1 12 Giugno 2019 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for giugno 12th, 2019

12
Giu

decreto risorse istruzione e formazione professionale 2018

 

Istruzione e Formazione Professionale

decreto risorse istruzione e formazione professionale 2018

risorse formazionePubblicato dal ministero del lavoro il Decreto direttoriale n. 3 del 19 aprile 2019, della Direzione Generale degli Ammortizzatori sociali e della formazione - registrato dalla Corte dei Conti in data 20 maggio 2019, al n. 1/1504 - concernente la ripartizione tra le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano delle risorse relative all’annualità 2018, pari a 189.109.570,00 euro, per il finanziamento dei percorsi finalizzati all’assolvimento del diritto-dovere nell’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP).
 
Per le finalità previste dall’art. 68 comma 4 della Legge 17 maggio 1999, n. 144 e successive modificazioni, e ai sensi della legge 27 dicembre 2017, n. 205 "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020", ed in particolare l'art. 1, commi da 110 a 112, sono destinati euro 189.109.570,00 per il finanziamento dei percorsi finalizzati all’assolvimento del diritto-dovere nell’Istruzione e Formazione Professionale ai sensi dell’articolo 28 comma 3 del Decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226. 
 
L’importo di euro 189.109.570,00 è posto a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Il suddetto importo viene ripartito tra le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, come segue: 
a) euro 185.109.570,00 per il 75% sulla base del numero di studenti iscritti ai percorsi di istruzione e formazione professionale realizzati dalle istituzioni formative accreditate ai sensi del Capo III del decreto legislativo n. 226/2005; per il 25% sulla base del numero complessivo di studenti qualificati e diplomati in esito ai percorsi di istruzione e formazione professionale realizzati dalle istituzioni formative accreditate ai sensi del Capo III del decreto legislativo n. 226/2005; 
b) euro 4.000.000,00 sulla base del numero di studenti iscritti ai percorsi di istruzione e formazione professionale realizzati dagli Istituti Professionali di Stato in regime di sussidiarietà integrativa. 
 
Le risorse ripartite per ciascuna Regione e Provincia Autonoma sono riportate nella Tabella 1 “Ripartizione delle risorse” sulla base dei dati indicati nella Tabella 2 “Dati monitoraggio anno scolastico formativo 2017-2018”.
MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
12
Giu

Infor.MO, Approfondimento delle dinamiche, dei fattori di rischio e delle cause

 

Schede INAIL 2019

Infor.MO, Approfondimento delle dinamiche, dei fattori di rischio e delle cause

Infor.MO, Approfondimento delle dinamiche, dei fattori di rischio e delle causeIl sistema di sorveglianza nazionale “Infor.MO”, nato nel 2002 come progetto di ricerca e attualmente adottato nel Piano Nazionale di Prevenzione (2014-2018) delle Regioni, è finalizzato a studiare le cause degli infortuni mortali e gravi sul lavoro, tramite l’analisi della dinamica infortunistica sviluppata secondo il proprio modello.
 
In questa scheda vengono analizzati i casi di infortunio avvenuti in ambito portuale disponibili nell’archivio Infor.Mo. L’archivio dispone, ad oggi, di un repertorio di 7.443 infortuni (4.625 mortali e 2.818 gravi) avvenuti nel periodo 2002 - 2015. 
Tale scheda rientra tra le attività collegate alla ricerca discrezionale Gestione integrata della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro. Gestione integrata nel settore marittimo-portuale. 
 
La disamina ha preso in considerazione tutti gli eventi registrati ‘nell’ambiente porto’, considerando quindi sia quelli specifici del ciclo di lavoro portuale, che quelli ad esso collegati in particolare per i rischi di interferenza tra mezzi/attrezzature/uomo, tra lavorazioni differenti e tra ambienti differenti (mare-terra-nave, pubblicoprivato). 
 
Si precisa inoltre che il personale riconducibile ad aziende autorizzate all’esercizio delle operazioni portuali ai sensi della l. 84/1994 è stato generalmente indicato come ‘personale interno al porto’, per differenziarlo da quello come ad esempio gli autotrasportatori o i marittimi, (denominato ‘personale esterno al porto’) che pur partecipando al ciclo lavorativo non afferiscono alle sopra indicate aziende. 
 
L’analisi dei casi avvenuti mostra un insieme costituito da 58 infortuni (27 mortali e 31 gravi), collegati a lavori svolti in ambito portuale, che nonostante sia numericamente esiguo consente comunque di trarre informazioni specifiche sul fenomeno infortunistico con conseguenze gravi. 
L’anzianità lavorativa nella mansione mostra che l’esperienza tra gli infortunati supera i tre anni nel 67,2% dei casi rispetto al 58,4% registrato per il totale degli infortuni presenti in banca dati e si evidenzia anche il dato relativo alla sola prima settimana con il 5,2% dei casi rispetto al 3,7% del totale degli eventi. 
In termini di tipologia contrattuale emerge che oltre i 3/4 degli infortunati sono caratterizzati da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, rispetto al 54,8% registrato per la totalità dei casi; per quanto riguarda altre tipologie contrattuali emergono i rapporti di lavoro non tipici con circa il 7%.
MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
12
Giu

I transpallet manuali

 

Edizione INAIL 2019

I transpallet manuali

I transpallet manualiIl transpallet è comunemente definito come un carrello elevatore con guidatore a piedi o a bordo (in genere su una pedana) munito di forche e adibito alla sola movimentazione di merci, non al sollevamento né alla impilatura: il sollevamento da terra è quindi solo funzionale alla movimentazione. 
Due sono le tipologie principali di transpallet (di seguito TP): uno di tipo manuale, la cui movimentazione e innalzamento/abbassamento delle forche avviene esclusivamente grazie allo sforzo fisico dell’operatore, e in cui c’è un timone preposto sia alla trazione che alla manovra; uno di tipo elettrico, in cui invece un motore elettrico (comandato in genere da appositi tasti posti sul timone) è di ausilio alle operazioni di sollevamento e traslazione. 
 
Per un approfondimento sui rischi nell’uso dei transpallet si rimanda alla banca dati Infor.Mo, il Sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni sul lavoro che cataloga attualmente oltre 8.200 casi di infortuni mortali e gravi avvenuti tra il 2002 e il 2015. Tra i casi in archivio è possibile individuare 48 casi gravi e 10 mortali in cui un TP manuale interviene nella dinamica infortunistica, il che consente quindi di avere una panoramica abbastanza esauriente sulle criticità più rilevanti alla base dell’infortunio e sulle misure preventive da adottare.
 
Nel documento si riportano due casi tratti da Infor.Mo relativi, rispettivamente, a una dinamica infortunistica con esito mortale e ad una con esito grave. Per entrambi sono riportate anche le relative criticità individuate.
 
12
Giu

La manutenzione per la sicurezza sul lavoro

 

L’incremento dei rischi dovuti alla manutenzione

La manutenzione per la sicurezza sul lavoro

manutaznionePubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici. INAIL 2019 Effetti della manutenzione sulla salute e sicurezza sul lavoro
 
L’attività di manutenzione ha subito significativi mutamenti negli ultimi decenni, evolvendo da un’impostazione tradizionale, che la vedeva sostanzialmente come “riparazione quando si verifica un guasto”, ad una attività assai più complessa, che prevede interventi anche di ordine preventivo e periodico e che impone un’attenzione specifica alla formazione ed alle competenze dei lavoratori stessi. 
In questo senso, gli obblighi di manutenzione e le modalità del loro adempimento pongono di fronte a una duplice problematica: 
 
• da un lato, l’esigenza che il datore di lavoro rispetti puntualmente le indicazioni fornite dal decreto legislativo n. 81/2008, garantendo la permanenza nel tempo dei requisiti di sicurezza richiesti per gli ambienti e le attrezzature di lavoro; 
 
• dall’altro, l’assoluta necessità che siano adeguatamente tutelate la salute e la sicurezza degli stessi addetti alle attività di manutenzione. Problemi specifici, infine, si pongono laddove le operazioni di manutenzione siano esternalizzate, come spesso accade, con l’affidamento in appalto. In tali contesti, una corretta valutazione dei rischi non può prescindere dal rilievo delle eventuali interferenze date dalla possibile compresenza, in un unico contesto, dei lavoratori di più imprese impiegati in attività diverse. 
 
Appare, quindi, essenziale che il significativo incremento dei rischi associati alla manutenzione, debba portare ad un’attenta ponderazione della stessa in sede di valutazione dei rischi, considerando tale attività non più come “attività puntuale” ma come “processo continuo”. 
 
L’Inail ha preso parte all’evoluzione della normativa e svolge attività di ricerca e di formazione sulla valutazione del rischio anche in tale campo. Il presente elaborato prende in considerazione, in particolare, tre aspetti fondamentali: 
• la manutenzione dei luoghi di lavoro, degli impianti e delle attrezzature di lavoro 
• l’esternalizzazione della manutenzione e 
• i rischi dovuti alle interferenze nell’ambiente lavorativo.
Inoltre, si propone di mettere in luce: 
 
• le diverse problematiche associate agli argomenti citati 
• gli adempimenti legislativi che riguardano tali problematiche e 
• le tecniche ingegneristiche talvolta applicate per la loro gestione. 
 
Il lavoro è di sicuro interesse per le seguenti categorie di figure coinvolte nell’attività lavorativa: 
• datori di lavoro; 
• dirigenti; 
• responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP); 
• rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS); 
• responsabili della manutenzione; 
• addetti alla manutenzione; 
• responsabili dei contratti, responsabili della gestione di appaltatori e fornitori.
 
12
Giu

Rimozione in sicurezza delle tubazioni idriche interrate in cemento amianto

 

INAIL 2019

Rimozione in sicurezza delle tubazioni idriche interrate in cemento amianto

amiantoPubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici Coordinamento scientifico Federica Paglietti
 
L’attività di ricerca dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (Inail), coordinata dalla Direzione centrale ricerca (Dc ricerca), attraverso l’attuazione di piani triennali, esamina a 360° le diverse tematiche della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sviluppando altresì ricerche all’avanguardia inerenti nuove procedure operative, metodologie, strumentazioni, impianti, etc..
 
Grande attenzione è dedicata alla complessa tematica amianto, la cui attività di ricerca è espletata dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti prodotti ed insediamenti antropici (Dit) e dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila).
In particolare il Laboratorio IX del Dit si occupa dello sviluppo di metodi, procedure e modelli per valutare il rischio dovuto alla presenza, negli ambienti di lavoro e di vita, di sostanze pericolose rilasciate da materiali e processi legati alle attività produttive. Inoltre procede all’individuazione di misure per il contenimento del rischio, la protezione dei lavoratori e la salvaguardia delle comunità residenti. 
 
Tale Laboratorio ha in essere uno specifico Gruppo di lavoro dedicato alla problematica amianto che, attraverso i suoi esperti, predispone, congiuntamente a Pubbliche amministrazioni, Enti di ricerca ed Università, numerosi documenti tecnici di riferimento su scala nazionale ed internazionale. Detti elaborati sono rivolti agli operatori del settore, alle aziende e agli altri stakeholders, finalizzati a tutelare i lavoratori esposti, gli ambienti di vita e le matrici ambientali.
 
In tale contesto si inserisce anche il presente elaborato, inerente la rimozione in sicurezza di tubazioni idriche interrate in cemento amianto, frutto di un processo di sistematizzazione di cui Inail si fa promotore e di un complesso lavoro di sinergia tra enti pubblici e privati, il cui fine principale è quello di integrare ed armonizzare le procedure di intervento e sicurezza finora adottate a scala nazionale, indicando un criterio di pianificabilità, riproducibilità ed omogeneità di intervento per agevolare l’operato dei lavoratori addetti al settore e degli Organi di Controllo competenti per territorio.
 
Ciò con il fine di costruire un processo partecipativo, in cui le attività di ricerca sul campo conducano ad una efficace trasferibilità dei risultati, fornendo contenuti utili agli ambiti lavorativi ed alla prevenzione dei rischi, promuovendo altresì la circolarità delle conoscenze tecnico-scientifiche nelle comunità nazionali e internazionali
 

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

12
Giu

Vite straordinarie

 

storie di uomini e donne che non si sono arresi

Vite straordinarie

viteIl volume, intitolato ‘Vite straordinarie 2. Storie di uomini e donne che non si sono arresi’, riprende e sviluppa un format già adoperato nell’edizione del primo volume ‘Vite straordinarie. Storie di uomini e donne che hanno fatto la differenza’.
 
Inail, l’anno passato abbiamo deciso di raccontare storie di vite straordinarie, uomini e donne che nonostante, o forse anche in ragione della propria disabilità, hanno lasciato nel mondo un segno della propria esistenza grazie a talenti eccezionali, in tutti i campi dell’arte e della scienza, o in virtù della capacità di impegnarsi in modo particolarmente efficace a favore dei diritti delle persone con disabilità, contribuendo così alla creazione di una società inclusiva e più equa.
 
Anche quest’anno abbiamo deciso di affrontare lo stesso tema ma in un’ottica radicalmente diversa. Il quotidiano contatto con i nostri infortunati, infatti, ci ha regalato la profonda consapevolezza che un’esistenza possa essere straordinaria anche senza assurgere a una notorietà senza confini.
E proprio il dono di questa consapevolezza vogliamo condividere con i nostri lettori, che in queste pagine troveranno i racconti tenuti insieme da un ideale fil rouge rappresentato da un comune e faticoso percorso di rinascita, selezionati tra i molti – tutti significativi, esemplari, emozionanti che ci sono pervenuti dai nostri assistiti.
 
Racconti che spaziano in una dimensione più intima e individuale e che parlano di esistenze attraversate da eventi prima inimmaginabili, che le hanno proiettate verso una rotta sconosciuta e irta di ostacoli. 
 
Vite di persone che, con coraggio, forza d’animo e resilienza straordinari, hanno cercato e trovato dentro se stesse risorse insospettabili per reinventarsi dopo un infortunio sul lavoro e tornare a essere protagonisti della propria esistenza. Storie, insomma, che ci raccontano della potenziale grandezza dell’essere umano.
 
12
Giu

Prevenzione 2020

 

formazione e buone pratiche per generare valore

Prevenzione 2020

prevenzioneNel seminario finale a Roma presentati dati ed esperienze delle attività realizzate dagli enti del progetto Prevenzione 2020 in compartecipazione con l’Inail e il supporto delle parti sociali per lo sviluppo della comunità professionale dei Rls/Rlst. Al via in autunno nuovi corsi di formazione per 1500 rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
 
Pannelli con disegni che rilanciano le 10 esperienze più rappresentative, videoanimazioni che riassumono percorsi di lavoro, una piattaforma web, www.prevenzione2020.net, con dati, ricerche, buone pratiche, ma soprattutto il racconto dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale (Rlst). Sono questi alcuni dei risultati del progetto “Prevenzione 2020: le pratiche che generano valore”, presentati nel seminario conclusivo dell’iniziativa, svoltosi giovedì 30 maggio presso l’auditorium della sede centrale dell’Inail a Roma.
 
Collaborazione insieme alle parti sociali per la formazione dei Rls. Il progetto è stato realizzato dagli enti del raggruppamento “Prevenzione 2020”, di cui fanno parte Ial nazionale, con funzioni di capofila, Fondazione Di Vittorio e Enfap, in compartecipazione con l’Inail e il supporto di Cgil, Cisl e Uil, in attuazione dell’ accordo di collaborazione sottoscritto a giugno 2017 con la Direzione centrale prevenzione, e nato dall’avviso pubblico pubblicato nell’ottobre del 2015 sul tema dell’informazione e dello sviluppo della cultura della prevenzione per la figura del Rls e del Rlst in edilizia, agricoltura e sanità. Lucibello: lavorare insieme per non disperdere energie. Per il direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, l’iniziativa è il riconoscimento di un lavoro valido per metodo e strumenti utilizzati. I numeri degli infortuni registrati per i comparti oggetto del progetto impongono un cambiamento di rotta, da realizzare con l’apporto delle parti sociali, ed è necessario non disperdere energie e sforzi profusi. Il sostegno dell’Inail - ha concluso il direttore generale - non mancherà mai in termini di risorse e strutture tecniche. Mastrovincenzo: più formazione per l’aggiornamento digitale del lavoro. La difficoltà di partenza - ha ricordato nel suo intervento l’amministratore unico di Ial nazionale Stefano Mastrovincenzo - era quella del riconoscimento della condizione di svantaggio in cui operano i Rls. Per Mastrovincenzo è necessario non far calare il sipario su Prevenzione 2020. Anche per questo motivo molti dei suoi destinatari saranno coinvolti in autunno nelle iniziative formative del progetto “All-Adattare il lavoro ai lavoratori”, approvato dalla Direzione centrale prevenzione Inail, che riguarderà 1500 Rls/Rlst in tutta Italia. Dal progetto alla comunità professionale attiva anche sul web. A presentare i risultati del progetto sono stati, nel corso del panel moderato da Stefano Signorini, dirigente di ricerca del Dipartimento di medicina epidemiologia igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail, Fulvio Londei (Ial nazionale), Simona Marchi (Fondazione di Vittorio) e Lorella Parmeggiani (Enfap Emilia Romagna). Nel dibattito è stata evidenziata l’idea originale alla base di Prevenzione 2020: dare vita a una community virtuale per favorire lo sviluppo di una comunità professionale di Rls/Rlst che potesse portare alla valorizzazione di esperienze significative caratterizzate da innovatività, inclusività e trasferibilità. Prevenzione 2020 in cifre. Le esperienze significative riportate dal progetto sono il risultato di 90 interviste condotte ai Rls/Rlst coinvolti da dicembre 2017 a gennaio 2018 e selezionati sul territorio nazionale. Le interviste hanno indagato su quattro ambiti: formazione, informazione e addestramento; attività legate al ruolo ed esercizio delle attribuzioni; relazioni con i diversi attori del sistema di prevenzione; episodio significativo. Rilevanti sono stati anche gli altri numeri ricordati: tre seminari di lancio tra maggio e giugno 2018 con 410 partecipanti; più di 1500 documenti su legislazione, rischi lavorativi e tutela della salute inseriti nel repository del portale; oltre 300 iscritti alla community professionale e quasi 2600 sessioni annue di accesso alla piattaforma; 10 esperienze significative selezionate, rappresentate graficamente su pannelli e presentate durante il seminario; e, infine, una pubblicazione finale attualmente in fase di stampa ideata come manuale per lo sviluppo della community. Le voci del sindacato su prevenzione e qualità del lavoro. Nella tavola rotonda conclusiva del seminario, moderata da Stefano Signorini, sono intervenuti i segretari confederali Cgil, Cisl e Uil, Rossana Dettori, Angelo Colombini e Silvana Roseto, e il  direttore centrale Prevenzione Inail Ester Rotoli. Dal dibattito è emerso il comune convincimento che la prevenzione oggi vada fatta tenendo conto di un mondo del lavoro in costante cambiamento ed essenzialmente caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione lavorativa, dalla rapidità delle trasformazioni tecnologiche, dalla creazione di nuovi modelli organizzativi e di produzione. In questo contesto - hanno affermato concordemente i relatori - diviene centrale il ruolo dei Rls quale elemento di connessione fra datori di lavoro e sindacato, specialmente nelle piccole e medie imprese. Rotoli: dalla collaborazione istituzionale un’agenda per strategie di prevenzione in linea con l’Europa. Per il direttore centrale prevenzione dell’Inail, Ester Rotoli, le esperienze riportate dal progetto segnalano l’importanza di un collegamento maggiore tra i rappresentanti dei lavoratori e i datori di lavoro, e in questa direzione proseguiranno anche le prossime azioni che saranno portate avanti dall’Istituto con finanziamenti per attività di informazione e formazione sempre più mirate a sostegno dei lavoratori e delle loro rappresentanze. “È auspicabile - ha proseguito Rotoli - una rinnovata collaborazione tra istituzioni e parti sociali, che può condurre a una riorganizzazione delle funzioni del sistema istituzionale e del ruolo di Inail, con la proposta di un’agenda con temi chiave per lanciare una strategia nazionale al passo con quelle europee.” Luciano: “Safety first” slogan da ripetere in ogni contesto. Intervenendo a chiusura dei lavori, il presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza Inail, Giovanni Luciano, ha affermato che il progetto Prevenzione 2020 è un investimento da valorizzare e aggiornare. Il Civ ha sempre riservato grande attenzione ai temi della sicurezza, come dimostrano gli indirizzi strategici recentemente forniti con la delibera n. 8/2019, relativi anche al sostegno alle imprese ed alle iniziative di assistenza e consulenza. “La formazione obbligatoria da sola non basta – ha dichiarato Luciano – ed è necessario supportare ogni iniziativa che vada nel segno della prevenzione. “Safety first” deve diventare quasi uno slogan da ripetere in ogni contesto lavorativo e sociale, perché di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro occorre parlare di più, non solo tra addetti ed esperti del settore. Questo è il muro più grande che deve essere abbattuto.”  
Fonti INAIL
  MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
12
Giu

Celebrazione della direttiva quadro sulla sicurezza e la salute sul lavoro

 

Il 25 ° anniversario di EU-OSHA

Celebrazione della direttiva quadro sulla sicurezza e la salute sul lavoro

euoshaIl 25 ° anniversario di EU-OSHA coincide con un'altra importante pietra miliare europea in materia di sicurezza e salute sul lavoro (SSL): 30 anni fa, il 12 giugno, la direttiva quadro sulla SSL 89/391 / CEE è stata adottata dal Consiglio europeo. Questo atto giuridico è di fondamentale importanza per tutti i lavoratori in quanto stabilisce i principi generali per la prevenzione e la protezione dei lavoratori contro gli infortuni e le malattie professionali.
 
Inoltre, la recente " Valutazione dell'attuazione pratica delle direttive dell'UE in materia di sicurezza e salute sul lavoro " conclude che la rego- lamentazione ha raggiunto l'obiettivo dichiarato di introdurre misure per incoraggiare il miglioramento della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro e suggerisce che ha colpito positivamente le imprese 'comportamento relativo alla garanzia della sicurezza e della salute sul lavoro negli Stati membri.
 
Il regolamento ha aperto la strada al costante sviluppo di OiRA (valutazione interattiva del rischio online) in quanto richiede ai datori di lavoro europei di valutare i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori e di adottare misure adeguate per eliminarli e prevenirli.
 
Oggi, la comunità OiRA continua a far crescere sempre più aziende europee con le giuste conoscenze e competenze per svolgere le proprie valutazioni del rischio e mantenere ambienti di lavoro sicuri e salubri.
 
12
Giu

Come si può effettuare la valutazione del rischio di esposizione alle ROA?

Per effettuare la valutazione del rischio di esposizione alle ROA lo schema di flusso consigliato è il seguente:
  • Conoscenza delle sorgenti: è necessario preliminarmente censire le sorgenti ROA (attenzione a non limitarsi a consultare inventari spesso non correttamente aggiornati) ed acquisirne i dati forniti dai fabbricanti o, in loro assenza, da documenti tecnici o lavori presenti in Letteratura che trattano sorgenti analoghe. Utilizzare, ove disponibile, la classificazione delle sorgenti secondo le norme tecniche specifiche o la conformità a standard tecnici, può consentire la “giustificazione” che permette di non effettuare una valutazione approfondita del rischio in quanto trascurabile, ovvero di stabilire direttamente (senza effettuare misurazioni) il superamento o meno dei valori limite.
  • Conoscenza delle modalità espositive: tutte le attività che comportano o possono comportare l’impiego di sorgenti ROA devono essere censite e conosciute a fondo; in particolare devono essere individuate le tipologie di sorgenti, le modalità di impiego ed i luoghi in cui sono operanti, acquisendo, se possibile, i “layout” o le planimetrie dove sono installate le sorgenti.
  • Per poter valutare i lavoratori a rischio e la loro effettiva esposizione è importante acquisire anche i tempi, le distanze e le modalità di esposizione per le sorgenti non coerenti, mentre per quelle laser è importante verificare anche eventuali riflessioni.
  • Esecuzione di misure: nel caso non siano disponibili i dati del fabbricante o non vi siano riferimenti a standard tecnici specifici, è necessario effettuare delle misure strumentali secondo le indicazioni fornite da norme tecniche specifiche. Le misure devono essere eseguite con strumentazione adeguatamente tarata, dotata di caratteristiche idonee ai parametri da rilevare.
  • Esecuzione di calcoli: partendo dai dati forniti dal fabbricante, dai dati di letteratura o dai valori misurati, mediante appositi calcoli si ottengono le grandezze necessarie al confronto con i valori limite (es.: dall’irradianza spettrale fornita dal costruttore o misurata, si stima l’irradianza efficace).
  • Confronto con i valori limite: i risultati acquisiti dalle fasi precedenti (dai dati dei produttori, dai dati di bibliografia, da misure strumentali o da calcoli) devono essere confrontati con i valori limite previsti nell’Allegato XXXVII del D.Lgs.81/2008 per stabilire il possibile superamento o meno di tali valori.

MODI S.r.l. organizza corsi aziendali per lavoratori che operano in presenza di Radiazioni Ottiche Artificiali.

Per visionare le FAQ e approfondire l'argomento cliccare qui.  Per le recensioni, opinioni espresse dai nostri Clienti e Allievi cliccare qui.

Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it
12
Giu

Chi è il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)?

 

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) è la persona eletta o designata per rappresentare i Lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. L’ RLS è  istituito a livello territoriale o di comparto, aziendale e di sito produttivo. Nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, il rappresentante è eletto dai lavoratori della azienda al loro interno.
Nelle  aziende  o  unità  produttive  che  occupano  fino  a  15  lavoratori  il  rappresentante  dei  lavoratori  per  la sicurezza  è  di  norma  eletto  direttamente  dai  lavoratori  al  loro  interno  oppure  è  individuato  per  più  aziende nell’ambito territoriale o del comparto produttivo. L’RLS ha il compito di relazionarsi, per conto dei Lavoratori, con i Datori di Lavoro, l’RSPP e il Medico Competente (se presente), riguardo alla tutela e alla sicurezza nei luoghi di lavoro e viene  consultato sulla designazione del responsabile e di eventuali addetti del servizio di prevenzione, sul piano di valutazione dei rischi, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione e nell’organizzazione della formazione.
Per svolgere il suo ruolo, l’RLS deve frequentare un corso di formazione di 32 ore, il cui costo è a carico del Datore di Lavoro. Il nominativo dell’RLS deve essere comunicato per via telematica all’INAIL dai Datori di Lavoro secondo le modalità indicate con le circolari n. 11/2009 e 43/2009, solo in caso di nuova elezione o di nuova designazione. I Datori di Lavoro, avvalendosi eventualmente del proprio consulente del lavoro, possono modificare o cancellare il nominativo dell’RLS tramite la procedura on-line accessibile dal sito dell’INAIL (Punto Cliente).
Per informazioni su i corsi di Formazione per RLS e per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it