1 4 Marzo 2020 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for marzo 4th, 2020

4
Mar

COVID-19: indicazioni per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari.


Regione Veneto Versione 02 del 03.03.2020

COVID-19: indicazioni per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari.

covid19L’obiettivo del presente documento, destinato prioritariamente a tutti soggetti aventi ruoli e responsabilità in tema di tutela della salute nei luoghi di lavoro ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, è fornire indicazioni operative, da attuare nel rispetto dei principi di precauzione e proporzionalità, finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19. Diversamente, per la gestione clinica dei casi sospetti, probabili o confermati di COVID-19, nonché per raccomandazioni specifiche per il personale sanitario, si rimanda alle indicazioni contenute negli altri documenti e provvedimenti emanati.

Si precisa preliminarmente che col termine SARS-CoV-2 (Severe Acute Respiratory Syndrome Corona Virus 2) si indica il virus (precedentemente denominato 2019-nCov), mentre con il termine COVID-19 (COrona VIrus Disease-2019) si indica la malattia provocata dal SARS-CoV-2.

Per le definizioni operative di caso sospetto, probabile o confermato di COVID-19, meno rilevanti ai fini del presente documento, si rimanda ai criteri indicati nella lettera circolare del Ministero della Salute del 27 febbraio 2020 “COVID-2019. Aggiornamento”, comunque suscettibili di aggiornamento in considerazione della rapida evoluzione del quadro epidemiologico.
Si riportano di seguito i criteri per inquadrare i contatti, evidenziando che collegamento epidemiologico (considerando sia la diffusione globale, sia la diffusione locale) può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima dell’insorgenza della malattia nel caso in esame.

Indicazioni per il Datore di Lavoro (e suoi collaboratori)
Si riportano alcune indicazioni di natura operativa, eventualmente adattabili in considerazione del contesto specifico e delle esigenze delle singole realtà produttive, da mettere in atto anche se l’infezione da SARSCoV-2 non si è ancora manifestata nelle aree geografiche in cui l’azienda è operativa.

- La diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2 rappresenta una questione di salute pubblica, pertanto la gestione delle misure preventive e protettive deve necessariamente seguire i provvedimenti speciali adottati dalle istituzioni competenti in conformità all’evoluzione dello scenario epidemiologico. 
In ragione di tale esigenza di tutela della salute pubblica, il Datore di Lavoro deve collaborare facendo rispettare i provvedimenti delle istituzioni competenti al fine di favorire il contenimento della diffusione del SARSCoV-2; in tal senso, anche la semplice diffusione interna delle informazioni e delle raccomandazioni prodotte esclusivamente da soggetti istituzionali costituisce uno strumento utile al contrasto dell’epidemia.
- Al fine di limitare i contatti tra le persone, riducendo le occasioni di aggregazione, si riportano alcune misure ritenute appropriate, da adottare qualora possibile anche dal punto di vista organizzativo ed economico (sono altresì possibili soluzioni alternative di pari efficacia):

▪ favorire la modalità del lavoro a distanza (cosiddetto “lavoro agile” o “smart working”);
▪ evitare incontri collettivi in situazioni di affollamento in ambienti chiusi (es. congressi, convegni), privilegiando soluzioni di comunicazione a distanza;
▪ privilegiare, nello svolgimento di incontri o riunioni, le modalità di collegamento da remoto, o in alternativa dare disposizioni di rispettare il “criterio di distanza droplet” (almeno 1 metro di separazione tra i presenti);
▪ regolamentare l’accesso agli spazi destinati alla ristorazione (es. mense), allo svago o simili (es. aree relax, sala caffè, aree fumatori), programmando il numero di accessi contemporanei o dando disposizioni di rispettare il “criterio di distanza droplet” (almeno 1 metro di separazione tra i presenti).
In tale scenario, infine, in cui prevalgono esigenze di tutela della salute pubblica, non si ritiene giustificato l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi in relazione al rischio associato all’infezione da SARS-CoV-2 (se non in ambienti di lavoro sanitario o socio-sanitario, esclusi dal campo di applicazione del presente documento, o comunque qualora il rischio biologico sia un rischio di natura professionale, già presente nel contesto espositivo dell’azienda). 
Diversamente, può essere utile, per esigenze di natura organizzativa/gestionale, redigere, in collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Protezione e con il Medico Competente, un piano di intervento o una procedura per la gestione delle eventualità sopra esemplificate, adottando un approccio graduale nell’individuazione e nell’attuazione delle misure di prevenzione, basato sia sul profilo del lavoratore (o soggetto a questi equiparato), sia sul contesto di esposizione.

4
Mar

CORSO PER ADDETTO ALL’UTILIZZO DI PIATTAFORME DI LAVORO ELEVABILI CON E SENZA STABILIZZATORI

Il corso è rivolto a lavoratori o ai titolari di aziende che utilizzano le Piattaforme di Lavoro Elevabili PLE con e senza stabilizzatori.
Il corso ha una durata di 4 ore per la sola parte teorica e 6 per la sola parte pratica. L'istruttore può fare pratica fino a un massimo di 6 persone contemoraneamente. Il corso vuole fornire agli operatori di Piattaforme di Lavoro Elevabili l’abilitazione all’uso delle PLE ai sensi dell’Accordo Stato-Regioni del 22 Febbraio 2012. Il PROGRAMMA del CORSO viene organizzato da MODI solo presso la sede del Cliente:
– Categorie di PLE: i vari tipi di PLE e descrizione delle caratteristiche generali e specifiche. – Componenti strutturali: sistemi di stabilizzazione, livellamento, telaio, torretta girevole, struttura a pantografo/braccio elevabile. – Dispositivi di comando e di sicurezza: individuazione dei dispositivi di comando e loro funzionamento, individuazione dei dispositivi di sicurezza e foro funzione. – Controlli da effettuare prima dell’utilizzo: controlli visivi e funzionali. – DPI specifici da utilizzare con le PLE: caschi, imbracature, cordino dì trattenuta e relative modalità di utilizzo inclusi i punti di aggancio in piattaforma. – Modalità di utilizzo in sicurezza e rischi: analisi e valutazione dei rischi più ricorrenti nell’utilizzo delle PLE (rischi di elettrocuzione, rischi ambientali, di caduta dall’alto, ecc.); spostamento e traslazione, posizionamento e stabilizzazione, azionamenti e manovre, rifornimento e parcheggio in modo sicuro a fine lavoro. – Procedure operative di salvataggio: modalità di discesa in emergenza. La periodicità di rinnovo dell’abilitazione è fissata in 5 anni.
Il corso si conclude con una simulazione finale di verifica dell’apprendimento teorico e da un esame pratico. Al superamento del test finale verrà rilasciato da Aifo l’attestato valido in tutto il territorio nazionale e a tutti gli effetti di legge.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it.
4
Mar

COVID-19 e protezione degli operatori sanitari


INAIL 2020 salute e sicurezza degli operatori sanitari

COVID-19 e protezione degli operatori sanitari

covid19Il documento vuole essere un contributo informativo per la tutela della salute e sicurezza degli operatori sanitari, categoria di lavoratori che ha maggiore possibilità di entrare in contatto con soggetti potenzialmente infetti.

In riferimento alla epidemia di COVID-19, fermo restando che in ogni ambiente di vita e di lavoro esiste la potenzialità di contagio, vi sono alcune categorie di lavoratori a maggior rischio di esposizione, come ad esempio gli operatori sanitari (OS), il personale di laboratorio, il personale aeroportuale e di volo, gli operatori di servizi o esercizi commerciali a contatto con il pubblico.

In particolare questo documento vuole essere un contributo informativo per la tutela della salute e sicurezza degli operatori sanitari, categoria di lavoratori che per la peculiarità dell’attività professionale ha maggiore possibilità di entrare in contatto con soggetti potenzialmente infetti, come confermato dai dati emersi dall’epidemia in corso e dalle precedenti epidemie di SARS e MERS. Ciò avviene non solo in ambito ospedaliero (DEA, reparti di degenza, reparti di terapia intensiva e rianimazione) ma anche nel contesto di ambulatori medici e centri diagnostici nonché in strutture che forniscono altri servizi sanitari.

Per operatori sanitari si intendono tutti quei soggetti che, a qualunque titolo, prestano servizio in contesti sanitari in cui può verificarsi una esposizione a rischio biologico diretta o indiretta attraverso il contatto con pazienti o materiali infetti, inclusi fluidi corporei, attrezzature mediche e dispositivi contaminati, superfici ambientali o aria contaminata.

Le principali organizzazioni internazionali, come l'OMS, il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC), il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti (CDC), emanano documenti in continuo aggiornamento sulla base dell’evoluzione della situazione epidemiologica per fornire specifiche procedure di controllo delle infezioni (compresi controlli tecnici, misure di igiene ambientale, pratiche di lavoro corrette, uso di dispositivi di protezione individuale e disposizioni amministrative) per prevenire la diffusione dell’attuale epidemia. 

Già le previsioni normative di cui al Titolo X – Esposizione ad agenti biologici – del D.Lgs 81/2008 e s.m.i. delineano obblighi in capo al datore di lavoro in riferimento alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori che comprendono misure tecniche, organizzative, procedurali, igieniche, di emergenza, di informazione e formazione, di sorveglianza sanitaria; tali misure vanno adottate in riferimento alla valutazione dei rischi. 

Quest’ultima deve tener conto altresì (art. 271, c. 1, e) “delle eventuali ulteriori situazioni rese note dall’autorità sanitaria competente che possono influire sul rischio”, come è l’attuale situazione di emergenza epidemica da SARS-CoV-2.

Pertanto, le già previste misure di tutela per il rischio da agenti biologici vanno integrate dalle indicazioni individuate ad hoc dagli organismi di riferimento a livello nazionale e internazionale. I lavoratori sono tenuti al rispetto di tutte le misure di prevenzione individuate, in aderenza agli obblighi di cui all’art. 20 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i.

4
Mar

Infrastrutture, le proposte anticrisi tra legge speciale e piano shock

04/03/2020 – Commissariare le opere per superare i problemi legati alla burocrazia. È l’obiettivo della legge speciale per velocizzare l’apertura dei cantieri, cui sta lavorando il Movimento 5 Stelle.   Legge speciale cantieri, piano Marshall da 80 miliardi di euro In un periodo di crisi, aggravato dai blocchi legati all’emergenza sanitaria per la diffusione del coronavirus, è fondamentale accelerare la ripresa. Il M5S sta lavorando ad una legge speciale per snellire le procedure che portano all’apertura dei cantieri e alla conclusione dei lavori in tempi brevi.   Il viceministro alle infrastrutture e trasporti, Giancarlo Cancelleri, ha spiegato, dalla sua pagina Facebook, di essere rimasto molto colpito da una visita al cantiere del Ponte Morandi, dove da una tragedia è nata un’opportunità che, a suo avviso, può essere replicata per sbloccare tutti i cantieri fermi.   L’idea è che..
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4
Mar

Bonus verde, la detrazione 36% guadagna un anno in più

04/03/2020 – Per un altro anno ancora sarà possibile usufruire del bonus verde. La proroga della detrazione al 31 dicembre 2020 è diventata operativa con l’entrata in vigore del Milleproroghe.   Bonus verde, la detrazione per giardini e terrazzi Il bonus verde è una detrazione del 36% sulle spese sostenute per la sistemazione a verde delle aree scoperte private di edifici esistenti ad uso abitativo.   Il tetto massimo della spesa agevolabile ammonta a 5mila euro, quindi la detrazione più alta che si può ottenere è di 1800 euro (36% * 5.000).   La detrazione totale, ottenuta applicando il 36% alla spesa sostenuta, viene rimborsata in 10 quote annuali di pari importo.   SCARICA LA GUIDA EDILPORTALE AL BONUS VERDE   Bonus verde, gli interventi agevolabili Sono agevolabili con il bonus verde:  - la fornitura e messa a dimora di piante o arbusti di qualsiasi genere o tipo; - la riqualificazione..
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4
Mar

La Toscana aggiorna i moduli unici per l’edilizia

04/03/2020 – La Regione Toscana ha provveduto all’aggiornamento della modulistica edilizia unificata e standardizzata.   In particolare, con il decreto dirigenziale 999/2020 e con il decreto dirigenziale di aggiornamento 2434/2020 sono stati aggiornati: - Modulo unico di Permesso di costruire - Relazione di asseverazione del permesso di costruire - Modulo unico di SCIA edilizia - Relazione di asseverazione SCIA edilizia - Modulo unico di CILA per interventi in edilizia libera   La nuova modulistica è scaricabile direttamente dal sito della Toscana.     Moduli unici per l’edilizia Ricordiamo le principali tappe nazionali che hanno portato all'adozione dei modelli unici: con l’accordo del 6 luglio 2017 è stato approvato il modello unificato per il permesso di costruire operativo dal 20 ottobre 2017 in tutti i Comuni.   Con l’accordo del 4 maggio 2017 sono stati approvati i modelli..
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4
Mar

Catasto, anche i vani inagibili producono reddito

04/03/2020 – I vani inagibili producono reddito e bisogna tenerne conto nell’attribuzione della corretta categoria catastale. È la conclusione cui è giunta la Cassazione con la sentenza 5175/2020 ha messo fine a un contenzioso sorto tra un contribuente e l’Agenzia delle Entrate.   Catasto e vani inagibili, il caso Il proprietario di un immobile, composto da piano terra e sottotetto, aveva presentato denuncia di variazione catastale, proponendo per il sottotetto un classamento in A/2 (abitazioni di tipo civile) e per il piano terra in C/2 (magazzini e locali di deposito). L’Agenzia delle Entrate aveva invece classificato l’immobile come A/7 (abitazioni in villini).   Secondo il contribuente, il classamento operato dall’Agenzia delle Entrate non era corretto dal momento che il sottotetto aveva un’altezza inferiore al minimo per essere ritenuto abitabile e il piano terra risultava distrutto, fatiscente e in stato di abbandono.   Per..
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