1 7 Gennaio 2019 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for gennaio 7th, 2019

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RDP Responsabile della Protezione Dati personali in materia di privacy

 
Il Regolamento Generale sulla protezione dei dati GDRP 2016/679, prevede che, in alcune circostanze, venga nominato all'interno dell'azienda un Responsabile della Protezione dei Dati e che quest'ultimo sia sostenuto dal titolare e dal responsabile del trattamento dei dati quali dovranno mettere a sua disposizione le risorse necessarie per assolveregli incarichi previsti dall'articolo 39.
Più complicati sono  i trattamenti da fare e maggiori devono essere le risorse incaricate a sostenere ilResponsabile della Protezione Dati personali in materia di privacy.
Solo dopo aver valutato in dettaglio la complessità del trattamento a cui si sottoporranno i dati si potrà valutare la necessità o meno di istituire un apposito ufficio al quale destinare le risorse necessarie allo svolgimento dei compiti stabiliti. Questo non esclude l'obbligo di individuare in ogni caso un Responsabile della Protezione dei Dati.
Per avere maggiori informazioni in materia di GDPR 2016/679 contattare lo Staff esperto di MODI S.r.l. disponibile al numero gratuito 800300333. Nel nostro sito www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it sarà possibile visionare le risposte alle domande più frequenti in materia di privacy.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it
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Morti sul lavoro, ISI 2018, Resto al SUD

 
News sicurezza ambiente qualità E-learning #HSE, Banca dati Newsletter 1 del 7 Gennaio 2019 Morti sul lavoro, ISI 2018, Resto al SUD. In caso di difficoltà nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it. Ricordiamo che l'accesso al Portale è Gratuito per l'utilizzo dell'intera Banca Dati.
E-learning_1.png Report morti sul lavoro nell’intero 2018  Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
E-learning_1.png Strutture alberghiere superiori 25 posti, proroga Scia parziale  nota VVF
E-learning_1.png Infortuni sul lavoro  definito il modulo per l'indagine europea
E-learning_1.png Resto al Sud  incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali
E-learning_1.png La vittoria è di chi lotta in sicurezza… sempre  spot Sara Cardin, campionessa del mondo di karate nel 2014 e d’Europa nel 2016.
E-learning_1.png L’Avviso pubblico Isi 2018  Bando Isi 2018
E-learning_1.png Abolizione Sistri, credito d’imposta formazione, RLS, Amianto  sicurezza ambiente qualità E-learning HSE
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Report morti sul lavoro nell’intero 2018

 

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Report morti sul lavoro nell’intero 2018

reportOsservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro Curatore Carlo Soricelli

morti sul lavoro nel 2019 al 7 gennaio

Sono già 7 i morti per infortunio sui luoghi di lavoro nel 2019 Almeno altrettanti sulle strade e in itinere)

Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima

Report morti sul lavoro nell’intero 2018

Sono 704 i morti sui luoghi di lavoro del 2018. Con i morti sulle strade e in itinere, considerati dallo Stato e dall’INAIL come morti sul lavoro, arriviamo a oltre 1450 lavoratori morti per infortuni. Mai stati così tanti da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio, che monitora tutti i morti sui luoghi di lavoro, anche i non assicurati INAIL e tutti quelli che non dispongono di un’assicurazione.  Dal 2008, ogni giorno, i lavoratori morti sul lavoro sono stati registrati per anno, mese e giorno della tragedia, identità, luogo e provincia dell’infortunio mortale, professione, età e nazionalità della vittima.  Da quell’anno, con oltre 15.000 morti sul lavoro, è come se fossero spariti gli abitanti di una cittadina come Sasso Marconi.  Rispetto al 2017 registriamo un aumento del 9,7%. Rispetto al 2008, registriamo un aumento del 9,4% (e tutti gli anni parlano di cali inesistenti).  Le categorie che hanno nel 2018 il maggior numero di morti sono:  Agricoltura che registra il 33,3% di tutti i morti sui luoghi di lavoro (è così tutti gli anni); il dato impressionante è quello dei 149 agricoltori che hanno perso la vita guidando un trattore rimanendone schiacciati. A questi occorrerebbe aggiungerne molti altri incautamente trasportati a bordo come bambini e altri, o sulle strade dove questo mezzo provoca altri morti innocenti. Nessuno ha mosso un dito neppure quest’anno per arginare e informare sulla pericolosità del trattore, oltre che mettere a disposizione fondi per renderli più sicuri. Lo chiediamo da un decennio, ma la vita di chi lavora sembra non contare niente per i governi che si sono succeduti alla guida del paese. I vari ministri che si sono avvicendati alle Politiche Agricole hanno solo pensato a farsi belli inaugurando sagre e manifestazioni agricole del made in Italy, mentre i campi sono impregnati del sangue dei nostri agricoltori.  La seconda categoria con più morti è l’Edilizia che conta il 15,2% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. Questa categoria, forse a causa della crisi dell’edilizia, registra un calo delle morti di oltre il 5% rispetto al 2017.  Gli autotrasportatori (li monitoriamo tutti assieme, anche se fanno parte di categorie diverse) sono percentualmente il 12,1% di tutti i morti sul lavoro. L’Industria, di tutte le categorie (esclusa l’edilizia) ha complessivamente il 7,8% di tutti i morti sul lavoro. Pur avendo milioni di addetti ha percentualmente pochi morti, questo perché ha ancora un sindacato forte che riesce a dialogare e a far rispettare più di altri comparti la Sicurezza sul lavoro. A morire per infortuni sono quasi tutti lavoratori in appalto: dipendenti di altre aziende, spesso artigianali, muoiono per infortuni nelle aziende stesse. Nemmeno i Sindacati non s’interessano di questi lavoratori figli di un “dio minore” che non hanno articolo 18 e lavorano in insicurezza senza nessun controllo.  Una miriade di altre professioni registra morti sul lavoro, ma l’elenco diventerebbe lunghissimo: sono soprattutto addetti al servizio alle imprese, artigiani che lavorano per conto terzi.  Ma ricordiamoci anche degli 8 carabinieri che hanno perso la vita nell’esercizio delle loro funzioni per proteggere noi cittadini: anche loro nelle statistiche “spariscono”.  Spariscono dalle statistiche, non essendo assicurati all’INAIL, le Forze Armate, i Vigili del Fuoco, innumerevoli Partite Iva, compresi i giornalisti, lavoratori in nero, tantissimi agricoltori schiacciati dal trattore e tanti altri e fanno sembrare questo fenomeno di cui dovremmo vergognarci per le dimensioni, molto più lieve.  Gli stranieri morti sul lavoro nel 2018 sono stati il 7,1% sul totale, a causa della crisi sono diminuiti rispetto agli ultimi anni: lavori pericolosi che gli italiani in passato non volevano fare, ma che ora svolgono pur di poter lavorare, quasi sempre precari costretti a svolgere lavori pericolosi. E’ sconvolgente l’età delle vittime di infortuni: perdono la vita moltissimi giovani sotto i venti e trent’anni, ma soprattutto in tarda età, il 27% di tutti i morti sui luoghi di lavoro hanno dai 61 anni in su (esclusi morti in itinere e sulle strade) sono il 27% sul totale, una percentuale impressionante.  Il precariato diffuso, leggi come la Fornero e il Jobs act, hanno contribuito a far morire molti lavoratori in più. Il precariato uccide tantissimi giovani e meno giovani e l’articolo 18, abolito dal Governo Renzi con la complicità della parte più retriva degli industriali, ha fatto aumentare le morti sul lavoro, soprattutto tra i giovani assunti: chi si rifiuta di svolgere lavori pericolosi se è possibile essere licenziati con una scusa? I partiti che formano il nuovo governo avevano promesso di eliminare le leggi Fornero e Jobs act: non sono state toccate. Come potete vedere nel report le Regioni con più morti sul lavoro sono la Lombardia, il Veneto, la Campania e l’Emilia-Romagna. Non a caso tre di queste Regioni invece di impegnarsi ad arginare questo fenomeno, vogliono la piena autonomia finanziaria, così da poter distruggere in pochi anni l’Unità del Paese e anche la Sicurezza dei lavoratori. Un egoismo che si vede anche nel menefreghismo con cui trattano queste tragedie: ma questo riguarda tutte le Regioni e Province italiane.  Le province con più morti sui luoghi di lavoro (escluso itinere) sono quelle di Salerno con 20 morti, Torino con 19 morti, una città che ha avuto una delle tragedie più grandi sul lavoro, quella della Thyssenkrupp dove il 6 dicembre 2007 morirono 7 lavoratori arsi vivi. L’Osservatorio fu aperto proprio in seguito a quella tragedia ed è dedicato a quelle vittime. Seguono la provincia di Verona con 18 morti sui luoghi di lavoro, Napoli con 17 morti, poi a scalare come potrete vedere nel report. Benevento (dove sono nato) e poche altre, le province che non hanno avuto morti per infortuni sui luoghi di lavoro, e di questo sono contento.  Si chiamava Ugo Panzanella l’ultimo morto per infortunio del 2018, un meccanico di 75 anni. Era rimasto gravemente ustionato il 4 novembre: stava tagliando con un frullino una vecchia cisterna che è esplosa ed è morto dopo quasi due mesi di sofferenze all’ospedale Grandi Ustionati di Cesena il 30 dicembre.  Per chi volesse avere notizie più specifiche sulla situazione della propria provincia può contattare Carlo Soricelli.  Ci auguriamo che il 2019 sia un anno migliore e che la politica e il Governo cominci finalmente ad occuparsene.

Carlo Soricelli  Curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro (L’unico sito che monitora in tempo reale TUTTI i morti per infortunio sul lavoro, compresi i non assicurati all’INAIL e i lavoratori in nero)

https://cadutisullavoro.blogspot.com/

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Strutture alberghiere superiori 25 posti, proroga Scia parziale

 

nota VVF

Strutture alberghiere superiori 25 posti, proroga Scia parziale

sciaNota prot. n. 16419 del 28 novembre 2018 - Richiesta chiarimenti su art. 1, comma 1122, lettera i della Legge 27/12/2017 n. 205 - Proroga alberghi - Termine per la presentazione della SCIA parziale entro il 01.12.2018"

Pubblicata dai Vigili del Fuoco la nota n. 16419 del 28 novembre 2018 che risponde a richiesta di Chiarimenti su art. 1, comma 1122, lettera i della Legge 27/12/2017 n. 205 – Proroga alberghi – Termine per la presentazione della SCIA parziale entro il 01.12.2018Risposte a richieste di chiarimento sul regime di proroga per le strutture turistico alberghiere oltre 25 posti letto.

In particolare il quesito affrontato interessa le attività ricettive con esercizio temporaneamente sospeso e momentaneamente sotto le soglie di assoggettabilità alle procedure di prevenzione incendi, e la possibilità che queste beneficino della proroga al 30 giugno 2019 o altrimenti debbano presentare Scia parziale entro il 1° dicembre 2018.

La nota risponde: “si ritiene che le attività ricettive turistico-alberghiere ricadenti nelle casistiche sopra prospettate possano comunque beneficiare del regime di proroga disposto dal Legislatore, presentando la Scia parziale anche oltre il termine del 1° dicembre”.

Alla Scia si dovrà allegare una dichiarazione sulla sospensione, chiusura stagionale, esercizio parziale dell’attività. Ovvero dichiarazione su attività sostenuta con numero di posti inferiore a quelli previsti dalla norma sulla prevenzione incendi.

Strutture alberghiere superiori 25 posti, proroga Scia parzialeStrutture alberghiere superiori 25 posti, proroga Scia parziale MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
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Fattura elettronica, il Fisco risponde ai dubbi dei professionisti

07/01/2019 -  L’obbligo di fattura elettronica è entrato in vigore il 1° gennaio e l’Agenzia delle Entrate è alle prese con i dubbi dei professionisti. Con una serie di Faq pubblicate nella sezione dedicata alla fatturazione elettronica, il Fisco sta cercando di dare risposta a questioni pratiche poste dagli addetti ai lavori. Fattura elettronica differita L’Agenzia delle Entrate ha spiegato che, anche con la fattura elettronica, è possibile l’emissione di una fattura elettronica “differita” ai sensi dell’articolo 21, comma 4, del DPR 633/1972. La fattura può essere emessa entro il giorno 15 del mese successivo alla prestazione dei servizi. Se, ad esempio, la prestazione è avvenuta il 20 gennaio 2019, la fattura elettronica potrà essere emessa il 10 febbraio 2019. Ci sono però delle condizioni. Se la prestazione o il servizio prevede un invio di merce o materiali, questa.. Continua a leggere su Edilportale.com MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Bonus verde, eco-sismabonus e detrazione per polizze anticalamità nel 730/2019

07/01/2019 - L’Agenzia delle Entrate ha diffuso la bozza del modello 730/2019, con le relative istruzioni. Tra le novità ci sono le agevolazioni fiscali relative alla casa e, in particolare, le detrazioni d’imposta per le assicurazioni contro gli eventi calamitosi, il bonus verde, la combo ecobonus+sismabonus per gli interventi su parti comuni condominiali. Hanno trovato collocazione nel 730/2019 le agevolazioni per la casa confermate dalla Legge di Bilancio 2018 (detrazioni potenziate per gli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici e bonus mobili) e quelle nuove. Si tratta di: - la detrazione del 19% riguardante premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulati per unità immobiliari a uso abitativo; - la detrazione del 36% delle spese sostenute, nel limite massimo di 5mila euro, per interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private.. Continua a leggere su Edilportale.com MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Colonnine di ricarica elettrica, detrazione del 50% per chi le installa

07/01/2019 – Da marzo 2019 chi installa infrastrutture di ricarica elettriche, anche nei condomini, potrà usufruire di una detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute. A prevederlo la Legge di Bilancio 2019. Colonnine elettriche: in cosa consiste il bonus 50% Ai contribuenti è riconosciuta una detrazione del 50% per le spese documentate sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 relative all’acquisto e alla posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica, inclusi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino ad un massimo di 7 kW. La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro. Per accedere all’agevolazione le infrastrutture di ricarica devono essere dotate di uno o più punti di ricarica di potenza standard non accessibili al pubblico. Ciò.. Continua a leggere su Edilportale.com MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Contabilizzatori di calore, dal 2020 installabili solo quelli leggibili da remoto

07/01/2019 – Entro il 25 ottobre 2020 i contatori e i contabilizzatori di calore di nuova installazione dovranno essere gestibili da remoto. A stabilirlo la Direttiva UE 2018/2002 che modifica la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica che aveva introdotto l’obbligo di installare i contabilizzatori di calore nei condomini. Contabilizzatori di calore: obbligo di controllo da remoto Il provvedimento prevede che i contatori e i contabilizzatori di calore installati dopo il 25 ottobre 2020 dovranno essere leggibili da remoto. Solo nei casi di impossibilità tecnico-economica accertata sarà possibile non applicare la direttiva. Inoltre, entro il 1° gennaio 2027 tutti i contabilizzatori in uso dovranno avere la capacità di lettura da remoto; ciò significa che quelli già installati ma sprovvisti di tale capacità dovranno essere sostituiti. Anche in questo caso l’obbligo decade in presenza.. Continua a leggere su Edilportale.com MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Emergenza clima, i trucchi delle città italiane per contrastarla

07/01/2019 - Piani di adattamento al clima e progetti sperimentali per far fronte ad eventi meteorologici avversi e riqualificare le aree urbane a rischio. Sono le buone pratiche selezionate dall’osservatorio nazionale Città Clima di Legambiente. Vediamo le strategie messe in campo dalle città italiane per fronteggiare i cambiamenti climatici prima che si trasformino in emergenze. Milano, progetti per la riapertura dei Navigli Dal 2017 il Comune sta lavorando alla riapertura dei navigli per migliorare la viabilità, con un canale navigabile e una pista ciclabile, e consentire il riequilibrio idraulico del territorio. La riattivazione del sistema idrico artificiale consentirebbe l’apporto di acque pulite per il sistema irriguo locale e diminuirebbe le inondazioni dei quartieri a nord della città. Foto: Città Clima - Legambiente Milano, piazza Gae Aulenti La piazza è coperta da tre fontane circolari.. Continua a leggere su Edilportale.com MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231