1 6 Agosto 2019 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for agosto 6th, 2019

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Ago

Interpello segnaletica corsi, REACH Sicilia, Lavoratori digitali, UNI 11751-1

 
News sicurezza ambiente qualità E-learning #HSE, Banca dati Newsletter 26 del 6 Agosto 2019, Interpello segnaletica corsi, REACH Sicilia, Lavoratori digitali, UNI 11751-1. In caso di difficoltà nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it. Ricordiamo che l'accesso al Portale è Gratuito per l'utilizzo dell'intera Banca Dati
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Ago

Segnaletica stradale e corsi

 

il quesito di Ance Interpello n. 5/2019

Segnaletica stradale e corsi

interpello 2019L'associazione imprenditoriale ha chiesto alla commissione "Interpelli" ha chiesto - in considerazione del fatto che le disposizioni del decreto interministeriale del 22 gennaio 2019 hanno modificato, rispetto al decreto interministeriale del 4 marzo 2013, il periodo di validità dei corsi e la loro durata - se alle imprese che svolgono attività di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale, debba essere richiesto “un adeguamento dei corsi di formazione effettuati prima del 15 marzo 2019, sulla base del decreto del 2013, che stabiliva un periodo di aggiornamento della durata di quattro anni”.
Interpello n. 5/2019
 
Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro (articolo 12 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)
Oggetto: Interpello ai sensi dell'articolo 12 del d.lgs. n. 81/2008 e successive modicazioni: “decreto 22 gennaio 2019 recante criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione di segnaletica stradale destinata ad attività lavorative in presenza di traco veicolare – chiarimenti sull’aggiornamento dei corsi di formazione già effettuati secondo le regole del 2013”. Seduta della Commissione del 15 luglio 2019.
L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) ha formulato istanza di interpello per conoscere il parere di questa Commissione in merito alla “validità dei corsi di aggiornamento erogati secondo le regole del decreto interministeriale 4 marzo 2013, recante criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione di segnaletica stradale destinata ad attività lavorative in presenza di traffico veicolare, recentemente abrogato a seguito dell’entrata in vigore (15 marzo 2019) del decreto interministeriale 22 gennaio 2019”.
Al riguardo, premesso che:
- l’allegato II (Schema di corsi di formazione per preposti e lavoratori, addetti alle attività di pianificazione, controllo e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgano in presenza di traffico veicolare) al decreto interministeriale del 4 marzo 2013 al punto 10, rubricato “Modulo di aggiornamento” prevede che “L’aggiornamento della formazione dei lavoratori di cui al punto 2 va garantito, alle condizioni di cui al presente allegato, ogni quattro anni per mezzo di un corso teorico-pratico di durata minima di 3 ore, di cui 1 ora di contenuti tecnico-pratici, in caso di modifiche delle norme tecniche…”;
- l’allegato II (Schema di corsi di formazione per preposti e lavoratori, addetti alle attività di pianificazione, controllo e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgano in presenza di traffico veicolare) al decreto interministeriale del 22 gennaio 2019 al punto 10, rubricato “Modulo di aggiornamento” stabilisce che “L'aggiornamento della formazione dei lavoratori e dei preposti, distribuito nel corso di ogni quinquennio successivo al corso di formazione, va garantito, alle condizioni di cui al presente allegato, per mezzo di interventi formativi della durata complessiva minima di 6 ore, in particolare in caso di modifiche delle norme tecniche e in caso di interruzione prolungata dell’attività lavorativa…”;
sulla base di tali elementi la Commissione ritiene che, in assenza di una disciplina transitoria che statuisca diversamente e di un’interpretazione autentica della materia, trovi applicazione il principio generale della successione delle leggi nel tempo. Pertanto le disposizioni introdotte dal decreto interministeriale del 22 gennaio 2019 troveranno applicazione dalla data della loro entrata in vigore. Tanto premesso gli attestati conseguiti precedentemente all’entrata in vigore del decreto interministeriale del 22 gennaio 2019 manterranno la loro validità fino alla scadenza prevista dalla previgente normativa.
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6
Ago

D. ASS.R. SICILIA 17/07/2019

 

Programma regionale per lo sviluppo dei controlli in materia REACH

D. ASS.R. SICILIA 17/07/2019

REACH"Piano regionale della prevenzione 2014-2018 Macro Obiettivo 2.8 - Programma regionale per lo sviluppo dei controlli in materia REACH" - Recepimento dell'Accordo n. 88/CSR del 7 maggio 2015. G.U. R. Sicilia P. I 02/08/2019, n. 36

Art. 1
Per le motivazioni espresse in premessa, che qui si intendono interamente riportate e trascritte, è recepito l’Accordo n. 88/CSR del 7 maggio 2015, concernente il Protocollo tecnico nazionale per la rete dei laboratori e le attività di campionamento e analisi di sostanze, miscele e articoli riguardanti il controllo ufficiale in applicazione a quanto previsto all’allegato A, paragrafo 10, dell’accordo Stato-Regioni del 29 ottobre 2009 nell’ambito del regolamento CE n. 1907/2006 (REACH) e del regolamento CE n. 1272/2008 (CLP), allegato alla presente deliberazione come parte integrante e sostanziale.
 
Art. 2
Il laboratorio di sanità pubblica dell’ASP di Palermo e il laboratorio di sanità pubblica dell’ASP di Enna sono individuati quali “laboratori di riferimento regionale all’interno della rete di laboratori nazionale” che esegue determinazioni analitiche su campioni prelevati durante le attività di controllo ufficiale REACH/CLP.
 
Art. 3
Le risorse finanziarie necessarie per l’attività dei laboratori ufficiali individuati dalle Regioni e Province autonome sono comprese nell’ambito delle ordinarie assegnazioni di risorse per il funzionamento dei laboratori medesimi come previsto dal suddetto accordo, ferme restando le previsioni finanziarie di cui al PSN per le finalità a valere sul M.O. 2.8 del PRP 2014-2019.
 
Art. 4
Il presente decreto verrà trasmesso alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana per la pubblicazione ed al responsabile del procedimento di pubblicazione nel sito istituzionale della Regione siciliana – Assessorato della salute, ai fini dell’assolvimento degli obblighi di pubblicazione ai sensi del comma 5 dell’articolo 68 della legge regionale n. 21 del 12 agosto 2014 e D.Lgs n. 33/2013 e ss.mm. ed ii.
D. ASS.R. SICILIA 17/07/2019D. ASS.R. SICILIA 17/07/2019
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Ago

La tutela dei lavoratori nell’economia delle piattaforme digitali

 

Documento Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro - EU-OSHA

La tutela dei lavoratori nell’economia delle piattaforme digitali

lavoratoriRiproponiamo un documento del 2017 EU-OSHA redatto per i lavoratori nell’economia delle piattaforme digitali
 
Nell’economia digitalizzata, le piattaforme online svolgono un ruolo fondamentale. Esse sono siti web dinamici che costituiscono vere e proprie piazze o mercati pubblici digitali e possono incidere sul processo economico in vari modi: nella produzione, in termini di prodotti o servizi stessi, e nella (organizzazione della) consegna/fornitura di entrambi.
 
Talvolta, ciò si ripercuote sulla prestazione di manodopera. In particolare, le piattaforme online possono contribuire a:
- l’organizzazione del lavoro nel “processo produttivo”, quando vengono ad esempio utilizzate come strumenti per la divisione dei compiti – in un determinato progetto – fra i componenti di un’equipe di lavoratori all’interno di un’impresa, o per l’abbinamento di una richiesta di un progetto di lavoro (manuale o digitale) a un lavoratore disposto a eseguirlo; nonché nella (organizzazione della) consegna/fornitura/vendita di un bene o servizio, ad esempio
consentendo ai consumatori di prenotare e pagare un autista mediante un’applicazione per smartphone.
 
Ciò ha dato luogo a quello che viene ampiamente definito come “lavoro sulle piattaforme digitali”, che si riferisce a tutta la manodopera fornita attraverso piattaforme online, sulle stesse o tramite la loro mediazione, e offre un ampio ventaglio di accordi/rapporti di lavoro quali il lavoro occasionale (o sue
varianti), il lavoro autonomo dipendente, il lavoro informale, il lavoro a cottimo, il lavoro a domicilio e il “crowd work”, in una vasta gamma di settori. L’effettivo lavoro offerto può essere digitale o manuale, interno o esternalizzato, per lavoratori altamente o scarsamente qualificati, in loco o fuori sede, su
grande o piccola scala, permanente o temporaneo, sempre a seconda della situazione specifica.
 
Affinché si possa parlare di lavoro all’interno dell’economia delle piattaforme digitali, occorre però prevedere una retribuzione, il che esclude quindi le attività di “condivisione” reale.
 
La presente relazione si propone di descrivere i rischi potenziali in materia di sicurezza e salute sul lavoro (SSL), identificati in relazione al lavoro sulle piattaforme online, al fine di evidenziare le sfide per gli attuali approcci normativi sulla SSL e presentare esempi di diverse metodologie – in corso di studio
o in fase di sviluppo – volte ad affrontare tali sfide. Ciò premesso, la relazione non ambisce a giudicare “positivamente” o “negativamente” il lavoro sulle piattaforme online e anzi ne menziona, oltre ai potenziali rischi, anche i potenziali vantaggi, come ad esempio la riduzione delle dimensioni del lavoro sommerso.
Sebbene sia oggettivamente dimostrato che alcuni lavori svolti grazie alle piattaforme online abbiano trasferito al settore formale – e quindi nell’ambito di competenza dell’autorità di regolamentazione – operazioni altrimenti condotte nell’economia sommersa, nel complesso la regolamentazione delle attività delle piattaforme digitali non è stata semplice. 
Ciò dipende dalle dinamiche del settore, dal comportamento di numerose piattaforme digitali che sembrano eludere le normative e dalla percezione – incoraggiata da alcune piattaforme online – secondo la quale, poiché le loro attività rappresentano un modello imprenditoriale completamente nuovo scaturito dalla rapida trasformazione tecnologica, non dovrebbero essere trattate alla stregua di qualsiasi attività economica esistente. 
Inoltre, questa difficoltà deriva in modo non trascurabile dal fatto che alcuni aspetti del lavoro sulle piattaforme digitali non rientrano facilmente in categorie normative prestabilite.
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6
Ago

stima dei costi degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali

 

Il valore della SSL

stima dei costi degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali

sicurezza lavoro 2020Pubblicata da Eu-Osha la relazione The value of occupational safety and health and the societal costs of work-related injuries and diseases, secondo documento di un progetto di ricerca sull’impatto economico di una gestione non adeguata della sicurezza negli ambienti di lavoro. Il documento è in lingua Inglese.
In una nuova relazione, l’EU-OSHA fornisce in modo dettagliato i risultati della seconda parte del progetto «Costi e benefici della salute e sicurezza sul lavoro». Vi sono descritti due approcci alla stima dell’onere finanziario delle malattie professionali e degli infortuni e decessi legati all’attività lavorativa.
In tempi di crisi economica, è importante ricordare che una strategia inefficace in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro comporta dei costi. Inoltre, studi di casi dimostrano che una buona gestione della SSL in un'azienda è legata al miglioramento delle prestazioni e della redditività.
Trascurare la SSL implica una perdita per tutti, dai singoli dipendenti ai sistemi sanitari nazionali. Tuttavia, ciò significa che chiunque può trarre beneficio da politiche e prassi migliori.
 
I paesi i cui sistemi sanitari e di sicurezza sul posto di lavoro sono inefficaci impiegano risorse preziose per far fronte a infortuni e malattie evitabili. Una strategia nazionale forte comporta numerosi vantaggi, per esempio:
migliora la produttività grazie a un calo delle assenze per malattia;
riduce i costi dell'assistenza sanitaria;
mantiene in attività i dipendenti più anziani;
promuove metodi e tecnologie di lavoro più efficienti;
diminuisce il numero di persone che devono ridurre il proprio orario di lavoro per assistere un familiare.
 
Le stime dei costi sono fornite per cinque Stati membri, scelti per rappresentare l’eterogeneità geografica, industriale e sociale dell’Europa. La relazione confronta i risultati ed esplora i punti di forza e di debolezza di ciascun approccio.
 
La stima dell’impatto economico delle malattie professionali ha un valore inestimabile per i responsabili politici. Consente infatti di prendere decisioni basate su dati concreti per quanto riguarda le politiche e le strategie in materia di sicurezza e salute.
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6
Ago

Fotovoltaico, GSE: in Italia installati oltre 800 mila impianti

06/08/2019 - In Italia, a fine 2018, risultano complessivamente installati 822.301 impianti fotovoltaici per una potenza totale di 20.108 MW e una produzione di 22.654 GWh, che rappresenta circa il 7% del Consumo Interno Lordo di energia elettrica. Su un totale di quasi 115.000 GWh prodotti dalle fonti rinnovabili in Italia, il fotovoltaico copre circa il 20%. Questi alcuni dati messi in evidenza dal GSE nel Rapporto Statistico sul Solare Fotovoltaico 2018. Accanto alle analisi sull'evoluzione della potenza installata e dell'energia prodotta a livello nazionale, regionale e provinciale, il Rapporto contiene approfondimenti su: livello degli autoconsumi, le ore di utilizzazione, la tipologia di pannelli, la diffusione del fotovoltaico nei diversi settori di attività e i consumi delle utenze per gli impianti in Scambio sul Posto. Impianti fotovoltaici: i numeri del Rapporto Nel corso del 2018, in Italia, sono entrati in esercizio oltre 48.000 impianti.. Continua a leggere su Edilportale.com   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231