1 8 ottobre 2018 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for ottobre 8th, 2018

8
Ott

Un’Organizzazione che voglia implementare un sistema di gestione certificabile ISO 37001 deve procedere ala stesura di un modello organizzativo 231 e fare delle procedure finalizzate alla prevenzione di reati di corruzione individuati nel risk assessment.

Un'Organizzazione che voglia implementare un sistema di gestione certificabile alla norma  UNI EN ISO 37001:2016 deve procedere alla stesura di un "Modello Organizzativo D.lgs. 23/2001" e fare delle procedure finalizzate alla prevenzione di reati di corruzione individuati nel risk assessment.
E' fondamentale che venga fatta la formazione a tutti i livelli dell’Organizzazione sulle tematiche dell’anti-bribery e indicare come nell'Organizzazione definisce:
  • la stesura di un modello organizzativo MOG231 e di procedure finalizzate alla prevenzione di reati di corruzione individuati nel risk assessment;
  • la policy anti-corruzione documentata;
  • i ruoli e  le responsabilità del management in materia anti-corruzione;
  • chi gestisce le azioni correttive e quelle relative alle investigazioni atte al miglioramento continuo;
  • riesame ed elenco di attività di monitoraggio, e degli audit;
  • come applica le procedure di attuazione dei controlli e due diligence in ambito finanziario, commerciale, contrattuale e sui processi di approvvigionamento e acquisti.
Chiama al numero verde 800300333 i consulenti di MODI SRL e adotta un sistema di gestione anti-corruzione a norma ISO 37001:2016.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it.  
8
Ott

Ponteggi fissi – Quaderno Tecnico

 

Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili INAIL 2018

Ponteggi fissi - Quaderno Tecnico

ponteggi normativa elementi del ponteggio ponteggi pdf ponteggi tipologie normativa ponteggi 2018 ponteggio elementi normativa ponteggi 2017Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici
L’utilizzo dei ponteggi come opera provvisionale di servizio alla costruzione è consolidato e diffuso. Essi possono essere impiegati anche come sistemi di protezione collettiva per i lavoratori che effettuano attività in copertura a condizione che, per ogni singola realizzazione e a seguito di una adeguata valutazione dei rischi, venga eseguito uno specifico progetto del ponteggio. Nell’ambito delle tipologie di ponteggio presenti sul mercato sono da preferire i modelli con telaio parapetto con montaggio dal basso. Essi vengono montati dal piano inferiore e garantiscono la massima sicurezza quando il lavoratore sale al livello superiore riducendo drasticamente la possibilità di caduta dall’alto dello stesso durante la fase di montaggio e smontaggio.
Documenti di riferimento 
- D.lgs. 81/08 e smi 
- Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 
- Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 10/18 
- Rinnovo delle autorizzazioni alla costruzione e all’impiego di ponteggi, ai sensi dell’articolo 131, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni. 
- Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 132/91 
- Istruzioni per la compilazione delle relazioni tecniche per ponteggi metallici fissi a montanti e traversi prefabbricati. Istruzioni di calcolo per ponteggi metallici ad elementi prefabbricati ed altre opere provvisionali. 
- Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 44/90 - Istruzioni per la compilazione delle relazioni tecniche per ponteggi metallici fissi a telai prefabbricati. 
- Circolare Ministero del Lavoro 85/78 
- Istruzioni per la compilazioni delle relazioni tecniche per ponteggi a giunti e tubi. 
- UNI EN 12810-1: 2004 
- Ponteggi di facciata realizzati con componenti prefabbricati. Parte 1: Specifiche di prodotto. 
- UNI EN 12810-2: 2004 - Ponteggi di facciata realizzati con componenti prefabbricati. Parte 2: Metodi particolari di progettazione strutturale. 
- UNI EN 12811-1: 2004 
- Attrezzature provvisionali di lavoro. Parte 1: Ponteggi - Requisiti prestazionali e progettazione generale. 
- UNI EN 12811-2: 2004 - Attrezzature provvisionali di lavoro. Parte 2: Informazioni sui materiali. - UNI EN 12811-3: 2005 - Attrezzature provvisionali di lavoro. Parte 3: Prove di carico.
Cosa sono 
I ponteggi fissi sono opere provvisionali di accesso e di servizio costituite da tubi e giunti o da elementi portanti prefabbricati collegati fra loro.
Destinazione d’uso 
I ponteggi fissi sono utilizzati nella realizzazione di lavori edili e di ingegneria civile nei quali c’è il rischio di caduta dall’alto e cioè nei lavori in quota (attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto a un piano stabile).
  MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
8
Ott

Reti di sicurezza – Quaderno Tecnico

 

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici

Reti di sicurezza - Quaderno Tecnico

quaderni tecnici quaderni della sicurezza quaderni tecnici inail scavi quaderni sicurezza cantieri reti di sicurezza per ponteggi le reti di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili quaderni inail sulla sicurezza quaderno tecnico inail ponteggi fissiLe reti di sicurezza contribuiscono a ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto e ben esprimono il concetto di protezione collettiva. Esse non vengono utilizzate frequentemente nei cantieri tempoaranei o mobili del nostro paese a causa di motivazioni di tipo culturale. Esistono applicazioni come la bonifica delle coperture in amianto o il rifacimento delle strutture secondarie dei tetti in legno in cui i benefici derivanti dal loro utilizzo sono evidenti. I vantaggi di questo tipo di protezione collettiva sono legati alla facilità di posa e alle ridotte azioni sul corpo che il lavoratore subisce in caso di caduta. Le reti di sicurezza non vanno utizzate nei casi in cui lo spazio vuoto sotto le stesse sia limitato o in quelli in cui è possibile che su di esse cada del materiale, come quello incandescente, che ne possa causare il facile danneggiamento.
Documenti di riferimento
- D.lgs. 81/08 e smi 
- Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 
- D.lgs. 206/05 e smi 
- Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n.229. 
- Circolare del Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale 20 gennaio 1982 n. 13: Sicurezza nell’edilizia: sistemi e mezzi anticaduta, produzione e montaggio di elementi prefabbricati in c.a. e c.a.p. manutenzione delle gru a torre automontati. 
- UNI EN 1263-1:2015: Attrezzature provvisionali di lavoro - Reti di sicurezza  - Requisiti di sicurezza, metodi di prova. 
- UNI EN 1263-2:2015: Attrezzature provvisionali di lavoro - Reti di sicurezza - Requisiti di sicurezza per i limiti di posizionamento. 
Cosa sono 
Le reti di sicurezza sono dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione di persone e/o cose contro le cadute dall’alto, costituiti da reti e da intelaiature di sostegno. 
Destinazione d’uso 
Le reti di sicurezza possono essere utilizzate nelle lavorazioni in cui esiste il rischio di caduta dall’alto e cioè nei lavori in quota (attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore ai 2 m rispetto a un piano stabile). 
Classificazione secondo la UNI EN 1263-1: 2015 
Le reti di sicurezza sono classificate secondo la UNI EN 1263-1: 2015 in base a due parametri: 1. classe; 2. sistema.
  MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
8
Ott

Beni vincolabili, dai professionisti la richiesta di iter più veloci

08/10/2018 - Procedure più veloci per verificare se un edificio è vincolabile. Le ha chieste la Rete delle Professioni Tecniche (RPT) che, con una delegazione, ha incontrato il Direttore Generale della DGAAP e il Capo Segreteria Tecnica del Ministero dei beni e delle attività culturali. Tra i temi affrontati c’è stato quello, appunto, dei beni vincolabili. La RPT ha chiesto al Ministero di lavorare per la realizzazione di procedure più veloci atte a verificare se un edificio è assoggettabile o meno a un vincolo. Nel corso dell’incontro è, inoltre, emerso che il Ministero sta lavorando alla realizzazione di linee guida per gli interventi in aree vincolate. In considerazione della carenza di figure tecniche nella pubblica amministrazione, più volte sottolineata dalla Rete, il Ministero ha confermato che procederà quanto prima all’assunzione di un numero notevole di professionisti.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
8
Ott

Infrastrutture strategiche, per realizzarle servono 317 miliardi di euro

08/10/2018 – Per realizzare le infrastrutture strategiche italiane (ferrovie, strade, metropolitane, porti, interporti, aeroporti e altre opere di collegamento) servono complessivamente circa 317 miliardi di euro, di cui 166,3 miliardi solo per quelle prioritarie. Questi alcuni dati contenuti nel Rapporto ‘Infrastrutture strategiche e prioritarie- Programmazione e realizzazione’, elaborato dal Servizio Studi della Camera in collaborazione con l'Autorità nazionale anticorruzione e l'istituto di ricerca Cresme, che fornisce un'analisi sullo stato della programmazione e della realizzazione delle infrastrutture strategiche e prioritarie con dati aggiornati al 31 maggio 2018. Infrastrutture strategiche: le analisi del Rapporto Come evidenzia il rapporto, sui 317,144 miliardi di euro necessari per la realizzazione delle opere strategiche, le risorse disponibili sono pari a 190 miliardi, di cui 130 per le opere prioritarie e.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
8
Ott

Codice Appalti, il Def delinea la riforma

08/10/2018 – La riforma del Codice Appalti trova posto nel Documento di economia e finanza (DEF) 2018 anticipando le intenzioni di semplificazione del Governo. Il documento prevede inoltre una task force sugli investimenti pubblici e un piano per le infrastrutture basato sulle piccole opere diffuse. Riforma del Codice Appalti La riforma del Codice Appalti, spiega il Def, si è resa necessaria a causa delle incertezze interpretative emerse in fase di applicazione delle norme. La revisione punterà sulla semplificazione delle procedure e la trasparenza dell’amministrazione. La semplificazione riguarderà anche la fase della programmazione relativa alle delibere del Cipe, “con un collegamento più stretto con il lavoro progettuale delle Stazioni Appaltanti. La riforma faciliterà l’accesso delle Pmi al mercato degli appalti, cosa che secondo il Governo limiterà anche il fenomeno del subappalto... Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
8
Ott

Il punto in cui la terra incontra il mare, i fari più suggestivi d’Italia

08/10/2018 – Per secoli hanno orientato la navigazione e sfidato le mareggiate più violente. I fari in alcuni casi mantengono la loro funzione di guida, in altri vengono riconvertiti a uso ricettivo. Ad ogni modo, il loro fascino rimane inalterato. Vediamo alcuni tra i fari più suggestivi d’Italia. Faro della Vittoria, Trieste Oltre ad orientare la navigazione notturna, il faro è un monumento alla memoria dei marinai caduti durante la prima guerra mondiale. La lanterna è sovrastata dalla statua bronzea della Vittoria alata realizzata dallo scultore Giovanni Mayer. Foto: Turismo Friuli Venezia Giulia Faro di Genova Chiamato “la lanterna”, è stato costruito nel Medioevo ed è fra i più antichi d’Italia. La leggenda narra che il progettista sia stato lanciato dal faro per evitare che potesse realizzare un’opera simile altrove. Foto: genovagando Faro.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231