1 14 novembre 2017 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for novembre 14th, 2017

14
Nov

Bando 2017 per il cofinanziamento delle diagnosi energetiche nelle PMI

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Decreto interministeriale 8 novembre 2017 Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente

Bando 2017 per il cofinanziamento delle diagnosi energetiche nelle PMI

bando Pmi diagnosi energetichePubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente un bando per Regioni e Province autonome per l’attivazione di programmi a sostegno delle Pmi e delle diagnosi energetiche. Sistemi di gestione energia ISO 50001 e audit. 15 milioni di euro. Scadenza invio domande 30 novembre 2017. Pubblicato il bando 2017 che invita Regioni e Province autonome a presentare programmi per sostenere la realizzazione di diagnosi energetiche nelle piccole e medie imprese (PMI) e rendere più efficienti i loro consumi energetici. L’iniziativa, prevista dalle norme di recepimento della Direttiva sull’efficienza energetica, e giunta alla terza edizione, ha visto lo stanziamento, da parte del Ministero, nelle due annualità precedenti, di circa 18 milioni di euro. Il bando 2017 mette a disposizione delle Regioni e Province autonome ulteriori 15 milioni di euro per il cofinanziamento di nuovi programmi volti ad incentivare gli audit energetici nelle PMI o l’adozione di sistemi di gestione dell’energia conformi alle norme ISO 50001. L'iniziativa è promossa in collaborazione con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Efficienza energetica L’Italia è uno dei Paesi a maggior efficienza energetica, con una intensità energetica primaria inferiore di circa il 18% rispetto alla media UE. Gli obiettivi nazionali di efficienza energetica prevedono una riduzione di 20 milioni di Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP) al 2020. Incentivi Per promuovere l'efficienza energetica sono disponibili diversi strumenti di incentivazione: tra questi le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione, il conto termico e il sistema dei certificati bianchi. Edifici L’efficienza energetica degli edifici è regolata dai nuovi requisiti minimi di prestazione energetica,  con i relativi attestati (APE, Attesati di Prestazione Energetica). Il Ministero autorizza i corsi di formazione per i certificatori energetici e definisce i modelli per il libretto di impianto per la climatizzazione e per il rapporto di efficienza energetica. Efficienza e pubblica amministrazione Il Ministero è responsabile del programma di interventi per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione centrale. Diagnosi energetiche Le piccole e medie imprese possono migliorare i loro consumi energetici e adottare sistemi di gestione ISO 50001 partecipando ai programmi di sostegno cofinanziati dal Ministero e dalle Regioni. Energy manager Il Ministero ha definito le modalità di nomina degli "Energy manager", i responsabili per la conservazione e l’uso razionale dell’energia. Riduzione emissioni CO2 Il Ministero svolge diverse azioni, anche in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente, e partecipa alla gestione del Comitato ETS (sistema europeo per lo scambio di quote emissione di gas a effetto serra).

bando Pmi diagnosi energetiche Testo del decreto

 
14
Nov

Sostanze chimiche – ambiente e salute

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Bollettino di informazione Anno 8 – Numero 3 – Ottobre 2017

Sostanze chimiche – ambiente e salute

Regolamento  REACHI nanomateriali sono sostanze chimiche con una dimensione che varia tra i 1 e 100 nanometri. Oggi se ne parla perché la nanotecnologia è entrata a far parte del linguaggio e della produzione industriale, ma in sé, come forma, entità, sono presenti in natura

I nanomateriali offrono nuove opportunità per l’innovazione in settori quali: - ingegneria - tecnologia dell'informazione e della comunicazione - medicina e prodotti farmaceutici - tessile - chimico - cosmetico - alimentare

Attualmente nel Reach non esistono riferimenti diretti ai nanomateriali, ma in quanto sostanza chimica, sono soggetti a ogni norma prevista dal regolamento. L’Unione europea ha pubblicato il 18 ottobre 2011 la Raccomandazione sulla definizione di nanomateriale. Riferimenti ai nanomateriali sono contenuti nel Regolamento (UE) n.1169/2011 fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori,  nel Regolamento (UE) n. 528/2012 messa a disposizione e mercato dei biocidi; Regolamento (CE) n.1223/2009 sui prodotti cosmetici. La disciplina che si occupa della ricerca scientifica riguardante i rischi derivanti dai nanomateriali viene definita nanotossicologia, o eco-nanotossicologia se si riferisce all’ambiente. Gli ambiti di applicazione sono l’esposizione degli esseri viventi, dell’uomo e del consumatore, del lavoratore, quindi della biosfera, degli ecosistemi, i rischi nella catena alimentare. 

Valutazione del rischio per la salute umana Le criticità nel processo di valutazione del rischio dei nanomateriali sono legate all’incertezza su: • rilevanza delle vie di esposizione • sistemi di misura dell’esposizione • meccanismi di traslocazione e possibilità di degradazione delle nanoparticelle all’interno del corpo umano • meccanismi di tossicità. L’es posizione umana può avvenire mediante inalazione, ingestione o attraverso la pelle. Ad oggi, gli effetti più importanti dei nanomateriali sono stati riscontrati sull’apparato respiratorio. Inoltre, i nanomateriali possono raggiungere, oltre ai polmoni, altri organi e tessuti, tra cui il fegato, i reni, il cuore, il cervello e i tessuti molli. La nanotossicologia riveste quindi un ruolo primario per la prevenzione dei rischi per la salute umana e per una completa e corretta informazione dei consumator.

Bollettino di informazione Anno 8 – Numero 3 – Ottobre 2017Bollettino di informazione Anno 8 – Numero 3 – Ottobre 2017

Bollettino di informazione Anno 8 – Numero 3 – Ottobre 2017Regolamento (CE) n.1907/2006

Regolamento  REACHRegolamento  REACH

 
14
Nov

CORSI in Veneto per il corretto uso delle ATTREZZATURE DI LAVORO (Accordo Stato Regioni del 22/02/2012

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231MODI SRL popone  corsi aziendali  per l’abilitazione all’uso delle attrezzature di lavoro in conformità all’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012, con il quale sono state individuate le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica formazione per averne l'abilitazione all'uso.
I lavoratori e gli operatori che utilizzano attrezzature di lavoro devono seguire uno speciale iter di formazione. Tra i corsi più richiesti quelli per addetti ai CARRELLI INDUSTRIALI SEMOVENTI, PLE, GRU ecc. Il 24 maggio 2012 è entrato in vigore il Decreto Ministeriale 11 Aprile 2011 che disciplina le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche alle quali devono essere sottoposti gli apparecchi di sollevamento e le attrezzature in pressione, il cui elenco è contenuto nell’Allegato VII al decreto legislativo n. 81/2008. Il decreto, inoltre, individua i criteri per l’abilitazione dei soggetti pubblici o privati del cui supporto possono avvalersi l’INAIL, titolare della prima delle verifiche periodiche, e le ASL/ARPA, titolari delle verifiche periodiche successive.
MODI, grazie all’esperienza pluriennale e le competenze acquisite, è in grado di gestire in maniera integrata gli aspetti legati alle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it e www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
14
Nov

L’approccio basato sul “RISCHIO E MISURE DI ACCOUNTABILITY” e la RESPONSABILIZZAZIONE DI TITOLARI E RESPONSABILI PRIVACY.

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231 Prosegue con questo articolo la nostra analisi sul Regolamento UE 679/16 e ancora una volta riportiamo in parte i contenuti presenti nei punti dell’indice pubblicato dal Garante della Privacy, In particolare valutiamo quale è l’APPROCCIO BASATO SUL RISCHIO E MISURE DI ACCOUNTABILITY (RESPONSABILIZZAZIONE) DI TITOLARI E RESPONSABILI secondo il Regolamento UE 679/2016. Di seguito si riporta una specifica interessante: “Il regolamento pone con forza l'accento sulla "responsabilizzazione" (accountability nell'accezione inglese) di titolari e responsabili – ossia, sull'adozione di comportamenti proattivi e tali da dimostrare la concreta adozione di misure finalizzate ad assicurare l'applicazione del regolamento (si vedano artt. 23-25, in particolare, e l'intero Capo IV del regolamento). Si tratta di una grande novità per la protezione dei dati in quanto viene affidato ai titolari il compito di decidere autonomamente le modalità, le garanzie e i limiti del trattamento dei dati personali – nel rispetto delle disposizioni normative e alla luce di alcuni criteri specifici indicati nel regolamento. Il primo fra tali criteri è sintetizzato dall'espressione inglese "data protection by default and by design" (si veda art. 25), ossia dalla necessità di configurare il trattamento prevedendo fin dall'inizio le garanzie indispensabili "al fine di soddisfare i requisiti" del regolamento e tutelare i diritti degli interessati – tenendo conto del contesto complessivo ove il trattamento si colloca e dei rischi per i diritti e le libertà degli interessati. Tutto questo deve avvenire a monte, prima di procedere al trattamento dei dati vero e proprio ("sia al momento di determinare i mezzi del trattamento sia all'atto del trattamento stesso", secondo quanto afferma l'art. 25(1) del regolamento) e richiede, pertanto, un'analisi preventiva e un impegno applicativo da parte dei titolari che devono sostanziarsi in una serie di attività specifiche e dimostrabili. Fondamentali fra tali attività sono quelle connesse al secondo criterio individuato nel regolamento rispetto alla gestione degli obblighi dei titolari, ossia il rischio inerente al trattamento. Quest'ultimo è da intendersi come rischio di impatti negativi sulle libertà e i diritti degli interessati (si vedano considerando 75-77); tali impatti dovranno essere analizzati attraverso un apposito processo di valutazione(si vedano artt. 35-36) tenendo conto dei rischi noti o evidenziabili e delle misure tecniche e organizzative (anche di sicurezza) che il titolare ritiene di dover adottare per mitigare tali rischi. All'esito di questa valutazione di impatto il titolare potrà decidere in autonomia se iniziare il trattamento (avendo adottato le misure idonee a mitigare sufficientemente il rischio) ovvero consultare l'autorità di controllo competente per ottenere indicazioni su come gestire il rischio residuale; l'autorità non avrà il compito di "autorizzare" il trattamento, bensì di indicare le misure ulteriori eventualmente da implementare a cura del titolare e potrà, ove necessario, adottare tutte le misure correttive ai sensi dell'art. 58: dall'ammonimento del titolare fino alla limitazione o al divieto di procedere al trattamento. Dunque, l'intervento delle autorità di controllo sarà principalmente "ex post", ossia si collocherà successivamente alle determinazioni assunte autonomamente dal titolare; ciò spiega l'abolizione a partire dal 25 maggio 2018 di alcuni istituti previsti dalla direttiva del 1995 e dal Codice italiano, come la notifica preventiva dei trattamenti all'autorità di controllo e il cosiddetto prior checking (o verifica preliminare: si veda art. 17 Codice), sostituiti da obblighi di tenuta di un registro dei trattamenti da parte del titolare/responsabile e, appunto, di effettuazione di valutazioni di impatto in piena autonomia. Peraltro, alle autorità di controllo, e in particolare al "Comitato europeo della protezione dei dati" (l'erede dell'attuale Gruppo "Articolo 29") spetterà un ruolo fondamentale al fine di garantire uniformità di approccio e fornire ausili interpretativi e analitici: il Comitato è chiamato, infatti, a produrre linee-guida e altri documenti di indirizzo su queste e altre tematiche connesse, anche per garantire quegli adattamenti che si renderanno necessari alla luce dello sviluppo delle tecnologie e dei sistemi di trattamento dati. Si segnalano, al riguardo, le linee-guida in materia di valutazione di impatto sulla protezione dei dati recentemente pubblicate dal Gruppo "Articolo 29", disponibili qui: http://ec.europa.eu/newsroom/document.cfm?doc_id=44137.” Per la consultazione del Regolamento 679/16, slide, video, materiali, faq ecc., lo staff di Consulenza Privacy Regolamento UE 679/2016 by MODI S.r.l. è disponibile al numero verde 800300333. MODI S.r.l. ha messo a disposizione per gli interessati anche un sito internet dedicato www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it
 
14
Nov

CONSULENZA AZIENDALE SULLA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO IN VENETO E NEL NORD EST, PREVENZIONE E FORMAZIONE – OBBLIGO DI REDAZIONE DEL DVR

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
Con il nostro progetto LAVORARE IN SICUREZZA offriamo consulenza di carattere normativo, tecnico ed organizzativo suggerendo percorsi di gestione ed azioni efficaci ed innovative nel rispetto della sicurezza del lavoro e dell’ambiente. MODI SRL sostiene le Aziende del Veneto e del Nord Est nell’esecuzione concreta degli adempimenti amministrativi e tecnici. Dal 1 giugno 2013 anche le aziende con meno di 10 dipendenti hanno l'obbligo di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Alla nostra iniziativa potrete usufruire di un sopralluogo gratuito da parte dei nostri tecnici, per approfondimenti consultate il nostro sito www.consulenzasicurezzaveneto.it. Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it e www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it.
 
 
14
Nov

Organismi Paritetice e Enti bilaterali supporto alle imprese nell’individuazione di soluzioni per migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231 Nella definizione di cui al d.lgs.81/2008, in particolare all’art. 2 lett. ee), gli organismi paritetici sono definiti « organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale quali sedi privilegiate per: – la programmazione di attività formative e l’elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; – lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; – l’assistenza alle imprese finalizzata all’attuazione degli adempimenti in materia; – ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento». La norma in questione individua due aspetti: – la necessaria rappresentatività degli Organismi Paritetici; – la finalizzazione al confronto tra datori di lavoro e lavoratori sul comune obiettivo del miglioramento della qualità del sistema di sicurezza sui luoghi di lavoro. L’art. 51 del TULS modificato ed integrato dal decreto correttivo 106/2009, definisce ulteriori compiti e funzioni degli organismi in questione. Gli Organismi paritetici possono, in particolare, svolgere le seguenti attività: - supporto alle imprese nell’individuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e - migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro; - svolgimento e promozione delle attività di formazione; - a richiesta delle imprese rilascio dell’attestazione dello svolgimento delle attività e dei servizi di supporto al sistema delle imprese, tra cui l’asseverazione della adozione e della efficace attuazione dei modelli di   organizzazione e gestione della sicurezza di cui all’articolo 30; - effettuazione, attraverso personale con specifiche competenze tecniche in materia di salute e sicurezza sul lavoro, di sopralluoghi nei luoghi di lavoro rientranti nei territori e nei comparti produttivi di competenza per le finalita’ indicate al punto precedente; - comunicazione alle aziende di cui all’articolo 48, comma 2, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale. Gli Organismi Paritetici e gli enti bilaterali sono il frutto di un lungo processo evolutivo che radica le sue origini nella storia del diritto del lavoro: essi rappresentano un punto di raccordo tra le diverse esigenze provenienti dalle parti sociali, in conflitto per antonomasia, inserendosi e ponendosi, in tale conflitto, quali enti terzi in grado di aiutare imprese e lavoratori nell’adozione delle migliori soluzioni possibili, in particolare in tema di tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Questo ruolo degli Organismi Paritetici rimanda necessariamente ad un risalente ma fondamentale concetto del diritto del lavoro, che è la “bilateralità”: le sue prime applicazioni risalgono infatti alle società di mutuo soccorso di fine ottocento. Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it.
14
Nov

Chi sono gli addetti al primo soccorso?

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231 Chi sono gli addetti al primo soccorso?
Gli addetti al primo soccorso sono uno o più lavoratori nominati dal datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, incaricato di prendere i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni di gestione emergenze (118).
Tali addetti sono formati con istruzione teorica e pratica per l'attuazione delle misure di primo intervento interno e per l'attivazione degli interventi di pronto soccorso. I corsi di aggiornamento per mantenere la qualifica sono obbligatori e si fanno ogni tre anni.
Nelle nostre aule di Mestre, Venezia, Marcon, corsi programmiamo con cadenza mensile i corsi di aggiornamento per lavoratori impiegati in aziende del gruppo A e durano 6 ore e per quelli che lavorano in aziende del gruppo B/C e la durata è 4 ore.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero verde 800300333 o 041 5412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it.
14
Nov

E’ sempre obbligatorio nominare gli addetti alla lotta antincendio?Anche in aziende con un solo dipendente? Cosa deve fare? Chi è?

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231  

E' sempre obbligatorio nominare gli addetti alla lotta antincendio?Anche in aziende con un solo dipendente? Cosa deve fare? Chi è?

L'addetto alla lotta e alla prevenzione incendi comunemente chiamato "addetto antincendio" è uno o più lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, nominate dal datore di lavoro in seguito all'esito della valutazione dei rischi d'incendio effettuata e sulla base del piano di emergenza eventualmente elaborato.
I lavoratori designati devono frequentare il corso di formazione antincendio secondo il rischio (basso, medio o alto) e seguire degli aggiornamenti periodici.
L'obbligo di nominare gli addetti antincendio non è vincolato al numero dei lavoratori.
Si può pertanto ritenere che la nomina è più legata alla presenza di “persone” che di lavoratori, nonché al manifestarsi di possibili emergenze, pertanto permane l’obbligo di nomina anche in caso di un solo lavoratore e può essere il datore di lavoro.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it.
14
Nov

E’ sempre obbligatorio redigere il Piano di emergenza ed evacuazione?

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231 E' sempre obbligatorio redigere il Piano di emergenza ed evacuazione? Tutte le realtà lavorative, ai sensi del DM 10.03.98 sono obbligate a predisporre un idoneo sistema di gestione emergenze. L’art. 5 del medesimo decreto indica che in seguito alla valutazione dei rischi d'incendio, il datore di lavoro deve adottare le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio riportandole in un piano di emergenza elaborato in conformità ai criteri di cui all'allegato VIII del medesimo decreto. Ad eccezione delle aziende di cui all'art. 3, comma 2, del DM 10.09.98, per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto alla redazione del piano di emergenza. Resta però sottinteso l’obbligo di adottare tutte le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio. Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it e www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it.

 

 

14
Nov

Il datore di lavoro può svolgere i compiti di RSPP e in quali casi?

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
Il datore di lavoro può svolgere i compiti di RSPP nei casi sotto indicati:
  • Aziende artigiane e industriali fino a 30 dipendenti;
  • Aziende agricole e zootecniche fino a 30 dipendenti;
  • Aziende della pesca fino a 20 dipendenti;
  • Altre aziende fino a 200 dipendenti.
Indipendentemente dal numero di lavoratori, quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008 si applica a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonché ai soggetti ad essi equiparati anche se l'azienda ha un solo dipendente.
La nostra Società sostiene le Aziende Clienti nell’esecuzione concreta degli adempimenti amministrativi e tecnici. Dal 1 giugno 2013 anche le aziende con meno di 10 dipendenti hanno l'obbligo di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Il decreto legge n. 69 del 2013, convertito con la legge 9 agosto 2013, n.98 (il cosiddetto “decreto del fare”) ha previsto la possibilità per le aziende che operano nei settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali di effettuare la valutazione dei rischi utilizzando un modello semplificato. L’elenco dei settori di attività a basso rischio e il modello semplificato di DVR verrà definito da un futuro decreto del Ministro del Lavoro. Resta ferma la facoltà delle aziende di utilizzare le procedure standardizzate già previste. Aderendo alla nostra iniziativa potrete usufruire di un sopralluogo gratuito da parte dei nostri tecnici.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it.