1 Albanese Pellegrino - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Albanese Pellegrino

19
Nov

La fattura elettronica software gratuiti

 

La fattura elettronica e i servizi gratuiti dell’agenzia delle entrate

La fattura elettronica software gratuiti

La fattura elettronica e i servizi gratuiti dell’agenzia delle entrateDal 1° gennaio 2019 tutte le fatture emesse, a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, potranno essere solo fatture elettroniche.
L’obbligo di fattura elettronica, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, vale sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione di servizio è effettuata tra due operatori Iva (operazioni B2B, cioè Business to Business), sia nel caso in cui la cessione/prestazione è effettuata da un operatore Iva verso un consumatore finale (operazioni B2C, cioè Business to Consumer).
Le regole per predisporre, trasmettere, ricevere e conservare le fatture elettroniche sono definite nel provvedimento n. 89757 del 30 aprile 2018 pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.
Per supportare gli operatori Iva, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione diversi servizi gratuiti per predisporre agevolmente le fatture elettroniche, per trasmetterle e riceverle, per conservarle nel tempo in maniera sicura e inalterabile nonché per consultare e acquisire la copia originale delle fatture elettroniche correttamente emesse e ricevute.
È sempre possibile utilizzare software e servizi reperibili sul mercato, purché conformi alle specifiche tecniche allegate al citato provvedimento del 30 aprile 2018.
Cos’è la fattura elettronica e che differenze ci sono con la fattura di carta
La fattura elettronica si differenzia da una fattura cartacea, in generale, solo per due aspetti:
1) va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone
2) deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il c.d. Sistema di Interscambio (SdI).
Chi è esonerato dall’emissione della fattura elettronica Sono esonerati dall’emissione della fattura elettronica solo gli operatori (imprese e lavoratori autonomi) che rientrano nel cosiddetto “regime di vantaggio” (di cui all'art.27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111) e quelli che rientrano nel cosiddetto “regime forfettario” (di cui all'art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190).
Come si predispone una fattura elettronica
Per compilare una fattura elettronica è necessario disporre di:
• un PC ovvero di un tablet o uno smartphone
• un programma (software) che consenta la compilazione del file della fattura nel formato XML previsto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018.
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente 3 tipi di programmi per predisporre le fatture elettroniche:
• una procedura web, utilizzabile accedendo al portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia (per l’uso di tale procedura occorre disporre di una connessione in rete) Vedi Link
• un software scaricabile su PC (tale procedura può essere utilizzata anche senza essere connessi in rete) Vedi Link
• un’App per tablet e smartphone, denominata Fatturae, scaricabile dagli store Android o Apple (per l’uso di tale procedura occorre disporre di una connessione in rete). Vedi Link
Informazioni importanti per i software
WEB: VERIFICARE IL BROWSER Per poter utilizzare il servizio di "Fatturazione Elettronica e Corrispettivi" è necessario che il browser sia aggiornato a una versione recente. Controlla se il tuo browser è aggiornato
Client PC: Per eseguire il software è necessario utilizzare la Java Virtual Machine.
APP: E’ possibile scaricare l’app esclusivamente da Google Play e APP Store
MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231  
30
Ott

salute e la sicurezza sul lavoro nell’era digitale

 

Gli Atti del Seminario

salute e la sicurezza sul lavoro nell’era digitale.

salute e la sicurezza sul lavoro nell’era digitaleSeminario di aggiornamento dei professionisti Contarp, Csa, Cit Sfide e cambiamenti per la salute e la sicurezza sul lavoro nell’era digitale

Il seminario vuole stimolare momenti di riflessione sul contributo che le diverse professionalità dell’Inail possono fornire in merito a servizi innovativi e prodotti all’avanguardia nell’ottica di un sistema integrato a tutela del lavoratore. Infatti, la quarta rivoluzione industriale è in pieno svolgimento, sono in atto rapidi cambiamenti nell’intero contesto sociale e sono in via di sviluppo paradigmi che stanno introducendo un nuovo concetto di “lavoro” nell’ambito della cosiddetta GIG economy. Mentre si sta ragionando sugli impatti di tali profondi cambiamenti e sulle eventuali regolamentazioni da introdurre, lo scenario sta già nuovamente evolvendo. 

Occorre affrontare con tempestività, in un percorso multi-disciplinare, i diversi temi economici e sociali che si presentano quali, in primo luogo, gli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro, gli aspetti legali e finanziari, lo sviluppo delle competenze professionali, le questioni di tutela ambientale, di normazione e certificazione e non ultima la dimensione etica. Inoltre, nonostante l’esplosione dell’Impresa 4.0, sono ancora diffusissimi i contesti produttivi non così evoluti e dinamici che ancora richiedono interventi per migliorare le condizioni di base di salute e sicurezza se non, addirittura per garantire la legalità del lavoro. L’evento intende fornire esempi concreti di approccio e di risoluzione delle problematiche citate, che incidono su alcuni degli obiettivi dell’Istituto. 

I lavori presentati testimoniano l’interazione e la collaborazione dei professionisti delle Consulenze organizzatrici: Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione, Consulenza statistico attuariale e Consulenza per l’innovazione tecnologica. Inoltre, il seminario evidenzia sia i contributi con riflessi sul sistema produttivo e istituzionale sia quelli per il miglioramento e l’evoluzione dei processi interni, considerando che la partecipazione delle tre Consulenze alle attività Inail è tale da interessare ogni ambito della mission istituzionale dell’ente. 

Queste giornate di approfondimento non solo tracciano una sintesi del lavoro svolto, ma vogliono proporre, facendo tesoro delle esperienze fatte, una riflessione sulle modalità tecniche di azione da mettere in campo per il miglioramento della tutela assicurativa, della prevenzione sul lavoro, delle attività di reinserimento socio-lavorativo, delle collaborazioni e delle relazioni istituzionali interne ed esterne all’Inail. 

In linea con la strategia europea di “Vision zero” è giusto lavorare per coltivare il sogno di “zero infortuni” per essere attori del cambiamento e dell’innovazione nella quarta rivoluzione industriale.

salute e la sicurezza sul lavoro nell’era digitalesalute e la sicurezza sul lavoro nell’era digitale

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
9
Ott

Parapetti provvisori – Quaderno Tecnico

 

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici 2018

Parapetti provvisori - Quaderno Tecnico

parapetti provvisori prezzo parapetti provvisori usati parapetti provvisori di cantiere uni en 13374 parapetti provvisori costo noleggio parapetti provvisori parapetti provvisori inail parapetti provvisori veroni parapetto provvisorio classe cL’adozione dei parapetti provvisori permette di ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto e ben esprime il concetto di protezione collettiva. La classificazione introdotta dalla norma tecnica di prodotto UNI EN 13374: 2013 contribuisce in maniera incisiva al processo di valutazione del rischio in quanto mette in relazione i requisiti prestazionali e geometrici che i parapetti devono possedere con quelli relativi alla superficie di lavoro, esprimibili attraverso la pendenza e l’altezza di caduta.
Documenti di riferimento
- D.lgs. 81/08 e smi 
- Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 
- D.lgs. 206/05 e smi 
- Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229. 
- UNI EN 13374: 2013 
- Sistemi temporanei di protezione dei bordi 
- Specifiche di prodotto, metodi di prova.
Cosa sono 
I parapetti provvisori sono dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione di persone e/o cose contro le cadute dall’alto. Sono costituiti da almeno due montanti sui quali vengono fissati il corrente principale, il corrente intermedio e la tavola fermapiede realizzabili con diversi materiali (ad es. legno, acciaio ecc)
Destinazione d’uso 
I parapetti provvisori devono essere utilizzati nelle lavorazioni in cui c’è il rischio di caduta dall’alto e cioè nei lavori in quota (attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile) e nei lavori di scavo (attività lavorative che espongono il lavoratore anche al rischio di caduta all’interno dello scavo ad una quota posta ad una profondità superiore a 2 m rispetto al piano di campagna).
MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
8
Ott

Reti di sicurezza – Quaderno Tecnico

 

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici

Reti di sicurezza - Quaderno Tecnico

quaderni tecnici quaderni della sicurezza quaderni tecnici inail scavi quaderni sicurezza cantieri reti di sicurezza per ponteggi le reti di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili quaderni inail sulla sicurezza quaderno tecnico inail ponteggi fissiLe reti di sicurezza contribuiscono a ridurre gli effetti di una possibile caduta dall’alto e ben esprimono il concetto di protezione collettiva. Esse non vengono utilizzate frequentemente nei cantieri tempoaranei o mobili del nostro paese a causa di motivazioni di tipo culturale. Esistono applicazioni come la bonifica delle coperture in amianto o il rifacimento delle strutture secondarie dei tetti in legno in cui i benefici derivanti dal loro utilizzo sono evidenti. I vantaggi di questo tipo di protezione collettiva sono legati alla facilità di posa e alle ridotte azioni sul corpo che il lavoratore subisce in caso di caduta. Le reti di sicurezza non vanno utizzate nei casi in cui lo spazio vuoto sotto le stesse sia limitato o in quelli in cui è possibile che su di esse cada del materiale, come quello incandescente, che ne possa causare il facile danneggiamento.
Documenti di riferimento
- D.lgs. 81/08 e smi 
- Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 
- D.lgs. 206/05 e smi 
- Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n.229. 
- Circolare del Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale 20 gennaio 1982 n. 13: Sicurezza nell’edilizia: sistemi e mezzi anticaduta, produzione e montaggio di elementi prefabbricati in c.a. e c.a.p. manutenzione delle gru a torre automontati. 
- UNI EN 1263-1:2015: Attrezzature provvisionali di lavoro - Reti di sicurezza  - Requisiti di sicurezza, metodi di prova. 
- UNI EN 1263-2:2015: Attrezzature provvisionali di lavoro - Reti di sicurezza - Requisiti di sicurezza per i limiti di posizionamento. 
Cosa sono 
Le reti di sicurezza sono dispositivi di protezione collettiva (DPC) destinati alla protezione di persone e/o cose contro le cadute dall’alto, costituiti da reti e da intelaiature di sostegno. 
Destinazione d’uso 
Le reti di sicurezza possono essere utilizzate nelle lavorazioni in cui esiste il rischio di caduta dall’alto e cioè nei lavori in quota (attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore ai 2 m rispetto a un piano stabile). 
Classificazione secondo la UNI EN 1263-1: 2015 
Le reti di sicurezza sono classificate secondo la UNI EN 1263-1: 2015 in base a due parametri: 1. classe; 2. sistema.
  MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
4
Ott

Variazioni della temperatura in Italia

 

estensione della base dati e aggiornamento della metodologia di calcolo

Variazioni della temperatura in Italia ISPRA 2018

variazioneIl Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA) assicura da diversi anni la disponibilità di dati, statistiche e indici climatici di qualità controllata, provenienti dalle principali reti osservative nazionali e regionali, con passo temporale decadale, mensile e annuale. Recentemente SCIA è stato arricchito con un dataset di serie di temperatura e precipitazione con passo giornaliero, realizzato integrando serie provenienti da fonti diverse.
Il Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA, www.scia.isprambiente.it) assicura da diversi anni la disponibilità di dati, statistiche e indici climatici di qualità controllata, provenienti dalle principali reti osservative nazionali e regionali, con passo temporale decadale, mensile e annuale (Desiato, 2007; Desiato et al., 2006; 2007; 2011). Recentemente il database del sistema SCIA è stato arricchito con un dataset nazionale di serie temporali di temperatura e precipitazione con passo giornaliero, realizzato integrando serie provenienti da fonti diverse (v. Cap. 2 – Dati). La realizzazione di un dataset nazionale, con una risoluzione spaziale e temporale più elevata rispetto ai dataset compilati per stimare le tendenze di lungo periodo su vasta scala (come quelli utilizzati nei report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change), risponde alla crescente esigenza di studiare i cambiamenti climatici a scala regionale e locale, con particolare attenzione all’evoluzione degli estremi climatici (Thorne et al., 2011). Per quanto riguarda la risoluzione temporale, mentre molti aspetti del clima possono essere studiati sulla base dell’analisi dei dati mensili, è la disponibilità di serie giornaliere che consente l’analisi degli eventi estremi, ai quali è stata rivolta una grande attenzione nel corso degli ultimi anni per i potenziali impatti sull’ambiente e sulla salute (Heim, 2015; Thorne et al., 2011, Easterling et al., 2016). 
Inoltre, le serie giornaliere costituiscono un’importante risorsa per la validazione dei modelli climatologici (Alexander, 2016; Gettelman and Rood, 2016). 
L’obiettivo di questo rapporto è quello di descrivere la nuova base dati, utile alla stima delle variazioni di temperatura in Italia (sia dei valori medi che degli estremi) e il processo di omogeneizzazione delle serie giornaliere di temperatura, che è stato completamente rivisto ed aggiornato rispetto a quello adottato nei precedenti lavori (Desiato et al., 2012). 
Una serie omogenea è una serie la cui variabilità temporale dipende solo da fattori climatici (Peterson et al., 1998). Sebbene l’omogeneità delle serie climatiche sia un requisito fondamentale per la stima corretta delle tendenze in atto, nella realtà le serie di dati osservati di lungo periodo risultano più o meno affette da discontinuità artificiali dovute a cambiamenti delle condizioni di misura, quali lo spostamento della stazione osservativa, il cambiamento della strumentazione e nuove procedure di elaborazione dei dati (Klein Tank et al., 2009; Aguilar et al., 2003). 
Il problema dell’identificazione di eventuali disomogeneità artificiali e della loro correzione è ampiamente documentato in letteratura (v., fra gli altri, Peterson et al., 1998; Aguilar et al., 2003; Reeves et al., 2007; Beaulieu et al., 2008; Venema et al.; 2012). 
Qui preme invece sottolineare che nel corso degli ultimi venti anni sono stati messi a disposizione diversi software per l’omogeneizzazione automatica o semi-automatica delle serie climatiche e in particolare delle serie di temperatura. Questi software semplificano notevolmente il problema dell’omogeneizzazione, consentendo all’utilizzatore di concentrarsi più sull’aspetto tecnico (scelta delle serie da omogeneizzare, controlli di qualità, valutazione della completezza e continuità delle serie, analisi dei risultati) che sull’aspetto teorico (implementazione dell’algoritmo di omogeneizzazione). 
Tra i software più diffusi possono essere segnalati ACMANT (Domonkos et al., 2011), Climatol (Guijarro, 2014), HOMER (Mestre et al., 2013), MASH (Szentimrey, 1999), Rhtests (Wang et al., 2010) e USHCN (Menne and Williams, 2009). Una lista esaustiva dei software disponibili è riportata alla pagina web: www.climatol.eu/tthom/index.html. In questo lavoro, l’omogeneizzazione delle serie giornaliere di temperatura è stata effettuata utilizzando il software ACMANT (Adapted Caussinus-Mestre Algorithm for Networks of Temperature series), una metodologia inizialmente sviluppata nell’ambito dell’iniziativa europea COST Action ES0601 (HOME, Advances in Homogenisation Methods of Climate Series: An Integrated Approach) e sottoposta successivamente ad ulteriori miglioramenti (Domonkos e Coll, 2017).
MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
2
Ott

Sistemi di protezione individuale dalle cadute

 

Quaderno Tecnico INAIL 2018

Sistemi di protezione individuale dalle cadute

cantieri temporanei o mobili è accrescere il livello di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili.Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici
I sistemi di protezione individuale dalle cadute vengono frequentemente impiegati nei cantieri temporanei o mobili durante l’esecuzione di attività in quota. Essi vanno utilizzati nei casi in cui, a seguito della valutazione dei rischi, le caratteristiche intrinseche dei luoghi di lavoro, le procedure di lavoro dell’azienda che effettua l’attività e l’adozione di dispositivi di protezione collettivo non permettono di ridurre a livello accettabile i rischi specifici. Solo in questi casi diventa indispensabile adottare tali sistemi di protezione individuale dalle cadute che devono essere idonei allo scopo.
Documenti di riferimento 
- Regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/ CEE del Consiglio.
 - D.lgs. 81/08 e smi 
- Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 
- UNI 11158:2015 - Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall’alto 
- Sistemi di protezione individuale delle cadute - Guida per la selezione e l’uso. 
- UNI EN 363:2008 - Dispositivi individuali per la protezione contro le cadute 
- Sistemi individuali per la protezione contro le cadute.
Cosa sono
I sistemi di protezione individuale dalle cadute sono un assemblaggio di componenti, destinati a proteggere il lavoratore contro le cadute dall’alto, comprendenti un’imbracatura ed un sistema di collegamento che deve essere collegato ad un punto di ancoraggio sicuro.
Destinazione d’uso 
Nei lavori in quota, qualora non siano state attuate misure di protezione collettiva, è necessario che i lavoratori utilizzino sistemi di protezione individuale idonei all’uso specifico e composti da diversi elementi, non necessariamente presenti contemporaneamente, conformi al Regolamento (UE) 2016/425, ovvero recanti la marcatura CE quali, ad esempio: 
- Dispositivo di ancoraggio non permanente; 
- Connettore; 
- Cordino (arresto caduta, trattenuta, posizionamento sul lavoro); 
- Assorbitore di energia; 
- Imbracatura per il corpo; 
- Cintura di posizionamento sul lavoro; 
- Cintura di trattenuta; 
- Dispositivo anticaduta di tipo retrattile; 
- Dispositivo anticaduta di tipo guidato comprendente una linea di ancoraggio flessibile; 
- Dispositivo anticaduta di tipo guidato comprendente una linea di ancoraggio rigida.
Classificazione 
I sistemi di protezione individuale dalle cadute proteggono il lavoratore contro le cadute dall’alto evitando o arrestando la caduta libera. Essi vengono raggruppati secondo la UNI EN 363: 2008 e comprendono: 
1. Sistema di trattenuta: sistema di protezione individuale dalle cadute che impedisce al lavoratore di raggiungere le zone dove esiste il rischio di caduta dall’alto. 
2. Sistema di posizionamento sul lavoro: sistema di protezione individuale dalle cadute che permette alla persona di lavorare sostenuta, in tensione/trattenuta, in maniera tale che sia prevenuta la caduta. 
3. Sistema di accesso su fune: sistema di protezione individuale dalle cadute, che permette al lavoratore di andare e tornare dal posto di lavoro in maniera tale che sia impedita o arrestata la caduta, utilizzando una fune di lavoro e una fune di sicurezza, collegate separatamente a punti di ancoraggio sicuri. 
4. Sistema di arresto caduta: sistema di protezione individuale dalle cadute che limita la forza d’urto sul corpo del lavoratore durante l’arresto caduta. 
5. Sistema di salvataggio: sistema di protezione individuale dalle cadute con il quale una persona può salvare se stessa o altri, in maniera tale che sia prevenuta la caduta.
MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
2
Ott

Trabattelli

 

Obiettivo dei Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili

Trabattelli

TrabattelliPubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici
I trabattelli vengono utilizzati in molteplici attività effettuate nei cantieri temporanei o mobili quando ci sia la necessità di spostarsi rapidamente nel luogo di lavoro e si debbano eseguire attività ad altezze non elevate.
Il datore di lavoro sceglie il trabattello più idoneo alla natura dei lavori da eseguire ed alle sollecitazioni prevedibili considerando:
- Le dimensioni dell’impalcato,
- L’altezza massima in base alla presenza o all’assenza di vento,
- La classe di carico,
- Il tipo di accesso agli impalcati: scala a rampa, scala a gradini, scala a pioli inclinata, scala a pioli verticale,
- I carichi orizzontali e verticali che possono contribuire a rovesciarlo,
- Le condizioni del terreno,
- L’uso di stabilizzatori, sporgenze esterne e/o zavorre,
- La necessità degli ancoraggi.
Documenti di riferimento
- D.lgs. 81/08 e smi - Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
- D.lgs. 206/05 e smi - Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n.229.
- Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza 30/2006 - Chiarimenti concernenti i ponteggi su ruote (trabattelli) ed altre attrezzature per l’esecuzione di lavori temporanei in quota in relazione agli obblighi di redazione del piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.) e di formazione.
- UNI EN 1004: 2005 - Torri mobili di accesso e di lavoro costituite da elementi prefabbricati - Materiali, dimensioni, carichi di progetto, requisiti di sicurezza e prestazionali.
- UNI EN 1298: 1998 - Torri mobili da lavoro. Regole e linee guida per la preparazione di un manuale d’istruzioni.
Cosa sono
Torri mobili costituite da elementi prefabbricati che presentano uno o più impalcati di lavoro e appoggiano a terra permanentemente su ruote.
Destinazione d’uso
 I trabattelli possono essere utilizzati:
- nelle lavorazioni nelle quali ci sia la necessità di operare in altezza
- nei lavori in quota (attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile).
Classificazione 
La norma UNI EN 1004: 2005 classifica i trabattelli in base alle classi di carico e al tipo di accesso agli impalcati. Inoltre individua l’altezza massima dei trabattelli in riferimento alle condizioni di utilizzo.
  MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
1
Ago

PROMOZIONE DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO

 

INAIL 2018 partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori

PROMOZIONE DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO

salute sicurezzaNella fact sheet si illustrano i principi fondanti della promozione della salute nei luoghi di lavoro (WHP): partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori, impegno etico dei datori di lavoro e integrazione dell’organizzazione lavorativa nelle comunità di riferimento. Prodotto: Fact sheet Edizioni: Inail – 2018
La promozione della salute nei luoghi di lavoro (Workplace Health Promotion - WHP) è una strategia complessa di programmi di miglioramento organizzativo, della salute e del benessere psicofisico dei lavoratori. È definita nel quadro europeo come lo sforzo congiunto di imprese, addetti e società per migliorare la salute ed il benessere dei lavoratori. Tale sforzo può essere raggiunto attraverso la combinazione dei seguenti elementi di cui alla Dichiarazione di Lussemburgo (1997): - miglioramento dell’organizzazione del lavoro e dell’ambiente di lavoro; -  promozione della partecipazione attiva; - incoraggiamento delle capacità personali. (Dichiarazione di Lussemburgo, 1997) Questa definizione mette in luce la complessità di un approccio globale che coinvolge numerosi attori, quali istituzioni, lavoratori, imprenditori, parti sociali e comunità.
DESCRIZIONE DEL PROBLEMA: LA COMPLESSITÀ DEL MONDO DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI E LA MOLTEPLICITÀ DEGLI APPROCCI Nella promozione della salute nei luoghi di lavoro il primo passo da compiere è un’analisi attenta dei bisogni dei/delle lavoratori/lavoratrici, adottando una visione multi-prospettica capace di leggerne e individuarne le caratteristiche, riconoscendo la rilevanza di aspetti quali l’età, il genere, la nazionalità, le condizioni di salute, le tipologie di contratto e l’estrema varietà delle condizioni socio-economiche.
REINSERIMENTO LAVORATIVO E RESPONSABILITÀ SOCIALE DI ISTITUZIONI E ORGANIZZAZIONI Data l’eterogeneità del pubblico a cui le misure di promozione della salute si rivolgono, è fondamentale che ogni azione sia capace di incontrare le molteplici e differenziate esigenze di lavoratori e lavoratrici, per non creare situazioni di discriminazione. Nella sua attuazione, la promozione della salute al lavoro richiede un’attenzione continua che va dall’attivazione di misure preventive all’adozione di soluzioni che aiutino la persona al reinserimento lavorativo dopo una lunga malattia o altro impedimento.
Inail - Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale - Direttore: Sergio Iavicoli
  MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
25
Lug

UNI 11720:2018 Manager HSE Health, Safety, Environment

 

Requisiti di conoscenza, abilità e competenza

UNI 11720:2018  Manager HSE Health, Safety, Environment

hse managerConsiderando la rilevanza sociale, economica e normativa, sia in Italia che in Europa, delle tematiche relative alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e all’ambiente, risulta necessario riconoscere un livello professionale manageriale che abbia tra i suoi requisiti una conoscenza avanzata e la capacità di gestione integrata degli ambiti HSE. Tale conoscenza riguarda gli aspetti legali, normativi e tecnici e le competenze gestionali, relazionali, di leadership e di coordinamento al fine di contribuire alla definizione e all’aggiornamento delle politiche aziendali in materia di ambiente, salute e sicurezza, di supportare l’organizzazione nell'attuazione di tali politiche e di essere l’interlocutore di riferimento e un punto di integrazione in materia di HSE sia per gli enti e le funzioni aziendali, sia per gli stakeholder interni ed esterni all’organizzazione.
L’HSE Manager è una delle figure professionali più richieste sul mercato; tuttavia, trattandosi di una professione non regolamentata, non esiste né una definizione né un preciso ambito di operatività.
HSE, infatti, è l’acronimo di “Health, Safety & Environment”, e il manager HSE è stato spesso considerato un “tuttofare” all’interno dell’azienda.
La materia della sicurezza sul lavoro è ampiamente normata, con precisi obblighi la cui violazione comporta sanzioni, quella ambientale è molto ampia ma non imposta obbligatoriamente nelle aziende, così come non c’è una figura istituzionale come quella dell’RSPP.
Sicuramente HSE manager è un professionista altamente qualificato sia per le funzioni sia per i ruoli che racchiude “mescolando” le due materie, sicurezza lavoro e diritto ambientale.
Varie sono le differenze fra le due discipline: in merito all’istituto della delega e sugli obblighi di legge da una parte e la stratificazione normativa dall’altra, i modelli organizzativi sono di recente adozione per la sicurezza – più datati in materia ambientale.
Norma numero : UNI 11720:2018
Titolo : Attività professionali non regolamentate - Manager HSE (Health, Safety, Environment) - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza
ICS : [03.040] 
Stato : IN VIGORE 
Commissioni Tecniche : [Sicurezza]  [Figura professionale in ambito HSE] 
Data entrata in vigore : 19 luglio 2018
Data ritiro :
Sommario : La norma definisce i requisiti relativi all’attività professionale del Manager HSE, ossia di un professionista che ha le conoscenze, abilità e competenze che garantiscono la gestione complessiva e integrata dei processi e sotto processi in ambito HSE.
  MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
11
Lug

RUOLO DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA

 

Compiti, funzioni e responsabilità

RUOLO DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA

RUOLO DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZAGli Spisal delle ex ULSS 15, 16 e 17 della Provincia di Padova, ora AULSS 6 Euganea, in collaborazione con l’Università di Padova, Cattedre di Psicologia del Lavoro e Medicina del Lavoro, hanno promosso un progetto di ricerca per studiare, a 20 anni dall’istituzione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), le attività e il ruolo di questa figura che, essendo al centro delle relazioni tra datore di lavoro e lavoratori, rappresenta una delle componenti principali del sistema di prevenzione aziendale.
L’obiettivo di questo studio consiste nell’analizzare e illustrare, attraverso l’elaborazione di un questionario autocompilato – che indaga l’area del coinvolgimento, l’area delle relazioni, l’area delle competenze e l’area della formazione – gli aspetti di seguito indicati: 
- quali compiti e quali funzioni sono realmente presidiati dai RLS; 
- come viene autopercepito il ruolo da parte di chi lo esercita; 
- quali sono le azioni da promuovere e mettere in campo per ovviare agli aspetti di criticità eventualmente evidenziati. 
In particolare la presente ricerca si è sviluppata da una prima indagine empirica condotta sul territorio della provincia di Padova. Successivamente, è stata condotta una seconda indagine empirica calata nel contesto scolastico veneto e ad essa è stata affiancata una terza indagine, che ha esplorato l’area sanitaria. Tutte e tre le ricerche sono incentrate sulla messa a fuoco di ruoli, compiti, funzioni e responsabilità dei RLS, sia in relazione a quanto contenuto nel d.lgs. n. 81/2008 e successive modifiche e integrazioni, sia delle buone prassi e consuetudini che operativamente stanno caratterizzando il ruolo dei RLS.
La ricerca empirica condotta si colloca nell’ambito della prevenzione e sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alla figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), al suo ruolo e ai contenuti coinvolti. La ricerca, condotta nell’ambito di aziende del territorio, operanti nei settori dell’industria, dell’artigianato, del commercio e dei servizi, e implementata con la collaborazione dei Servizi Pubblici di Prevenzione e Vigilanza, si è articolata in due fasi.
Prima fase: l’indagine qualitativa
 
Seconda fase: l’indagine quantitativa
MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231