periodo di esecuzione della prestazione lavorativa. Viene così definitivamente riconosciuto, a carico del datore, il dovere di provvedere alla fornitura e manutenzione periodica, compreso il lavaggio, degli indumenti. A tale scopo è necessario che il datore di lavoro provveda alla loro pulizia stabilendone altresì la periodicità. Detta pulizia può essere effettuata sia direttamente all’interno dell’azienda, sia ricorrendo ad imprese esterne specializzate, la scelta, ricade sotto la responsabilità del datore di lavoro. Tornando al problema dei tempi necessari alla vestizione e svestizione, anche la Cassazione, non molto tempo fa, aveva fornito lo stesso principio, sancendo che il tempo impiegato per indossare la divisa rientra nell’orario di lavoro se il datore ne impone l’utilizzo in azienda. Del resto, una tale soluzione è assolutamente conforme allo spirito della legge che, con l’espressione «orario di lavoro» si riferisce a «qualsiasi periodo in cui il lavoratore resta a disposizione del proprio datore di lavoro, nell’esercizio delle sue attività lavorative o delle sue funzioni», con esclusione degli intervalli di tempo in cui il dipendente gode della piena disponibilità.

 
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Split payment, pubblicati gli elenchi provvisori delle società controllate e quotate

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23103/11/2017 – Il Dipartimento dell’Economia e delle Finanze (Def) ha pubblicato l’elenco provvisorio delle società controllate e quotate che, in base alla Manovrina 2017 (Legge 96/2017), sono tenute all’applicazione dello split payment. Split payment, gli elenchi I professionisti e le imprese che lavorano con le società presenti nell’elenco non riceveranno l’Iva, perché questa sarà versata direttamente all’Erario. Nell’elenco non sono presenti le Pubbliche Amministrazioni perché già tenute ad applicare la scissione dell’Iva. Per le PA occorre fare riferimento all’elenco Ipa, pubblicato a cura del Governo. Gli elenchi al momento sono provvisori. Le società inserite possono infatti segnalare eventuali incongruenze o errori, fornendo idonea documentazione. L’elenco definitivo arriverà entro il 15 novembre. Gli elenchi potrebbero.. Continua a leggere su Edilportale.com
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Nov

Split payment, pubblicati gli elenchi provvisori delle società controllate

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23103/11/2017 – Il Dipartimento dell’Economia e delle Finanze (Def) ha pubblicato l’elenco provvisorio delle società controllate e quotate che, in base alla Manovrina 2017 (Legge 96/2017), sono tenute all’applicazione dello split payment. Split payment, gli elenchi I professionisti e le imprese che lavorano con le società presenti nell’elenco non riceveranno l’Iva, perché questa sarà versata direttamente all’Erario. Nell’elenco non sono presenti le Pubbliche Amministrazioni perché già tenute ad applicare la scissione dell’Iva. Per le PA occorre fare riferimento all’elenco Ipa, pubblicato a cura del Governo. Gli elenchi al momento sono provvisori. Le società inserite possono infatti segnalare eventuali incongruenze o errori, fornendo idonea documentazione. L’elenco definitivo arriverà entro il 15 novembre. Gli elenchi potrebbero.. Continua a leggere su Edilportale.com
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Nov

Bilancio 2018: ‘Piano invasi’ da 250 milioni di euro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23103/11/2017 – 250 milioni di euro fino al 2022 per la realizzazione di interventi urgenti per la mitigazione dei danni connessi alla siccità e 15 milioni di euro per la bonifica di siti radioattivi. Queste alcune misure previste dalla bozza di Legge di Bilancio 2018 sull'utilizzo delle risorse idriche e sulla sicurezza dei siti radioattivi. Piano Invasi: subito 250 milioni per gli interventi urgenti L’art. 49 della Manovra 2018 prevede l’istituzione di un piano nazionale, simile a quello già esistente per il dissesto idrogeologico, per la pianificazione degli interventi necessari alla lotta alla siccità e volti a contrastare le perdite delle reti acquedottistiche. Per velocizzare le operazioni, il provvedimento prevede subito (come anticipazione delle risorse dal Piano Nazionale) un finanziamento complessivo da 250 milioni in 5 anni ( 50 milioni all’anno dal 2018 al 2022) per la ‘realizzazione degli interventi.. Continua a leggere su Edilportale.com
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Nov

Stadi di calcio, dal Bilancio 2018 bonus fino a 25mila euro per ammodernarli

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23103/11/2017 – Incentivare l’ammodernamento degli impianti calcistici con un credito d'imposta del 12% sino a un massimo di 25mila euro. La misura è contenuta all’articolo 40 (Misure per lo sport) della bozza di Legge di Bilancio 2018. Contributi per gli interventi sugli stadi di calcio La norma prevede un credito d'imposta, nella misura del 12%, per ammodernare gli stadi di proprietà o in concessione amministrativa a favore delle società appartenenti alla Lega di serie B, alla Lega calcio professionistico (Lega Pro -serie C) e alla Lega di serie D. Visto l’importo del contributo (massimo 25 mila euro), la misura tende favorire interventi di ristrutturazione nei piccoli stadi. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della disposizione, saranno individuate le modalità di attuazione dell’incentivo anche al fine del rispetto del limite di spesa di 4 milioni di euro annui a decorrere.. Continua a leggere su Edilportale.com
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Nov

Nuova Sabatini e formazione 4.0, in arrivo 580 milioni per l’innovazione

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23103/11/2017 – Sostegno agli investimenti in nuovi macchinari e alla formazione sulle nuove tecnologie previste da “Industria 4.0”. Sono alcune novità contenute nel disegno di legge di Bilancio 2018, che al suo interno contiene anche un pacchetto di misure dedicato alle imprese del Sud. Nuova Sabatini Il ddl incrementa di 330 milioni di euro, dal 2018 al 2023, i finanziamenti agevolati concessi alle piccole e medie imprese da banche e intermediari finanziari, per l’acquisto di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, in software ed in tecnologie digitali. Il 30% di queste risorse (al momento è il 20%) sarà riservato agli investimenti di “Industria 4.0” assicurando la finanziabilità delle tecnologie più avanzate. La misura non avrà più una scadenza (al momento.. Continua a leggere su Edilportale.com