1 13 Ottobre 2020 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for ottobre 13th, 2020

13
Ott

Quali sono le sorgenti di radiazioni ottiche artificiali (ROA) non “giustificabili”?


Le sorgenti ROA non “giustificabili” e che devono essere certamente valutate ai fini della prevenzione del rischio per i lavoratori sono le seguenti:


•    Arco elettrico – saldatura elettrica (MIG/MAG, TIG, plasma, elettrodo, ecc.)
•    Lampade germicida per sterilizzazione e disinfezione
•    Lampade per fotoindurimento di polimeri, fotoincisione, “curing”
•    “Luce Nera” usata nei dispositivi di test e controllo non distruttivi (eccetto lampade classificate nel gruppo “Esente” secondo CEI EN 62471:2009)
•    Lampade/sistemi LED per fototerapia
•    Lampade ad alogenuri metallici
•    Fari di veicoli
•    Lampade scialitiche da sala operatoria
•    Lampade abbronzanti
•    Lampade per usi particolari eccetto lampade classificate nel gruppo “Esente”
•    Lampade per uso generale e lampade speciali classificate nei gruppi 1,2,3 ai sensi della norma CEI EN 62471:20091
•    Corpi incandescenti quali metallo o vetro fuso, ad esempio nei crogiuoli dei forni di fusione con corpo incandescente a vista e loro lavorazione
•    Riscaldatori radiative a lampade
•    Apparecchiature con sorgenti IPL per uso medico o estetico
•    Apparecchiature laser: classi 1M, 2M 3R, 3B e 4 (nella nuova classificazione), classi 3A, 3B e 4 (nella vecchia classificazione) secondo lo standard IEC 60825-1
•    Emissioni secondarie non coerenti derivanti ad esempio dalla lavorazione di materiali con sorgenti laser.

La mancata effettuazione della valutazione del rischio da radiazioni ottiche artificiali è punita con l'arresto da tre a sei mesi o ammenda da 3071 a 7862 euro a carico del datore di lavoro.

I tecnici di MODI sono dotati delle competenze necessarie per effettuare la valutazione del rischio derivante dalle radiazioni ottiche artificiali, ai sensi del D.Lgs. 81/08.

Per verificare se è necessario approfondire la valutazione del rischio da radiazioni ottiche artificiali (ROA) è possibile compilare la check-list allegata.

Per richiedere un preventivo per effettuare la valutazione del rischio da esposizione a radiazioni ottiche artificiali o per richiedere maggiori informazioni è possibile contattare i tecnici di MODI telefonando al numero verde 800 300333 oppure tramite e-mail a modi@modiq.it 

Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it.

 


 

13
Ott

Dpcm del 13 ottobre 2020


misure di contrasto e contenimento dell'emergenza Covid-19.

Dpcm del 13 ottobre 2020

DPCMCoronavirus, il Presidente Conte firma il Dpcm del 13 ottobre 2020

Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, e con esclusione dei predetti obblighi:

    a) per i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva;

    b) per i bambini di età inferiore ai sei anni;

    c) per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché per coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.

È fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.

2. È fatto obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, fatte salve le eccezioni già previste e validate dal Comitato tecnico-scientifico di cui all' art. 2 dell'ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della protezione civile.

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 sono comunque derogabili esclusivamente con Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all'art. 2 dell'ordinanza 3 febbraio 2020, n. 630, del Capo del Dipartimento della protezione civile.

4. Ai fini di cui al comma 1, possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.

5. L'utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l'igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie.

6. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull'intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:

a) i soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5°) devono rimanere presso il proprio domicilio, contattando il proprio medico curante;

b) l'accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto del divieto di assembramento di cui all' art. 1, comma 8, primo periodo, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33 , nonché della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; è consentito l'accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all'interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto nel rispetto delle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia di cui all'allegato 8;

è consentito l'accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all'aria aperta, con l'ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia di cui all'allegato 8


13
Ott

VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI E MOVIMENTI RIPETITIVI


Il Testo Unico della Sicurezza, D.Lgs. 81/2008, obbliga il datore di lavoro a valutare il rischio da Movimentazione Manuale dei Carichi e ad adottare tutte le misure tecniche utili a ridurre gli sforzi e le movimentazioni manuali, attrezzandosi con ausili meccanici di sollevamento (paranchi, gru, piattaforme, ecc.) o di spinta (es. carrelli).

Per Movimentazione Manuale dei Carichi si intende qualsiasi attività che comporti operazioni di sollevamento di un peso, ma anche le azioni di trascinamento, spinta o spostamento che possano dare origine a disturbi e patologie soprattutto a carico della colonna vertebrale, ma anche a carico delle articolazioni e dei muscoli. 

Vanno valutati anche i rischi derivanti da Movimenti ripetitivi degli arti superiori, che possono dare origine anch’essi a patologie osteoarticolari, tendinee e muscolari anche gravi e perduranti.

MODI fornisce una consulenza professionale per la valutazione dei rischi legati alla movimentazione manuale dei carichi (sollevamento e trasporto, traino e spinta) e da movimenti ripetitivi degli arti superiori.

I Consulenti di MODI sono dotati delle competenze e della strumentazione necessaria per effettuare la valutazione del rischio, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, norme UNI ISO 11228 e Documento applicativo ISO TR 12295.

E’ possibile effettuare una valutazione preliminare del rischio legato al sollevamento e trasporto,  traino e spinta di carichi e movimenti ripetitivi per verificare se è necessario “Approfondire” la valutazione del rischio applicando la norma UNI ISO 11228 oppure se il rischio è “Accettabile” 

Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it.

 

 


 

13
Ott

Inail pubblicati sulle riviste scientifiche The Lancet e Occupational & Environmental Medicine


Covid-19 e tutela dei lavoratori

Inail pubblicati sulle riviste scientifiche The Lancet e Occupational & Environmental Medicine

covid19Condotti da ricercatori e professionisti dell’Istituto, analizzano il ruolo del lavoro nel rischio di contagio nell’attuale fase dell’emergenza epidemiologica, che richiede una completa valutazione dei fattori coinvolti e dei gruppi di soggetti più vulnerabili

Quasi un ammalato su cinque denuncia una possibile causa occupazionale. 

Il primo studio, apparso sulla rivista Occupational & Environmental Medicine, analizza i settori di attività economica classificati a basso, medio-basso, medio-alto e alto rischio di contagio per i lavoratori, sviluppando un’analisi comparata con i casi di Covid-19 denunciati all’Istituto come correlati all’attività lavorativa. I risultati mostrano come l’occupazione sia uno dei determinanti più rilevanti nel rischio di malattia, con il 19,4% degli ammalati che denuncia una possibile causa occupazionale. Fra i settori maggiormente coinvolti figurano l’assistenza sanitaria, l’industria alimentare, i servizi di pulizia e di assistenza agli anziani.

Per il contrasto della pandemia cruciale lo sviluppo di un sistema di sorveglianza epidemiologica. 

Nel secondo studio, pubblicato su The Lancet, è sottolineata invece l’opportunità di tenere conto della dimensione occupazionale nella definizione delle attività di prevenzione e nelle scelte di priorità per le politiche di distribuzione del vaccino, quando sarà disponibile. Entrambi i lavori, inoltre, indicano nello sviluppo di un sistema di sorveglianza epidemiologica, che includa la componente occupazionale come dimensione primaria, uno dei temi cruciali per l’efficienza delle politiche di contrasto alla pandemia nel nostro Paese.

Un importante riconoscimento internazionale al lavoro svolto nell’ambito del Comitato tecnico scientifico. 

L’inclusione della dimensione lavorativa nello sviluppo delle misure di prevenzione e protezione nel controllo della pandemia è stata al centro delle azioni messe in campo dal governo per la gestione e il contenimento dei contagi nei luoghi di lavoro, ma anche rispetto al rischio comunitario nel suo complesso. L’Inail, in particolare, ha messo a fattore comune la sua esperienza di ricerca nell’ambito dei lavori del Comitato tecnico scientifico istituito presso la Protezione civile in cui è presente con un suo rappresentante, che ha portato all’elaborazione di numerosi documenti tecnici contenenti raccomandazioni e buone prassi, ai quali si deve questo importante riconoscimento da parte della letteratura scientifica internazionale.


13
Ott

Apparecchiature ibride di tipo Rm-Pet e Rm-Rt


Indicazioni operative per le regole di sicurezza nell’utilizzo

Apparecchiature ibride di tipo Rm-Pet e Rm-Rt

Indicazioni operative per le regole di sicurezza nell’utilizzoDocumento INAIL 2020

L'attuale frontiera nell'utilizzo delle radiazioni (ionizzanti e non) in ambito clinico è utilizzare tecniche combinate accoppiando fra loro due apparecchiature di diagnostica per immagini o anche un'apparecchiatura di diagnostica per immagini e una di terapia radiante. Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale

Gli standard di sicurezza in risonanza magnetica (RM) - aggiornati con apposito decreto ministeriale nel 2018 - lasciano alle indicazioni operative dell’Inail e degli enti certificatori e di controllo la possibilità di definire tutte quelle connotazioni di carattere tecnico che possano implementare gli atti di indirizzo contenuti nel decreto medesimo. 
In tal senso, l’Istituto da ormai quasi un ventennio pubblica con regolarità testi che supportano l’utenza di settore nella gestione dei fattori di rischio che caratterizzano questa tecnologia, e che rappresentano un fattore in continua evoluzione, venendo ciò dettato dalla continua trasformazione degli approcci clinici utilizzati, in particolare modo, nelle scienze radiologiche. In tal senso, una delle sfide più attuali è certamente rappresentata dall’accoppiamento di metodiche e tecnologie diverse, al fine di massimizzare i benefici connessi ad una strategia diagnostica piuttosto che ad una applicazione terapica. 
La tomografia a risonanza magnetica si presta molto bene a ciò, venendo ormai in molti centri accoppiata o alla tomografia ad emissione di positroni (PET) o alla radioterapia (RT). Mettere insieme queste apparecchiature all’interno di layout appositamente definiti, senza comportare un incremento significativo dei fattori di rischio, sia a carico del paziente che del lavoratore coinvolto, e comunque all’interno di un sistema di risk management che risulti bene intellegibile e soprattutto concretamente applicabile, è obiettivo non facile da raggiungere. 
In questo percorso risulta determinante un approccio multidisciplinare, che tenga conto delle diverse sensibilità professionali che sia necessario considerare in gioco. 
Il presente lavoro intende quindi porsi come modello di confronto per le strutture interessate a questa significativa sfida tecnologica, al fine di definire quei principi e quegli approcci virtuosi utili nella minimizzazione del rischio per questo genere di apparecchiature, che è lecito definire ‘ibride’, concentrando la propria attenzione esclusivamente sugli aspetti di sicurezza, che sono propri dei compiti istituzionali assegnati all’Inail in tale ambito, e trascurando volutamente ogni implicazione di tipo clinico sulla quale potranno evidentemente contribuire le società scientifiche coinvolte. 
Scopo finale è quello poi di arricchire ulteriormente lo spettro dei possibili riferimenti tecnici previsti in applicazione degli standard di sicurezza vigenti, ribadendo la volontà dell’Istituto di porsi quale punto di riferimento per i ruoli professionali che connotano - in particolare - la figura dell’esperto responsabile della sicurezza come codificato dal d.m. salute 10 agosto 2018.


13
Ott

Documento della Conferenza delle Regioni dell’8 ottobre


Aggiornate Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative

Documento della Conferenza delle Regioni dell'8 ottobre

Documento della Conferenza delle Regioni dell'8 ottobreSono state aggiornate nel corso della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome dell’8 ottobre 2020 le Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative, e in particolare le schede relative a FORMAZIONE PROFESSIONALE e NOLEGGIO VEICOLI E ALTRE ATTREZZATURE.

Si tratta, per quanto riguarda l’Emergenza COVID-19, della Proposta di aggiornamento del documento recante “Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative” approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome il 6 agosto 2020 – Scheda relativa alla Formazione Professionale.
Le presenti schede tecniche – si legge nell’introduzione del documento - contengono indirizzi operativi specifici validi per i singoli settori di attività, finalizzati a fornire uno strumento sintetico e immediato di applicazione delle misure di prevenzione e contenimento di carattere generale, per sostenere un modello di ripresa delle attività economiche e produttive compatibile con la tutela della salute di utenti e lavoratori.

In particolare, in ogni scheda sono integrate le diverse misure di prevenzione e contenimento riconosciute a livello scientifico per contrastare la diffusione del contagio, tra le quali: norme comportamentali, distanziamento sociale e contact tracing.
Le indicazioni in esse contenute si pongono inoltre in continuità con le indicazioni di livello nazionale, in particolare con il protocollo condiviso tra le parti sociali approvato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020, nonché con i criteri guida generali di cui ai documenti tecnici prodotti da INAIL e Istituto Superiore di Sanità con il principale obiettivo di ridurre il rischio di contagio per i singoli e per la collettività in tutti i settori produttivi ed economici.
In tale contesto, il sistema aziendale della prevenzione consolidatosi nel tempo secondo l’architettura prevista dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 costituisce la cornice naturale per supportare la gestione integrata del rischio connesso all’attuale pandemia. In ogni caso, solo la partecipazione consapevole e attiva di ogni singolo utente e lavoratore, con pieno senso di responsabilità, potrà risultare determinante, non solo per lo specifico contesto aziendale, ma anche per la collettività.
Infine, è opportuno che le indicazioni operative di cui al presente documento, eventualmente integrate con soluzioni di efficacia superiore, siano adattate ad ogni singola organizzazione, individuando le misure più efficaci in relazione ad ogni singolo contesto locale e le procedure/istruzioni operative per mettere in atto dette misure. Tali procedure/istruzioni operative possono coincidere con procedure/istruzioni operative già adottate, purché opportunamente integrate, così come possono costituire un addendum connesso al contesto emergenziale del documento di valutazione dei rischi redatto ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

Resta inteso che in base all’evoluzione dello scenario epidemiologico le misure indicate potranno essere rimodulate, anche in senso più restrittivo.

Le schede attualmente pubblicate saranno eventualmente integrate con le schede relative a ulteriori settori di attività.
SCHEDE TECNICHE
● RISTORAZIONE
● ATTIVITÀ TURISTICHE (stabilimenti balneari e spiagge)
● ATTIVITÀ RICETTIVE
● SERVIZI ALLA PERSONA (acconciatori, estetisti e tatuatori)
● COMMERCIO AL DETTAGLIO
● COMMERCIO AL DETTAGLIO SU AREE PUBBLICHE (mercati e mercatini degli hobbisti)
● UFFICI APERTI AL PUBBLICO
● PISCINE
● PALESTRE
● MANUTENZIONE DEL VERDE
● MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
● ATTIVITÀFISICA ALL・APERTO
● NOLEGGIO VEICOLI E ALTRE ATTREZZATURE
● INFORMATORI SCIENTIFICI DEL FARMACO
● AREE GIOCHI PER BAMBINI
● CIRCOLI CULTURALI E RICREATIVI
● FORMAZIONE PROFESSIONALE
● CINEMA E SPETTACOLI DAL VIVO
● PARCHI TEMATICI E DI DIVERTIMENTO
● SAGRE E FIERE LOCALI
● SERVIZI PER L・INFANZIA E L・ADOLESCENZA
● STRUTTURE TERMALI E CENTRI BENESSERE
● PROFESSIONI DELLA MONTAGNA (guide alpine e maestri di sci) e GUIDE TURISTICHE
● CONGRESSI E GRANDI EVENTI FIERISTICI
● SALE SLOT, SALE GIOCHI, SALE BINGO E SALE SCOMMESSE
● DISCOTECHE


13
Ott

Referti online


Domande più frequenti Garante Privacy

Referti online

referti online1) Che cos’è un "referto medico"?
Per "referto medico" si intende la relazione scritta rilasciata dal medico sullo stato clinico del paziente dopo un esame clinico o strumentale.

2) Cosa si intende con l’espressione "referto online"?
Per "referto online" si intende la possibilità di accedere al referto tramite modalità digitali (Fascicolo sanitario elettronico, sito Web, posta elettronica anche certificata, supporto elettronico).

3) Come vengono protetti i dati personali degli utenti in caso di referti disponibili sul sito web della struttura sanitaria?
La struttura sanitaria deve adottare protocolli di comunicazione sicuri (https) e sistemi di autenticazione forte dell’interessato (strong authentication). Deve inoltre rendere disponibile il referto online sul proprio sito web per un massimo di 45 gg. e garantire all’utente la possibilità di cancellare dal sistema di consultazione, in modo complessivo o selettivo, i referti che lo riguardano.

4) Come avviene la consegna tramite posta elettronica?
Il referto dovrà essere spedito in allegato a un messaggio e-mail e non come testo compreso nel corpo del messaggio. Il file contenente il referto dovrà essere protetto, ad es. con una password.

5) È possibile richiedere la copia cartacea del referto digitale?
Si. L’interessato ha comunque il diritto di ottenere anche a domicilio copia cartacea del referto consegnato in modalità digitale.

6) Quale tipo di informativa è necessario rilasciare?
Il Titolare del trattamento deve fornire agli interessati un’informativa, distinta rispetto a quella relativa al trattamento dei dati personali per finalità di cura, idonea e specifica che esponga, con un linguaggio chiaro e comprensibile, le caratteristiche del servizio di refertazione online in conformità agli artt. 13-14 del GDPR (v. ad es. i tempi di conservazione dei referti).

7) Per tali servizi deve essere richiesto il consenso dell’interessato?
Il DPCM dell’8 agosto 2013 ha previsto che l’interessato debba esprimere il proprio consenso esplicito, libero, specifico e informato alla refertazione online. Il mancato consenso non deve precludere in alcun modo la possibilità di accedere alla prestazione medica richiesta.
Come indicato dal Garante nel provvedimento del 7 marzo 2019, non è più necessario che il titolare (es. laboratorio di analisi, ospedale) raccolga il consenso dell’interessato per il trattamento dei dati necessario all’erogazione della prestazione sanitaria (art. 9, par. 2, lett. h), del GDPR).

8) Anche se l’interessato ha dato il consenso a ricevere il referto online, può decidere diversamente per alcuni esami a cui si sottoporrà in futuro?
Sì. Anche se l’interessato ha scelto di aderire ai servizi di refertazione online, deve essergli concesso, in relazione ai singoli esami clinici a cui si sottoporrà di volta in volta, di manifestare una volontà contraria ovvero che i relativi referti non siano oggetto del servizio di refertazione online precedentemente scelto.

9) Può l’interessato scegliere di inviare il referto al proprio medico curante?
Sì, l’interessato ha la possibilità di indicare un medico al quale consegnare il referto in modalità digitale.

10) L’interessato può chiedere di essere avvisato tramite sms del fatto che il referto è disponibile?
Sì, ma in questo caso nel messaggio inviato deve essere data solo notizia della disponibilità del referto e non anche del dettaglio della tipologia degli accertamenti effettuati, del loro esito o delle credenziali di autenticazione assegnate all’interessato.

11) Vi sono particolari indagini cliniche i cui referti non possono essere comunicati all’interessato tramite modalità digitali?
Sì, quelle che riguardano accertamenti relativi ad indagini genetiche o all´HIV.

12) Quali sono le misure di sicurezza necessarie?
E’ necessario adottare specifiche misure e accorgimenti tecnici al fine di assicurare idonei livelli di protezione dei dati sia in base alle Linee Guida in materia di refertazione online del Garante che al DPCM 08/08/2013.
E’ necessario prevedere idonei sistemi di autenticazione e autorizzazione per i soggetti autorizzati a seconda dei ruoli e delle finalità dei trattamenti.
E’ necessario definire differenti livelli di protezione a seconda che la consultazione online dei referti avvenga tramite servizi Web, tramite posta elettronica anche certificata o supporto elettronico. Chiunque abbia accesso o tratti i dati dei referti online deve essere opportunamente formato.

13) Quali sono gli adempimenti relativi ai data breach?
In un’ottica di accountability è necessario predisporre un’apposita procedura per la gestione dei data breach, che consenta di intervenire tempestivamente in caso di violazione del sistema di refertazione online e di monitorarne costantemente la sicurezza.

14) Quali sono gli adempimenti rispetto al registro dei trattamenti e alla valutazione d’impatto?
La refertazione online, con le sue specifiche caratteristiche e misure di sicurezza, deve essere inserita all’interno del Registro delle attività di trattamento in base all’art. 30 del GDPR.
Qualora il titolare intenda implementare l’uso di nuove tecnologie per offrire su larga scala nuovi servizi digitali di refertazione deve effettuare, prima di procedere al trattamento, la valutazione d’impatto (cd. DPIA) secondo le regole previste dal GDPR.

FONTE: https://www.garanteprivacy.it/

13
Ott

Superbonus 110%, quali sono i costi massimi da considerare?

13/10/2020 – Prezzi di riferimento per gli interventi trainanti e trainati che usufruiscono del Superbonus 110% e contributo dei ponti termici nel calcolo della trasmittanza. Con una serie di Faq, l’ENEA ha risposto ai dubbi dei professionisti che si apprestano ad assumere gli incarichi per la progettazione dei lavori di efficientamento energetico agevolati con la detrazione fiscale potenziata.   Superbonus 110% e massimali di costo di riferimento Una delle domande poste all’ENEA riguarda i prezzi cui fare riferimento in un intervento di riqualificazione energetica composto dall’intervento trainante di isolamento termico della superficie disperdente e da quello trainato di sostituzione degli infissi. Bisogna rifarsi ai prezzi indicati al punto 13.1 dell’Allegato A del Decreto Requisiti Tecnici o a quelli contenuti nell’Allegato I dello stesso decreto?   L’Enea ha risposto che i prezzi a cui riferirsi per l’asseverazione necessaria..
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13
Ott

APE, ampliamenti, data inizio lavori: Enea spiega come accedere al Superbonus 110%

13/10/2020 – Come redigere l’APE pre e post-intervento? Si può ottenere il Superbonus 110% se, durante i lavori, si realizza un ampliamento volumetrico? E se i lavori sono iniziati prima del 1° luglio 2020?   A queste domande di ordine pratico ha risposto l’ENEA, che ha sciolto alcuni dubbi generati dalla normativa sull’argomento.   APE, i criteri per redigerlo È stato chiesto all’ENEA come devono essere determinate le classi energetiche per la redazione dell’APE, cioè se bisogna prendere come riferimento il DM 26 giugno 2015 o le leggi regionali, quali servizi energetici considerare negli edifici unifamiliari, in quali casi l’APE può essere firmato dal direttore dei lavori o dal progettista, se gli attestati devono essere depositati nei catasti regionali e, per i lavori iniziati prima del 1° luglio 2020, a quale situazione deve riferirsi l’APE ante intervento.   L’Enea ha risposto..
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13
Ott

Ciclovie e ciclostazioni, ripartiti 137 milioni di euro tra Comuni e Città Metropolitane

13/10/2020 - Sono stati ripartiti tra le Città metropolitane e i Comuni le risorse per la progettazione e realizzazione di ciclovie urbane e ciclostazioni nelle Città Metropolitane e nei Comuni capoluogo. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 12 agosto 2020 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.   Ciclovie e ciclostazioni, gli interventi finanziati Le risorse, pari a 137,2 milioni di euro, di cui 51,4 milioni di euro riferiti al 2020 e 85,8 milioni al 2021, finanzieranno la progettazione e realizzazione di ciclostazioni e interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica, come l’ampliamento della rete ciclabile e la realizzazione di corsie ciclabili in coerenza con le previsioni dei Piani urbani per la mobilità sostenibile (PUMS) e i Piani urbani della mobilità ciclistica “biciplan”.   Ciclovie e ciclostazioni, la ripartizione delle risorse Il 30% delle risorse è stato..
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