1 10 gennaio 2018 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for gennaio 10th, 2018

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Regolamento GDRP 679/16 Privacy? Le conseguenze di un caso di violazione possono essere molto gravi.

Privacy? Le conseguenze di un caso di violazione possono essere molto gravi. Con il nuovo Regolamento UE 679/16 le sanzioni, ai sensi del GDPR, possono raggiungere i 20 milioni di EURO o il 4% del fatturato annuo globale dell’azienda, a seconda di quale sia più elevato.
La tutela della privacy oggigiorno può avvenire solo attraverso un “sistema di misure legislative, tecniche, di controllo, sanzionatorie e di repressione” valide in modo globale e volte a difendere la sicurezza e l’integrità dell’identità individuale. Non sono più efficaci e sufficienti leggi, regole e controlli locali o nazionali.
Per approfondire lo stretto legame che c’è tra gestione della privacy e gestione della sicurezza informatica sia nella vita quotidiana di ogni individuo sia nella vita aziendale, è necessario considerare che l’informazione è diventata digitale.
La Società di Consulenza MODI S.r.l.  con sedi a  Mestre e Spinea (VE), informa le PMI che dal 25 Maggio 2016 è entrato in vigore il Regolamento europeo n. 679/2016 in materia di protezione dei dati personali che diventerà definitivamente applicabile in tutti i Paesi UE a partire dal 25 maggio 2018, data entro la quale ogni stato membro dovrà allineare la propria legge sulla privacy al nuovo regolamento
Per la consultazione del Regolamento 679/16, slide, video, materiali, faq ecc., lo staff di Consulenza Privacy Regolamento UE 679/2016 by MODI S.r.l. è disponibile al numero verde 800300333.MODI S.r.l. ha messo a disposizione per gli interessati anche un sito internet dedicato www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
 
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E-LEARNING, Norme tecniche, ambiente urbano, Etichettatura calzature

 
Qualità, Ambiente SicurezzaNews sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati Newsletter 57 del 10 Gennaio 2018 E-LEARNING, Norme tecniche, ambiente urbano, Etichettatura calzature. In caso di difficoltà nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it o 347 71.74.164. Ricordiamo che l'accesso al Portale è Gratuito per l'utilizzo dell'intera Banca Dati. Clicca qui per recupero facile delle credenzialilinkedin
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Formazione alla Salute e Sicurezza Shopper, la circolare ministeriale intepretativa circolare Ministero Ambiente shopper intepretativa
Formazione alla Salute e Sicurezza Etichettatura calzature e tessili: la nuova disciplina DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2017, n. 190
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Formazione alla Salute e Sicurezza Sicurezza studenti, CFP, rimozione dell’amianto, Bando Isi 2018 sicurezza ambiente qualità E-learning HSE
 
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Ransomware i consigli del Garante privacy

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difendersi dal software che prende in ostaggio pc e smartphone

Ransomware i consigli del Garante privacy

Ransomware i consigli del Garante privacyUn ransomware è un tipo di malware che limita l'accesso del dispositivo che infetta, richiedendo un riscatto (ransom in Inglese) da pagare per rimuovere la limitazione. Ad esempio alcune forme di ransomware bloccano il sistema e intimano l'utente a pagare per sbloccare il sistema, altri invece cifrano i file dell'utente chiedendo di pagare per riportare i file cifrati in chiaro. Inizialmente diffusi in Russia, gli attacchi con ransomware sono ora perpetrati in tutto il mondo I ransomware tipicamente si diffondono come i trojan, dei malware worm, penetrando nel sistema attraverso, ad esempio, un file scaricato o una vulnerabilità nel servizio di rete. Il software eseguirà poi un payload, che ad esempio cripterà i file personali sull'hard disk. I ransomware più sofisticati utilizzano sistemi ibridi di criptazione (che non necessitano di condivisione di chiavi fra i due utenti) sui documenti della vittima, adottando una chiave privata casuale e una chiave pubblica fissa. L'autore del malware è l'unico a conoscere la chiave di decriptazione privata. Alcuni ransomware eseguono un payload che non cripta, ma è semplicemente un'applicazione che limita l'interazione col sistema, agendo sulla shell di Windows e rendendola non operativa e controllata dal malware stesso, o addirittura modificando il master boot record e/o la tabella di partizione (il che impedisce l'avvio del sistema operativo finché non viene riparata). Come altre forme di malware, i software per la sicurezza potrebbero non rilevare un payload di ransomware, o, specialmente nel caso di payload che producono la criptazione dei dati, riconoscerli mentre la criptazione è già in corso o completata, soprattutto se trattasi di nuove versioni sconosciute. Se si sospetta che un attacco sia in corso o se esso viene rilevano nelle sue fasi iniziali, dal momento che la criptazione richiede qualche tempo prima di essere eseguita, la rimozione immediata del malware (un processo relativamente semplice) prima che sia del tutto completa potrebbe limitare i danni ai file. Gli esperti di sicurezza hanno suggerito misure precauzionali per tutelarsi dai ransomware, come l'uso di software o di altre procedure di sicurezza per bloccare i payload noti prima della loro esecuzione, o il backup offline dei dati in aree non accessibili al malware.

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Shopper, la circolare ministeriale intepretativa

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Ministero Ambiente circolare shopper intepretativa

Shopper, la circolare ministeriale intepretativa

UTILIZZO DI BORSE PORTATE DALL’ESTERNO PER ASPORTO PRODOTTI SFUSICon la presente, si forniscono alcuni chiarimenti in risposta ai numerosi quesiti pervenuti in merito all’interpretazione delle disposizioni introdotte dall’art. 9-bis del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91 (Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno), come convertito in legge dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, in attuazione degli obblighi contenuti nella direttiva 2015/720/UE in materia di riduzione dell’utilizzo di borse di plastica. Come è noto, a seguito dell’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea per il mancato recepimento della direttiva in questione, la disciplina in parola è stata adottata mediante l’approvazione di un emendamento governativo presentato in sede di conversione in legge del decreto-legge richiamato. Il testo dell’emendamento riproduceva alla lettera il contenuto normativo di uno schema di decreto legislativo adottato dal Governo nel novembre 2016 in attuazione della delega contenuta nell’art. 4 della legge 12 agosto 2016, n. 170. Sullo schema di decreto legislativo le Commissioni parlamentari competenti si erano espresse favorevolmente senza condizioni, ma la delega era però venuta a scadere prima che fosse possibile l’approvazione definitiva del decreto. La direttiva 2015/720/UE definisce (art. 1, comma 1) “borse di plastica in materiale leggero” le borse di plastica con uno spessore inferiore a 50 micron. Per tale tipologia di borse gli obiettivi europei di riduzione del consumo sono vincolanti. Detti obiettivi possono essere raggiunti attraverso divieti alla commercializzazione o altre misure restrittive quali, ad esempio, imposte al consumo. Inoltre, tra le misure obbligatorie, gli Stati membri, se non intendono fissare obiettivi annuali di riduzione del consumo pro-capite, sono tenuti a far pagare le buste di plastica leggere commercializzabili, introducendo il c.d. “pricing” e cioè il divieto di fornitura delle medesime buste di plastica a titolo gratuito. La direttiva consente infine la possibilità agli Stati membri di estendere il campo di applicazione delle suddette misure di riduzione dell’utilizzo per altre tipologie di borse di plastica, indipendentemente dal loro spessore, in particolare per quanto riguarda le borse di plastica in materiale ultraleggero, che sono quelle con uno spessore inferiore a 15 micron richieste a fini d’igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi. Tale possibilità è prevista dall’articolo 4, paragrafo 1-ter, della “direttiva imballaggi”, così come modificata dalla direttiva 2015/720/UE. Come detto, il recepimento della direttiva nell’ordinamento interno è stato effettuato con il decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, in stretta conformità con gli specifici principi e criteri di delega legislativa già stabiliti dal Parlamento nazionale nell’articolo 4, comma 2, della legge n. 170 del 2016. In particolare, vanno menzionati i principi e criteri di delega relativi: al mantenimento dei divieti di commercializzazione, tipologie delle borse di plastica commercializzabili e spessori già stabiliti dalla legislazione nazionale dal 2012 (in attuazione dei commi 1129, 1130 e 1131 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e articolo 2 del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28); alla progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica fornite a fini di igiene o come imballaggio primario per alimenti sfusi diversi da quelli compostabili e realizzate, in tutto o in parte, con materia prima rinnovabile; al divieto di fornitura a titolo gratuito delle borse di plastica ammesse al commercio. Sulla base di questi principi e criteri di delega e in attuazione delle definizioni e disposizioni della direttiva 2015/720/UE, il Legislatore nazionale ha previsto un doppio regime: una disciplina che mantiene un divieto di commercializzazione delle borse in materiale leggero o di maggiore spessore e introduce formalmente il c.d. “pricing” già ampiamente praticato dagli operatori del settore su base volontaria dal 2012; un insieme di norme che introduce gradualmente, a partire dal 1° gennaio 2018, restrizioni alla commercializzazione delle buste di plastica ultraleggere che si concretizzano attraverso il divieto delle buste ultraleggere non ecologiche e prevede, anche per detta tipologia di buste, il c.d. “pricing”. BUSTE DI PLASTICA COMMERCIALIZZABILI Tutto ciò premesso e alla luce della disposizione applicabile dal 1° gennaio 2018, si ritiene utile riassumere la disciplina dell’utilizzo delle borse di plastica fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti (art. 218, comma 1, lett. dd-ter, D.Lgs. n. 152/2006): 1. borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco: con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari; con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari; 2. borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna alla dimensione utile del sacco: con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari; con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari; 3. borse di plastica biodegradabili e compostabili certificate da organismi accreditati e rispondenti ai requisiti di biodegradabilità e di compostabilità; 4. borse ultraleggere biodegradabili e compostabili di spessore inferiore a 15 micron, realizzate con almeno il 40% di materia prima rinnovabile, ai fini di igiene fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi, come frutta, verdura ed altri alimenti che non siano già stati preincartati dal produttore. OBBLIGO DI FAR PAGARE TUTTE LE BORSE DI PLASTICA AMMESSE AL COMMERCIO Sull’argomento, si evidenzia che l’art. 226 bis, comma 2, D.Lgs. n. 152/2006 dispone che le borse di plastica biodegradabili e compostabili, nonché le borse di plastica riutilizzabili “non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite”. Parimenti, l’art. 226-ter, comma 5 del medesimo D.Lgs. n. 152/2006 dispone che le borse ultraleggere, “non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite”. L’obbligo di pagamento delle borse ultraleggere, che trova la sua ratio nell’esigenza di avviarne una progressiva riduzione della commercializzazione, decorre dal 1° gennaio 2018. UTILIZZO DI BORSE PORTATE DALL’ESTERNO PER ASPORTO PRODOTTI SFUSI Un ulteriore chiarimento è relativo, anche al fine del coordinamento con le regole di sicurezza alimentare e igiene degli alimenti come previste dal comma 3 dell’art. 226-ter, D.Lgs. n. 152/2006, alla possibilità, da parte del consumatore che non intende pagare la borsa ultraleggera, di utilizzare, al posto della stessa, imballaggi portati dall’esterno del negozio. Per quanto riguarda l’utilizzo di borse portate dall’esterno degli esercizi commerciali in sostituzione delle borse ultraleggere fornite esclusivamente a pagamento ai consumatori a partire dal 1° gennaio 2018, si fa presente, innanzitutto, che la nuova disciplina introdotta dall’art. 9-bis del decreto-legge n. 91/2017, come convertito in legge, si applica esclusivamente alle borse di plastica come definite dal nuovo art. 218, comma 1, lett. dd-ter), ai sensi del quale le borse di plastica sono “borse con o senza manici, in plastica, fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti”; si ricorda, inoltre, che il comma 3 dell’art. 226-ter del D.Lgs. n. 152/2006 stabilisce testualmente che “nell’applicazione delle misure di cui ai commi 1 e 2 sono fatti comunque salvi gli obblighi di conformità alla normativa sull’utilizzo dei materiali destinati al contatto con gli alimenti adottata in attuazione dei regolamenti(UE) n. 10/2011, (CE) n. 1935/2004 e (CE) n. 2023/2006, nonché il divieto di utilizzare la plastica riciclata per le borse destinate al contatto alimentare”. Conseguentemente, ancorché qualunque pratica volta a ridurre l’utilizzo di nuove borse di plastica risulti indubbiamente virtuosa sotto il profilo degli impatti ambientali, si ritiene che sul punto la competenza a valutarne la legittimità e la conformità alle normative igienico-alimentari richiamate nel citato comma 3 dell’art. 226-ter spetti al Ministero della Salute. Lo stesso Dicastero, allo stato, è orientato a consentire l’utilizzo di sacchetti di plastica monouso, già in possesso della clientela, che però rispondano ai criteri previsti dalla normativa sui materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Tali sacchetti dovranno risultare non utilizzati in precedenza e rispondenti a criteri igienici che gli esercizi commerciali potranno definire in apposita segnaletica e verificare, stante la responsabilità di garantire l’igiene e la sicurezza delle attrezzature presenti nell’esercizio e degli alimenti venduti alla clientela. IL DIRETTORE GENERALE (dott. Mariano Grillo)

 
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Etichettatura calzature e tessili: la nuova disciplina

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DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2017, n. 190

Etichettatura calzature e tessili: la nuova disciplina

calzatureDisciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui alla direttiva 94/11/CE, concernente l'etichettatura dei materiali usati nei principali componenti delle calzature destinate alla vendita al consumatore ed al regolamento (UE) n. 1007/2011 del Parlamento europeo e del consiglio, del 27 settembre 2011, relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all'etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili. (17G00203) (GU Serie Generale n.296 del 20-12-2017) note: Entrata in vigore del provvedimento: 04/01/2018 Il 4 gennaio 2018 è entrata in vigore, con la pubblicazione del decreto legislativo n. 190 del 15 novembre 2017,  la nuova disciplina che sanziona le violazioni nell'etichettatura e nell'etichetta di composizione dei  prodotti tessili e dei materiali usati nelle principali componenti delle  calzature, agevolando così la libera circolazione delle merci messe sul mercato comunitario e la valorizzazione dei prodotti che recano una corretta informativa. Il provvedimento prevede specifiche sanzioni per le violazioni di normative comunitarie in materia di etichettatura, in particolare del  Regolamento (UE) n. 1007/2011 (tessili) e della Direttiva 94/11/CE (calzature). Il nuovo apparato sanzionatorio costituisce un effetto di deterrenza per le violazioni delle norme dettate dall’Unione europea e ha l'obiettivo di dare certezza della sanzione sia agli operatori che e ai controllori, per garantire al consumatore un'informazione corretta e consapevole sulla composizione del prodotto. Il Ministero svolge le funzioni di Autorità di vigilanza del mercato avvalendosi delle Camere di Commercio, e, eventualmente, della collaborazione dei propri uffici territoriali nonché del Corpo della Guardia di Finanza.

DECRETO LEGISLATIVO 15 novembre 2017, n. 190Testo del decreto legislativo

 
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Balconi, sempre richiesto il permesso di costruire

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23110/01/2018 – La realizzazione di un balcone è un intervento di ristrutturazione e non una manutenzione straordinaria. Per questo motivo, ha spiegato il Tar Campania con la sentenza 5643/2017, è sempre richiesto il permesso di costruire. Realizzazione di un balcone, è una ristrutturazione Il Tar ha spiegato che l’inserimento di un balcone in un edificio implica un aumento della superficie accessoria e modifica i prospetti. Per questo motivo si qualifica come ristrutturazione edilizia ai sensi degli articoli 3, comma 1 lettera d) e 10 comma 1 lettera c) del Dpr 380/2001. I giudici hanno ricordato che quando un intervento edilizio è realizzato senza titolo abilitativo scatta l’ordine di demolizione. È possibile pagare una multa ed evitare l’abbattimento dei manufatti abusivi solo nel caso in cui la demolizione possa causare un danno alle parti dell’edificio realizzate legittimamente. Si tratta comunque di.. Continua a leggere su Edilportale.com
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Super e iper ammortamento, le novità del 2018

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23110/01/2018 – Per tutto il 2018 i professionisti e i titolari di reddito d’impresa potranno beneficiare del super ammortamento e dell’iper ammortamento in relazione all’acquisto di beni strumentali nuovi. A spiegare le novità delle misure previste dalla Legge di Bilancio 2018 Fisco Oggi, la rivista online dell'Agenzia delle Entrate. Super ammortamento: cos’è e le novità 2018 Per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, effettuati dal 1º gennaio al 31 dicembre 2018, (oppure entro il 30 giugno 2019, a condizione che entro il 31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione) è previsto un ammortamento del 30% (in origine era previsto all’40%). Il super ammortamento non si applica agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi per i quali il Decreto 31 dicembre.. Continua a leggere su Edilportale.com
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Sbloccascuole, via alle domande per spendere 400 milioni di euro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23110/01/2018 – Partono le richieste degli Enti locali per i 900 milioni di euro di spazi finanziari in deroga agli equilibri di bilancio, di cui 400 milioni di euro destinati ad interventi di edilizia scolastica e 100 milioni di euro annui destinati a interventi di impiantistica sportiva. La misura, prevista dalla Legge di Bilancio 2018 (articolo 1, comma 874) permetterà, a Comuni, Province e Città metropolitane, di realizzare nuove scuole, adeguare gli edifici scolastici esistenti ed eseguire interventi su impianti sportivi. Scuole e impianti sportivi: domande entro il 20 gennaio Gli enti locali possono presentare la domanda entro le ore 24.00 del 20 gennaio 2018 attraverso la compilazione dell’apposito modello presente sul sistema web http://pareggiobilancio.mef.gov.it. Entro febbraio 2018, sulla base dei criteri prioritari indicati nella norma, sarà determinato l’ammontare dello spazio finanziario attribuito a ciascun.. Continua a leggere su Edilportale.com