1 Ing. A Ruggiero - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Ing. A Ruggiero

15
Apr

Norma UNI UNI 11742:2019


UNI 11742:2019 relativa all’attività di carpentiere

Norma UNI UNI 11742:2019

carpentiereIn vigore dal 21 marzo la UNI 11742:2019 contenente i nuovi requisiti di conoscenza, abilità, competenza del carpentiere di elementi e strutture di legno

In riferimento all’attività professionale del carpentiere di elementi e strutture di legno, ossia di colui che svolge la propria attività professionale nell’ambito delle attività di cantiere che includono la posa in opera e eventuali lavorazioni al fine di realizzare un costruito in conformità ai disegni costruttivi, la norma definisce i seguenti requisiti di:

  • conoscenza
  • abilità
  • competenza.

All’interno della norma sono previste 2 figure:

  • carpentiere generico
  • carpentiere specializzato

contraddistinte da diversa esperienza e competenza.

Norma numero : UNI 11742:2019
Titolo : Attività professionali non regolamentate - Carpentiere di elementi e strutture di legno - Requisiti di conoscenza, abilità, competenza
ICS : [03.040] 
Stato : IN VIGORE 
Commissioni Tecniche : [Legno]  [Legno strutturale] 
Data entrata in vigore : 21 marzo 2019
Data ritiro :
Sommario : La norma definisce i requisiti relativi all’attività professionale del carpentiere di elementi e strutture di legno, ossia del soggetto professionale operante nell’ambito delle attività di cantiere che includono la posa in opera e eventuali lavorazioni al fine di realizzare un costruito in conformità ai disegni costruttivi.

4
Feb

Apprendistato e formazione in distacco

 

Chiarimenti Ministero Lavoro

Apprendistato e formazione in distacco

nota ministero lavoroPubblicata sul portale ministeriale Cliclavoro una nota del 17 gennaio 2019, n.1118, avente per oggetto una richiesta di parere sul Contratto di apprendistato e formazione in distacco ex articolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
Richiesta di parere. Contratto di apprendistato e formazione in distacco ex articolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.
Con riferimento al quesito formulato con la nota indicata in oggetto, d’intesa con la Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e della formazione e acquisito il parere dell’Ufficio legislativo, si riportano le valutazioni in ordine alla possibilità di distaccare l’apprendista, secondo quanto prospettato nel quesito pervenuto a codesto Ispettorato.
Occorre in primo luogo considerare che in tale ipotesi resta ferma la necessità della previsione del distacco nel piano formativo dell’apprendista.
Vanno inoltre richiamati alcuni aspetti necessari a garantire la compatibilità dei due istituti.
E infatti, se da un lato la normativa vigente non vieta la possibilità di distaccare gli apprendisti, fatti salvi i requisiti previsti dalla normativa per la legittimità dei rispettivi istituti, dall’altro occorre considerare che l’apprendistato costituisce un rapporto di lavoro il cui sinallagma contempla, in maniera “fondativa”, l’aspetto formativo che pertanto deve rimanere prevalente rispetto allo specifico interesse del distaccante allo svolgimento della prestazione lavorativa. È, pertanto, necessario contemperare l’interesse del distaccante con il prevalente interesse dell’apprendista a vedere rispettati gli impegni assunti nei suoi confronti e il suo inserimento nel contesto produttivo del datore di lavoro.
Le modalità concrete in cui avviene il distacco devono, comunque, garantire all’apprendista il regolare adempimento dell’obbligo di formazione interna ed esterna, la cui responsabilità rimane in capo al datore di lavoro, nonché consentire la necessaria assistenza del tutor, il quale deve essere posto in condizione di svolgere i compiti e le funzioni a lui assegnate dalla specifica disciplina regionale e/o collettiva, al fine di non incorrere nelle violazioni di cui all’articolo 47, comma 2, del d.lgs. n. 81/2015.
Pertanto, anche nel contesto produttivo del distaccatario, dovrà essere prevista la presenza del tutor, verificando puntualmente l’effettivo esercizio dei compiti a lui attribuiti dalla contrattazione collettiva, per garantire che il periodo del distacco risulti utile e coerente al percorso formativo dell’apprendista definito all’atto dell’assunzione
circolarenota del 17 gennaio 2019, n.1118 MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
4
Gen

Infortuni sul lavoro

 

Infortuni sul lavoro

Il regolamento n. 2018/1709

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/1709 DELLA COMMISSIONE del 13 novembre 2018REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/1709 DELLA COMMISSIONE del 13 novembre 2018
Il regolamento n. 2018/1709 rientra nell'indagine per campione sulle forze di lavoro di cui al regolamento (Ce) n. 577/1998
che specifica le caratteristiche tecniche del modulo ad hoc 2020 relativo agli infortuni sul lavoro e ad altri problemi di salute connessi all'attività lavorativa per quanto riguarda l'indagine per campione sulle forze di lavoro di cui al regolamento (CE) n. 577/98 del Consiglio
Le caratteristiche tecniche del modulo ad hoc 2020 relativo agli infortuni sul lavoro e ad altri problemi di salute connessi all'attività lavorativa, i filtri, i codici da usare e il termine entro il quale i risultati devono essere trasmessi alla Commissione sono indicati nell'allegato.
L'allegato definisce le caratteristiche tecniche, i filtri e i codici da usare nel modulo ad hoc relativo agli infortuni sul lavoro e ad altri problemi connessi all'attività lavorativa, la cui realizzazione è prevista per il 2020. Esso fissa inoltre i termini per la trasmissione dei dati alla Commissione.
Termine per la trasmissione dei risultati alla Commissione: 31 marzo 2021.
Filtri e codici da usare per l'invio dei dati: come stabiliti nell'allegato III del regolamento (CE) n. 377/2008 della Commissione
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) 2018/1709 DELLA COMMISSIONE del 13 novembre 2018 Il regolamento n. 2018/1709 rientra nell'indagine per campione sulle forze di lavoro di cui al regolamento (Ce) n. 577/1998 che specifica le caratteristiche tecniche del modulo ad hoc 2020 relativo agli infortuni sul lavoro e ad altri problemi di salute connessi all'attività lavorativa per quanto riguarda l'indagine per campione sulle forze di lavoro di cui al regolamento (CE) n. 577/98 del Consiglio Le caratteristiche tecniche del modulo ad hoc 2020 relativo agli infortuni sul lavoro e ad altri problemi di salute connessi all'attività lavorativa, i filtri, i codici da usare e il termine entro il quale i risultati devono essere trasmessi alla Commissione sono indicati nell'allegato. L'allegato definisce le caratteristiche tecniche, i filtri e i codici da usare nel modulo ad hoc relativo agli infortuni sul lavoro e ad altri problemi connessi all'attività lavorativa, la cui realizzazione è prevista per il 2020. Esso fissa inoltre i termini per la trasmissione dei dati alla Commissione. Termine per la trasmissione dei risultati alla Commissione: 31 marzo 2021. Filtri e codici da usare per l'invio dei dati: come stabiliti nell'allegato III del regolamento (CE) n. 377/2008 della CommissioneIl regolamento n. 2018/1709 MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
4
Ott

Scale portatili – Quaderno Tecnico

 

Le scale portatili vengono adottate, quale mezzo di accesso e lavoro, in molteplici attività effettuate nei cantieri temporanei o mobili.

Scale portatili - Quaderno Tecnico INAIL 2018

scale portatili uni en 131 procedura utilizzo scale portatili check list controllo scale portatili scale portatili inail scale portatili in alluminio linee guida scale portatili ispesl verifica periodica scale portatili manutenzione scale portatiliLe scale portatili vanno utilizzate, come posto di lavoro in quota, solo nei casi in cui l’uso di altre attrezzature di lavoro considerate più sicure non sia giustificato a causa del limitato livello di rischio e della breve durata di impiego oppure delle caratteristiche esistenti dei siti che non possono essere modificati
Documenti di riferimento 
- D.lgs. 81/08 e s.m.i. - Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
- D.lgs. 206/05 e s.m.i. 
- Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n.229. 
- UNI EN 131-1: 2015 
- Scale - Parte 1: Termini, tipi, dimensioni funzionali. 
- UNI EN 131-2: 2017 
- Scale - Parte 2: Requisiti, prove, marcatura. 
- UNI EN 131-3: 2018 
- Scale - Parte 3: Marcatura e istruzioni per l’utilizzatore. 
- UNI EN 131-4: 2007 
- Scale - Parte 4: Scale trasformabili multi posizione con cerniere. 
- UNI EN 131-6:2015 - Scale - Parte 6: Scale telescopiche. 
- UNI EN 131-7: 2013 - Scale - Parte 7: Scale movibili con piattaforma. 
- UNI EN 14183: 2004 - Sgabelli a gradini. - UNI 10401: 2004 - Scale d’appoggio portatili a sfilo e innestabili per usi professionali specifici per l’industria. 
- CEI EN 61478: 2002 - Lavori sotto tensione - Scale in materiale isolante. 
- CEI EN 50528: 2011 
- Scale isolanti per uso su impianti di bassa tensione o in loro prossimità. 
Cosa sono 
Attrezzature di lavoro dotate di pioli o gradini sui quali una persona può salire, scendere e sostare per brevi periodi. Permettono di superare dislivelli e raggiungere posti di lavoro in quota; possono essere trasportate e installate a mano senza l’ausilio di mezzi meccanici.
Destinazione d’uso 
Le scale portatili possono essere utilizzate: 
- nelle lavorazioni nelle quali ci sia la necessità di operare in altezza;
- nei lavori in quota (attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile) solo nei casi in cui l’uso di altre attrezzature di lavoro considerate più sicure non sia giustificato a causa del limitato livello di rischio e della breve durata di impiego oppure a causa delle caratteristiche esistenti dei siti che il datore di lavoro non può modificare.
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12
Set

Rettifica del regolamento (UE) 2016/679 Privacy

 

Rettifica del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati)

Considerando e aggiornato alle rettifiche pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea 127 del 23 maggio 2018Per facilitare una fruizione più ampia e ragionata del testo, articoli e paragrafi del Regolamento riportano tra parentesi i rispettivi “Considerando”, laddove esistenti, indicati con l’abbreviazione “C” e il numero corrispondente
Pagina 1, considerando (2), prima frase:
anziché:
«(2)
I principi e le norme a tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali dovrebbero rispettarne i diritti e le libertà fondamentali, in particolare il diritto alla protezione dei dati personali, a prescindere dalla loro nazionalità o dalla loro residenza.»
leggasi:
«(2)
I principi e le norme a tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati di carattere personale (“dati personali”) dovrebbero rispettarne i diritti e le libertà fondamentali, in particolare il diritto alla protezione dei dati personali, a prescindere dalla loro nazionalità o dalla loro residenza.»
Pagina 2, considerando (6), quarta frase:
anziché:
«Sempre più spesso, le persone fisiche rendono disponibili al pubblico su scala mondiale informazioni personali che li riguardano.»
leggasi:
«Sempre più spesso, le persone fisiche rendono disponibili al pubblico su scala mondiale informazioni personali che le riguardano.»
Pagina 2, considerando (7), ultima frase:
anziché:
«È opportuno che le persone fisiche abbiano il controllo dei dati personali che li riguardano e che la certezza giuridica e operativa sia rafforzata tanto per le persone fisiche quanto per gli operatori economici e le autorità pubbliche.»
leggasi:
«È opportuno che le persone fisiche abbiano il controllo dei dati personali che le riguardano e che la certezza giuridica e operativa sia rafforzata tanto per le persone fisiche quanto per gli operatori economici e le autorità pubbliche.»
Pagina 2, considerando (10), quarta frase:
anziché:
«In combinato disposto con la legislazione generale e orizzontale in materia di protezione dei dati che attua la direttiva 95/46/CE gli Stati membri dispongono di varie leggi settoriali in settori che richiedono disposizioni più specifiche.»
leggasi:
«In combinato disposto con la legislazione generale e orizzontale in materia di protezione dei dati che attua la direttiva 95/46/CE, gli Stati membri dispongono di varie leggi settoriali in settori che richiedono disposizioni più specifiche.»
Pagina 3, considerando (13), prima frase:
anziché:
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9
Lug

Gli indicatori del clima in Italia

 

Il XIII rapporto ISPRA

Gli indicatori del clima in Italia

climaIl XIII rapporto della serie “Gli indicatori del clima in Italia” illustra l’andamento del clima nel corso del 2017 e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in Italia. Il rapporto si basa in gran parte su dati, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione dei dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA), realizzato dall’ISPRA in collaborazione e con i dati degli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale. Pubblicazione 2018
Il rapporto si basa in gran parte su dati, statistiche, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA, www.scia.isprambiente.it), realizzato dall’ISPRA in collaborazione e con i dati degli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale. Le statistiche e gli indici climatici del 2017 sono derivati complessivamente dalle osservazioni di circa 1100 stazioni di monitoraggio meteoclimatico. Le rappresentazioni del clima nel corso del 2017 derivano dai dati di un numero elevato di stazioni, densamente distribuite sul territorio nazionale. Viceversa, le stime delle variazioni e delle tendenze climatiche nel lungo periodo, si basano sull’elaborazione di un numero ridotto di serie temporali.
Con questa XIII edizione prosegue la pubblicazione regolare del rapporto annuale sul clima in Italia, promossa e avviata dal sistema delle agenzie ambientali nel 2006. In esso sono raccolti e presentati i principali elementi che hanno caratterizzato il clima nell’ultimo anno, confrontandoli anche, laddove possibile, con i valori climatologici normali e con il loro andamento negli ultimi decenni. Per favorire l’elaborazione, la rappresentazione e la disponibilità di indicatori sul clima italiano, l’ISPRA ha realizzato e gestisce da tempo il Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA) [1, 2, 3, 4]; il sistema SCIA viene attualmente alimentato con i dati e grazie alla collaborazione del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, di numerose Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) e di alcuni Servizi Agrometeorologici regionali, a cui si aggiungono i dati accessibili attraverso i siti web di enti delle regioni e delle provincie autonome. Mediante l’elaborazione delle serie temporali di dati misurati da diverse reti di osservazione, il sistema SCIA rende disponibili i valori decadali, mensili e annuali e i valori climatologici normali di diverse variabili meteoclimatiche. Di recente, la base dati è stata arricchita con un certo numero di serie giornaliere di temperatura minima e massima e di precipitazione. Gli indici e indicatori climatici sono calcolati, aggiornati annualmente e sottoposti a controlli di validità con metodologie omogenee e condivise con gli organismi titolari dei dati. Le informazioni prodotte da SCIA sono accessibili attraverso un sito web dedicato, all’indirizzo: www.scia.isprambiente.it. I criteri generali adottati per il calcolo e la rappresentazione degli indicatori climatici sono dettati dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) [5], mentre per una descrizione dei controlli di validità dei dati di ingresso e degli indicatori calcolati attraverso il sistema SCIA, si rimanda a documenti specifici [6, 7]. Da quest’anno alcuni prodotti climatici spazializzati sono arricchiti da dati delle reti che fanno capo ai Centri Funzionali regionali, grazie alla collaborazione, dettata anche dai rispettivi compiti istituzionali, tra il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale e il Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente, in materia di monitoraggio del clima, prevenzione del rischio climatico e adattamento ai cambiamenti climatici.
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20
Giu

RESPONSABILITÀ SOCIALE DI IMPRESE E ORGANIZZAZIONI

 

Pubblicazione INAIL 2018

RESPONSABILITÀ SOCIALE DI IMPRESE E ORGANIZZAZIONI

RESPONSABILITÀ SOCIALE DI IMPRESE E ORGANIZZAZIONIIn questo factsheet, la responsabilità sociale delle imprese (RSI) viene indagata a livello nazionale e internazionale riportando le principali normative e i documenti di programmazione comunitaria e nazionale che definiscono e promuovono la RSI come strategia di investimento per aziende e organizzazioni socialmente responsabili.
La responsabilità sociale delle imprese (RSI) o, nella sua declinazione anglosassone, corporate social responsibility (CSR), riconosce alle imprese e alle organizzazioni lavorative il compito di mettere in atto politiche aziendali che, spingendosi oltre gli obblighi di legge previsti, tutelino e promuovano aspetti di grande rilevanza sociale quali la tutela dell'ambiente, la sicurezza, il rispetto dei diritti umani, la necessità di trasparenza e la rendicontazione (accountability) da parte delle organizzazioni.
Tale assunzione di responsabilità è sollecitata da atti di programmazione e dichiarazioni di principi di carattere internazionale e nazionale che sottolineano l'indispensabilità di un agire economico sostenibile, in un ampio scenario dove si intrecciano sia esperienze di piccole imprese attente alle esigenze dei propri dipendenti, sia interventi di più ampio respiro rivolti alla comunità in cui imprese e organizzazioni lavorative sono collocate. Le azioni di responsabilità sociale sono inoltre caratterizzate dal requisito della volontarietà e discrezionalità dell'operato d'impresa. 
Esse sono viste come molla propulsiva per lo sviluppo del sistema di welfare nel paese, particolarmente nell’attuale momento di crisi economica generalizzata. A tal fine, si indicano anche alcuni standard e linee guida internazionali per la realizzazione di  RSI e si descrive un esempio di buona pratica, realizzato con azioni concrete dal gruppo ATM di Milano.
Per favorire a livello europeo la responsabilità sociale e ispirandosi a principi e orientamenti internazionali (Oil, Ocse, Onu), nel 2001, la Commissione europea redige il Libro verde Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese, con cui si definisce la responsabilità sociale come l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.
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6
Mar

lavorazioni gravose

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Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2018 il Decreto 5 febbraio 2018

lavorazioni gravose

Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2018 il Decreto 5 febbraio 2018Lavorazioni gravose. Pubblicato dal Ministero del Lavoro il Decreto 5 febbraio 2018 – Gazzetta Ufficiale n.47 26 febbraio 2018 con il quale di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze sono stati diffusi chiarimenti sulle professioni citate dall’allegato B della Legge di bilancio 2018. Le categorie di lavoratori, inserite nell'allegato A del decreto, costituiscono una specificazione di quelle già individuate dalla Legge di bilancio 2017 ai fini dell'accesso all'Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori "precoci" e delle seguenti quattro categorie professionali, inserite nell'allegato B della Legge di bilancio 2018: - operatori dell'agricoltura, zootecnia e pesca; - pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative; - siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi tra i lavori usuranti di cui al Decreto legislativo 67/2011; - marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne. Le specificazioni delle categorie lavorative "gravose" effettuate dal Decreto interministeriale del 5 febbraio 2018 valgono, comunque, anche ai fini dell'accesso all'Ape sociale, nonché al pensionamento anticipato previsto per i lavoratori "precoci".

E-learning_12.pngDecreto 5 febbraio 2018

 
20
Feb

monitoraggio nazionale delle sostanze estremamente preoccupanti

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Delibera del Consiglio SNPA. Seduta del 14.11.2017. Doc. n. 21/2017

monitoraggio nazionale delle sostanze estremamente preoccupanti

E-learningIl Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA) è un sistema federativo costituito dall’ISPRA, a cui è affidato il compito di coordinamento, e dal Sistema delle Agenzie Ambientali Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA). Il sistema così organizzato, coniuga la conoscenza diretta del territorio e dei problemi ambientali locali, con le politiche nazionali di prevenzione e protezione dell'ambiente. Le attività del sistema si svolgono nell’ambito di una programmazione pluriennale, valutata e approvata dal Consiglio SNPA. In questo contesto si inserisce, nel Programma Triennale 2014-2016, il Piano Operativo di Dettaglio (POD), prodotto n. 40, relativo alla “Condivisione priorità analitiche e di monitoraggio ambientale delle sostanze chimiche “estremamente preoccupanti (SVHC)” (REACH)” sul tema “Monitoraggio e Attività Analitica”. Obiettivo del piano è la predisposizione di linee di indirizzo per la programmazione di un monitoraggio nazionale delle sostanze cosiddette “estremamente preoccupanti” (Substances Very High Concern – SVHC) [ECHA, SVHC], nelle acque superficiali e sotterranee, e l’esecuzione di una campagna di monitoraggio sperimentale focalizzata sulle sostanze più rilevanti per gli usi sul territorio italiano e l’impatto ambientale. Nonostante le particolari caratteristiche di pericolosità delle SVHC e dei rischi che possono rappresentare per uomo e ambiente, ad oggi, per molte di queste sostanze non sono disponibili dati di monitoraggio ambientale. È dunque difficile una valutazione dei possibili impatti a seguito del loro utilizzo. Da cui l’esigenza di focalizzare una campagna di monitoraggio al fine di raccogliere le informazioni mancanti su quelle sostanze che non rientrano fra i parametri tabellari previsti dalla normativa e, in quanto contaminanti emergenti, non sono inclusi nei programmi di monitoraggio svolti di routine. Nella scelta delle sostanze da monitorare è stata data priorità a quelle che presentavano, per le proprie proprietà intrinseche, una particolare criticità per l’ambiente. Si è voluto inoltre conferire al piano di monitoraggio una rilevanza di tipo territoriale, mediante una pianificazione mirata alla selezione di sostanze che, per il loro utilizzo sul territorio, possono rappresentare una problematica di interesse nazionale. L’esecuzione di una campagna di monitoraggio, soprattutto per questa tipologia di sostanze richiede tuttavia lo sviluppo di conoscenze adeguate, e un impegno di risorse umane e strumentali oneroso che non è stato possibile realizzare nel periodo di svolgimento del progetto. Questo documento, articolato in due parti, riporta in una prima parte gli esiti del progetto realtivamente ai criteri da seguire per la definizione di una campagna di monitoraggio per le SHVC, e in una seconda parte la descrizione di una prima applicazione di questi.

L’impostazione di una campagna di monitoraggio esplorativo di livello nazionale della possibile contaminazione dei corpi idrici da sostanze SVHC, è necessario affrontare tutti gli aspetti tecnici operativi utili per la produzione di informazioni di qualità: - inividuazione delle sostanze da monitorare: • valutazione della pericolosità; • criteri di selezione; • individuazione delle concentrazioni da rilevare. - progettazione del piano di campionamento: • piano di fattibilità; • piano di campionamento - determinazione analitica • registrazione dei risultati. - diffusione dei risultati • reportistica • relazioni

E-learningmonitoraggio nazionale delle sostanze estremamente preoccupanti

 
13
Feb

sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

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La Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito

sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate

CRITICITA’ E PROPOSTE (Relatore: on. Gian Piero SCANU )

sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armateLa sicurezza e la salute del personale dell’Amministrazione della Difesa sono adeguatamente tutelate? Cosa possiamo e dobbiamo fare per evitare in futuro tragedie come quelle che in tutti questi anni hanno colpito le famiglie di queste persone? Sono proprio le domande che hanno indotto la Camera dei Deputati a distituire la quarta Commissione parlamentare di inchiesta sulle morti e malattie che hanno colpito il personale dell’Amministrazione della Difesa: in Italia e nelle missioni all’estero. Perché una quarta Commissione d’inchiesta? Perché le tre Commissioni precedenti ebbero il merito di individuare le criticità e di proporre un ampio ventaglio di indicazioni e proposte volte ad eliminare queste criticità. Ciò malgrado, le criticità non sono state eliminate. Nell’intento di porre rimedio a d una situazione tanto allarmante, l a quarta Commissione si è mossa secondo metodologie d’indagine innovative. In questa ottica, ha assunto un peso determinante l’esercizio da parte della Commissione degli stessi poteri dell’autorità giudiziaria in linea con quanto disposto dall’ articolo 82, comma 2, secondo periodo, della Costituzione. Efficace è apparsa, in particolare, la decisione d i procedere alla maggior parte delle audizioni, non già in forma libera, bensì secondo i paradigmi tipici dell’ esame testimoniale . Altrettanto incisiva si è rivelata la scelta di ricostruire i modelli organizzativi allestiti nei siti militari, e, a questo fine, di analizzare i comportamenti effettivamente tenuti dai soggetti chiamati a vario titolo a garantire la sicurezza sul lavoro: sia i soggetti che di fatto e/o di diritto hanno capacità decisionale , sia i soggetti che incarnano le competenze. Di qui un piano di lavoro caratterizzato dalla sistematica audizione in forma testimoniale di datori di lavoro, responsabili del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, medici competenti, consulenti esterni (primi fra tutti, CISAM e CETLI)

Coerente è, quindi, risultata la decisione di condurre gli accertamenti e di valutar n e gli esiti anche con l’ausilio di esperti individuati dalla Commissione in attività d i polizia giudiziaria e in magistrati inquirenti professionalmente abituati alle indagini in tema di salute e sicurezza. E proficua è stata l’ulteriore decisione di suddividere i Consulenti della Commissione in più gruppi di lavoro , ciascuno incaricato di approfondire in specifiche relazioni la disamina delle risultanze investigative raccolte su temi basilari quali: documenti di valutazione de i rischi; organi di vigilanza; medici competenti; amianto; radon e altre radiazioni ionizzanti; vaccinazioni; monitoraggio epidemiologico; inquinamento ambientale e bonifiche nei poligoni sardi e non solo ; misure di prevenzione adottate dalle FFAA di altri Paesi.

sicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armatesicurezza sul lavoro e tutela ambientale nelle Forze armate