1 Ing. A Ruggiero - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Ing. A Ruggiero

18
Ott

omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori

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esposti a un rischio specifico lettera circolare n. 3/2017

omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori

Indicazioni operative sulle sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratoriIl 12 ottobre 2017 L'INL ha fornito ai propri Uffici territoriali chiarimenti inerenti l'omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a un rischio specifico. In particolare la lettera circolare n. 3/2017 illustra le tre ipotesi  cui ricondurre i comportamenti omissivi dell'obbligo per ognuna delle quali sono previste specifiche sanzioni penali ed amministrative.

Prot. n. 3/2017 Oggetto: Indicazioni operative sulle sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori. Come è noto, nell'ambito della normativa in materia di salute e sicurezza la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, così come declinata dall'art. 41 del d.lgs. n. 81/2008, diviene un obbligo nel momento in cui la valutazione dei rischi evidenzi la necessità di sottoporre il lavoratore a sorveglianza sanitaria. Tale obbligo non è però esplicitamente individuato da un'unica disposizione normativa ma, almeno nel Titolo I del D.Lgs. 81/2008, vi sono almeno tre fattispecie cui ricondurre i comportamenti omissivi dell'obbligo in esame, fattispecie dotate ognuna di una diversa previsione sanzionatoria. Tale situazione determina comportamenti diversificati nei vari uffici e pertanto appare necessario fornire indicazioni univoche al fine di assicurare l'uniformità di comportamento da parte di tutto il personale ispettivo nell'adozione dei provvedimenti sanzionatori. In considerazione di quanto sopra premesso, si ritiene che la sanzione da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria sia riconducibile alla violazione dell'obbligo sancito dai seguenti articoli del d.lgs. n. 81/2008: a) art. 18 comma 1 lettera c): nei casi in cui si debba valutare lo stato di salute del lavoratore, al fine dell'affidamento dei compiti specifici, che non dipendono dai rischi presenti nell'ambiente di lavoro, ma dalla capacità del lavoratore stesso di svolgerli (es. lavori in quota, lavori in sotterraneo o in ambienti chiusi in genere, lavori subacquei, ecc.); b) art 18 comma 1 lettera g): in tutti i casi in cui la normativa vigente prevede l'obbligo della sorveglianza sanitaria; c) art. 18 comma 1 lettera bb): nei casi in cui nei confronti del lavoratore soggetto a sorveglianza sanitaria (pur essendo stato sottoposto a visita, esami clinici e biologici e indagini diagnostiche), non sia stato ancora espresso il giudizio di idoneità ed in sede ispettiva si riscontri che lo stesso sia adibito a quella specifica mansione; in questo caso risulta evidente il difetto di vigilanza del datore di lavoro o del dirigente. Si ricorda da ultimo che, come precisato con la circolare n. 33/2009 (alla quale si rinvia per ogni ulteriore chiarimento), l'accertamento delle violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro deve avvenire "nel rispetto delle competenze in tema di vigilanza” in forza dell'art. 13 del d.lgs. n. 81/2008. Pertanto, qualora l'omessa sorveglianza sanitaria sia riscontrata in settori diversi dall'edilizia, gli ispettori del lavoro devono comunicare la notizia di reato all'Autorità Giudiziaria ai sensi dell'art. 347 del c.p.p.

circolare n. 3/2017circolare n. 3/2017

 
9
Ott

Inquinamento atmosferico e beni culturali

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effetti sui materiali a Roma pubblicazione ISPRA

Inquinamento atmosferico e beni culturali

Inquinamento atmosferico e beni culturaliIl deterioramento dei materiali che costituiscono il patrimonio culturale è un fenomeno complesso solitamente riconducibile a vari fattori, tra cui l’inquinamento dell’aria e le condizioni climatiche del territorio in cui i beni sono collocati.  L’azione sinergica dei fattori ambientali e climatici spesso comporta un danno di tipo estetico e/o strutturale del materiale originale che può compromettere la percezione e la fruizione dell’opera stessa e causarne la perdita di valore.  Gli inquinanti maggiormente coinvolti nei processi di degrado frequentemente riscontrati sui beni culturali (annerimento, recessione superficiale, corrosione, etc.) sono il biossido di zolfo (SO2), il biossido di azoto (NO2), l’ozono (O3) e il particolato atmosferico (PM10, PM2.5 etc.).  Le politiche di riduzione di SO2 messe in atto a livello  europeo negli ultimi decenni, hanno portato ad una significativa diminuzione delle concentrazioni di questo inquinante in atmosfera, mentre altre sostanze (ossidi di azoto, particolato atmosferico, ozono),  potenzialmente altrettanto pericolose sia per la salute umana che per l’ambiente e per i materiali da costruzione, continuano ad essere presenti in aria in quantità significative. Pertanto la conoscenza di come gli inquinanti atmosferici influiscano sui processi di deterioramento e di alterazione delle opere d’arte è particolarmente importante per la loro protezione e per la scelta dei materiali appropriati da utilizzare per la costruzione di nuove strutture (Tzanis et al., 2009).  Per questo motivo il rapporto tra patrimonio culturale e ambiente continua a rappresentare per la ricerca scientifica un tema ancora molto attuale e di grande interesse.  A livello europeo, negli anni passati, sono stati condotti progetti di ricerca finalizzati alla valutazione e alla quantificazione del danno cui sono soggetti alcuni dei materiali che generalmente vengono impiegati nel settore dei beni culturali (MULTIASSESS Final Report 2007, CULT-STRAT 2006).   In particolare l'obiettivo di questi studi è stato quello di analizzare i meccanismi di deterioramento di ogni materiale preso in esame, arrivando a definire per ciascuno di essi, specifiche relazioni matematiche (funzioni dose-risposta) in grado di stimare quantitativamente, laddove non sia possibile misurarlo direttamente, il danno attribuibile agli inquinanti atmosferici e ai parametri climatici.
Nell’ambito dei suddetti progetti, le funzioni dose-risposta (di danno) sono state definite esponendo provini nuovi di alcuni materiali, in un determinato numero di siti su un'ampia scala geografica. Tali funzioni, oltre alla stima, permettono di prevedere l’andamento del danno di un materiale nel tempo e di realizzare mappe che mostrino le eventuali variazioni nello spazio del danno stesso (Verney-Carron et al, 2012). Facendo riferimento ai lavori appena citati, ISPRA e ISCR (Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro), in collaborazione con ARPA Lazio, hanno avviato nel 2013 una campagna di monitoraggio della durata di tre anni, a Roma, con lo scopo di analizzare i processi di annerimento e di degradazione di alcuni dei materiali costituenti il patrimonio culturale italiano. In particolare lo studio sperimentale è consistito nell’esposizione di campioni di marmo, rame e vetro in sette siti, all’interno del Grande Raccordo Anulare, in corrispondenza di sette centraline di monitoraggio della qualità dell’aria caratterizzate da differenti condizioni ambientali.  Sui provini sono state condotte analisi colorimetriche periodiche, in situ, per verificare le variazioni di colore causate dalla deposizione degli inquinanti, misure di differenze di peso, eseguite in laboratorio, per quantificare l’eventuale perdita di materiale, analisi con Microscopio Elettronico a Scansione (SEM-EDS) per la caratterizzazione del particolato depositato sui provini nel corso dell’esposizione e analisi con Spettroscopia Raman per la determinazione dei prodotti di corrosione del rame. La sperimentazione ha permesso di definire l’andamento dei processi di annerimento del marmo e del vetro, di studiare la recessione superficiale del marmo e la corrosione del rame. Per quanto riguarda il marmo, è stato inoltre possibile confrontare i dati sperimentali ottenuti nel corso della campagna di monitoraggio con quelli ricavati applicando le funzioni dose-risposta presenti in letteratura (Christodoulakis et al., 2016).
 
28
Set

rischio di esposizione a Legionella spp. in ambienti di vita e di lavoro

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La legionellosi continua ad essere una patologia poco conosciuta, soprattutto in ambito occupazionale

rischio di esposizione a Legionella spp. in ambienti di vita e di lavoro

E-learningCon il termine di Legionellosi si definiscono tutte le forme morbose causate da batteri Gram-negativi aerobi appartenenti al genere Legionella. Il termine legionellosi venne coniato nel 1976 in occasione di un’epidemia di polmonite che si verificò a Philadelphia tra partecipanti ad un convegno dell’associazione di ex combattenti dell’American Legion. Al microrganismo responsabile dei 34 decessi venne dato il nome di Legionella pneumophila e la malattia da esso causata venne denominata “malattia dei legionari”. La legionellosi costituisce un problema emergente in Sanità pubblica, essendo sottoposta a sorveglianza speciale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), della Comunità Europea (European Legionnaires’ Disease Surveillance Network - ELDSNet) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) presso il quale è istituito il registro nazionale dei casi. Nonostante l’obbligo di notifica, il numero dei casi (6412 casi in Europa nel 2014, di cui 1435 in Italia) è ancora largamente sottostimato e, per la maggior parte di questi (80% circa), non è possibile risalire alle circostanze in cui si è verificata l’esposizione all’agente biologico. La famiglia delle Legionellaceae comprende un solo genere con più di 50 specie alcune delle quali con più di un sierogruppo. L. pneumophila sierogruppo 1 è la specie maggiormente implicata nella patologia umana essendo responsabile del 95% delle infezioni in Europa e dell’85% nel mondo; altre specie di isolamento clinico sono L. micdadei, L. dumoffii, L. bozemanii, L. gormanii, L. anisa e L. longbeachae. Secondo la vigente normativa in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, tutti i batteri appartenenti al genere Legionella sono classificati nel 2° gruppo di rischio (Allegato XLVI del d.lgs 81/2008 e s.m.i.). Nell’ambito della legionellosi vengono distinte due manifestazioni cliniche: la febbre di Pontiac e la malattia dei legionari. Quest’ultima è la forma più severa dell’infezione con una letalità totale del 10 - 15% che, nei casi nosocomiali, può arrivare fino al 30 - 50%. Dopo un periodo di incubazione compreso tra 2 e 10 giorni, la malattia si manifesta con febbre alta, cefalea, tosse ed un quadro polmonare non distinguibile da altre forme di polmoniti batteriche o atipiche. Per ridurre la probabilità di un esito infausto della malattia, è necessario attuare una terapia antibiotica mirata (chinoloni e macrolidi). La febbre di Pontiac, è una forma simil-influenzale di lieve entità, senza interessamento polmonare con un’evoluzione benigna anche in assenza di specifico trattamento antibiotico.

rischio di esposizione a Legionella spp. in ambienti di vita e di lavororischio di esposizione a Legionella spp. in ambienti di vita e di lavoro

 
5
Set

Responsabile tecnico nuovi requisiti

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Delibera n. 6 del 30 maggio 2017

Responsabile tecnico nuovi requisiti

Delibera n.6/2017 Albo gestori ambientali: Responsabile tecnico nuovi requisitiLa delibera entra in vigore il 16 ottobre 2017.

Delibera n.6/2017 Albo gestori ambientali: Responsabile tecnico nuovi requisiti Delibera n. 6 del 30 maggio 2017 relativa ai requisiti del responsabile tecnico di cui agli articoli 12 e 13 del D.M. 120/2014 Con la delibera n. 6 del 30 maggio 2017 il Comitato nazionale ha definito i requisiti del responsabile tecnico di cui agli articoli 12 e 13 del D.M. 3 giugno 2014, n. 120.

Articoli 1 Requisiti del responsabile tecnico 1. I requisiti del responsabile tecnico sono individuati, per ciascuna categoria e classe d'iscrizione, nell'allegato "A". 2. Ai fini dell'iscrizione prevista per i diversi settori di attività, l'esperienza richiesta al responsabile tecnico consiste nell'esperienza acquisita in almeno uno o più dei seguenti casi: a) come legale rappresentante di impresa operante nel settore di attività per la quale si chiede l'iscrizione; b) come responsabile tecnico o direttore tecnico operante nel settore di attività per la quale si chiede l'iscrizione; c) come dirigente o funzionario direttivo tecnico con responsabilità inerenti il settore di attività per le quali si chiede l'iscrizione; d) come dipendente nell'affiancamento al responsabile tecnico. In tal caso, l'impresa interessata, con nota a firma congiunta del legale rappresentante, del dipendente e del responsabile tecnico, comunica preventivamente alla Sezione regionale competente, utilizzando il modello allegato sotto la lettera "B", l'inizio e la durata del periodo di affiancamento.

E-learning_5.pngDelibera n. 6 del 30 maggio 2017

 
29
Ago

salute e della sicurezza dei lavoratori

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nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento, dell’orticoltura e della silvicoltura

salute e della sicurezza dei lavoratori

salute e della sicurezza dei lavoratoriGuida non vincolante alle migliori prassi per migliorare l’applicazione delle direttive in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento, dell’orticoltura e della silvicoltura. La presente pubblicazione è finanziata dal programma dell’Unione europea per l’occupazione e la solidarietà sociale Progress (2007-2013). Manoscritto terminato nel dicembre 2011 Tale programma è attuato dalla Commissione europea ed è stato istituito per sostenere finanziariamente la realizzazione degli obiettivi dell’Unione europea in materia di occupazione, affari sociali e pari opportunità, al fine di contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 nei settori citati. Il programma ha durata settennale e si rivolge a tutte le parti interessate che possono contribuire all’elaborazione di normative e politiche sociali e occupazionali che siano adeguate ed efficaci nei 27 Stati membri dell’Unione europea e nei paesi dell’Associazione europea di libero scambio e dello Spazio economico europeo nonché nei paesi candidati e precandidati all’UE. L’agricoltura in Europa si trova ad affrontare un numero crescente di sfide e difficoltà. Alcune di esse esulano dal vostro controllo: l’economia mondiale, il cambiamento climatico, i fenomeni atmosferici estremi, l’abbandono delle zone rurali. I fattori che invece potete controllare sono la vostra capacità di lavoro e la vostra abilità nel superare i problemi di salute e sicurezza che vi si presentano. Va da sé che la salute e la sicurezza vostre e dei vostri collaboratori, insieme a un ambiente sicuro, rappresentano requisiti indispensabili per la gestione di un’attività economicamente sostenibile. Per conseguire livelli adeguati di salute e sicurezza nella vostra azienda è necessario un impegno sistematico da parte vostra. Rientra inoltre nella vostra responsabilità morale e giuridica in quanto datori di lavoro garantire la salute e la sicurezza dei vostri lavoratori. La salute e la sicurezza costituiscono un elemento che rientra nelle vostre capacità di controllo. Potete ridurre gli incidenti, l’insorgere di malattie e la possibilità di subire perdite di beni e di produzione. Questa guida vi aiuterà a compiere i primi passi in questa direzione. Qui troverete informazioni di base su cosa s’intende per salute e sicurezza, su quali aspetti della vostra attività siano collegati a questa tematica e quali richiedano maggiormente la vostra attenzione, nonché su come organizzarvi per acquisire il controllo di tali fattori. In particolare questa guida offre uno strumento per individuare e valutare i pericoli connessi al lavoro; la valutazione dei rischi. Troverete un elenco di 128 pericoli tipici di cui tenere conto nelle vostre valutazioni dei rischi: buona parte del lavoro è già stato svolto per voi, per farvi risparmiare tempo, denaro e fatica.

salute e della sicurezza dei lavoratorisalute e della sicurezza dei lavoratori

 
26
Lug

Sicurezza nelle cave di marmo

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Campagna di comunicazione per la sicurezza sul lavoro nelle cave di marmo

Sicurezza nelle cave di marmo

safety.pngRispettare le regole e lavorare in sicurezza protegge i lavoratori dagli infortuni, difende la reputazione delle aziende e abbatte i costi che ricadono sulla collettività. Il lavoro nelle cave è il risultato della stretta collaborazione fra tutte le figure dell'impresa. Più si condivide meno si rischia.

A fronte del crescente numero di infortuni anche mortali intervenuti nel comparto marmo e delle criticità sulla salute e sicurezza in questi ambiti di lavoro, i settori estrattivo e lapideo sono inseriti nel Piano straordinario per la sicurezza sul lavoro -  allegato 2d - per i quali sono previsti interventi ulteriormente declinati nel:

  • Piano biennale straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo
  • delibera della Giunta regionale del 17 maggio 2016 n. 458

Il Piano, avviato a giugno 2016, prevede numerosi interventi tra cui: il potenziamento dei controlli finalizzati alla riduzione dei profili di rischio eseguiti anche congiuntamente con altre Autorità (Direzione Territoriale del Lavoro, INAIL) l'elaborazione di procedure di lavoro, e di relative misure di prevenzione, condivise da tutti i soggetti che partecipano all'organizzazione della sicurezza: datori di lavoro, lavoratori, Dipartimento di Prevenzione la segnalazione al Ministero competente delle non conformità sulle macchine tagliatrici.

 
17
Lug

Botulismo e sicurezza alimentare

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Indirizzi operativi  A cura di Ministero della salute

Botulismo e sicurezza alimentare

E-learningL’obiettivo di questo documento è garantire la sicurezza alimentare attraverso l’adozione di tempestive misure a tutela della salute pubblica in occasione di incidenti di botulismo alimentare. Il documento fornisce indicazioni per individuare il più rapidamente possibile i potenziali veicoli alimentari responsabili dell’intossicazione e le modalità di conduzione del le analisi per la conferma di laboratorio. Il documento fornisce altresì elementi di dettaglio rispetto all e metodiche analitiche da adottare per la conferma di laboratorio e la tempistica con cui i laboratori devono garantire l’esecuzione delle analisi e la diffusione dei risultati alle Autorità competenti coinvolte nella gestione dell’incidente.

La necessità di fornire indirizzi operativi nasce d alle criticità emerse durante la gestione di recenti focolai di botulismo alimentare correlati al consumo di prodotti industriali presso esercizi di ristorazione. La prima è correlata alle modalità di conduzione dell’ inchiesta epidemiologica. Una non corretta conduzione dell’inchiesta epidemiologica può portare, infatti, all’analisi di un elevatissimo numero di campioni ed alla diminuzione delle probabilità di identificazione de l veicolo alimentare. La seconda criticità emersa è legata ai tempi di analisi ed alle procedure analitiche utilizzate durante la conferma di laboratorio. Avere a disposizione in tempi più brevi possibili i risulta ti analitici è conditio sine qua non per l’adozione tempestiva di quelle misure di sanità pubblica tese al contenimento della diffusione dell’intossicazione (eliminazione dal circuito commerciale dell’alimento tossico). Il botulismo alimentare è una grave sindrome neuro-paralitica dovuta all’ingestione delle tossine botuliniche preformate negli alimenti. Il consumo d i piccolissime quantità (dell’ordine di 0.1 g) di alimenti contaminati con le tossine botuliniche può essere sufficiente per determinare la malattia ed addirittura potrebbe dimostrarsi fatale. A titolo di esempio, i n occasione di un esteso focolaio di botulismo verificatosi nel 2006 negli Stati Uniti ed in Canada, la dose le tale di succo di carota contaminato fu stimata in 5 microlitri. In conseguenza dell’alta pericolosità d elle tossine botuliniche, che rappresentano per l’uomo il più potente veleno naturale e che potrebbero potenzialmente essere utilizzate anche come arma batteriologica, ogni caso di botulismo dovrebbe essere considerato come una potenziale emergenza per la salute pubblica. La corretta gestione di un caso, e ancor più di un focolaio, richiede pertanto l’azione sinergica di diverse figure professionali afferenti al SSN e di diverse Autorità competenti.

E-learningBotulismo e sicurezza alimentare

 
12
Lug

Bando Avviso 01/17 – Singoli Studi/Aziende

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L’Avviso consente di finanziare piani formativi destinati ai dipendenti di singoli Studi/Aziende

Bando Avviso 01/17 - Singoli Studi/Aziende

E-learning formazione10/07/2017 - Il C.d.A. di Fondoprofessioni nella seduta dell'08/06/2017 ha deliberato la pubblicazione dell'Avviso 01/17.

Fondoprofessioni, Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la formazione continua negli studi professionali e nelle aziende collegate, istituito a seguito dell’accordo interconfederale del 7 novembre 2003, tra Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa e Cgil, Cisl, Uil e riconosciuto dal Ministero del Lavoro con decreto del 29 dicembre 2003, opera nel rispetto di quanto previsto dall’art. 118 della Legge 388/2000 e dall’art. 48 della Legge 289/2002, nonché nel rispetto della Circolare n. 36 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 18 novembre 2003, dei relativi allegati e della Circolare n. 10 del 18/02/2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Le risorse allocate dal presente Avviso sono complessivamente pari ad euro 800.000,00 (ottocentomila/00) e saranno destinate alla realizzazione di attività formative corsuali a vantaggio di singoli studi professionali/aziende, secondo n. 3 scadenze di presentazione. Tale disponibilità potrà essere, eventualmente, integrata in seguito a delibera del C.d.A. di Fondoprofessioni. Il contributo per ogni singolo Piano formativo non può superare l’importo di euro 20.000,00 e gli importi indicati sono comprensivi di IVA e, se dovuti, di ogni altro onere ed imposta. I progetti prevedono una durata minima di 16h ed un massimo di 40h con un gruppo d’aula di almeno 3 e non oltre 25 beneficiari. Il parametro massimo di contributo erogato per un’ora di formazione per lavoratore (costo ora/allievo) è fissato a € 20,00. Sono ammesse attività d’aula e training on the job.

I destinatari dell’attività formativa sono le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, con contratto a tempo indeterminato/determinato o di apprendistato, per i quali gli studi professionali e le aziende sono tenuti a versare il contributo di cui all’art. 12 della legge n. 160/1975, così come modificato dall’art. 25 della legge quadro sulla formazione professionale n. 845/1978 e successive modificazioni, e che siano in regola con l’adesione e il versamento a Fondoprofessioni attraverso l’invio del flusso Uniemens.

Si ricorda che è possibile verificare tale adesione attraverso la raccolta del "cassetto previdenziale", reperibile tramite il portale INPS - www.inps.it - all’interno del “fascicolo elettronico”, nella sezione “dati complementari”, per maggior tutela ai fini rendicontativi. L’Ente proponente è lo Studio/Azienda che rappresenta il bisogno formativo dei dipendenti assicurando la realizzazione dell’attività formativa attraverso una struttura accreditata al Fondo detta Ente attuatore. L’Ente attuatore deve validare il formulario e caricare in piattaforma la documentazione di presentazione prevista al punto 11 del presente Avviso entro e non oltre le ore 17, delle scadenze di seguito riportate: 1) venerdì 29/09/2017; 2) venerdì 19/01/2018; 3) venerdì 18/05/2018.

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12
Lug

Stampa 3D e monitoraggio lavoratori

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monitoraggio, prassi lavorative e nuovi rischi, studi Eu-Osha

Stampa 3D e monitoraggio lavoratori

Stampa 3DLa tecnologia ha un ruolo sempre più importante nella vita professionale e sta cambiando il modo in cui le persone lavorano. Per i lavoratori può essere un’evoluzione positiva, ma anche l’origine di rischi nuovi ed emergenti per la sicurezza e la salute sul lavoro (SSL). L’EU-OSHA ha pubblicato due nuove analisi di esperti che studiano le applicazioni di determinati tipi di tecnologie sul posto di lavoro: una prende in esame la stampa in 3D (la cosiddetta produzione additiva) e i potenziali nuovi rischi in termini di responsabilità, materiali utilizzati, flessibilità dei modelli di produzione e monotonia sul posto di lavoro. Nell’altra analisi, gli esperti si sono soffermati sul monitoraggio dei lavoratori attraverso la tecnologia finalizzata al benessere, che è già un fattore di cambiamento in molti luoghi di lavoro.

Le relazioni rientrano nell’attività di studio dei cambiamenti nel mondo del lavoro che Eu-Osha conduce da anni. Attività che ha interessato nel recente passato i lavori verdi ad esempio, e nella quale possiamo far rientrare le campagne di sensibilizzazione e ricerca, compresa la corrente dedicata al lavoro sicuro ad ogni età, a come gli ambienti di lavoro debbano adattarsi all’avanzare dell’età del lavoratore. I due documenti rilasciati, in inglese, sono: 3D Printing ad addittive manufacturing – The implications fors Osh (Stampa in 3D: una nuova rivoluzione industriale); Monitoring technology: the 21st century’s pursuit of well-being? (La tecnologia di monitoraggio sul luogo di lavoro). La stampa in 3D è un settore relativamente nuovo il cui possibile impatto su sicurezza e salute sul lavoro non è molto noto. Quest’analisi di esperti è corredata di una breve introduzione alla stampa in 3D ed esamina i relativi rischi in gioco. Il lettore avrà un’idea più chiara delle problematiche e dei cambiamenti necessari per garantire che questo nuovo settore assicuri condizioni di salute e sicurezza. Negli ultimi anni, la tecnologia di monitoraggio è diventata molto più accessibile al vasto pubblico. Per esempio, gli smartphone possono aiutarci a localizzare la nostra posizione mentre gli orologi sportivi possono informarci sulla frequenza con cui svolgiamo attività fisica. Queste tecnologie dovrebbero essere usate in misura maggiore nei luoghi di lavoro di modo che il datore di lavoro possa, per esempio, monitorare lo stato di salute dei propri dipendenti o questo violerebbe la privacy del lavoratore? E che dire se i dipendenti monitorassero il proprio stato di salute o i regimi di stress lavoro correlato? Leggi i vantaggi e gli svantaggi della tecnologia di monitoraggio in questa analisi di esperti.

Stampa 3DStampa 3D

Stampa 3DMonitoraggio lavoratori

I 2 documenti sono redatti da EU-OSHA in Inglese

 
10
Lug

SICURO GAS

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per un utilizzo sicuro del gas domestico Vigili del Fuoco, CIG e Assogasliquidi

SICURO GAS

Notizie utili sull’uso in sicurezza del gas naturale e del GPL

E-learningUna guida sicura ed affidabile per approcciarsi al gas per uso domestico (metano e GPL) con semplicità e senza correre alcun rischio. È questo l’obiettivo con cui, nell’ambito del Progetto di comunicazione sociale del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, a cura del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, in collaborazione con il Comitato Italiano Gas (CIG)e Assogasliquidi, è stato realizzato il Manuale “SICURO GAS” dedicato a tutti gli utenti del gas domestico che è stato presentato nella sua nuova veste grafica e aggiornato con importanti integrazioni.

Il manuale è stato realizzato per la prima volta nel 2004 e viene riproposto ora comprensivo dei più recenti sviluppi normativi, in virtù del costante impegno di Vigili del Fuoco, CIG e Assogasliquidi per il continuo miglioramento dei livelli di sicurezza, al fine di garantire  l’utilizzo corretto di queste fonti energetiche costantemente presenti nella vita quotidiana del cittadino.

Sebbene il rispetto delle norme, delle regole di buona tecnica e la diffusione di corrette prassi abbiano portato negli anni ad un numero di incidenti nell’utilizzo dei gas combustibili abbastanza contenuti, vi è la necessità di non abbassare la guardia nella comune convinzione che la sicurezza non si conquista una volta per tutte ma è il frutto di una consapevolezza che deve continuamente essere alimentata e rinnovata. La preoccupazione principale nello stendere queste note è stata la chiarezza e la semplicità dei concetti talvolta anche a scapito del rigore scientifico. Non si è voluto scrivere un trattato sulla sicurezza ma fornire delle indicazioni che possano generare comportamenti più attenti e sicuri. Nell’opuscolo sono riportate informazioni di carattere generale relative ad avvertenze specifiche per le diverse tipologie di utilizzo che, comunque, non devono essere intese come sostitutive dei testi legislativi e normativi ufficiali, cui ogni utente deve attenersi scrupolosamente ed integralmente.

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