1 22 Settembre 2020 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for settembre 22nd, 2020

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Set

Generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso per impianti centrali di riscaldamento


La prima verifica periodica, ai sensi del D.M.11 aprile 2011

Generatori di calore alimentati da combustibile solido, liquido o gassoso per impianti centrali di riscaldamento

Generatori di caloreLa pubblicazione fornisce le indicazioni operative per la prima verifica periodica, ai sensi del D.M.11 aprile 2011, delle attrezzature a pressione della tipologia generatori di vapore d’acqua e/o di acqua surriscaldata

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici. INAIL 2020

Le presenti istruzioni operative si applicano agli impianti centrali di riscaldamento utilizzanti acqua calda sotto pressione, con temperatura non superiore a 110°C, e potenza nominale massima complessiva dei focolai (o portata termica massima complessiva dei focolai) superiore a 116 kW. 

Per impianto centrale di riscaldamento si intende uno o più circuiti idraulici ad acqua calda sotto pressione, con vaso di espansione aperto o chiuso, servito da generatore singolo o disposto in batteria, da generatore modulare, da scambiatore di calore, e funzionante con combustibili solidi, liquidi o gassosi o con sorgenti termiche con rischio di surriscaldamento (un impianto costituito da uno o più generatori di calore collegati a uno o più apparecchi utilizzatori). 

Per generatori di calore soggetti si intendono le caldaie, a fuoco diretto o non, alimentate da combustibile solido, liquido, gassoso e gli scambiatori di calore il cui primario è alimentato da fluido avente temperatura superiore a 110°C6 . 

In particolare, gli impianti di riscaldamento possono essere distinti, a seconda della natura della sorgente termica di calore in: 
1. generatori di calore con focolare a combustibile liquido, gassoso o solido polverizzato; 
2. generatori di calore con focolare a combustibile solido non polverizzato; 
3. scambiatori di calore alimentati con fluidi primari a temperatura superiore a 110°C; 
4. generatori di calore con sorgenti termiche diverse, con rischio di surriscaldamento.
È importante notare che le presenti istruzioni operative sono relative alle verifiche di cui al punto 1.1.3 lettera a) punto 5 dell’allegato II al d.m. 11 aprile 2011.


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Set

APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO MATERIALI DI TIPO MOBILE


Istruzioni per la prima verifica periodica ai sensi del d.m. 11 aprile 2011

APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO MATERIALI DI TIPO MOBILE

APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO MATERIALI DI TIPO MOBILEL’articolo 71 comma 11 del d.lgs. 81/08 e s.m.i. prescrive che le attrezzature di lavoro elencate nell’allegato VII al medesimo decreto siano sottoposte a verifiche periodiche volte a valutarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.

Il d.m. 11 aprile 2011 prevede che il datore di lavoro che possiede un apparecchio di sollevamento di tipo mobile provveda a dare comunicazione di messa in servizio all’unità operativa territoriale Inail. Al fine di dare attuazione a quanto previsto dal codice dell’amministrazione digitale (CAD) e quindi agevolare l’utenza nell’inoltro di istanze esclusivamente per via telematica, l’Inail ha implementato la gestione informatizzata dei servizi di certificazione e verifica resi dall’Istituto alle diverse tipologie di utenti. Dal 27 maggio 2019, pertanto, la comunicazione di messa in servizio di un’attrezzatura di lavoro ai sensi del d.m. 11 aprile 2011 deve essere inoltrata esclusivamente utilizzando il servizio telematico CIVA, che consente la gestione informatizzata della richiesta. Per ulteriori approfondimenti circa l’applicativo CIVA si rimanda alla circolare Inail n. 12 del 13 maggio 2019 nella sezione documentazione.

Il datore di lavoro, ai sensi dell’articolo 71, comma 11 del d.lgs. 81/08 e s.m.i. in conformità alla periodicità stabilita dall’allegato VII al medesimo decreto, deve provvedere a richiedere all’unità operativa territoriale Inail competente la prima delle verifiche periodiche per gli apparecchi di sollevamento di tipo mobile. La periodicità indicata nel suddetto allegato, come evidente dal punto 3.1.1 dell’allegato II al d.m. 11 aprile 2011, rappresenta il termine ultimo entro il quale l’attrezzatura di lavoro deve essere necessariamente sottoposta a verifica. In assenza dell’effettuazione della suddetta verifica periodica entro il termine prescritto, l’attrezzatura non potrà essere utilizzata. 

Come previsto dalla circolare del M.L.P.S. n. 11 del 25 maggio 2012 punto 1, la richiesta può ritenersi completa se contiene almeno le seguenti informazioni: 
- indirizzo completo presso cui si trova l’attrezzatura di lavoro; 
- dati fiscali del datore di lavoro (sede legale, codice fiscale, partita IVA) e i riferimenti telefonici; 
- dati identificativi dell’attrezzatura di lavoro (tipologia dell’attrezzatura di lavoro, matricola ENPI/ANCC/Ispesl/Inail/MLPS); 
- indicazione del soggetto abilitato iscritto nell’elenco di cui all’art. 2 comma 4 del d.m. 11 aprile 2011; 
- data della richiesta.

22
Set

FORNI PER LE INDUSTRIE CHIMICHE E AFFINI


Prodotto: Volume Edizioni: Inail - 2020

FORNI PER LE INDUSTRIE CHIMICHE E AFFINI

FORNI PER LE INDUSTRIE CHIMICHE E AFFINIIl documento descrive le fasi di cui si compone l’attività di prima verifica periodica dei forni per le industrie chimiche e affini a carica liquida. Istruzioni per la prima verifica periodica ai sensi del d.m. 11 aprile 2011

L’allegato II al d.m. 11 aprile 2011 disciplina le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche, di cui all’art. 71, comma 11 del d.lgs.81/08, delle attrezzature a pressione elencate nell’allegato VII al d.lgs. 81/08 e s. m. i. Ai sensi dell’art. 71, commi 11 e 12, del d.lgs. 81/08, l’Inail è titolare della prima delle verifiche periodiche : a far data dal 23 maggio 2012, il datore di lavoro che esercisce attrezzature a pressione ricadenti tra quelle richiamate dall’allegato VII del d.lgs. 81/08 e s.m.i., deve richiedere all’Inail l’effettuazione della prima delle verifiche periodiche, con le scadenze indicate nell’allegato stesso. In generale, il datore di lavoro che esercisce un’attrezzatura o un insieme a pressione deve effettuare i seguenti adempimenti: - dare comunicazione2 di messa in servizio dell’attrezzatura o dell’insieme a pressione all’Inail - utilizzando la procedura telematica CIVA - che provvede all’assegnazione di una matricola. 

Se l’attrezzatura/insieme non è esclusa/o dal controllo di messa in servizio, ai sensi dell’art. 5 del d.m. 329/04, prima di metterla/o in servizio si deve richiedere che venga sottoposta/o alla verifica di messa in servizio, ai sensi dell’art. 4 del d.m. 329/04; 

- richiedere la prima delle verifiche periodiche all’Inail - utilizzando la procedura telematica CIVA; tale verifica è da effettuarsi secondo la periodicità di cui all’allegato VII al d.lgs. 81/08, che decorre dalla data di messa in servizio dichiarata dal datore di lavoro. La prima verifica periodica prevede, oltre ai controlli di sicurezza, la compilazione di una scheda tecnica3 di identificazione dell’attrezzatura o dell’insieme, al fine di consentirne l’iscrizione nella banca dati informatizzata di cui all’art. 3, comma 1 del d.m. 11 aprile 2011;

- richiedere le verifiche periodiche successive4 alla prima ai soggetti di cui al comma 13 dell’art. 71 del d.lgs. 81/08 e s.m.i., da effettuarsi sempre secondo la periodicità di cui all’allegato VII al d.lgs. 81/08; - comunicare all’Inail - utilizzando la procedura telematica CIVA e alla Asl/Arpa competenti la cessazione dell’esercizio, il trasferimento di proprietà e lo spostamento (in quest’ultimo caso è anche necessario dichiarare una nuova messa in servizio dell’attrezzatura o dell’insieme), al fine di consentire l’aggiornamento della banca dati informatizzata; 

- in caso di attrezzature o di insiemi comprendenti membrature esercite in regime di scorrimento viscoso o di fatica oligociclica, è necessario sottoporre tali attrezzature alle prescrizioni tecniche di controllo vigenti in materia; le autorizzazioni all’ulteriore esercizio sono rilasciate dall’Inail; 

- conservare tutti i verbali delle verifiche effettuate (messa in servizio, verifiche periodiche e riparazioni) da esibire ai soggetti incaricati in sede di verifica. Tali verbali devono seguire l’attrezzatura/insieme nel caso di trasferimento di proprietà o spostamento.

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Set

MACCHINE AGRICOLE RACCOGLIFRUTTA NON MARCATE CE


Misure tecniche per la garanzia dei requisiti di sicurezza

MACCHINE AGRICOLE RACCOGLIFRUTTA NON MARCATE CE

MACCHINE AGRICOLE RACCOGLIFRUTTA NON MARCATE CEPubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici. INAIL 2020

Il presente documento specifica le misure tecniche che le macchine agricole raccoglifrutta non marcate CE (ovvero costruiti antecedentemente al 31 dicembre 19961 data di entrata in vigore del d.p.r. 459/96 di attuazione della direttiva 98/37/CE per la tipologia di macchine in esame) devono presentare in base alle prescrizioni di cui all’art. 70 commi 2 e 3 del d.lgs. 81/08 e s.m.i.

Le macchine agricole raccoglifrutta, in quanto impianti speciali di cui al punto 9 dell’allegato al d.m. 4 marzo 1982, erano oggetto di collaudo (con conseguente rilascio di libretto d’immatricolazione) da parte del Ministero del lavoro e della previdenza sociale o da parte di un ingegnere o architetto abilitato a norma di legge e assoggettati a successive verifiche periodiche con cadenza biennale. Si precisa che sono da considerarsi impianti speciali rientranti nel campo di applicazione del d.m. 4 marzo 1982 le macchine agricole raccoglifrutta ad azionamento motorizzato e a mano caratterizzati da: - piattaforme con portata utile superiore a 350 kg; - piattaforme a più piani di lavoro; - piattaforme aventi lunghezza superiore a 4 m.

La piattaforma deve essere elevabile ovvero capace di assumere posizioni diverse nello spazio (cfr. punto 3 della circolare n. 30 del 21 giugno 1982 del Ministero del lavoro e previdenza sociale, “d.m. 4 marzo 1982, concernente il riconoscimento di efficacia di nuovi sistemi di sicurezza”). La richiesta di collaudo doveva essere presentata al Ministero del lavoro e della previdenza sociale. 

Se trascorsi quaranta giorni dalla richiesta di collaudo l’organo pubblico non avesse provveduto, l’apparecchio poteva essere ugualmente messo in servizio, previa effettuazione del sopradetto collaudo da parte di ingegnere o architetto abilitati a norma di legge. 

La periodicità delle verifiche decorreva dalla data di immatricolazione riportata nel libretto, rilasciato a conclusione del collaudo; l’utente dell’attrezzatura era tenuto a presentare la richiesta al competente ispettorato del lavoro almeno venti giorni prima della scadenza. 
Con l’entrata in vigore della Direttiva Macchine (recepita in Italia dal d.p.r. 459/96) per le macchine marcate CE è venuto meno l’obbligo omologativo del collaudo, ma le macchine agricole raccoglifrutta sono comunque rimaste assoggettate al regime delle verifiche periodiche biennali previsto dal d.m. 4 marzo 1982 (vedi circolare ministeriale n. 9 del 12 gennaio 2001 del Ministero del lavoro e previdenza sociale nella sezione documentazione) fino all’entrata in vigore del d.m. 11 aprile 2011, con il quale sono state declinate le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche previste dall’art .71 comma 11 del d.lgs. 81/08 e s.m.i.


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Set

le misure per la patrimonializzazione delle PMI


i decreti attuativi sul credito d’imposta e sul ‘Fondo Patrimonio Pmi’

le misure per la patrimonializzazione delle PMI

PORTALE-CONSULENTI-news.pngSono operative le misure per la patrimonializzazione delle PMI, introdotte dal Governo nel Decreto Rilancio, che hanno l’obiettivo di sostenere le imprese che necessitano di un aumento di capitale per fronteggiare le difficoltà determinate in questi mesi dall’emergenza Covid.

Nel corso di un evento di presentazione svoltosi oggi al Ministero dell’Economia e delle Finanze con i Ministri Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, e l’Amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, è stato firmato il decreto attuativo del programma denominato “Pari Passu”, che prevede incentivi sotto forma di credito d’imposta per gli aumenti di capitale effettuati dalle imprese, e istituito il "Fondo Patrimonio PMI" per il co-investimento da parte dello Stato, che potrà contare su una dotazione iniziale di 4 miliardi e che verrà gestito da Invitalia.

“Oggi presentiamo un insieme di strumenti per sostenere le PMI e quindi rafforzare il sistema industriale e produttivo del Paese nella loro patrimonializzazione”, ha dichiarato il Ministro Patuanelli“Il decreto Rilancio ha, infatti, introdotto una serie di importanti misure a supporto delle imprese, proprio con l’obiettivo di tutelare e rafforzare il nostro sistema produttivo, duramente colpito nel corso del periodo di emergenza”.

Le misure sono destinate a società di capitali o cooperative (ad esclusione di quelle che operano nei settori bancario, finanziario e assicurativo) che abbiano sede legale in Italia, con ricavi compresi fra 5 e 50 milioni di euro, e che abbiano subito una riduzione complessiva dei ricavi nei mesi di marzo e aprile 2020 pari ad almeno il 33% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente e che per questo motivo abbiano deliberato ed eseguito un aumento di capitale, dopo l'entrata in vigore del decreto Rilancio, il 19 maggio 2020, ed entro il 31 dicembre 2020.

Il ‘Fondo Patrimonio Pmi’ potrà sottoscrivere obbligazioni o titoli di debito di imprese con ricavi superiori a 10 milioni che effettuano un aumento di capitale non inferiore ai 250.000 euro.

Il decreto attuativo sul ‘Fondo Patrimonio Pmi’, firmato una volta conclusa positivamente l’interlocuzione con la Commissione Europea, specifica le condizioni e i termini degli strumenti finanziari subordinati che potranno essere sottoscritti a valere sul Fondo stesso. Gli strumenti finanziari subordinati sono remunerati ad un tasso agevolato e non è prevista una valutazione del merito di credito per l’accesso alla misura.

Il finanziamento deve essere destinato ad investimenti, capitale circolante e costi del personale. Vengono incentivati gli investimenti finalizzati alla sostenibilità ambientale o all’innovazione tecnologica, oltre che a fronte del mantenimento dei livelli occupazionali, attraverso una riduzione del valore di rimborso. A salvaguardia delle risorse pubbliche sono previsti obblighi informativi e il monitoraggio sull’andamento delle imprese beneficiarie.

Tra i principali benefici attesi da questa misura ci sono il rafforzamento della struttura patrimoniale delle Pmi, grazie all’apporto dei capitali privati e all’effetto amplificativo del prestito statale, l’immediata liquidità disponibile per le aziende e una maggiore facilità di accesso al credito bancario.

È previsto un processo di richiesta ed erogazione semplice e rapido, gestito da Invitalia, che ha pubblicato a partire dalle ore 12 del 16 settembre, sul proprio sito Internet il modello per la presentazione della domanda e la restante documentazione richiesta ai fini dell’accesso alla misura.

Per maggiori informazioni


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Set

indicazioni operative sulle disposizioni riguardanti aziende e lavoro


D.L. n. 104/2020

indicazioni operative sulle disposizioni riguardanti aziende e lavoro 

indicazioni operative sulle disposizioni riguardanti aziende e lavoro L’Ispettorato del Lavoro con una nota del 16 settembre 2020 ha raccolto prime indicazioni operative sulle disposizioni riguardanti aziende e lavoro contenute nel Decreto agosto.

D.L. n. 104 del 14 agosto 2020. Prime indicazioni.
Cinque gli argomenti affrontati:
“Art. 3 – esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione;
Art. 6 – esonero dal versamento dei contributi previdenziali per assunzioni a tempo indeterminato;
Art. 8 – contratti a termine;
Art. 14 – licenziamenti collettivi e individuali per g.m.o.
Art. 99 – proroga riscossione coattiva”.
Esonero dal versamento dei contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione Con l’art. 3 si prevede che ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedono i trattamenti di cui all’art. 1 del D.L. e che abbiano già fruito nei mesi di maggio e giugno 2020 dei trattamenti di integrazione salariale di cui agli artt. da 19 a 22 quinquies del D.L. n. 18/2020 (conv. da L. n. 27/2020), venga riconosciuto un esonero dal versamento contributivo, fermi restando l’obbligo di versamento dei premi e contributi all’INAIL, per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 dicembre 2020 per un numero di ore doppio rispetto a quello fruito ai sensi dei citati articoli del D.L. n. 18/2020. 
Tale possibilità viene riconosciuta anche ai datori di lavoro ammessi al trattamento di cassa integrazione ai sensi del D.L. n. 18/2020 e che abbiano fruito di periodi di cassa, anche parzialmente, dopo il 12 luglio. Si evidenzia come il comma 2 condizioni la possibilità di beneficiare della agevolazione al rispetto del divieto di licenziamento di cui all’art. 14 dello stesso D.L. n. 104/2020. 
Laddove si riscontri la violazione del divieto di cui all’art. 14, viene disposta la revoca dell’esonero con efficacia retroattiva ed al contempo l’impossibilità di presentare domanda per i trattamenti di integrazione salariale (comma 3). Il beneficio è altresì cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta. 
In ogni caso il beneficio è inquadrato nell’ambito degli aiuti di Stato e richiede, ai fini dell’efficacia della norma che lo prevede, l'autorizzazione della Commissione europea, ai sensi dell'art. 108, par. 3, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

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Set

Appalti, l’offerta con prezzo 0 non può essere esclusa automaticamente

22/09/2020 – Un’offerta con prezzo pari a 0 non può essere esclusa automaticamente. Prima di decidere, l’Amministrazione aggiudicatrice deve chiedere spiegazioni al concorrente. È questa la conclusione cui è giunta la Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza C-367/19 del 10 settembre 2020.   Appalti e offerte troppo basse, il caso La Corte di Giustizia UE si è pronunciata su un caso sorto durante una gara per l’affidamento di un servizio di accesso alla rete informatica.   L’Amministrazione aggiudicatrice aveva stimato in circa 40mila euro il valore dell’appalto ed escluso l’offerta presentata da uno dei concorrenti, che riportava un prezzo finale pari a 0. Il concorrente escluso aveva però presentato ricorso contro la sua esclusione, generando un contenzioso su cui i giudici interni hanno interpellato la Corte Ue per verificare la compatibilità con la normativa sui..
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22
Set

Edifici efficienti, sconto alle imprese anche se acquistano il fabbricato con più atti

22/09/2020 – L’impresa che acquista un fabbricato, per ristrutturarlo con criteri antisismici e di efficienza energetica, può pagare le imposte di registro, ipotecaria e catastale agevolate anche se l’acquisto del fabbricato avviene con più atti successivi.   L’Agenzia delle Entrate, con la risposta 384/2020, ha spiegato che se negli atti di acquisto non è stata indicata l’intenzione di usufruire dell’agevolazione, si possono stipulare degli atti integrativi dopo il rogito e chiedere il rimborso delle maggiori somme versate.   Ricostruzione antisismica e in classe A o B, le agevolazioni Il Decreto Crescita (DL 34/2019 convertito nella Legge 58/2019) ha previsto, fino al 31 dicembre 2021, delle agevolazioni per i trasferimenti di interi fabbricati, a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla demolizione e ricostruzione degli stessi, anche..
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Sport e Periferie 2020, la scadenza slitta al 30 ottobre

22/09/2020 – Slitta al prossimo 30 ottobre il termine per la presentazione delle domande al Bando Sport e Periferie 2020 che mira alla riqualificazione degli impianti sportivi con una dotazione di 140 milioni di euro.   Il Dipartimento per lo Sport, infatti, con Determina del 18 settembre 2020, ha prorogato di un mese la scadenza del Bando, accogliendo la richiesta di ANCI.   Bando Sport e Periferie: nuova scadenza il 30 ottobre L’ANCI aveva chiesto la proroga dei termini per aiutare “tutti i Sindaci e le Amministrazioni che in questi mesi di emergenza hanno lavorato senza sosta per la ripartenza e nei confronti del settore come lo sport”.   Con la proroga, il nuovo termine per la presentazione delle domande è fissato alle ore 10.00 del 30 ottobre 2020 (in precedenza era al 30 settembre). La domanda di partecipazione al bando dovrà essere presentata attraverso il sito https://bando2020.sporteperiferie.it/,   In questo..
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22
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Comprare casa, nullo il preliminare senza il prezzo di acquisto

22/09/2020 – Il preliminare di vendita che non riporta il prezzo d’acquisto dell’immobile è nullo. Lo ha spiegato la Cassazione che, con la sentenza 17932/2020, è giunta ad un’altra importante conclusione: non sempre l’acquirente ha diritto alla restituzione delle somme versate a titolo di acconto.   Preliminare senza prezzo, il caso I giudici si sono pronunciati sul contenzioso sorto tra l’acquirente di un immobile da costruire e l’impresa. Dopo aver stipulato il preliminare di vendita, l’acquirente aveva versato 20mila euro a titolo di acconto.   Successivamente, gli acquirenti si erano rivolti al Tribunale ordinario chiedendo di dichiarare la nullità del contratto perché la società non aveva prestato la dovuta fideiussione ai sensi dell’articolo 2 del D.lgs. 122/2005 o di pronunciare la risoluzione per inadempimento, con diritto alla restituzione delle somme corrisposte.   Dal..
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