1 6 febbraio 2018 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for febbraio 6th, 2018

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Feb

Corso di formazione per lavoratori rischio specifico alto organizzato a Mestre in data 14, 16, 20 marzo 2018 con orario 14-18

Il corso di formazione per lavoratori impiegati in aziende a rischio specifico alto è  organizzato dalla Società di Consulenza e Formazione MODI SRL presso l'aula corsi di Mestre in data 14, 16, 20 marzo 2018 con orario 14,00/18,00. Sono previste scontistiche per iscrizioni multiple e per chi acquista sotto data. La normativa vigente in materia di salute esicurezza sui luoghi di lavoro prevede l’obbligo della formazione dei lavoratori a carico del Datore di lavoro delle aziende pubbliche e private. Per tutti i settori di attività la formazione “modulo generale” è uguale e ha come obiettivo quello di formare i lavoratori sui concetti generali di prevenzione e sicurezza sul lavoro. Il corso può essere svolto direttamente presso l’azienda cliente oppure in una delle nostre aule corsi. L'aula può raggiungere un numero massimo di partecipanti pari a 35.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it
 
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Sei interessato a un corso di aggiornamento per addetti al primo soccorso? Quello organizzato in data 8 marzo 2018 dalle ore 13.30 alle 19.30 può fare al caso tuo? Chiama MODI

Sei interessato a un corso di aggiornamento per addetti al primo soccorso? Quello organizzato in data 8 marzo 2018 dalle ore 13.30 alle 19.30 può fare al caso tuo? Chiama MODI. L'aula corsi è a Mestre in Via Volturno 4/e zona Centro. Facile da raggiungere con i mezzi pubblici e con facile parcheggio nelle vicinanze.
Per un preventivo gratuito lo staff della Società di Consulenza e Formazione MODI Srl è disponibile al numero verde 800300333.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it  
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Concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi Regolamento UE 2016/679

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Bruxelles, 24.1.2018

È importante concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi per tutte le disposizioni alle quali devono conformarsi.

Concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi Regolamento UE 2016/679Maggiore protezione, nuove opportunità – Orientamenti della Commissione per l'applicazione diretta del regolamento generale sulla protezione dei dati a partire dal 25 maggio 2018 Il 6 aprile 2016 l'Unione europea ha deciso di modificare radicalmente il quadro giuridico relativo alla protezione dei dati adottando il pacchetto di riforma in materia comprendente il regolamento generale sulla protezione dei dati ("regolamento"), che sostituisce la ventennale direttiva 95/46/CE ("direttiva sulla protezione dei dati"), e la direttiva sulla protezione dei dati nell'ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia . Il regolamento, nuovo strumento di protezione dei dati a livello di Unione, diventerà direttamente applicabile il 25 maggio 2018, due anni dopo la sua adozione ed entrata in vigore. Il regolamento rafforzerà la tutela del diritto dei cittadini alla protezione dei dati personali, riflettendone la natura di diritto fondamentale dell'Unione europea . Prevedendo un unico insieme di norme direttamente applicabili negli ordinamenti giuridici degli Stati membri, garantirà la libera circolazione dei dati personali tra gli Stati membri dell'UE e rafforzerà la fiducia e la sicurezza dei consumatori, due elementi indispensabili per un vero mercato unico digitale. Il regolamento creerà così nuove opportunità per le attività commerciali e le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, anche chiarendo le norme relative al trasferimento internazionale di dati. Pur basandosi sulla normativa vigente, il nuovo quadro giuridico avrà effetti di ampia portata e, sotto alcuni aspetti, richiederà notevoli adeguamenti. Per questo motivo, il regolamento prevede un periodo di transizione di due anni – fino al 25 maggio 2018 – per offrire agli Stati membri e alle parti interessate il tempo di prepararsi ad applicare pienamente il nuovo quadro giuridico. Nel corso degli ultimi due anni tutte le parti interessate, dalle amministrazioni nazionali e autorità nazionali di protezione dei dati ai titolari del trattamento e responsabili del trattamento, hanno intrapreso varie attività per assicurare che l'importanza e l'ampiezza dei cambiamenti introdotti dalle nuove disposizioni in materia di protezione dei dati siano ben chiare e tutti i soggetti interessati siano pronti ad applicarle. Con l'avvicinarsi della scadenza del 25 maggio, la Commissione ritiene necessario fare il punto delle attività svolte e valutare eventuali altri provvedimenti che potrebbero essere utili per garantire che tutto sia pronto per la riuscita applicazione del nuovo quadro giuridico. I punti cruciali della comunicazione sono:

  1. Il nuovo quadro giuridico dell'ue in materia di protezione dei dati — maggiore protezione e nuove opportunità
  2. Attività preparatorie svolte finora a livello di Unione europea
  3. Provvedimenti ancora da adottare per una preparazione ottimale
  4. Prossime tappe

Il regolamento è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò significa che entra in vigore e si applica senza necessità di alcun atto legislativo nazionale: di norma, i cittadini, le imprese, le pubbliche amministrazioni e altre organizzazioni che trattano dati personali possono basarsi direttamente sulle disposizioni del regolamento. Ciononostante, conformemente al regolamento, gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per adattare la rispettiva legislazione abrogando e modificando le leggi esistenti, istituire autorità nazionali di protezione dei dati, scegliere un organismo di accreditamento e stabilire le norme per conciliare la libertà di espressione con la protezione dei dati. Il regolamento offre altresì agli Stati membri la possibilità di precisare ulteriormente l'applicazione delle norme in materia di protezione dei dati in ambiti specifici, vale a dire: settore pubblico , rapporti di lavoro e sicurezza sociale, medicina preventiva e medicina del lavoro, sanità pubblica, fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o fini statistici, numero di identificazione nazionale, accesso del pubblico ai documenti ufficiali e obblighi di segretezza. Inoltre, per quanto riguarda il trattamento di dati genetici, dati biometrici o dati relativi alla salute, il regolamento consente agli Stati membri di mantenere o introdurre ulteriori condizioni, comprese limitazioni. L'interpretazione del regolamento spetta agli organi giurisdizionali europei (giudici nazionali e, da ultimo, Corte di giustizia dell'Unione europea) e non ai legislatori degli Stati membri. Il legislatore nazionale pertanto non può copiare il testo del regolamento se non è necessario alla luce dei criteri forniti dalla giurisprudenza, né interpretarlo o inserire condizioni aggiuntive alle norme direttamente applicabili in virtù del regolamento. Se lo facesse, gli operatori nell'Unione si troverebbero di nuovo di fronte a un quadro frammentato e non saprebbero quali norme sono tenuti a rispettare. In questa fase soltanto due Stati membri (Austria e Germania) hanno già adottato la legislazione nazionale pertinente; gli altri Stati membri hanno raggiunto diversi stadi delle rispettive procedure legislative e prevedono di adottare la normativa entro il 25 maggio 2018. È importante concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi per tutte le disposizioni alle quali devono conformarsi. Qualora gli Stati membri non adottino le misure necessarie a norma del regolamento, non le adottino entro i termini previsti o facciano ricorso alle disposizioni del regolamento relative alle precisazioni in modo contrario al regolamento stesso, la Commissione intende avvalersi di tutti gli strumenti di cui dispone, compreso il ricorso alla procedura di infrazione.

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Concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi Regolamento UE 2016/679

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Bruxelles, 24.1.2018

È importante concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi per tutte le disposizioni alle quali devono conformarsi.

Concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi Regolamento UE 2016/679Maggiore protezione, nuove opportunità – Orientamenti della Commissione per l'applicazione diretta del regolamento generale sulla protezione dei dati a partire dal 25 maggio 2018 Il 6 aprile 2016 l'Unione europea ha deciso di modificare radicalmente il quadro giuridico relativo alla protezione dei dati adottando il pacchetto di riforma in materia comprendente il regolamento generale sulla protezione dei dati ("regolamento"), che sostituisce la ventennale direttiva 95/46/CE ("direttiva sulla protezione dei dati"), e la direttiva sulla protezione dei dati nell'ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia . Il regolamento, nuovo strumento di protezione dei dati a livello di Unione, diventerà direttamente applicabile il 25 maggio 2018, due anni dopo la sua adozione ed entrata in vigore. Il regolamento rafforzerà la tutela del diritto dei cittadini alla protezione dei dati personali, riflettendone la natura di diritto fondamentale dell'Unione europea . Prevedendo un unico insieme di norme direttamente applicabili negli ordinamenti giuridici degli Stati membri, garantirà la libera circolazione dei dati personali tra gli Stati membri dell'UE e rafforzerà la fiducia e la sicurezza dei consumatori, due elementi indispensabili per un vero mercato unico digitale. Il regolamento creerà così nuove opportunità per le attività commerciali e le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, anche chiarendo le norme relative al trasferimento internazionale di dati. Pur basandosi sulla normativa vigente, il nuovo quadro giuridico avrà effetti di ampia portata e, sotto alcuni aspetti, richiederà notevoli adeguamenti. Per questo motivo, il regolamento prevede un periodo di transizione di due anni – fino al 25 maggio 2018 – per offrire agli Stati membri e alle parti interessate il tempo di prepararsi ad applicare pienamente il nuovo quadro giuridico. Nel corso degli ultimi due anni tutte le parti interessate, dalle amministrazioni nazionali e autorità nazionali di protezione dei dati ai titolari del trattamento e responsabili del trattamento, hanno intrapreso varie attività per assicurare che l'importanza e l'ampiezza dei cambiamenti introdotti dalle nuove disposizioni in materia di protezione dei dati siano ben chiare e tutti i soggetti interessati siano pronti ad applicarle. Con l'avvicinarsi della scadenza del 25 maggio, la Commissione ritiene necessario fare il punto delle attività svolte e valutare eventuali altri provvedimenti che potrebbero essere utili per garantire che tutto sia pronto per la riuscita applicazione del nuovo quadro giuridico. I punti cruciali della comunicazione sono:

  1. Il nuovo quadro giuridico dell'ue in materia di protezione dei dati — maggiore protezione e nuove opportunità
  2. Attività preparatorie svolte finora a livello di Unione europea
  3. Provvedimenti ancora da adottare per una preparazione ottimale
  4. Prossime tappe

Il regolamento è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò significa che entra in vigore e si applica senza necessità di alcun atto legislativo nazionale: di norma, i cittadini, le imprese, le pubbliche amministrazioni e altre organizzazioni che trattano dati personali possono basarsi direttamente sulle disposizioni del regolamento. Ciononostante, conformemente al regolamento, gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per adattare la rispettiva legislazione abrogando e modificando le leggi esistenti, istituire autorità nazionali di protezione dei dati, scegliere un organismo di accreditamento e stabilire le norme per conciliare la libertà di espressione con la protezione dei dati. Il regolamento offre altresì agli Stati membri la possibilità di precisare ulteriormente l'applicazione delle norme in materia di protezione dei dati in ambiti specifici, vale a dire: settore pubblico , rapporti di lavoro e sicurezza sociale, medicina preventiva e medicina del lavoro, sanità pubblica, fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o fini statistici, numero di identificazione nazionale, accesso del pubblico ai documenti ufficiali e obblighi di segretezza. Inoltre, per quanto riguarda il trattamento di dati genetici, dati biometrici o dati relativi alla salute, il regolamento consente agli Stati membri di mantenere o introdurre ulteriori condizioni, comprese limitazioni. L'interpretazione del regolamento spetta agli organi giurisdizionali europei (giudici nazionali e, da ultimo, Corte di giustizia dell'Unione europea) e non ai legislatori degli Stati membri. Il legislatore nazionale pertanto non può copiare il testo del regolamento se non è necessario alla luce dei criteri forniti dalla giurisprudenza, né interpretarlo o inserire condizioni aggiuntive alle norme direttamente applicabili in virtù del regolamento. Se lo facesse, gli operatori nell'Unione si troverebbero di nuovo di fronte a un quadro frammentato e non saprebbero quali norme sono tenuti a rispettare. In questa fase soltanto due Stati membri (Austria e Germania) hanno già adottato la legislazione nazionale pertinente; gli altri Stati membri hanno raggiunto diversi stadi delle rispettive procedure legislative e prevedono di adottare la normativa entro il 25 maggio 2018. È importante concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi per tutte le disposizioni alle quali devono conformarsi. Qualora gli Stati membri non adottino le misure necessarie a norma del regolamento, non le adottino entro i termini previsti o facciano ricorso alle disposizioni del regolamento relative alle precisazioni in modo contrario al regolamento stesso, la Commissione intende avvalersi di tutti gli strumenti di cui dispone, compreso il ricorso alla procedura di infrazione.

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IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO 679/2016 O GDPR È IL TESTO DI LEGGE PER LA PROTEZIONE DELLE PERSONE FISICHE CON RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI, NONCHÉ ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DI TALI DATI.

IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO 679/2016 O GDPR È IL TESTO DI LEGGE PER LA PROTEZIONE DELLE PERSONE FISICHE CON RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI, NONCHÉ ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DI TALI DATI. Tutte le Aziende europee entro il 24 maggio 2018 dovranno adeguarsi al nuovo Regolamento Europeo 679/2016 o GDPR (General Data Protection Regulation) – PRIVACY. All’interno del Regolamento Europeo 2016/679, viene indicato che il "Data Protection Officer" (quale  figura autonoma), esegue le proprie funzioni in completa indipendenza per poi riferire sul suo operato direttamente ai vertici aziendali. Per poter svolgere le attività richieste, il responsabile della protezione dei dati deve avere un’adeguata conoscenza della normativa privacy e delle prassi in materia di protezione dei dati, per poter fornire alle aziende la consulenza necessaria per elaborare, verificare e regolamentare un sistema organizzato di gestione dei dati personali. Deve inoltre predisporre un articolato insieme di misure di sicurezza finalizzate alla tutela dei dati che garantiscano l’osservanza del Regolamento Europeo e assicurino riservatezza e sicurezza. I vertici aziendali,  per la piena esecuzione dei  compiti portati avanti dal Data Protection Officer" devono fornire le risorse necessarie affinché egli possa articolare in autonomia  e senza ricevere alcuna istruzione o impostazione gerarchica, l'insieme di misure di sicurezza finalizzate alla tutela dei dati che garantiscano l’osservanza del Regolamento Europeo e assicurino riservatezza e sicurezza. Lo Staff di Consulenza Privacy Regolamento UE 679.it by MODI è in grado di affiancare qualsiasi tipo di azienda nella transizione dal vecchio al nuovo Codice, ottenendo innovazione e supportando con adeguata formazione il personale coinvolto e i vertici aziendali. Contattando la segreteria organizzativa al numero verde 800300333 (gratis anche da mobile) è possibile richiedere un appuntamento per un preventivo di consulenza personalizzato. È importante ricordare che è obbligatorio tutelare la privacy delle persone fisiche i cui dati vengono trattati nell’ambito delle attività dell’azienda. Per la consultazione del Regolamento 679/16, slide, video, materiali, faq ecc., lo staff di Consulenza Privacy Regolamento UE 679/2016 by MODI S.r.l. ha messo a disposizione per gli interessati anche un sito internet dedicato www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it
 
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Gli incidenti che avvengono anche tra le mura domestiche

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Questa assicurazione offre una tutela contro gli infortuni, piuttosto frequenti, che si possono verificare tra le mura domestiche

Gli incidenti che avvengono anche tra le mura domestiche

formazioneGli incidenti che avvengono tra le mura domestiche, dalla scivolata su un pavimento bagnato alla caduta da uno sgabello, alla ferita da coltello, sono sempre più frequenti e sono tra le cause principali di danni come fratture, tagli, ustioni e traumi anche più gravi. Eppure la legge italiana prevede sin dal 1999 una forma assicurativa per chi lavora esclusivamente in casa , obbligatoria poi dal 2001. Questa assicurazione offre una tutela contro gli infortuni, piuttosto frequenti, che si possono verificare tra le mura domestiche. Il suo importo annuale, da pagare all'Inail, è di appena 12,91 euro e va versato entro il 31 gennaio di ogni anno presso gli sportelli delle Poste o direttamente on line. Ma, attualmente, degli oltre 5 milioni di casalinghe italiane, solo un terzo risultano assicurate. La legge 493/1999 stabilisce che è obbligato ad assicurarsi contro gli infortuni in ambito domestico colui che:

  • ha un’età compresa tra i 18 e i 65 anni compiuti
  • svolge il lavoro per la cura dei componenti della famiglia e della casa
  • non è legato da vincoli di subordinazione
  • presta lavoro domestico in modo abituale ed esclusivo.

L’ambito domestico coincide con l’abitazione e le relative pertinenze (soffitte, cantine, giardini, balconi) dove risiede il nucleo familiare dell’assicurato. Se l’immobile fa parte di un condominio, si considerano come ambito domestico anche le parti comuni (androne, scale terrazzi, ecc.). Rientrano anche tra i luoghi tutelati le residenze temporanee scelte per le vacanze, a condizione che si trovino nel territorio italiano. Non è tutelato, invece, l’infortunio in itinere. Matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, vincoli affettivi e coabitazione sono i criteri che definiscono, ai sensi della legge 493/1999, il nucleo familiare rispetto ad altre esperienze di vita insieme. In questi anni si ci siamo trovati di un fronte un calo verticale delle iscrizioni e, per via delle condizioni a dir poco stringenti, si registra un’enorme difficoltà nel riconoscimento dei danni. Ogni anno, invece, parte puntualissima la campagna di comunicazione istituzionale dell’Inail. La cosiddetta “polizza per le casalinghe”, è evasa da un quinto degli obbligati che dovrebbero ammontare a poco più di 7 milioni, anche se l’Inail non è mai stato in grado di quantificarli. I numeri sono eloquenti con le sottoscrizioni che, anno dopo anno, sono andate sempre più in picchiata: si è passati, infatti, da 2.697.989 di iscrizioni del 31 dicembre 2005, a 2.161.214 nel 2008, a 1.878.843 del 2010, scendendo ancora a 1.596.802 del 2012, per toccare quota 1.249.304 a fine 2014 (con gli uomini in netta minoranza: circa 12.500). Un’evasione non giustificata neanche dall’importo da pagare. Fin dalla sua introduzione, il costo annuale dell’assicurazione è, infatti, rimasto sempre lo stesso: 12,91 euro, deducibile ai fini fiscali, da versare all’Inail entro il 31 gennaio. Con lo Stato che si fa carico della polizza di coloro il cui reddito personale complessivo lordo è di 4.648,11 euro, mentre per le famiglie il limite sale a 9.296,22 euro. (dati tratti dal fatto quotidiano). Per un'eventuale indennità bisogna dimostrare di essersi fatti male svolgendo un lavoro domestico, perché qualunque altra situazione non strettamente legata alle faccende di casa non viene presa in considerazione. E, poi, agli assicurati, in caso di infortunio grave è garantita una rendita mensile a vita, il cui ammontare può oscillare dai 186,18 euro (invalidità del 27%) ai 1.292,90 euro (invalidità al 100%). L’obbligatorietà resta, l’Inail non fa gli accertamenti e sono complicati anche le sanzioni previste che non vengono applicate. E, comunque, la multa per mancato pagamento è uguale all’importo del premio non versato.

 
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Aggiornamento attrezzature di lavoro scadenza 12 marzo 2018

 

Accordo Stato Regioni del 22/02/2012 e formazione pregressa

Aggiornamento attrezzature di lavoro scadenza 12 marzo 2018

formazioneScade il 12 marzo 2018 il termine per l'aggiornamento di alcuni abilitati alla conduzione di particolari attrezzature di lavoro. I corsi per l’abilitazione all’uso delle attrezzature di lavoro sono in conformità all’Accordo Stato Regioni del 22/02/2012, con il quale sono state individuate le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione. Le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori in base all'Accordo del 22/2/2012 sono le:

  • Piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE)
  • Gru a torre
  • Gru mobile
  • Gru per autocarro
  • Carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo (a braccio telescopico, industriali semoventi, sollevatori/elevatori semoventi telescopici rotativi)
  • Trattori agricoli o forestali
  • Macchine movimento terra (escavatori idraulici, a fune, pale caricatrici frontali, terne, autoribaltabile a cingoli)
  • Pompe per calcestruzzo

Quindi il 12 marzo 2018 è il termine ultimo per l'adempimento dell'obbligo di aggiornamento per alcuni soggetti abilitati alla conduzione di particolari attrezzature di lavoro di cui all’art. 73 comma 5 D. Lgs n. 81/2008 e s.m.i. e le cui modalità sono state definite dall'Accordo Stato Regioni del 22/2/2012 entrato in vigore il 12/3/2013. L'accordo, individua le attrezzature per la conduzione delle quali è necessario possedere una specifica abilitazione, al punto 6 aveva stabilito che l’abilitazione deve essere rinnovata entro i 5 anni dalla data di rilascio dell’attestato di abilitazione previa verifica della partecipazione a un corso di aggiornamento con la durata minima di 4 ore di cui almeno 3 ore relative agli argomenti dei moduli pratici di cui agli allegati III e seguenti. Con tale Accordo è stata altresì riconosciuta al punto 9.1 una formazione pregressa alla sua entrata in vigore e più precisamente sono stati riconosciuti validi i corsi già effettuati entro tale data che soddisfacessero però, per ciascuna tipologia di attrezzatura, i seguenti requisiti:  “a) corsi di formazione della durata complessiva non inferiore a quella prevista dagli allegati, composti di modulo teorico, modulo pratico e verifica finale dell’apprendimento;  b) corsi, composti di modulo teorico, modulo pratico e verifica finale dell’apprendimento, di durata complessiva inferiore a quella prevista dagli allegati a condizione che gli stessi siano integrati tramite il modulo di aggiornamento di cui al punto 6, entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente accordo;  c) corsi di qualsiasi durata non completati da verifica finale di apprendimento a condizione che entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del presente accordo siano intMODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231egrati tramite il modulo di aggiornamento di cui al punto 6 e verifica finale dell’apprendimento” mentre con il punto 9.2, poi modificato con il punto 12.11. dell’Accordo Stato Regioni del 7/7/2016 sulla formazione degli RSPP/ASPP,circa la decorrenza dei 5 anni è stato stabilito che: “Gli attestati di abilitazione conseguenti ai corsi di cui al punto 9.1 hanno validità di 5 anni a decorrere rispettivamente dalla data di entrata in vigore del presente accordo per quelli di cui alla lettera a), dalla data di aggiornamento per quelli di cui alla lettera b) e dalla data di attestazione di superamento della verifica finale di apprendimento per quelli di cui alla lettera c)”. Percui, coloro che con l’entrata in vigore dell’Accordo Stato Regioni del 22/2/2012 sull’abilitazione di particolari attrezzature di lavoro hanno usufruito del riconoscimento della formazione pregressa e cioè che avevano già completata a tale data, il 12/3/2013, la loro formazione con i requisiti di cui alla lettera a) di cui al punto 9.1 compresa la effettuazione della verifica finale di apprendimento, dovranno completare il loro aggiornamento entro il 12/3/2018.

 
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Inquadramento dell’attività parco avventura

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Locali di spettacolo e trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre, pubbliche e private, con capienza > 100 persone, ovvero di superficie > 200 m2

Inquadramento dell'attività parco avventura

Locali di spettacolo e trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre Parchi avventura e sicurezza antincendio. È stato pubblicato dai Vigili del Fuoco un nuovo quesito datato 18 gennaio 2018 in merito all’applicazione degli obblighi del Dpr 151/2011 sui parchi avventura, sull’inquadramento ai fini della prevenzione antincendio della gestione e della realizzazione di tali attività. Comando provinciale di Roma dei Vigili del Fuoco, con esiti confermati in seconda lettura dalla Direzione generale del Dipartimento VVF del Ministero dell’Interno e dalla Direzione regionale.

Si rappresenta che, in tema di percorsi acrobatici installati presso strutture ricreative, per garantire la sicurezza delle strutture e definire precise regole di progettazione, costruzione, controllo, manutenzione e gestione, UNI ha pubblicato le norme UNI EN 15567-1 e UNI EN 15567-2, che definiscono i requisiti di sicurezza dei percorsi acrobatici e dei loro componenti e i requisiti di gestione necessari per assicurare un appropriato livello di sicurezza nell’uso di tali attrezzature.

Viene indicato come un parco divertimento “non avendo all’interno del suo sedime alcun locale di intrattenimento così come definito al Titolo I del Dm 19 agosto 1996, non è classificabile tra le attività individuate al punto 65 dell’allegato I al Dpr 151/2011″. Ancora, tale struttura, in merito all’applicazione della regola tecnica citata, può essere assimilata ai parchi dei divertimenti, lettera i) dell’art. 1 della citata regola tecnica. Inquadramento dell'attività parco avventuraInquadramento dell'attività parco avventura

 
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Scuole, ecco i Comuni beneficiari di 1,058 miliardi di euro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23106/02/2018 – Saranno 1.739 gli interventi di messa in sicurezza antisismica che beneficeranno degli 1,058 miliardi di euro per l’edilizia scolastica stanziati dalla Legge di Bilancio 2017. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) ha pubblicato l’elenco dei Comuni beneficiari delle risorse, dopo che lo scorso 22 novembre aveva stilato le ripartizioni regionali. Antisismica nelle scuole: l’elenco degli interventi La Regione con più interventi è l’Emilia Romagna in cui sono previsti 234 cantieri. A seguire c’è il Lazio con 164 interventi e il Piemonte con 150 interventi. La Regione con meno interventi è la Valle d’Aosta in cui è previsto solo un cantiere. Nessun intervento, invece, sarà realizzato in Trentino Alto Adige. Edilizia scolastica: gli interventi finanziati Le risorse assegnate ai Comuni serviranno prioritariamente.. Continua a leggere su Edilportale.com
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Tax credit alberghi, dal Mibact chiarimenti in vista del click day

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 23106/02/2018 – Si avvicina il click day per accedere alle agevolazioni per la riqualificazione delle strutture ricettive previste dal Decreto “ArtBonus” e regolate, dopo alcune modifiche, dal DM 20 dicembre 2017. Per supportare gli interessati, il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo (Mibact) ha pubblicato un tutorial. Tax credit alberghi, chi può fare domanda La guida del Mibact spiega che il bonus spetta per la riqualificazione di alberghi, villaggi albergo, residenze turistico-alberghiere, alberghi diffusi e agriturismi esistenti al 1° gennaio 2012. La domanda deve essere presentata dai legali rappresentanti delle imprese. Le spese agevolabili sono quelle sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018. Tax credit alberghi, interventi ammessi Accedono all’agevolazione interventi di manutenzione straordinaria di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b) del Dpr 380/2001, come.. Continua a leggere su Edilportale.com