1 11 Luglio 2019 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for luglio 11th, 2019

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Lug

Linee Guida per la raccolta e lo smaltimento di piccole quantità di Manufatti Contenenti Amianto

 

Delibera Num. 1071 del 01/07/2019 Giunta Regionale Emilia-Romagna

Linee Guida per la raccolta e lo smaltimento di piccole quantità di Manufatti Contenenti Amianto

amiantoSono state deliberate il 1° luglio 2019 dalla Giunta Regionale Emilia-Romagna le Linee Guida per la raccolta e lo smaltimento di piccole quantità di Manufatti Contenenti Amianto (Microraccolta) con Delibera Num. 1071 del 01/07/2019
Per diventare operativa in tutti i comuni dell’Emilia-Romagna si deve attendere la modifica del Regolamento sulla gestione dei Rifiuti Solidi Urbani da parte di ATERSIR (l’agenzia regionale per l’acqua ed i rifiuti partecipata dai Comuni dell’Emilia-Romagna) che ha 60 gg. di tempo per realizzarla.
 
Si tratta di un provvedimento importante ed innovativo in quanto indica un unico standard di procedure per tutti i cittadini della Regione, per tutti i comuni e per tutti i gestori dei rifiuti.
Il provvedimento ha l’obiettivo di rendere più agevole e conveniente la pratica di rimozione dei Manufatti di Cemento Amianto (in matrice compatta) da parte del singolo cittadino, combattere il fenomeno dello smaltimento abusivo, garantire alti livelli di sicurezza per il cittadino nelle operazioni di rimozione, semplificare la procedura ed abbattere i costi.
 
Soggetti destinatari: Privati Cittadini relativamente alla rimozione di piccoli manufatti di cemento-amianto nelle proprie abitazioni/pertinenze.
 
Campo di applicazione: rimozione Materiali costituiti da amianto in matrice compatta in buono stato di conservazione presenti in insediamenti civili (sono esclusi quelli di origine industriale ed artigianale).
Sono esclusi dal campo di applicazione: Manufatti in matrice friabile (coibentazioni di tubazioni e caldaie, coibentazioni di soffitti, polverino in amianto, guarnizioni, pannelli in cartone-amianto, ecc…). Operazioni di rimozione che presentino evidenti rischi di infortunio. Che il materiale da rimuovere sia in cattivo stato di conservazione. Che le quantità da rimuovere siano superiori a quelle previste.
Alla base dell’azione, vi è la necessità di ridurre i rischi di esposizione all’amianto nell’ambito delle civili abitazioni e i rischi per la collettività derivanti da un non corretto smaltimento dei rifiuti contenenti amianto.
Delibera Num. 1071 del 01/07/2019Scarica Delibera Num. 1071 del 01/07/2019 MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
11
Lug

Disponibile l’opinione finale sulla restrizione di sostanze per tatuaggi e trucco permanente

 

È disponibile, sul sito ECHA, il parere finale dei comitati per la valutazione dei rischi (RAC) e per l'analisi socio economica (SEAC), sulla restrizione di sostanze contenute in inchiostri per tatuaggi e trucco permanente.

Disponibile l'opinione finale sulla restrizione di sostanze per tatuaggi e trucco permanente

Il registro delle intenzioni di restrizione fino al risultato elenca le intenzioni e le proposte di restrizione di cui allI tatuaggi sono una forma diffusa di body art, a cui si è sottoposto il 12% della popolazione europea. Vengono effettuati attraverso l’iniezione sottocutanea di inchiostri colorati in modo da creare un disegno permanente. Se è vero che i rischi sanitari derivanti dall’utilizzo di aghi sporchi per iniettare gli inchiostri sono noti già da tempo, un altro problema da considerare riguarda le sostanze chimiche utilizzate. Gli inchiostri per tatuaggi e il trucco permanente, come ad esempio gli inchiostri per eyeliner, sono costituiti da miscele di diverse sostanze chimiche, che possono rimanere nel nostro organismo per tutta la vita; ciò implica la possibilità di un’esposizione a lungo termine a ingredienti potenzialmente nocivi presenti nei prodotti per realizzare tatuaggi e in quelli utilizzati per ottenere un trucco permanente. Queste sostanze chimiche possono causare effetti nocivi sulla salute, ma si sa poco delle conseguenze relative al loro uso.
Registro delle intenzioni di restrizione fino al risultato
Il registro delle intenzioni di restrizione fino al risultato elenca le intenzioni e le proposte di restrizione di cui all'allegato XV ricevute dall'ECHA.
Una proposta di restrizione può essere preparata da uno Stato membro o dall'ECHA su richiesta della Commissione o di propria iniziativa per sostanze incluse nell'elenco delle autorizzazioni. È un obbligo giuridico per uno Stato membro informare l'ECHA della sua intenzione di preparare un fascicolo di restrizione. Il preavviso consente alle parti interessate di pianificare e prepararsi a commentare in seguito.
Le parti interessate possono seguire lo stato di avanzamento di una proposta attraverso la procedura di restrizione, dalla notifica dell'intenzione all'adozione dei pareri definitivi da parte del comitato per la valutazione dei rischi (RAC) e del comitato per l'analisi socioeconomica (SEAC), e adozione della restrizione da parte della Commissione europea.
Le parti interessate sono incoraggiate a fornire tutte le informazioni pertinenti ai richiedenti il ​​fascicolo durante la preparazione della proposta di restrizione e durante le consultazioni pubbliche. Le informazioni per motivare eventuali deroghe allo scopo descritto nell'intenzione sono particolarmente utili per ricevere nella fase preparatoria del fascicolo.
 
11
Lug

contrastare il lavoro irregolare nel quartiere fieristico di Milano

 

Protocollo Inail Dr Lombardia e Prefettura di Milano, Ispettorato territoriale del lavoro Milano-Lodi e altri

contrastare il lavoro irregolare nel quartiere fieristico di Milano

contrastare il lavoro irregolare nel quartiere fieristico di MilanoLa Direzione regionale della Lombardia sigla un'intesa per prevenire il lavoro irregolare nei quartieri fieristici gestiti da "Fiera di Milano S.p.A."
Siglato lo scorso 21 giugno un protocollo per prevenire e contrastare il lavoro sommerso e irregolare nell’ambito dei quartieri fieristici gestiti da “Fiera Milano S.p.A.”.
 
Le parti coinvolte. L’intesa è frutto della collaborazione tra le principali realtà pubbliche e private dell’area milanese: hanno firmato l’accordo la Direzione regionale Inail della Lombardia, la Prefettura, l’Ispettorato del lavoro di Milano – Lodi, la filiale metropolitana Inps, Ats città di Milano, Fiera di Milano S.p.A., Cgil, Cisl, Uil. Al protocollo aderiscono inoltre la Questura, il Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri e il Comando provinciale della Guardia di Finanza.
 
Obiettivi del protocollo. Gli impegni presi dalle parti nascono dall’esigenza di diffondere legalità e sicurezza nel quartiere espositivo gestito dal Gruppo Fiera Milano che ogni anno ospita migliaia di lavoratori proveniente da tutto il mondo.
 
Le iniziative concrete. Il protocollo si concretizza con la nascita di un Osservatorio permanente grazie al quale si potranno condividere le conoscenze utili a potenziare l’efficacia nell’azione di prevenzione e di contrasto del lavoro sommerso e irregolare, sotto il profilo retributivo, assicurativo e previdenziale, per garantire trasparenza delle attività economiche e regolarità della concorrenza. 
Nasce inoltre un gruppo di lavoro permanente presso la Prefettura di Milano per sviluppare attività di studio e analisi delle problematiche connesse al fenomeno fieristico, allo scopo di creare una rete di coordinamento di azioni tempestive per la prevenzione, la vigilanza e le azioni di contrasto. Infine, sono previste iniziative di informazione e formazione nel quartiere fieristico per promuovere la cultura della legalità e della sicurezza, anche in relazione alle tematiche degli appalti.
 
Fonte INAIL
 
>> Protocollo d'intesa tra Inail Dr Lombardia e Prefettura di Milano, Ispettorato territoriale del lavoro Milano-Lodi e altri

Protocollo d'Itesa per la prevenzione e il contrasto del lavoro sommerso ed irregolare nell’ambito dei quartieri fieristici gestiti da Fiera Milano S.p.A., attraverso la costituzione di un Osservatorio permanente finalizzato al coordinamento di attività di vigilanza.

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Lug

Cassazione Penale, Sez. 4, 9 luglio 2019, n. 29919

 

Infortunio mortale durante l'installazione della "pista banco basculante". Operazioni sotto un carico sospeso

Cassazione Penale, Sez. 4, 9 luglio 2019, n. 29919

Presidente: PICCIALLI PATRIZIA Relatore: CIAMPI FRANCESCO MARIA Data Udienza: 17/01/2019

Fatto

Cassazione Penale, Sez. 4, 9 luglio 2019, n. 299191. Con la gravata sentenza la Corte d'Appello di L'Aquila in parziale riforma della sentenza del Tribunale di L'Aquila in data 11 dicembre 2015, appellata dagli imputati C.R. e F.F., ha dichiarato non doversi procedere nei confronti dei medesimi in relazione ai capi b), c), d) ed f) dell'imputazione perché estinti per intervenuta prescrizione; ha assolto F.F. dai reati lui ascritti a capi a) ed e) perché il fatto non sussiste; ha ridotto le somme liquidate a titolo di provvisionale. Agli imputati (oltre alle fattispecie contravvenzionali dichiarate prescritte) era stato contestato il reato p. e p. dagli artt. 113, 589 , 2 comma c.p. perché in cooperazione colposa tra loro, CH.R. (la cui posizione non rileva in questa sede) e C.R., nella qualità di contitolari della ditta R&R s.r.l. che aveva ricevuto la commessa da parte della FOREX PREFABBRICATI s.r.l. per la costruzione ed il montaggio in azienda della macchina denominata "Pista banco basculante" e datori di lavoro di S.N., per colpa consistita , quanto a, CH.R. (e C.R.) nella qualità di contitolari della ditta R&R srl che aveva ricevuto commessa da parte della Forex Prefabbricati Srl per la costruzione ed il montaggio in azienda di macchina denominata "pista banco-basculante" (nel prosieguo "pista") e datori di lavoro di S.N., in negligenza, imperizia ed imprudenza e nella violazione dei precetti di cui alla norme di prevenzione (art. 2087 codice civile, 29 comma primo, 71 commi terzo e quarto del decreto legislativo n. 81 del 2008) omettendo di adottare nell'esecuzione dei lavori cui era stato adibito il dipendente S.N. le misure necessarie, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica a tutelarne l'integrità fisica; omettendo altresì la valutazione di tutti i rischi concernenti l'installazione e montaggio della pista ed in particolare quelli connessi al possibile investimento dei lavoratori da parte della componentistica; omettendo di adottare le migliori misure tecniche idonee ad assicurare un montaggio accurato della pista ed in particolare misure idonee ad evitare che i lavoratori operassero sotto carichi sospesi e che venissero prese misure per garantirne la sicurezza quali l'utilizzo di idonei cavalletti o spessori, omettendo di utilizzare il carroponte messo a disposizione dalla Forex Prefabbricati conformemente alle istruzioni d’uso ed invece operando per trascinare la pesante sponda metallica della pista dopo che erano già stati messi in opera alcuni perni che la univano alla restante attrezzatura facendo sì che - in espressa violazione di legge- venisse sollevato un carico ormai fissato al suolo omettendo di collegare tutte e quattro le imbragature in metallo presenti sul carroponte per sollevare la sponda ed anzi utilizzandone una sola. F.F. nella qualità di presidente del consiglio di amministrazione e responsabile tecnico di produzione della ditta Forex Prefabbricati Srl, per colpa consistita in negligenza, imperizia ed imprudenza e nella violazione dei precetti di cui alla norma di prevenzione 26 del decreto legislativo n. 81 del 2008, omettendo di effettuare il coordinamento con la ditta R&R Srl cui aveva messo a disposizione il carroponte presente all'interno della propria azienda per montare la pista, così da predispone gli interventi di protezione e prevenzione dei rischi cui era esposto il S.N., anche vigilando sul corretto uso delle attrezzature messe a disposizione (il manuale d'uso dei carroponte richiama espressamente il divieto di sollevare carichi non liberi e in qualche modo fissati), cagionavano tutti la morte di S.N. il quale, posto ad infilare altro perno sotto la sponda sollevata dal carroponte mediante una sola braca che si spezzava e per il peso eccessivo e per le forze innescate dal fissaggio al suolo della stessa, veniva investito dalla sponda metallica che lo schiacciava procurandone il decesso istantaneo. 2. Avverso tale decisione ricorrono. 2.1. L'imputato C.R. lamentando violazione di legge e vizio di motivazione quanto al ritenuto nesso di causalità tra le condotte attribuite ad esso ricorrente e l'evento. La gravata sentenza non avrebbe poi proceduto al doveroso giudizio contro fattuale ed avrebbe male Interpretato la deposizione del teste T., addirittura travisandola. Deduce ancora vizio di motivazione in ordine alla sussistenza dell'elemento soggettivo e dei profili di colpevolezza. Sostiene poi l'intervenuta violazione dei criteri di valutazione della prova liberatoria e la mancata valutazione della consulenza tecnica di parte. Ritiene altresì la sussistenza di vizi motivazionali ed in relazione all'ammontare della provvisionale ed al trattamento sanzionatorio. 2.2. Le parti civili M.A. e S.O. dolendosi sotto più profili della riforma della gravata sentenza quanto alla assoluzione dell'imputato F.F., il cui comportamento era da considerarsi quale necessario antecedente logico delle vento infausto occorso a S.N.. In particolare lamenta la mancata applicazione dell'art. 26 del D.lgsvo n. 81/2008 in materia di "rischio interferenziale".

Diritto

3. Il ricorso dell'imputato è da ritenersi infondato e va pertanto disatteso. Va premesso che è giurisprudenza pacifica di questa Suprema Corte che la sentenza appellata e quella di appello, quando non vi è difformità sui punti denunciati, si integrano vicendevolmente, formando un tutto organico ed inscindibile, una sola entità logico-giuridica, alla quale occorre fare riferimento per giudicare della congruità della motivazione, integrando e completando con quella adottata dal primo giudice le eventuali carenze di quella di appello (Sez. 5, Sentenza n. 14022 del 12/01/2016 , Rv. 266617 - OlSez. 1A, 22/11/1993-4/2/1994, n. 1309, Albergamo, Rv. 197250; Sez. 3A, 14/2- 23/4/1994, n. 4700, Scauri, Rv. 197497; Sez. 2A, 2/3-4/5/1994, n. 5112, Palazzotto, Rv. 198487; Sez. 2, 13/11-5/12/1997, n. 11220, Ambrosino, riv. 209145; Sez. 6, 20/113/3/2003, n. 224079). Ne consegue che il giudice di appello, in caso di pronuncia conforme a quella appellata, può limitarsi a rinviare per relationem a quest’ultima sia nella ricostruzione del fatto sia nelle parti non oggetto di specifiche censure, dovendo soltanto rispondere in modo congruo alle singole doglianze prospettate dall'appellante. In questo caso il controllo del giudice di legittimità si estenderà alla verifica della congruità e logicità delle risposte fornite alle predette censure. 4. Nel caso di specie dall'esame congiunto delle sentenze di merito emerge la insussistenza delle proposte censure. Va in primo luogo posto in rilievo che il ricorrente (strategia difensiva comune a tutti gli imputati nei giudizi di merito) continua a ritenere esclusa la propria responsabilità riferendo l'evento unicamente alla condotta colposa del di lui coimputato F.F. (mandato assolto dalla Corte territoriale), per poi comunque contraddirsi ove afferma (pag. 10 del ricorso) che "alla condanna del C.R., non può che accompagnarsi quella del F.F.". Appaiono pertanto del tutto non pertinenti le considerazioni del ricorrente in ordine all'escluso rischio interferenziale, la cui mancata esclusione, in ipotesi, non avrebbe vertamente comportato una sua assoluta esenzione da responsabilità, ove si consideri che è giurisprudenza costante di questa Corte che il fatto che la posizione di garanzia fosse rivestita anche da altri soggetti, non costituisce poi esclusione di responsabilità per alcuno dei medesimi, poiché in tema di infortuni sul lavoro, qualora vi siano più titolari di una posizione di garanzia, ciascuno è per intero destinatario dell'obbligo di tutela impostogli dalla legge fin quando si esaurisce il rapporto che ha legittimato la costituzione della singola posizione di garanzia, per cui l'omessa applicazione di una cautela antinfortunistica è addebitabile ad ognuno dei titolari di tale posizione (Sez. 4, n. 6507 del 9/2/2018, Rv. 272464; Sez.4, n.18826 del 9/2/2012, Rv.253850). Nella specie peraltro è emerso oltre al fatto che l'odierno ricorrente era incontestatamente il datore di lavoro del S.N., che questi ebbe ad eseguire unitamente al lavoratore la manovra di istallazione e montaggio della pista basculante, omettendo di utilizzare tutte e quattro le imbracature di metallo presenti sul carro ponte, operando sotto un carico sospeso. Sul punto del resto il ricorso è assolutamente silente, continuando il ricorrente anche nei successivi motivi a dolersi esclusivamente dell'assoluzione del F.F. (cfr. ad esempio pagg. 6 e 7 del ricorso o pag. 9 ove testualmente si afferma: il magistrato dell'impugnazione ha errato nel non considerare il comportamento colposo del F.F. quale necessario antecedente logico dell'evento infausto occorso al S.N.). 5. Del tutto generiche e solo accennate le lagnanze in merito al giudizio contro fattuale su cui pure si è espressa sia pure sinteticamente la impugnata sentenza ed in ordine al preteso comportamento del lavoratore, in tesi interruttivo del nesso causale, censura evidentemente priva di pregio, considerato che- come posto già in rilievo- il S.N. stava operando non solo su disposizione dell'odierno ricorrente, ma addirittura coadiuvando il medesimo nell'operazione da questi intrapresa. 6. Con l'ultimo motivo il ricorrente deduce vizio di motivazione quanto alla mancata riduzione della provvisionale riconosciuta alle costituite parti civili. Sul punto è sufficiente richiamare la costante giurisprudenza di questa Corte secondo cui è peraltro costante, nella giurisprudenza di questa Corte, l'affermazione sia del principio per cui il provvedimento con il quale il giudice di merito, nel pronunciare condanna generica al risarcimento del danno, assegna alla parte civile una somma da imputarsi nella liquidazione definitiva non è impugnabile per cassazione, in quanto per sua natura insuscettibile di passare in giudicato e destinato ad essere travolto dall'effettiva liquidazione dell'integrale risarcimento (Sez. 5, n.5001 del 17/01/2007, Mearini, Rv. 236068), sia del principio per cui, in tema di provvisionale, la determinazione della somma assegnata è riservata insindacabilmente al giudice di merito, che non ha l'obbligo di espressa motivazione quando l'importo rientri nell'ambito del danno prevedibile (Sez. 6, n.49877 del 11/11/2009, Blancaflor, Rv. 245701). 7. A non diverse conclusioni deve pervenirsi con riferimento al ricorso proposto dalle parti civili. Va preliminarmente osservato a riguardo che la totale riforma della sentenza di primo grado impone invece al giudice di appello,secondo una regola di giudizio, sempre ribadita da questa Corte (sez. 1^ sentenza n. 1381 del 10/02/1995, ud. 16/12/1994, PM C/Verderosa Rv. 201487; sez. 2 12.12.2002 n. 15756 PG in proc. contrada Rv. 225564), la dimostrazione dell'incompletezza o della non correttezza ovvero dell'incoerenza delle relative argomentazioni con rigorosa e penetrante analisi critica seguita da corretta, completa e convincente motivazione che, sovrapponendosi a tutto campo a quella del primo giudice, senza lasciare spazio alcuno, dia ragione delle scelte operate e del privilegio accordato ad elementi di prova diversi o diversamente valutati. È quindi indispensabile, ai fini di un persuasivo e completo giudizio di legittimità, rilevare il vizio di mancanza o manifesta illogicità della motivazione non solo dal testo della sentenza di appello, ma anche dal suo raffronto col testo della sentenza appellata, soprattutto quando il vizio investa la valutazione dell'intero quadro probatorio. Ritiene la Corte che la sentenza impugnata abbia pienamente assolto a questo compito. Ed invero è stato innanzitutto richiamato il costante orientamento di questa Corte secondo cui il concetto di interferenza, ai fini dell'operatività degli obblighi di coordinamento e cooperazione previsti dall'art. 7 d.lgs. 626 del 1994 (ora art. 26 d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81), è dato dal contatto rischioso tra il personale di imprese diverse operanti nello stesso contesto aziendale e pertanto occorre aver riguardo alla concreta interferenza tra le diverse organizzazioni, che può essere fonte di ulteriori rischi per l'incolumità dei lavoratori, e non alla mera qualificazione civilistica attribuita al rapporto tra le imprese che cooperano tra loro - vale a dire contratto d'appalto o d'opera o di somministrazione - in quanto la "ratio" della norma è quella di obbligare il datore di lavoro ad organizzare la prevenzione dei rischi interferenziali attivando percorsi condivisi di informazione e cooperazione nonché soluzioni comuni di problematiche complesse (Sez. 4, n. 9167 del 01/02/2018, Rv. 273257 - 01), ritenendo giuridicamente rilevante la previsione normativa di cui all'art. 26 citato, solo quando in concreto si sia in presenza di "rischi interferenziali. Ha poi escluso che nella fattispecie gli stessi ricorressero in quanto l'istallazione ed il montaggio della pista basculante era avvenuta in zona diversa da quella ove operavano i dipendenti della FOREX e che comunque talune omissioni in tesi addebitabili al F.F. avessero avuto efficienza causale nella determinazione dell'evento. In particolare ha poi sottolineato come non potesse addebitarsi al F.F. l'onere di un controllo pressante, continuo e capillare sull'organizzazione e sull'andamento dei lavori a fronte delle capacità organizzative della R&R Srl e della specificità dei lavori da eseguire. 8. Quanto al dedotto travisamento della prova, è sufficiente ricordare che è ripetutamente affermato, nella giurisprudenza della Corte di Cassazione, che il vizio di travisamento della prova, per utilizzazione di un'informazione inesistente nel materiale processuale o per omessa valutazione di una prova decisiva, può essere dedotto con il ricorso per cassazione quando la decisione impugnata abbia riformato quella di primo grado, non potendo, nel caso di cosiddetta "doppia conforme", essere superato il limite costituito dal devolutum con recuperi in sede di legittimità, salvo il caso in cui il giudice d'appello, per rispondere alle critiche contenute nei motivi di gravame, abbia richiamato dati probatori non esaminati dal primo giudice (Sez. 4, n. 44765 del 22/10/2013. Buonfine, Rv. 256837; Sez.4, n.19710 del 03/02/2009, Buraschi, Rv. 243636). Va poi aggiunto che la sentenza impugnata non si è limitata a basarsi sulla testimonianza del T., ma ha indicato ulteriori e concordi elementi a conferma di tali dichiarazioni. 9. Al rigetto dei ricorsi consegue ex art. 616 cod. proc. pen. la condanna delle parti ricorrenti al pagamento delle spese processuali 

P.Q.M.

Rigetta i ricorsi e condanna l'imputato e le parti civili ricorrenti al pagamento delle spese processuali Così deciso in Roma, li 17 gennaio 2019 MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
11
Lug

la progettazione e gestione del servizio formativo

 

Struttura organizzativa per la progettazione della formazione

la progettazione e gestione del servizio formativo

project manager: garantisce la realizzazione del servizio di formazione nel rispetto dei tempi e degli obiettivi stabiliti. Assicura il coordinamento di tutte le attività relative alla fornitura del servizio sia durante la fase di progettazione che di erogazioneLa  qualità dei servizi formativi rappresenta un dispositivo di garanzia ed è un documento che descrive gli impegni che l’ente ha nei confronti dei committenti e dei beneficiari della sua attività, relativamente a qualità dei servizi formativi, standards valutativi e dispositivi di garanzia di efficacia ed efficienza. I principi generali che possono ispirare un sistema di gestione per la qualità sono:

- organizzazione orientata al cliente

- leadership

- Coinvolgimento delle persone

- Approccio per processi

- Approccio di sistema

- Miglioramento continuo

- Approccio alle decisioni basato sui fatti

- Relazioni di reciproco beneficio col fornitore

Il processo di gestione delle attività, che provvede a trasformare un input per realizzare un prodotto/servizio rispondente alle aspettative del sistema cliente della struttura di riferimento (soggetti istituzionali, soggetti economici, soggetti sociali), puo’ essere individuato in:

1)      in un'ottica di qualità (qualità e ricerca)

2)      precedono (diagnosi, progettazione, promozione)

3)      accompagnano (monitoraggio)

4)      seguono (valutazione)

5)      la realizzazione (erogazione) dei servizi stessi.

Nell’ambito dei processi le Aree operative costituiscono un’aggregazione significativa e funzionale di attività, riconducibili ad uno o più compiti professionali. Il compito costituisce l’elemento paradigmatico del processo in ragione della sua stessa natura. Esso fonda, infatti, un sistema strutturato ed integrato di operazioni all’interno del processo, con le quali si realizzano risultati significativi in termini di prodotto e riconoscibili in termini di lavoro. La trasferibilità in termini di procedure è puramente idealtipica e necessariamente da ricondurre quindi alla struttura organizzativa di appartenenza.

Gli elementi costitutivi del compito – tenendo conto quanto definito dalla letteratura e dalla prassi sulle tematiche organizzative e aziendali - sono rappresentati da:

-      l’attività: insieme di una o più operazioni con le quali si trasforma l’input iniziale in output finale o con le quali assumendo come riferimento l’input iniziale si perviene all’output finale;

-      le risorse utilizzate: l’insieme dell’apparato strumentale di natura informativa e tecnologica impegnato nelle attività;

-      le relazioni: interazioni e scambi in orizzontale e verticale all’interno del sistema organizzativo;

-      le variabili da controllare e regolare: scompensi, errori, inconvenienti, ecc.

-      i risultati attesi e prodotti.

La realizzazione di un servizio di formazione si articola nelle seguenti attività:

• analisi dei requisiti;

• progettazione e sviluppo contenuti;

• erogazione

Struttura organizzativa per la progettazione

project manager: garantisce la realizzazione del servizio di formazione nel rispetto dei tempi e degli obiettivi stabiliti. Assicura il coordinamento di tutte le attività relative alla fornitura del servizio sia durante la fase di progettazione che di erogazione;

team di coordinamento: elabora i documenti di progetto e le eventuali modifiche; verifica periodicamente l’andamento dell’attività; garantisce la coerenza metodologica e contenutistica del progetto e delle attività di erogazione con gli obiettivi e i risultati richiesti, supporta il corpo docente assicurando l’omogeneità di trattazione degli argomenti didattici, la standardizzazione delle metodologie formative e l’aggiornamento continuo sugli aspetti inerenti il contesto organizzativo e funzionale dell’amministrazione;

produzione contenuti online: team di risorse umane di elevato livello professionale e qualitativo (storyboarder, instructional designer, content designer, content provider, ecc.) per la produzione dei contenuti online, coordinate da un responsabile della produzione;

segreteria organizzativa: assicura gli adempimenti relativi alla gestione operativa dei corsi (iscrizione partecipanti, predisposizione della modulistica, presidio degli adempimenti relativi a ciascuna edizione del corso, assistenza logistica, ecc.);

responsabile di edizione: assicura, per ciascuna edizione, la corretta erogazione del corso e il coordinamento organizzativo. Rappresenta il punto di riferimento per la soluzione di eventuali criticità rilevate durante la fase di erogazione.

responsabile di sede: assicura la disponibilità dell’aula, la presenza e la funzionalità delle attrezzature previste e l’assistenza tecnica;

docente: assicura l’erogazione della formazione d’aula nel rispetto del programma previsto (lezioni, esercitazioni, presentazione di casi di studio, ecc.);

tutor: supporta il docente per lo svolgimento dell’attività formativa, cura le esercitazioni pratiche ed assiste i partecipanti in aula e/o on line in azioni di recupero e approfondimento;

responsabile qualità del servizio: assicura la valutazione in corso d’opera del servizio.

Verifica la corrispondenza di quanto erogato con quanto previsto dai documenti contrattuali tramite un ciclo di audit interni, collabora con le attività di verifica svolte dall’amministrazione e garantisce l’attuazione delle eventuali azioni di miglioramento individuate. Nota: tenendo conto che i servizi di formazione sono spesso un complemento di altri servizi, la struttura organizzativa può in molti casi essere semplificata, in particolare concentrando le posizioni di segreteria organizzativa, responsabile di edizione e responsabile di sede.

I requisiti che caratterizzano la fornitura di un servizio formativo sono:

• risorse interessate al servizio formativo:

- numero minimo e massimo delle risorse interessate;

- prerequisiti previsti per la partecipazione al percorso formativo;

• profili docenti/tutor: i profili professionali delle risorse utilizzate per le attività di docenza e/o di tutoring dovranno essere attestati tramite un curriculum standard predefinito, con riferimento alle aree tematiche del servizio formativo da erogare;

• requisiti postazione utente: requisiti hardware e software delle postazioni utente previste per la fruizione dei servizi formativi in modalità e-learning;

• requisiti di rete: caratteristiche della rete disponibile per l’accesso ai servizi e-learning (politiche di sicurezza, banda disponibile, ecc.).

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11
Lug

Conosci i principali diritti previsti dal Regolamento (UE) 2016/679

 

Infografica garante protezione dei dati

Conosci i principali diritti previsti dal Regolamento (UE) 2016/679

garanteIl Regolamento (articoli 15-22) riconosce importanti diritti in materia di protezione dei dati personali, che possono essere esercitati rivolgendosi al titolare del trattamento (soggetto pubblico, impresa, associazione, partito, persona fisica, ecc.).
Accesso ai propri dati personali
Hai il diritto di sapere se è in corso un trattamento di dati personali che ti riguardano e - se confermato - di ottenere una copia di tali dati ed essere informato su: l'origine dei dati; le categorie di dati personali trattate; i destinatari dei dati; le finalità del trattamento; l'esistenza di un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione; il periodo di conservazione dei dati; i diritti previsti dal Regolamento.
Rettifica, cancellazione, limitazione del trattamento, portabilità dei dati personali
Puoi chiedere - nei casi previsti dal Regolamento - che i dati personali a te riferiti siano rettificati o cancellati, o che ne venga limitato il trattamento. Puoi inoltre chiedere che i dati che tu hai fornito al titolare siano trasferiti ad un altro titolare («diritto alla portabilità»), nel caso in cui il trattamento si basi sul tuo consenso o su un contratto con te stipulato e venga effettuato con mezzi automatizzati .
Opposizione al trattamento
Puoi opporti al trattamento dei tuoi dati personali per motivi connessi alla tua situazione particolare, da specificare nella richiesta; oppure senza necessità di motivare l’opposizione, quando i tuoi dati sono trattati per finalità di marketing diretto.
Come si esercitano questi diritti?
Puoi presentare, gratuitamente e senza particolari formalità (per esempio, tramite posta elettronica, posta raccomandata, ecc.), una richiesta di esercizio dei diritti al titolare del trattamento (sul sito www.garanteprivacy.it è disponibile un modulo facsimile) . Il titolare del trattamento è tenuto entro 1 mese a rispondere alla richiesta, o a comunicare un eventuale ritardo nella risposta in caso di richieste numerose e/o complesse (la proroga non può comunque superare i 2 mesi). Se la risposta non perviene nei tempi indicati o non la ritieni soddisfacente, puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali, mediante un reclamo ai sensi dell'art. 77 del Regolamento, oppure all'autorità giudiziaria.
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11
Lug

Incentivi fiscali per investimenti in startup e PMI innovative

 

Ministero dello sviluppo economico

Incentivi fiscali per investimenti in startup e PMI innovative

PMIÈ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo che disciplina le modalità di accesso agli incentivi fiscali per gli investimenti in startup e PMI innovative, effettuati sia da persone fisiche che da società.
Il provvedimento, da una parte potenzia gli incentivi fiscali per gli investimenti in capitale di rischio nelle startup innovative (si passa ad una aliquota unica del 30%, eliminando quelle precedentemente in vigore, che variavano da un minimo del 19 al 27%), dall’altra estende gli incentivi a tutte le PMI innovative.
 
Le Pmi innovative sono società di capitali con meno di 250 addetti e un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro, così come stabilito della definizione europea, e che rispettano almeno due dei seguenti requisiti: 
hanno sostenuto spese in ricerca e sviluppo per una quota pari ad almeno il 3% del maggiore valore tra costo e valore della produzione;
la forza lavoro è costituita per almeno 1/3 da titolari di laurea magistrale o per almeno 1/5 da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori;
sono titolari di una privativa industriale o di un software registrato.
 
Gli incentivi fiscali agli investimenti in startup e PMI innovative consistono:
per le persone fisiche, in una detrazione dall’imposta sul reddito (Irpef) pari al 30% dell’ammontare investito, per un conferimento massimo di 1 milione di euro;
per le società di capitali in una deduzione dall’ammontare imponibile a fini Ires pari al 30% dell’investimento, con soglia fissata a 1,8 milioni di euro.
 
Sono pertanto agevolabili gli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2017 diretti verso startup e PMI innovative, regolarmente iscritte nella relativa sezione speciale del Registro delle imprese.
Per garantire piena conformità con la legislazione europea in materia di aiuti di Stato, le modalità di fruizione dell’incentivo per le PMI innovative prevedono alcune differenze rispetto a quanto previsto per le startup, in particolare per le imprese attive sul mercato da più di sette e dieci anni.

Visualizza DECRETO 7 maggio 2019  Modalita' di attuazione degli incentivi fiscali all'investimento in start-up innovative e in PMI innovative. (19A04418) (GU Serie Generale n.156 del 05-07-2019)
 
11
Lug

Buone pratiche in edilizia

 

Concorso INAIL

Buone pratiche in edilizia

Buone pratiche in ediliziaInvio telematico della domanda (disponibile dal 22 luglio 2019)
È indetta per l’anno 2019 la prima edizione del concorso nazionale “Archivio delle buone pratiche per la salute e sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei o mobili”, volto a creare e diffondere un archivio di buone pratiche di facile consultazione e semplice applicazione.
Finalità
Il concorso intende sensibilizzare i partecipanti sul tema della prevenzione, per migliorare la sicurezza nei cantieri edili temporanei o mobili, riducendo il rischio di infortuni e malattie professionali. Alle buone pratiche, infatti, è attribuito ormai un ruolo strategico per la promozione della salute e della sicurezza nel settore edile.
Chi può partecipare
Possono partecipare le imprese del settore edilizio che operano, anche indirettamente, nei cantieri temporanei o mobili, i coordinatori per la sicurezza nei cantieri e gli enti pubblici. Ogni partecipante può inviare fino a tre proposte, per ognuna delle quali è necessario compilare il modulo di iscrizione.
Modalità di invio degli elaborati 
La procedura online per l’iscrizione e l’invio del materiale sarà disponibile a partire dal 22 luglio e fino al 22 novembre 2019. Gli elaborati, unitamente alla scheda d’iscrizione, alla documentazione indicata nel bando e a una scheda tecnica del progetto, devono essere trasmessi in un’unica sessione, utilizzando il link "Invio telematico della domanda".
Entro 120 giorni dalla chiusura della procedura sarà pubblicato l’elenco delle buone pratiche finaliste.
I premi
Le prime tre buone pratiche ritenute migliori per ogni categoria di partecipanti saranno premiate con targhe di merito, saranno presentate nel corso delle giornate della sicurezza in edilizia organizzate da Inail e Regioni e potranno essere pubblicate su riviste di settore.
Gli elaborati premiati potranno, inoltre, essere trasmessi alla Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro per la procedura di validazione come “Buone Prassi”. Tutti i lavori riconosciuti di interesse entreranno a far parte dell’archivio.
La cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma nel corso di una giornata dedicata al tema della prevenzione in edilizia.
Il concorso è suddiviso secondo le seguenti categorie di candidati: 
A. Imprese del settore edilizia 
B. Coordinatori per la sicurezza nei cantieri 
C. Enti pubblici
È richiesto che: le imprese del settore edilizia: a) siano in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi; b) non siano in stato di liquidazione volontaria, né sottoposte ad alcuna procedura concorsuale. Sono escluse le imprese i cui datori di lavoro e dirigenti abbiano riportato negli ultimi cinque anni condanne in sede penale in materia di salute e sicurezza sul lavoro o abbiano procedimenti penali, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, avviati negli ultimi due anni, ad esclusione di quelli sospesi ai sensi del d.lgs. 758/94
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11
Lug

L’unicità del metallo. Il Premio degli Archiproducts Design Awards 2019 interpretato da De Castelli

11/07/2019 - Il Premio degli ADA 2019 veste le ossidazioni del metallo De Castelli. Seguendo il disegno degli spagnoli di MUT Design, il brand italiano - partner degli Archiproducts Design Awards di quest’anno - sperimenta con un materiale che plasma con maestria da quattro generazioni, coniugando la tradizione artigiana all’uso di nuove tecnologie, con estrema attenzione al dettaglio.   Ogni oggetto della produzione De Castelli segue un processo di finitura e di lavorazione artigianale, per restituire al metallo una componente poetica che emerge insieme a nuance inaspettate e irripetibili. Il risultato sono collezioni destinate alla produzione in serie ma dal forte potere artigianale, che permettono di esplorare l’infinita mutevolezza di acciaio, alluminio, corten, ferro, ottone e rame.   Così, i metalli di De Castelli vengono plasmati secondo la superficie del nastro di Möbius cui si ispira il Premio degli ADA 2019, disegnato.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
11
Lug

Rivestimenti metallici per facciate, ispirazioni

11/07/2019 – Le facciate degli edifici spesso sono impreziosite da rivestimenti esteticamente attraenti ma anche funzionali e protettivi. Tra i rivestimenti utilizzati per le facciate ci sono quelli metallici che sono suddivisi in diverse tipologie come: scandole, laminati, lamiere, pannelli, tele e tessuti e reti stirate. Generalmente i materiali più utilizzati sono: acciaio, alluminio, rame e zinco. Rivestimenti metallici per facciate I materiali che si utilizzano per una facciata devono avere alcune proprietà ricorrenti come: flessibilità creativa, durevolezza, resistenza ai raggi UV, alla pioggia e alle condizioni climatiche avverse, resistenza al fuoco certificata, facile manutenzione, riparabilità e prestazioni strutturali affidabili. Ad esempio, la flessibilità del materiale sarà particolarmente importante se si ha intenzione di realizzare facciate.. Continua a leggere su Edilportale.com MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231