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Modello di organizzazione e di gestione 231

11 dicembre 2015

ADDETTO ALLA SICUREZZA LASER IN AMBITO SANITARIO

Le procedure e i mezzi di controllo dei rischi

ADDETTO ALLA SICUREZZA LASER IN AMBITO SANITARIO

laserIng. Massimo Cerri Ing. Luigi Carlo Chiarenza MSSLS Caso di un paziente UN INFORTUNIO CON UN LASER NE-YAG IN LABORATORIO

atti del seminario tenutosi il 22 ottobre 2015

MODALITÀ DI ACCADIMENTO DELL’INCIDENTE In data 29/10/2008, il Dr. L.D. lavorava con un laser Ne-Yag di Classe 4ª, della potenza di 50 mJ, impulsato (durata impulso 10 ns), con lunghezza d’onda di 1.064 nm. Per la dinamica dell’esperimento il raggio, con una percorso in campo libero, doveva entrare in una cuvetta di quarzo contenente un liquido con nanoparticelle, collegata con un oscilloscopio che leggeva il segnale. Il lavoratore utilizzava dei DPI (occhiali) adeguati alla lunghezza d’onda del laser. Poiché non riusciva a leggere il segnale dell’oscilloscopio, istintivamente ha abbassato gli occhiali e ha rivolto lo sguardo verso la cuvetta. A causa di un fenomeno di riflessione speculare, il raggio laser penetrava nell’occhio destro del lavoratore producendo i danni sotto descritti. È importante segnalare che la riflessione, per le caratteristiche della cuvetta, è stata pari al solo 4% dell’energia totale del raggio; quindi il danno è stato prodotto da un’energia di soli 2 mJ; va inoltre osservato (elemento favorevole in questo caso) che parte della radiazione ottica di quella specifica lunghezza d’onda (1.064 nm) viene assorbita dall’acqua e quindi dall’umor vitreo, ben diverso sarebbe stato se si fosse trattato di un laser nel visibile particolarmente nel blu che avrebbe traversato completamente le strutture oculari. Nell’utilizzo dei laser, soprattutto se, per motivi operativi o di ricerca, il raggio ha un percorso non confinato, uno di principali rischi è legato alla riflessione accidentale del raggio stesso. Uno dei primi incidenti noti, agli albori dell’utilizzo dei laser e noto come “incidente della Coca Cola”, fu causato proprio da una riflessione accidentale del raggio su una bottiglia inavvertitamente appoggiata lungo il percorso del raggio.

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