1 29 Giugno 2020 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for giugno 29th, 2020

29
Giu

SICUREZZA IN OCCASIONE DEI GRANDI EVENTI


COORDINAMENTO DEI PROGRAMMI NAZIONALI DI RICERCA

SICUREZZA IN OCCASIONE DEI GRANDI EVENTI

SICUREZZA IN OCCASIONE DEI GRANDI EVENTIPROGETTO FINANZIATO DA DG RESEARCH DELLA COMMISSIONE EUROPEA NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA ERA-NET

La pianificazione della sicurezza nei grandi eventi spesso richiede esperienze, conoscenze ed expertise significative. 
I pianificatori in materia di sicurezza vincenti devono essere aggiornati in merito a minacce potenziali rappresentate da hooligans, manifestanti, gruppi terroristici o di criminalità organizzata. Gli stessi devono essere a conoscenza delle circostanze e dei comportamenti che possono contribuire a provocare incidenti. 
Necessitano di informazioni strategiche ed operative al fine di individuare i punti deboli nel sistema difensivo, valutare i pericoli e decidere se adottare ulteriori misure per ridurre i rischi potenziali. Devono inoltre essere abili ne trovare soluzioni d’emergenza da adottare nel caso si verifichino disastri naturali ed emergenze provocate dall’uomo nel corso dell’evento.
Inoltre, una solida conoscenza di problematiche giurisdizionali, culturali ed ambientali consentirebbe ai pianificatori della sicurezza di promuovere la cooperazione e il coordinamento.
Conoscere le risorse e la cultura delle agenzie partecipanti, i conflitti tra partecipanti o i vincoli giurisdizionali consentirebbe la ripartizione delle responsabilità dei pianificatori, potenzierebbe l’interazione tra agenzie e identificherebbe le limitazioni nelle mansioni.
Ugualmente importanti sono le informazioni su quanto riportato dai media internazionali in merito ai grandi eventi, considerato che gli incidenti potenziali o i deficit organizzativi potrebbero causare denunce, pericolo e pubblico allarme.
Infine, i pianificatori della sicurezza dovrebbero essere a conoscenza di come garantire che i paesi che ospitano i grandi eventi internazionali possano ottenere dei vantaggi a lungo termine dalla pianificazione della sicurezza. In particolare, un patrimonio di conoscenze e una cultura della pianificazione potrebbero garantire che le risorse e le conoscenze specifiche messe a disposizione per i grandi eventi, come le infrastrutture, la formazione e le soluzioni tecnologiche, incrementino le capacità nazionali globali e migliorino le attività quotidiane di routine successive all’evento stesso.
Sfortunatamente per i pianificatori della sicurezza, tale corpus di conoscenze ed expertise internazionale non può essere riprodotto e distribuito sotto forma di modello universale o di manuale internazionale sulla sicurezza, applicabile a qualsiasi tipo di grande evento. Le prospettive e gli approcci nell’organizzazione della sicurezza differiscono considerevolmente da evento ad evento e da paese a paese. Le politiche, le strategie e le operazioni tattiche dovrebbero essere adattate all’attuale livello di minacce, alle risorse umane, alle soluzioni tecnologiche disponibili, alle normative locali, alle ambizioni politiche e ad altri fattori cruciali. 

Ad esempio, fin dall’11 settembre 2001, nei piani per la sicurezza si sono rafforzate le misure connesse all’interdizione dello spazio aereo e limitate le politiche e le procedure per ottenere l’accesso a località designate o non designate ad ospitare gli eventi. 
Inoltre, i piani sulla sicurezza non sono regolati da norme fisse e immutabili che gli addetti alla sicurezza devono seguire in modo rigoroso. Oltre ai giorni di apertura e di chiusura, vi sono poche certezze. 
I piani devono essere elaborati nel modo più flessibile per gestire gli inevitabili cambiamenti che potrebbero sorgere nel corso dell’evento. 
La flessibilità e l’adattamento sono concetti fondamentali che i pianificatori devono tenere in considerazione nel pianificare ed attuare le misure di sicurezza nel corso dei grandi eventi. 
SICUREZZA IN OCCASIONE DEI GRANDI EVENTISICUREZZA IN OCCASIONE DEI GRANDI EVENTI

29
Giu

ATTIVITÀ FORMATIVE IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO.


Stralcio Verbale n. 82

ATTIVITÀ FORMATIVE IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO.

QUESITO DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI SULLE ATTIVITÀ FORMATIVE IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO.QUESITO DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI SULLE ATTIVITÀ FORMATIVE IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO.

Nel condividere che la tematica della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro riveste carattere di particolare importanza, anche per gli obblighi previsti dalla normativa specifica di settore, in riferimento al quesito posto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il CTS esprime parere favorevole per la riattivazione della formazione in materia di salute e sicurezza trattandosi di formazione obbligatoria sia quando la stessa deve essere necessariamente svolta in presenza, nei casi in cui siano obbligatorie sessioni pratiche dei corsi di formazione (ad esempio per l’utilizzo di alcune macchine o attrezzature di lavoro), sia nei casi in cui non vi siano le condizioni per attivare modalità in videoconferenza, a condizione che siano attuate le misure di contenimento del rischio, quali, ad esempio:
- utilizzo di locali dotati di adeguata areazione;
- distanziamento fisico di almeno 1 metro;
- utilizzo della mascherina chirurgica;
- accessibilità all’igiene frequente delle mani;
- garanzia dell’igiene delle superfici; in particolare in presenza di utilizzo di macchine o attrezzature di lavoro, adeguata igienizzazione e disinfezione tra un utilizzo e l’altro secondo le specifiche indicazioni emanate dall’Istituto Superiore di Sanità.

Per quanto concerne la formazione in tema di salute e sicurezza sul lavoro, ivi inclusa quella prevista per le figure della prevenzione, si suggerisce, in questa fase, di preferire in via temporanea la modalità a distanza di “videoconferenza in modalità sincrona”, anziché la formazione “in presenza”, come peraltro già recentemente disciplinato da alcune Regioni:
- Emilia Romagna (prot. 0322765 del 28/04/2020);
- Piemonte (prot. 12255 del 14/04/2020);
- Lazio (prot. 348383 del 16/04/2020);
- Friuli Venezia Giulia (prot. 9332 del 14/04/2020).

Tale modalità di formazione a distanza in “videoconferenza in modalità sincrona” non può essere tuttavia applicabile ai moduli formativi che prevedono addestramento pratico quali quelli per addetti al primo soccorso in azienda (art. 45 D.Lgs 81/08 e ss.mm.ii.) per i quali dovranno essere previste modalità in presenza adottando le medesime misure di contenimento del rischio sopra richiamate.

29
Giu

MODALITÀ DI RIPRESA DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE DEL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO


Stralcio Verbale n. 82

MODALITÀ DI RIPRESA DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE DEL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO

MODALITÀ DI RIPRESA DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE DEL PROSSIMO ANNO SCOLASTICOStralcio Verbale n. 82 della riunione tenuta, presso il Dipartimento della Protezione Civile, il giorno 28 maggio 2020
MODALITÀ DI RIPRESA DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE DEL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO

Il CTS, dopo ampia condivisione, approva il documento conclusivo relativo alle misure di contenimento del contagio dal virus SARS-CoV-2 nell’ambito del settore scuola per gli istituti di ogni ordine e grado ai fini dell’apertura del prossimo anno scolastico

Il periodo di emergenza sanitaria connessa alla pandemia da SARS-CoV-2 ha portato alla necessità di adottare importanti azioni contenitive che hanno richiesto la sospensione temporanea di numerose attività.

Tra i primi interventi adottati, con il Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 04 marzo 2020 “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale.”, sono stati sospesi i servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore […], ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza.

L’urgenza di tale decisione si è resa necessaria per favorire un immediato distanziamento fisico tra persone, quale elemento chiave per contrastare la circolazione del virus SARS-CoV-2 nella popolazione, in considerazione delle caratteristiche intrinseche di prossimità e aggregazione delle attività di apprendimento in ambito scolastico. È stato altresì considerato l’impatto che la mobilità per l’espletamento delle attività scolastiche ha complessivamente sulla mobilità della popolazione generale.

La sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado è stata tra le misure più complesse e dolorose proprio per l’impatto su un asse vitale della società; tuttavia tale sacrificio ha contribuito in maniera essenziale al contenimento della pandemia, consentendo di limitare il rischio di comunità e raggiungendo i risultati fino ad ora ottenuti. Va altresì ricordato che la chiusura delle scuole è stata un’iniziativa precoce e comune a livello internazionale (si calcola che 1,5 miliardi di studenti al mondo hanno subito l’interruzione delle attività scolastiche) e una riapertura anticipata in alcuni paesi ha portato a dover riconsiderare la scelta fatta troppo precocemente.

Dal 23 marzo 2020 il sistema di sorveglianza integrato COVID-19 coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha iniziato a registrare dapprima una stabilizzazione ed in seguito una diminuzione dei nuovi casi di COVID-19 diagnosticati in coerenza con quanto registrato dal sistema di sorveglianza aggregato coordinato dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile.
Questo andamento ha consentito di programmare nella seconda metà del mese di giugno l’espletamento dell’esame di stato in presenza, rappresentando, limitatamente alle scuole secondarie di II grado e con numeri evidentemente ridotti, un “banco di prova” per la riapertura di tutte le scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2020-2021.

Secondo la classificazione del “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione”, adottato dal Comitato Tecnico Scientifico (CTS) e pubblicato dall’Inail (Inail 2020), il settore scolastico è classificato con un livello di rischio integrato medio-basso ed un rischio di aggregazione medio-alto.

L’analisi dei livelli di rischio connessi all’emergenza sanitaria per i differenti settori produttivi secondo la classificazione ATECO evidenzia l’aggregazione quale elemento principale del rischio nelle scuole, con una elevata complessità di gestione; pertanto, nella fase di mitigazione delle misure contenitive, molti Paesi europei, come l’Italia, hanno deciso di portare a conclusione l’anno scolastico attraverso lo strumento della didattica “a distanza”.

29
Giu

Cassazione Civile, Sez. Lav., 24 giugno 2020, n. 12446


Responsabilità omissiva nel campo degli infortuni sul lavoro

Cassazione Civile, Sez. Lav., 24 giugno 2020, n. 12446 

Cassazione Civile, Sez. Lav., 24 giugno 2020, n. 12446 Presidente: MANNA ANTONIO
Relatore: CALAFIORE DANIELA
Data pubblicazione: 24/06/2020
Rilevato che
La Corte d'appello di Firenze, con sentenza n. 1262/2013, ha rigettato l'appello proposto da A.O., A.M. e S.M., n.q. di eredi di G.M., avverso la sentenza del Tribunale del lavoro della stessa città resa nei confronti dell'Inail, di Padana Assicurazioni s.p.a., di I.C., di Milano Assicurazioni s.p.a. e di Eni Insurance Ltd ed avente ad oggetto l'azione di regresso esercitata dall'Inail nei confronti di G.M. e I.C., in solido, ritenuti responsabili dell'infortunio sul lavoro occorso al dipendente del G.M., I.Z., a causa della condotta imperita ed imprudente di I.C., pure suo dipendente;
la Corte territoriale, dopo aver confermato il giudizio sulla responsabilità penale del G.M., pur se assente al momento in cui il I.C. investì lo I.Z. all'interno dell'autolavaggio di proprietà dello stesso G.M., ha pure confermato il rigetto espresso dal primo giudice rispetto alle domande di garanzia proposte dal G.M. nei confronti di Milano assicurazioni s.p.a, in mancanza della condizione che l'assicurato fosse in regola, al momento del sinistro, con gli obblighi di assicurazione di legge, posto che l'autore materiale della condotta non era stato assunto regolarmente;
quanto, poi, all'assicurazione stipulata con Eni Insurance LTD ( che aveva acquistato tutti i contratti stipulati da Padana Assicurazioni s.p.a, assicuratrice di Agip, proprietaria dell'impianto), ad avviso della Corte territoriale, la stessa non era operante perché la copertura assicurativa era rivolta ai danni subiti dai terzi;
avverso tale sentenza, ricorrono per cassazione gli eredi di G.M. sulla base di quattro motivi;
Helvetia Italia Assicurazioni ( già Padana Assicurazioni s.p.a. ) resiste con controricorso e propone ricorso incidentale basato su due motivi;
Eni insurance e Unipolsai ( nuova denominazione di Fondiaria che ha inglobato per fusione Milano Assicurazioni s.p.a.) resistono con controricorso;
sono state presentate memorie da tutte le parti ad eccezione dell'INAIL;
 
Considerato che
i ricorrenti hanno formulato i seguenti motivi : 1) violazione e falsa applicazione dell'art. 12 disp. prel. cod.civ., degli artt. 2049 e 2087 cod.civ. e degli artt. 20 e 59 d.lgs. n. 81 del 2008 (già 5 e 93 d.lgs. n. 626/1994), in quanto lamentano l'erroneità dell'attribuzione al G.M. della responsabilità per l'accaduto, posto che nessuna colpa poteva ravvisarsi a suo carico trattandosi di infortunio accaduto a causa della condotta del tutto imprevista del I.C., il quale avrebbe dovuto essere controllato dallo I.Z., preposto dallo stesso datore di lavoro; ritengono i ricorrenti, inoltre, che, seppure privo di permesso di soggiorno e non assicurato, il I.C. svolgeva solo attività di asciugatura delle macchine per cui non era richiesta alcuna specializzazione o particolare formazione ed il G.M. gli aveva vietato di guidare, non potendosi ritenere che l'obbligo di vigilanza dovesse essere inteso nel senso di un obbligo permanente ed integrale;
2) con il secondo motivo, si denuncia la violazione e falsa applicazione dell'art. 12 disp. prel. cod.civ. , degli artt. 2049 e 2087 cod.civ. e degli artt. 2 e 19 d.lgs. n. 81 del 2008, artt. 4, 8 e 90 d.lgs. n. 626 del 1994, in relazione al mancato riconoscimento della qualità di preposto in capo ad I.Z., da cui era derivato il mancato riconoscimento del concorso di colpa dello stesso nella determinazione dell'evento;
3) con il terzo motivo, si deduce la violazione e o falsa applicazione degli artt. 1362 e ss. c.c. ed in particolare degli artt. 1363 e 1370 cod.civ. con conseguente erronea interpretazione degli artt. 14 lett. b, 21, 22, 26 lett. c.) , 27 lett. e) e 28 lett. h) delle condizioni di assicurazione della polizza responsabilità civile rischi diversi, stipulata tra il G.M. e la Milano Assicurazioni s.p.a., dovendosi intendere che la copertura assicurativa non fosse operativa qualora il danneggiato non fosse assicurato all'INAIL ma, nel caso di specie, il non assicurato era il danneggiante e tale interpretazione era stata seguita dal Tribunale di Firenze nel parallelo giudizio per danno differenziale proposto dallo I.Z. nei riguardi del G.M.;
4) con il quarto motivo, si denuncia la violazione e o falsa applicazione degli artt. 1362 e ss. c.c. ed in particolare degli artt. 1363 e 1370 cod.civ., con conseguente erronea interpretazione della Sezione IV e degli svariati articoli richiamati e trascritti; i ricorrenti ritengono che la sentenza abbia errato nel ritenere che la polizza sottoscritta da Eni, fosse destinata alla copertura dei soli danni cagionati a terzi, ciò per la inosservanza del canone interpretativo logico sistematico che avrebbe condotto alla necessaria considerazione sia delle cause di inclusione che di quelle di esclusione dalla copertura assicurativa, con la conseguenza che si sarebbe dovuto ravvisare la espressa copertura assicurativa per i danni corporali subiti dai coassicurati, loro familiari e/o loro dipendenti e per tutte le conseguenze della responsabilità civile derivanti all'assicurato nell'esercizio delle sue attività comprese nell'oggetto sociale; in ogni caso, seppure residuassero dubbi sulla proposta interpretazione, le clausole ambigue avrebbero dovuto essere interpretate in favore dell'assicurato ex art. 1370 c.c.
i ricorrenti hanno allegato alla memoria ex art. 380 bis.1 c.p.c. la sentenza della Corte d'appello di Firenze n. 1962 del 2015 (relativa al giudizio con il quale lo I.Z. aveva chiesto il risarcimento del danno differenziale per l'infortunio di cui si discute) resa sull'impugnazione di quella del Tribunale n. 2750 del 2012, di rigetto dell'appello proposto da Milano assicurazioni s.p.a., e quella di questa Corte di Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione avverso la medesima;
il ricorso incidentale proposto da Helvetia Italia Assicurazione s.p.a. (già Padana Assicurazioni s.p.a.) è formulato attraverso i seguenti motivi: 1) omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio ed oggetto di discussione tra le parti che si ravvisa nel fatto che la sentenza impugnata ha omesso di pronunciarsi sulla eccezione di inammissibilità ed infondatezza dell'appello nei confronti della stessa società che aveva ceduto ad Eni Insurance LTD il ramo d'azienda costituito dai contratti di assicurazione, posto che erano stati gli stessi eredi a chiedere di poter chiamare in causa Eni Insurance LTD; 2) nullità della sentenza e del procedimento per aver omesso di pronunciare sulla eccezione di inammissibilità dell'appello, proposto nei propri confronti, da Padana Assicurazioni s.p.a. posto che i ricorrenti non avevano impugnato il punto della decisione relativo al difetto di legittimazione passiva della stessa società;
i primi due motivi del ricorso principale, relativi all'accertamento della responsabilità penale in capo al G.M., vanno trattati congiuntamente e sono infondati;
la sentenza impugnata ha fatto corretta applicazione dei principi elaborati da questa Corte di cassazione in tema di accertamento della responsabilità datoriale in ipotesi di esercizio dell'azione di rivalsa da parte dell'Inail, nella fisionomia disegnata dai plurimi interventi della Corte Costituzionale;
L' Inail basa la propria azione di regresso sul D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, art. 10, chiedendo in sede civile l'accertamento della responsabilità del datore di lavoro, posto che, come si evince dagli atti, è mancato nella fattispecie l'accertamento in sede penale del reato di cui è stato vittima il lavoratore I.Z. e, dunque, l'accertamento della responsabilità del datore di lavoro nella causazione dell'infortunio sul lavoro è demandato al giudice civile (Corte Cost. 9 marzo 1967, n. 22; Corte Cost., 26 maggio 1981, n. 74; Corte Cost., 19 giugno 1981, n. 102);
con tali decisioni la Corte Costituzionale ha ridisegnato i confini dell'area della responsabilità civile del datore di lavoro, sostenendo, con la prima, che se è vero che l'art. 38 Cost. intende garantire alle vittime di infortuni mezzi adeguati alle loro esigenze di vita, è pur vero che la quantità del ristoro attribuita va parametrata ad un canone certo che, nel caso di specie, è quello del grado di riduzione dell'integrità fisica; ha chiarito, con la seconda pronuncia, che la formula «coloro che il datore ha incaricato della direzione o sorveglianza del lavoro », contenuta nel comma 3, comprende ogni lavoratore delle cui azioni il datore debba rispondere ai sensi dell'art. 2049 c.c.; con l'ultima delle decisioni, infine, la Corte ha eliminato la c.d. pregiudiziale penale permettendo che l'accertamento del fatto reato possa essere compiuto dal giudice civile anche nei casi in cui il procedimento penale nei confronti del datore di lavoro o di un suo dipendente si sia concluso con proscioglimento in sede istruttoria o vi sia provvedimento di archiviazione;
la sentenza impugnata ha, dunque, applicato i principi elaborati dalla giurisprudenza di questa Corte di legittimità in materia di responsabilità omissiva nel campo degli infortuni sul lavoro, principi che fanno leva sulla posizione di garanzia attribuita, in primo luogo, dall'art. 2087 c.c. al datore di lavoro;
tale posizione di garanzia (Cass. pen. n. 31615 del 29-3-2018) si fonda sulla necessità di evitare che si verifichino eventi lesivi dell'incolumità fisica intrinsecamente connaturati all'esercizio dell'attività lavorativa, anche nell'ipotesi in cui siffatti rischi siano conseguenti ad eventuali negligenze, imprudenze e disattenzioni dei lavoratori subordinati, la cui incolumità deve essere protetta con appropriate cautele;
il garante, dunque, ove abbia negligentemente omesso di attivarsi per impedire l'evento, non può invocare, quale causa di esenzione dalla colpa, la legittima aspettativa in ordine all'assenza di condotte imprudenti, negligenti o imperite da parte dei lavoratori, poiché il rispetto della normativa antinfortunistica mira a salvaguardare l'incolumità del lavoratore anche dai rischi derivanti dalle sue stesse imprudenze e negligenze o dai suoi stessi errori, purché connessi allo svolgimento dell'attività lavorativa (Cass.pen. n. 18998 del 27-3- 2009);
ne deriva che il titolare della posizione di garanzia è tenuto a valutare i rischi e a prevenirli e la sua condotta non è scriminata, in difetto della necessaria diligenza, prudenza e perizia, da eventuali responsabilità dei lavoratori (Cass. pen. n. 22622 del 29-4-2008) ed il datore di lavoro non può essere considerato esente da responsabilità ove il lavoratore esplichi un incombente che, anche se inutile ed imprudente, rientri comunque nelle sue attribuzioni (Cass. pen. n. 23292 del 28-4-2011) e non risulti eccentrico rispetto alle mansioni a lui specificamente assegnate, nell'ambito del ciclo produttivo (Cass. pen. n. 7985 del 10-10-2013);
nel caso di specie, la dinamica dell'accadimento è pacifica, come è pacifico il fatto che l'autore materiale della condotta lesiva, chiaramente derivata da imperizia nella guida dell'autovettura investitrice, è stato altro dipendente del G.M. che espletava mansioni non straordinariamente eccentriche rispetto a quelle ordinariamente affidategli, con la conseguenza che la causa dell'infortunio è sempre ricollegabile alla struttura organizzativa apprestata dal datore di lavoro ed alla posizione di garanzia assunta dallo stesso G.M.; il datore di lavoro, quale responsabile della sicurezza, ha l'obbligo non solo di predisporre le misure antinfortunistiche, ma anche di sorvegliare continuamente sulla loro adozione da parte degli eventuali preposti e dei lavoratori, in quanto, in virtù della generale disposizione di cui all'art. 2087 cod. civ., egli è costituito garante dell'incolumità fisica dei prestatori di lavoro ( Cass. pen. n. 4631 del 2014);
del tutto infondato, inoltre, è anche il profilo relativo alla operatività della delega, in qualità di preposto, della posizione di garanzia in capo allo stesso infortunato, posto che in materia di infortuni sul lavoro, l'onere della prova circa l'avvenuto conferimento della delega di funzioni - e del conseguente trasferimento ad altri soggetti degli obblighi di prevenzione, assicurazione e sorveglianza incombenti sul datore di lavoro - grava su chi l'allega, trattandosi di una causa di esclusione di responsabilità ( Cass. pen. n. 44141 del 2019), e che la sentenza impugnata ha esplicitamente affermato la carenza di ogni prova della sussistenza di una delega del datore, aggiungendo anche che tale possibilità sarebbe esclusa dalla stessa minima dimensione aziendale;
le critiche mosse alla sentenza impugnata su questo punto, laddove si richiamano stralci di verbale di prove testimoniali, al fine di indurre a ritenere sussistente la prova della delega di funzioni, sono del tutto inammissibili mirando a sovvertire l'apprezzamento di merito operato dalla Corte d'appello che è insindacabile in sede di legittimità,
il terzo motivo è fondato;
l'esclusione dell'operatività della copertura assicurativa prevista dall'art. 14 lett. B) delle condizioni generali di contratto con riguardo alla responsabilità civile verso i prestatori di lavoro (RCO), riportate integralmente in ricorso, stabilisce, tra l'altro, che la società assicuratrice si obbliga a tenere indenne l'assicurato quale civilmente responsabile per infortuni sofferti da prestatori di lavoro da lui dipendenti addetti alle attività per le quali è prestata assicurazione, per i danni cagionati a prestatori di lavoro ed al di fuori delle ipotesi coperte dal d.p.r. n. 1124 del 1965 <[ ...] a condizione che, al momento del sinistro, l'Assicurato sia in regola con gli obblighi dell'assicurazione di legge [... ] > ;
l'art. 21 delle citate condizioni generali prevede, inoltre, che l'assicurazione comprende la responsabilità civile personale dei dipendenti dell'assicurato per danni involontariamente cagionati a terzi o ad altri dipendenti e relativamente a tale estensione di garanzia la copertura è resa alle stesse condizioni di cui al citato art. 14;
la relazione esistente tra le due disposizioni rende evidente che la logica della copertura assicurativa è quella di operare in relazione alla responsabilità dell'imprenditore nello spazio non coperto dalla copertura assicurativa pubblica prestata dall'Inail; dunque, la condizione della regolarità degli obblighi assicurativi, prevista dall'art. 14 cit., non può che riferirsi all'obbligo assicurativo relativo al lavoratore danneggiato, così coprendosi quei profili di danno risarcibili, ma non oggetto di indennizzo da parte dell'Inail;
la sentenza impugnata, laddove ha genericamente riferito l'operatività della esclusione della copertura a qualsiasi irregolarità contributiva, ha violato i criteri di interpretazione dettati dall'art. 1362 c.c., che impone di indagare la comune intenzione delle parti e non limitarsi al senso letterale delle parole, e dell'art. 1364 c.c., che richiede l'interpretazione complessiva delle clausole;
il quarto motivo è inammissibile;
la censura è sorretta da una complessa ricostruzione interpretativa, basata sulla lettura di diverse disposizioni contrattuali (riportate in stralcio e riferite a varie parti dell'intero testo della convenzione assicurativa, non allegata al ricorso né individuata all'interno degli atti del processo) che dovrebbe dimostrare l'erroneità dell'interpretazione accolta dalla Corte territoriale relativamente alla limitazione ai soli danni cagionati a terzi della copertura dell'assicurazione stipulata da Eni Insurance l.t.d. ;
questa Corte, sul punto, ha affermato che l'interpretazione della volontà delle parti in relazione al contenuto di un contratto o di una qualsiasi clausola contrattuale importa indagini e valutazioni di fatto affidate al potere discrezionale del giudice del merito, non sindacabili in sede di legittimità ove non risultino violati i canoni normativi di ermeneutica contrattuale e non sussista un vizio nell'attività svolta dal giudice di merito, tale da influire sulla completezza della motivazione; inoltre, quando il ricorrente per cassazione censuri l'erronea interpretazione di clausole contrattuali da parte del giudice del merito, per il principio di autosufficienza del ricorso, ha l'onere di trascriverle integralmente perché al giudice di legittimità è precluso l'esame degli atti per verificare la rilevanza e la fondatezza della censura ( Cass. n. 24461 del 2005; Cass. n. 2560 del 2007);
il ricorso incidentale proposto da Helvetia Italia Assicurazioni s.p.a. (già Padana Assicurazioni s.p.a.), è infondato;
la stessa questione è stata proposta con un primo motivo con il quale si lamenta vizio di motivazione derivante dall'omesso esame, da parte della Corte d'appello, delle difese addotte al fine di rappresentare la cessione del ramo d'azienda in favore di Eni Insurance Ltd, che avrebbero condotto all'estromissione dal giudizio della società, con vittoria di spese;
il vizio denunciato non è compatibile con la nuova formulazione dell'art. 360, primo comma n. 5, c.p.c. che ha ridotto il vizio di motivazione alla omessa valutazione di fatti storici principali o secondari, oggetto di discussione tra le parti e decisivi per il giudizio e tale non è una deduzione difensiva o un capo di domanda;
l'ulteriore profilo della nullità della sentenza per violazione dell'art. 112 c.p.c. è ammissibile ma infondato; invero, la sentenza impugnata ha, con formula assai sintetica, rigettato la domanda di manleva avanzata dagli appellanti nei confronti di Eni Insurance Ltd in quanto non ha ritenuto operante la copertura assicurativa. Tale decisione, peraltro confermata in questa sede, ha definito nel merito la questione, implicitamente, anche nei riguardi di Padana Assicurazioni s.p.a. che era l'originaria stipulante, dunque non si è determinata alcuna omissione di pronuncia.
In definitiva, va accolto il terzo motivo del ricorso principale, mentre vanno rigettati gli ulteriori motivi del medesimo ricorso principale ed il ricorso incidentale; la sentenza va, dunque, cassata quanto al motivo accolto con rinvio alla Corte d'appello di Firenze in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.
P.Q.M.
La Corte accoglie il terzo motivo del ricorso principale, rigetta gli ulteriori motivi; rigetta il ricorso incidentale; cassa la sentenza impugnata, quanto al motivo accolto, e rinvia alla Corte d'appello di Firenze in diversa composizione cui demanda anche la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 6 febbraio 2020.

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Giu

Regione Veneto Giunta Regionale 22 giugno 2020, n. 61


misure di adeguamento delle restrizioni disposte con precedenti provvedimenti

Regione Veneto Giunta Regionale 22 giugno 2020, n. 61

misure di adeguamento delle restrizioni disposte con precedenti provvedimentiRegione Veneto
Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale 22 giugno 2020, n. 61
Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da virus COVID-19. Ulteriori disposizioni
B.U.R. 22 giugno 2020, n. 92
Note per la trasparenza:
Alla luce dell'esperienza maturata e dei dati epidemiologici e sanitari raccolti, vengono adottate misure di adeguamento delle restrizioni disposte con precedenti provvedimenti
Il Presidente
Visti l'art. 32 e 117, commi 3 e 4, Cost.;
Visti l'art. 32 l. 833/78, l'art. 117, d.lgs. 112/98, l'art. 50, comma 5, d.lgs. 267/00 e il d.lgs. 1/18;
Visti il D.L. 25.3.2020, n. 19 e il D.L. 16.5.2020, n. 33;
Rilevato, sulla base dei dati forniti in data 22 giugno 2020 da Azienda Zero, che la situazione del contagio da Covid-19, registra nessun caso di nuovo contagio rispetto alle ore 17 del 21.6.2020, n. 29 ricoverati positivi, in diminuzione, e 194 negativizzati, per un totale di 223 ricoverati, che erano 570 il 17 maggio 2020, oltre a 12 ricoverati in terapia intensiva tra positivi -pari ad 1- e negativizzati, su una disponibilità di posti di terapia intensiva di 464 posti base e un totale di 825 posti di terapia intensiva disponibili per contagio Covid-19, con conseguente evidente, ampia adeguatezza dell'offerta di strutture sanitarie pubbliche per far fronte ad ogni esigenza anche difronte ad una non prospettabile, allo stato, ripresa del contagio, il quale, per contro, si presenta in netta riduzione pur a fronte delle rilevanti riaperture di attività economiche e di ripresa di movimentazione sociale avvenute a partire dal 4 maggio 2020, come risulta anche dal numero di soggetti attualmente positivi, pari a 585, ammontanti a 8601 unità il 30 aprile 2020, e 833 in isolamento domiciliare;
Rilevato che il decreto legge 16.5.2020, n. 33, consente, al comma 14 dell'art. 1, lo svolgimento di tutte le attività economiche, produttive e sociali "nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali" e permette, al comma 16, alla Regione, "In relazione all'andamento della situazione epidemiologica sul territorio, accertato secondo i criteri stabiliti con decreto del Ministro della salute del 30 aprile 2020 e sue eventuali modificazioni, nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020, ..., informando contestualmente il Ministro della salute" di "introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte ai sensi del medesimo articolo 2";
Viste le "Linee di indirizzo Strutture residenziali e semiresidenziali extraospedaliere per anziani, disabili, minori, dipendenze e salute mentale" elaborate congiuntamente dalla Direzione "Prevenzione, sicurezza alimentare, veterinaria" e dalla Direzione Servizi Sociali della Regione del Veneto, valutate con parere favorevole dal Comitato Scientifico "COVID-2019 in Regione Veneto" costituito con DGR 2 marzo 2020, n. 269;
Dato atto che le suddette linee di indirizzo costituiscono aggiornamento e integrazione delle "Linee di indirizzo Strutture residenziali extraospedaliere-Indicazioni per l'accoglienza di nuovi ospiti e l'accesso di familiari, visitatori e di altro personale esterno", costituenti allegato 3 dell'ordinanza n. 55 del 29.5.2020, con conseguente sostituzione integrale delle linee di indirizzo di cui alla predetta ordinanza con quelle elaborate come da punto precedente;
Visto il parere favorevole del Comitato Scientifico "COVID-2019 in Regione Veneto" costituito con DGR 2 marzo 2020, n. 269, rilasciato in data 22.6.2020;
Rilevato che il rapporto sull'andamento della situazione epidemiologica sul territorio regionale, accertato secondo i criteri stabiliti con decreto del Ministro della salute del 30 aprile 2020 e sue modificazioni, inviato dal predetto Ministero della Salute in data 12 giugno 2020 e relativo alla settimana 8-14 Giugno 2020 (aggiornati al 16 giugno 2020 h 11:00), attesta, per quanto riguarda la valutazione relativa all'aumento di trasmissione ed attuale impatto di COVID-19 sui servizi assistenziali, un Rt minore di 1, pari esattamente a 0,69;
Dato atto che la struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale,
ordina
 
1. Strutture residenziali e semiresidenziali extraospedaliere
La gestione delle strutture residenziali e semiresidenziali extraospedaliere per anziani, disabili, minori, dipendenze e salute mentale aventi sede nel territorio regionale, pubbliche o private, anche non accreditate, si svolge nel rispetto delle linee di indirizzo di cui all'allegato A) della presente ordinanza;
2. Disposizioni finali
Le disposizioni di cui all'allegato A) hanno effetto dal 23 giugno 2020 e valgono fino a diversa ordinanza.
La violazione delle presenti disposizioni comporta l'applicazione delle sanzioni di cui all'art. 4 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19.
L'accertamento compete agli organi di polizia di cui all'art. 13 della legge n. 689/81 e le sanzioni pecuniarie sono destinate al conto Iban IT 41 V 02008 02017 000100537110 causale: "Violazione ordinanze regionali Covid 19";
La presente ordinanza viene comunicata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri;
È incaricata dell'esecuzione del presente provvedimento la Direzione Protezione Civile-Unità Organizzativa Polizia Locale;
Il presente provvedimento non comporta spesa a carico del bilancio regionale;
Il presente atto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Luca Zaia                             
Allegato A
Emergenza COVID-19
"Fase 3"
Linee di indirizzo
Strutture residenziali e semiresidenziali extraospedaliere per anziani, disabili, minori, dipendenze e salute mentale
SOMMARIO
Premessa
Indicazioni operative "fase 3"
1. Misure generali di prevenzione e protezione
2. Accessi di persone esterne (familiari/congiunti e operatori esterni)
2.1. Protocolli specifici per le visite di familiari e altri congiunti
2.2. Sensibilizzazione e formazione dei visitatori
2.3. Fornitori, manutentori e altri operatori esterni
3. Nuovi ingressi e riammissioni in struttura per anziani non autosufficienti
3.1. Nuovi ingressi
3.1.1. Area di accoglienza temporanea
3.1.2. Modalità di accoglimento di un nuovo ospite
3.1.3. Verifiche propedeutiche
3.1.4. Saggi diagnostici e protocolli di monitoraggio
3.2 Riammissioni in struttura e trasferimenti interni
3.2.1. Rientro da Pronto Soccorso o da Poliambulatorio
3.2.2. Trasferimenti interni alla struttura residenziale
3.2.3. Rientro da ricovero ospedaliero
3.2.4. Altre casistiche
4. Indicazioni specifiche per tipologia di struttura
4.1 Strutture residenziali
4.2 Strutture semiresidenziali
4.2.1. Servizi semiresidenziali per persone con disabilità
4.2.2. Servizi semiresidenziali dell'area salute mentale
4.2.3. Servizi semiresidenziali per anziani
4.2.4. Centri Sollievo
5. Prevenzione vaccinale nelle strutture residenziali per anziani
6. Medicina necroscopica nelle strutture residenziali per anziani
7. Formazione
Allegato 1. Checklist di valutazione all'ingresso del visitatore
Allegato 2. FAC-SIMILE N° 1 - PATTO DI RESPONSABILITÀ RECIPROCA TRA ENTE GESTORE DELLA STRUTTURA RESIDENZIALE E FAMILIARI/CONGIUNTI DELL'OSPITE

29
Giu

Demolire e ricostruire con sedime e sagoma diversi ma stesse distanze, forse si potrà

29/06/2020 - Una parte consistente del DL Semplificazioni è dedicata alle semplificazioni in materia edilizia, con misure di velocizzazione e agevolazione degli interventi, essenzialmente volte a rendere più facile e immediata la costruzione delle opere legittimamente realizzabili.   Ristrutturazione con demolizione e ricostruzione Una tra le più significative prevede di abolire il vincolo che obbliga a mantenere lo stesso sedime e la stessa sagoma negli interventi di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione disciplinati da programmi di rigenerazione urbana; secondo il DL, la ricostruzione sarà comunque consentita con la sola osservanza delle distanze legittimamente preesistenti.   Si tratta di una modifica normativa richiesta da tempo che sbloccherebbe tante situazioni in cui l’obbligo di osservare le distanze minime vigenti impedisce, di fatto, di ricostruire con caratteristiche formali diverse gli edifici dopo la demolizione.   Manutenzione..
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29
Giu

DL Semplificazioni: il Governo punta su appalti veloci e burocrazia ‘amica’

29/06/2020 - Semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia, semplificazioni procedimentali e responsabilità, misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale, semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.   Sono i quattro ambiti della bozza del DL ‘Semplificazioni del Sistema Italia’ diffusa oggi. Il testo sarà esaminato nelle prossime ore dalla maggioranza per approdare sul tavolo del Consiglio dei Ministri probabilmente entro la settimana.   Appalti sotto soglia, solo 2 procedure Fino al 31 luglio 2021, i contratti pubblici sotto soglia seguiranno due binari. Per quelli di importo inferiore a 150mila euro saranno consentiti l’affidamento diretto e l’amministrazione diretta. Per tutti gli altri, fino al raggiungimento della soglia comunitaria, si utilizzerà la procedura negoziata senza bando, con consultazione di almeno 5 operatori.   Si..
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29
Giu

Riqualificazione edifici, l’Italia guarda ad una strategia a lungo termine

29/06/2020 – Censire il patrimonio immobiliare esistente e avviare una strategia di ristrutturazione e riqualificazione a lungo termine degli edifici non solo dal punto di vista dell’efficientamento energetico, ma anche sella sicurezza antisismica e antincendio.   Sono questi gli obiettivi del D.lgs. 48/2020, che ha recepito nell’ordinamento italiano la Direttiva 2018/844/UE sull’efficienza energetica in edilizia e modificato il D.lgs. 192/2005 sul rendimento energetico in edilizia.   Strategia di ristrutturazione a lungo termine Il decreto prevede l’adozione di una strategia di lungo termine per la ristrutturazione del parco nazionale degli edifici residenziali e non residenziali pubblici e privati, che porti ad ottenere un parco immobiliare decarbonizzato e ad alta efficienza energetica entro il 2050.   La strategia verrà recepita nel Piano nazionale per l’energia e il clima, che dovrà indicare le..
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29
Giu

Gres laminato, il rivestimento ultrasottile

29/06/2020 - Nella ristrutturazione di interni quando si arriva alla posa dei rivestimenti, a parete o a pavimento, spesso viene richiesto che venga effettuata senza fughe. Il motivo di questa richiesta è dovuto alla tendenza di avere il più possibile continuità nelle superfici da rivestire. L’assenza di interruzioni nel pavimento, o sulle pareti, crea un effetto di design minimalista ed elegante. Ne deriva un impatto estetico notevole che conferisce agli ambienti della propria casa uno stile molto moderno. Per quanto riguarda le piastrelle in ceramica, purtroppo, la normativa vigente non ammette più la posa senza fuga, la cosiddetta “posa a giunto unito”, ma prescrive una larghezza minima ed inderogabile di 2mm (UNI 11493).   Inoltre, la fuga minima non è realizzabile per tutte le tipologie di piastrelle ed in tutti i contesti. All’interno degli ambienti residenziali la fuga minima è realizzabile per le sole..
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29
Giu

Urbanizzazione primaria, CNI: ‘solo gli ingegneri ne hanno competenza’

29/06/2020 – La progettazione delle opere di urbanizzazione primaria e gli interventi relativi alla viabilità ed alle infrastrutture sono di esclusiva competenza dei professionisti Ingegneri e non possono essere svolte da un architetto.   A ribadirlo il Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) nella Circolare 251/2020 sulla sentenza 170/2020 in cui riprende la questione della ripartizione di competenze professionali tra Ingegneri ed Architetti.   Progettazione urbanizzazione primaria: la sentenza La sentenza del Tar del Lazio ha avuto origine dal ricorso presentato da un soggetto che contestava la delibera con cui il Comune aveva approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la costruzione di una rotatoria ed il successivo progetto esecutivo.   Veniva impugnato l’affidamento dei lavori di “miglioramento della sicurezza stradale mediante la realizzazione di una rotatoria ed illuminazione, eccependo – tra l’altro..
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