1 10 Dicembre 2020 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for dicembre 10th, 2020

10
Dic

Ventilazione e aria condizionata durante la pandemia di coronavirus


La legge richiede ai datori di lavoro di garantire un adeguato apporto di aria fresca sul posto di lavoro

Ventilazione e aria condizionata durante la pandemia di coronavirus 

La legge richiede ai datori di lavoro di garantire un adeguato apporto di aria fresca sul posto di lavoroLa legge richiede ai datori di lavoro di garantire un adeguato apporto di aria fresca sul posto di lavoro e questo non è cambiato durante la pandemia.

Una buona ventilazione, insieme alla distanza sociale, mantenendo il posto di lavoro pulito e lavarsi spesso le mani, può aiutare a ridurre il rischio di diffusione del coronavirus.

Questa guida ti aiuterà a identificare le aree scarsamente ventilate del tuo posto di lavoro e fornisce misure che puoi intraprendere per migliorare la ventilazione. Si applicherà nella maggior parte dei luoghi di lavoro.

·        Perché la ventilazione è importante

·        Bilanciare la ventilazione con il tenere al caldo le persone

·        Identificare aree scarsamente ventilate

·        Come migliorare la ventilazione

·        Ventilazione naturale

·        Ventilazione meccanica (inclusa l'aria condizionata)

·        Ventilatori e unità di depurazione dell'aria

·        Ventilazione nei veicoli

Perché la ventilazione è importante

Una buona ventilazione riduce la concentrazione del virus nell'aria e quindi riduce i rischi di trasmissione per via aerea. Ciò accade quando le persone respirano piccole particelle (aerosol) nell'aria dopo che qualcuno con il virus ha occupato un'area chiusa.

Tuttavia, la ventilazione avrà un impatto minimo o nullo sulle vie di trasmissione delle goccioline o dei contatti.

Dovresti prendere in considerazione la ventilazione insieme alle misure di controllo necessarie per ridurre il rischio di trasmissione come parte della sicurezza COVID del tuo posto di lavoro.

Bilanciare la ventilazione mantenendo le persone al caldo

Fornire una ventilazione adeguata non significa che i luoghi di lavoro debbano essere freddi.

Una buona ventilazione è un equilibrio tra assicurarsi che i luoghi di lavoro siano caldi ma mantenere un flusso d'aria che attraversa un'area.

È possibile adottare semplici passaggi, come l'apertura parziale delle finestre, per garantire il mantenimento della ventilazione. La ventilazione naturale può essere utilizzata con i sistemi di riscaldamento per mantenere una temperatura ragionevole sul posto di lavoro.

Bilanciare la ventilazione mantenendo le persone al caldo Fornire una ventilazione adeguata non significa che i luoghi di lavoro debbano essere freddi.  Una buona ventilazione è un equilibrio tra assicurarsi che i luoghi di lavoro siano caldi ma mantenere un flusso d'aria che attraversa un'area.  È possibile adottare semplici passaggi, come l'apertura parziale delle finestre, per garantire il mantenimento della ventilazione. La ventilazione naturale può essere utilizzata con i sistemi di riscaldamento per mantenere una temperatura ragionevole sul posto di lavoro.SCARICA DOCUMENTO COMPLETO

Documento realizzato da Pellegrino Albanese Responsabile tecnico SICURWEB

10
Dic

AMIANTO, Scuola e trasporto, Lavoro Notturno, CONTRIBUTI


Banca dati Newsletter 37 del 10 Dicembre 2020
News sicurezza ambiente qualità E-learning HSE, Banca dati Newsletter 37 del 10 Dicembre 2020, AMIANTO, Scuola e trasporto, Lavoro Notturno, CONTRIBUTI. In caso di difficoltà nel recupero credenziali, non esiti a inviare una mail a mail@portaleconsulenti.it. Ricordiamo che l'accesso al Portale è Gratuito per l'utilizzo dell'intera Banca Dati.
E-learning_1.pngANALISI E GESTIONE DEI SUOLI CONTAMINATI DA AMIANTO
Documento INAIL 2020. L’estrazione, la produzione e la commercializzazione dell’amianto e dei Materiali Contenenti Amianto (MCA) sono state vietate in Italia con la legge 257/92. Successivamente sono stati emanati ulteriori dettami normativi volti a contenere il rischio di esposizione negli ambienti di lavoro e di vita.
E-learning_1.pngSUPERFICI CONTENENTI AMIANTO
Documento INAIL 2020. La legislazione italiana (Legge 257/92) ha vietato l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto, di prodotti contenenti amianto.
E-learning_1.pngscuola un focus sul trasporto pubblico locale
Covid-19, nel nuovo documento tecnico INAIL. Documento tecnico sulla gestione del rischio di contagio da Sars-Cov-2 nelle attività correlate all’ambito scolastico con particolare riferimento al trasporto pubblico locale
E-learning_1.pngLavoro Notturno – Quadro Normativo e Sicurezza sul lavoro
A cura dell’ufficio Ambiente Salute e Sicurezza Uil Veneto Versione Dicembre 2020. Sono circa 3 milioni i lavoratori italiani che svolgono lavoro notturno. Il lavoro notturno è un fenomeno in crescita in quanto molte attività richiedono oggi una turnazione di lavoro sul periodo notturno.
E-learning_1.pngCONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER I SETTORI ECONOMICI CON NUOVE RESTRIZIONI
GUIDA AGENZIA ENTRATE. Il decreto “Ristori” (decreto legge n. 137 del 28 ottobre 2020) e il decreto “Ristori bis” (decreto legge n. 149 del 9 novembre 2020) hanno introdotto numerose misure di sostegno destinate agli operatori economici interessati dalle nuove misure restrittive, disposte dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020 e del 3 novembre 2020, per il contenimento della seconda ondata di contagio da Coronavirus.
E-learning_1.pngfondo competenza
I contributi a fondo perduto del Fondo nuove competenze. I contributi a fondo perduto del Fondo nuove competenze sono destinati non solo alle imprese, ma a tutti i datori di lavoro privati - compresi i liberi professionisti - che hanno dipendenti e che applicano il CCNL.
E-learning_1.pngDOSSIER SCUOLA, Bando Isi 2020, AGENTI INFETTIVI, PONTI MOBILI SVILUPPABILI
sicurezza ambiente qualità E-learning HSE
E-learning_1.pngAPPARECCHI DI SOLLEVAMENTO PERSONE
PONTI MOBILI SVILUPPABILI
E-learning_1.pngDOSSIER SCUOLA 2020
Il livello di diffusione del Covid-19
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10
Dic

ANALISI E GESTIONE DEI SUOLI CONTAMINATI DA AMIANTO


Documento INAIL 2020

ANALISI E GESTIONE DEI SUOLI CONTAMINATI DA AMIANTO

ANALISI E GESTIONE DEI SUOLI CONTAMINATI DA AMIANTOL’estrazione, la produzione e la commercializzazione dell’amianto e dei Materiali Contenenti Amianto (MCA) sono state vietate in Italia con la legge 257/92. Successivamente sono stati emanati ulteriori dettami normativi volti a contenere il rischio di esposizione negli ambienti di lavoro e di vita.

Tuttavia, le attività di caratterizzazione, campionamento ed analisi del suolo non risultano ancora suffi cientemente normate e pongono tuttora problematiche connesse alla sua composizione e struttura. 

Il suolo può risultare contaminato da amianto sia a causa di attività antropiche (ex-stabilimenti di produzione di MCA, fenomeni di abbandono o interramento di Rifi uti Contenenti Amianto (RCA)) che di processi naturali di disgregazione di Pietre verdi (Natural Occurring Asbestos - NOA). Fenomeni naturali quali l’erosione, il trasporto, il dilavamento delle superfi ci, o attività antropiche quali sbancamenti e attività di scavo/estrazione possono contribuire all’alterazione del suolo ed alla sua contaminazione con tali minerali. La presenza di suoli contaminati da amianto è diff usa nel nostro Paese in maniera eterogenea, con hot-spot nelle aree industriali e nelle zone orogenetiche (Alpi e Appennini).

L’Inail è impegnato in contesti tecnici nazionali ed internazionali (UNI, ASTM, ISO, IWWG) per lo sviluppo di procedure volte alla caratterizzazione dei suoli contaminati da amianto; ciò al fine di stabilire l’effettivo grado di rischio e commisurare idonei interventi di bonifica. 

Il Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) ha elaborato in proposito numerosi pareri tecnici a supporto della P.A., concernenti le procedure di caratterizzazione e bonifi ca per i Siti da bonifi care di Interesse Nazionale (SIN) e Regionale (SIR) altamente contaminati. 

Tra i casi più rilevanti, si ricordano i SIN di Broni, Bagnoli, Balangero, Biancavilla e il SIR del Fiume Sarno per i quali sono state stabilite le modalità di gestione delle situazioni a rischio. 
Il Dit ha inoltre in corso attività di ricerca volte alla defi nizione di protocolli analitici per la caratterizzazione di suoli con basse concentrazioni di amianto.


Il fact sheet, incentrato sui metodi analitici tradizionali e innovativi per l'analisi dei suoli contenenti amianto, rappresenta uno strumento utile innanzitutto per gli addetti al campionamento e alle analisi di laboratorio, ma anche per gli altri operatori addetti alla gestione di tali suoli e gli amministratori locali e i cittadini che vogliono informarsi su tale problematica.

10
Dic

SUPERFICI CONTENENTI AMIANTO


Documento INAIL 2020

SUPERFICI CONTENENTI AMIANTO

SUPERFICI CONTENENTI AMIANTOLa legislazione italiana (Legge 257/92) ha vietato l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto, di prodotti di amianto, di prodotti contenenti amianto. 

Vi sono poi disposizioni inerenti la mappatura dell’amianto sull’intero territorio nazionale (Legge n. 93/2001 e d.m. 101/03) che affi dano alle Regioni tale onere. 

Queste ultime, al fine di accelerare l’acquisizione dei dati su ampia scala, si stanno avvalendo sempre più di tecniche di telerilevamento per la geolocalizzazione di coperture in cemento amianto (Ca). Gli esiti fi no ad oggi registrati hanno evidenziato modalità operative diff ormi da Regione a Regione

L’attività di ricerca dell’Inail ha dedicato grande attenzione alla complessa tematica amianto e alla mappatura di aree contaminate da tale sostanza, ai fi ni dell’adozione di misure per il contenimento del rischio, la protezione dei lavoratori e la salvaguardia delle comunità residenti. 

Prendendo atto degli studi e sperimentazioni di telerilevamento per il rilievo a distanza e la mappatura di coperture in Ca, l’Istituto ha promosso un Bando di Ricerca in Collaborazione (Bric 57/2016), con l’obiettivo di pervenire ad una valutazione delle diverse tecniche per l’identifi cazione e il riconoscimento delle superfi ci contenenti amianto sia di origine antropica che naturale, da immagini telerilevate. 

Il progetto, cui hanno partecipato l’Istituto Metodologie per l’Analisi Ambientale del Cnr, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Istituto Nazionale Geofi sica e Vulcanologia e l’Università degli Studi di Milano Bicocca, con il coordinamento del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit), ha portato a defi nire lo stato dell’arte e i migliori approcci per il telerilevamento di superfi ci contenenti amianto. 

Sulla base di questa valutazione, sono state defi nite delle linee di indirizzo e procedure di riferimento, utilizzabili da parte degli enti preposti e dagli operatori del settore per l’estrazione di informazioni utili alla mappatura di coperture in Ca con queste tecniche. L’Inail ha inoltre investito in tale ambito procedendo alla formazione di personale qualifi cato, attraverso borse di studio e dottorati di ricerca (presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”).


10
Dic

scuola un focus sul trasporto pubblico locale


Covid-19, nel nuovo documento tecnico INAIL

scuola un focus sul trasporto pubblico locale

scuola un focus sul trasporto pubblico localeDocumento tecnico sulla gestione del rischio di contagio da Sars-Cov-2 nelle attività correlate all’ambito scolastico con particolare riferimento al trasporto pubblico locale

Realizzato dall’Inail e dall’Istituto superiore di sanità, è stato condiviso con il Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Coronavirus allo scopo di fornire elementi di riflessione in previsione del riavvio delle attività in presenza per tutti gli studenti di ogni ordine e grado, concentrando l’attenzione sul percorso casa-scuola, sullo studio in condivisione e sugli assembramenti in prossimità degli edifici scolastici

L’Inail e l’Istituto Superiore di Sanità, nel percorso di valutazione delle misure per il contenimento del contagio da SARS-CoV-2, hanno elaborato una serie di documenti e indicazioni a supporto del settore scolastico. 

Con questo documento si intende dare un ulteriore contributo su una tematica molto importante quale le attività correlate all’ambito scolastico che possono rappresentare una rilevante occasione di contagio per gli studenti e più in generale per la comunità. 

Mettere in sicurezza la scuola e mantenerla in presenza significa pensare non solo alle misure organizzative di prevenzione e protezione negli edifici scolastici, ma anche a tutte le attività che avvengono fuori del contesto scolastico (in particolare al percorso casa-scuola degli studenti) che in diversa misura possono contribuire alla diffusione del contagio. 

Per garantire la sicurezza in queste attività è necessario uno sforzo complessivo delle Istituzioni coinvolte e non solo della scuola, nel trovare soluzioni ma anche la responsabilità individuale di ciascuno e l’impegno delle famiglie nell’attuare scelte e comportamenti corretti e sostenibili che possono fare la differenza. 

La finalità di questo documento, acquisito dal Comitato Tecnico Scientifico nella seduta del 4 dicembre 2020, è fornire dati ed elementi utili per la riflessione e il dibattito sulle attività correlate all’ambito scolastico, con particolare riferimento al trasporto pubblico locale, insieme a indicazioni operative e pratiche anche nell’ottica della prospettiva concreta di riavvio delle attività didattiche in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado.


10
Dic

Lavoro Notturno – Quadro Normativo e Sicurezza sul lavoro


A cura dell’ufficio Ambiente Salute e Sicurezza Uil Veneto Versione Dicembre 2020 

Lavoro Notturno – Quadro Normativo e Sicurezza sul lavoro

Lavoro Notturno – Quadro Normativo e Sicurezza sul lavoroSono circa 3 milioni i lavoratori italiani che svolgono lavoro notturno. Il lavoro notturno è un fenomeno in crescita in quanto molte attività richiedono oggi una turnazione di lavoro sul periodo notturno. La prestazione di lavoro notturno rappresenta un obbligo per il lavoratore che ne sia richiesto. Tuttavia la legge (D.Lgs. 8 aprile 2003 n.66) individua espressamente alcune categorie di lavoratori che hanno diritto ad essere esclusi (su loro richiesta) dall'obbligo, rimettendo, altresì, alla contrattazione collettiva la facoltà di estensione della categoria dei soggetti esonerabili.

Le alterazioni del ciclo sonno veglia hanno degli effetti negativi di lungo periodo sull’organismo dei lavoratori, come un maggior rischio di malattie cardiovascolari e oncologiche, che aumenta in modo proporzionale al numero di anni spesi adottando ritmi sfasati. Questo tipo di impiego non segue il convenzionale periodo lavorativo di 8 ore diurne, bensì è caratterizzato da turni notturni, turni a rotazione oppure da ritmi di lavoro irregolari per periodicità. 

Se paragonati con individui che lavorano le tipiche 8 ore diurne, i soggetti che lavorano a turni, hanno un maggiore rischio di problemi di salute. Il lavoro a turni, soprattutto se comprende turni notturni, rappresenta una condizione di stress per l’organismo perché va a sconvolgere il normale ritmo del ciclo sonno/veglia inducendo cambiamenti nella normale variabilità circadiana delle funzioni biologiche come per esempio: la temperatura corporea, la produzione di urina, la secrezione di alcuni ormoni. 

Il lavoratore lamenta quindi stanchezza, svogliatezza, apatia e a lungo andare può avere ripercussioni vere e proprie sulla salute. In particolare a breve termine si può andare incontro a: 
disturbi del sonno (i più comuni); problemi digestivi; stress; aumento di peso. 
Sul lungo periodo inoltre il lavoratore a turni può andare incontro a: 
malattie dell'apparato gastroenterico; effetti sulla sfera psicoaffettiva; malattie cardiovascolari.


10
Dic

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER I SETTORI ECONOMICI CON NUOVE RESTRIZIONI


GUIDA AGENZIA ENTRATE

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER I SETTORI ECONOMICI CON NUOVE RESTRIZIONI
CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER I SETTORI ECONOMICI CON NUOVE RESTRIZIONIIl decreto “Ristori” (decreto legge n. 137 del 28 ottobre 2020) e il decreto “Ristori bis” (decreto legge n. 149 del 9 novembre 2020) hanno introdotto numerose misure di sostegno destinate agli operatori economici interessati dalle nuove misure restrittive, disposte dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 ottobre 2020 e del 3 novembre 2020, per il contenimento della seconda ondata di contagio da Coronavirus.

Il contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 1 del decreto “Ristori” è una somma di denaro corrisposta dall’Agenzia delle entrate ai titolari di partita Iva che, sulla base della codifica Ateco, esercitano l’attività prevalente in uno dei settori economici individuati dallo stesso decreto legge con una specifica tabella contenuta nell’allegato 1. 

La tabella è stata modificata con ampliamento dei codici Ateco dal decreto “Ristori bis” e il decreto “Ristori quater” ha previsto all’allegato 1 un’ulteriore tabella di codici Ateco per i quali è possibile beneficiare del contributo. L’importo riconosciuto è commisurato al precedente contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 (cosiddetto decreto “Rilancio”), al quale – per le numerose categorie economiche maggiormente impattate dal lockdown - si applica un aumento percentuale che può arrivare fino al 400%.

L’erogazione avviene:
• con modalità automatica, se il beneficiario del contributo “Ristori” aveva ottenuto l’accredito del contributo di cui all’art. 25 del decreto Rilancio (ottenuto a seguito della presentazione di istanza nel periodo 15 giugno – 13 agosto 2020 ovvero dal 25 giugno al 24 agosto 2020, per gli eredi che proseguono l’attività del deceduto) 
• a seguito della presentazione telematica di apposita istanza, per i soggetti che non avevano richiesto il precedente contributo previsto dal decreto Rilancio. L’Agenzia delle entrate eroga la somma di denaro mediante bonifico sul conto corrente bancario o postale intestato al richiedente, il cui Iban è già stato indicato sull’istanza precedentemente presentata o viene indicato dal richiedente sull’istanza per il nuovo contributo.


10
Dic

fondo competenza


I contributi a fondo perduto del Fondo nuove competenze

fondo competenza

I contributi a fondo perduto del Fondo nuove competenzeI contributi a fondo perduto del Fondo nuove competenze sono destinati non solo alle imprese, ma a tutti i datori di lavoro privati - compresi i liberi professionisti - che hanno dipendenti e che applicano il CCNL.
La misura è nata “per aiutare le imprese e i lavoratori ad affrontare la crisi causata dal Covid-19″ mettendo le imprese “in condizioni di ripartire rapidamente dopo l’emergenza”.

Istituito dal decreto Rilancio con una dotazione iniziale di 230 milioni di euro a valere sul Programma Operativo Nazionale SPAO 2014-2020, il Fondo nuove competenze è stato rifinanziato dal dl Agosto, con ulteriori 200 milioni di euro per l’anno 2020 e altri 300 milioni di euro per l’anno 2021. Per la formazione dei lavoratori c'è quindi un tesoretto di 730 milioni, che potrà essere incrementato con risorse messe a disposizione dalle Regioni, dai Programmi operativi nazionali e regionali (PON e POR) del Fondo sociale europeo (FSE) e dai Fondi paritetici interprofessionali, e che la ministra Catalfo vorrebbe rendere strutturale collocandolo tra i progetti del Recovery Plan.

L'obiettivo dello strumento è permettere alle imprese di realizzare specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’azienda, in base alle quali una parte dell'orario di lavoro viene usata per percorsi formativi.

Il Fondo nuove competenze copre gli oneri relativi alle ore di formazione, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali e, grazie alle modifiche introdotte dal decreto Agosto, può essere utilizzato anche per favorire la realizzazione di percorsi di ricollocazione dei lavoratori.

La misura serve a innalzare il livello del capitale umano e risponde, da un lato, alla necessità di accompagnare la fase di ripresa delle imprese e riallineare le competenze del proprio personale ai nuovi fabbisogni, e dall’altro sostiene i lavoratori nell'accrescere e rinnovare le proprie competenze e la capacità di adattarsi al cambiamento. Forte e determinante il ruolo delle parti sociali.

I percorsi devono essere realizzati entro i 90 giorni dall’approvazione della domanda.
Nel caso di istanza presentata dai Fondi paritetici Interprofessionali e dal Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori il termine finale per realizzare i percorsi di sviluppo è elevato a 120 giorni.

L’erogazione del contributo è eseguita da INPS, su richiesta di ANPAL, in due tranche:
anticipazione del 70% e saldo.


10
Dic

Ecobonus 110%, come regolarsi per il cappotto termico e la VMC

10/12/2020 - Come si calcola la superficie disperdente ai fini della realizzazione del cappotto termico? E la Ventilazione Meccanica Controllata è un intervento trainato?   A queste domande ha risposto il Ministero dell’Economia e delle Finanze nelle nuove FAQ sul Superbonus 110%, rese note dal sottosegretario di Stato al MEF, Alessio Villarosa.   Ecco le domande e le risposte.   Ecobonus 110% per il cappotto termico Ai fini del rifacimento del cappotto termico, come va calcolato il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio? Si deve avere riguardo all’intero edificio o solo ai vani riscaldati? Secondo quanto stabilito al comma 1 dell’articolo 119 del Decreto Rilancio, il Superbonus spetta per interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro degli edifici, compresi quelli unifamiliari, con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie..
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