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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Albanese Pellegrino

20
Feb

INDIRIZZI OPERATIVI PER LA DIAGNOSI DELLE MALATTIE PROFESSIONALI DELL’ APPARATO RESPIRATORIO

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Pubblicazione realizzata da Inail Sovrintendenza sanitaria regionale Campania

INDIRIZZI OPERATIVI PER LA DIAGNOSI DELLE MALATTIE PROFESSIONALI DELL’ APPARATO RESPIRATORIO

MALATTIE PROFESSIONALILa Sovrintendenza sanitaria regionale dell’Inail Campania, in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in medicina del lavoro della Seconda Università degli Studi di Napoli e la Sovrintendenza sanitaria centrale Inail ha condotto uno studio nell’ambito del progetto “Iter procedurale per la diagnosi delle malattie professionali” per l’elaborazione di “Indirizzi operativi per la diagnosi delle malattie professionali”, mediante la costituzione di gruppi di lavoro specifici per l’esame dei diversi apparati esaminati, al fine di ottenere un’omogeneizzazione della trattazione dei casi e una definizione univoca da parte delle sedi Inail. Obiettivo ulteriore è il recepimento e l’utilizzo dei suddetti indirizzi da parte di tutti gli operatori territoriali (medici legali e del lavoro, consulenti tecnici, giudici, patronati, ecc.). Il progetto prevede l’elaborazione di indirizzi operativi inerenti la trattazione delle malattie professionali sia a carico dell’apparato respiratorio, che dell’apparato muscoloscheletrico. Nella prima fase, i cui risultati sono riportati nella presente pubblicazione, sono state affrontate le questioni inerenti le patologie a carico dell’apparato respiratorio, che rappresentano storicamente una grossa quota di tutte le malattie professionali. In Campania tali patologie risultano tra le più denunciate, seconde solo alle affezioni muscoloscheletriche. Le attività del gruppo di lavoro per le patologie respiratorie sono iniziate con l’esame di Circolari, indirizzi procedurali e protocolli diagnostici Inail già esistenti, nonché di Linee Guida di Società Scientifiche nazionali e internazionali e della letteratura scientifica. In una fase successiva è stata valutata l’appropriatezza delle metodiche ed è stato definito l’iter procedurale per la diagnosi etiologica e la diagnosi differenziale delle malattie respiratorie di origine professionale. Il progetto prevede la revisione sistematica di circolari, indirizzi procedurali e protocolli diagnostici Inail già esistenti, nonché di Linee Guida di Società Scientifiche nazionali e internazionali e della letteratura scientifica per ogni patologia professionale dell’apparato respiratorio. Per ogni malattia è stato previsto un iter diagnostico in step, così strutturato: 1. Validazione della diagnosi clinica; 2. ipotesi eziologica di malattia professionale; 3. acquisizione di tutta la documentazione inerente l’esposizione lavorativa; 4. anamnesi lavorativa; 5. diagnosi di malattia professionale e valutazione della funzionalità; 6. considerazioni medico-legali.

INDIRIZZI OPERATIVI PER LA DIAGNOSI DELLE MALATTIE PROFESSIONALI INDIRIZZI OPERATIVI PER LA DIAGNOSI DELLE MALATTIE PROFESSIONALI

 
19
Feb

RIVISTA Cantiere – CPT DI COMO

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PERIODICO SEMESTRALE A CURA DEL  COMITATO  PARITETICO TERRITORIALE  PER LA PREVENZIONE INFORTUNI, L’IGIENE E L’AMBIENTE DI LAVORO PER LE ATTIVITÀ EDILIZIA ED AFFINI DELLA PROVINCIA DI COMO

RIVISTA Cantiere - CPT DI COMO Editore, Direzione e Amministrazione: via Del Lavoro 21, 22100 Como wwww.cptcomo.org

sicurezzaAnno 33 | gennaio 2018 Si è conclusa la seconda annualità del Progetto “Edilizia Sicura” che ha coinvolto tutti i C.P.T. Regionali, con l’obiettivo di monitorare n. 300 cantieri in Lombardia. Le visite dei Tecnici C.P.T. hanno permesso di individuare situazioni di possibile rischio, fornito suggerimenti per intervenire in modo adeguato e tempestivo aumentando il senso di responsabilità e partecipazione di tutti i soggetti che operano in cantiere attraverso l’assistenza tecnica, il monitoraggio comportamentale ed eventualmente la formazione “on the job” con la registrazione dei partecipanti e delle tematiche trattate. Al C.P.T. di Como sono stati assegnati 26 unità di cantiere corrispondenti a un totale di 52 sopralluoghi. La selezione dei cantieri è stata effettuata dai singoli C.P.T. che hanno contattato direttamente le Imprese per la programmazione delle visite e successivamente comunicato all’I.N.A.I.L. locale il nominativo delle Imprese aderenti, l’indirizzo dei cantieri e la tipologia dei lavori, permettendo in questo modo al personale dell’I.N.A.I.L. di partecipare direttamente al sopralluogo intervenendo esclusivamente in veste istituzionale e non ispettiva in quanto partner del Progetto . La programmazione delle visite è stata concordata direttamente con le Imprese ed è stata fissata in base alle esigenze delle stesse e alle lavorazioni di particolare interesse, naturalmente rispettando gli impegni e le tempistiche dell’impresa. Per ogni visita da eseguire era richiesta sempre la presenza di un referente dell’Impresa titolare e/o preposto. I cantieri selezionati hanno riguardato le seguenti tipologie: ristrutturazioni, ampliamenti, riqualificazioni energetiche, edilizia residenziale, ospedaliera , scolastica e commerciale e lavori di nuovo tronco di fognatura sono stati effettuati su tutto il territorio provinciale da: Como Città, bassa Comasca, Olgiatese, Marianese, Canturino, Erbese e le due sponde del basso e alto Lago. Si sottolinea la fattiva disponibilità e collaborazione da parte delle Imprese nella fase di adesione all’iniziativa.

RIVISTA Cantiere - CPT DI COMORIVISTA Cantiere - CPT DI COMO

 
12
Feb

Inquinamento da mercurio

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Bollettino d'informazione sulle principali attività e normative concernenti le sostanze chimiche

Inquinamento da mercurio

E-learningBollettino d'informazione sulle principali attività e normative concernenti le sostanze chimiche, in attuazione del Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH)

Il mercurio, tenuto conto della sua estesa diffusione su tutto il pianeta, rappresenta una seria minaccia per la salute e per l’ambiente, come attestato dai dati raccolti nell’edizione 2013 del Global Mercury Assessment pubblicata dall’UNEP. Oltre al mercurio presente come elemento in ambiente ed a quello che viene emesso in atmosfera per cause naturali, si stima che le attività umane siano diventate la principale causa di emissioni (in aria) e rilasci (in acqua) di mercurio, raggiungendo il picco durante gli anni ’70 del secolo scorso. Tra le attività che si caratterizzano per un alto tasso di inquinamento da mercurio rientrano la combustione di carbone fossile, alcuni processi industriali che fanno uso di mercurio e di suoi composti (industria chimica, cementifici, raffinazione del petrolio), l’attività estrattiva nelle miniere di mercurio (oggi messa al bando nell’Unione Europea, ma ancora in atto in altre aree del pianeta) e quella legata all’attività estrattiva artigianale su piccola scala nelle miniere d’oro. La salute umana è messa particolarmente in pericolo dal metil-mercurio, un composto del mercurio presente negli organismi viventi, in particolare nei pesci che occupano i gradini più alti nella catena alimentare (come tonni, pesci spada etc.) dove si verifica il fenomeno del bio-accumulo. Anche l’amalgama dentale a base di mercurio costituisce un elemento di preoccupazione per la salute umana e per l’ambiente. Il mercurio è stato da tempo individuato come inquinante globale in grado di produrre rilevanti effetti negativi sia sulla salute umana che sull’ambiente. Una volta rilasciato nell’ambiente, viene sottoposto a una serie di trasformazioni che ne determinano la circolazione tra aria, acqua, sedimenti, suolo e organismi viventi. Esso è presente in diverse forme chimiche: mercurio metallico, inorganico e organico. A seconda dello stato chimico del mercurio, la sua presenza assume rilevanza in uno o più comparti ambientali. Uno dei composti del mercurio più pericolosi è il metilmercurio che si bioaccumula negli organismi viventi e in particolare nei pesci di grossa taglia, come ad esempio il pesce spada e il tonno. Per le sue caratteristiche fisiche e chimiche, il mercurio e messo in atmosfera può essere trasportato anche molto lontano dal luogo di emissione prima di depositarsi nell’ambiente, per cui il suo utilizzo può avere un impatto rilevante in aree non direttamente interessate dalle attività che hanno generato le emissioni.

L’inquinamento da mercurioL’inquinamento da mercurio

 
6
Feb

Concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi Regolamento UE 2016/679

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COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Bruxelles, 24.1.2018

È importante concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi per tutte le disposizioni alle quali devono conformarsi.

Concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi Regolamento UE 2016/679Maggiore protezione, nuove opportunità – Orientamenti della Commissione per l'applicazione diretta del regolamento generale sulla protezione dei dati a partire dal 25 maggio 2018 Il 6 aprile 2016 l'Unione europea ha deciso di modificare radicalmente il quadro giuridico relativo alla protezione dei dati adottando il pacchetto di riforma in materia comprendente il regolamento generale sulla protezione dei dati ("regolamento"), che sostituisce la ventennale direttiva 95/46/CE ("direttiva sulla protezione dei dati"), e la direttiva sulla protezione dei dati nell'ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia . Il regolamento, nuovo strumento di protezione dei dati a livello di Unione, diventerà direttamente applicabile il 25 maggio 2018, due anni dopo la sua adozione ed entrata in vigore. Il regolamento rafforzerà la tutela del diritto dei cittadini alla protezione dei dati personali, riflettendone la natura di diritto fondamentale dell'Unione europea . Prevedendo un unico insieme di norme direttamente applicabili negli ordinamenti giuridici degli Stati membri, garantirà la libera circolazione dei dati personali tra gli Stati membri dell'UE e rafforzerà la fiducia e la sicurezza dei consumatori, due elementi indispensabili per un vero mercato unico digitale. Il regolamento creerà così nuove opportunità per le attività commerciali e le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, anche chiarendo le norme relative al trasferimento internazionale di dati. Pur basandosi sulla normativa vigente, il nuovo quadro giuridico avrà effetti di ampia portata e, sotto alcuni aspetti, richiederà notevoli adeguamenti. Per questo motivo, il regolamento prevede un periodo di transizione di due anni – fino al 25 maggio 2018 – per offrire agli Stati membri e alle parti interessate il tempo di prepararsi ad applicare pienamente il nuovo quadro giuridico. Nel corso degli ultimi due anni tutte le parti interessate, dalle amministrazioni nazionali e autorità nazionali di protezione dei dati ai titolari del trattamento e responsabili del trattamento, hanno intrapreso varie attività per assicurare che l'importanza e l'ampiezza dei cambiamenti introdotti dalle nuove disposizioni in materia di protezione dei dati siano ben chiare e tutti i soggetti interessati siano pronti ad applicarle. Con l'avvicinarsi della scadenza del 25 maggio, la Commissione ritiene necessario fare il punto delle attività svolte e valutare eventuali altri provvedimenti che potrebbero essere utili per garantire che tutto sia pronto per la riuscita applicazione del nuovo quadro giuridico. I punti cruciali della comunicazione sono:

  1. Il nuovo quadro giuridico dell'ue in materia di protezione dei dati — maggiore protezione e nuove opportunità
  2. Attività preparatorie svolte finora a livello di Unione europea
  3. Provvedimenti ancora da adottare per una preparazione ottimale
  4. Prossime tappe

Il regolamento è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò significa che entra in vigore e si applica senza necessità di alcun atto legislativo nazionale: di norma, i cittadini, le imprese, le pubbliche amministrazioni e altre organizzazioni che trattano dati personali possono basarsi direttamente sulle disposizioni del regolamento. Ciononostante, conformemente al regolamento, gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per adattare la rispettiva legislazione abrogando e modificando le leggi esistenti, istituire autorità nazionali di protezione dei dati, scegliere un organismo di accreditamento e stabilire le norme per conciliare la libertà di espressione con la protezione dei dati. Il regolamento offre altresì agli Stati membri la possibilità di precisare ulteriormente l'applicazione delle norme in materia di protezione dei dati in ambiti specifici, vale a dire: settore pubblico , rapporti di lavoro e sicurezza sociale, medicina preventiva e medicina del lavoro, sanità pubblica, fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o fini statistici, numero di identificazione nazionale, accesso del pubblico ai documenti ufficiali e obblighi di segretezza. Inoltre, per quanto riguarda il trattamento di dati genetici, dati biometrici o dati relativi alla salute, il regolamento consente agli Stati membri di mantenere o introdurre ulteriori condizioni, comprese limitazioni. L'interpretazione del regolamento spetta agli organi giurisdizionali europei (giudici nazionali e, da ultimo, Corte di giustizia dell'Unione europea) e non ai legislatori degli Stati membri. Il legislatore nazionale pertanto non può copiare il testo del regolamento se non è necessario alla luce dei criteri forniti dalla giurisprudenza, né interpretarlo o inserire condizioni aggiuntive alle norme direttamente applicabili in virtù del regolamento. Se lo facesse, gli operatori nell'Unione si troverebbero di nuovo di fronte a un quadro frammentato e non saprebbero quali norme sono tenuti a rispettare. In questa fase soltanto due Stati membri (Austria e Germania) hanno già adottato la legislazione nazionale pertinente; gli altri Stati membri hanno raggiunto diversi stadi delle rispettive procedure legislative e prevedono di adottare la normativa entro il 25 maggio 2018. È importante concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi per tutte le disposizioni alle quali devono conformarsi. Qualora gli Stati membri non adottino le misure necessarie a norma del regolamento, non le adottino entro i termini previsti o facciano ricorso alle disposizioni del regolamento relative alle precisazioni in modo contrario al regolamento stesso, la Commissione intende avvalersi di tutti gli strumenti di cui dispone, compreso il ricorso alla procedura di infrazione.

formazioneVai alla comunicazione della commisssione

 
6
Feb

Concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi Regolamento UE 2016/679

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COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Bruxelles, 24.1.2018

È importante concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi per tutte le disposizioni alle quali devono conformarsi.

Concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi Regolamento UE 2016/679Maggiore protezione, nuove opportunità – Orientamenti della Commissione per l'applicazione diretta del regolamento generale sulla protezione dei dati a partire dal 25 maggio 2018 Il 6 aprile 2016 l'Unione europea ha deciso di modificare radicalmente il quadro giuridico relativo alla protezione dei dati adottando il pacchetto di riforma in materia comprendente il regolamento generale sulla protezione dei dati ("regolamento"), che sostituisce la ventennale direttiva 95/46/CE ("direttiva sulla protezione dei dati"), e la direttiva sulla protezione dei dati nell'ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia . Il regolamento, nuovo strumento di protezione dei dati a livello di Unione, diventerà direttamente applicabile il 25 maggio 2018, due anni dopo la sua adozione ed entrata in vigore. Il regolamento rafforzerà la tutela del diritto dei cittadini alla protezione dei dati personali, riflettendone la natura di diritto fondamentale dell'Unione europea . Prevedendo un unico insieme di norme direttamente applicabili negli ordinamenti giuridici degli Stati membri, garantirà la libera circolazione dei dati personali tra gli Stati membri dell'UE e rafforzerà la fiducia e la sicurezza dei consumatori, due elementi indispensabili per un vero mercato unico digitale. Il regolamento creerà così nuove opportunità per le attività commerciali e le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, anche chiarendo le norme relative al trasferimento internazionale di dati. Pur basandosi sulla normativa vigente, il nuovo quadro giuridico avrà effetti di ampia portata e, sotto alcuni aspetti, richiederà notevoli adeguamenti. Per questo motivo, il regolamento prevede un periodo di transizione di due anni – fino al 25 maggio 2018 – per offrire agli Stati membri e alle parti interessate il tempo di prepararsi ad applicare pienamente il nuovo quadro giuridico. Nel corso degli ultimi due anni tutte le parti interessate, dalle amministrazioni nazionali e autorità nazionali di protezione dei dati ai titolari del trattamento e responsabili del trattamento, hanno intrapreso varie attività per assicurare che l'importanza e l'ampiezza dei cambiamenti introdotti dalle nuove disposizioni in materia di protezione dei dati siano ben chiare e tutti i soggetti interessati siano pronti ad applicarle. Con l'avvicinarsi della scadenza del 25 maggio, la Commissione ritiene necessario fare il punto delle attività svolte e valutare eventuali altri provvedimenti che potrebbero essere utili per garantire che tutto sia pronto per la riuscita applicazione del nuovo quadro giuridico. I punti cruciali della comunicazione sono:

  1. Il nuovo quadro giuridico dell'ue in materia di protezione dei dati — maggiore protezione e nuove opportunità
  2. Attività preparatorie svolte finora a livello di Unione europea
  3. Provvedimenti ancora da adottare per una preparazione ottimale
  4. Prossime tappe

Il regolamento è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò significa che entra in vigore e si applica senza necessità di alcun atto legislativo nazionale: di norma, i cittadini, le imprese, le pubbliche amministrazioni e altre organizzazioni che trattano dati personali possono basarsi direttamente sulle disposizioni del regolamento. Ciononostante, conformemente al regolamento, gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per adattare la rispettiva legislazione abrogando e modificando le leggi esistenti, istituire autorità nazionali di protezione dei dati, scegliere un organismo di accreditamento e stabilire le norme per conciliare la libertà di espressione con la protezione dei dati. Il regolamento offre altresì agli Stati membri la possibilità di precisare ulteriormente l'applicazione delle norme in materia di protezione dei dati in ambiti specifici, vale a dire: settore pubblico , rapporti di lavoro e sicurezza sociale, medicina preventiva e medicina del lavoro, sanità pubblica, fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o fini statistici, numero di identificazione nazionale, accesso del pubblico ai documenti ufficiali e obblighi di segretezza. Inoltre, per quanto riguarda il trattamento di dati genetici, dati biometrici o dati relativi alla salute, il regolamento consente agli Stati membri di mantenere o introdurre ulteriori condizioni, comprese limitazioni. L'interpretazione del regolamento spetta agli organi giurisdizionali europei (giudici nazionali e, da ultimo, Corte di giustizia dell'Unione europea) e non ai legislatori degli Stati membri. Il legislatore nazionale pertanto non può copiare il testo del regolamento se non è necessario alla luce dei criteri forniti dalla giurisprudenza, né interpretarlo o inserire condizioni aggiuntive alle norme direttamente applicabili in virtù del regolamento. Se lo facesse, gli operatori nell'Unione si troverebbero di nuovo di fronte a un quadro frammentato e non saprebbero quali norme sono tenuti a rispettare. In questa fase soltanto due Stati membri (Austria e Germania) hanno già adottato la legislazione nazionale pertinente; gli altri Stati membri hanno raggiunto diversi stadi delle rispettive procedure legislative e prevedono di adottare la normativa entro il 25 maggio 2018. È importante concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi per tutte le disposizioni alle quali devono conformarsi. Qualora gli Stati membri non adottino le misure necessarie a norma del regolamento, non le adottino entro i termini previsti o facciano ricorso alle disposizioni del regolamento relative alle precisazioni in modo contrario al regolamento stesso, la Commissione intende avvalersi di tutti gli strumenti di cui dispone, compreso il ricorso alla procedura di infrazione.

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6
Feb

Gli incidenti che avvengono anche tra le mura domestiche

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Questa assicurazione offre una tutela contro gli infortuni, piuttosto frequenti, che si possono verificare tra le mura domestiche

Gli incidenti che avvengono anche tra le mura domestiche

formazioneGli incidenti che avvengono tra le mura domestiche, dalla scivolata su un pavimento bagnato alla caduta da uno sgabello, alla ferita da coltello, sono sempre più frequenti e sono tra le cause principali di danni come fratture, tagli, ustioni e traumi anche più gravi. Eppure la legge italiana prevede sin dal 1999 una forma assicurativa per chi lavora esclusivamente in casa , obbligatoria poi dal 2001. Questa assicurazione offre una tutela contro gli infortuni, piuttosto frequenti, che si possono verificare tra le mura domestiche. Il suo importo annuale, da pagare all'Inail, è di appena 12,91 euro e va versato entro il 31 gennaio di ogni anno presso gli sportelli delle Poste o direttamente on line. Ma, attualmente, degli oltre 5 milioni di casalinghe italiane, solo un terzo risultano assicurate. La legge 493/1999 stabilisce che è obbligato ad assicurarsi contro gli infortuni in ambito domestico colui che:

  • ha un’età compresa tra i 18 e i 65 anni compiuti
  • svolge il lavoro per la cura dei componenti della famiglia e della casa
  • non è legato da vincoli di subordinazione
  • presta lavoro domestico in modo abituale ed esclusivo.

L’ambito domestico coincide con l’abitazione e le relative pertinenze (soffitte, cantine, giardini, balconi) dove risiede il nucleo familiare dell’assicurato. Se l’immobile fa parte di un condominio, si considerano come ambito domestico anche le parti comuni (androne, scale terrazzi, ecc.). Rientrano anche tra i luoghi tutelati le residenze temporanee scelte per le vacanze, a condizione che si trovino nel territorio italiano. Non è tutelato, invece, l’infortunio in itinere. Matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, vincoli affettivi e coabitazione sono i criteri che definiscono, ai sensi della legge 493/1999, il nucleo familiare rispetto ad altre esperienze di vita insieme. In questi anni si ci siamo trovati di un fronte un calo verticale delle iscrizioni e, per via delle condizioni a dir poco stringenti, si registra un’enorme difficoltà nel riconoscimento dei danni. Ogni anno, invece, parte puntualissima la campagna di comunicazione istituzionale dell’Inail. La cosiddetta “polizza per le casalinghe”, è evasa da un quinto degli obbligati che dovrebbero ammontare a poco più di 7 milioni, anche se l’Inail non è mai stato in grado di quantificarli. I numeri sono eloquenti con le sottoscrizioni che, anno dopo anno, sono andate sempre più in picchiata: si è passati, infatti, da 2.697.989 di iscrizioni del 31 dicembre 2005, a 2.161.214 nel 2008, a 1.878.843 del 2010, scendendo ancora a 1.596.802 del 2012, per toccare quota 1.249.304 a fine 2014 (con gli uomini in netta minoranza: circa 12.500). Un’evasione non giustificata neanche dall’importo da pagare. Fin dalla sua introduzione, il costo annuale dell’assicurazione è, infatti, rimasto sempre lo stesso: 12,91 euro, deducibile ai fini fiscali, da versare all’Inail entro il 31 gennaio. Con lo Stato che si fa carico della polizza di coloro il cui reddito personale complessivo lordo è di 4.648,11 euro, mentre per le famiglie il limite sale a 9.296,22 euro. (dati tratti dal fatto quotidiano). Per un'eventuale indennità bisogna dimostrare di essersi fatti male svolgendo un lavoro domestico, perché qualunque altra situazione non strettamente legata alle faccende di casa non viene presa in considerazione. E, poi, agli assicurati, in caso di infortunio grave è garantita una rendita mensile a vita, il cui ammontare può oscillare dai 186,18 euro (invalidità del 27%) ai 1.292,90 euro (invalidità al 100%). L’obbligatorietà resta, l’Inail non fa gli accertamenti e sono complicati anche le sanzioni previste che non vengono applicate. E, comunque, la multa per mancato pagamento è uguale all’importo del premio non versato.

 
1
Feb

LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DEI CANTIERI AI FINI DELLA PROTEZIONE AMBIENTALE

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ARPAT – Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana

LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DEI CANTIERI AI FINI DELLA PROTEZIONE AMBIENTALE

LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DEI CANTIERI AI FINI DELLA PROTEZIONE AMBIENTALELe presenti Linee Guida costituiscono indicazioni generali di buona pratica tecnica da adottare al fine di tutelare l'ambiente durante le attività di cantiere e le operazioni di ripristino dei luoghi. Tale documento può essere utilizzato dai Proponenti nella redazione dei documenti a supporto delle procedure di VIA/Verifica di assoggettabilità a VIA o inserito nell'eventuale capitolato d'appalto, a cui l’Impresa esecutrice dovrà attenersi per lo svolgimento dei lavori. Gli argomenti trattati riguardano l'impostazione del cantiere e le relative modalità di conduzione, con riferimento alle seguenti tematiche specifiche: Inquinamento acustico, Emissioni in atmosfera, Risorse idriche e suolo, Terre e rocce da scavo, Depositi e gestione dei materiali, Rifiuti, Ripristino dei luoghi. L’impostazione data al documento è stata quella di trattare gli argomenti in modo generale, così da essere uno strumento applicabile in più situazioni, fornendo indicazioni di massima sugli aspetti che l’Agenzia ritiene debbano essere trattati nella documentazione e nella gestione dei cantieri di opere sottoposte a VIA/Verifica di assoggettabilità a VIA. Le Linee Guida rappresentano la revisione e l’aggiornamento alle normative vigenti del documento ”Disposizioni speciali per le imprese”, già proposto in passato dall’Agenzia quale riferimento tecnico nelle procedure di VIA/Verifica di assoggettabilità a VIA. Il documento è aggiornato a gennaio 2018; eventuali aggiornamenti potranno essere adottati in seguito all’introduzione di significative novità a livello normativo o di pratica tecnica.

Le presenti Linee guida (LL.GG.) costituiscono indicazioni di buona pratica tecnica, da adottare al fine di tutelare l’ambiente durante le attività di cantiere e le operazioni di ripristino dei luoghi. Le presenti LL.GG. dovranno essere riportate nell’eventuale capitolato d’appalto, a cui l’Impresa esecutrice dovrà attenersi per lo svolgimento dei lavori. L’Impresa è tenuta al rispetto della normativa vigente in campo ambientale e ad acquisire le autorizzazioni ambientali necessarie allo svolgimento delle attività. L’attività da eseguire, in funzione delle caratteristiche specifiche dell’opera e dei lavori da realizzare, rimane sottoposta a tutte le norme vigenti in materia di tutela ambientale, anche dove non eventualmente richiamate o trattate solo parzialmente nelle presenti LL.GG.; rimane altresì sottoposta a tutte le eventuali prescrizioni inserite nell’atto conclusivo di VIA o di non assoggettabilità a VIA, o contenute nei diversi atti autorizzativi rilasciati dalle autorità competenti. L’Impresa dovrà redigere, preventivamente all’installazione del cantiere, tutta la documentazione informativa che verrà richiesta dalla Direzione Lavori. Inoltre sarà vincolata a recepire i correttivi che verranno individuati dalle eventuali attività di monitoraggio ambientale previste, apportando i necessari adeguamenti per la riduzione preventiva degli impatti (ubicazione degli impianti rumorosi, modalità operative nel periodo notturno, ecc..), ed a consentire l’agevole svolgimento del monitoraggio stesso. L’Impresa dovrà attenersi alle indicazioni che seguono per quanto riguarda l’organizzazione del cantiere.

LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DEI CANTIERI AI FINI DELLA PROTEZIONE AMBIENTALELINEE GUIDA PER LA GESTIONE DEI CANTIERI AI FINI DELLA PROTEZIONE AMBIENTALE

 
30
Gen

ISO 45001 – Salute e sicurezza sul lavoro

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Le società certificate in OHSAS avranno tre anni per effettuare la migrazione

ISO 45001 - Salute e sicurezza sul lavoro

ISO 45001 downloadPiù di 7 600 persone muoiono ogni giorno per incidenti o malattie legate al lavoro, ovvero oltre 2,78 milioni ogni anno. L'onere degli infortuni e delle malattie professionali è significativo, sia per i datori di lavoro che per l'economia in generale, con conseguenti perdite per pensionamenti anticipati, assenza di personale e aumento dei premi assicurativi. Per combattere il problema, ISO sta sviluppando un nuovo standard, ISO 45001,  Sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro - Requisiti, che aiuteranno le organizzazioni a ridurre questo onere fornendo un quadro per migliorare la sicurezza dei dipendenti, ridurre i rischi sul posto di lavoro e creare condizioni di lavoro migliori e più sicure , tutto il mondo. Lo standard è attualmente in fase di sviluppo da parte di un comitato di esperti in salute e sicurezza sul lavoro e seguirà altri approcci di sistemi di gestione generici come ISO 14001 e ISO 9001. Prenderà in considerazione altri standard internazionali in questo settore come OHSAS 18001 , International Linee guida ILO-OSH dell'Organizzazione del lavoro , varie norme nazionali e le norme e le convenzioni internazionali sul lavoro dell'OIL. ISO 45001 è uno standard volontario utilizzato al meglio come strumento di gestione da organizzazioni e esperti in materia allo scopo di ridurre al minimo il rischio. Il comitato ISO (International Organization for Standardization) ha approvato la bozza finale della ISO 45001, un documento di distacco volontario che contiene le norme sulla sicurezza sul lavoro e sulla prevenzione dei rischi che sostituiranno la vecchia OHSAS 18001, dopo di cinque anni di elaborazione di 100 esperti provenienti da 70 paesi. Le società certificate in OHSAS avranno tre anni per effettuare la migrazione alla nuova ISO, la cui bozza verrà pubblicata, prevedibilmente, il prossimo marzo. Il documento descrive un sistema di gestione della sicurezza e della salute sul lavoro che, secondo l'associazione, "porta a un impegno da parte di qualsiasi organizzazione che lo implementa, con il progressivo miglioramento dell'ambiente di lavoro". La bozza "aiuterà a migliorare le condizioni per i lavoratori di tutto il mondo". Tra le principali novità che incorpora, ISO 45001 rafforza il ruolo del senior management nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro come parte rilevante della sua strategia aziendale. Inoltre, pone l'accento sul contesto in cui opera l'organizzazione e sulla gestione dei suoi rischi. La nuova norma ISO 45001 mira a raggiungere gli obiettivi per qualsiasi tipo di organizzazione:

  • migliorando la sua capacità di rispondere ai problemi di conformità normativa
  • ridurre i costi complessivi degli incidenti
  • ridurre i tempi di fermo e i costi di interruzione delle attività
  • ridurre il costo dei premi assicurativi
  • ridurre l'assenteismo e i tassi di turnover dei dipendenti
ISO 45001 downloadWhat is ISO 45001?  
23
Gen

Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile – gru su autocarro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Il documento fornisce indicazioni per la gestione tecnico-amministrativa della prima verifica periodica

Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile - gru su autocarro

Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile - gru su autocarroNello specifico, il lavoro tratta delle gru su autocarro descrivendone le caratteristiche costruttive precipue e l’evoluzione dello stato dell’arte. Fornisce inoltre indicazioni dettagliate per la compilazione della scheda tecnica e la redazione del verbale di verifica periodica. Prodotto: Volume Edizioni: Inail – 2017 Istruzioni per la prima verifica periodica ai sensi del d.m. 11 aprile 2011

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici Autori Sara Anastasi, Fabio Giordano, Luigi Monica.

L’articolo 71, comma 11, del d.lgs. 81/08 e s.m.i. prescrive che le attrezzature di lavoro elencate nell’allegato VII al medesimo decreto siano sottoposte a verifiche periodiche volte a valutarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza. L’Inail è preposta alla gestione, diretta o avvalendosi di soggetti pubblici o privati abilitati, della prima di tali verifiche, attraverso le unità operative territoriali che operano sull’intero territorio nazionale. In tale contesto, considerati il ruolo di titolare della prima verifica periodica che il d.m. 11 aprile 2011 ha riconosciuto all’Istituto e la volontà di uniformare il comportamento delle proprie unità operative territoriali, il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici dell’Inail ha elaborato dei documenti che descrivono le modalità tecnico-amministrative per la conduzione della prima verifica periodica. nello specifico il presente elaborato descrive in dettaglio le gru su autocarro, illustrandone le principali caratteristiche costruttive, per poi trattare in modo approfondito le fasi di cui si compone l’attività tecnica di prima verifica periodica (compilazione della scheda tecnica dell’attrezzatura e redazione del verbale di verifica). Le istruzioni elaborate non costituiscono ovviamente un riferimento vincolante, ma vogliono piuttosto proporsi come esempio di armonizzazione su scala nazionale dell’approccio alla prima verifica periodica, definendo modalità per la conduzione dei controlli che possano essere di pratica utilità per tutti i soggetti coinvolti (soggetti abilitati e operatori di ASL/ARPA), anche al fine di garantire all’utenza indicazioni e comportamenti coerenti.

Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile - gru su autocarroApparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile - gru su autocarro

 
18
Gen

Interpello informazione prioritaria ed esclusiva RSPP

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Interpello n. 2 2017 pubblicato 16-01-2018

Interpello informazione prioritaria ed esclusiva RSPP

Interpello n. 2 2017Interpello n. 2 2017 Commissione per gli interpelli in materia di salute e sicurezza sul lavoro (articolo 12 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81) m_lps.32. REGISTRO UFFICIALE. INGRESSO 0000847 16-01-2018 Oggetto: art. 12, d.gs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni – risposta al quesito inerente la necessità che l’informazione sia svolta in forma prioritaria ed esclusiva, dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). L’Unione Generale del Lavoro (UGL) ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere di questa Commissione in merito alla corretta interpretazione del “combinato disposto degli artt. 31 e 36” del d.lgs. n. 81/2008 con particolare riferimento alla necessità che l’informazione, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, sia impartita in “forma prioritaria ed esclusiva” dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP). Al riguardo occorre premettere che: a) l’articolo 2, comma 1, lettera bb), del d.lgs. n. 81/2008, definisce l’informazione come il “complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro”; b) l’articolo 18, comma 1, lettera l), del d.lgs. n. 81/2008, pone a carico del datore di lavoro e del dirigente l’obbligo di “adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37”; c) l’articolo 36 del d.lgs. n. 81/2008 precisa i singoli casi in cui sia obbligatorio provvedere ad una “adeguata informazione” e specifica che sia il datore di lavoro a dovervi provvedere - pur se non come obbligo indelegabile, in considerazione di quanto previsto dall’art. 17 del citato decreto legislativo; d) l’articolo 33, comma 1, lettera f), del d.lgs. n. 81/2008, elencando i “compiti” dell’intero Servizio di prevenzione e protezione dai rischi - e non quindi solamente quelli del suo Responsabile - specifica che vi sia anche quello di “fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’articolo 36”. Sulla base di tali elementi la Commissione ritiene che rientra nella scelta del datore di lavoro decidere, caso per caso, a chi affidare l’onere di erogare l’adeguata informazione a ciascuno dei propri lavoratori. Il Presidente della Commissione Dott.ssa Maria Teresa Palatucci

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