1 12 gennaio 2018 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for gennaio 12th, 2018

12
Gen

Il Regolamento 2016/679 Generale sulla protezione dei dati (General Data Protection Regulation, GDPR) dell’UE entrerà in vigore a partire dal 25 maggio 2018.


Il Regolamento 2016/679 Generale sulla protezione dei dati (General Data Protection Regulation, GDPR) dell’UE entrerà in vigore a partire dal 25 maggio 2018.

La conseguenza del nostro rilascio costante di informazioni nella rete digitale consiste in “un’esplosione della quantità di dati” generati, raccolti e trattati (fenomeno dei cosiddetti big data).

Vengono così ideate ogni giorno tecnologie e architetture progettate per estrarre valore economico da grandissimi volumi di dati, abilitando la cattura, la conoscenza e l’analisi ad alta velocità.

Dati conservati per periodi indefiniti, spesso “per sempre” (ad es. Centrale Rischi della Banca d’Italia o dal CRIF o da società finanziarie, enti pubblici, istituzioni sanitarie ecc…), che detengono informazioni fondamentali per decidere ad es. se concedere un mutuo o un finanziamento, esami di laboratorio, referti medici, certificazioni, dichiarazioni e molto altro.

Dati acquisiti teoricamente per gestire i premi a catalogo e gli sconti su prodotti ma che in realtà costituiscono una profilazione “occulta” del cliente per campagne mirate di marketing selvaggio, attraverso dati acquisiti e poi successivamente utilizzati per finalità completamente differenti da quelle dichiarate. Per questo motivo garantire la trasparenza risulta essere sempre più una parte fondamentale dell’attività d’impresa. 

MODI S.r.l. di Mestre e Spinea (VE) avvisa le aziende che dal 25 Maggio 2016 è entrato in vigore il Regolamento europeo n. 679/2016 in materia di protezione dei dati personali che diventerà definitivamente applicabile in tutti i Paesi UE a partire dal 25 maggio 2018, data entro la quale ogni stato membro dovrà allineare la propria legge sulla privacy al nuovo regolamento.  

Nel corso della pluridecennale storia di MODI abbiamo acquisito una solida esperienza trattando numerosi “casi Privacy” diversi tra loro. Questo ci ha permesso di aumentare la nostra capacità di prevedere le possibili problematiche del  cliente, specifiche del settore di appartenenza e della tipologia di azienda, offrendo sempre soluzioni personalizzate alle esigenze del singolo. 

Siamo quindi in grado di affiancare qualsiasi tipo di azienda nella transizione dal vecchio al nuovo Codice, ottenendo innovazione e supportando con adeguata formazione il personale coinvolto e i vertici aziendali. 

Contattando lo staff tecnico al servizio gratuito (raggiungibile anche da mobile) numero verde 80030033 è possibile richiedere un appuntamento per un preventivo di consulenza personalizzato. 

È importante ricordare che è obbligatorio tutelare la privacy delle persone fisiche i cui dati vengono trattati nell’ambito delle attività dell’azienda. 

Per la consultazione del Regolamento 679/16, slide, video, materiali, faq ecc., lo staff di Consulenza Privacy Regolamento UE 679/2016 by MODI S.r.l. è disponibile al numero verde 800300333.

MODI S.r.l. ha messo a disposizione per gli interessati anche un sito internet dedicato www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it

Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it

12
Gen

parapetti di sommità dei ponteggi

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Possibile impiego come protezione collettiva per lo svolgimento delle attività in copertura

parapetti di sommità dei ponteggi

parapetti di sommità dei ponteggiPubblicazione realizzata da Inail 2017 Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici Coordinamento scientifico Luigi Cortis Luca Rossi Autori Francesca Maria Fabiani Luigi Cortis Luca Rossi Davide Geoffrey Svampa Collaboratori Carlo Ratti Calogero Vitale Operatore tecnico Ivano Bevilacqua

Le attività che si svolgono sulle copertura degli edifici espongono i lavoratori a rischi particolarmente elevati per la loro salute e sicurezza, in particolare al rischio di caduta dall’alto. La percentuale di infortuni mortali imputabile a cadute oltre il bordo non protetto della copertura è difatti molto elevata. TaIi lavori, che si svolgono nell’ambito dei cantieri temporanei o mobili, devono essere eseguiti in condizioni di sicurezza rispettando le misure generali di tutela previste dall’art.15 del d.lgs. 81/08. I rischi vanno eliminati e, ove ciò non sia possibile, ridotti alla fonte (comma 1, lettera e). Per permetterne l’esecuzione in sicurezza è indispensabile la determinazione preliminare della natura e della entità dei rischi, la pianificazione delle attività, l’adozione di idonee metodologie di lavoro insieme alla scelta delle attrezzature, delle opere provvisionali e dei dispositivi di protezione collettiva e dei dispositivi di protezione individuale più idonei. Il d.lgs. 81/08 considera l’adozione dei dispositivi di protezione collettiva come prioritaria rispetto quelli individuali (DPI), concetto che viene espresso nell’ambito delle misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro (art.15) e negli articoli 75 e 111. I DPI devono essere impiegati solamente quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione quali i mezzi di protezione collettiva, le misure, i metodi o i procedimenti di riorganizzazione del lavoro (art.75). In particolare il comma 5 dell’articolo 111 prevede che “Il datore di lavoro in relazione al tipo di attrezzature di lavoro adottate (…), individua le misure atte a minimizzare i rischi per i lavoratori, insiti nelle attrezzature in questione, prevedendo, ove necessario, l'installazione di dispositivi di protezione contro le cadute. I predetti dispositivi devono presentare una configurazione ed una resistenza tali da evitare o da arrestare le cadute da luoghi di lavoro in quota e da prevenire, per quanto possibile, eventuali lesioni dei lavoratori. I dispositivi di protezione collettiva contro le cadute possono presentare interruzioni soltanto nei punti in cui sono presenti scale a pioli o a gradini”. Il comma 6 inoltre indica che “Il datore di lavoro nel caso in cui l'esecuzione di un lavoro di natura particolare richiede l'eliminazione temporanea di un dispositivo di protezione collettiva contro le cadute, adotta misure di sicurezza equivalenti ed efficaci. Il lavoro è eseguito previa adozione di tali misure. Una volta terminato definitivamente o temporaneamente detto lavoro di natura particolare, i dispositivi di protezione collettiva contro le cadute devono essere ripristinati”. Per lo specifico settore si può fare riferimento anche all’art.122 “Nei lavori che sono eseguiti ad un'altezza superiore ai due metri, devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose (…).”. Il presente studio si propone di individuare “precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose” che possano essere impiegate nei lavori su copertura. I parapetti di sommità dei ponteggi che soddisfano determinati requisiti prestazionali e geometrici possono essere utilizzati a questo scopo.

parapetti di sommità dei ponteggiparapetti di sommità dei ponteggi

 
12
Gen

indirizzi sorveglianza rischio sovraccarico biomeccanico

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Finalità e criteri, organizzazione, idoneità, adempimenti medico legali

indirizzi sorveglianza rischio sovraccarico biomeccanico

indirizzi sorveglianza rischio sovraccarico biomeccanicoPubblicati dalla Regione Lombardia con Ddl del 21 dicembre 2017 n.16750 gli Indirizzi per la sorveglianza sanitaria dei soggetti esposti al rischio da sovraccarico biomeccanico, linee guida per la gestione della sorveglianza, indirizzate in particolare ai medici competenti Le malattie e i disturbi muscolo-scheletrici sono molto diffusi tra lavoratrici e lavoratori e costituiscono una delle principali cause di assenza dal lavoro in molte attività. Nell’Unione Europea il 22% dei lavoratori lamenta dolori muscolari, il 62% svolge operazioni ripetitive con le mani o le braccia per un quarto dell’orario di lavoro; il 46% lavora in posizioni dolorose o stancanti. Le patologie muscolo-scheletriche correlate al lavoro, in particolare quelle relative ai vari segmenti dell’arto superiore, sono diventate da alcuni anni oggetto di crescente interesse da parte di chi si occupa di prevenzione negli ambienti di lavoro, ma anche di tutti gli altri enti e soggetti impegnati nelle attività di sorveglianza sanitaria e nel riconoscimento della loro origine lavorativa. Particolare interesse e coinvolgimento – in considerazione anche degli obblighi normativi specifici – si è andato contemporaneamente determinando in tutti gli ambiti relativi al processo di valutazione dei rischi sia di natura ergonomica che organizzativa e psicosociale. A richiamare maggiore attenzione ed impegno su queste tematiche è stato da un lato la crescita dell’incidenza e prevalenza di queste patologie nei paesi industrializzati, dall’altro la maggiore disponibilità “sociale” al loro riconoscimento come malattie da lavoro. Gli indirizzi descrivono l’intero percorso che riguarda un programma di sorveglianza sanitaria, in questo caso sul rischio e sui disturbi da sovraccarico biomeccanico. Completando descrizioni e prassi con gli esempi dei moduli utilizzati per la raccolta e l’analisi dei dati. Le finalità preventive che interessano l’individuo (iper-suscettibilità, fasi precoci e pre-cliniche della patologia, patologie conclamate) e il collettivo (dati dei gruppi dei lavoratori esposti, bilanci di salute collettiva, confronti). L’anamnesi, i questionati mirati e gli screening anamnestici, i criteri e le periodicità. Due i criteri che soli o insieme orientano screening e visita: “esistenza di un potenziale rischio lavorativo; prevalenza dei disturbi superiore a quella dei lavoratori esposti. Si tratta dei criteri guida, a monte delle visite preventiva e periodica”. Il documento riporta quindi tabelle con livelli di rischio, tipologia di accertamento, periodicità e patologie in merito alla sorveglianza di esposti a Movimentazione carichi, Sovraccarico da azioni di traino o spinta, Movimentazione pazienti, sovraccarico biomeccanico arti superiori SBAS, Sovraccarico biomeccanico arti inferiori. Quindi l’organizzazione della sorveglianza, gli aspetti generali i livelli clinico e anamnestico, i dati collettivi negli screening, la valutazione clinico-funzionale. indirizzi sorveglianza rischio sovraccarico biomeccanico indirizzi sorveglianza rischio sovraccarico biomeccanico

 
12
Gen

Bonus ristrutturazione vs ecobonus 50%: quale scegliere?

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23112/01/2018 – Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, l’ecobonus per la sostituzione di finestre, caldaie non evolute e schermature solari è stato ridotto dal 65% al 50%. Poiché la detrazione prevista dal nuovo ecobonus è la stessa prevista dal bonus ristrutturazione, molti si sono chiesti le differenze tra le due agevolazioni. Ecobonus e Bonus ristrutturazioni: interventi con doppia chance Tra gli interventi per cui si pone la scelta tra bonus ristrutturazione ed ecobonus ci sono: - sostituzione di serramenti; - sostituzione di caldaie a biomassa e caldaie a condensazione (sotto la classe A e senza sistemi intelligenti di termoregolazione). Per l’acquisto e la posa in opera di schermature solari, invece, l’ecobonus è l’unica strada percorribile. Ecobonus 65%: unico strumento per le imprese La differenza principale tra bonus ristrutturazione ed ecobonus consiste nella.. Continua a leggere su Edilportale.com
12
Gen

Lombardia, ‘architettura e design’ fatturano 8,6 miliardi di euro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23112/01/2018 - Sono 14mila le imprese del settore ‘architettura e design’ nella Regione Lombardia, 56mila gli addetti e 8,6 miliardi di euro il fatturato, 3 miliardi di export al terzo trimestre 2017. I dati arrivano dalle elaborazioni della Camera di Commercio di Milano, Monza-Brianza e Lodi che mettono in evidenza il rilevante ruolo lombardo nel panorama nazionale che conta 73mila imprese, 260mila addetti e 29 miliardi di giro d’affari, di cui quasi 12 all’estero. ‘Architettura e design’ sono due delle maggiori espressioni della creatività lombarda che hanno lasciato esempi di bellezza entrati nella storia e negli usi quotidiani e che oggi fanno parte del patrimonio artistico e culturale della regione e del mondo. Giò Ponti, Gae Aulenti, Cesare Cattaneo, Piero Bottoni, Angelo Mangiarotti, sono solo alcuni dei nomi dei protagonisti legati ai tanti archivi e musei dedicati all’architettura.. Continua a leggere su Edilportale.com
12
Gen

Tax credit alberghi, in arrivo 240 milioni di euro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23112/01/2018 - È in corso di registrazione il decreto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che disciplina il credito fiscale del 65% per le spese per ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica, abbattimento delle barriere architettoniche, interventi antisismici e acquisto di mobili e attrezzature in alberghi e agriturismi. Lo stanziamento è determinato in 60 milioni di euro per il 2018, 120 milioni per il 2019 e 60 milioni per il 2020, per un totale di 240 milioni di euro in tre anni. Le spese agevolabili sono quelle sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018. Per usufruire del tax credit, la struttura ricettiva deve essere esistente al 1° gennaio 2012. Il credito di imposta complessivo per ciascuna impresa non può superare i 200.000 euro nel biennio di riferimento. Le imprese interessate devo presentare domanda al Mibact dal 1° gennaio al 28 febbraio dell’anno.. Continua a leggere su Edilportale.com
12
Gen

Impianti geotermici, le Regioni chiedono più tempo per accedere agli incentivi

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23112/01/2018 -  Più tempo per consentire agli impianti geotermici di completare le procedure di autorizzazione ed entrare in esercizio, evitando di perdere gli incentivi a causa della burocrazia. È la condizione che le Regioni hanno posto per il via libera alla bozza di decreto con cui il Ministero dell’Ambiente intende regolare l’accesso agli aiuti per le rinnovabili. Impianti geotermici, gli incentivi Ricordiamo che il D.lgs 28/2011, sulla promozione dell’uso di energia rinnovabile, ha previsto incentivi per gli impianti che utilizzano tecnologie avanzate non pienamente commerciali. Gli incentivi per gli impianti geotermici che utilizzano tecnologie avanzate sono stati quantificati dall’articolo 27 del DM 6 luglio 2012. Il DM 23 giugno 2016 ha stabilito le modalità di incentivazione degli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. Il decreto indica inoltre.. Continua a leggere su Edilportale.com