1 2 Luglio 2021 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Archive for luglio 2nd, 2021

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Implementare un Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione ISO 37001 è più facile se scegli il Consulente giusto!

Per arrivare alla Certificazione ISO 37001:2016,  ogni organizzazione deve stabilire, documentare, attuare, mantenere, riesaminare in modo continuo e, dove necessario, migliorare un sistema di gestione per la prevenzione della corruzione, compresi i processi necessari e le loro interazioni, in conformità ai requisiti della norma ISO 37001:2016. Il sistema di gestione per la prevenzione della corruzione deve contenere misure ideate per identificare e valutare il rischio di corruzione, e per prevenirla, rintracciarla affrontarla. L'alta direzione deve assegnare a una funzione di conformità per la prevenzione della corruzione le responsabilità e l'autorità per: a)  supervisionare la progettazione e l'attuazione da parte dell'organizzazione del sistema di gestione per la prevenzione della corruzione; b)  fornire consulenza e guida al personale circa il sistema di gestione per la prevenzione della corruzione e le questioni legate alla corruzione; c)  assicurare che il sistema di gestione per la prevenzione della corruzione sia conforme ai requisiti del presente documento; d)  relazionare sulla prestazione del sistema di gestione per la prevenzione della corruzione all'organo direttivo (se presente) e all'alta direzione e ad altre funzioni, nel modo opportuno. I Consulenti di MOG231 by MODI SRL  sono delle persone che possiedono le competenze, status, autorità e indipendenza appropriati tali da poter ricoprire la Funzione di conformità per la prevenzione della corruzione e l'incarico in Organismi di Vigilanza come ODV.
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E’ configurabile una responsabilità 231 per le imprese individuali?

Secondo una pronuncia del Tribunale di Ravenna (sentenza n. 1056 del 07/06/2021), l’impresa individuale non rientra nell’ambito di applicazione del D.Lgs. 231/2001.
La succitata pronuncia ha, infatti, escluso profili di responsabilità a carico di un’impresa a cui erano contestati gli illeciti amministrativi di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e di vendita di prodotti industriali con segni mendaci.
Secondo l’interpretazione del Tribunale “la scelta del termine ‘ente’ deve essere letta – stante l’impossibilità di formulare un elenco tassativo di soggetti – in sinergia con la espressa indicazione di soggetti nominati, quali le ‘società’ o le ‘associazioni anche prive di personalità giuridica’, di guisa da indirizzare l’interprete verso la considerazione di enti che, seppur sprovvisti di personalità giuridica, possano comunque ottenerla”.
Il Giudice, dopo aver citato le interpretazioni giurisprudenziali contrapposte, ha ritenuto di “escludere che l’impresa individuale (…) sia destinataria della disciplina prevista dal D.Lgs. 231/2001, poiché essa si applica ai soli soggetti meta-individuali”; in caso contrario “si finirebbe per dar luogo ad una doppia punizione del medesimo soggetto per il medesimo fatto, con violazione del principio del ne bis in idem sostanziale: la persona fisica, difatti, sarebbe punito quale autore materiale del reato e quale titolare dell’impresa che con lui, al fine, si immedesima”.
Circa le elaborazioni giurisprudenziale sul tema dell’applicabilità del sistema 231 alle imprese individuali, non è stato possibile, nel corso degli anni, addivenire ad una posizione univoca, stante le divergenza di orientamenti.
La Corte di Cassazione, nella prima pronuncia afferente al tema, ha affermato che «la disciplina prevista dal D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, in materia di responsabilità da reato delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di personalità giuridica, non si applica alle imprese individuali, in quanto si riferisce ai soli enti collettivi” (Cass., Sez. 6, n. 18941 del 03/03/2004). A tale conclusione la Suprema Corte è giunta valorizzando: 1) la voluntas legis, e precipuamente, in punto di non espressa inclusione, il portato esegetico condensato nel brocardo ‘ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit’; 2) l’esclusione di una disparita di trattamento, stante la diversità netta e sostanziale tra imprenditore individuale ed enti collettivi; 3) il divieto di analogia in malam partem, previsto dall’ art. 25 Cost.».
In ottica differente si era collocata, invece, un’isolata pronuncia della Terza Sezione della Corte di Cassazione, secondo cui «le norme sulla responsabilità da reato degli enti si applicano anche alle imprese individuali, che devono ritenersi incluse nella nozione di ente fornito di personalità giuridica utilizzata dall’art. 1, comma secondo, D. Lgs. n. 231 del 2001 per identificare i destinatari delle suddette disposizioni» (Cass., Sez. 3, n. 15657 del15/12/2010).
E’ chiaro che il Giudice del Tribunale di Ravenna– «ritiene condivisibile il primo degli orientamenti citati, dovendosi dunque escludere che l’impresa individuale (scilicet: l’imprenditore individuale) sia destinataria della disciplina prevista dal d.lgs. 231/2001, poiché essa si applica ai soli soggetti meta-individuali».

Per maggiori informazioni in materia di Modelli Organizzativi di Gestione 231/2001 e di Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro contattare i tecnici esperti di MODI SRL al numero verde 800300333 oppure visitare i siti internet dedicati: www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.mog231.it.

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Appalto integrato e meno livelli di progettazione, prende forma il nuovo Codice Appalti

02/07/2021- Più spazio all’appalto integrato e riduzione dei livelli di progettazione. Potrebbero essere queste alcune delle novità contenute nel nuovo Codice Appalti.   Il disegno di legge delega, approvato dal Consiglio dei Ministri, fissa una serie di linee guida per la velocizzazione delle procedure per l’affidamento e la realizzazione delle opere. A partire dall’approvazione della legge delega, il governo avrà sei mesi di tempo per varare uno o più decreti in materia di contratti pubblici.   Il panorama normativo è destinato a cambiare nel giro di poco tempo e sembra che l’intenzione sia quella di procedere lungo la strada imboccata con le semplificazioni che hanno introdotto prog...Continua a leggere su Edilportale.com

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Bonus ristrutturazioni, l’ex incapiente può ottenere le rate residue

02/07/2021 – Come funziona il bonus ristrutturazioni per i contribuenti che realizzano interventi di ristrutturazione, ma per un certo periodo non possiedono redditi? Lo ha spiegato l’Agenzia delle Entrate con una recente risposta sulla posta di Fisco Oggi.   Bonus ristrutturazioni e contribuente senza reddito Un contribuente si è rivolto all’Agenzia spiegando che, non possedendo redditi, l’anno scorso non ha presentato il modello 730 e non ha potuto usufruire della prima rata della detrazione per le spese di ristrutturazione edilizia eseguita sulla sua abitazione nel 2019.   Il contribuente ha chiesto se per gli anni successivi può richiedere la detrazione e, in caso affermativo, se nel modello 730 deve indicare la rata non us...Continua a leggere su Edilportale.com

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Appalti, Fillea Cgil: ‘basta cambiare le regole ogni 5 minuti’

02/07/2021 - “Non si possono cambiare le regole sugli appalti ogni 5 minuti impedendo di fatto alle pubbliche amministrazioni, ai lavoratori e alle aziende di poter programmare con un minimo di certezza. Soprattutto ora che i lavori pubblici stanno ripartendo con una crescita a doppia cifra”.   Esordisce così Alessandro Genovesi, Segretario generale di Fillea Cgil, commentando l’approvazione del ddl Delega in materia di contratti pubblici da parte del Consiglio dei Ministri.   “Inoltre - aggiunge Genovesi -, sull’attuazione della nuova legge delega servono interventi mirati e una concertazione vera, approfondita e di merito, altrimenti rischiamo solo di fare danni ai lavoratori, alle imprese più strutturate e al Paese”.    Con il Governo &ldqu...Continua a leggere su Edilportale.com

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