1 20 Febbraio 2020 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for febbraio 20th, 2020

20
Feb

Perché crittografare il proprio sito web?


Google Chrome, al via il piano per bloccare i contenuti misti

Perché crittografare il proprio sito web?

chromePerché crittografare il proprio sito web?
Internet si fonda principalmente sulla fiducia. Perché gli utenti si fidino della rete, è indispensabile garantire loro una navigazione sicura con una protezione end-to-end su tutte le pagine, da quelle di accesso ai carrelli dei negozi online. Un avviso onnipresente, e quindi chiaramente visibile come "Non sicuro", potrebbe avere un effetto ancora più diretto sul numero di visitatori di un sito web.

L'organismo di certificazione Globalsign ha scoperto in un sondaggio del novembre 2014 che l'85 % degli acquirenti online si sente scoraggiato dai siti web non crittografati. Mantenere una connessione sicura durante un'intera sessione di navigazione HTTPS è dunque essenziale: questo perché gli utenti devono essere sempre al sicuro da eventuali attacchi avanzati di spoofing, injection e man-in-the-middle.

HTTPS non solo fornisce l'autenticazione di identità, connessione ed integrità dei dati del sito web, ma inoltre crittografa tutte le informazioni condivise tra il sito web e l'utente (compresi i cookie scambiati). In questo modo protegge i dati da visualizzazioni non autorizzate, manomissioni e da usi impropri.

Non basta più limitarsi a effettuare una crittografia parziale del sito, poiché le parti non protette sono vulnerabili e finiscono per rappresentare una minaccia per la sicurezza dell’utente che naviga sul vostro spazio web. In più un lavoro intermittente di protezione non solo non è abbastanza efficace e mette a rischio i navigatori della rete, ma non soddisfa nemmeno le aspettative di browser e dei sistemi operativi. Negli ultimi anni Google, Apple e Mozilla si sono posizionati fermamente contro HTTP incoraggiando i gestori di siti web ad adottare HTTPS.

Google Chrome punta ad offrire un’esperienza di navigazione sempre più sicura ai propri utenti, motivo per cui il browser inizierà gradualmente a bloccare automaticamente i download dei cosiddetti “contenuti misti” caricati sulle pagine web che utilizzano il protocollo protetto https. Questi file sono così chiamati perché caricati attraverso il protocollo http, in una pagina però https: la loro pericolosità è data dalla possibilità offerta ad eventuali attori malevoli di intercettare informazioni sensibili, come password o nomi utenti, o di veicolare malware. Il piano di azione di Google prevede più tappe: inizialmente Chrome inizierà a mostrare l’etichetta “non sicuro” per alcuni contenuti misti, ma l’obiettivo è quello di arrivare entro ottobre 2020, con la versione Chrome 86, a bloccare in automatico tutti i file di questo tipo.

Google Chrome, perché bloccare contenuti misti

File eseguibili, archivi compressi, ma anche immagini o formati musicali: si tratta solo di alcune possibili categorie dei contenuti misti di cui Google Chrome vuole arrivare a bloccare automaticamente il download entro ottobre 2020. Questi file vengono infatti erogati attraverso una connessione http, diversa dal protocollo protetto https delle pagine web: questo può consentire ai contenuti misti di modificare la scrittura di una pagina, motivo per cui Google li considera download potenzialmente insicuri che “rappresentano un rischio per la privacy e la sicurezza degli utenti”. Mountain View spiega in una nota ufficiale che a partire dalla versione Chrome 82, il cui rilascio è previsto per aprile 2020, il browser comincerà ad avvertire gli utenti in procinto di scaricare contenuti misti eseguibili. Il download di questi stessi file sarà bloccato su Chrome 83, una misura che gradualmente sarà poi estesa a tutti i contenuti misti esistenti, che non verranno più scaricati sulla versione Chrome 86.

20
Feb

Il Milleproroghe estende il Bonus verde al 2020

20/02/2020 – Un anno in più per il bonus verde e slittamento dei termini per la realizzazione degli interventi di edilizia scolastica e carceraria, per l’adeguamento antincendio delle strutture alberghiere e per l’accesso al Fondo progettazione. Sono alcune delle misure contenute nel Milleproroghe, approvato ieri con fiducia dalla Camera.   Bonus verde fino al 31 dicembre 2020 Anche per quest’anno è possibile usufruire della detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per interventi di sistemazione a verde degli immobili ad uso abitativo. La detrazione viene rimborsata in 10 quote annuali e calcolata su una spesa massima di 5mila euro per unità immobiliare a uso abitativo, per un importo di 1.800 euro.   SCARICA LA GUIDA DI EDILPORTALE AL BONUS VERDE   Fondo progettazione, richieste entro il 15 maggio 2020 È stato posticipato dal 15 gennaio 2020 al 15 maggio 2020 il termine, a disposizione degli Enti locali,..
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20
Feb

Case smart, il mercato italiano vale 530 milioni di euro

20/02/2020 – Cresce il mercato italiano della Smart Home nel 2019 raggiungendo un valore di 530 milioni di euro, con un aumento del 40% rispetto al 2018. Oltre il 60% del mercato è coperto da: dispositivi di sicurezza, smart home speaker ed elettrodomestici.    Sono alcuni dei risultati della ricerca sulla Smart Home dell'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano presentata lo scorso 18 febbraio.    Smart Home: il mercato italiano Le soluzioni per la sicurezza si confermano al primo posto in termini di quote di mercato, con un valore di 150 milioni di euro, pari al 28% della spesa (+15% nel 2019). In seconda posizione, gli smart home speaker e gli altri dispositivi IoT per la casa connessa; in terza posizione gli elettrodomestici di cui sempre più utenti usano le funzionalità smart.   Subito dietro al podio si posizionano le caldaie, i termostati e i condizionatori..
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20
Feb

Regolamento edilizio tipo, cosa accade nei comuni che non l’hanno recepito?

20/02/2020 - L'Intesa del 20 ottobre 2016 tra Governo, Regioni e Comuni ha introdotto il Regolamento Edilizio Tipo (RET), previsto dall'art. 4, comma 1- sexies, del DPR n. 380/2001. A partire da quella data, le regioni italiane hanno avviato l’iter di approvazione dei RET regionali, che a loro volta dovevano essere recepiti da parte dei comuni nei tempi previsti. Cosa accade se un comune non ha ancora adeguato il proprio regolamento edilizio al RET regionale?  Quali sono le definizioni edilizie ed urbanistiche da prendere in considerazione? Quelle afferenti al regolamento edilizio del comune stesso o al RET regionale? A queste domande ha dato risposta il TAR Puglia che, con la sentenza 58 del 21 gennaio 2020, ha accolto il ricorso di una S.r.l. alla quale il Comune ha annullato la SCIA alternativa al permesso di costruire e imposto l’immediata sospensione dei lavori.  Lavori che consistevano in demolizione e ricostruzione di un..
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