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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Albanese Pellegrino

11
Dic

Carichi di lavoro e sicurezza degli operatori sanitari


Benessere di medici e infermieri, performance e conseguenze sulla sicurezza dei pazienti

Carichi di lavoro e sicurezza degli operatori sanitari

Il lavoro illustra i risultati di un progetto che ha coinvolto oltre seicento operatori di sei Aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie della Toscana. Prodotto: volume Edizioni: Inail – 2017.

Benessere di medici e infermieri, performance e conseguenze sulla sicurezza dei pazientiBenessere di medici e infermieri, performance e conseguenze sulla sicurezza dei pazienti Pubblicazione realizzata da Inail Direzione Regionale Inail per la Toscana Centro gestione rischio clinico e sicurezza dei pazienti
Il Centro gestione rischio clinico e sicurezza del paziente della Regione Toscana ha sempre promosso, sin dalla sua istituzione nell’anno 2003 tramite delibera di Giunta regionale, la cultura della sicurezza e dell’imparare dagli errori come condizioni imprescindibili per un sistema sanitario più affidabile e sicuro. Il Centro opera secondo una vision partecipata della sicurezza e per questa ragione condivide e sperimenta sul campo le pratiche per la sicurezza, le adatta alla realtà operativa e ne evidenzia efficacia e criticità. Tale approccio sta alla base della rete di Clinical Risk Manager e di Facilitatori per il Rischio Clinico che negli anni è stata costituita nelle aziende sanitarie e ospedaliero-universitarie. Questo mirato contatto con le singole realtà lavorative ha permesso al Centro di raccogliere direttamente dagli operatori la percezione che i carichi di lavoro fossero diventati ben diversi da quelli di pochi anni fa, che il tempo effettivamente dedicato al paziente si stia riducendo sempre di più e che questi cambiamenti stavano pesantemente impattando sul benessere dei lavoratori in Sanità.
Lo studio della letteratura scientifica dedicata a questi temi ha confermato quanto i problemi di staffing in sanità (carenza di operatori, aumento del turn-over del personale infermieristico e incremento dell’età media), insieme al peso e alla frequenza delle interruzioni del flusso lavorativo (Weigl et al, 2012), nonché pratiche amministrative costrittive (uso sempre più assiduo di protocolli e procedure che regolano l’attività clinica, la crescente informatizzazione dei sistemi sanitari, la necessità di formalizzare a fini legali numerosi atti) siano alcuni dei fattori che impattano maggiormente, talvolta in modo molto grave, sull’organizzazione del lavoro, sulla sicurezza delle cure e sul benessere degli operatori sanitari, compromettendone la performance e aumentando le probabilità di eventi avversi a danno dei pazienti.
Con questi presupposti, il Centro Grc ha incontrato l’interesse di Inail Toscana per la realizzazione di uno studio che andasse proprio ad indagare anche nelle realtà italiane il rapporto staffing-qualità-sicurezza delle cure e quantificare la connessione esistente tra benessere degli operatori da un lato, ed efficienza, sicurezza e affidabilità delle cure dall’altro.

Carichi di lavoro e sicurezza degli operatori sanitariCarichi di lavoro e sicurezza degli operatori sanitari


7
Dic

Analisi del sovraccarico biomeccanico

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Analisi del sovraccarico biomeccanico

Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruote

Analisi del sovraccarico biomeccanicoDocumento SUVA PRO

Quest’analisi è uno strumento per valutare il sovraccarico biomeccanico di una persona impegnata a spostare dei carichi (spinta e traino) con mezzi di movimentazione su ruote. Consente di esaminare  un determinato ciclo lavorativo dal punto di vista della tutela della salute e può servire anche come base di valutazione per  accertare un infortunio. Per valutare complessivamente la situazione in un’azienda, l’analisi deve essere svolta come minimo con tre persone diverse.

Fattori esterni Sovraccarico biomeccanico in tutto il ciclo lavorativo Sforzo nel ciclo lavorativo in esame associato alla durata giornaliera Forza di spinta o traino associata alla frequenza oraria Altezza della zona di presa Flessione del tronco Rotazione del tronco Posizione delle braccia Posizione delle braccia durante il traino di un mezzo di movimentazione con timone Libertà di movimento per i piedi con un mezzo di movimentazione senza timone Libertà di movimento per le gambe con un mezzo di movimentazione senza timone Sovraccarico biomeccanico nella situazione più gravosa Qual è la situazione più gravosa nell’intero ciclo lavorativo? Inclinazione del corpo mantenendo la schiena diritta Percezione dello sforzo muscolare nel momento di massimo sforzo Sintesi finale e valutazione Somma delle fasce di colore (verde, giallo o rosso) per ogni punto dell’analisi Se il risultato del controllo rientra almeno una volta nella fascia di colore rosso oppure cinque o più volte nella  fascia di colore giallo, è necessario adottare adeguate misure a tutela della salute dei lavoratori.

Analisi del sovraccarico biomeccanico Analisi del sovraccarico biomeccanico


Vedi anche:

Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruoteSpinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruote  
29
Nov

E-learning, MOOC, condivisione e riuso

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La formazione Professionale

E-learning, MOOC, condivisione e riuso

E-learningLa notevole diffusione delle tecnologie per l’e-learning verificatasi nel corso degli ultimi anni e la considerazione degli elevati costi di produzione di materiali didattici, hanno portato gli operatori del settore a prestare attenzione alla produzione di contenuti digitali di qualità e alla loro appropriata gestione ai fini della condivisione e del riuso. In altri termini, si assiste ad una crescente consapevolezza circa il fatto che i contenuti di qualità (accanto ad aspetti pedagogici quali, ad esempio, il tutoraggio) assumono un ruolo essenziale nel processo di formazione a distanza, rispetto al ruolo strumentale delle tecnologie, e che la produzione dei contenuti di questo tipo richiede tempi e costi elevati. Per effetto di ciò, si è sviluppata una forte esigenza di condivisione e riuso dei materiali didattici digitali per la formazione a distanza. Sempre più diffusa è dunque la tendenza a sviluppare cosiddetti repository di contenuti, cioè sistemi indipendenti – separati dai sistemi autore e dalle piattaforme per l’erogazione - ove sono archiviati consistenti quantità di materiali didattici in formato digitale e che è possibile interrogare con tecniche di ricerca avanzate. In questa ottica i contenuti sono considerati veri elementi di valore (asset) della formazione in possesso di una organizzazione, che è appunto possibile gestire, condividere e riutilizzare attraverso un repository. Più in generale, la tendenza attuale è di andare verso un modello federato, costituire cioè federazioni di repository digitali indipendenti che mirano a promuovere lo sviluppo collaborativo di una pluralità di repository in rete interconnessi ed interoperanti. Il modello federato appare in grado di rispondere meglio alle necessità di comunità omogenee (come ad esempio quella accademica o le pubbliche amministrazioni di un paese) e di garantire il ritorno degli investimenti da parte di grandi organizzazioni, siano esse enti formativi o imprese. Il modello federato è sufficientemente flessibile da potersi applicare ad organizzazioni disposte a cooperare, pur mantenendo la propria indipendenza ed autonomia decisionale. Una delle principali spinte alla creazione di repository di e-learning è l’esigenza per gli utenti di individuare learning objects di interesse attraverso funzionalità di ricerca più mirate ed efficaci di una “tradizionale” ricerca sul web. Allo stato, la tecnica più efficace – sebbene molto onerosa – per descrivere in maniera appropriata i contenuti e poterli cercare e localizzare in un repository è il ricorso a metadati secondo appositi schemi. Strettamente connesse al tema dei repository sono dunque le problematiche della creazione di profili applicativi, della creazione di metadati “di qualità” per i LO, nonché degli standard per l’interoperabilità.

Un repository è un sistema di gestione sia di learning object, che dei relativi metadati. In generale, il materiale raccolto in un repository di una federazione, come illustrato dalla figura riportata di seguito, consiste di:

•  contenuti formativi in formato digitale, archiviati localmente;

• metadati relativi ai contenuti archiviati localmente ed, eventualmente, anche ai LO disponibili in altri repository della federazione.

Gli obiettivi sono la raccolta, la condivisione e il riuso di contenuti formativi tra i soggetti federati. Gli utilizzatori possono effettuare ricerche interrogando il catalogo dei metadati relativi ai contenuti disponibili in tutta la federazione. Nel caso in cui una ricerca conduca ad un LO disponibile presso un altro nodo della federazione, il repository indirizzerà l’utente al nodo appropriato per l’acquisizione dei contenuti. In tal modo ogni nodo può mantenere il pieno controllo dei propri contenuti, aprendosi al contempo ad una comunità più ampia. Un repository prevede generalmente l’impiego di un LCMS ed è finalizzato a supportare le seguenti operazioni/attività:

• gestione di LO: comprende le operazioni di creazione, raccolta e archiviazione dei LO nel repository;

• catalogazione dei LO archiviati localmente: la catalogazione avviene mediante creazione dei metadati secondo lo schema previsto dallo specifico profilo applicativo adottato. I metadati sono anch’essi archiviati localmente nel repository;

• ricerca di LO: possono sussistere due tipologie di ricerche. Le ricerche locali sono effettuate nella raccolta di metadati presenti nel repository, relativa ai LO archiviati localmente; le ricerche globali avvengono nell’intero insieme dei repository federati;

• distribuzione di LO agli utenti registrati che ne fanno richiesta, al fine di installarli su proprie piattaforme di erogazione di contenuti (LMS) per la formazione;

• erogazione di contenuti (tramite un sistema LMS): tipicamente, il sistema LCMS di gestione del repository interopera con una piattaforma LMS attraverso la quale i contenuti possono essere erogati a classi virtuali di discenti;

• creazione di nuovi LO attraverso il riuso, mediante ricerche e successivo assemblaggio di LO.

Tipicamente un repository non prevede strumenti autore per la produzione di LO. Esso prevede invece strumenti di facile uso per la catalogazione dei LO (creazione dei metadati), la validazione secondo lo schema previsto dal profilo applicativo adottato, e la costruzione di nuovi LO mediante ricerca e successivo assemblaggio di LO presenti nel repository.

E-learningE-learning, MOOC, condivisione e riuso

 
28
Nov

Dossier scuola Inail 2017

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selezione dei progetti formativi, realizzati dalle Direzioni regionali

Dossier scuola Inail 2017

Dossier scuola Inail 2017I numerosi progetti formativi dedicati al mondo della scuola, realizzati dalle Direzioni regionali, testimoniano la capillare attenzione che l’Istituto riserva da anni alla diffusione dei valori e della cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, di studio e di vita quotidiana. In tale ottica, anche per il 2017 è stato predisposto il Dossier scuola, pubblicazione che presenta una selezione dei progetti formativi, realizzati dalle Direzioni regionali su tematiche inerenti la cultura della prevenzione, destinati a studenti e docenti di istituti scolastici di ogni ordine e grado, al fine di accompagnare i futuri cittadini nella formazione alla salute e sicurezza sin dalla scuola primaria. Il Dossier, realizzato in collaborazione con la Direzione centrale pianificazione e comunicazione, contiene anche contributi della Direzione centrale patrimonio,  relativamente ai finanziamenti erogati dall’Istituto per il miglioramento e la messa in sicurezza degli istituti scolastici, e della Consulenza statistico attuariale, con la presentazione dell’andamento degli infortuni occorsi agli studenti nell’ultimo quinquennio. Prodotto: Opuscolo Edizioni: Inail - Novembre 2017

L’Inail riconosce nella scuola il luogo ideale da cui partire per favorire la crescita della cultura della prevenzione dei rischi che accompagni i ragazzi lungo l’arco della loro vita. La definizione della metodologia per la trasmissione dei concetti di SSL (Salute e Sicurezza sul Lavoro) può far riferimento alle life skills, definite dall’Organizzazione mondiale della Sanità come un nucleo fondamentale di abilità e di competenze che inducono verso comportamenti positivi e di adattamento e che rendono l’individuo capace di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni. L’educazione alla SSL trova pertanto un essenziale punto di forza nell’adozione di un approccio olistico che consideri la centralità della persona, mettendo i ragazzi in condizione di sviluppare la capacità di prendere decisioni autonome e consapevoli in relazione al proprio benessere, fisico, psichico e sociale. Un risultato che si può ottenere attraverso la promozione di una corretta percezione dei rischi e l’adozione di comportamenti improntati alla prevenzione e alla salute.

Dossier scuola Inail 2017Dossier scuola Inail 2017

 
24
Nov

Valutazione sulla protezione dei dati

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Linee-guida del  Gruppo Articolo 29 in materia di valutazione di impatto sulla protezione dei dati

Valutazione sulla protezione dei dati

scaricaQuando un trattamento può comportare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone interessate (a causa del monitoraggio sistematico dei loro comportamenti, o per il gran numero dei soggetti interessati di cui sono magari trattati dati sensibili, o anche per una combinazione di questi e altri fattori), il regolamento 2016/679 obbliga i titolari a svolgere una valutazione di impatto prima di darvi inizio, consultando l'autorità di controllo in caso le misure tecniche e organizzative da loro stessi  individuate per mitigare l'impatto del trattamento non siano ritenute sufficienti  - cioè, quando il rischio residuale per i diritti e le libertà degli interessati resti elevato. Si tratta di uno degli elementi di maggiore rilevanza nel nuovo quadro normativo, perché esprime chiaramente la responsabilizzazione (accountability) dei titolari nei confronti dei trattamenti da questi effettuati. I titolari sono infatti tenuti non soltanto a garantire l'osservanza delle disposizioni del regolamento, ma anche a dimostrare adeguatamente in che modo garantiscono tale osservanza; la valutazione di impatto ne è un esempio. Le linee-guida del WP29 offrono alcuni chiarimenti sul punto; in particolare, precisano quando una valutazione di impatto sia obbligatoria (oltre ai casi espressamente indicati dal regolamento all'art. 35), chi debba condurla (il titolare, coadiuvato dal responsabile della protezione dei dati, se designato), in cosa essa consista (fornendo alcuni esempi basati su schemi già collaudati in alcuni settori), e la necessità di interpretarla come un processo soggetto a revisione continua piuttosto che come un adempimento una tantum. Le linee-guida chiariscono, peraltro, anche quando una valutazione di impatto non sia richiesta: ciò vale, in particolare, per  i trattamenti in corso che siano già stati autorizzati dalle autorità competenti e non presentino modifiche significative prima del 25 maggio 2018, data di piena applicazione del regolamento. Il messaggio finale delle linee-guida (già sottoposte a consultazione pubblica) è che la valutazione di impatto costituisce una buona prassi al di là dei requisiti di legge, poiché attraverso di essa il titolare può ricavare indicazioni importanti e utili a prevenire incidenti futuri. In questo senso, la valutazione di impatto permette di realizzare concretamente l'altro fondamentale principio fissato nel regolamento 2016/679, ossia la protezione dei dati fin dalla fase di progettazione (data protection by design) di qualsiasi trattamento.

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14
Nov

Sostanze chimiche – ambiente e salute

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Bollettino di informazione Anno 8 – Numero 3 – Ottobre 2017

Sostanze chimiche – ambiente e salute

Regolamento  REACHI nanomateriali sono sostanze chimiche con una dimensione che varia tra i 1 e 100 nanometri. Oggi se ne parla perché la nanotecnologia è entrata a far parte del linguaggio e della produzione industriale, ma in sé, come forma, entità, sono presenti in natura

I nanomateriali offrono nuove opportunità per l’innovazione in settori quali: - ingegneria - tecnologia dell'informazione e della comunicazione - medicina e prodotti farmaceutici - tessile - chimico - cosmetico - alimentare

Attualmente nel Reach non esistono riferimenti diretti ai nanomateriali, ma in quanto sostanza chimica, sono soggetti a ogni norma prevista dal regolamento. L’Unione europea ha pubblicato il 18 ottobre 2011 la Raccomandazione sulla definizione di nanomateriale. Riferimenti ai nanomateriali sono contenuti nel Regolamento (UE) n.1169/2011 fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori,  nel Regolamento (UE) n. 528/2012 messa a disposizione e mercato dei biocidi; Regolamento (CE) n.1223/2009 sui prodotti cosmetici. La disciplina che si occupa della ricerca scientifica riguardante i rischi derivanti dai nanomateriali viene definita nanotossicologia, o eco-nanotossicologia se si riferisce all’ambiente. Gli ambiti di applicazione sono l’esposizione degli esseri viventi, dell’uomo e del consumatore, del lavoratore, quindi della biosfera, degli ecosistemi, i rischi nella catena alimentare. 

Valutazione del rischio per la salute umana Le criticità nel processo di valutazione del rischio dei nanomateriali sono legate all’incertezza su: • rilevanza delle vie di esposizione • sistemi di misura dell’esposizione • meccanismi di traslocazione e possibilità di degradazione delle nanoparticelle all’interno del corpo umano • meccanismi di tossicità. L’es posizione umana può avvenire mediante inalazione, ingestione o attraverso la pelle. Ad oggi, gli effetti più importanti dei nanomateriali sono stati riscontrati sull’apparato respiratorio. Inoltre, i nanomateriali possono raggiungere, oltre ai polmoni, altri organi e tessuti, tra cui il fegato, i reni, il cuore, il cervello e i tessuti molli. La nanotossicologia riveste quindi un ruolo primario per la prevenzione dei rischi per la salute umana e per una completa e corretta informazione dei consumator.

Bollettino di informazione Anno 8 – Numero 3 – Ottobre 2017Bollettino di informazione Anno 8 – Numero 3 – Ottobre 2017

Bollettino di informazione Anno 8 – Numero 3 – Ottobre 2017Regolamento (CE) n.1907/2006

Regolamento  REACHRegolamento  REACH

 
8
Nov

Finanziamenti per la prevenzione

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selezione dei migliori progetti in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Finanziamenti per la prevenzione

inailFinanziamenti per la prevenzione, al via le manifestazioni di interesse per il Piemonte Pubblicato sul sito dell’Inail l’avviso pubblico per la selezione dei migliori progetti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il finanziamento complessivo è pari a trecentomila euro. E’ possibile presentare le manifestazioni di interesse fino al 7 dicembre 2017 Anche quest’anno la Direzione regionale Inail Piemonte stanzia 300 mila euro per realizzare progetti che innalzino il livello di sicurezza sul lavoro. Pubblicato sul sito dell’Inail un avviso pubblico per acquisire, entro il 7 dicembre 2017, le manifestazioni di interesse dei soggetti che intendano promuovere specifici interventi riguardanti la prevenzione degli infortuni lavorativi e delle malattie professionali. Gli ambiti di intervento. I progetti, individuati in armonia con il Piano nazionale di prevenzione 2014-2018 e con il Piano regionale della Prevenzione 2014/2018, potranno interessare i seguenti ambiti:

  •     infortuni su strada;
  •     agricoltura;
  •     edilizia;
  •     infortuni in ambiente sanitario;
  •     malattie professionali.

I soggetti proponenti. Possono presentare la manifestazione di interesse enti e organismi pubblici, privati, quali gli Enti non profit, le Associazioni di categoria, le Organizzazioni sindacali, sia singolarmente che in regime di associazione. I progetti.  Oltre a rispondere alle finalità istituzionali della Direzione regionale Piemonte in tema di infortuni e malattie professionali, i progetti dovranno essere attivati secondo una di queste tipologie di attività: promozione e informazione in materia di sicurezza e salute sul lavoro e cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro; assistenza e consulenza alle imprese in tema di prevenzione degli infortuni e malattie professionali attraverso, ad esempio, il supporto alla elaborazione e/o alla implementazione di buone prassi, anche ai fini della raccolta secondo il modello definito dalla Commissione consultiva permanente, o il supporto all’adozione di linee-guida e norme tecniche. Una commissione, formata da almeno tre componenti individuati nell’ambito della Direzione regionale Inail, effettuerà la valutazione comparativa in base ai seguenti criteri:

  • attinenza del progetto agli ambiti di intervento sopra elencati;
  • attinenza con le tipologie di attività sopra indicate;
  • numero dei destinatari dell’intervento;
  • originalità degli interventi proposti;
  • coinvolgimento di altri partner;
  • realizzazione su tutto il territorio regionale.

Le risorse finanziarie. L’inail Piemonte mette a disposizione complessivamente 300 mila euro per il cofinanziamento dei progetti. Per ciascun progetto potrà essere attribuito un importo massimo di 50 mila, la somma assegnata non dovrà comunque superare il 50% dell’importo complessivo del progetto. La trasmissione delle manifestazioni di interesse. Le manifestazioni di interesse andranno trasmesse esclusivamente all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) della Direzione regionale Piemonte: piemonte@postacert.inail.it, entro e non oltre il 7 dicembre 2017. L’avviso pubblico, completo degli allegati, è scaricabile dal sito istituzionale. Per ogni ulteriore informazione è possibile rivolgersi all’Ufficio Programmazione Organizzazione Attività Istituzionali - Processo Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro - Direzione regionale Inail Piemonte, piemonte@inail.it.

 
30
Ott

Professionisti, regole sul lavoro autonomo

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Il vademecum dei geometri

Professionisti, regole sul lavoro autonomo

RAPPORTO CNCPT 2017 SULLA SICUREZZA IN EDILIZIAl Cng (Consiglio nazionale dei geometri) ha presentato il vademecum su lavoro autonomo e relativi provvedimenti: Jobs act autonomi e concorrenza. Il documento è focalizzato sulle misure contenute nei provvedimenti legislativi che riguardano direttamente l’attività professionale, sia quelli già in vigore che in itinere.

Jobs act autonomi Il Jobs act autonomi prevede una più ampia applicazione del principio di sussidiarietà, delegando alle professioni organizzate in Ordini o Collegi funzioni che sono oggi in capo alla Pubblica Amministrazione. Il provvedimento modifica, con decorrenza dal periodo d’ imposta 2017, la disciplina delle spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale; nonché delle spese di iscrizione a convegni e congressi, ivi incluse quelle di viaggio e soggiorno; stabilisce, inoltre, l’integrale deduzione delle stesse dal reddito di lavoro autonomo entro il limite annuo di 10.000 euro. Infine, viene espressamente sancita la deducibilità delle spese per il pagamento di premi per polizze assicurative facoltative contro il rischio del mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo. Una disciplina ad hoc viene disposta in riferimento alle spese sostenute per la certificazione delle competenze e ai premi per le assicurazioni facoltative stipulate contro il rischio dei mancati pagamenti. Le novità che interessano i lavoratori autonomi sono illustrate nel vademecum, in particolare:     Clausole e condotte abusive     Delega al Governo in materia di atti pubblici     Deleghe al Governo in materia di sicurezza e protezione sociale dei professionisti iscritti a ordini o     collegi     Deducibilità delle spese di formazione e accesso alla formazione permanente     Accesso alle informazioni sul mercato e servizi personalizzati di orientamento, riqualificazione e     ricollocazione     Delega al Governo in materia di semplificazione della normativa sulla salute e sicurezza degli studi     professionali     Informazioni e accesso agli appalti pubblici e ai bandi per l’assegnazione di incarichi e appalti privati     Tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo Legge concorrenza Dal 29 agosto 2017 è diventato obbligatorio per i professionisti il preventivo sui compensi in forma scritta; una delle novità apportate dalla legge annuale per il mercato e la concorrenza (legge 124/2017). La legge ribadisce il principio di trasparenza delle informazioni nei confronti dell’utenza, prevedendo la comunicazione in forma scritta o digitale del compenso e del preventivo di massima per le prestazioni professionali, unitamente alla comunicazione obbligatoria di titoli e specializzazioni. Inoltre, incide sulle condizioni generali delle polizze professionali per la responsabilità civile, che i professionisti sono tenuti a stipulare (dl 138/2011): le polizze devono contenere l’offerta di un periodo di ultrattività della copertura per le richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i 10 anni successivi e relative a fatti illeciti commessi nel periodo di operatività della copertura stessa. Inoltre, la decadenza della modifica al Testo Unico introdotta dallo Sblocca Italia, secondo cui la comunicazione di inizio lavori, integrata con quella di fine lavori, fosse tempestivamente inoltrata dal Comune all’Agenzia delle Entrate e resa valida anche ai fini delle variazioni catastali previste dalla legge. Ddl equo compenso Infine, un richiamo alle proposte di legge sull’equo compenso, ad oggi all’esame delle commissioni parlamentari di Camera e Senato, che prevedono la necessità di approvare una legge che regoli il pagamento delle prestazioni mediante l’utilizzo di parametri adeguati alla quantità e alla qualità del lavoro svolto. In particolare, il ddl a firma Sacconi mira all’individuazione delle regole nell’ambito delle professioni ordinistiche.

Il vademecum dei geometriIl vademecum dei geometri

 
25
Ott

Voucher per la digitalizzazione delle Pmi

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100 milioni di euro per la digitalizzazione delle Pmi

Voucher per la digitalizzazione delle Pmi

MISECos'è È una misura agevolativa per le micro, piccole e medie imprese che prevede un contributo, tramite concessione di un “voucher”, di importo non superiore a 10 mila euro, finalizzato all'adozione di interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico. La disciplina attuativa della misura è stata adottata con il decreto interministeriale 23 settembre 2014. Cosa finanzia Il voucher è utilizzabile per l'acquisto di software, hardware e/o servizi specialistici che consentano di:

  •    migliorare l'efficienza aziendale;
  •   modernizzare l'organizzazione del lavoro, mediante l'utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
  •    sviluppare soluzioni di e-commerce;
  •    fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  •    realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Gli acquisti devono essere effettuati successivamente alla prenotazione del Voucher. Le agevolazioni Ciascuna impresa può beneficiare di un unico voucher di importo non superiore a 10 mila euro, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili. Come funziona Con decreto direttoriale 24 ottobre 2017 sono state definite le modalità e i termini di presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni. Le domande potranno essere presentate dalle imprese, esclusivamente tramite la procedura informatica che sarà resa disponibile in questa sezione, a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018. Già dal 15 gennaio 2018 sarà possibile accedere alla procedura informatica e compilare la domanda. Per l'accesso è richiesto il possesso della Carta nazionale dei servizi e di una casella di posta elettronica certificata (PEC) attiva e la sua registrazione nel Registro delle imprese. Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello il Ministero adotterà un provvedimento cumulativo di prenotazione del Voucher, su base regionale, contenente l'indicazione delle imprese e dell'importo dell'agevolazione prenotata. Nel caso in cui l'importo complessivo dei Voucher concedibili sia superiore all'ammontare delle risorse disponibili (100 milioni di euro), il Ministero procede al riparto delle risorse in proporzione al fabbisogno derivante dalla concessione del Voucher da assegnare a ciascuna impresa beneficiaria. Tutte le imprese ammissibili alle agevolazioni concorrono al riparto, senza alcuna priorità connessa al momento della presentazione della domanda. Ai fini dell'assegnazione definitiva e dell'erogazione del Voucher, l'impresa iscritta nel provvedimento cumulativo di prenotazione deve presentare, entro 30 giorni dalla data di ultimazione delle spese e sempre tramite l'apposita procedura informatica, la richiesta di erogazione, allegando, tra l'altro, i titoli di spesa. Dopo aver effettuato le verifiche istruttorie previste, il Ministero determina con proprio provvedimento l'importo del Voucher da erogare in relazione ai titoli di spesa risultati ammissibili.

decreto direttoriale 24 ottobre 2017 decreto direttoriale 24 ottobre 2017

 
13
Ott

Contaminazione fungina in ambienti indoor

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rischi per la salute occupazionale

Contaminazione fungina in ambienti indoor

rischi per la salute occupazionaleAmbienti indoor; Funghi; Impianti di trattamento aria. Pubblicazione INAIL 2017

Le problematiche connesse con l’esposizione ad agenti fungini in ambienti indoor sono oggetto di studio da tempo, tuttavia solo recentemente è emersa l’esigenza di approfondire le conoscenze relative alle fonti di inquinamento ambientale e alle patologie ad essi correlate. Il documento fornisce una panoramica circa le principali sorgenti interne di accumulo e rilascio di tali agenti di rischio, gli effetti sulla salute, le misure di prevenzione e controllo più idonee alla luce della normativa nazionale di riferimento in tema di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e dell’Accordo Conferenza Stato-Regioni del 7 febbraio 2013.

I funghi sono organismi eucarioti unicellulari (lieviti) o più spesso organizzati in aggregati pluricellulari filamentosi (muffe), largamente diffusi in natura, le cui spore possono raggiungere facilmente gli ambienti indoor attraverso i sistemi di ventilazione naturale (finestre) o meccanica (impianti di trattamento aria), ma possono essere trasportate anche dagli animali e dall’uomo. Condizione necessaria per la loro proliferazione è la presenza di umidità: la maggior parte delle specie fungine prolifera rapidamente su superfici bagnate o semplicemente umide. I funghi necessitano per la loro crescita anche di nutrienti che trovano in residui vegetali o animali, materiali da costruzione ed elementi d’arredo, sebbene questi non siano un fattore limitante poiché possono contaminare anche materiali inerti ricavando le sostanze nutritive dalla polvere e da sostanze disciolte in acqua. Anche la temperatura interna non rappresenta un fattore critico ma può influenzare il tasso di crescita e la produzione di allergeni e metaboliti. Ventilazione inadeguata e scarsa illuminazione dei locali rappresentano, invece, fattori favorenti la proliferazione di tali agenti di rischio. Dal punto di vista qualitativo, la presenza di particolari specie sulle superfici ambientali (soffitti, pavimenti, pareti) dipende, oltre che dalla tipologia di materiale, soprattutto dal loro contenuto di acqua libera (water activity, aw), disponibile per le reazioni chimiche ed enzimatiche nonché per la moltiplicazione microbica.

rischi per la salute occupazionaleContaminazione fungina in ambienti indoor