1 9 Novembre 2018 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for novembre 9th, 2018

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ABC Sicurezza ad uso dei DPI

 

Compiti, obblighi e responsabilità secondo il titolo III art. 74 D.lgs. 81/2008 e s.m.i.

ABC Sicurezza ad uso dei DPI

Compiti, obblighi e responsabilità secondo il titolo III art. 74 D.lgs. 81/2008 e s.m. Settore di riferimento Metalmeccanico ed Installazione di Impianti con particolare attenzione alle piccole e medie aziende.Settore di riferimento Metalmeccanico ed Installazione di Impianti con particolare attenzione alle piccole e medie aziende. A cura dell’ufficio Ambiente Salute e Sicurezza Uilm Nazionale Versione Luglio 2018
Il Titolo III, capo II del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. “Uso dei dispositivi di protezione individuale” tratta dei requisiti minimi di sicurezza e salute per l’uso dei dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Sono previsti obblighi precisi a carico del datore di lavoro per quanto concerne la scelta, le condizioni d’uso, l’igiene, la tenuta in efficienza e l’addestramento all’uso nonché obblighi altrettanto puntuali per i lavoratori coinvolgendo nel sistema sicurezza tutti gli operatori. Comprendono qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.
Sono esclusi da questa categoria: 
- Indumenti di lavoro ordinari e uniformi non specificatamente destinati alla protezione; 
- Attrezzature dei servizi di soccorso e salvataggio; 
- Attrezzature di protezione individuale delle forze armate, polizia etc.; 
- Attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto stradali; 
- I materiali sportivi; 
- I materiali per l’autodifesa o per la dissuasione; 
- Gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi
L’uso dei DPI si rende necessario solo dopo aver valutato ed attuato tutte le possibili forme di protezione collettiva. Per prima cosa è perciò necessario considerare se sia possibile eliminare il rischio o contenerlo mediante misure tecniche di prevenzione e/o con procedure organizzative oppure realizzare una separazione ambientale che eviti l’esposizione del lavoratore. Se si verifica la permanenza di un rischio residuo nello svolgere l’attività considerata, in quanto i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti, allora si ricorre alla protezione individuale. Oltre ai requisiti essenziali di salute e sicurezza nella scelta dei DPI è necessario tenere conto delle caratteristiche specifiche del luogo di lavoro e dell’utente e quindi non solo non comportare un rischio maggiore di quello che prevengono ma anche essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro, tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore e poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità. In caso di rischi multipli che richiedono l’uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra di loro compatibili e tali da mantenere, anche nell’uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti. Sono poi da considerare tutti quegli elementi che rendono il DPI comodo e gradito all’operatore che sarà di conseguenza più invogliato ad utilizzarli e cioè: Non devono creare impedimenti particolari o eccessivi all’operatività della persona Devono essere adattabili alla persona, comodi e ben tollerati, devono essere resistenti e il più possibile economici. Non devono avere parti pericolose Devono essere facili da indossare e da togliere in caso di emergenza. La manutenzione deve essere facile e devono essere eventualmente resistenti alle operazioni di manutenzione. I DPI che vanno a contatto con l’epidermide devono essere compatibili con la stessa.
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Dimissioni vertici Anas e istituzione Centrale per la progettazione, Oice: ‘si rischia la paralisi’

09/11/2018 – Le dimissioni dei vertici Anas e l’arrivo della Centrale per la progettazione fanno temere un blocco del mercato delle opere pubbliche. È quanto emerge dalle preoccupazioni espresse dall’associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria (OICE) e dall’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE). Dimissioni dei vertici Anas Nei giorni scorsi hanno rassegnato le proprie dimissioni Gianni Vittorio Armani, Amministratore delegato di Anas SpA, e i membri del Consiglio di Amministrazione Vera Fiorani e Antonella D’Andrea, espressione di Ferrovie dello Stato. Il Consiglio di Amministrazione, composto da cinque persone, col presidente Ennio Cascetta e la consigliera Cristiana Alicata, è così decaduto. Armani ha dichiarato che il motivo delle sue dimissioni è stato il “mutato orientamento del Governo sull’integrazione di Fs Italiane e Anas”... Continua a leggere su Edilportale.com     MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Fatturazione elettronica, no del Governo alle richieste di proroga

09/11/2018 – L’obbligo di fatturazione elettronica partirà, come previsto, il 1° gennaio 2019. Durante il question time alla Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha rispedito al mittente le richieste di proroga e avvio scaglionato della nuova procedura. Fatturazione elettronica, chiesto un avvio a scaglioni Francesco Lollobrigida (Fratelli d’Italia) ha proposto due alternative. La prima è un avvio scaglionato “per tutti coloro che hanno meno di duecentocinquanta impiegati, che sono quotati in borsa, che evidentemente sono in grado di organizzarsi” con lo slittamento dell’obbligo al 2020 per tutti i soggetti con più di cinquanta dipendenti, al 2021 per tutti i soggetti con più di dieci dipendenti e solo nel 2022 per tutti i soggetti non esonerati. In alternativa è stata proposta l’applicazione della fatturazione elettronica “solamente per fatturazioni d'importo.. Continua a leggere su Edilportale.com     MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Dissesto idrogeologico, entro novembre il Piano straordinario Conte-Costa

09/11/2018 - Il Governo delibererà lo stato di emergenza per le Regioni colpite dai gravi eventi meteorologici degli scorsi giorni e stanzierà 53,5 milioni di euro; altri 200 milioni di euro arriveranno dai Fondi per le spese impreviste e per le esigenze indifferibili. Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il question time di mercoledì scorso alla Camera. Alle risorse destinate alle emergenze - ha proseguito Conte - si aggiungeranno quelle del dpcm per la ripartizione del Fondo Investimenti. Si tratta, ricordiamo, del dpcm che ripartisce la quota 2018 del Fondo Investimenti, predisposto dal Governo Gentiloni e il cui iter è stato preso in carico dal nuovo Governo, assegna 1 miliardo e 881 milioni di euro al dissesto idrogeologico, alla difesa del suolo, al risanamento ambientale e alle bonifiche dal 2018 al 2033. Dissesto idrogeologico, l’azione del Governo Per quel che riguarda gli interventi infrastrutturali.. Continua a leggere su Edilportale.com     MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Redditi professionisti: dai 37 mila euro degli ingegneri ai 25 mila degli architetti

08/11/2018 - Il reddito medio nelle professioni ordinistiche si attesta sui 52mila euro annui ma le professioni tecniche (architetti, ingegneri, periti e geometri) continuano ad essere in ‘affanno’ con redditi che vanno dai 25 mila euro annui di architetti e geometri ai 37 mila euro di ingegneri e periti. Questi alcuni dati sui professionisti italiani contenuti nel Rapporto 2018 sulle libere professioni, curato dall'Osservatorio sulle libere professioni, coordinato dal professor Paolo Feltrin, e presentato il 6 novembre scorso a Roma in apertura del Congresso nazionale di Confprofessioni. Redditi dei professionisti: una forbice ampia Il Rapporto evidenzia un profondo divario tra le diverse professioni: nel 2016 il reddito medio dei professionisti si aggirava intorno ai 52 mila euro ma oscillando tra un minimo di 22 mila euro annui (studi di psicologia) ad un massimo di 285 mila (attività notarili). Nelle retrovie della classifica ci.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Progettazione antisismica, ai Comuni 24 milioni di euro

09/11/2018 – In arrivo 24 milioni di euro per 265 interventi nei Comuni in zona sismica 1 e 2 per la progettazione degli interventi di messa in sicurezza antisismica e idrogeologica. E’ stato, infatti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 19 ottobre 2018 che contiene la graduatoria dei Comuni assegnatari del contributo 2018 per le spese di progettazione definitiva ed esecutiva nelle zone a rischio sismico e idrogeologico. Progettazione antisismica: 24 milioni di euro per 265 Comuni Il DM assegna un contributo ai primi 265 interventi presenti in graduatoria per un totale complessivo di euro 24.082.139,70. Pur essendoci una quota residuale del fondo (che per il 2018 prevedeva 25 milioni di euro), 917.860,30 non vengono assegnati, rimanendo comunque destinati alle finalità del Fondo. Le risorse sono state assegnate seguendo il seguente ordine di priorità: - progettazione per investimenti riferiti ad interventi di miglioramento.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231