1 Ing. A Ruggiero - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Ing. A Ruggiero

26
Lug

Sicurezza nelle cave di marmo

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Campagna di comunicazione per la sicurezza sul lavoro nelle cave di marmo

Sicurezza nelle cave di marmo

safety.pngRispettare le regole e lavorare in sicurezza protegge i lavoratori dagli infortuni, difende la reputazione delle aziende e abbatte i costi che ricadono sulla collettività. Il lavoro nelle cave è il risultato della stretta collaborazione fra tutte le figure dell'impresa. Più si condivide meno si rischia.

A fronte del crescente numero di infortuni anche mortali intervenuti nel comparto marmo e delle criticità sulla salute e sicurezza in questi ambiti di lavoro, i settori estrattivo e lapideo sono inseriti nel Piano straordinario per la sicurezza sul lavoro -  allegato 2d - per i quali sono previsti interventi ulteriormente declinati nel:

  • Piano biennale straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo
  • delibera della Giunta regionale del 17 maggio 2016 n. 458

Il Piano, avviato a giugno 2016, prevede numerosi interventi tra cui: il potenziamento dei controlli finalizzati alla riduzione dei profili di rischio eseguiti anche congiuntamente con altre Autorità (Direzione Territoriale del Lavoro, INAIL) l'elaborazione di procedure di lavoro, e di relative misure di prevenzione, condivise da tutti i soggetti che partecipano all'organizzazione della sicurezza: datori di lavoro, lavoratori, Dipartimento di Prevenzione la segnalazione al Ministero competente delle non conformità sulle macchine tagliatrici.

 
17
Lug

Botulismo e sicurezza alimentare

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Indirizzi operativi  A cura di Ministero della salute

Botulismo e sicurezza alimentare

E-learningL’obiettivo di questo documento è garantire la sicurezza alimentare attraverso l’adozione di tempestive misure a tutela della salute pubblica in occasione di incidenti di botulismo alimentare. Il documento fornisce indicazioni per individuare il più rapidamente possibile i potenziali veicoli alimentari responsabili dell’intossicazione e le modalità di conduzione del le analisi per la conferma di laboratorio. Il documento fornisce altresì elementi di dettaglio rispetto all e metodiche analitiche da adottare per la conferma di laboratorio e la tempistica con cui i laboratori devono garantire l’esecuzione delle analisi e la diffusione dei risultati alle Autorità competenti coinvolte nella gestione dell’incidente.

La necessità di fornire indirizzi operativi nasce d alle criticità emerse durante la gestione di recenti focolai di botulismo alimentare correlati al consumo di prodotti industriali presso esercizi di ristorazione. La prima è correlata alle modalità di conduzione dell’ inchiesta epidemiologica. Una non corretta conduzione dell’inchiesta epidemiologica può portare, infatti, all’analisi di un elevatissimo numero di campioni ed alla diminuzione delle probabilità di identificazione de l veicolo alimentare. La seconda criticità emersa è legata ai tempi di analisi ed alle procedure analitiche utilizzate durante la conferma di laboratorio. Avere a disposizione in tempi più brevi possibili i risulta ti analitici è conditio sine qua non per l’adozione tempestiva di quelle misure di sanità pubblica tese al contenimento della diffusione dell’intossicazione (eliminazione dal circuito commerciale dell’alimento tossico). Il botulismo alimentare è una grave sindrome neuro-paralitica dovuta all’ingestione delle tossine botuliniche preformate negli alimenti. Il consumo d i piccolissime quantità (dell’ordine di 0.1 g) di alimenti contaminati con le tossine botuliniche può essere sufficiente per determinare la malattia ed addirittura potrebbe dimostrarsi fatale. A titolo di esempio, i n occasione di un esteso focolaio di botulismo verificatosi nel 2006 negli Stati Uniti ed in Canada, la dose le tale di succo di carota contaminato fu stimata in 5 microlitri. In conseguenza dell’alta pericolosità d elle tossine botuliniche, che rappresentano per l’uomo il più potente veleno naturale e che potrebbero potenzialmente essere utilizzate anche come arma batteriologica, ogni caso di botulismo dovrebbe essere considerato come una potenziale emergenza per la salute pubblica. La corretta gestione di un caso, e ancor più di un focolaio, richiede pertanto l’azione sinergica di diverse figure professionali afferenti al SSN e di diverse Autorità competenti.

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12
Lug

Bando Avviso 01/17 – Singoli Studi/Aziende

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L’Avviso consente di finanziare piani formativi destinati ai dipendenti di singoli Studi/Aziende

Bando Avviso 01/17 - Singoli Studi/Aziende

E-learning formazione10/07/2017 - Il C.d.A. di Fondoprofessioni nella seduta dell'08/06/2017 ha deliberato la pubblicazione dell'Avviso 01/17.

Fondoprofessioni, Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la formazione continua negli studi professionali e nelle aziende collegate, istituito a seguito dell’accordo interconfederale del 7 novembre 2003, tra Confprofessioni, Confedertecnica, Cipa e Cgil, Cisl, Uil e riconosciuto dal Ministero del Lavoro con decreto del 29 dicembre 2003, opera nel rispetto di quanto previsto dall’art. 118 della Legge 388/2000 e dall’art. 48 della Legge 289/2002, nonché nel rispetto della Circolare n. 36 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 18 novembre 2003, dei relativi allegati e della Circolare n. 10 del 18/02/2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Le risorse allocate dal presente Avviso sono complessivamente pari ad euro 800.000,00 (ottocentomila/00) e saranno destinate alla realizzazione di attività formative corsuali a vantaggio di singoli studi professionali/aziende, secondo n. 3 scadenze di presentazione. Tale disponibilità potrà essere, eventualmente, integrata in seguito a delibera del C.d.A. di Fondoprofessioni. Il contributo per ogni singolo Piano formativo non può superare l’importo di euro 20.000,00 e gli importi indicati sono comprensivi di IVA e, se dovuti, di ogni altro onere ed imposta. I progetti prevedono una durata minima di 16h ed un massimo di 40h con un gruppo d’aula di almeno 3 e non oltre 25 beneficiari. Il parametro massimo di contributo erogato per un’ora di formazione per lavoratore (costo ora/allievo) è fissato a € 20,00. Sono ammesse attività d’aula e training on the job.

I destinatari dell’attività formativa sono le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, con contratto a tempo indeterminato/determinato o di apprendistato, per i quali gli studi professionali e le aziende sono tenuti a versare il contributo di cui all’art. 12 della legge n. 160/1975, così come modificato dall’art. 25 della legge quadro sulla formazione professionale n. 845/1978 e successive modificazioni, e che siano in regola con l’adesione e il versamento a Fondoprofessioni attraverso l’invio del flusso Uniemens.

Si ricorda che è possibile verificare tale adesione attraverso la raccolta del "cassetto previdenziale", reperibile tramite il portale INPS - www.inps.it - all’interno del “fascicolo elettronico”, nella sezione “dati complementari”, per maggior tutela ai fini rendicontativi. L’Ente proponente è lo Studio/Azienda che rappresenta il bisogno formativo dei dipendenti assicurando la realizzazione dell’attività formativa attraverso una struttura accreditata al Fondo detta Ente attuatore. L’Ente attuatore deve validare il formulario e caricare in piattaforma la documentazione di presentazione prevista al punto 11 del presente Avviso entro e non oltre le ore 17, delle scadenze di seguito riportate: 1) venerdì 29/09/2017; 2) venerdì 19/01/2018; 3) venerdì 18/05/2018.

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12
Lug

Stampa 3D e monitoraggio lavoratori

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monitoraggio, prassi lavorative e nuovi rischi, studi Eu-Osha

Stampa 3D e monitoraggio lavoratori

Stampa 3DLa tecnologia ha un ruolo sempre più importante nella vita professionale e sta cambiando il modo in cui le persone lavorano. Per i lavoratori può essere un’evoluzione positiva, ma anche l’origine di rischi nuovi ed emergenti per la sicurezza e la salute sul lavoro (SSL). L’EU-OSHA ha pubblicato due nuove analisi di esperti che studiano le applicazioni di determinati tipi di tecnologie sul posto di lavoro: una prende in esame la stampa in 3D (la cosiddetta produzione additiva) e i potenziali nuovi rischi in termini di responsabilità, materiali utilizzati, flessibilità dei modelli di produzione e monotonia sul posto di lavoro. Nell’altra analisi, gli esperti si sono soffermati sul monitoraggio dei lavoratori attraverso la tecnologia finalizzata al benessere, che è già un fattore di cambiamento in molti luoghi di lavoro.

Le relazioni rientrano nell’attività di studio dei cambiamenti nel mondo del lavoro che Eu-Osha conduce da anni. Attività che ha interessato nel recente passato i lavori verdi ad esempio, e nella quale possiamo far rientrare le campagne di sensibilizzazione e ricerca, compresa la corrente dedicata al lavoro sicuro ad ogni età, a come gli ambienti di lavoro debbano adattarsi all’avanzare dell’età del lavoratore. I due documenti rilasciati, in inglese, sono: 3D Printing ad addittive manufacturing – The implications fors Osh (Stampa in 3D: una nuova rivoluzione industriale); Monitoring technology: the 21st century’s pursuit of well-being? (La tecnologia di monitoraggio sul luogo di lavoro). La stampa in 3D è un settore relativamente nuovo il cui possibile impatto su sicurezza e salute sul lavoro non è molto noto. Quest’analisi di esperti è corredata di una breve introduzione alla stampa in 3D ed esamina i relativi rischi in gioco. Il lettore avrà un’idea più chiara delle problematiche e dei cambiamenti necessari per garantire che questo nuovo settore assicuri condizioni di salute e sicurezza. Negli ultimi anni, la tecnologia di monitoraggio è diventata molto più accessibile al vasto pubblico. Per esempio, gli smartphone possono aiutarci a localizzare la nostra posizione mentre gli orologi sportivi possono informarci sulla frequenza con cui svolgiamo attività fisica. Queste tecnologie dovrebbero essere usate in misura maggiore nei luoghi di lavoro di modo che il datore di lavoro possa, per esempio, monitorare lo stato di salute dei propri dipendenti o questo violerebbe la privacy del lavoratore? E che dire se i dipendenti monitorassero il proprio stato di salute o i regimi di stress lavoro correlato? Leggi i vantaggi e gli svantaggi della tecnologia di monitoraggio in questa analisi di esperti.

Stampa 3DStampa 3D

Stampa 3DMonitoraggio lavoratori

I 2 documenti sono redatti da EU-OSHA in Inglese

 
10
Lug

SICURO GAS

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per un utilizzo sicuro del gas domestico Vigili del Fuoco, CIG e Assogasliquidi

SICURO GAS

Notizie utili sull’uso in sicurezza del gas naturale e del GPL

E-learningUna guida sicura ed affidabile per approcciarsi al gas per uso domestico (metano e GPL) con semplicità e senza correre alcun rischio. È questo l’obiettivo con cui, nell’ambito del Progetto di comunicazione sociale del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, a cura del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, in collaborazione con il Comitato Italiano Gas (CIG)e Assogasliquidi, è stato realizzato il Manuale “SICURO GAS” dedicato a tutti gli utenti del gas domestico che è stato presentato nella sua nuova veste grafica e aggiornato con importanti integrazioni.

Il manuale è stato realizzato per la prima volta nel 2004 e viene riproposto ora comprensivo dei più recenti sviluppi normativi, in virtù del costante impegno di Vigili del Fuoco, CIG e Assogasliquidi per il continuo miglioramento dei livelli di sicurezza, al fine di garantire  l’utilizzo corretto di queste fonti energetiche costantemente presenti nella vita quotidiana del cittadino.

Sebbene il rispetto delle norme, delle regole di buona tecnica e la diffusione di corrette prassi abbiano portato negli anni ad un numero di incidenti nell’utilizzo dei gas combustibili abbastanza contenuti, vi è la necessità di non abbassare la guardia nella comune convinzione che la sicurezza non si conquista una volta per tutte ma è il frutto di una consapevolezza che deve continuamente essere alimentata e rinnovata. La preoccupazione principale nello stendere queste note è stata la chiarezza e la semplicità dei concetti talvolta anche a scapito del rigore scientifico. Non si è voluto scrivere un trattato sulla sicurezza ma fornire delle indicazioni che possano generare comportamenti più attenti e sicuri. Nell’opuscolo sono riportate informazioni di carattere generale relative ad avvertenze specifiche per le diverse tipologie di utilizzo che, comunque, non devono essere intese come sostitutive dei testi legislativi e normativi ufficiali, cui ogni utente deve attenersi scrupolosamente ed integralmente.

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5
Lug

Dal 1° luglio 2017 Defibrillatori obbligatori in ogni impianto sportivo

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Regole più strette per l’attività sportiva dilettantistica

Dal 1° luglio 2017 Defibrillatori obbligatori in ogni impianto sportivo

Defibrillatori obbligatori in ogni impianto sportivoIl decreto prevede, in particolare, che nelle società sportive dilettantistiche sia presente una persona debitamente formata all'uso del defibrillatore durante le gare inserite nei calendari delle Federazioni sportive nazionali e spetta alle stesse associazioni e società accertare, prima dell'inizio delle gare, la presenza del defibrillatore all'interno dell'impianto sportivo e la sua regolare manutenzione, nonché la presenza della persona debitamente formata. Escluse dall'ambito di applicazione del decreto le attività sportive a «ridotto impegno cardiocircolatorio», come tiro, vela, golf o bowling, nonché le attività sportive svolte al di fuori degli impianti sportivi. Mentre per le società sportive professionistiche l'obbligo dei defibrillatori è diventato immediatamente operativo con l'adozione del decreto ministeriale Balduzzi del 2013, per le società sportive dilettantistiche tale obbligo entrerà in vigore il 1 luglio dopo essere stato già più volte differito da precedenti decreti ministeriali. Con questo decreto, il ministero ha dunque ritenuto necessario integrare le linee guida del decreto del 2013 per meglio definire le modalità di assolvimento degli obblighi di dotazione ed impiego dei defibrillatori. Dal 1° luglio 2017, infatti, è entrato in vigore l’obbligo di dotarsi di defibrillatori anche per le associazioni e le società sportive dilettantistiche. I Ministri della Salute e dello Sport hanno precisato alcuni aspetti attuativi: - ogni impianto sportivo deve essere dotato di un defibrillatore semiautomatico o a tecnologia più avanzata; - nel corso delle gare deve essere presente una persona formata all’utilizzo del dispositivo salvavita - gli obblighi gravano in capo a tutte le società o associazioni sportive dilettantistiche che praticano una delle 396 discipline sportive riconosciute dal Coni - sono escluse dall’obbligo di dotazione del defibrillatore e dalla presenza obbligatoria del personale formato durante le gare le società o associazioni sportive dilettantistiche che praticano la propria attività al di fuori di un impianto sportivo; - sono escluse dagli obblighi le società o associazioni sportive dilettantistiche che praticano sport a ridotto impegno cardiocircolatorio, il cui elenco è contenuto nell’allegato A del decreto (a titolo esemplificativo: bowling, bocce, dama e freccette, tanto per citarne alcuni).

 
19
Giu

Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale

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Gazzetta Ufficiale n.135 del 13 giugno 2017 la Legge 22 maggio 2017, n. 81

Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale

LEGGE 22 maggio 2017, n. 81 Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato. (17G00096) (GU Serie Generale n.135 del 13-06-2017) note: Entrata in vigore del provvedimento: 14/06/2017 LEGGE 22 maggio 2017, n. 81 Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato. (17G00096) (GU Serie Generale n.135 del 13-06-2017) note: Entrata in vigore del provvedimento: 14/06/2017. Due le parti dell ddl, Capo I Lavoro autonomo e Capo II Lavoro agile. Per lavoro agile viene considerata la “modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa Vediamo alcune cose interessanti per il nostro portale: Master e corsi di formazione detrabili al 100% fino a 10.000 euro annui, 5000 euro annui per orientamento, ricerca, sostegno imprenditorialità. Sicurezza sul lavoro, gravidanza, infortunio. Riportiamo per intero i passaggi che ne parlano: Capo I articolo 11 e articolo 14. Art. 22. Sicurezza sul lavoro, Art. 23. Assicurazione obbligatoria per gli infortuni e le malattie professionali Art. 11 Delega al Governo in materia di semplificazione della normativa sulla salute e sicurezza degli studi professionali. 1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori applicabili agli studi professionali, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: a) individuazione di specifiche misure di prevenzione e protezione idonee a garantire la tutela della salute e della sicurezza delle persone che svolgono attività lavorativa negli studi professionali, con o senza retribuzione e anche al fine di apprendere un’arte, un mestiere o una professione; b) determinazione di misure tecniche ed amministrative di prevenzione compatibili con le caratteristiche gestionali ed organizzative degli studi professionali; c) semplificazione degli adempimenti meramente formali in materia di salute e sicurezza negli studi professionali, anche per mezzo di forme di unificazione documentale; d) riformulazione e razionalizzazione dell’apparato sanzionatorio, amministrativo e penale, per la violazione delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro negli studi professionali, avuto riguardo ai poteri del soggetto contravventore e alla natura sostanziale o formale della violazione. 2. Dall’attuazione dei decreti legislativi di cui al comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni competenti provvedono ai relativi adempimenti mediante le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Art. 14. Tutela della gravidanza, malattia e infortunio. 1. La gravidanza, la malattia e l’infortunio dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente non comportano l’estinzione del rapporto di lavoro, la cui esecuzione, su richiesta del lavoratore, rimane sospesa, senza diritto al corrispettivo, per un periodo non superiore a centocinquanta giorni per anno solare, fatto salvo il venir meno dell’interesse del committente. 2. In caso di maternità, previo consenso del committente, è prevista la possibilità di sostituzione delle lavoratrici autonome, già riconosciuta dall’articolo 4, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, da parte di altri lavoratori autonomi di fiducia delle lavoratrici stesse, in possesso dei necessari requisiti professionali, nonché dei soci, anche attraverso il riconoscimento di forme di compresenza della lavoratrice e del suo sostituto. 3. In caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre sessanta giorni, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi è sospeso per l’intera durata della malattia o dell’infortunio fino ad un massimo di due anni, decorsi i quali il lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione. 4. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 3, valutati in 70.000 euro per l’anno 2017, si provvede ai sensi dell’articolo 25, comma 3″. Art. 22. Sicurezza sul lavoro: 1. Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro. 2. Il lavoratore è tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno dei locali aziendali”. Art. 23. Assicurazione obbligatoria per gli infortuni e le malattie professionali. 1. L’accordo per lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile e le sue modificazioni sono oggetto delle comunicazioni di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 1º ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni. 2. Il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all’esterno dei locali aziendali. 3. Il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro occorsi durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali, nei limiti e alle condizioni di cui al terzo comma dell’articolo 2 del testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni, quando la scelta del luogo della prestazione sia dettata da esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza”.

sicurezza_lavoro_7.pngGazzetta Ufficiale n.135 del 13 giugno 2017 la Legge 22 maggio 2017, n. 81

 
13
Giu

Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti

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Sicurezza alimentare e fitosanitari

Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti

E-learningÈ stata pubblicata dal Ministero della Salute la Relazione sul controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti – Dati anno 2015, relazione che riguarda prodotti ortofrutticoli, baby food, prodotti trasformati da ortaggi e spezie, prodotti bio. DIREZIONE GENERALE PER L’IGIENE E LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E LA NUTRIZIONE Ufficio 7 – Sicurezza e regolamentazione prodotti fitosanitari

Il controllo ufficiale degli alimenti e delle bevande, di cui al Regolamento CE 882/2004 del 29 aprile 2004 ha la finalità di verificare e garantire la conformità dei prodotti in questione alle disposizioni legislative dirette a prevenire i rischi per la salute pubblica, a proteggere gli interessi dei consumatori e ad assicurare la lealtà delle transazioni commerciali. Il controllo ufficiale è relativo sia ai prodotti italiani o di altra provenienza destinati ad essere commercializzati nel territorio nazionale che a quelli destinati ad essere esportati in un altro Stato dell'Unione Europea o in uno Stato terzo. Esso riguarda tutte le fasi della produzione, della trasformazione, del magazzinaggio, del trasporto, del commercio, della somministrazione, dell'importazione e consiste in uno o più delle seguenti operazioni:

• ispezione; • prelievo dei campioni; • analisi di laboratorio dei campioni prelevati; • controllo dell'igiene del personale addetto; • verifica della tracciabilità , del materiale scritto e dei documenti di vario genere; • verifica dell’implementazione del sistema haccp ed esame dei sistemi di verifica installati dall'impresa e dei relativi risultati.

Il controllo ufficiale deve essere eseguito periodicamente, in base ad una valutazione dei rischi e con frequenza appropriata, tenendo conto: • dei rischi identificati associati con gli alimenti, con le aziende del settore degli alimenti, con l’uso degli alimenti o con qualsiasi trasformazione di materiale o sostanza attiva o operazione che possono influire nella sicurezza degli alimenti; • dei dati precedenti relativi agli operatori del settore degli alimenti per quanto riguarda la conformità alla normativa in materia di alimenti; • dell’ affidabilità dei propri controlli già eseguiti; • di qualsiasi informazione che possa indicare un’eventuale non conformità.

Il Servizio Sanitario Nazionale si avvale di numerosi organismi sia a livello centrale che territoriale per l'espletamento delle attività di vigilanza e controllo ufficiale sugli alimenti e sulle bevande. A livello nazionale ed a livello regionale sono affidate prevalentemente, oltre ai compiti normativi nell'ambito delle diverse competenze, le funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento, mentre le funzioni di controllo sulle attività di produzione, commercio e somministrazione degli alimenti e delle bevande competono alle Aziende Sanitarie Locali.

E-learning_5.pngControllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti

 
9
Giu

Agricoltura: salute e sicurezza sul lavoro a 100 anni dall’introduzione della tutela assicurativa

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Pubblicazione INAIL 2017 assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro in agricoltura

Agricoltura: salute e sicurezza sul lavoro a 100 anni dall'introduzione della tutela assicurativa

E-learningL’agricoltura, il comparto economico primario e il più antico, le cui attività hanno contribuito alla nascita della civiltà resta, all’alba della quarta rivoluzione industriale, ancora essenziale per il futuro dell’umanità e del pianeta. Si può altresì affermare che l’agricoltura è un settore molto importante anche per l’economia del nostro Paese che ha nell’agroalimentare uno dei più importanti e riconosciuti comparti del “made in Italy”, noto nel mondo per la qualità delle proprie produzioni agricolo-ortofrutticole e zootecniche. Ciò è possibile attraverso un’opera di innovazione, diversificazione e automazione, realizzata senza abbandonare, anzi riscoprendo, il valore delle produzioni locali tradizionali e attuando un sistema di severi controlli e certificazioni di prodotto. Da qui anche la nascita di un elevato numero di agricoltori biologici e la riscoperta e valorizzazione dei prodotti tipici, nonché il più alto valore aggiunto per ettaro dell’Unione europea, con il minor numero, a livello mondiale, di prodotti agroalimentari con residui chimici. Tuttavia, si tratta di un settore produttivo coinvolto anch’esso nell’attuale crisi economica e con problematiche antiche tuttora irrisolte e altre derivanti dalle trasformazioni in atto, sia di tipo produttivo e tecnologico, sia nel tessuto sociale delle stesse comunità rurali. Si verifica una riduzione progressiva del numero delle aziende agricole e una riduzione della superficie agricola utilizzata, ma un incremento del numero degli addetti. Aumenta anche l’automazione delle lavorazioni, ma il lavoro agricolo resta comunque un’attività particolarmente faticosa, usurante e pericolosa per i lavoratori, dove permane alto il numero degli infortuni, in particolare quelli con esito fatale, e nel quale sono in vertiginosa crescita le richieste di indennizzo per malattie professionali. Infatti, sebbene con una riduzione di oltre il 20% tra il 2010 e il 2014, il numero di denunce di infortunio in agricoltura continua a mantenere livelli da primato nel panorama nazionale. Le denunce di infortuni mortali, seppure in calo del 12,5% tra il 2010 ed il 2014, presentano ancora numeri allarmanti. In crescita sono, invece, le denunce di malattie professionali che pervengono all’Inail dagli occupati del settore agricolo. Nel 2015 le patologie denunciate sono risultate ormai il doppio rispetto al 2010. Dunque un comparto essenziale per il nostro Paese, in una evoluzione progressiva, dagli aspetti complessi che includono, in modo essenziale, quelli di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

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5
Giu

Rischio da esposizione a fitosanitari

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difficoltà nella valutazione sul campo Prof. Claudio Colosio

Rischio da esposizione a fitosanitari

E-learningI prodotti fitosanitari (PF) vengono spesso indicati con il termine pesticidi . I PF contengono sostanze attive che possono essere sostanze chimiche o microrganismi impiegati in agricoltura per la lotta agli organismi parassiti (animali o vegetali) che danneggiano le piante coltivate e compromettono la produttività del terreno e la qualità del raccolto, oppure impiegati sulle piante per regolarne la crescita, diradare i frutti o impedirne la caduta precoce; la protezione è intesa da tutti gli organismi nocivi, anche prevenendone gli effetti. Generalmente i PF si trovano in commercio sotto forma di preparati (con il nuovo regolamento Classification, labelling and packaging - CLP - miscele ) che sono composti da una o più sostanze attive, da coformulanti e/o da sostanze coadiuvanti. Il rischio di leucemia negli addetti alla produzione e formulazione di pesticidi nell’industria e gli addetti all’agricoltura a causa dell’esposizione a fitosanitari: effetti acuti ed effetti a lungo termine. Chi lavora in ambito agricolo, può essere esposto ad una serie di agenti di diversa natura, agenti fisici, chimici e biologici. Tra gli agenti chimici sicuramente l’esposizione a prodotti fitosanitari riveste un ruolo importante. Con il termine di prodotti fitosanitari viene compreso un gruppo eterogeneo di sostanze (principi attivi) che svolgono numerose funzioni (insetticidi/acaricidi, fungicidi ed erbicidi), l’esposizione ai prodotti fitosanitari è stata associata non solo ad effetti di tipo acuto, ma anche a quelli di tipo cronico, e in particolari effetti cancerogeni, riproduttivi ed anche neurologici.

Definizione Sostanze attive contro le varie specie animali, i microorganismi e le piante che costituiscono fattori di danno in campo agricolo e civile (oms, 1971)

La specificità

1. Volontariamente immessi  nell’ambiente

2. Elevata tossicità intrinseca Organismi “indesiderabili”

3. Limitata selettività di specie Tossici per l’uomo e organismi non target

Necessità di valutare il rischio per la salute umana e l’ambiente:

Monitoraggio ambientale e monitoraggio biologico

I problemi aperti

Esposizione in agricoltura: specificità

• indoor-outdoor

• Esposizioni intermittenti

• Uso di miscele complesse e variabili

• Uso/non uso/scarso uso DIP

• Condizioni climatiche

• Variabilità biologica

• Interpretazione dei dati (valori di riferimento e BEI)

PERCHÉ MISURARE?

MISURE: PUNTI IN UNA MAPPA VALUTAZIONE DEL RISCHIO: LA MAPPA! Profili di esposizione (livelli di esposizione “tipici” in condizioni “tipiche”)

E-learningRischio da esposizione a fitosanitari

E-learning Valutazione dell’esposizione a prodotti fitosanitari in agricoltura (INAIL)