Articoli messi a disposizione da Modi S.r.l. - MOG 231 | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231
30
Mag

ORDINANZA REGIONE LOMBARDIA. MISURE CONTRASTO COVID19


Pubblicata l'Ordinanza 555 della Regone #Lombardia

ORDINANZA REGIONE LOMBARDIA. MISURE CONTRASTO COVID19

E-learning_1.pngULTERIORI MISURE PER LA PREVENZIONE E GESTIONE DELL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19. ORDINANZA AI SENSI DELL’ART. 32, COMMA 3, DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 1978, N. 833 IN MATERIA DI IGIENE E SANITÀ PUBBLICA E DELL’ART. 3 DEL DECRETO-LEGGE 25 MARZO 2020, N. 19

Obbligo di utilizzo della mascherina o di altre protezioni 

1. Ogniqualvolta ci si rechi fuori dall’abitazione, vanno adottate tutte le misure precauzionali consentite e adeguate a proteggere sé stessi e gli altri dal contagio, utilizzando la mascherina o, in subordine, qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca, contestualmente ad una puntuale disinfezione delle mani. In ogni attività sociale esterna deve comunque essere mantenuta la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. 

2. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e i loro accompagnatori. 

3. Per coloro che svolgono intensa attività motoria o intensa attività sportiva non è obbligatorio l’uso di mascherina o di altra protezione individuale durante la predetta attività fisica, salvo l’obbligo di utilizzo alla fine dell’attività stessa ed il mantenimento del distanziamento sociale.

I datori di lavoro osservano le seguenti prescrizioni: a) deve essere rilevata prima dell’accesso al luogo di lavoro la temperatura corporea del personale, a cura o sotto la supervisione del datore di lavoro o suo delegato. 
Tale previsione deve essere altresì attuata anche qualora durante l’attività il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione da COVID – 19 (es. tosse, raffreddore, congiuntivite). Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso o la permanenza ai luoghi di lavoro. 
Le persone in tale condizione saranno momentaneamente isolate e non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede. Il datore di lavoro comunicherà tempestivamente tale circostanza, tramite il medico competente di cui al d.l. n.81/2008 e/o l’ufficio del personale, all’ATS territorialmente competente la quale fornirà le opportune indicazioni cui la persona interessata deve attenersi.

29
Mag

In ottobre 2020 a Mestre corsi di formazione e aggiornamento periodici quinquennali per lavoratori a Mestre presso MODI – comodo parcheggio – tram e bus nelle vicinanze – referenziato dagli stessi allievi


Chi ricopre l’incarico di datore di lavoro ovvero il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa e della formazione dei lavoratori. 

Tutti i lavoratori neo assunti devono formarsi indipendentemente dal numero di dipendenti che ha una Organizzazione e devono seguire dei corsi di aggiornamento periodici. 

Gli addetti al primo soccorso devono fare l’aggiornamento ogni 3 anni, gli RLS in aziende con più di 15 dipendenti devono farlo ogni anno, tutti i lavoratori ogni 5 anni ecc.

Le date dei corsi per lavoratori di seguito indicate si riferiscono alla programmazione autunnale della sede situata nella città di Mestre in Via Volturno 4e. 

Questa nostra sede è indicata per chi si muove con i mezzi pubblici in quanto vicinissima alla fermata del tram e del bus (fermata Via Volturno). Chi arriva in auto ha a disposizione dei parcheggi sotterranei liberi e gratuiti e in superficie nei limitrofi. Sono previsti sconti per partecipazioni multiple alla stessa edizione del corso:

FORMAZIONE LAVORATORI GENERALE durata 4 ore – 80,00€ + IVA

12 ottobre 2020 orario 14.00/18.00


FORMAZIONE LAVORATORI BASSO durata 4 ore – 160,00€ + IVA

13 ottobre 2020 orario 14.00/18.00


FORMAZIONE LAVORATORI MEDIO durata 8 ore – 150,00€ + IVA

13 e 19 ottobre 2020 orario 14.00/18.00


FORMAZIONE LAVORATORI ALTO durata 12 ore – 220,00€ + IVA

13, 19 e 22 ottobre 2020 orario 14.00/18.00


AGGIORNAMENTO LAVORATORI durata 6 ore – 109,90€ + IVA

12 ottobre 2020 orario 14.00/18.00 e 13 ottobre 2020 orario 14.00/16.00


Previsti sconti per partecipazioni multiple alla stessa edizione del corso. Siamo certificati ISO 9001 e convenzionati come CFA da Aifos.

MODI diventa il punto di riferimento della Clientela interessata all’ottenimento dei contributi per la formazione. Realizza i progetti formativi finanziati in linea con le priorità tematiche di Fondimpresa, come quelle riguardanti la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro o gli adempimenti privacy secondo il nuovo Regolamento Europeo 2016/679. 

Aiuta le aziende ad individuare le migliori opportunità sulla base delle esigenze, sfruttando al meglio le risorse economiche disponibili e gestendo la pratica dalla fase di richiesta fino alla rendicontazione e all’ottenimento dell’importo finanziato.  

Per visionare i commenti dei nostri clienti a disposizione la pagina dicono di noi.

Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it
29
Mag

Bonus pubblicità, credito d’imposta al 50% sugli investimenti pubblicitari digitali

29/05/2020 - Con il Decreto Rilancio del 19 maggio, il Governo ha innalzato per il 2020 la percentuale del Bonus Pubblicità e abolito il calcolo sul valore incrementale dell’investimento. Il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari, in questo modo, passa dal 30% al 50% rispetto a quanto approvato con il precedente DL “Cura Italia” del 17 marzo 2020. L’obiettivo? Aiutare aziende e professionisti a promuovere la propria attività incentivando gli investimenti pubblicitari su giornali quotidiani e periodici (digitali o cartacei) e su emittenti televisive e radiofoniche locali o nazionali (analogiche o digitali).   Bonus pubblicità, cos’è? Si tratta di un’agevolazione fiscale statale introdotta ed erogata sotto forma di credito d'imposta, da utilizzare in un’unica soluzione ed esclusivamente in compensazione sul Modello F24. Grazie al Bonus Pubblicità, infatti, il 50% delle spese..
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29
Mag

Sismabonus, i tecnici: ‘rendere obbligatori certificato sismico e polizza assicurativa’

29/05/2020 - Dotare gli immobili di certificazione statica da allegare ai documenti di compravendita insieme con l’APE; rendere obbligatoria l’assicurazione contro i danni da eventi sismici con premio proporzionale al livello di sicurezza sismica dell’edificio; consentire la detrazione delle relative spese nell’ambito del sismabonus.   Le proposte arrivano dalla Rete delle Professioni Tecniche (RPT), da anni impegnata sul tema della prevenzione sismica e, in particolare sulla redazione di un Piano incentrato sull’attività di monitoraggio che consenta di conoscere lo stato di salute dei fabbricati e la sua evoluzione nel tempo, al fine di intervenire per migliorare la prestazione sismica dell’edificio. In questi giorni - si legge nel comunicato - RPT ha aggiornato il ‘Piano di prevenzione del rischio sismico’ alle novità relative al sismabonus, strumento che consente ai privati di aumentare il livello di sicurezza..
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29
Mag

VMC, la soluzione contro umidità e muffe

29/05/2020 - Lo scopo principale di una casa dovrebbe essere quello di offrire un riparo confortevole che garantisca un senso di benessere psico-fisico a chi lo abita. Il comfort abitativo si realizza quando si raggiunge il benessere igrotermico, acustico e visivo. Nello specifico il benessere igrotermico è il raggiungimento di un microclima domestico in cui il soggetto non sente né caldo e né freddo, ovvero quella “condizione mentale di soddisfazione nei confronti dell’ambiente termico” (UNI ISO EN 7730). Un corretto grado di umidità relativa (UR) garantisce adeguati livelli di benessere igrotermico invernale ed estivo; contiene gli effetti dell’umidità di condensazione ed evita la formazione di muffe, che è tra le principali cause dell’inquinamento indoor. La ventilazione è finalizzata a controllare il grado di umidità relativa oltre che ad..
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29
Mag

Bonus verde e teleriscaldamento, Finco chiede superbonus 110%

29/05/2020 – Agevolare gli interventi di sistemazione a verde e il teleriscaldamento con il superbonus al 110%. La richiesta è stata avanzata dalla Federazione industrie, prodotti, impianti, servizi e opere specialistiche per le costruzioni (Finco), che ha proposto a Governo e Parlamento un emendamento al Decreto Rilancio.   Bonus verde, Finco chiede superbonus 110% Finco ritiene che il bonus verde non sia molto utilizzato perché strutturato in modo inadeguato, ma che, se rivisto, ricoprirebbe un ruolo decisivo nei processi di adattamento delle città all’emergenza Covid (grazie alla creazione di aree verdi utili ad evitare gli assembramenti) e per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, riduzione delle temperature, risparmio energetico, regimentazione delle acque reflue e sostenibilità dell’abitare.   Per questo motivo, Finco propone di elevare al 110% la detrazione per gli interventi di sistemazione a verde,..
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29
Mag

Superbonus, Finco: ‘troppe responsabilità per i professionisti’

28/05/2020 – Se, da una parte, i superbonus sono stati ideati per dare nuovo impulso al settore edile, dall’altra le responsabilità gravanti sui professionisti e i meccanismi per la cessione del credito potrebbero creare qualche ostacolo.   A metterlo in evidenza è la Federazione industrie, prodotti, impianti, servizi e opere specialistiche per le costruzioni (Finco) in un documento contenente alcune proposte di modifica al Decreto Rilancio.   Superbonus, troppe responsabilità dei professionisti Finco mette in evidenza le criticità derivanti dalle responsabilità dei professionisti, che, in base al DL Rilancio, sono chiamati ad asseverare, oltre ai risultati raggiunti con gli interventi, la congruità delle spese sostenute in relazione ai lavori agevolati. I tecnici sono colpiti con una sanzione da 2mila a 15mila euro per eventuali attestazioni e asseverazioni infedeli e hanno l’obbligo di stipulare..
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29
Mag

Verifiche sismiche in BIM nel Lazio, nuovo bando dal Demanio

29/05/2020 – L’Agenzia del Demanio ha pubblicato un nuovo bando per la verifica sismica in Bim di alcuni immobili nel Lazio.   Il bando da 1.043.528 euro ha come criterio di aggiudicazione quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il termine per la presentazione delle domande è stato fissato alle ore 12:00 del 30 giugno 2020.   Consulta il bando completo   Verifiche in BIM: cosa prevede il bando Il bando ha per oggetto l’affidamento di un servizio attinente all’architettura ed ingegneria finalizzato ad acquisire servizi di verifica della vulnerabilità sismica, diagnosi energetica, rilievo geometrico, architettonico, tecnologico ed impiantistico da restituire in modalità BIM. È prevista, inoltre, la progettazione di fattibilità tecnico-economica da restituire in modalità BIM.   In gare ci sono i beni, di proprietà dello Stato, situati a nella regione Lazio (esclusa..
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28
Mag

FAQ Trattamento dei dati nel contesto lavorativo pubblico e privato


FAQ Trattamento dei dati nel contesto lavorativo pubblico e privatoambito dell’emergenza sanitaria

FAQ Trattamento dei dati nel contesto lavorativo pubblico e privato

Garante della Privacy

1. Il datore di lavoro può rilevare la temperatura corporea del personale dipendente o di utenti, fornitori, visitatori e clienti all’ingresso della propria sede?

Nell’attuale situazione legata all’emergenza epidemiologica, si sono susseguiti, in tempi assai ravvicinati, in ragione dell’aggravarsi dello scenario nel contesto nazionale, numerosi interventi normativi e  conseguenti atti di indirizzo emanati dalle istituzioni competenti che, al fine di individuare misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica, hanno stabilito che, i datori di lavoro, le cui attività non sono sospese, sono tenuti a osservare le misure per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica contenute nel Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro tra Governo e parti sociali del 14 marzo 2020.(1)

In particolare, il citato Protocollo prevede la rilevazione della temperatura corporea del personale dipendente per l’accesso ai locali e alle sedi aziendali, tra le misure per il contrasto alla diffusione del virus che trovano applicazione anche nei confronti di utenti, visitatori e clienti nonché dei fornitori, ove per questi ultimi non sia stata predisposta una modalità di accesso separata (cfr. Protocollo par. 2 e 3 e nota n. 1).

Analoghi protocolli di sicurezza, con riguardo alle attività pubbliche non differibili o ai servizi pubblici essenziali, sono stati stipulati dal Ministro per la pubblica amministrazione con le sigle sindacali maggiormente rappresentative nella pubblica amministrazione (come il Protocollo di accordo per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici in ordine all’emergenza sanitaria da “Covid-19” del 3 e 8 aprile 2020) in quanto le misure per la sicurezza del settore privato sono state ritenute coerenti con le indicazioni già fornite dallo stesso Ministro con la direttiva n. 2/2020 e con la Circolare n. 2/2020.

In ragione del fatto che la rilevazione in tempo reale della temperatura corporea, quando è associata all’identità dell’interessato, costituisce un trattamento di dati personali (art. 4, par. 1, 2) del Regolamento (UE) 2016/679), non è ammessa la registrazione del dato relativo alla temperatura corporea rilevata, bensì, nel rispetto del principio di “minimizzazione” (art. 5, par.1, lett. c) del Regolamento cit.), è consentita la registrazione della sola circostanza del superamento della soglia stabilita dalla legge e comunque quando sia necessario documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso al luogo di lavoro.

Diversamente nel caso in cui la temperatura corporea venga rilevata a clienti (ad esempio, nell’ambito della grande distribuzione) o visitatori occasionali anche qualora la temperatura risulti superiore alla soglia indicata nelle disposizioni emergenziali non è, di regola, necessario registrare il dato relativo al motivo del diniego di accesso.

2. L’amministrazione o l’impresa possono richiedere ai propri dipendenti di rendere informazioni, anche mediante un’autodichiarazione, in merito all’eventuale esposizione al contagio da COVID 19 quale condizione per l’accesso alla sede di lavoro?

In base alla disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro il dipendente ha uno specifico obbligo di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro (art. 20 del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81). Al riguardo la direttiva n.1/2020 del Ministro per la pubblica amministrazione ha specificato che in base a tale obbligo il dipendente pubblico e chi opera a vario titolo presso la P.A. deve segnalare all’amministrazione di provenire (o aver avuto contatti con chi proviene) da un’area a rischio. In tale quadro il datore di lavoro può invitare i propri dipendenti a fare, ove necessario, tali comunicazioni anche mediante canali dedicati.

Tra le misure di prevenzione e contenimento del contagio che i datori di lavoro devono adottare in base al quadro normativo vigente, vi è la preclusione dell’accesso alla sede di lavoro a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS. A tal fine, anche alla luce delle successive disposizioni emanate nell’ambito del contenimento del contagio (v. Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali), è possibile richiedere una dichiarazione che attesti tali circostanze anche a terzi (es. visitatori e utenti).

In ogni caso dovranno essere raccolti solo i dati necessari, adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da Covid-19, e astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla persona risultata positiva, alle specifiche località visitate o altri dettagli relativi alla sfera privata.

3. È possibile pubblicare sul sito istituzionale i contatti dei funzionari competenti per consentire al pubblico di prenotare servizi, prestazioni o appuntamenti presso le amministrazioni nella attuale emergenza epidemiologica?

Le disposizioni normative per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica e le indicazioni operative fornite dalle istituzioni competenti impongono di limitare la presenza del personale negli uffici mediante, prevalentemente, il ricorso al lavoro agile. Con riguardo ai compiti che richiedono la necessaria presenza sul luogo di lavoro, è previsto che le amministrazioni svolgano le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza e quelle “indifferibili”, anche con riguardo “all’utenza esterna”. Pertanto, le attività di ricevimento o di erogazione diretta dei servizi al pubblico devono essere garantite con modalità telematica o comunque con modalità tali da escludere o limitare la presenza fisica negli uffici (ad es. appuntamento telefonico o assistenza virtuale), ovvero, predisponendo accessi scaglionati, anche mediante prenotazioni di appuntamenti.

Nel rispetto dei principi di protezione dei dati (art. 5 Regolamento UE 2016/679) la finalità di fornire agli utenti recapiti utili a cui rivolgersi per assistenza o per essere ricevuti presso gli uffici, può essere utilmente perseguita pubblicando i soli recapiti delle unità organizzative competenti (numero di telefono e indirizzo PEC) e non quelli dei singoli funzionari preposti agli uffici. Ciò, anche in conformità agli obblighi di pubblicazione concernenti l’organizzazione delle pubbliche amministrazioni.

4. Quali trattamenti di dati personali sul luogo di lavoro coinvolgono il medico competente?

In capo al medico competente permane, anche nell’emergenza, il divieto di informare il datore di lavoro circa le specifiche patologie occorse ai lavoratori.

Nel contesto dell’emergenza gli adempimenti connessi alla sorveglianza sanitaria sui lavoratori da parte del medico competente, tra cui rientra anche la possibilità di sottoporre i lavoratori a visite straordinarie, tenuto conto della maggiore esposizione al rischio di contagio degli stessi, si configurano come vera e propria misura di prevenzione di carattere generale, e devono essere effettuati nel rispetto dei principi di protezione dei dati personali e rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute (cfr. anche Protocollo condiviso del 14 marzo 2020)(1).

Nell’ambito dell’emergenza, il medico competente collabora con il datore di lavoro e le RLS/RLST al fine di proporre tutte le misure di regolamentazione legate al Covid-19 e, nello svolgimento dei propri compiti di sorveglianza sanitaria, segnala al datore di lavoro “situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti” (cfr. paragrafo 12 del predetto Protocollo).

Ciò significa che, nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni di settore in materia di sorveglianza sanitaria e da quelle di protezione dei dati personali, il medico competente provvede a segnalare al datore di lavoro quei casi specifici in cui reputi che la particolare condizione di fragilità connessa anche allo stato di salute del dipendente ne suggerisca l’impiego in ambiti meno esposti al rischio di infezione. A tal fine, non è invece necessario comunicare al datore di lavoro la specifica patologia eventualmente sofferta dal lavoratore.

In tale quadro il datore di lavoro può trattare, nel rispetto dei principi di protezione dei dati (v. art. 5 Regolamento UE 2016/679), i dati personali dei dipendenti solo se sia normativamente previsto o disposto dagli organi competenti ovvero su specifica segnalazione del medico competente, nello svolgimento dei propri compiti di sorveglianza sanitaria.

5. Il datore di lavoro può comunicare al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza l’identità dei dipendenti contagiati?

I datori di lavoro, nell’ambito dell’adozione delle misure di protezione e dei propri doveri in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, non possono comunicare il nome del dipendente o dei dipendenti che hanno contratto il virus a meno che il diritto nazionale lo consenta.

In base al quadro normativo nazionale il datore di lavoro deve comunicare i nominativi del personale contagiato alle autorità sanitarie competenti e collaborare con esse per l’individuazione dei “contatti stretti” al fine di consentire la tempestiva attivazione delle misure di profilassi.

Tale obbligo di comunicazione non è, invece, previsto in favore del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, né i compiti sopra descritti rientrano, in base alle norme di settore, tra le specifiche attribuzioni di quest’ultimo.

Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza,  proprio nella fase dell’attuale emergenza epidemiologica, dovrà continuare a svolgere i propri compiti consultivi, di verifica e di coordinamento, offrendo la propria collaborazione al medico competente e al datore di lavoro (ad esempio, promuovendo l'individuazione delle misure di prevenzione più idonee a tutelare la salute dei lavoratori nello specifico contesto lavorativo; aggiornando il documento di valutazione dei rischi; verificando l’osservanza dei protocolli interni).

Il Rappresentate dei lavoratori per la sicurezza quando nell’esercizio delle proprie funzioni venga a conoscenza di informazioni- che di regola tratta in forma aggregata ad es. quelle riportate nel documento di valutazione dei rischi- rispetta le disposizioni in materia di protezione dei dati nei casi in cui sia possibile, anche indirettamente, l’identificazione di taluni interessati.

6. Può essere resa nota l’identità del dipendente affetto da Covid-19 agli altri lavoratori da parte del datore di lavoro?

No. in relazione al fine di tutelare la salute degli altri lavoratori, in base a quanto stabilito dalle misure emergenziali, spetta alle autorità sanitarie competenti informare i “contatti stretti” del contagiato, al fine di attivare le previste misure di profilassi.

Il datore di lavoro è, invece, tenuto a fornire alle istituzioni competenti e alle autorità sanitarie le informazioni necessarie, affinché le stesse possano assolvere ai compiti e alle funzioni previste anche dalla normativa d’urgenza adottata in relazione alla predetta situazione emergenziale (cfr. paragrafo 12 del predetto Protocollo).

La comunicazione di informazioni relative alla salute, sia all’esterno che all’interno della struttura organizzativa di appartenenza del dipendente o collaboratore, può avvenire esclusivamente qualora ciò sia previsto da disposizioni normative o disposto dalle autorità competenti in base a poteri normativamente attribuiti (es. esclusivamente per finalità di prevenzione dal contagio da Covid-19 e in caso di richiesta da parte dell’Autorità sanitaria per la ricostruzione della filiera degli eventuali “contatti stretti di un lavoratore risultato positivo).

Restano ferme le misure che il datore di lavoro deve adottare in caso di presenza di persona affetta da Covid-19, all’interno dei locali dell’azienda o dell’amministrazione, relative alla pulizia e alla sanificazione dei locali stessi, da effettuarsi secondo le indicazioni impartite dal Ministero della salute (v. punto 4 del Protocollo condiviso).


7. Il datore di lavoro può richiedere l’effettuazione di test sierologici ai propri dipendenti?

Si, ma solo se disposta dal medico competente e, in ogni caso, nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie, anche in merito all’affidabilità e all’appropriatezza di tali test.

Solo il medico competente, infatti, in quanto professionista sanitario, tenuto conto del rischio generico derivante dal Covid-19 e delle specifiche condizioni di salute dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria, può stabilire la necessità di particolari esami clinici e biologici  e suggerire l’adozione di mezzi diagnostici, qualora ritenuti utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori (cfr. par. 12 del Protocollo condiviso tra il Governo e le Parti sociali aggiornato il 24 aprile 2020).

Resta fermo che le informazioni relative alla diagnosi o all’anamnesi familiare del lavoratore non possono essere trattate dal datore di lavoro (ad esempio, mediante la consultazione dei referti o degli esiti degli esami), salvi i casi espressamente previsti dalla legge. Il datore di lavoro può, invece, trattare i dati relativi al giudizio di idoneità alla mansione specifica e alle eventuali prescrizioni o limitazioni che il medico competente può stabilire come condizioni di lavoro. 

Le visite e gli accertamenti, anche ai fini della valutazione della riammissione al lavoro del dipendente, devono essere posti in essere dal medico competente o da altro personale sanitario, e, comunque, nel rispetto delle disposizioni generali che vietano al datore di lavoro di effettuare direttamente esami diagnostici sui dipendenti.

Resta fermo che i lavoratori possono liberamente aderire alle campagne di screening avviate dalle autorità sanitarie competenti a livello regionale relative ai test sierologici Covid-19, di cui siano venuti a conoscenza anche per il tramite del datore di lavoro, coinvolto dal dipartimento di prevenzione locale per veicolare l’invito di adesione alla campagna tra i propri dipendenti (cfr. FAQ n. 10 - Trattamento dati nel contesto sanitario nell’ambito dell’emergenza sanitaria).

I datori di lavoro possono offrire ai propri dipendenti, anche sostenendone in tutto o in parte i costi, l’effettuazione di test sierologici presso strutture sanitarie pubbliche e private (es. tramite la stipula o l’integrazione di polizze sanitarie ovvero mediante apposite convenzioni con le stesse), senza poter conoscere l’esito dell’esame.

(1) Come aggiornato in data 24 aprile 2020


28
Mag

BonusPiemonte contributo a fondo perduto


BonusPiemonte contributo a fondo perdutoE’ diventato legge il BonusPiemonte, il contributo a fondo perduto predisposto dalla Regione per sostenere le imprese colpite dalla chiusura dovuta all’emergenza Coronavirus: la Commissione Bilancio del Consiglio regionale, convocata in sede legislativa, ne ha decretato l’approvazione definitiva nella serata del 14 maggio.

Immediata e semplice la procedura per ottenerlo: entro la prossima settimana tutti gli interessati riceveranno da Finpiemonte una comunicazione via Pec, e pochi giorni dopo averne dato risposta la somma sarà accreditata sul conto corrente.

Al termine della votazione il presidente Alberto Cirio e gli assessore al Commercio Vittoria Poggio e alla Semplificazione e Rapporti con il Consiglio regionale Maurizio Marrone hanno voluto ringraziare “la disponibilità di tutti i capigruppo, che hanno  accettato di stralciare il Bonus dalla discussione complessiva del piano RipartiPiemonte consentendone così la discussione e approvazione in tempi molto rapidi”.

“Questa - hanno aggiunto presidente e assessori - è una delle misure più importanti e urgenti del nostro piano per sostenere imprese e famiglie, messe in grande difficoltà da oltre due mesi di chiusura. Il Bonus vuole essere non solo un aiuto, ma anche un segnale concreto e immediato. La Regione è al fianco dei suoi cittadini. Ripartiremo insieme”.

Chi avrà il Bonus

Si tratta complessivamente di 116 milioni di euro che andranno a beneficio di 60.000 realtà imprenditoriali del Piemonte, che sono state annunciate in tre fasi e che rappresentano il risultato di costruttivo confronto con le diverse associazioni di categoria.

Per ottenerlo le singole imprese devono risultare attive, avere la sede legale in Piemonte e risultare iscritte nelle pertinenti sezioni del Registro delle Imprese istituito presso la Camera di Commercio territorialmente competente e sostenere le spese come specificato nella legge (derivanti dall'emergenza sanitaria) entro l’anno 2020.

Gli importi e i codici Ateco dei beneficiari sono nell'allegato

Allegati

L'elenco dei CodiciAteco beneficiari del BonusPiemonte
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fonte Regione Piemonte