1 Ing. A Ruggiero - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
Passa al contenuto
Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Ing. A Ruggiero

20
Giu

RESPONSABILITÀ SOCIALE DI IMPRESE E ORGANIZZAZIONI


Pubblicazione INAIL 2018

RESPONSABILITÀ SOCIALE DI IMPRESE E ORGANIZZAZIONI

RESPONSABILITÀ SOCIALE DI IMPRESE E ORGANIZZAZIONIIn questo factsheet, la responsabilità sociale delle imprese (RSI) viene indagata a livello nazionale e internazionale riportando le principali normative e i documenti di programmazione comunitaria e nazionale che definiscono e promuovono la RSI come strategia di investimento per aziende e organizzazioni socialmente responsabili.
La responsabilità sociale delle imprese (RSI) o, nella sua declinazione anglosassone, corporate social responsibility (CSR), riconosce alle imprese e alle organizzazioni lavorative il compito di mettere in atto politiche aziendali che, spingendosi oltre gli obblighi di legge previsti, tutelino e promuovano aspetti di grande rilevanza sociale quali la tutela dell'ambiente, la sicurezza, il rispetto dei diritti umani, la necessità di trasparenza e la rendicontazione (accountability) da parte delle organizzazioni.
Tale assunzione di responsabilità è sollecitata da atti di programmazione e dichiarazioni di principi di carattere internazionale e nazionale che sottolineano l'indispensabilità di un agire economico sostenibile, in un ampio scenario dove si intrecciano sia esperienze di piccole imprese attente alle esigenze dei propri dipendenti, sia interventi di più ampio respiro rivolti alla comunità in cui imprese e organizzazioni lavorative sono collocate. Le azioni di responsabilità sociale sono inoltre caratterizzate dal requisito della volontarietà e discrezionalità dell'operato d'impresa. 
Esse sono viste come molla propulsiva per lo sviluppo del sistema di welfare nel paese, particolarmente nell’attuale momento di crisi economica generalizzata. A tal fine, si indicano anche alcuni standard e linee guida internazionali per la realizzazione di  RSI e si descrive un esempio di buona pratica, realizzato con azioni concrete dal gruppo ATM di Milano.
Per favorire a livello europeo la responsabilità sociale e ispirandosi a principi e orientamenti internazionali (Oil, Ocse, Onu), nel 2001, la Commissione europea redige il Libro verde Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese, con cui si definisce la responsabilità sociale come l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.

6
Mar

lavorazioni gravose

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2018 il Decreto 5 febbraio 2018

lavorazioni gravose

Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2018 il Decreto 5 febbraio 2018Lavorazioni gravose. Pubblicato dal Ministero del Lavoro il Decreto 5 febbraio 2018 – Gazzetta Ufficiale n.47 26 febbraio 2018 con il quale di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze sono stati diffusi chiarimenti sulle professioni citate dall’allegato B della Legge di bilancio 2018. Le categorie di lavoratori, inserite nell'allegato A del decreto, costituiscono una specificazione di quelle già individuate dalla Legge di bilancio 2017 ai fini dell'accesso all'Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori "precoci" e delle seguenti quattro categorie professionali, inserite nell'allegato B della Legge di bilancio 2018: - operatori dell'agricoltura, zootecnia e pesca; - pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative; - siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi tra i lavori usuranti di cui al Decreto legislativo 67/2011; - marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne. Le specificazioni delle categorie lavorative "gravose" effettuate dal Decreto interministeriale del 5 febbraio 2018 valgono, comunque, anche ai fini dell'accesso all'Ape sociale, nonché al pensionamento anticipato previsto per i lavoratori "precoci".

E-learning_12.pngDecreto 5 febbraio 2018

 
20
Feb

monitoraggio nazionale delle sostanze estremamente preoccupanti

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Delibera del Consiglio SNPA. Seduta del 14.11.2017. Doc. n. 21/2017

monitoraggio nazionale delle sostanze estremamente preoccupanti

E-learningIl Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA) è un sistema federativo costituito dall’ISPRA, a cui è affidato il compito di coordinamento, e dal Sistema delle Agenzie Ambientali Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA). Il sistema così organizzato, coniuga la conoscenza diretta del territorio e dei problemi ambientali locali, con le politiche nazionali di prevenzione e protezione dell'ambiente. Le attività del sistema si svolgono nell’ambito di una programmazione pluriennale, valutata e approvata dal Consiglio SNPA. In questo contesto si inserisce, nel Programma Triennale 2014-2016, il Piano Operativo di Dettaglio (POD), prodotto n. 40, relativo alla “Condivisione priorità analitiche e di monitoraggio ambientale delle sostanze chimiche “estremamente preoccupanti (SVHC)” (REACH)” sul tema “Monitoraggio e Attività Analitica”. Obiettivo del piano è la predisposizione di linee di indirizzo per la programmazione di un monitoraggio nazionale delle sostanze cosiddette “estremamente preoccupanti” (Substances Very High Concern – SVHC) [ECHA, SVHC], nelle acque superficiali e sotterranee, e l’esecuzione di una campagna di monitoraggio sperimentale focalizzata sulle sostanze più rilevanti per gli usi sul territorio italiano e l’impatto ambientale. Nonostante le particolari caratteristiche di pericolosità delle SVHC e dei rischi che possono rappresentare per uomo e ambiente, ad oggi, per molte di queste sostanze non sono disponibili dati di monitoraggio ambientale. È dunque difficile una valutazione dei possibili impatti a seguito del loro utilizzo. Da cui l’esigenza di focalizzare una campagna di monitoraggio al fine di raccogliere le informazioni mancanti su quelle sostanze che non rientrano fra i parametri tabellari previsti dalla normativa e, in quanto contaminanti emergenti, non sono inclusi nei programmi di monitoraggio svolti di routine. Nella scelta delle sostanze da monitorare è stata data priorità a quelle che presentavano, per le proprie proprietà intrinseche, una particolare criticità per l’ambiente. Si è voluto inoltre conferire al piano di monitoraggio una rilevanza di tipo territoriale, mediante una pianificazione mirata alla selezione di sostanze che, per il loro utilizzo sul territorio, possono rappresentare una problematica di interesse nazionale. L’esecuzione di una campagna di monitoraggio, soprattutto per questa tipologia di sostanze richiede tuttavia lo sviluppo di conoscenze adeguate, e un impegno di risorse umane e strumentali oneroso che non è stato possibile realizzare nel periodo di svolgimento del progetto. Questo documento, articolato in due parti, riporta in una prima parte gli esiti del progetto realtivamente ai criteri da seguire per la definizione di una campagna di monitoraggio per le SHVC, e in una seconda parte la descrizione di una prima applicazione di questi.

L’impostazione di una campagna di monitoraggio esplorativo di livello nazionale della possibile contaminazione dei corpi idrici da sostanze SVHC, è necessario affrontare tutti gli aspetti tecnici operativi utili per la produzione di informazioni di qualità: - inividuazione delle sostanze da monitorare: • valutazione della pericolosità; • criteri di selezione; • individuazione delle concentrazioni da rilevare. - progettazione del piano di campionamento: • piano di fattibilità; • piano di campionamento - determinazione analitica • registrazione dei risultati. - diffusione dei risultati • reportistica • relazioni

E-learningmonitoraggio nazionale delle sostanze estremamente preoccupanti

 
13
Feb

sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

La Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito

sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

CRITICITA’ E PROPOSTE (Relatore: on. Gian Piero SCANU )

sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armateLa sicurezza e la salute del personale dell’Amministrazione della Difesa sono adeguatamente tutelate? Cosa possiamo e dobbiamo fare per evitare in futuro tragedie come quelle che in tutti questi anni hanno colpito le famiglie di queste persone? Sono proprio le domande che hanno indotto la Camera dei Deputati a distituire la quarta Commissione parlamentare di inchiesta sulle morti e malattie che hanno colpito il personale dell’Amministrazione della Difesa: in Italia e nelle missioni all’estero. Perché una quarta Commissione d’inchiesta? Perché le tre Commissioni precedenti ebbero il merito di individuare le criticità e di proporre un ampio ventaglio di indicazioni e proposte volte ad eliminare queste criticità. Ciò malgrado, le criticità non sono state eliminate. Nell’intento di porre rimedio a d una situazione tanto allarmante, l a quarta Commissione si è mossa secondo metodologie d’indagine innovative. In questa ottica, ha assunto un peso determinante l’esercizio da parte della Commissione degli stessi poteri dell’autorità giudiziaria in linea con quanto disposto dall’ articolo 82, comma 2, secondo periodo, della Costituzione. Efficace è apparsa, in particolare, la decisione d i procedere alla maggior parte delle audizioni, non già in forma libera, bensì secondo i paradigmi tipici dell’ esame testimoniale . Altrettanto incisiva si è rivelata la scelta di ricostruire i modelli organizzativi allestiti nei siti militari, e, a questo fine, di analizzare i comportamenti effettivamente tenuti dai soggetti chiamati a vario titolo a garantire la sicurezza sul lavoro: sia i soggetti che di fatto e/o di diritto hanno capacità decisionale , sia i soggetti che incarnano le competenze. Di qui un piano di lavoro caratterizzato dalla sistematica audizione in forma testimoniale di datori di lavoro, responsabili del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, medici competenti, consulenti esterni (primi fra tutti, CISAM e CETLI)

Coerente è, quindi, risultata la decisione di condurre gli accertamenti e di valutar n e gli esiti anche con l’ausilio di esperti individuati dalla Commissione in attività d i polizia giudiziaria e in magistrati inquirenti professionalmente abituati alle indagini in tema di salute e sicurezza. E proficua è stata l’ulteriore decisione di suddividere i Consulenti della Commissione in più gruppi di lavoro , ciascuno incaricato di approfondire in specifiche relazioni la disamina delle risultanze investigative raccolte su temi basilari quali: documenti di valutazione de i rischi; organi di vigilanza; medici competenti; amianto; radon e altre radiazioni ionizzanti; vaccinazioni; monitoraggio epidemiologico; inquinamento ambientale e bonifiche nei poligoni sardi e non solo ; misure di prevenzione adottate dalle FFAA di altri Paesi.

sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armatesicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

 
30
Gen

Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Rilasciato il 25 Gennaio 2018 data applicazione 25 Gennaio 2018

Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015

Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015Questo documento è obbligatorio per l'applicazione coerente di ISO / IEC 17021-1: 2015 per l'accreditamento degli organismi di certificazione che forniscono la certificazione della salute sul lavoro e sistemi di gestione della sicurezza (OH & SMS). Tutte le clausole e gli allegati di ISO / IEC 17021-1: 2015 continuano ad essere applicati e questo documento non sostituisce nessuno dei requisiti di tale norma. Questo documento non si applica solo per la certificazione OHSAS 18001 ma deve essere utilizzato anche per la certificazione ad altri OH e SMS come il imminente ISO 45001 e altri standard. La legislazione nazionale prevarrà in caso di conflitto con questo documento. Documento Obbligatorio IAF Rilasciato: 25 Gennaio 2018 Application Date: 25 January 2018 IAF MD 22:2018 Issue 1 © International Accreditation Forum, Inc. 2018 L'International Accreditation Forum, Inc. (IAF) facilita il commercio e i supporti regolatori operando un accordo di reciproco riconoscimento a livello mondiale tra Organismi di accreditamento (AB) affinché i risultati emessi dalla valutazione della conformità I corpi (CAB) accreditati dai membri IAF sono accettati a livello globale. L'accreditamento riduce il rischio per le imprese e i suoi clienti, assicurandoli I CAB accreditati sono competenti a svolgere il lavoro che svolgono nell'ambito della loro portata di accreditamento. Gli AB che sono membri di IAF e i CAB che accreditano sono obbligatori per conformarsi agli standard internazionali appropriati e alla domanda IAF applicabile documenti per l'applicazione coerente di tali norme. Gli AB che sono firmatari del Multilateral Recognition Arrangement (MLA) IAF sono valutato regolarmente da un gruppo di pari nominato per fornire fiducia nel funzionamento dei loro programmi di accreditamento. La struttura e lo scopo del MLA IAF è dettagliata in IAF PR 4 - Struttura dell'MLA IAF e documenti normativi omologati. L'MLA IAF è strutturato su cinque livelli: Livello 1 specifica i criteri obbligatori applicabili a tutti gli AB, ISO / IEC 17011. La combinazione di un'attività (i) di Livello 2 e il i corrispondenti documenti normativi di livello 3 sono definiti lo scopo principale dell'MLA e la combinazione di documenti normativi pertinenti di Livello 4 (se applicabile) e Livello 5 è chiamato sotto-ambito del MLA. Lo scopo principale dell'MLA comprende attività ad es. certificazione di prodotto e documenti obbligatori associati, ad es. ISO / IEC 17065. Gli attestati di I CAB a livello di ambito principale sono considerati ugualmente affidabili.? L'ambito secondario dell'MLA comprende i requisiti di valutazione della conformità, ad es. ISO 9001 e requisiti specifici dello schema, ove applicabile, ad es. ISO TS 22003. Si considerano gli attestati rilasciati dai CAB a livello di sotto ambito essere equivalente. L'MLA IAF offre la fiducia necessaria per l'accettazione della conformità sul mercato risultati della valutazione. Un attestato rilasciato, nell'ambito del MLA IAF, da a organismo accreditato da un firmatario MLA IAF può essere riconosciuto in tutto il mondo, facilitando così il commercio internazionale. Alcuni servizi specifici offerti o forniti nel campo della professione. Salute e sicurezza per i clienti certificati o certificati per OH e SMS dalla certificazione Il corpo è considerato come consulente OH e SMS. Questi includono, ma non sono limitati a: i) svolgere il ruolo di coordinatore per la salute e la sicurezza sul lavoro, ii) segnalazione di sicurezza, iii) eseguire valutazioni del rischio, iv) eseguire ispezioni sulla salute e sicurezza sul lavoro e audit interni, v) comunicazione con le autorità di regolamentazione per conto del cliente, vi) assistenza nello sviluppo della salute e sicurezza sul lavoro di un'organizzazione Sistema di gestione e vii) inchiesta su incidenti e inconvenienti.

Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015 Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015

 
22
Dic

Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Entrata in vigore del provvedimento: 05/01/2018

Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro

Decreto 3 novembre 2017 n. 1951. Il presente regolamento definisce la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, allo scopo di dare ai medesimi studenti l’opportunità di conoscere ambiti professionali, contesti lavorativi e della ricerca, utili a conseguire e integrare le competenze curriculari, al fine di motivarli e orientarli a scelte consapevoli, nella prospettiva della prosecuzione degli studi o dell’ingresso nel mondo del lavoro. 2. Il presente regolamento definisce, altresì, le modalità di applicazione agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro delle disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. ... Art. 5. Salute e sicurezza 1. Gli studenti impegnati nei percorsi in regime di alternanza ricevono preventivamente dall’istituzione scolastica una formazione generale in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’articolo 37, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, come disciplinata dall’accordo previsto dall’articolo 37, comma 2, del medesimo decreto legislativo. Tale formazione è certificata e riconosciuta a tutti gli effetti ed è integrata con la formazione specifica che gli studenti ricevono all’ingresso nella struttura ospitante, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra quest’ultima e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri conseguenti. 2. È di competenza dei dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado l’organizzazione di corsi di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, rivolti agli studenti inseriti nei percorsi di alternanza e svolti secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. 3. Al fine di ridurre gli oneri a carico della struttura ospitante nell’erogazione della formazione di cui all’articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, possono essere: a) stipulati dagli uffici scolastici regionali appositi accordi territoriali con i soggetti e gli enti competenti ad erogare tale formazione, tra i quali l’INAIL e gli organismi paritetici previsti nell’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 211; b) svolti percorsi formativi in modalità e-learning , anche in convenzione con le piattaforme pubbliche esistenti riguardanti la formazione, come previsto dall’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, e dall’accordo Stato-regioni del 7 luglio 2016, n. 128; c) promosse forme più idonee di collaborazione, integrazione e compartecipazione finanziaria da determinarsi in sede di convenzione. 4. Al fine di garantire la salute e la sicurezza degli studenti di cui all’articolo 2 del presente regolamento, considerata la specifica finalità didattica e formativa, ai sensi dell’articolo 2 comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, che equipara gli studenti allo status dei lavoratori, è stabilito che il numero di studenti ammessi in una struttura sia determinato in funzione delle effettive capacità strutturali, tecnologiche ed organizzative della struttura ospitante, nonché in ragione della tipologia di rischio cui appartiene la medesima struttura ospitante con riferimento all’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, in una proporzione numerica studenti/tutor della struttura ospitante non superiore al rapporto di 5 a 1 per attività a rischio alto, non superiore al rapporto di 8 a 1 per attività a rischio medio, non superiore al rapporto di 12 a 1 per attività a rischio basso. 5. Agli studenti in regime di alternanza è garantita la sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, nei casi previsti dalla normativa vigente. Nei casi in cui la sorveglianza sanitaria si renda necessaria, la stessa è a cura delle aziende sanitarie locali, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra queste ultime e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri ad essa conseguenti. 6. Gli studenti impegnati nelle attività di alternanza, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, rispettivamente previsti dagli articoli 1 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono assicurati presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e coperti da una assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, con relativi oneri a carico dell’istituzione scolastica. Le coperture assicurative devono riguardare anche attività eventualmente svolte dagli studenti al di fuori della sede operativa della struttura ospitante, purché ricomprese nel progetto formativo dell’alternanza.

Decreto 3 novembre 2017 n. 195Decreto 3 novembre 2017 n. 195

 
22
Dic

Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Entrata in vigore del provvedimento: 05/01/2018

Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro

Decreto 3 novembre 2017 n. 1951. Il presente regolamento definisce la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, allo scopo di dare ai medesimi studenti l’opportunità di conoscere ambiti professionali, contesti lavorativi e della ricerca, utili a conseguire e integrare le competenze curriculari, al fine di motivarli e orientarli a scelte consapevoli, nella prospettiva della prosecuzione degli studi o dell’ingresso nel mondo del lavoro. 2. Il presente regolamento definisce, altresì, le modalità di applicazione agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro delle disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. ... Art. 5. Salute e sicurezza 1. Gli studenti impegnati nei percorsi in regime di alternanza ricevono preventivamente dall’istituzione scolastica una formazione generale in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’articolo 37, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, come disciplinata dall’accordo previsto dall’articolo 37, comma 2, del medesimo decreto legislativo. Tale formazione è certificata e riconosciuta a tutti gli effetti ed è integrata con la formazione specifica che gli studenti ricevono all’ingresso nella struttura ospitante, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra quest’ultima e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri conseguenti. 2. È di competenza dei dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado l’organizzazione di corsi di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, rivolti agli studenti inseriti nei percorsi di alternanza e svolti secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. 3. Al fine di ridurre gli oneri a carico della struttura ospitante nell’erogazione della formazione di cui all’articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, possono essere: a) stipulati dagli uffici scolastici regionali appositi accordi territoriali con i soggetti e gli enti competenti ad erogare tale formazione, tra i quali l’INAIL e gli organismi paritetici previsti nell’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 211; b) svolti percorsi formativi in modalità e-learning , anche in convenzione con le piattaforme pubbliche esistenti riguardanti la formazione, come previsto dall’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, e dall’accordo Stato-regioni del 7 luglio 2016, n. 128; c) promosse forme più idonee di collaborazione, integrazione e compartecipazione finanziaria da determinarsi in sede di convenzione. 4. Al fine di garantire la salute e la sicurezza degli studenti di cui all’articolo 2 del presente regolamento, considerata la specifica finalità didattica e formativa, ai sensi dell’articolo 2 comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, che equipara gli studenti allo status dei lavoratori, è stabilito che il numero di studenti ammessi in una struttura sia determinato in funzione delle effettive capacità strutturali, tecnologiche ed organizzative della struttura ospitante, nonché in ragione della tipologia di rischio cui appartiene la medesima struttura ospitante con riferimento all’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, in una proporzione numerica studenti/tutor della struttura ospitante non superiore al rapporto di 5 a 1 per attività a rischio alto, non superiore al rapporto di 8 a 1 per attività a rischio medio, non superiore al rapporto di 12 a 1 per attività a rischio basso. 5. Agli studenti in regime di alternanza è garantita la sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, nei casi previsti dalla normativa vigente. Nei casi in cui la sorveglianza sanitaria si renda necessaria, la stessa è a cura delle aziende sanitarie locali, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra queste ultime e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri ad essa conseguenti. 6. Gli studenti impegnati nelle attività di alternanza, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, rispettivamente previsti dagli articoli 1 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono assicurati presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e coperti da una assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, con relativi oneri a carico dell’istituzione scolastica. Le coperture assicurative devono riguardare anche attività eventualmente svolte dagli studenti al di fuori della sede operativa della struttura ospitante, purché ricomprese nel progetto formativo dell’alternanza.

Decreto 3 novembre 2017 n. 195Decreto 3 novembre 2017 n. 195

 
5
Dic

Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruote

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Istruzioni per l’analisi del sovraccarico biomeccanico

Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruote

Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruoteQuesta analisi è uno strumento per valutare il sovraccarico biomeccanico di un operatore impegnato a spostare dei carichi (spinta e traino) con mezzi di movimentazione su ruote. L’analisi può servire anche come punto di partenza per accertare un infortunio. A tale proposito, al capitolo 3 di questo documento si valuta una situazione a rischio infortunio. Per valutare se un’attività è sostenibile sul piano della salute, l’analisi va svolta come minimo con tre persone di diversa costituzione fisica e sesso. L’analisi del sovraccarico biomeccanico prevede una serie di domande sullo sforzo e l a postura assunta in una determinata attività. A ogni risposta si può assegnare un colore (verde, giallo o rosso) per ottenere un riscontro immediato. Il colore verde significa che la persona non è soggetta a un grave sovraccarico. Il colore giallo indica che il sovraccarico c’è ma è di lieve entità. Nelle categorie a rischio, ossia giovani di età inferiore a 18 anni, persone anziane oltre i 50 anni o perso ne con rendimento ridotto per diversi motivi, questo sovraccarico potrebbe causare alla lunga un danno alla salute. Più situazioni di sovraccarico di piccola entità possono, se sommate, rappresentare un rischio serio per qualsiasi lavoratore. Il colore rosso indica che il sovraccarico per la persona è notevole e che il rischio di un danno alla salute è considerato alto per tutte le categorie di lavoratori. L’analisi non deve essere effettuata dalla persona che svolge l’attività presa in esame, bensì da una terza persona, ad es. l’addetto alla sicurezza in azienda. L’opinione e la valutazione della persona esaminata sono importanti e vanno prese in considerazione, soprattutto per quanto concerne la percezione soggettiva dello sforzo. L’analisi è strutturata in modo sistematico ed è corredata da immagini di facile comprensione e quindi può essere svolta anche da persone con scarse conoscenze in materia. Tuttavia, può essere utile aver applicato in passato un simile metodo di valutazione. Le informazioni di base servono a descrivere il posto di lavoro e garantiscono che l’analisi sia comprensibile in un momento successivo o per i non partecipanti. Il capitolo 1 (fattori esterni) descrive le condizioni generali che possono avere un’influenza sull’esecuzione di un’attività. Il capitolo 2 (sovraccarico biomeccanico in tutto il ciclo lavorativo) documenta la modalità di lavoro tipica o più frequente che può avere una certa rilevanza se associata ai potenziali pericoli per la salute. Il capitolo 3 (sovraccarico biomeccanico nella situazione più gravosa) si limita a descrivere questa determinata situazione. In questo caso si prende nota dei momenti di maggior sovraccarico (picchi di forza) che spesso rappresentano un pericolo per la salute. Rispondere e valutare ogni domanda in modo indipendente Ogni domanda deve essere valutata singolarmente e solo in riferimento alla postura o allo sforzo della persona, indipendentemente dagli altri fattori. Ad esempio: l’altezza della zona di presa deve essere considerata e valutata senza tener conto della postura del tronco. La relativa constatazione viene registrata nel grafico e attribuita a un determinato colore con una crocetta.

Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruoteScarica documento SUVA

 
4
Dic

Prevenzione delle malattie professionali in ambito sanitario

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Factsheet novembre 2017 SUVA

Prevenzione delle malattie professionali in ambito sanitario

Prevenzione delle malattie professionali in ambito sanitarioIl personale di ospedali, studi medici, laboratori e istituti è esposto a diversi rischi durante lo svolgimento delle attività quotidiane, legati a sostanze chimiche, agenti patogeni di malattie infettive, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti nonché sollecitazioni a carico dell’apparato locomotore. La presente scheda tematica illustra i rischi più importanti in ambito sanitario e rimanda ai principali testi di riferimento. In molti settori della sanità i lavoratori sono esposti ai rischi legati all'utilizzo delle sostanze di lavoro. Soprattutto in sede di preparazione, i medicamenti possono entrare in contatto con la pelle o penetrare nelle vie respiratorie e provocare reazioni locali o sistemiche, nonché allergie. Particolare attenzione è richiesta dai farmaci con effetti cancerogeni , mutageni o tossici per la riproduzione come i citostatici e determinati virustatici. Nell'ambito dell'aerosolterapia, ad esempio con antibiotici, ribavirina o iloprost, i medicamenti possono essere inalati diretta- mente dai lavoratori. Durante le anestesi e inalatorie si possono verificare esposizioni a diversi gas anestetici. Vanno menzionate anche le operazioni di disinfezione ad esempio con aldeidi o alcol, la sterilizzazione a bassa temperatura con ossido di etilene o formaldeide, i lavori con formaldeide e solventi organici negli istituti di anatomia patologica e nei laboratori di istologia, i lavori nei laboratori clinici nonché nell’ambito della biologia molecolare ad esempio con bromuro di etidio . L'uso di guanti di protezione può provocare allergie in seguito al contatto con diversi componenti dal potere sensibilizzante. Negli interventi di ortopedia si utilizzano sistemi acrilici, nella tecnica ortopedica sistemi poliuretanici, poliesteri, epossidici e acrilici. Per il rinforzo di fissaggi vengono utilizzati sistemi poliuretanici e poliesteri. Sistemi acrilici ed epossidici trovano applicazione anche in odontotecnica. Non vanno dimenticati gli effetti che non risultano specifici per l'ambito sanitario, come le esposizioni nei servizi tecnici. Le malattie professionali causate dalle sostanze di lavoro in ambito sanitario possono manifestarsi in vario modo. Le malattie cutanee, più spesso di origine tossico - irritativa che non allergica, sono ad esempio causate da disinfettanti, detergenti, additivi della gomma, medica- menti, nonché sostanze ausiliarie utilizzate nei laboratori e in ambito dentario. L'orticaria da contatto, una particolare forma di allergia cutanea, è causata soprattutto dalle protei ne con- tenute nel lattice e si manifesta con reazioni di ipersensibilità di tipo immediato. Tuttavia, un'orticaria da contatto può anche verificarsi in seguito a esposizioni alla clorexidina, alla formaldeide, agli antibiotici e ad altre sostanze di lavoro. Questo quadro clinico può sfociare anche in eventi che coinvolgono le vie respiratorie sotto forma di asma bronchiale o in uno shock circolatorio (shock anafilattico). Le allergie di tipo immediato delle vie respiratorie sono state descritte nel quadro d i una rinite allergica (ipersensibilità delle mucose nasali) o di un'asma bronchiale (ipersensibilità delle vie respiratorie inferiori) in seguito a esposizioni a proteine del lattice, disinfettanti come aldeidi o composti di ammonio quaternario, ossido di etilene, enflurano, antibiotici, psillio, isoniazide, isocianati, resine epossidiche e sistemi poliesteri. I disinfettanti, l'ossido di etilene, le pentamidine in aerosol o gli acrilati possono anche causare irritazioni delle vie respiratorie .

Prevenzione delle malattie professionali in ambito sanitariomalattie professionali in ambito sanitario

 
17
Nov

Geometri accesso agevolato al credito bancario

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Finanziamenti fino a un massimo di 30.000 euro per l’avvio dello studio professionale

Geometri accesso agevolato al credito bancario

Prestito Cipag attività professionaleLa campagna di informazione sulle misure di natura finanziaria messe in campo dalla Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri liberi professionisti (CIPAG) a sostegno dei propri iscritti. In questi giorni, i professionisti riceveranno informazioni relative all’accesso agevolato al credito bancario per l’attività lavorativa. L’iniziativa è destinata a consentire ai geometri di disporre di ulteriori risorse finanziarie ed essere quindi maggiormente in grado di poter sviluppare la propria professione, dotandosi anche di innovativi strumenti di lavoro in grado di rispondere alle rinnovate esigenze del mercato. Grazie ad una convenzione stipulata nel 2013 con la Banca Popolare di Sondrio, rinnovata nel 2016, CIPAG prevede un percorso agevolato per la concessione di finanziamenti fino a un massimo di 30mila euro per l’avvio dello studio professionale e per l’anticipazione dei costi da sostenere a fronte della committenza di uno o più incarichi professionali e la possibilità di accedere a prestiti personali per qualsiasi finalità fino a un massimo di 15mila euro. “CIPAG, vista l'attuale situazione economica e forte del numero degli iscritti, oltre che del proprio know-how economico-finanziario, è intervenuta presso il sistema bancario ottenendo condizioni particolarmente favorevoli rispetto a quelle di mercato, stipulando questo genere di convenzioni” ha dichiarato Diego Buono, presidente della Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri liberi professionisti (CIPAG). “Il nostro obiettivo è quello di continuare ad agevolare i professionisti nello svolgimento del proprio lavoro quotidiano, permettendo loro di accedere a finanziamenti utili a strutturare e dare slancio alle proprie attività”. Le iniziative finanziarie della Cassa a favore dei propri iscritti si estendono inoltre anche alla sfera personale. Sempre con la Banca Popolare di Sondrio è destinato uno specifico capitolo ai mutui, con un accesso al finanziamento agevolato e che riguarda l’acquisto, la ristrutturazione o la costruzione di immobili, destinati a uso abitativo o come studio professionale.

Prestito Cipag attività professionalePrestito Cipag attività professionale