1 Ing. A Ruggiero - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Ing. A Ruggiero

12
Set

Rettifica del regolamento (UE) 2016/679 Privacy

 

Rettifica del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati)

Considerando e aggiornato alle rettifiche pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea 127 del 23 maggio 2018Per facilitare una fruizione più ampia e ragionata del testo, articoli e paragrafi del Regolamento riportano tra parentesi i rispettivi “Considerando”, laddove esistenti, indicati con l’abbreviazione “C” e il numero corrispondente
Pagina 1, considerando (2), prima frase:
anziché:
«(2)
I principi e le norme a tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali dovrebbero rispettarne i diritti e le libertà fondamentali, in particolare il diritto alla protezione dei dati personali, a prescindere dalla loro nazionalità o dalla loro residenza.»
leggasi:
«(2)
I principi e le norme a tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati di carattere personale (“dati personali”) dovrebbero rispettarne i diritti e le libertà fondamentali, in particolare il diritto alla protezione dei dati personali, a prescindere dalla loro nazionalità o dalla loro residenza.»
Pagina 2, considerando (6), quarta frase:
anziché:
«Sempre più spesso, le persone fisiche rendono disponibili al pubblico su scala mondiale informazioni personali che li riguardano.»
leggasi:
«Sempre più spesso, le persone fisiche rendono disponibili al pubblico su scala mondiale informazioni personali che le riguardano.»
Pagina 2, considerando (7), ultima frase:
anziché:
«È opportuno che le persone fisiche abbiano il controllo dei dati personali che li riguardano e che la certezza giuridica e operativa sia rafforzata tanto per le persone fisiche quanto per gli operatori economici e le autorità pubbliche.»
leggasi:
«È opportuno che le persone fisiche abbiano il controllo dei dati personali che le riguardano e che la certezza giuridica e operativa sia rafforzata tanto per le persone fisiche quanto per gli operatori economici e le autorità pubbliche.»
Pagina 2, considerando (10), quarta frase:
anziché:
«In combinato disposto con la legislazione generale e orizzontale in materia di protezione dei dati che attua la direttiva 95/46/CE gli Stati membri dispongono di varie leggi settoriali in settori che richiedono disposizioni più specifiche.»
leggasi:
«In combinato disposto con la legislazione generale e orizzontale in materia di protezione dei dati che attua la direttiva 95/46/CE, gli Stati membri dispongono di varie leggi settoriali in settori che richiedono disposizioni più specifiche.»
Pagina 3, considerando (13), prima frase:
anziché:
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9
Lug

Gli indicatori del clima in Italia

 

Il XIII rapporto ISPRA

Gli indicatori del clima in Italia

climaIl XIII rapporto della serie “Gli indicatori del clima in Italia” illustra l’andamento del clima nel corso del 2017 e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in Italia. Il rapporto si basa in gran parte su dati, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione dei dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA), realizzato dall’ISPRA in collaborazione e con i dati degli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale. Pubblicazione 2018
Il rapporto si basa in gran parte su dati, statistiche, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA, www.scia.isprambiente.it), realizzato dall’ISPRA in collaborazione e con i dati degli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale. Le statistiche e gli indici climatici del 2017 sono derivati complessivamente dalle osservazioni di circa 1100 stazioni di monitoraggio meteoclimatico. Le rappresentazioni del clima nel corso del 2017 derivano dai dati di un numero elevato di stazioni, densamente distribuite sul territorio nazionale. Viceversa, le stime delle variazioni e delle tendenze climatiche nel lungo periodo, si basano sull’elaborazione di un numero ridotto di serie temporali.
Con questa XIII edizione prosegue la pubblicazione regolare del rapporto annuale sul clima in Italia, promossa e avviata dal sistema delle agenzie ambientali nel 2006. In esso sono raccolti e presentati i principali elementi che hanno caratterizzato il clima nell’ultimo anno, confrontandoli anche, laddove possibile, con i valori climatologici normali e con il loro andamento negli ultimi decenni. Per favorire l’elaborazione, la rappresentazione e la disponibilità di indicatori sul clima italiano, l’ISPRA ha realizzato e gestisce da tempo il Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA) [1, 2, 3, 4]; il sistema SCIA viene attualmente alimentato con i dati e grazie alla collaborazione del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, di numerose Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) e di alcuni Servizi Agrometeorologici regionali, a cui si aggiungono i dati accessibili attraverso i siti web di enti delle regioni e delle provincie autonome. Mediante l’elaborazione delle serie temporali di dati misurati da diverse reti di osservazione, il sistema SCIA rende disponibili i valori decadali, mensili e annuali e i valori climatologici normali di diverse variabili meteoclimatiche. Di recente, la base dati è stata arricchita con un certo numero di serie giornaliere di temperatura minima e massima e di precipitazione. Gli indici e indicatori climatici sono calcolati, aggiornati annualmente e sottoposti a controlli di validità con metodologie omogenee e condivise con gli organismi titolari dei dati. Le informazioni prodotte da SCIA sono accessibili attraverso un sito web dedicato, all’indirizzo: www.scia.isprambiente.it. I criteri generali adottati per il calcolo e la rappresentazione degli indicatori climatici sono dettati dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) [5], mentre per una descrizione dei controlli di validità dei dati di ingresso e degli indicatori calcolati attraverso il sistema SCIA, si rimanda a documenti specifici [6, 7]. Da quest’anno alcuni prodotti climatici spazializzati sono arricchiti da dati delle reti che fanno capo ai Centri Funzionali regionali, grazie alla collaborazione, dettata anche dai rispettivi compiti istituzionali, tra il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale e il Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente, in materia di monitoraggio del clima, prevenzione del rischio climatico e adattamento ai cambiamenti climatici.
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20
Giu

RESPONSABILITÀ SOCIALE DI IMPRESE E ORGANIZZAZIONI

 

Pubblicazione INAIL 2018

RESPONSABILITÀ SOCIALE DI IMPRESE E ORGANIZZAZIONI

RESPONSABILITÀ SOCIALE DI IMPRESE E ORGANIZZAZIONIIn questo factsheet, la responsabilità sociale delle imprese (RSI) viene indagata a livello nazionale e internazionale riportando le principali normative e i documenti di programmazione comunitaria e nazionale che definiscono e promuovono la RSI come strategia di investimento per aziende e organizzazioni socialmente responsabili.
La responsabilità sociale delle imprese (RSI) o, nella sua declinazione anglosassone, corporate social responsibility (CSR), riconosce alle imprese e alle organizzazioni lavorative il compito di mettere in atto politiche aziendali che, spingendosi oltre gli obblighi di legge previsti, tutelino e promuovano aspetti di grande rilevanza sociale quali la tutela dell'ambiente, la sicurezza, il rispetto dei diritti umani, la necessità di trasparenza e la rendicontazione (accountability) da parte delle organizzazioni.
Tale assunzione di responsabilità è sollecitata da atti di programmazione e dichiarazioni di principi di carattere internazionale e nazionale che sottolineano l'indispensabilità di un agire economico sostenibile, in un ampio scenario dove si intrecciano sia esperienze di piccole imprese attente alle esigenze dei propri dipendenti, sia interventi di più ampio respiro rivolti alla comunità in cui imprese e organizzazioni lavorative sono collocate. Le azioni di responsabilità sociale sono inoltre caratterizzate dal requisito della volontarietà e discrezionalità dell'operato d'impresa. 
Esse sono viste come molla propulsiva per lo sviluppo del sistema di welfare nel paese, particolarmente nell’attuale momento di crisi economica generalizzata. A tal fine, si indicano anche alcuni standard e linee guida internazionali per la realizzazione di  RSI e si descrive un esempio di buona pratica, realizzato con azioni concrete dal gruppo ATM di Milano.
Per favorire a livello europeo la responsabilità sociale e ispirandosi a principi e orientamenti internazionali (Oil, Ocse, Onu), nel 2001, la Commissione europea redige il Libro verde Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese, con cui si definisce la responsabilità sociale come l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.
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6
Mar

lavorazioni gravose

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Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2018 il Decreto 5 febbraio 2018

lavorazioni gravose

Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2018 il Decreto 5 febbraio 2018Lavorazioni gravose. Pubblicato dal Ministero del Lavoro il Decreto 5 febbraio 2018 – Gazzetta Ufficiale n.47 26 febbraio 2018 con il quale di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze sono stati diffusi chiarimenti sulle professioni citate dall’allegato B della Legge di bilancio 2018. Le categorie di lavoratori, inserite nell'allegato A del decreto, costituiscono una specificazione di quelle già individuate dalla Legge di bilancio 2017 ai fini dell'accesso all'Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori "precoci" e delle seguenti quattro categorie professionali, inserite nell'allegato B della Legge di bilancio 2018: - operatori dell'agricoltura, zootecnia e pesca; - pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative; - siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi tra i lavori usuranti di cui al Decreto legislativo 67/2011; - marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne. Le specificazioni delle categorie lavorative "gravose" effettuate dal Decreto interministeriale del 5 febbraio 2018 valgono, comunque, anche ai fini dell'accesso all'Ape sociale, nonché al pensionamento anticipato previsto per i lavoratori "precoci".

E-learning_12.pngDecreto 5 febbraio 2018

 
20
Feb

monitoraggio nazionale delle sostanze estremamente preoccupanti

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Delibera del Consiglio SNPA. Seduta del 14.11.2017. Doc. n. 21/2017

monitoraggio nazionale delle sostanze estremamente preoccupanti

E-learningIl Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA) è un sistema federativo costituito dall’ISPRA, a cui è affidato il compito di coordinamento, e dal Sistema delle Agenzie Ambientali Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA). Il sistema così organizzato, coniuga la conoscenza diretta del territorio e dei problemi ambientali locali, con le politiche nazionali di prevenzione e protezione dell'ambiente. Le attività del sistema si svolgono nell’ambito di una programmazione pluriennale, valutata e approvata dal Consiglio SNPA. In questo contesto si inserisce, nel Programma Triennale 2014-2016, il Piano Operativo di Dettaglio (POD), prodotto n. 40, relativo alla “Condivisione priorità analitiche e di monitoraggio ambientale delle sostanze chimiche “estremamente preoccupanti (SVHC)” (REACH)” sul tema “Monitoraggio e Attività Analitica”. Obiettivo del piano è la predisposizione di linee di indirizzo per la programmazione di un monitoraggio nazionale delle sostanze cosiddette “estremamente preoccupanti” (Substances Very High Concern – SVHC) [ECHA, SVHC], nelle acque superficiali e sotterranee, e l’esecuzione di una campagna di monitoraggio sperimentale focalizzata sulle sostanze più rilevanti per gli usi sul territorio italiano e l’impatto ambientale. Nonostante le particolari caratteristiche di pericolosità delle SVHC e dei rischi che possono rappresentare per uomo e ambiente, ad oggi, per molte di queste sostanze non sono disponibili dati di monitoraggio ambientale. È dunque difficile una valutazione dei possibili impatti a seguito del loro utilizzo. Da cui l’esigenza di focalizzare una campagna di monitoraggio al fine di raccogliere le informazioni mancanti su quelle sostanze che non rientrano fra i parametri tabellari previsti dalla normativa e, in quanto contaminanti emergenti, non sono inclusi nei programmi di monitoraggio svolti di routine. Nella scelta delle sostanze da monitorare è stata data priorità a quelle che presentavano, per le proprie proprietà intrinseche, una particolare criticità per l’ambiente. Si è voluto inoltre conferire al piano di monitoraggio una rilevanza di tipo territoriale, mediante una pianificazione mirata alla selezione di sostanze che, per il loro utilizzo sul territorio, possono rappresentare una problematica di interesse nazionale. L’esecuzione di una campagna di monitoraggio, soprattutto per questa tipologia di sostanze richiede tuttavia lo sviluppo di conoscenze adeguate, e un impegno di risorse umane e strumentali oneroso che non è stato possibile realizzare nel periodo di svolgimento del progetto. Questo documento, articolato in due parti, riporta in una prima parte gli esiti del progetto realtivamente ai criteri da seguire per la definizione di una campagna di monitoraggio per le SHVC, e in una seconda parte la descrizione di una prima applicazione di questi.

L’impostazione di una campagna di monitoraggio esplorativo di livello nazionale della possibile contaminazione dei corpi idrici da sostanze SVHC, è necessario affrontare tutti gli aspetti tecnici operativi utili per la produzione di informazioni di qualità: - inividuazione delle sostanze da monitorare: • valutazione della pericolosità; • criteri di selezione; • individuazione delle concentrazioni da rilevare. - progettazione del piano di campionamento: • piano di fattibilità; • piano di campionamento - determinazione analitica • registrazione dei risultati. - diffusione dei risultati • reportistica • relazioni

E-learningmonitoraggio nazionale delle sostanze estremamente preoccupanti

 
13
Feb

sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

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La Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito

sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

CRITICITA’ E PROPOSTE (Relatore: on. Gian Piero SCANU )

sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armateLa sicurezza e la salute del personale dell’Amministrazione della Difesa sono adeguatamente tutelate? Cosa possiamo e dobbiamo fare per evitare in futuro tragedie come quelle che in tutti questi anni hanno colpito le famiglie di queste persone? Sono proprio le domande che hanno indotto la Camera dei Deputati a distituire la quarta Commissione parlamentare di inchiesta sulle morti e malattie che hanno colpito il personale dell’Amministrazione della Difesa: in Italia e nelle missioni all’estero. Perché una quarta Commissione d’inchiesta? Perché le tre Commissioni precedenti ebbero il merito di individuare le criticità e di proporre un ampio ventaglio di indicazioni e proposte volte ad eliminare queste criticità. Ciò malgrado, le criticità non sono state eliminate. Nell’intento di porre rimedio a d una situazione tanto allarmante, l a quarta Commissione si è mossa secondo metodologie d’indagine innovative. In questa ottica, ha assunto un peso determinante l’esercizio da parte della Commissione degli stessi poteri dell’autorità giudiziaria in linea con quanto disposto dall’ articolo 82, comma 2, secondo periodo, della Costituzione. Efficace è apparsa, in particolare, la decisione d i procedere alla maggior parte delle audizioni, non già in forma libera, bensì secondo i paradigmi tipici dell’ esame testimoniale . Altrettanto incisiva si è rivelata la scelta di ricostruire i modelli organizzativi allestiti nei siti militari, e, a questo fine, di analizzare i comportamenti effettivamente tenuti dai soggetti chiamati a vario titolo a garantire la sicurezza sul lavoro: sia i soggetti che di fatto e/o di diritto hanno capacità decisionale , sia i soggetti che incarnano le competenze. Di qui un piano di lavoro caratterizzato dalla sistematica audizione in forma testimoniale di datori di lavoro, responsabili del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, medici competenti, consulenti esterni (primi fra tutti, CISAM e CETLI)

Coerente è, quindi, risultata la decisione di condurre gli accertamenti e di valutar n e gli esiti anche con l’ausilio di esperti individuati dalla Commissione in attività d i polizia giudiziaria e in magistrati inquirenti professionalmente abituati alle indagini in tema di salute e sicurezza. E proficua è stata l’ulteriore decisione di suddividere i Consulenti della Commissione in più gruppi di lavoro , ciascuno incaricato di approfondire in specifiche relazioni la disamina delle risultanze investigative raccolte su temi basilari quali: documenti di valutazione de i rischi; organi di vigilanza; medici competenti; amianto; radon e altre radiazioni ionizzanti; vaccinazioni; monitoraggio epidemiologico; inquinamento ambientale e bonifiche nei poligoni sardi e non solo ; misure di prevenzione adottate dalle FFAA di altri Paesi.

sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armatesicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

 
30
Gen

Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015

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Rilasciato il 25 Gennaio 2018 data applicazione 25 Gennaio 2018

Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015

Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015Questo documento è obbligatorio per l'applicazione coerente di ISO / IEC 17021-1: 2015 per l'accreditamento degli organismi di certificazione che forniscono la certificazione della salute sul lavoro e sistemi di gestione della sicurezza (OH & SMS). Tutte le clausole e gli allegati di ISO / IEC 17021-1: 2015 continuano ad essere applicati e questo documento non sostituisce nessuno dei requisiti di tale norma. Questo documento non si applica solo per la certificazione OHSAS 18001 ma deve essere utilizzato anche per la certificazione ad altri OH e SMS come il imminente ISO 45001 e altri standard. La legislazione nazionale prevarrà in caso di conflitto con questo documento. Documento Obbligatorio IAF Rilasciato: 25 Gennaio 2018 Application Date: 25 January 2018 IAF MD 22:2018 Issue 1 © International Accreditation Forum, Inc. 2018 L'International Accreditation Forum, Inc. (IAF) facilita il commercio e i supporti regolatori operando un accordo di reciproco riconoscimento a livello mondiale tra Organismi di accreditamento (AB) affinché i risultati emessi dalla valutazione della conformità I corpi (CAB) accreditati dai membri IAF sono accettati a livello globale. L'accreditamento riduce il rischio per le imprese e i suoi clienti, assicurandoli I CAB accreditati sono competenti a svolgere il lavoro che svolgono nell'ambito della loro portata di accreditamento. Gli AB che sono membri di IAF e i CAB che accreditano sono obbligatori per conformarsi agli standard internazionali appropriati e alla domanda IAF applicabile documenti per l'applicazione coerente di tali norme. Gli AB che sono firmatari del Multilateral Recognition Arrangement (MLA) IAF sono valutato regolarmente da un gruppo di pari nominato per fornire fiducia nel funzionamento dei loro programmi di accreditamento. La struttura e lo scopo del MLA IAF è dettagliata in IAF PR 4 - Struttura dell'MLA IAF e documenti normativi omologati. L'MLA IAF è strutturato su cinque livelli: Livello 1 specifica i criteri obbligatori applicabili a tutti gli AB, ISO / IEC 17011. La combinazione di un'attività (i) di Livello 2 e il i corrispondenti documenti normativi di livello 3 sono definiti lo scopo principale dell'MLA e la combinazione di documenti normativi pertinenti di Livello 4 (se applicabile) e Livello 5 è chiamato sotto-ambito del MLA. Lo scopo principale dell'MLA comprende attività ad es. certificazione di prodotto e documenti obbligatori associati, ad es. ISO / IEC 17065. Gli attestati di I CAB a livello di ambito principale sono considerati ugualmente affidabili.? L'ambito secondario dell'MLA comprende i requisiti di valutazione della conformità, ad es. ISO 9001 e requisiti specifici dello schema, ove applicabile, ad es. ISO TS 22003. Si considerano gli attestati rilasciati dai CAB a livello di sotto ambito essere equivalente. L'MLA IAF offre la fiducia necessaria per l'accettazione della conformità sul mercato risultati della valutazione. Un attestato rilasciato, nell'ambito del MLA IAF, da a organismo accreditato da un firmatario MLA IAF può essere riconosciuto in tutto il mondo, facilitando così il commercio internazionale. Alcuni servizi specifici offerti o forniti nel campo della professione. Salute e sicurezza per i clienti certificati o certificati per OH e SMS dalla certificazione Il corpo è considerato come consulente OH e SMS. Questi includono, ma non sono limitati a: i) svolgere il ruolo di coordinatore per la salute e la sicurezza sul lavoro, ii) segnalazione di sicurezza, iii) eseguire valutazioni del rischio, iv) eseguire ispezioni sulla salute e sicurezza sul lavoro e audit interni, v) comunicazione con le autorità di regolamentazione per conto del cliente, vi) assistenza nello sviluppo della salute e sicurezza sul lavoro di un'organizzazione Sistema di gestione e vii) inchiesta su incidenti e inconvenienti.

Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015 Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015

 
22
Dic

Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro

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Entrata in vigore del provvedimento: 05/01/2018

Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro

Decreto 3 novembre 2017 n. 1951. Il presente regolamento definisce la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, allo scopo di dare ai medesimi studenti l’opportunità di conoscere ambiti professionali, contesti lavorativi e della ricerca, utili a conseguire e integrare le competenze curriculari, al fine di motivarli e orientarli a scelte consapevoli, nella prospettiva della prosecuzione degli studi o dell’ingresso nel mondo del lavoro. 2. Il presente regolamento definisce, altresì, le modalità di applicazione agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro delle disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. ... Art. 5. Salute e sicurezza 1. Gli studenti impegnati nei percorsi in regime di alternanza ricevono preventivamente dall’istituzione scolastica una formazione generale in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’articolo 37, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, come disciplinata dall’accordo previsto dall’articolo 37, comma 2, del medesimo decreto legislativo. Tale formazione è certificata e riconosciuta a tutti gli effetti ed è integrata con la formazione specifica che gli studenti ricevono all’ingresso nella struttura ospitante, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra quest’ultima e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri conseguenti. 2. È di competenza dei dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado l’organizzazione di corsi di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, rivolti agli studenti inseriti nei percorsi di alternanza e svolti secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. 3. Al fine di ridurre gli oneri a carico della struttura ospitante nell’erogazione della formazione di cui all’articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, possono essere: a) stipulati dagli uffici scolastici regionali appositi accordi territoriali con i soggetti e gli enti competenti ad erogare tale formazione, tra i quali l’INAIL e gli organismi paritetici previsti nell’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 211; b) svolti percorsi formativi in modalità e-learning , anche in convenzione con le piattaforme pubbliche esistenti riguardanti la formazione, come previsto dall’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, e dall’accordo Stato-regioni del 7 luglio 2016, n. 128; c) promosse forme più idonee di collaborazione, integrazione e compartecipazione finanziaria da determinarsi in sede di convenzione. 4. Al fine di garantire la salute e la sicurezza degli studenti di cui all’articolo 2 del presente regolamento, considerata la specifica finalità didattica e formativa, ai sensi dell’articolo 2 comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, che equipara gli studenti allo status dei lavoratori, è stabilito che il numero di studenti ammessi in una struttura sia determinato in funzione delle effettive capacità strutturali, tecnologiche ed organizzative della struttura ospitante, nonché in ragione della tipologia di rischio cui appartiene la medesima struttura ospitante con riferimento all’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, in una proporzione numerica studenti/tutor della struttura ospitante non superiore al rapporto di 5 a 1 per attività a rischio alto, non superiore al rapporto di 8 a 1 per attività a rischio medio, non superiore al rapporto di 12 a 1 per attività a rischio basso. 5. Agli studenti in regime di alternanza è garantita la sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, nei casi previsti dalla normativa vigente. Nei casi in cui la sorveglianza sanitaria si renda necessaria, la stessa è a cura delle aziende sanitarie locali, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra queste ultime e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri ad essa conseguenti. 6. Gli studenti impegnati nelle attività di alternanza, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, rispettivamente previsti dagli articoli 1 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono assicurati presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e coperti da una assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, con relativi oneri a carico dell’istituzione scolastica. Le coperture assicurative devono riguardare anche attività eventualmente svolte dagli studenti al di fuori della sede operativa della struttura ospitante, purché ricomprese nel progetto formativo dell’alternanza.

Decreto 3 novembre 2017 n. 195Decreto 3 novembre 2017 n. 195

 
22
Dic

Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro

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Entrata in vigore del provvedimento: 05/01/2018

Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro

Decreto 3 novembre 2017 n. 1951. Il presente regolamento definisce la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, allo scopo di dare ai medesimi studenti l’opportunità di conoscere ambiti professionali, contesti lavorativi e della ricerca, utili a conseguire e integrare le competenze curriculari, al fine di motivarli e orientarli a scelte consapevoli, nella prospettiva della prosecuzione degli studi o dell’ingresso nel mondo del lavoro. 2. Il presente regolamento definisce, altresì, le modalità di applicazione agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro delle disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. ... Art. 5. Salute e sicurezza 1. Gli studenti impegnati nei percorsi in regime di alternanza ricevono preventivamente dall’istituzione scolastica una formazione generale in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’articolo 37, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, come disciplinata dall’accordo previsto dall’articolo 37, comma 2, del medesimo decreto legislativo. Tale formazione è certificata e riconosciuta a tutti gli effetti ed è integrata con la formazione specifica che gli studenti ricevono all’ingresso nella struttura ospitante, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra quest’ultima e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri conseguenti. 2. È di competenza dei dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado l’organizzazione di corsi di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, rivolti agli studenti inseriti nei percorsi di alternanza e svolti secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. 3. Al fine di ridurre gli oneri a carico della struttura ospitante nell’erogazione della formazione di cui all’articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, possono essere: a) stipulati dagli uffici scolastici regionali appositi accordi territoriali con i soggetti e gli enti competenti ad erogare tale formazione, tra i quali l’INAIL e gli organismi paritetici previsti nell’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 211; b) svolti percorsi formativi in modalità e-learning , anche in convenzione con le piattaforme pubbliche esistenti riguardanti la formazione, come previsto dall’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, e dall’accordo Stato-regioni del 7 luglio 2016, n. 128; c) promosse forme più idonee di collaborazione, integrazione e compartecipazione finanziaria da determinarsi in sede di convenzione. 4. Al fine di garantire la salute e la sicurezza degli studenti di cui all’articolo 2 del presente regolamento, considerata la specifica finalità didattica e formativa, ai sensi dell’articolo 2 comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, che equipara gli studenti allo status dei lavoratori, è stabilito che il numero di studenti ammessi in una struttura sia determinato in funzione delle effettive capacità strutturali, tecnologiche ed organizzative della struttura ospitante, nonché in ragione della tipologia di rischio cui appartiene la medesima struttura ospitante con riferimento all’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, in una proporzione numerica studenti/tutor della struttura ospitante non superiore al rapporto di 5 a 1 per attività a rischio alto, non superiore al rapporto di 8 a 1 per attività a rischio medio, non superiore al rapporto di 12 a 1 per attività a rischio basso. 5. Agli studenti in regime di alternanza è garantita la sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, nei casi previsti dalla normativa vigente. Nei casi in cui la sorveglianza sanitaria si renda necessaria, la stessa è a cura delle aziende sanitarie locali, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra queste ultime e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri ad essa conseguenti. 6. Gli studenti impegnati nelle attività di alternanza, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, rispettivamente previsti dagli articoli 1 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono assicurati presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e coperti da una assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, con relativi oneri a carico dell’istituzione scolastica. Le coperture assicurative devono riguardare anche attività eventualmente svolte dagli studenti al di fuori della sede operativa della struttura ospitante, purché ricomprese nel progetto formativo dell’alternanza.

Decreto 3 novembre 2017 n. 195Decreto 3 novembre 2017 n. 195

 
5
Dic

Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruote

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Istruzioni per l’analisi del sovraccarico biomeccanico

Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruote

Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruoteQuesta analisi è uno strumento per valutare il sovraccarico biomeccanico di un operatore impegnato a spostare dei carichi (spinta e traino) con mezzi di movimentazione su ruote. L’analisi può servire anche come punto di partenza per accertare un infortunio. A tale proposito, al capitolo 3 di questo documento si valuta una situazione a rischio infortunio. Per valutare se un’attività è sostenibile sul piano della salute, l’analisi va svolta come minimo con tre persone di diversa costituzione fisica e sesso. L’analisi del sovraccarico biomeccanico prevede una serie di domande sullo sforzo e l a postura assunta in una determinata attività. A ogni risposta si può assegnare un colore (verde, giallo o rosso) per ottenere un riscontro immediato. Il colore verde significa che la persona non è soggetta a un grave sovraccarico. Il colore giallo indica che il sovraccarico c’è ma è di lieve entità. Nelle categorie a rischio, ossia giovani di età inferiore a 18 anni, persone anziane oltre i 50 anni o perso ne con rendimento ridotto per diversi motivi, questo sovraccarico potrebbe causare alla lunga un danno alla salute. Più situazioni di sovraccarico di piccola entità possono, se sommate, rappresentare un rischio serio per qualsiasi lavoratore. Il colore rosso indica che il sovraccarico per la persona è notevole e che il rischio di un danno alla salute è considerato alto per tutte le categorie di lavoratori. L’analisi non deve essere effettuata dalla persona che svolge l’attività presa in esame, bensì da una terza persona, ad es. l’addetto alla sicurezza in azienda. L’opinione e la valutazione della persona esaminata sono importanti e vanno prese in considerazione, soprattutto per quanto concerne la percezione soggettiva dello sforzo. L’analisi è strutturata in modo sistematico ed è corredata da immagini di facile comprensione e quindi può essere svolta anche da persone con scarse conoscenze in materia. Tuttavia, può essere utile aver applicato in passato un simile metodo di valutazione. Le informazioni di base servono a descrivere il posto di lavoro e garantiscono che l’analisi sia comprensibile in un momento successivo o per i non partecipanti. Il capitolo 1 (fattori esterni) descrive le condizioni generali che possono avere un’influenza sull’esecuzione di un’attività. Il capitolo 2 (sovraccarico biomeccanico in tutto il ciclo lavorativo) documenta la modalità di lavoro tipica o più frequente che può avere una certa rilevanza se associata ai potenziali pericoli per la salute. Il capitolo 3 (sovraccarico biomeccanico nella situazione più gravosa) si limita a descrivere questa determinata situazione. In questo caso si prende nota dei momenti di maggior sovraccarico (picchi di forza) che spesso rappresentano un pericolo per la salute. Rispondere e valutare ogni domanda in modo indipendente Ogni domanda deve essere valutata singolarmente e solo in riferimento alla postura o allo sforzo della persona, indipendentemente dagli altri fattori. Ad esempio: l’altezza della zona di presa deve essere considerata e valutata senza tener conto della postura del tronco. La relativa constatazione viene registrata nel grafico e attribuita a un determinato colore con una crocetta.

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