1 22 Luglio 2019 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for luglio 22nd, 2019

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Lug

Primo soccorso, Sicurezza cave, protezione attiva antincendio, Interpello

 
News sicurezza ambiente qualità E-learning #HSE, Banca dati Newsletter 24 del 23 Luglio 2019, Primo soccorso, Sicurezza cave, protezione attiva antincendio, Interpello, Download banca dati. In caso di difficoltà nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it. Ricordiamo che l'accesso al Portale è Gratuito per l'utilizzo dell'intera Banca Dati
E-learning_14.png IL PRIMO SOCCORSO NEI LAVORI IN QUOTA  Pubblicazione INAIL 2019. Per lavoro in quota si intende l’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile (art. 107 d.lgs. 81/2008) e che lo espone ad importanti rischi per la salute e sicurezza. Il rischio prevalente è la caduta dall’alto che, secondo dati recenti tratti dal sistema Infor.Mo, rappresenta circa un terzo degli infortuni mortali nei luoghi di lavoro.
COGENERAZIONE E LA TRIGENERAZIONE NEL SETTORE RURALE INNOVAZIONI IMPIANTISTICHE  LA COGENERAZIONE E LA TRIGENERAZIONE NEL SETTORE RURALE. La strategia europea 2020 è il programma delrUE per la cresci­ta e l'occupazione per il decennio in corso e prevede un obiettivo inerente cambiamenti climatici ed energia, in particolare:
SICUREZZA NELLE CAVE A CIELO APERTO LA GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE CAVE A CIELO APERTO  Pubblicazione INAIL 2019. Nel nostro Paese l’estrazione di materiali da cave a cielo aperto (ECCA) ha origini storiche. In questo settore i dati Istat riferiti al quinquennio 2013-2017 indicano una produzione di ghiaia, sabbia, argilla e caolino pari a 647.092.427 tonnellate. Secondo le stesse fonti riferite al quinquennio, la produzione di pietre ornamentali, da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e ardesia è pari a 188.427.285 tonnellate. 
MEDICO COMPETENTE E PROMOZIONE DELLE PRATICHE VACCINALI NEI LUOGHI DI LAVORO MEDICO COMPETENTE E PROMOZIONE DELLE PRATICHE VACCINALI NEI LUOGHI DI LAVORO  UN’INDAGINE CONOSCITIVA INAIL 2019. In ambito occupazionale le vaccinazioni rappresentano un importante strumento di tutela della salute per gli esposti ad agenti biologici. Infatti, laddove la valutazione dei rischi evidenzi la necessità di misure speciali di protezione, il datore di lavoro (DL) - su parere conforme del medico competente (MC) - adotta la vaccinazione come misura protettiva particolare per i lavoratori che non siano già immuni all’agente biologico. Le vaccinazioni possono essere obbligatorie, come requisito di legge, per poter svolgere uno specifico lavoro (verifica in capo al DL) o raccomandate per poter lavorare in sicurezza (verifica in capo al MC). 
protezione attiva antincendio La protezione attiva antincendio  Prodotto: Volume Edizioni: Inail - 2019. Focus sulle misure S.6, S.7 e S.8 del Codice di prevenzione incendi 
Ministero Lavoro n.5/2019 interpello Ministero Lavoro n.5/2019  Pubblicato dal Ministero del Lavoro l’interpello n.5 datato 11 luglio 2019 sulla normativa
incidenti che coinvolgono auto elettriche-ibride Linee Guida per incidenti che coinvolgono auto elettriche-ibride  Documento VV.F.
ambiente qualità E-learning #HSE Privacy, Formazione, Incentivi fiscali, edilizia, Cassazione Penale  ambiente qualità E-learning #HSE
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Lug

IL PRIMO SOCCORSO NEI LAVORI IN QUOTA

 

Pubblicazione INAIL 2019

IL PRIMO SOCCORSO NEI LAVORI IN QUOTA

IL PRIMO SOCCORSO NEI LAVORI IN QUOTAPer lavoro in quota si intende l’attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile (art. 107 d.lgs. 81/2008) e che lo espone ad importanti rischi per la salute e sicurezza. Il rischio prevalente è la caduta dall’alto che, secondo dati recenti tratti dal sistema Infor.Mo, rappresenta circa un terzo degli infortuni mortali nei luoghi di lavoro.
RISCHI PER LA SALUTE Traumi 
I traumi derivanti da cadute dall’alto possono essere causati principalmente da: 
- impatto contro ostacoli; 
- effetto pendolo e conseguente urto contro ostacoli;
- decelerazioni rapide impresse dal sistema di arresto caduta; 
- errato utilizzo del sistema di arresto caduta. 
Oltre ai traumi alla colonna vertebrale, ulteriori traumi derivanti da una caduta possono essere a carico degli organi interni a causa della loro inerzia durante l’arresto: la colonna vertebrale è trattenuta dalla massa muscolare, ma cuore, polmoni, intestino e gli altri organi formano un insieme libero di muoversi e risultano per questo più influenzati dagli effetti derivanti da decelerazioni rapide. 
Sindrome da imbraco (o sospensione inerte del corpo) 
In seguito alla caduta, quando si rimane sospesi al sistema di arresto caduta, nel giro di pochi minuti si può andare incontro ad una patologia chiamata sindrome da imbraco o sospensione inerte del corpo. In questi casi gli arti inferiori sono fermi e si verifica pertanto un sequestro di sangue negli arti inferiori, con conseguente diminuzione del ritorno venoso al cuore, collasso cardiocircolatorio, arresto cardiaco e morte.
Sindrome da imbraco
MISURE DI PRIMO SOCCORSO 
Molti soggetti infortunati potrebbero essere soccorsi efficacemente, evitando il sopraggiungere di danni irreversibili e morte. In generale nel caso di traumi si va dal 33% al 73% di morti prevenibili: si tratta soprattutto di morti pre-ospedaliere, per questo è importante migliorare la qualità dei primi soccorsi, ferma restando l’importanza di prevenire questi eventi attraverso una puntuale valutazione del rischio e l’adozione degli idonei dispositivi di protezione. A tal fine è fondamentale: 
- predisporre un piano di sicurezza che tenga conto delle procedure per il recupero di un lavoratore infortunato, anche considerata la possibilità che egli rimanga appeso ad un sistema di arresto caduta; 
- formazione idonea degli addetti al primo soccorso (d.m. salute 388/2003), già addestrati all’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI) anticaduta, che prepari ai rischi specifici, alle modalità di recupero dell’infortunato in vari scenari, alle principali attrezzature da utilizzare. Per quanto riguarda gli aspetti sanitari è da tenere in considerazione il trattamento del traumatizzato e l’utilizzo di presidi quali barelle (scoop, toboga), tavola spinale, collare cervicale, manovre di immobilizzazione/mobilizzazione.
RIFERIMENTI NORMATIVI - D.lgs. 81/2008, Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e s.m.i.: - art. 37 formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti; - art. 45 primo soccorso; - art. 107 definizione lavoro in quota. - D.m. salute 388/2003 regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale. - L. 120/2001 utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero. - Linee guida ERC (European Resuscitation Council) 2015.
 
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INNOVAZIONI IMPIANTISTICHE

 

LA COGENERAZIONE E LA TRIGENERAZIONE NEL SETTORE RURALE

INNOVAZIONI IMPIANTISTICHE

INNOVAZIONI IMPIANTISTICHEL'unione Europea si trova di fronte a sfide senza precedenti: l'efficienza energetica costitui­sce un valido strumento per af­frontare tale sfide.

La strategia europea 2020 è il programma delrUE per la cresci­ta e l'occupazione per il decennio in corso e prevede un obiettivo inerente cambiamenti climatici ed energia, in particolare:

- ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli del 1990;

- ricavare il 20% del fabbisogno di energia da fonti rinnovabili;

- aumentare del 20% l'efficienza energetica.

In questo contesto la cogenerazione presenta signi­ficative possibilità di risparmio di energia primaria ancora largamente inutilizzate nell'Unione. Tale inno­vazione impiantistica permette, infatti, di incrementa­re il rendimento energetico, aumentando la compe­titività delle imprese e allo stesso tempo riducendo remissione dei gas climalteranti, conformemente al protocollo di Kyoto.

L'Inali in particolare ha affrontato lo studio degli im­pianti cogenerativi con riferimento alle attività istitu­zionali inerenti il d.m. 01/12/1975, definendo nella Rac­colta R ed. 2009 le caratteristiche e i requisiti funzionali che detti impianto devono presentare.

Negli ultimi anni si sta diffondendo anche la tecnologia trigenerativa, nella quale i prodotti sono calore, elettri­cità e freddo. La trasformazione dell'energia termica in energia frigorifera avviene tramite la realizzazione di un ciclo frigorifero ad assorbimento, il cui funzionamento si basa sullo sfruttamento del vapore residuo. 

Sulla linea del processo trigenerativo, si è evoluta la tecnologia quadrigenerativa, ossia la produzione com­binata di elettricità, calore, freddo e acqua potabile tramite un processo di desalinizzazione dell'acqua ma­rina. Un esempio in Italia della quadrigenerazione, si è avuto nel comparto beverage (sport e energy drink), settore in netta crescita nel nostro Paese.

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Lug

LA GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE CAVE A CIELO APERTO

 

Pubblicazione INAIL 2019

LA GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE CAVE A CIELO APERTO

LA GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE CAVE A CIELO APERTONel nostro Paese l’estrazione di materiali da cave a cielo aperto (ECCA) ha origini storiche. In questo settore i dati Istat riferiti al quinquennio 2013-2017 indicano una produzione di ghiaia, sabbia, argilla e caolino pari a 647.092.427 tonnellate. Secondo le stesse fonti riferite al quinquennio, la produzione di pietre ornamentali, da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e ardesia è pari a 188.427.285 tonnellate. 
Di queste circa 20.500.000 sono di marmo, di cui l’Italia è uno tra i maggiori produttori al mondo. La produzione annua media, relativa a circa 5.000 cave italiane, nelle classi Ateco 2007 B0811 pietre ornamentali e da costruzione, calcare, pietra da gesso, creta e ardesia e Ateco B0812 ghiaia, sabbia, argilla e caolino, è stimata in 37,5 e 129.5 milioni di tonnellate.

Le tecniche di ECCA sono variabili col tipo di materiale prodotto. Talvolta, esse sono il risultato dell'evoluzione di tecniche tradizionali, tramandate nel tempo da una generazione all'altra. In quest'aspetto, che per certi ver­si costituisce un punto di forza, si inseriscono alcune criticità potenzialmente rilevanti ai fini della sicurezza. Le attività più comuni nei processi di ECCA sono:

- il disgaggio o distacco manuale di massi pericolanti e la messa in sicurezza del fronte di cava;

- il trasporto e l'utilizzo di esplosivi, la preparazione del sito e il brillamento di mine;

- la movimentazione, lo scavo, la selezione, lo stoccaggio, la separazione e la frantumazione di inerti;

- l'esecuzione di fori da taglio, a mano o con perforatrici, sul fronte di cava;

- il taglio di blocchi di pietra al monte e la riquadra­tura;

- l'utilizzo e la manovra di macchine movimento terra, il carico e lo scarico di materiali da camion;

- l'utilizzo e la manutenzione di macchine tagliatrici, spacca-rocce e similari;

- lo smaltimento di acque e di fanghi residui.

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22
Lug

MEDICO COMPETENTE E PROMOZIONE DELLE PRATICHE VACCINALI NEI LUOGHI DI LAVORO

 

UN’INDAGINE CONOSCITIVA INAIL 2019

MEDICO COMPETENTE E PROMOZIONE DELLE PRATICHE VACCINALI NEI LUOGHI DI LAVORO

MEDICO COMPETENTE E PROMOZIONE DELLE PRATICHE VACCINALI NEI LUOGHI DI LAVOROIn ambito occupazionale le vaccinazioni rappresentano un importante strumento di tutela della salute per gli esposti ad agenti biologici. Infatti, laddove la valutazione dei rischi evidenzi la necessità di misure speciali di protezione, il datore di lavoro (DL) - su parere conforme del medico competente (MC) - adotta la vaccinazione come misura protettiva particolare per i lavoratori che non siano già immuni all’agente biologico. Le vaccinazioni possono essere obbligatorie, come requisito di legge, per poter svolgere uno specifico lavoro (verifica in capo al DL) o raccomandate per poter lavorare in sicurezza (verifica in capo al MC). 
 
La messa a disposizione e la somministrazione dei vaccini deve essere integrata all’interno di una più ampia strategia di prevenzione che tenga conto: dell’obbligatorietà o meno del vaccino, del rischio di contrarre la patologia senza vaccino, degli esiti clinici della patologia per cui si propone il vaccino, dell’esistenza di misure efficaci alternative, delle caratteristiche immunologiche e dello stato di salute del soggetto. 
 
Il lavoratore deve essere adeguatamente informato dal MC sul rischio valutato, sui vantaggi/inconvenienti delle vaccinazioni proposte e, all’atto vaccinale, sottoscrivere il consenso. 
A tal proposito, il ruolo del MC è di fondamentale importanza per implementare l’utilizzo della pratica vaccinale come strumento di prevenzione nei luoghi di lavoro in quanto, in funzione dei compiti che riveste, egli rappresenta una figura centrale del sistema di gestione della sicurezza e della salute dei lavoratori. 
Pertanto, nell’ottica di un modello valutativo integrato di salute sia della popolazione generale che del lavoratore, la presente indagine si propone di analizzare le eventuali barriere e di individuare gli strumenti più idonei per migliorare la copertura vaccinale, con l’obiettivo specifico di ottimizzare l’utilizzo della pratica vaccinale in contesti lavorativi in cui la presenza del rischio biologico è maggiormente rappresentata.
 
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Lug

La protezione attiva antincendio

 

Prodotto: Volume Edizioni: Inail - 2019

La protezione attiva antincendio

hse rsppFocus sulle misure S.6, S.7 e S.8 del Codice di prevenzione incendi 
• CONTROLLO DELL’INCENDIO 
• RIVELAZIONE ED ALLARME 
• CONTROLLO DI FUMI E CALORE
 
Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici
La presente pubblicazione è il risultato della collaborazione tra Inail, Sapienza Università di Roma, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Consiglio Nazionale degli Ingegneri nell’ambito dei progetti previsti nel Piano delle attività di ricerca dell’Inail per il triennio 2016/2018
 
La progettazione della sicurezza antincendio nelle attività soggette alle visite ed i controlli dei Vigili del Fuoco e nei luoghi di lavoro, al fine di ridurre l’insorgenza di un incendio e di limitarne le conseguenze, è sancita dal d.p.r. 1 agosto 2011 n. 151 per le attività soggette, mentre nei luoghi di lavoro è prescritta dall’art. 17 del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. (Testo unico per la sicurezza). 
Le suddette misure, che si basano sulla preliminare valutazione del rischio incendio, possono essere individuate a partire da un approccio progettuale di tipo prescrittivo o di tipo prestazionale. Si segnala che tali obblighi valgono anche in attività che non sono luoghi di lavoro in virtù del d.lgs. 139 dell’8 marzo 2006 e s.m.i.. 
 
La progettazione antincendio, nel rispetto della normativa vigente in materia, può essere effettuata elaborando soluzioni tecniche flessibili ed aderenti alle specifiche caratteristiche ed esigenze delle attività soggette al controllo di prevenzione incendi (metodo prestazionale). In questo contesto si inserisce il Codice di prevenzione incendi (Co.P.I.), d.m. 3 agosto 2015 recante “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139”, il quale, senza effettuare uno strappo rispetto al passato, si propone come promotore del cambiamento, privilegiando l’approccio prestazionale, in grado di garantire standard di sicurezza antincendio elevati mediante un insieme di soluzioni progettuali, sia conformi che alternative. In sostanza, il Codice rappresenta uno strumento finalizzato all'ottenimento degli obiettivi di sicurezza antincendio, caratterizzato da un linguaggio allineato con gli standard internazionali. 
La strategia antincendio in esso rappresentata, in dipendenza dei livelli di prestazione scelti, garantisce i prefissati obiettivi di sicurezza, mediante diverse soluzioni progettuali, grazie alla compresenza ed all’apporto delle varie misure antincendio.
 
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, a proposito del reale utilizzo del Codice, ha condotto un sondaggio che ha coinvolto più di 2000 ingegneri - il 6,3% “professionisti antincendio” attualmente iscritti negli elenchi del Ministero dell’Interno - in merito ai progetti e alle richieste di deroghe che hanno fatto ricorso al Codice come metodo di progettazione.
 
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Lug

interpello Ministero Lavoro n.5/2019

 

Pubblicato dal Ministero del Lavoro l’interpello n.5 datato 11 luglio 2019 sulla normativa riguardante l’occupazione.

interpello Ministero Lavoro n.5/2019

interpello Ministero Lavoro n.5/2019Procedura di esodo incentivato con riscatto diretto a carico del datore di lavoro dei periodi contributivi aggiuntivi ai sensi dell’art. 1, commi 234 e 237, della legge n. 232/2016.
 
L'UNISIN (Unità Sindacale FALCRI — S1LCEA — S1NFUB) ha formulato istanza di interpello al fine di conoscere il parere di questo Ministero sulla procedura di esodo incentivato con riscatto diretto a carico del datore di lavoro dei periodi contributivi aggiuntivi idonei al conseguimento del diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia, ai sensi dell'articolo 1, commi 234 e 237, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
Al riguardo, acquisito il parere della Direzione Generale per le politiche previdenziali e assicurative, della Direzione Centrale pensioni dell'INPS e dell'Ufficio legislativo di questo Ministero, si rappresenta quanto segue. Come è noto la disciplina di cui alla citata legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Legge di bilancio per il 2017) ha previsto, per il triennio 2017-2019, il ricorso all'assegno straordinario per il sostegno al reddito in favore dei dipendenti appartenenti al settore del credito ordinario e del credito cooperativo. In attuazione di tale disposizione, il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze del 3 aprile 2017, n. 98998, ha previsto, all'articolo 2, comma 1, che il Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell'occupazione e del reddito del personale del credito ed il Fondo di solidarietà per il sostegno dell’occupabilità, dell'occupazione e del reddito del personale del credito cooperativo, provvedano nei confronti dei lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi sette anni, 1...] anche al versamento degli oneri correlati a periodi, utili per il conseguimento del diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia, riscattabili o ricongiungibili [...]" precedenti all'accesso ai predetti Fondi di solidarietà. Gli oneri corrispondenti ai periodi riscattabili o ricongiungibili sono versati ai predetti Fondi dai datori di lavoro e costituiscono specifica fonte di finanziamento, con destinazione riservata alle finalità di cui all'articolo 2 del decreto citato. Con riferimento alla disposizione in esame l'Inps, con circolare n. 188/2017, ha fornito le istruzioni operative della procedura di riscatto, riconoscendo in capo al datore di lavoro la "facoltà" di esercizio del riscatto o della ricongiunzione di periodi utili al conseguimento del diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia da parte dei lavoratori occupati, Quanto al quesito specifico formulato con l'istanza di interpello, codesto Sindacato ha chiesto un chiarimento sulla natura facoltativa dell'esercizio di tale riscatto, "uno volta avviate le procedure per ridurre il personale con incentivo agli esodi volontari.". In termini generali occorre considerare che il riscatto ai fini pensionistici è un istituto attivabile a discrezione del diretto interessato, con onere a proprio carico, per valorizzare ai fini pensionistici determinati periodi espressamente previsti dalla legge e scoperti da contribuzione. interpello Ministero Lavoro n.5/2019interpello Ministero Lavoro n.5/2019
 
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Lug

Linee Guida per incidenti che coinvolgono auto elettriche-ibride

 

Documento VV.F.

Linee Guida per incidenti che coinvolgono auto elettriche-ibride

vvf“Rischi connessi ai più moderni sistemi di accumulo elettrochimico, predisposizione di specifiche linee guida finalizzate alla valutazione delle problematiche per i soccorritori nel caso di intervento con il coinvolgimento degli stessi sistemi di accumulo negli scenari incidentali e all’individuazione di specifiche procedure di intervento”.
La trattazione, in versione ancora non definitiva, vuole illustrare e informare sulle problematiche inerenti alla sicurezza elettrica nei sistemi di accumulo in generale, utilizzati in impianti FTV ed AUTOMOTIVE.
 
La presente trattazione, vuole illustrare e informare sulle problematiche inerenti alla sicurezza elettrica nei sistemi di accumulo in generale, utilizzati in impianti FTV ed AUTOMOTIVE. In particolare si vuole porre in risalto e definire alcune linee guida per poter eseguire le operazioni di soccorso in presenza dei suddetti sistemi, seguendo le normative di riferimento per quanto concerne il lavoro elettrico sotto tensione e fuori tensione. Viene dunque proposta una panoramica sui fattori di rischio che interessano direttamente il soccorritore, gli azionamenti elettrici ed i supporti energetici che l’operatore deve conoscere e saper riconoscere durante il proprio lavoro. Le stime di molti analisti indicano che nel giro di 20 anni, le vendite di auto elettriche e ibride, nel mondo supereranno il 50% delle auto vendute.
 
Dagli studi internazionali emerge che il problema principale in termini di rischio incendi per i veicoli elettrici risiede nel fenomeno del “thermal runaway”, cioè nel fatto che le batterie agli ioni di litio possono, in circostanze del tutto eccezionali, presentare un repentino ed inarrestabile incremento della temperatura, in una sorta di reazione a catena che porta alla rottura dell’equilibrio termico del sistema e alla distruzione completa delle batterie e della vettura. 
 
Il flusso di ioni di litio da anodo a catodo (batteria in uso) oppure da catodo ad anodo (batteria in ricarica) può surriscaldare la batteria fino a far reagire l’elettrolita con altri elementi chimici presenti, aumentando ulteriormente la temperatura fino a produrre gas che, aumentando la pressione interna, producono ulteriore calore. In condizioni normali questo aumento della temperatura è tenuto sotto controllo, ma in condizioni estreme o in presenza di gravi difetti di fabbricazione può crearsi un effetto a catena che può portare all’incendio/esplosione della batteria ed alla produzione di fumo fuoriuscente dal pacco batterie. Dagli studi effettuati il problema principale risiederebbe in difetti di fabbricazione del separatore fra anodo e catodo, che deve evitare il verificarsi di cortocircuiti.
 
Oltre ai difetti di fabbricazione, l’abuso meccanico, quello elettrico e quello termico possono a loro volta innescare fenomeni di instabilità termica. Occorre comunque precisare che il thermal runaway è un problema che si presenta soltanto in condizioni estreme. Ad esempio Tesla precisa che il runaway potrebbe avvenire se le batterie sono conservate a più di 80°C per più di 24 ore, o a più di 150 °C per alcuni minuti, o se le batterie sono esposte a fiamma diretta.

La documentazione è composta da un documento generale - le Linee Guida - e da una serie di schede tecniche di approfondimento che, nel tempo, verranno integrate e ampliate.
MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
22
Lug

Province: ‘abbiamo un piano da 6 miliardi di euro per piccole opere’

22/07/2019 - “La riforma delle Province è valsa 26 centesimi di risparmio annuo a cittadino, lo 0,001 della spesa pubblica, ma ha provocato un taglio drammatico alle risorse che ha bloccato per cinque anni la manutenzione ordinaria dei 130 mila chilometri di strade e dalle oltre 7.400 scuole secondarie superiori in gestione, con -43% alla spesa corrente e -71% di risorse per gli investimenti dal 2013 al 2018”. “È fallito poi completamente l’obiettivo della semplificazione, anzi, le Regioni hanno accentrato funzioni amministrative, così nel Paese abbiamo ancora oltre 1.700 enti strumentali, e più di 7.000 società e consorzi vari, oltre 300 Ato Acqua, Gas e Rifiuti che a livello provinciale, svolgono compiti che potrebbero essere assegnati alle Province. Con un risparmio reale, ma soprattutto realizzando quella semplificazione indispensabile che ci chiedono prima di tutto le aziende”. Così il Presidente.. Continua a leggere su Edilportale.com MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
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Lug

Buone pratiche in edilizia, via alle domande per il concorso Inail

22/07/2019 - C’è tempo da oggi 22 luglio al 22 novembre 2019 per iscriversi alla prima edizione del concorso nazionale ‘Archivio delle buone pratiche per la salute e sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei o mobili’, l’iniziativa di Inail volta a creare e diffondere un archivio di buone pratiche di facile consultazione e semplice applicazione. Il concorso intende sensibilizzare i partecipanti sul tema della prevenzione, per migliorare la sicurezza nei cantieri edili temporanei o mobili, riducendo il rischio di infortuni e malattie professionali. Alle buone pratiche, infatti, è attribuito ormai un ruolo strategico per la promozione della salute e della sicurezza nel settore edile. Concorso Inail ‘Buone pratiche in edilizia’, chi può partecipare Possono partecipare le imprese del settore edilizio che operano, anche indirettamente, nei cantieri temporanei o mobili, i coordinatori per la sicurezza nei cantieri.. Continua a leggere su Edilportale.com MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231