1 26 Novembre 2018 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for novembre 26th, 2018

26
Nov

Professionisti digitali: conoscenze, abilità e competenze indispensabili nel settore BIM

26/11/2018 - La filiera delle costruzioni dà origine ad una massiccia produzione di informazioni e dati eterogenei riguardanti processi, discipline e conoscenze tra loro strettamente interconnessi. Questa eterogenea mole di contenuti può essere controllata in modo più efficace ed efficiente attraverso sistemi che consentono la gestione digitale dei processi informativi, come già da tempo avviene in tutti gli altri comparti produttivi e di servizi. Il processo digitalizzato delle costruzioni produce informazioni facilmente e tempestivamente reperibili ed utilizzabili da chiunque ne abbia necessità, limitando errori o vizi di soggettività nella loro acquisizione e lettura attraverso la: - leggibilità, univocità, trasmissibilità e reperibilità dei dati; - trasparenza, efficienza ed efficacia delle informazioni.   Con la metodologia BIM, il settore delle costruzioni sta innovando l’intero processo che va..
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26
Nov

Professionisti digitali: conoscenze, abilità e competenze indispensabili nel settore BIM

26/11/2018 - La filiera delle costruzioni dà origine ad una massiccia produzione di informazioni e dati eterogenei riguardanti processi, discipline e conoscenze tra loro strettamente interconnessi. Questa eterogenea mole di contenuti può essere controllata in modo più efficace ed efficiente attraverso sistemi che consentono la gestione digitale dei processi informativi, come già da tempo avviene in tutti gli altri comparti produttivi e di servizi. Il processo digitalizzato delle costruzioni produce informazioni facilmente e tempestivamente reperibili ed utilizzabili da chiunque ne abbia necessità, limitando errori o vizi di soggettività nella loro acquisizione e lettura attraverso la: - leggibilità, univocità, trasmissibilità e reperibilità dei dati; - trasparenza, efficienza ed efficacia delle informazioni. Con la metodologia BIM, il settore delle costruzioni sta innovando l’intero processo che va.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
26
Nov

Elenco delle tipologie di trattamenti soggetti al requisito di una valutazione d’impatto

 

protezione dei dati ai sensi dell’art. 35, comma 4, del Regolamento (UE) n. 2016/679

Elenco delle tipologie di trattamenti soggetti al requisito di una valutazione d'impatto

Elenco delle tipologie di trattamenti soggetti al requisito di una valutazione d'impattoIL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vice presidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTO il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati, di seguito “RGPD”);

VISTO, in specie, l’art. 35, par. 1, del RGPD, che stabilisce l’obbligo per il titolare di effettuare, prima dell’inizio del trattamento, una valutazione dell’impatto del trattamento medesimo, laddove quest’ultimo possa presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche, “allorché preved[a] in particolare l’uso di nuove tecnologie, considerati la natura, l’oggetto, il contesto e le finalità […]”;

VISTO il par. 3 del medesimo articolo, che individua alcune ipotesi in cui è richiesta la valutazione d’impatto;

VISTO il par. 10 del predetto art. 35, che individua invece le ipotesi in cui tale valutazione non è richiesta, in particolare “qualora il trattamento effettuato ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettere c) o e), trovi nel diritto dell'Unione o nel diritto dello Stato membro cui il titolare del trattamento è soggetto una base giuridica, tale diritto disciplini il trattamento specifico o l'insieme di trattamenti in questione, e sia già stata effettuata una valutazione d'impatto sulla protezione dei dati nell'ambito di una valutazione d'impatto generale nel contesto dell'adozione di tale base giuridica […], salvo che gli Stati membri ritengano necessario effettuare tale valutazione prima di procedere alle attività di trattamento”;

CONSIDERATO che l’art. 35, par. 4, rimette alle autorità di controllo nazionali il compito di redigere e rendere pubblico un elenco delle tipologie di trattamenti soggetti al requisito di una valutazione d’impatto e di comunicarlo al Comitato europeo per la protezione dei dati di cui all’art. 68 del RGPD;

CONSIDERATO che il par. 6 del citato art. 35 stabilisce l’applicazione del meccanismo di coerenza di cui all’art. 63 del RGPD, da parte della singola autorità di controllo competente, qualora l’elenco comprenda “attività di trattamento finalizzate all’offerta di beni o servizi a interessati o al monitoraggio del loro comportamento in più stati membri, o attività di trattamento che possono incidere significativamente sulla libera circolazione dei dati personali all’interno dell’Unione”;

VISTE le indicazioni contenute nei “considerando” nn. 71, 75 e 91 del RGPD;

VISTE le “Linee guida in materia di valutazione d'impatto sulla protezione dei dati e determinazione della possibilità che il trattamento "possa presentare un rischio elevato" ai fini del regolamento (UE) 2016/679” del Gruppo di Lavoro Articolo 29 per la Protezione dei Dati del 4 aprile 2017, come modificate e adottate da ultimo il 4 ottobre 2017  e fatte proprie dal Comitato europeo per la protezione dei dati il 25 maggio 2018 (di seguito “WP 248, rev. 01”), che hanno individuato i seguenti nove criteri da tenere in considerazione ai fini dell’identificazione dei trattamenti che possono presentare un “rischio elevato”: 1) valutazione o assegnazione di un punteggio, inclusiva di profilazione e previsione, in particolare in considerazione di “aspetti riguardanti il rendimento professionale, la situazione economica, la salute, le preferenze o gli interessi personali, l'affidabilità o il comportamento, l'ubicazione o gli spostamenti dell'interessato”; 2) processo decisionale automatizzato che ha effetto giuridico o incide in modo analogo significativamente sulle persone; 3) monitoraggio sistematico degli interessati; 4) dati sensibili o dati aventi carattere altamente personale; 5) trattamento di dati su larga scala; 6) creazione di corrispondenze o combinazione di insiemi di dati; 7) dati relativi a interessati vulnerabili; 8) uso innovativo o applicazione di nuove soluzioni tecnologiche od organizzative; 9) quando il trattamento in sé "impedisce agli interessati di esercitare un diritto o di avvalersi di un servizio o di un contratto");

RILEVATO che  il ricorrere di due o più dei predetti criteri è indice di un trattamento che presenta un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati e per il quale è quindi richiesta una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (cfr. WP 248, rev. 01, pag. 11);

CONSIDERATO che il Garante ha predisposto un elenco delle tipologie di trattamento ai sensi dell’art. 35, par. 4  da sottoporre a valutazione d’impatto;

CONSIDERATO che le previsioni di cui all’art. 35, par. 1 del RGPD, che dispongono che “quando un tipo di trattamento, allorché prevede in particolare l'uso di nuove tecnologie, considerati la natura, l'oggetto, il contesto e le finalità del trattamento, può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone fisiche, il titolare del trattamento effettua, prima di procedere al trattamento, una valutazione dell'impatto dei trattamenti previsti sulla protezione dei dati personali”, prevalgono in ogni caso;

CONSIDERATO altresì che il predetto elenco è stato predisposto sulla base del WP 248, rev. 01, allo scopo di specificarne ulteriormente il contenuto e a complemento dello stesso;

RILEVATO che tale elenco è stato comunicato in data 11 luglio 2018 al Comitato per il prescritto parere (art. 35, parr. 4 e 6, e dall’art. 64, par. 1, lett. a), del RGPD);

VISTE le osservazioni rese dal Comitato nel parere adottato il 25 settembre 2018 e notificato il 2 ottobre 2018 (disponibile suhttps://edpb.europa.eu/);

RITENUTO, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 64, par. 7, del RGPD, di aderire alle osservazioni contenute nel suddetto parere e di modificare, in conformità, il relativo progetto di decisione e di darne comunicazione al presidente del Comitato;

RILEVATO che tale elenco è riferito esclusivamente a tipologie di trattamento soggette al meccanismo di coerenza e che non è esaustivo, restando fermo quindi l’obbligo di adottare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati laddove ricorrano due o più dei criteri individuati dal WP 248, rev. 01 e che in taluni casi “un titolare del trattamento può ritenere che un trattamento che soddisfa soltanto uno [dei predetti] criteri richieda una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati” (cfr. WP 248, rev. 01, pag. 11);

RILEVATO, altresì, che il predetto elenco potrà essere ulteriormente modificato o integrato anche sulla base delle risultanze emerse nel corso della prima fase di applicazione del RGPD;

VISTE le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

RELATORE il dott. Antonello Soro;

TUTTO CIÒ PREMESSO

a) ai sensi degli artt. 35, par. 4, e 57, par. 1, lett. k), del RGPD fermo restando quanto indicato nel richiamato WP 248, rev. 01, individua l’elenco delle tipologie di trattamenti, soggetti al meccanismo di coerenza, da sottoporre a valutazione d’impatto, riportate nell’allegato 1 facente parte integrante del presente provvedimento, che specificano quanto riportato nel citato WP 248, rev. 01;

b) ai sensi dell’art. 64, par. 7 del RGPD comunica al presidente del Comitato il presente provvedimento che recepisce i rilievi formulati nel parere richiamato in premessa;

c) invia copia della presente deliberazione all’Ufficio pubblicazione leggi e decreti del Ministero della giustizia ai fini della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 11 ottobre 2018

IL PRESIDENTE Soro

IL RELATORE Soro

IL SEGRETARIO GENERALE Busia

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26
Nov

La testa è in pericolo?

 

Il casco protettivo o elmetto

La testa è in pericolo?

mulettoIl casco protettivo o elmetto è un altro dispositivo di protezione individuale e benché molti ignorano questa informazione, lo stesso viene certificato anche quale dispositivo di terza categoria… il che significa che è un D.p.i. “salvavita”. Ora, in questa sezione che si occupa della sicurezza nell’utilizzo del carrello elevatore, mi viene da pensare al casco quale scudo per eventuali danni che potrebbero arrecarsi agli operatori. 

Da tempo, al riguardo, sostengo che i carrellisti (detti anche mulettisti) debbano indossare l’elmetto per un’altra ragione… oltre alle ovvie nei casi di accidentale caduta di materiali. 

Mi riferisco, nel dettaglio, alla tragica fase del rovesciamento del mezzo e… in questo frangente… mi viene da pensare a una cosa: quale altro danno importante per la vita di una persona potrebbe sollevarsi oltre allo schiacciamento dell’operatore dove, oramai definitivamente, vedo in uso i dispositivi di trattenuta a bordo… le cosiddette cinture di sicurezza? 

Quando combino questa domanda… i partecipanti ai nostri corsi… pensano subito alle “botte in testa” … urti che possono portare alla morte delle persone. Ma gli stessi partecipanti dicono anche un’altra cosa: c’è bisogno del casco… ed io convengo senza ombra di dubbio. 

Ora, siamo tutti a conoscenza del fatto che l’uso dei D.p.i. non viene sempre accettato serenamente dai lavoratori… dato che si sentono “legati”, “imbabbuccati” e privati della loro libertà comportamentale… ma una volta che scopri il modo che ti evita certi guai, quale altra spinta dovremmo ricevere per rassicurarci maggiormente? 

Gran parte dei rischi negli ambienti di lavoro vengo a scoprirli semplicemente ascoltando le esperienze dei lavoratori: credo che se loro raccogliessero in un libro questi momenti… avremmo come risultato una vera guida per un lavoro più sicuro per tutti.

Francesco Tortora

Contatti@brixia.info

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26
Nov

Le condizioni di accesso ai benefici fiscali per l’efficienza energetica degli edifici, in relazione alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018.

 

Gazzetta Ufficiale n.302 del 29.12.2017

Sulla Gazzetta Ufficiale n.302 del 29.12.2017 è stata pubblicata legge di Bilancio 2018 (Legge 27.12.2017 n.205) che integra e in parte modifica le condizioni di accesso ai benefici fiscali per l’efficienza energetica degli edifici, in relazione alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018.

Le principali novità riguardano la riduzione dell’aliquota di detrazione al 50% per:

  • interventi relativi alla sostituzione di finestre comprensive d’infissi,
  • schermature solari,
  • caldaie a biomassa,
  • caldaie a condensazione, che continuano ad essere ammesse purché abbiano un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento (UE) n.811/2013. Le caldaie a condensazione possono, tuttavia, accedere alle detrazioni del 65%se oltre ad essere in classe A sono dotate di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02.

Resta confermata al 65% l’aliquota per:

  • interventi di coibentazione dell’involucro opaco,
  • pompe di calore,
  • sistemi di building automation,
  • collettori solari per produzione di acqua calda,
  • scaldacqua a pompa di calore,
  • generatori ibridi, cioè costituiti da una pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro,
  • generatori d’aria a condensazione.
  • Sono ammessi con la stessa aliquota del 65%, anche i micro-cogeneratori, per una detrazione massima consentita di 100.000 euro.

Restano infine confermate al 70% e al 75% le aliquote di detrazione per:

  • gli interventi di tipo condominiale,

per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 con il limite di spesa di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio. Qualora gli stessi interventi siano realizzati in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e siano finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico determinando il passaggio a una classe di rischio inferiore, è prevista una detrazione dell’80%. Con la riduzione di 2 o più classi di rischio sismico la detrazione prevista passa all’85%. Il limite massimo di spesa consentito, in questo caso passa a 136.000 euro, moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

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26
Nov

Dossier Scuola

 

Alla luce del nuovo protocollo d’intesa del 16 dicembre 2017 che prevede una più stretta collaborazione tra i due enti, Inail e Miur hanno promosso quest’anno una serie di iniziative volte alla diffusione della salute e della sicurezza del lavoro nelle scuole

Dossier Scuola

E-learning_1.pngProdotto: Opuscolo Edizioni: Inail - 2018
Il 16 dicembre 2017, in occasione degli Stati generali dell’Alternanza, è stato rinnovato il protocollo d’Intesa Inail-Miur che ha fatto seguito al precedente sottoscritto il 20 novembre 2015. Il protocollo prevede lo sviluppo della più ampia collaborazione tra i due Enti, finalizzata all’individuazione di strategie di intervento e alla realizzazione di programmi formativi volti a favorire la diffusione della cultura della salute e della sicurezza nelle istituzioni scolastiche. 
Per questo, Inail e Miur si impegnano a mettere a disposizione risorse professionali, tecniche e strumentali e il proprio patrimonio di conoscenze, al fine di realizzare iniziative progettuali formative rivolte sia al personale scolastico che agli studenti, attraverso il coinvolgimento delle proprie Strutture territoriali, in virtù di una capillare presenza su tutto il territorio nazionale. 
In particolare, in fase di prima attuazione, il protocollo prevede la realizzazione di programmi formativi che favoriscano la diffusione della cultura della salute e della sicurezza nelle istituzioni scolastiche, e in particolare corsi di formazione generale e specifica destinati agli studenti inseriti nei programmi di Alternanza scuola lavoro. 
A tale scopo, Inail e Miur lavorano insieme per individuare e attuare politiche per il radicamento dei valori e della cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso strategie di intervento e programmi di sensibilizzazione, responsabilizzazione, formazione, informazione relativamente alle misure di prevenzione, promuovendo iniziative mirate al superamento delle distanze tra scuola e mondo del lavoro. 
Grazie alla sottoscrizione del Protocollo d’intesa, pertanto, Inail e Miur possono con maggiore incisività promuovere e divulgare la cultura della salute e sicurezza sul lavoro in ogni ambiente di vita, di studio e di lavoro attraverso la valorizzazione di specifiche proposte progettuali anche a valenza nazionale, da realizzare, come detto, anche con il contributo delle rispettive Strutture territoriali. 
Tali sinergie costituiscono una modalità operativa finalizzata all’attuazione di politiche di prevenzione efficaci, fornendo risposte di qualità alla domanda, sempre più forte, di tutela della salute e della sicurezza negli ambienti di apprendimento e nei luoghi di lavoro proveniente dal mondo delle istituzioni scolastiche.
Il corso di formazione generale in modalità e-learning “Studiare il lavoro” è stato rilasciato il 16 dicembre 2017 in occasione degli Stati Generali dell’Alternanza, data in cui è stato siglato il rinnovo del Protocollo d’intesa tra Inail e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. 
Dopo una intensa attività di progettazione e di sperimentazione presso alcuni Istituti scolastici, il corso è stato messo a disposizione di tutte le scuole d’Italia, a partire dai primi mesi del 2018, sulla piattaforma del Ministero. Secondo i dati forniti dal Miur, al termine dell’anno scolastico 2017/2018 oltre 30.000 studenti inseriti in Alternanza scuola lavoro, destinatari dell’iniziativa, avevano frequentato e superato il corso. 
Il corso, della durata di 4 ore e disponibile anche in versione accessibile per studenti con disabilità, ha l’obiettivo di rendere i ragazzi consapevoli su ruoli, compiti e responsabilità di tutte le figure coinvolte nel sistema di prevenzione e protezione aziendale. 
È composto da diversi moduli ed è stato pensato e realizzato utilizzando una metodologia didattica interattiva e specifica rispetto al target di riferimento. Ogni modulo del corso è articolato in una serie di capitoli che presentano gli argomenti mediante diverse modalità di grafica animata, propongono casi di studio, game e quiz di autovalutazione; inoltre sono state impiegate tecniche comunicative innovative sia per linguaggio che per grafica. 
Al termine dell’intero percorso, gli studenti dovranno dimostrare di aver assimilato le nozioni fondamentali su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, completando e superando il test di valutazione finale obbligatorio per il rilascio dell’attestato valido come credito formativo permanente.
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26
Nov

Dall’antica Roma a oggi, gli ingegnosi ‘frigoriferi’ dell’antichità

26/11/2018 – Dall’antica Roma fino a pochi decenni fa, le ghiacciaie hanno reso possibile la conservazione degli alimenti. Nate inizialmente come semplici buche nelle montagne in cui conservare la neve per trasformarla in ghiaccio, si sono successivamente evolute, prevedendo un sistema di accessi e di drenaggio delle acque di scioglimento. In inverno le ghiacciaie venivano riempite di neve, che un addetto provvedeva a compattare, per essere pronte a conservare gli alimenti durante l’estate. Qui uno schema sulla struttura e del funzionamento della ghiacciaia di Amagno di Strozza, in provincia di Bergamo. Immagine: Giuseppe Ghidorzi CC BY-SA 3.0 Ma vediamo qualche esempio di ghiacciaia che si è conservata fino ad oggi.   Ghiacciaia Cascina Favaglie, Cornaredo – Milano Con un diametro di 10 metri e un’altezza di 6, è una delle ghiacciaie più grandi della Lombardia. Presenta due ingressi, il primo a nord, per l’introduzione..
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26
Nov

L’Emilia-Romagna rigenera le coste per rilanciare il turismo

26/11/2018 - Innovare e valorizzare il litorale e le spiagge dell’Emilia-Romagna, da Goro nel ferrarese a Cattolica nel riminese, con interventi di rigenerazione e riqualificazione per consolidare e sviluppare la competitività del turismo balneare di tutta la costa.   È questo l’obiettivo di un progetto di legge presentato qualche giorno fa dalla Giunta regionale, finalizzato ad incidere sui litorali, sostenendo i progetti dei Comuni che investono per migliorare la qualità architettonica e ambientale dello spazio urbano, con una forte vocazione alla sostenibilità.   Obiettivo strategico del progetto di legge, che riguarda 14 Comuni, è quindi promuovere e sostenere l’innovazione del prodotto turistico nel Distretto balneare della Costa emiliano-romagnola. Attraverso bandi regionali, saranno concessi contributi alle amministrazioni che rientrano nel Distretto per incentivare progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana..
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26
Nov

Condomini, l’app Enea per la riqualificazione energetica e strutturale

26/11/2018 – L’ENEA ha messo a disposizione l’App Condomini+ 4.0 per supportare i professionisti nella diagnosi energetica e strutturale, consentendo di automatizzare la fase di raccolta dati e di ottenere rapidamente una classificazione dell’edificio.   Il nuovo progetto ENEA, infatti, nato nell’ambito del Piano triennale di Informazione e Formazione per l’efficienza energetica, mira a promuovere la qualificazione dei soggetti che operano nell'ambito dei servizi energetici e a mettere in sicurezza i condomini italiani.     Riqualificazione condomini: l’app Enea Con l’App Condomini+ 4.0, l’ENEA ha messo a punto una procedura sotto forma di applicazione che opererà su piattaforma Android e iOS e che prevede la valutazione indicizzata preventiva dello stato di fatto e l’identificazione delle principali criticità strutturali ed energetiche.   Per quanto riguarda..
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26
Nov

Scuole, a breve l’erogazione di 1,7 miliardi di euro per il piano 2018-2020

26/11/2018 – Entra nel vivo il programma triennale 2018-2020 da 1,7 miliardi di euro per l’edilizia scolastica. Giovedì 22 novembre, in occasione della Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole il Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (Miur) d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha sottoscritto un protocollo di intesa con la Banca europea per gli investimenti (BEI), la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB) e Cassa Depositi e Prestiti (CDP).   Come spiegato dal Ministro, Marco Bussetti, il protocollo dà il via libera alla programmazione triennale per gli interventi 2018-2020. Il coinvolgimento del MEF, in particolare, consentirà la velocizzazione delle procedure di spesa.   Edilizia scolastica, il programma 2018 – 2020 Le risorse del programma triennale 2018 – 2020 sono state stanziate con la legge di Stabilità per il..
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