1 27 Maggio 2020 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for maggio 27th, 2020

27
Mag

Lavoro agile, prevenzione e gestione, Persona sintomatica, sanificazione di strutture non sanitarie


News sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati Newsletter 16 del 27 Maggio 2020, Lavoro agile, prevenzione e gestione, Persona sintomatica, sanificazione di strutture non sanitarie In caso di difficoltà nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it. Ricordiamo che l'accesso al Portale è Gratuito per l'utilizzo dell'intera Banca Dati.
E-learning_1.pngIl lavoro agile o smart-working
Telelavoro a domicilio e sicurezza e salute sul lavoro
disturbi muscoloscheletrici lavoro-correlatiApprocci per affrontare i disturbi muscoloscheletrici lavoro-correlati
Politica e prassi per la prevenzione documento EU-OSHA
gestione degli ambienti indoorprevenzione e gestione degli ambienti indoor
Istituto Superiore di Sanità relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2
tasso medio di tariffa per prevenzioneRiduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione
Il modello di domanda per il 2021
Persona sintomatica in aziendaPersona sintomatica in azienda
Online il video su come gestire una persona sintomatica in azienda
VALUTAZIONE DEL RISCHIO E INDICAZIONI OPERATIVEUtilizzo in sicurezza della spettroscopia NMR
VALUTAZIONE DEL RISCHIO E INDICAZIONI OPERATIVE
rocce ofioliticheAmianto nelle rocce ofiolitiche
Documento INAIL 2020
Ministero salute DIREZIONE GENERALE DELLA PREVENZIONE SANITARIA Ufficio 4sanificazione di strutture non sanitarie (superfici, ambienti interni) e abbigliamento.
Ministero salute DIREZIONE GENERALE DELLA PREVENZIONE SANITARIA Ufficio 4
Materiale da scaricare in Banca datiRaccolta info COVID
Materiale da scaricare in Banca dati
Le PROCEDURE, Linee di indirizzoRIPARTI IN SICUREZZA, Le PROCEDURE, Linee di indirizzo
E-learning HSE, Banca dati Newsletter 15 del 19 Maggio 2020
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27
Mag

Il lavoro agile o smart-working


Telelavoro a domicilio e sicurezza e salute sul lavoro

Il lavoro agile o smart-working

Il lavoro agile o smart-workingNell'ambito delle misure adottate dal Governo per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 (coronavirus), il Presidente del Consiglio dei ministri ha emanato il 1° marzo 2020 un nuovo Decreto che interviene sulle modalità di accesso allo smart working, confermate anche dal Decreto del 4 marzo 2020.
Come indicato nel DPCM dell'11 marzo 2020, si raccomanda venga attuato il massimo utilizzo, da parte delle imprese, di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza.

La definizione di smart working, contenuta nella Legge n. 81/2017, pone l'accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo individuale e sull'utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone).
Telelavoro a domicilio e sicurezza e salute sul lavoro

Nel luglio 2002 è stato concluso un accordo quadro europeo sul telelavoro tra le parti sociali (Confederazione europea dei sindacati, BusinessEurope, Centro europeo dei datori di lavoro e delle imprese e Associazione europea dell'artigianato, delle piccole e medie imprese): la maggior parte dell'UE Gli Stati membri hanno attuato l'accordo quadro europeo sul telelavoro mediante accordi nazionali di partenariato sociale. 
L'accordo copre, tra gli altri aspetti:
Salute e sicurezza: il datore di lavoro è responsabile della protezione della salute e della sicurezza sul lavoro del telelavoratore in conformità alla direttiva 89/391 e alle direttive figlie pertinenti, alla legislazione nazionale e ai contratti collettivi. 
Al fine di verificare che le disposizioni applicabili in materia di salute e sicurezza siano correttamente impiegate, il datore di lavoro, i rappresentanti dei lavoratori e / o le autorità competenti hanno accesso al luogo di telelavoro, nei limiti della legislazione nazionale e dei contratti collettivi. Se il telelavoratore lavora a casa, tale accesso è soggetto a notifica preventiva e al suo consenso. Il telelavoratore ha il diritto di richiedere visite di ispezione.

Attrezzature: come regola generale, il datore di lavoro è responsabile della fornitura, dell'installazione e della manutenzione delle attrezzature necessarie per il normale telelavoro a meno che il telelavoratore non utilizzi le proprie attrezzature (...).
Organizzazione del lavoronell'ambito della legislazione applicabile, dei contratti collettivi e delle regole aziendali, il telelavoratore gestisce l'organizzazione del proprio orario di lavoro. Il carico di lavoro e gli standard di prestazione del telelavoratore sono equivalenti a quelli dei lavoratori comparabili presso la sede del datore di lavoro.
I datori di lavoro hanno le stesse responsabilità in materia di salute e sicurezza per i telelavoratori a domicilio di qualsiasi altro lavoratore. Questi includono l'identificazione e la gestione dei rischi professionali dei telelavoratori a domicilio. 

I principali problemi di valutazione del rischio da considerare sono:
  • l'ambiente di lavoro a casa
  • le attrezzature di lavoro (principalmente le attrezzature per schermi di visualizzazione (DSE) e la workstation)
  • stress e benessere mentale
  • lavorare da soli (nel caso succeda qualcosa di inaspettato, come un incidente e una malattia)
  • rischi generali per la salute e la sicurezza, compresi buoni standard di pulizia per evitare rischi elettrici , rischi di scivoloni, inciampi e cadute e movimentazione manuale
Il lavoro agile o smart-workingIl lavoro agile o smart-working

27
Mag

Approcci per affrontare i disturbi muscoloscheletrici lavoro-correlati


Politica e prassi per la prevenzione documento EU-OSHA

Approcci per affrontare i disturbi muscoloscheletrici lavoro-correlati

Politica e prassi per la prevenzione documento EU-OSHANel quadro del progetto dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro denominato «Review of research, policy and practice on prevention of work-related musculoskeletal disorders» (Panoramica della ricerca, delle politiche e delle prassi sulla prevenzione dei disordini muscoloscheletrici), il gruppo di progetto ha effettuato un’analisi approfondita delle politiche di prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici (DMS) in numerosi paesi. 

La finalità era di meglio comprendere quali circostanze rendono più efficaci le strategie e le azioni per risolvere questo problema di salute lavoro-correlato molto comune.

La relazione descrive 25 iniziative a livello politico e contiene un’analisi approfondita di sei paesi con una varietà di approcci strategici per la prevenzione dei DMS. Tra i risultati si annoverano lacune riscontratesi nei dati e nella valutazione, oltre a fattori di successo che sono emersi dall’analisi.

 


Il punto di partenza per questo studio è stato un elenco di iniziative di intervento. Questo elenco è stato compilato dalle risposte

dei punti focali nazionali (FOP) della maggior parte degli Stati membri dell'Unione europea (UE) a questionario inviato loro dall'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA). Il Alle FOP è stato chiesto di elencare fino a 10 iniziative di SSL a livello di politica realizzate nel periodo 2010-2018.

Queste iniziative dovevano essere espressamente o principalmente legate alla prevenzione di MSD legati al lavoro, o a iniziative di sanità pubblica sulla prevenzione dei DMS e necessità di includere una componente significativa della SSL.

Sono stati segnalati oltre 140 interventi e questi sono stati integrati con una serie di iniziative che inizialmente non sono stati segnalati dagli Stati membri e alcune ulteriori iniziative da un numero limitato di paesi non europei. I criteri di esclusione e inclusione sono stati elaborati e utilizzati per selezionare 25 iniziative a essere esaminato ulteriormente. Come parte di questo processo di selezione, una considerazione chiave era assicurarsi che ci fosse un buona gamma di tipi di iniziativa. Tuttavia, non è stato fatto alcun tentativo di presentare una posizione geografica equilibrata si diffuse, poiché si riteneva che l'idoneità delle iniziative fosse il fattore principale.
Le 25 iniziative sono state tratte da 14 paesi diversi (inclusi tre paesi extraeuropei:Australia, Canada e Stati Uniti). 
Questi rappresentavano un'ampia varietà di tipi di azione, che vanno da campagne di sensibilizzazione (comprese alcune rivolte a scolari o altri giovani) per dirigere interventi attraverso ispezioni e azioni esecutive. Le iniziative non extraeuropee i paesi sono stati scelti per i loro approcci innovativi che completavano quelli intrapresi nell'UE
paesi.
A seguito di questo processo di selezione, è stata effettuata una ricerca documentale sulla base del materiale fornito dalle FOP e da una serie di altre fonti, tra cui interviste con i responsabili delle iniziative. Su Alla base di questo materiale, sono state preparate 25 brevi relazioni di sintesi riguardanti ciascuna delle iniziative selezionato.
Inizialmente, il piano era di limitare la selezione di iniziative a quelle che avevano subito una qualche forma di valutazione formale per stabilire il loro impatto. Tuttavia, è diventato evidente che ne erano passati pochissimi un processo di valutazione sistematico e approfondito e quindi questo criterio non è stato rigorosamente applicato.
Approcci per affrontare i disturbi muscoloscheletrici lavoro-correlatiApprocci per affrontare i disturbi muscoloscheletrici lavoro-correlati
Il documento è in Inglese

27
Mag

prevenzione e gestione degli ambienti indoor


Istituto Superiore di Sanità relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2

prevenzione e gestione degli ambienti indoor

Istituto Superiore di Sanità relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2Il DPCM del 17 maggio 2020 Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, sostituiscono quelle del DPCM del 26 aprile 2020 e saranno valide fino al14 giugno 2020, riporta le tanto attese indicazioni per l’avvio e l’attuazione della “nuova fase 2”, che apporterà dei significativi cambiamenti pratici in tutti i settori lavorativi con la ripresa graduale a regime delle diverse attività produttive nazionali. 
Il DPCM contiene le schede tecniche relative ai principali settori di attività con le indicazioni operative delle differenti misure organizzative da attuare e adattare, al fine di garantire la salute e la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori e contrastare la diffusione del contagio nell’eterogeneo contesto produttivo nazionale. 

Il recente documento di aggiornamento e integrazione sulle Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive, pubblicato dalla Conferenza delle Regioni e delle provincie autonome (22 maggio 2020) si pone in continuità con le indicazioni di livello nazionale, in particolare con il protocollo condiviso tra le parti sociali approvato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020, nonché con i criteri guida generali di cui ai documenti tecnici prodotti da INAIL e Istituto Superiore di Sanità con il principale obiettivo di ridurre il rischio di contagio per i singoli e per la collettività in tutti i settori produttivi ed economici.

La priorità di queste misure rimane la tutela e la protezione dei cittadini e dei lavoratori, in particolare le persone che presentano delle vulnerabilità. 
È comunque necessario rilevare come il ritorno al lavoro del personale o di coloro che stanno già lavorando non possa prescindere dalla “nuova percezione sociale che si avrà dei luoghi di lavoro” che deve trovare rapidamente e senza ambiguità una risposta nelle misure di contenimento del rischio di trasmissione e contagio dal virus SARS-CoV-2. 

Pertanto, devono essere adottate appropriate e organiche procedure di prevenzione e protezione, di facile attuazione in materia di salute, durante la permanenza nei diversi ambienti che non possono essere limitati a singole voci come è stato fatto fino ad oggi, trascurando tra gli interventi o tra le priorità il miglioramento della qualità dell’aria indoor. Per questo motivo bisogna porre una speciale “attenzione” alle caratteristiche di qualità dell’aria indoor che vengono a determinarsi nei diversi ambienti, postazioni e spazi lavorativi, considerando l’influenza di diversi fattori: 

- Ricambio dell’aria (naturale, meccanico, centralizzato e non), rimodulando le frequenze e le modalità delle manutenzioni in funzione degli attuali rischi per la salute; 
- Parametri microclimatici strettamente connessi con la salute (si va incontro alle alte temperature ed elevati valori di umidità relativa dell’aria); 
- Uso di prodotti e di attrezzature impiegate nell’attività di pulizia, sanificazione e disinfezione; 
- Carichi di lavoro, rideterminati con l’obiettivo di garantire e massimizzare in ogni condizione la protezione della salute dei cittadini, visitatori, clienti e lavoratori, e assicurare la riduzione del rischio di trasmissione.

27
Mag

Riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione


Il modello di domanda per il 2021

Riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione

Il modello di domanda per il 2021E’ stato pubblicato, unitamente alle istruzioni operative, il modulo di domanda per la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione per l’anno 2021, relativo agli interventi migliorativi adottati dalle aziende nel corso del 2020.

Nel nuovo modello, gli interventi per i quali è possibile richiedere la riduzione sono riorganizzati nelle seguenti categorie: prevenzione degli infortuni mortali (non stradali); prevenzione del rischio stradale; prevenzione delle malattie professionali; formazione, addestramento e informazione; misure organizzative per la gestione della salute e sicurezza; gestione delle emergenze e dpi.

Rispetto al modello dell’anno scorso, sono semplificate le modalità di attribuzione dei punteggi differenziati in funzione dell’ampiezza dell’ambito dell’intervento o del diverso riferimento tariffario, introdotti nuovi interventi volti a intercettare le situazioni di pericolo che possono determinare infortuni gravi anche con esito mortale ed eliminati altri di minore efficacia prevenzionale.

Il nuovo modello inoltre non prevede più le differenziazioni degli interventi sulla base dei parametri trasversale/settoriale e generale/non generale. Per il 2021 viene meno, quindi, salvo che per la categoria delle misure organizzative per la gestione della salute e sicurezza, la condizione per la quale determinati interventi (generali) devono essere attuati su tutte le Posizioni assicurative territoriali (Pat) dell’azienda.

Infine, viene riconosciuta a un maggior numero di casi l’estensione a più anni dell’arco di validità di interventi particolarmente significativi, purché risulti evidenza del mantenimento e della continuità di attuazione degli stessi nell’anno precedente a quello di presentazione della domanda.


27
Mag

Persona sintomatica in azienda


Online il video su come gestire una persona sintomatica in azienda

Persona sintomatica in azienda

Emergenza Covid-19, Protocollo tra le parti sociali: online il video su come gestire una persona sintomatica in azienda.

Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all'ufficio del personale e si dovrà procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali.
L'azienda avverte immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute. L’azienda inoltre collabora per la definizione degli eventuali "contatti stretti".

Il filmato spiega come affrontare una delle situazioni più critiche nella fase di ripresa delle attività produttive. Una nuova parte del prodotto multimediale che illustra, in quattordici brevi capitoli, i contenuti del documento sottoscritto per la prevenzione nei luoghi di lavoro

Con la ripresa delle attività produttive, può accadere che una persona presenti sintomi tipici di Covid-19 mentre si trova al lavoro. Nel video online da oggi sul nostro portale, si spiega come affrontare in modo corretto questa situazione. Si tratta di un nuovo “capitolo” della serie, composta da 14 brevi filmati, che illustra i contenuti del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure
per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro”, sottoscritto tra le parti sociali il 14 marzo e integrato il 24 aprile scorso. Il documento contiene previsioni di carattere generale dirette a tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori nello svolgimento delle attività produttive.
 
Se compaiono febbre e tosse mentre ci si trova al lavoro. La prima indicazione da seguire riguarda il lavoratore. Che, in caso di febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, mentre si trova nel luogo di lavoro, deve comunicarlo subito all’ufficio del personale. La persona sintomatica sarà, quindi, isolata dai locali, in base alle disposizioni dell’autorità sanitaria. A questo punto l’azienda avvertirà le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute.
 
Collaborazione tra datore di lavoro e autorità sanitaria. Inoltre, l’azienda collabora con le Autorità sanitarie per individuare eventuali “contatti stretti” di una persona presente in azienda e positiva al tampone, per permettere alle stesse di applicare le misure di quarantena necessarie. Nel periodo dell’indagine, l’azienda potrà chiedere ai possibili “contatti stretti” di lasciare i luoghi di lavoro in via cautelativa, in base alle indicazioni dell’Autorità sanitaria.



27
Mag

Utilizzo in sicurezza della spettroscopia NMR


VALUTAZIONE DEL RISCHIO E INDICAZIONI OPERATIVE

Utilizzo in sicurezza della spettroscopia NMR

VALUTAZIONE DEL RISCHIO E INDICAZIONI OPERATIVEPubblicazione realizzata da Inail Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale
L’impegno della Sezione di supporto tecnico al Servizio sanitario nazionale (SSN) in materia di radiazioni del Dipartimento di medicina epidemiologia igiene del lavoro e ambientale dell’Inail, per tutto ciò che attiene l’utilizzo in sicurezza delle tecnologie di diagnostica per immagini a scopo medico, è ormai ben nota a livello nazionale anche per il ruolo di autorità competente che la norma assegna all’Istituto in tale ambito. 

È però interessante notare come lo sviluppo di un modello di gestione della sicurezza, che le indicazioni operative dell’Inail hanno largamene contribuito a promuovere in questi anni, non si è accompagnato a una esportazione di tale modello ad ambiti ugualmente significativi come per esempio la ricerca scientifica non clinica o la veterinaria, nei quali la risonanza magnetica è comunque largamente utilizzata. Ciò è dovuto essenzialmente a una lacuna normativa nonché alla mancanza di quella sistematica attività di vigilanza che nell’ambito medico continua a vedere l’Istituto fortemente coinvolto. 

Con il presente lavoro che aggiorna, superandolo, quello sperimentale del 2011 si intende proporre per i laboratori NMR (Nuclear Magnetic Resonance) che utilizzano la spettrometria tramite risonanza magnetica un percorso di acquisizione della consapevolezza del rischio unitamente a un modello di gestione del medesimo che sia improntato a regole concrete e applicabili, frutto anche dell’esperienza dei partner di Istituto che in questi anni hanno provato a utilizzare le precedenti indicazioni dell’Istituto.

La risonanza magnetica, prima di trovare ampie applicazioni in medicina, è stata largamente utilizzata nell’ambito della ricerca scientifica, in particolare quella orientata all’analisi chimica delle molecole organiche e delle macromolecole biologiche, la cui struttura complessa trova codifica principalmente attraverso l’interpretazione degli spettri NMR, fra l’altro ottenibili mediante indagini per lo più dirette, che cioè non necessitano di pre-trattamenti, e che, come tali, hanno l’indubbio vantaggio di configurarsi come non distruttive.

27
Mag

Amianto nelle rocce ofiolitiche


Documento INAIL 2020

Amianto nelle rocce ofiolitiche

Documento INAIL 2020Il tema dell’esposizione ambientale naturale a fibre asbestiformi risulta connesso alla diffusa presenza di affioramenti ofiolitici nell’arco alpino e sulla dorsale appenninica, alla possibile esposizione ambientale causata dai fenomeni naturali (frane, erosioni) e ad attività antropiche (attività estrattive, scavi, gallerie). Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale

Le ofioliti, dette anche pietre verdi per la loro colorazione caratteristica, costituiscono un’associazione di rocce di origine magmatica diffusamente affioranti sul territorio calabrese. Nel passato esse hanno rappresentato un’importante risorsa economica locale, in quanto ampiamente utilizzate come materiali naturali da costruzione e decorativi per la loro straordinaria resistenza, durabilità e varietà di aspetto e colorazione, e come inerti. 

Tali materiali rocciosi, però, possono contenere amianto e quindi costituire una fonte di rischio per i lavoratori del comparto estrattivo ed anche per la popolazione in generale. Ad oggi le cave di pietre verdi nella regione Calabria risultano quasi tutte inattive, spesso abbandonate e non messe in sicurezza. Diffusamente presenti in vaste aree del territorio regionale vi sono, infine, affioramenti più o meno estesi di ofioliti, posti anche in prossimità di centri abitati o comunque ai bordi delle vie di accesso agli stessi. 

L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) negli ultimi anni ha portato avanti un progetto di ricerca inerente alla caratterizzazione chimico mineralogica delle ofioliti affioranti sul territorio della Regione Calabria, proposto dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila). Le attività di ricerca sono state condotte dal Centro ricerche Inail di Monte Porzio Catone (Roma) e dal Centro ricerche Inail di Lamezia Terme (Catanzaro) in collaborazione con l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpacal) e il Servizio prevenzione igiene e sicurezza ambienti lavoro dell’azienda sanitaria provinciale (Spisal-Asp) di Catanzaro. 
L’obiettivo del progetto è stato l’individuazione e la caratterizzazione dei minerali asbestiformi presenti nelle ofioliti affioranti sul territorio calabrese e la descrizione del comparto estrattivo di questi materiali nell’area di Lamezia Terme. 
Il lavoro svolto ha consentito di sviluppare importanti sinergie con le istituzioni del territorio, necessarie per realizzare le attività di tutela ambientale e lavorativa. Il presente volume costituirà un aiuto per tutti coloro che operano nel settore al fine di fornire una pianificazione territoriale che miri alla salvaguardia della salute pubblica e dei lavoratori.

27
Mag

Professionisti, la Puglia stanzia 125 milioni di euro per la ripartenza

27/05/2020 - Per i professionisti e le Partite Iva a basso reddito, la Regione Puglia ha messo a punto ‘START, sostegno al reddito per la ripartenza’, una misura straordinaria a fondo perduto da 125 milioni di euro.   Attraverso la riprogrammazione dei fondi europei, la Regione ha approvato la manovra economica anti Covid 19 da 750 milioni di euro, che comprende la misura destinata ai lavoratori autonomi, partite IVA e professionisti che, a causa del lockdown, si sono impoveriti e sono in difficoltà con la ripartenza. La platea beneficiaria della misura START riguarderà: - professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa: in tale categoria rientra il numeroso popolo delle partite IVA costituito da lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS e privi di tutela da parte del sistema privatistico delle professioni riconosciute (25 mila circa); - professionisti iscritti alle casse di previdenza che, peraltro,..
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27
Mag

Coronavirus, il datore di lavoro non sarà sempre ritenuto responsabile del contagio

27/05/2020 – In caso di contagio da Coronavirus, il datore di lavoro non sarà ritenuto automaticamente responsabile. È il frutto di un emendamento al disegno di legge “Liquidità”, approvato dopo un confronto sul rischio di punire imprese in regola con i protocolli di sicurezza.   Contagio da Covid, cosa prevede l’emendamento I datori di lavoro che si attengono ai protocolli di sicurezza per la riapertura dei cantieri e degli altri settori produttivi saranno considerati in regola con gli obblighi di tutelare le condizioni di sicurezza sul lavoro.   L’emendamento è stato in un certo senso anticipato dalla Circolare 22/2020, con cui l’Istituto nazionale per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (INAIL) ha dato una sua interpretazione all’equiparazione tra infortunio e contagio da Covid negli ambienti di lavoro. Posto che è difficile provare con certezza quale sia l’origine del contagio,..
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