1 8 Marzo 2019 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for marzo 8th, 2019

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Mar

FAQ sul registro delle attività di trattamento – quali informazioni deve contenere?

Il Regolamento individua dettagliatamente le informazioni che devono essere contenute nel registro delle attività di trattamento del titolare (art. 30, par. 1 del RGPD) e in quello del responsabile (art. 30, par. 2 del RGPD).
  •  nel campo “finalità del trattamento” oltre alla precipua indicazione delle stesse, distinta per tipologie di trattamento (es. trattamento dei dati dei dipendenti per la gestione del rapporto di lavoro; trattamento dei dati di contatto dei fornitori per la gestione degli ordini), sarebbe opportuno indicare anche la base giuridica dello stesso (v. art. 6 del RGPD; in merito, con particolare riferimento al “legittimo interesse”, si rappresenta che il registro potrebbe riportare la descrizione del legittimo interesse concretamente perseguito, le “garanzie adeguate” eventualmente approntate, nonché, ove effettuata, la preventiva valutazione d’impatto posta in essere dal titolare (v. provv. del Garante del 22 febbraio 2018 – [doc web n. 8080493]). Sempre con riferimento alla base giuridica, sarebbe parimenti opportuno: in caso di trattamenti di “categorie particolari di dati”, indicare una delle condizioni di cui all’art. 9, par. 2del RGPD; in caso di trattamenti di dati relativi a condanne penali e reati, riportare la specifica normativa (nazionale o dell’Unione europea) che ne autorizza il trattamento ai sensi dell’art. 10 del RGPD;
  • nel campo “descrizione delle categorie di interessati e delle categorie di dati personali” andranno specificate sia le tipologie di interessati (es. clienti, fornitori, dipendenti) sia quelle di dati personali oggetto di trattamento (es. dati anagrafici, dati sanitari, dati biometrici, dati genetici, dati relativi a condanne penali o reati, ecc.);
  • nel campo “categorie di destinatari a cui i dati sono stati o saranno comunicati” andranno riportati, anche semplicemente per categoria di appartenenza, gli altri titolari cui siano comunicati i dati (es. enti previdenziali cui debbano essere trasmessi i dati dei dipendenti per adempiere agli obblighi contributivi). Inoltre, si ritiene opportuno che siano indicati anche gli eventuali altri soggetti ai quali – in qualità di responsabili e sub-responsabili del trattamento– siano trasmessi i dati da parte del titolare (es. soggetto esterno cui sia affidato dal titolare il servizio di elaborazione delle buste paga dei dipendenti o altri soggetti esterni cui siano affidate in tutto o in parte le attività di trattamento). Ciò al fine di consentire al titolare medesimo di avere effettiva contezza del novero e della tipologia dei soggetti esterni cui sono affidate le operazioni di trattamento dei dati personali;
  • nel campo “trasferimenti di dati personali verso un paese terzo o un’organizzazione internazionale” andrà riportata l’informazione relativa ai suddetti trasferimenti unitamente all’indicazione relativa al Paese/i terzo/i cui i dati sono trasferiti e alle “garanzie” adottate ai sensi del capo V del RGPD (es. decisioni di adeguatezza, norme vincolanti d’impresa, clausole contrattuali tipo, ecc.);
  • nel campo “termini ultimi previsti per la cancellazione delle diverse categorie di dati” dovranno essere individuati i tempi di cancellazione per tipologia e finalità di trattamento (ad es. “in caso di rapporto contrattuale, i dati saranno conservati per 10 anni dall’ultima registrazione – v. art. 2220 del codice civile”). Ad ogni modo, ove non sia possibile stabilire a priori un termine massimo, i tempi di conservazione potranno essere specificati mediante il riferimento a criteri (es. norme di legge, prassi settoriali) indicativi degli stessi (es. “in caso di contenzioso, i dati saranno cancellati al termine dello stesso”);
  • nel campo “descrizione generale delle misure di sicurezza” andranno indicate le misure tecnico-organizzative adottate dal titolare ai sensi dell’art. 32 del RGDP tenendo presente che l’elenco ivi riportato costituisce una lista aperta e non esaustiva, essendo rimessa al titolare la valutazione finale relativa al livello di sicurezza adeguato, caso per caso, ai rischi presentati dalle attività di trattamento concretamente poste in essere. Tale lista ha di per sé un carattere dinamico (e non più statico come è stato per l’Allegato B del d. lgs. 196/2003) dovendosi continuamente confrontare con gli sviluppi della tecnologia e l’insorgere di nuovi rischi. Le misure di sicurezza possono essere descritte in forma riassuntiva e sintetica, o comunque idonea a dare un quadro generale e complessivo di tali misure in relazione alle attività di trattamento svolte, con possibilità di fare rinvio per una valutazione più dettagliata a documenti esterni di carattere generale (es. procedure organizzative interne; security policy ecc.).
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Mar

Cultura, architettura e design generano più di 92 miliardi di euro

08/03/2019 – Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, PA e no profit, genera più di 92 miliardi di euro e ‘attiva’ altri settori dell’economia, arrivando a muovere, nell’insieme, 255,5 miliardi, equivalenti al 16,6% del valore aggiunto nazionale. È quanto emerge dal Rapporto “Io sono cultura - L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi” elaborato da Symbola e Unioncamere e presentato ieri a Milano presso la sede del Touring Club Italiano. Patrimonio culturale: i dati in Italia Secondo il Rapporto l’economia italiana beneficia di cultura e creatività, soprattutto il settore del turismo. Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull’occupazione: il solo sistema produttivo culturale e creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati in Italia. Nel complesso, quello produttivo culturale.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
8
Mar

Ingegneria e discipline tecniche, cresce la presenza delle donne

08/03/2019 - Il 39% dei laureati nelle discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) sono donne. E’ un primato dell’Italia rispetto ai principali Paesi industrializzati con cui siamo abituati a confrontarci. In Francia, nel Regno Unito, in Olanda, nell’area scandinava, negli Stati Uniti, la percentuale è più contenuta. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi del CNI, inoltre, aumenta progressivamente il numero delle donne ingegnere: nel 2017 è stato il 28% dei laureati in ingegneria a fronte di una quota del 16% nei primi anni 2000. Le statistiche internazionali confermano come in Italia la quota di laureate in Ingegneria sia considerevolmente più elevata rispetto a molti Paesi europei, solo per fare qualche esempio: la Francia è ferma al 26%, l’Olanda ed il Belgio al 24%, l’Inghilterra al 23%, gli Sati Uniti al 20%. “Stanno cadendo progressivamente – afferma Armando Zambrano, Presidente.. Continua a leggere su Edilportale.com       MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
8
Mar

Opere abusive, quando è possibile evitare la demolizione?

08/03/2019 – Un edificio abusivo può evitare la demolizione? Sì, ma come ha spiegato la Cassazione con la sentenza 9210/2019, solo in pochi casi ben precisi. Edifici abusivi, quando si evita la demolizione Come si legge nella sentenza, l'ordine di demolizione delle opere abusive, emesso con la sentenza penale passata in giudicato, può essere revocato solo se nel frattempo l’immobile è stato sanato o se è stata cambiata la sua destinazione d’uso. L’ordine di demolizione sarebbe infatti in contrasto con gli atti amministrativi o giurisdizionali con cui le autorità competenti hanno conferito all’immobile una destinazione diversa o concesso la sanatoria. L’ordine di demolizione può inoltre essere sospeso se, sulla base di elementi concreti, si può prevedere che, nel giro di brevissimo tempo, sarà adottato un provvedimento che si porrà in contrasto con l’abbattimento. Demolizione.. Continua a leggere su Edilportale.com MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
8
Mar

Sismabonus, le potenzialità inespresse della misura per la rigenerazione del Paese

08/03/2019 – Il Sismabonus non ha ancora mostrato le sue potenzialità. Ma potrebbe presto farlo puntando su una maggiore consapevolezza dei professionisti e della committenza. Questa, in sintesi, la sfida che sarà affrontata durante il 5° Convegno nazionale della Scuola Ingegneria e Architettura in programma a Bari per il prossimo 28 marzo. Se ne è parlato in un incontro di presentazione alla Camera dei Deputati. Sismabonus e il bisogno di messa in sicurezza Secondo la Scuola Ingegneria e Architettura, l’ultimo Rapporto Casa Italia ha individuato in circa 566.000 gli edifici costruiti prima del 1971, con una potenziale vulnerabilità sismica. Politica e parti sociali, ha spiegato la Scuola Ingegneria e Architettura durante la presentazione, devono quindi conciliare l’obiettivo della messa in sicurezza con quello della ripresa economica. Viene quindi in aiuto il Sismabonus, il complesso di misure per la messa.. Continua a leggere su Edilportale.com MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231