1 Ing. A Ruggiero - 2/15 - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Ing. A Ruggiero

30
Gen

Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Rilasciato il 25 Gennaio 2018 data applicazione 25 Gennaio 2018

Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015

Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015Questo documento è obbligatorio per l'applicazione coerente di ISO / IEC 17021-1: 2015 per l'accreditamento degli organismi di certificazione che forniscono la certificazione della salute sul lavoro e sistemi di gestione della sicurezza (OH & SMS). Tutte le clausole e gli allegati di ISO / IEC 17021-1: 2015 continuano ad essere applicati e questo documento non sostituisce nessuno dei requisiti di tale norma. Questo documento non si applica solo per la certificazione OHSAS 18001 ma deve essere utilizzato anche per la certificazione ad altri OH e SMS come il imminente ISO 45001 e altri standard. La legislazione nazionale prevarrà in caso di conflitto con questo documento. Documento Obbligatorio IAF Rilasciato: 25 Gennaio 2018 Application Date: 25 January 2018 IAF MD 22:2018 Issue 1 © International Accreditation Forum, Inc. 2018 L'International Accreditation Forum, Inc. (IAF) facilita il commercio e i supporti regolatori operando un accordo di reciproco riconoscimento a livello mondiale tra Organismi di accreditamento (AB) affinché i risultati emessi dalla valutazione della conformità I corpi (CAB) accreditati dai membri IAF sono accettati a livello globale. L'accreditamento riduce il rischio per le imprese e i suoi clienti, assicurandoli I CAB accreditati sono competenti a svolgere il lavoro che svolgono nell'ambito della loro portata di accreditamento. Gli AB che sono membri di IAF e i CAB che accreditano sono obbligatori per conformarsi agli standard internazionali appropriati e alla domanda IAF applicabile documenti per l'applicazione coerente di tali norme. Gli AB che sono firmatari del Multilateral Recognition Arrangement (MLA) IAF sono valutato regolarmente da un gruppo di pari nominato per fornire fiducia nel funzionamento dei loro programmi di accreditamento. La struttura e lo scopo del MLA IAF è dettagliata in IAF PR 4 - Struttura dell'MLA IAF e documenti normativi omologati. L'MLA IAF è strutturato su cinque livelli: Livello 1 specifica i criteri obbligatori applicabili a tutti gli AB, ISO / IEC 17011. La combinazione di un'attività (i) di Livello 2 e il i corrispondenti documenti normativi di livello 3 sono definiti lo scopo principale dell'MLA e la combinazione di documenti normativi pertinenti di Livello 4 (se applicabile) e Livello 5 è chiamato sotto-ambito del MLA. Lo scopo principale dell'MLA comprende attività ad es. certificazione di prodotto e documenti obbligatori associati, ad es. ISO / IEC 17065. Gli attestati di I CAB a livello di ambito principale sono considerati ugualmente affidabili.? L'ambito secondario dell'MLA comprende i requisiti di valutazione della conformità, ad es. ISO 9001 e requisiti specifici dello schema, ove applicabile, ad es. ISO TS 22003. Si considerano gli attestati rilasciati dai CAB a livello di sotto ambito essere equivalente. L'MLA IAF offre la fiducia necessaria per l'accettazione della conformità sul mercato risultati della valutazione. Un attestato rilasciato, nell'ambito del MLA IAF, da a organismo accreditato da un firmatario MLA IAF può essere riconosciuto in tutto il mondo, facilitando così il commercio internazionale. Alcuni servizi specifici offerti o forniti nel campo della professione. Salute e sicurezza per i clienti certificati o certificati per OH e SMS dalla certificazione Il corpo è considerato come consulente OH e SMS. Questi includono, ma non sono limitati a: i) svolgere il ruolo di coordinatore per la salute e la sicurezza sul lavoro, ii) segnalazione di sicurezza, iii) eseguire valutazioni del rischio, iv) eseguire ispezioni sulla salute e sicurezza sul lavoro e audit interni, v) comunicazione con le autorità di regolamentazione per conto del cliente, vi) assistenza nello sviluppo della salute e sicurezza sul lavoro di un'organizzazione Sistema di gestione e vii) inchiesta su incidenti e inconvenienti.

Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015 Documento Obbligatorio IAF ISO IEC 17021-1: 2015

 
22
Dic

Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Entrata in vigore del provvedimento: 05/01/2018

Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro

Decreto 3 novembre 2017 n. 1951. Il presente regolamento definisce la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, allo scopo di dare ai medesimi studenti l’opportunità di conoscere ambiti professionali, contesti lavorativi e della ricerca, utili a conseguire e integrare le competenze curriculari, al fine di motivarli e orientarli a scelte consapevoli, nella prospettiva della prosecuzione degli studi o dell’ingresso nel mondo del lavoro. 2. Il presente regolamento definisce, altresì, le modalità di applicazione agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro delle disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. ... Art. 5. Salute e sicurezza 1. Gli studenti impegnati nei percorsi in regime di alternanza ricevono preventivamente dall’istituzione scolastica una formazione generale in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’articolo 37, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, come disciplinata dall’accordo previsto dall’articolo 37, comma 2, del medesimo decreto legislativo. Tale formazione è certificata e riconosciuta a tutti gli effetti ed è integrata con la formazione specifica che gli studenti ricevono all’ingresso nella struttura ospitante, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra quest’ultima e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri conseguenti. 2. È di competenza dei dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado l’organizzazione di corsi di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, rivolti agli studenti inseriti nei percorsi di alternanza e svolti secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. 3. Al fine di ridurre gli oneri a carico della struttura ospitante nell’erogazione della formazione di cui all’articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, possono essere: a) stipulati dagli uffici scolastici regionali appositi accordi territoriali con i soggetti e gli enti competenti ad erogare tale formazione, tra i quali l’INAIL e gli organismi paritetici previsti nell’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 211; b) svolti percorsi formativi in modalità e-learning , anche in convenzione con le piattaforme pubbliche esistenti riguardanti la formazione, come previsto dall’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, e dall’accordo Stato-regioni del 7 luglio 2016, n. 128; c) promosse forme più idonee di collaborazione, integrazione e compartecipazione finanziaria da determinarsi in sede di convenzione. 4. Al fine di garantire la salute e la sicurezza degli studenti di cui all’articolo 2 del presente regolamento, considerata la specifica finalità didattica e formativa, ai sensi dell’articolo 2 comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, che equipara gli studenti allo status dei lavoratori, è stabilito che il numero di studenti ammessi in una struttura sia determinato in funzione delle effettive capacità strutturali, tecnologiche ed organizzative della struttura ospitante, nonché in ragione della tipologia di rischio cui appartiene la medesima struttura ospitante con riferimento all’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, in una proporzione numerica studenti/tutor della struttura ospitante non superiore al rapporto di 5 a 1 per attività a rischio alto, non superiore al rapporto di 8 a 1 per attività a rischio medio, non superiore al rapporto di 12 a 1 per attività a rischio basso. 5. Agli studenti in regime di alternanza è garantita la sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, nei casi previsti dalla normativa vigente. Nei casi in cui la sorveglianza sanitaria si renda necessaria, la stessa è a cura delle aziende sanitarie locali, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra queste ultime e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri ad essa conseguenti. 6. Gli studenti impegnati nelle attività di alternanza, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, rispettivamente previsti dagli articoli 1 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono assicurati presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e coperti da una assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, con relativi oneri a carico dell’istituzione scolastica. Le coperture assicurative devono riguardare anche attività eventualmente svolte dagli studenti al di fuori della sede operativa della struttura ospitante, purché ricomprese nel progetto formativo dell’alternanza.

Decreto 3 novembre 2017 n. 195Decreto 3 novembre 2017 n. 195

 
22
Dic

Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro

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Entrata in vigore del provvedimento: 05/01/2018

Sicurezza studenti in alternanza scuola-lavoro

Decreto 3 novembre 2017 n. 1951. Il presente regolamento definisce la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, allo scopo di dare ai medesimi studenti l’opportunità di conoscere ambiti professionali, contesti lavorativi e della ricerca, utili a conseguire e integrare le competenze curriculari, al fine di motivarli e orientarli a scelte consapevoli, nella prospettiva della prosecuzione degli studi o dell’ingresso nel mondo del lavoro. 2. Il presente regolamento definisce, altresì, le modalità di applicazione agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro delle disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. ... Art. 5. Salute e sicurezza 1. Gli studenti impegnati nei percorsi in regime di alternanza ricevono preventivamente dall’istituzione scolastica una formazione generale in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’articolo 37, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, come disciplinata dall’accordo previsto dall’articolo 37, comma 2, del medesimo decreto legislativo. Tale formazione è certificata e riconosciuta a tutti gli effetti ed è integrata con la formazione specifica che gli studenti ricevono all’ingresso nella struttura ospitante, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra quest’ultima e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri conseguenti. 2. È di competenza dei dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado l’organizzazione di corsi di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, rivolti agli studenti inseriti nei percorsi di alternanza e svolti secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni. 3. Al fine di ridurre gli oneri a carico della struttura ospitante nell’erogazione della formazione di cui all’articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, possono essere: a) stipulati dagli uffici scolastici regionali appositi accordi territoriali con i soggetti e gli enti competenti ad erogare tale formazione, tra i quali l’INAIL e gli organismi paritetici previsti nell’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 211; b) svolti percorsi formativi in modalità e-learning , anche in convenzione con le piattaforme pubbliche esistenti riguardanti la formazione, come previsto dall’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, e dall’accordo Stato-regioni del 7 luglio 2016, n. 128; c) promosse forme più idonee di collaborazione, integrazione e compartecipazione finanziaria da determinarsi in sede di convenzione. 4. Al fine di garantire la salute e la sicurezza degli studenti di cui all’articolo 2 del presente regolamento, considerata la specifica finalità didattica e formativa, ai sensi dell’articolo 2 comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, che equipara gli studenti allo status dei lavoratori, è stabilito che il numero di studenti ammessi in una struttura sia determinato in funzione delle effettive capacità strutturali, tecnologiche ed organizzative della struttura ospitante, nonché in ragione della tipologia di rischio cui appartiene la medesima struttura ospitante con riferimento all’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, in una proporzione numerica studenti/tutor della struttura ospitante non superiore al rapporto di 5 a 1 per attività a rischio alto, non superiore al rapporto di 8 a 1 per attività a rischio medio, non superiore al rapporto di 12 a 1 per attività a rischio basso. 5. Agli studenti in regime di alternanza è garantita la sorveglianza sanitaria di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, nei casi previsti dalla normativa vigente. Nei casi in cui la sorveglianza sanitaria si renda necessaria, la stessa è a cura delle aziende sanitarie locali, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra queste ultime e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri ad essa conseguenti. 6. Gli studenti impegnati nelle attività di alternanza, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, rispettivamente previsti dagli articoli 1 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono assicurati presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e coperti da una assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, con relativi oneri a carico dell’istituzione scolastica. Le coperture assicurative devono riguardare anche attività eventualmente svolte dagli studenti al di fuori della sede operativa della struttura ospitante, purché ricomprese nel progetto formativo dell’alternanza.

Decreto 3 novembre 2017 n. 195Decreto 3 novembre 2017 n. 195

 
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Dic

Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruote

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Istruzioni per l’analisi del sovraccarico biomeccanico

Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruote

Spinta e traino di carichi con mezzi di movimentazione su ruoteQuesta analisi è uno strumento per valutare il sovraccarico biomeccanico di un operatore impegnato a spostare dei carichi (spinta e traino) con mezzi di movimentazione su ruote. L’analisi può servire anche come punto di partenza per accertare un infortunio. A tale proposito, al capitolo 3 di questo documento si valuta una situazione a rischio infortunio. Per valutare se un’attività è sostenibile sul piano della salute, l’analisi va svolta come minimo con tre persone di diversa costituzione fisica e sesso. L’analisi del sovraccarico biomeccanico prevede una serie di domande sullo sforzo e l a postura assunta in una determinata attività. A ogni risposta si può assegnare un colore (verde, giallo o rosso) per ottenere un riscontro immediato. Il colore verde significa che la persona non è soggetta a un grave sovraccarico. Il colore giallo indica che il sovraccarico c’è ma è di lieve entità. Nelle categorie a rischio, ossia giovani di età inferiore a 18 anni, persone anziane oltre i 50 anni o perso ne con rendimento ridotto per diversi motivi, questo sovraccarico potrebbe causare alla lunga un danno alla salute. Più situazioni di sovraccarico di piccola entità possono, se sommate, rappresentare un rischio serio per qualsiasi lavoratore. Il colore rosso indica che il sovraccarico per la persona è notevole e che il rischio di un danno alla salute è considerato alto per tutte le categorie di lavoratori. L’analisi non deve essere effettuata dalla persona che svolge l’attività presa in esame, bensì da una terza persona, ad es. l’addetto alla sicurezza in azienda. L’opinione e la valutazione della persona esaminata sono importanti e vanno prese in considerazione, soprattutto per quanto concerne la percezione soggettiva dello sforzo. L’analisi è strutturata in modo sistematico ed è corredata da immagini di facile comprensione e quindi può essere svolta anche da persone con scarse conoscenze in materia. Tuttavia, può essere utile aver applicato in passato un simile metodo di valutazione. Le informazioni di base servono a descrivere il posto di lavoro e garantiscono che l’analisi sia comprensibile in un momento successivo o per i non partecipanti. Il capitolo 1 (fattori esterni) descrive le condizioni generali che possono avere un’influenza sull’esecuzione di un’attività. Il capitolo 2 (sovraccarico biomeccanico in tutto il ciclo lavorativo) documenta la modalità di lavoro tipica o più frequente che può avere una certa rilevanza se associata ai potenziali pericoli per la salute. Il capitolo 3 (sovraccarico biomeccanico nella situazione più gravosa) si limita a descrivere questa determinata situazione. In questo caso si prende nota dei momenti di maggior sovraccarico (picchi di forza) che spesso rappresentano un pericolo per la salute. Rispondere e valutare ogni domanda in modo indipendente Ogni domanda deve essere valutata singolarmente e solo in riferimento alla postura o allo sforzo della persona, indipendentemente dagli altri fattori. Ad esempio: l’altezza della zona di presa deve essere considerata e valutata senza tener conto della postura del tronco. La relativa constatazione viene registrata nel grafico e attribuita a un determinato colore con una crocetta.

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Dic

Prevenzione delle malattie professionali in ambito sanitario

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Factsheet novembre 2017 SUVA

Prevenzione delle malattie professionali in ambito sanitario

Prevenzione delle malattie professionali in ambito sanitarioIl personale di ospedali, studi medici, laboratori e istituti è esposto a diversi rischi durante lo svolgimento delle attività quotidiane, legati a sostanze chimiche, agenti patogeni di malattie infettive, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti nonché sollecitazioni a carico dell’apparato locomotore. La presente scheda tematica illustra i rischi più importanti in ambito sanitario e rimanda ai principali testi di riferimento. In molti settori della sanità i lavoratori sono esposti ai rischi legati all'utilizzo delle sostanze di lavoro. Soprattutto in sede di preparazione, i medicamenti possono entrare in contatto con la pelle o penetrare nelle vie respiratorie e provocare reazioni locali o sistemiche, nonché allergie. Particolare attenzione è richiesta dai farmaci con effetti cancerogeni , mutageni o tossici per la riproduzione come i citostatici e determinati virustatici. Nell'ambito dell'aerosolterapia, ad esempio con antibiotici, ribavirina o iloprost, i medicamenti possono essere inalati diretta- mente dai lavoratori. Durante le anestesi e inalatorie si possono verificare esposizioni a diversi gas anestetici. Vanno menzionate anche le operazioni di disinfezione ad esempio con aldeidi o alcol, la sterilizzazione a bassa temperatura con ossido di etilene o formaldeide, i lavori con formaldeide e solventi organici negli istituti di anatomia patologica e nei laboratori di istologia, i lavori nei laboratori clinici nonché nell’ambito della biologia molecolare ad esempio con bromuro di etidio . L'uso di guanti di protezione può provocare allergie in seguito al contatto con diversi componenti dal potere sensibilizzante. Negli interventi di ortopedia si utilizzano sistemi acrilici, nella tecnica ortopedica sistemi poliuretanici, poliesteri, epossidici e acrilici. Per il rinforzo di fissaggi vengono utilizzati sistemi poliuretanici e poliesteri. Sistemi acrilici ed epossidici trovano applicazione anche in odontotecnica. Non vanno dimenticati gli effetti che non risultano specifici per l'ambito sanitario, come le esposizioni nei servizi tecnici. Le malattie professionali causate dalle sostanze di lavoro in ambito sanitario possono manifestarsi in vario modo. Le malattie cutanee, più spesso di origine tossico - irritativa che non allergica, sono ad esempio causate da disinfettanti, detergenti, additivi della gomma, medica- menti, nonché sostanze ausiliarie utilizzate nei laboratori e in ambito dentario. L'orticaria da contatto, una particolare forma di allergia cutanea, è causata soprattutto dalle protei ne con- tenute nel lattice e si manifesta con reazioni di ipersensibilità di tipo immediato. Tuttavia, un'orticaria da contatto può anche verificarsi in seguito a esposizioni alla clorexidina, alla formaldeide, agli antibiotici e ad altre sostanze di lavoro. Questo quadro clinico può sfociare anche in eventi che coinvolgono le vie respiratorie sotto forma di asma bronchiale o in uno shock circolatorio (shock anafilattico). Le allergie di tipo immediato delle vie respiratorie sono state descritte nel quadro d i una rinite allergica (ipersensibilità delle mucose nasali) o di un'asma bronchiale (ipersensibilità delle vie respiratorie inferiori) in seguito a esposizioni a proteine del lattice, disinfettanti come aldeidi o composti di ammonio quaternario, ossido di etilene, enflurano, antibiotici, psillio, isoniazide, isocianati, resine epossidiche e sistemi poliesteri. I disinfettanti, l'ossido di etilene, le pentamidine in aerosol o gli acrilati possono anche causare irritazioni delle vie respiratorie .

Prevenzione delle malattie professionali in ambito sanitariomalattie professionali in ambito sanitario

 
17
Nov

Geometri accesso agevolato al credito bancario

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Finanziamenti fino a un massimo di 30.000 euro per l’avvio dello studio professionale

Geometri accesso agevolato al credito bancario

Prestito Cipag attività professionaleLa campagna di informazione sulle misure di natura finanziaria messe in campo dalla Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri liberi professionisti (CIPAG) a sostegno dei propri iscritti. In questi giorni, i professionisti riceveranno informazioni relative all’accesso agevolato al credito bancario per l’attività lavorativa. L’iniziativa è destinata a consentire ai geometri di disporre di ulteriori risorse finanziarie ed essere quindi maggiormente in grado di poter sviluppare la propria professione, dotandosi anche di innovativi strumenti di lavoro in grado di rispondere alle rinnovate esigenze del mercato. Grazie ad una convenzione stipulata nel 2013 con la Banca Popolare di Sondrio, rinnovata nel 2016, CIPAG prevede un percorso agevolato per la concessione di finanziamenti fino a un massimo di 30mila euro per l’avvio dello studio professionale e per l’anticipazione dei costi da sostenere a fronte della committenza di uno o più incarichi professionali e la possibilità di accedere a prestiti personali per qualsiasi finalità fino a un massimo di 15mila euro. “CIPAG, vista l'attuale situazione economica e forte del numero degli iscritti, oltre che del proprio know-how economico-finanziario, è intervenuta presso il sistema bancario ottenendo condizioni particolarmente favorevoli rispetto a quelle di mercato, stipulando questo genere di convenzioni” ha dichiarato Diego Buono, presidente della Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri liberi professionisti (CIPAG). “Il nostro obiettivo è quello di continuare ad agevolare i professionisti nello svolgimento del proprio lavoro quotidiano, permettendo loro di accedere a finanziamenti utili a strutturare e dare slancio alle proprie attività”. Le iniziative finanziarie della Cassa a favore dei propri iscritti si estendono inoltre anche alla sfera personale. Sempre con la Banca Popolare di Sondrio è destinato uno specifico capitolo ai mutui, con un accesso al finanziamento agevolato e che riguarda l’acquisto, la ristrutturazione o la costruzione di immobili, destinati a uso abitativo o come studio professionale.

Prestito Cipag attività professionalePrestito Cipag attività professionale

 
8
Nov

12 mesi per l’adeguamento al regolamento DPI

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LEGGE 25 ottobre 2017, n. 163

12 mesi per l'adeguamento al regolamento DPI

DPILegge di delegazione europea 2016-2017. È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 novembre 2017 n.259 la Legge 25 ottobre 2017, n. 163 Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea. L’articolo 6 della Legge introduce la delega per l’attuazione in Italia del Regolamento (UE) 2016/425 sui Dispositivi di protezione individuale. Il Governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi per l’attuazione del regolamento sui Dpi entro dodici mesi dall’entrata in vigore della stessa legge, che avverrà il 21 novembre 2017. Il testo abrogherà la direttiva 89/686/CEE. Con la sua approvazione verrà aggiornato il Decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, verranno instaurati nuovi criteri e procedure per la verifica della conformità e dei requisiti dei Dpi: organismi notificati soggetti all’autorità di notifica (Ministero dello Sviluppo Economico). I principi e criteri direttivi della Legge di Delegazione europea Il comma 3 dell'art. 6 indica i criteri che il Governo dovrà seguire per l'emanazione dei suddetti decreti, li riportiamo testualmente: a) aggiornamento delle disposizioni del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475, per l'adeguamento alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/425 e alle altre innovazioni intervenute nella normativa nazionale, con abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili con il medesimo regolamento (UE) 2016/425 e coordinamento delle residue disposizioni; b) salvaguardia della possibilità di adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/425 e agli atti delegati e di esecuzione del medesimo regolamento europeo con successivo regolamento, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nelle materie non riservate alla legge e già eventualmente disciplinate mediante analoghi regolamenti; c) individuazione del Ministero dello sviluppo economico quale autorità notificante ai sensi dell'articolo 21 del regolamento (UE) 2016/425; d) fissazione dei criteri e delle procedure necessari per la valutazione, la notifica e il controllo degli organismi da autorizzare per svolgere compiti di parte terza nel processo di valutazione e verifica della conformità dei dispositivi di protezione individuale ai requisiti essenziali di salute e sicurezza di cui agli articoli 5 e 19 del regolamento (UE) 2016/425, anche al fine di prevedere che tali compiti di valutazione e di controllo degli organismi siano affidati mediante apposite convenzioni non onerose all'organismo unico nazionale di accreditamento ai sensi dell'articolo 4 della legge 23 luglio 2009, n. 99; e) previsione di disposizioni in tema di proventi e tariffe per le attività connesse all'attuazione del regolamento (UE) 2016/425, conformemente al comma 4 dell'articolo 30 della legge 24 dicembre 2012, n. 234; f) previsione di sanzioni penali o amministrative pecuniarie efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità delle violazioni degli obblighi derivanti dal regolamento (UE) 2016/425, conformemente alle previsioni dell'articolo 32, comma 1, lettera d), e dell'articolo 33, commi 2 e 3, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, e individuazione delle procedure per la vigilanza sul mercato dei dispositivi di protezione individuale ai sensi del capo VI del regolamento (UE) n. 2016/425; g) abrogazione espressa delle disposizioni di legge o di regolamento incompatibili con i decreti legislativi di cui al comma 1.

LEGGE 25 ottobre 2017, n. 163LEGGE 25 ottobre 2017, n. 163

 
30
Ott

Rapporto SICUREZZA IN EDILIZIA

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Rapporto 2017 attività CNCPT

Rapporto SICUREZZA IN EDILIZIA

RAPPORTO CNCPT 2017 SULLA SICUREZZA IN EDILIZIAAnche quest’anno si è ripetuta la scelta, già effettuata con il rapporto di attività precedente, di fornire dati aggiornati al giugno del 2017 sulla struttura degli enti territoriali, preferendo attualizzare le informazioni a scapito della confrontabilità di alcune statistiche con gli anni scorsi. Il trend di diminuzione del numero dei sopralluoghi nei cantieri si è attenuato, passando dalle 38.556 visite del 2015 alle 37.452 del 2016 (la diminuzione era stata di quasi 3.000 visite nel 2015 sul 2014) e ciò fa ritenere che sarà possibile fermare la tendenza negativa con la chiusura del 2017, anche se il processo di unificazione con le scuole edili non è ancora concluso (sono 25 gli enti che ancora si devono unificare) e sappiamo che questo, unitamente alla crisi, ha inciso significativamente con le dinamiche in corso, pur non costituendo ciò una giustificazione.

Nel dibattito presente tra le forze sociali e tra gli addetti al settore circa il ruolo, l’importanza e l’utilità della bilateralità, si inseriscono le novità introdotte quest’anno nel rapporto di attività: con l’ausilio dei dati forniti dalla CNCE (Commissione nazionale casse edili) si è analizzato l’andamento delle ore di malattia ed infortunio registrate dalle Casse edili, cioè nella parte “regolare del settore” nel corso degli anni compresi tra il 2009 ed il primo semestre del 2017.

La prima parte propone una analisi del fenomeno infortunistico, fornendo alcuni elementi di riflessione sull’evoluzione storica del fenomeno ed approfondendo le dinamiche più recenti grazie gli ultimi aggiornamenti resi disponibili dall’INAIL nella sezione Open Data, con riferimento al periodo gennaio-agosto 2017. Novità di questa edizione, una sezione dedicata all’analisi dei dati delle principali Casse Edili Industriali ed Artigiane, occasione per riflettere sulle dinamiche settoriali e sull’attività delle imprese edili più strutturate, con aggiornamento a giugno 2017. La seconda parte è dedicata allo studio dell’attività di 103 CPT collaboranti all’indagine annuale, con dati sulla struttura operativa ed organizzativa riferiti a giugno 2017, mentre quelli sull’attività svolta fanno riferimento all’anno edile (settembre-ottobre di ogni anno). La terza parte invece è dedicata ad una dettagliatissima analisi dell’attività di visita svolta da un campione di CPT, con l’ausilio dell’Osservatorio Permanente Visite in Cantiere, che dall’ottobre ottobre 2014, avvio della raccolta dati, al 23 settembre 2017, data della statisticazione delle informazioni provenienti da trentadue CPT dislocati sul territorio nazionale, offre un quadro informativo estremamente dettagliato su 1.096.974 verifiche effettuate nel corso di 48.294 visite a 23.117 cantieri.

La prima parte propone una analisi del fenomeno infortunistico, fornendo alcuni elementi di riflessione sull’evoluzione storica del fenomeno ed approfondendo le dinamiche più recenti grazie gli ultimi aggiornamenti resi disponibili dall’INAIL nella sezione Open Data, con riferimento al periodo gennaio-agosto 2017. Novità di questa edizione, una sezione dedicata all’analisi dei dati delle principali Casse Edili Industriali ed Artigiane, occasione per riflettere sulle dinamiche settoriali e sull’attività delle imprese edili più strutturate, con aggiornamento a giugno 2017. La seconda parte è dedicata allo studio dell’attività di 103 CPT collaboranti all’indagine annuale, con dati sulla struttura operativa ed organizzativa riferiti a giugno 2017, mentre quelli sull’attività svolta fanno riferimento all’anno edile (settembre-ottobre di ogni anno). La terza parte invece è dedicata ad una dettagliatissima analisi dell’attività di visita svolta da un campione di CPT, con l’ausilio dell’Osservatorio Permanente Visite in Cantiere, che dall’ottobre ottobre 2014, avvio della raccolta dati, al 23 settembre 2017, data della statisticazione delle informazioni provenienti da trentadue CPT dislocati sul territorio nazionale, offre un quadro informativo estremamente dettagliato su 1.096.974 verifiche effettuate nel corso di 48.294 visite a 23.117 cantieri. Rapporto CNCPT

 
25
Ott

installazione degli impianti all’interno degli edifici

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Elaborata dal MiSE una raccolta di pareri, circolari e lettere circolari destinata alle imprese

installazione degli impianti all’interno degli edifici

MISEIl MiSE, Ministero dello Sviluppo Economico, con riferimento al DM n. 37/2008 che trova applicazione, oltre che agli impianti a servizio degli edifici, anche agli impianti a servizio delle attività di processo, commerciali e terziarie che si svolgono all’interno di edifici, ha curata una raccolta di pareri, circolari e lettere circolari dal titolo “Imprese di installazione degli impianti all’interno degli edifici DM 37/2008”"

Gli impianti summenzionati sono classificati come segue:
a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere;
b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere;
c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali;
d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;
e) impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali;
f) impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili;
g) impianti di protezione antincendio.
 
18
Ott

omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori

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esposti a un rischio specifico lettera circolare n. 3/2017

omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori

Indicazioni operative sulle sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratoriIl 12 ottobre 2017 L'INL ha fornito ai propri Uffici territoriali chiarimenti inerenti l'omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a un rischio specifico. In particolare la lettera circolare n. 3/2017 illustra le tre ipotesi  cui ricondurre i comportamenti omissivi dell'obbligo per ognuna delle quali sono previste specifiche sanzioni penali ed amministrative.

Prot. n. 3/2017 Oggetto: Indicazioni operative sulle sanzioni da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori. Come è noto, nell'ambito della normativa in materia di salute e sicurezza la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, così come declinata dall'art. 41 del d.lgs. n. 81/2008, diviene un obbligo nel momento in cui la valutazione dei rischi evidenzi la necessità di sottoporre il lavoratore a sorveglianza sanitaria. Tale obbligo non è però esplicitamente individuato da un'unica disposizione normativa ma, almeno nel Titolo I del D.Lgs. 81/2008, vi sono almeno tre fattispecie cui ricondurre i comportamenti omissivi dell'obbligo in esame, fattispecie dotate ognuna di una diversa previsione sanzionatoria. Tale situazione determina comportamenti diversificati nei vari uffici e pertanto appare necessario fornire indicazioni univoche al fine di assicurare l'uniformità di comportamento da parte di tutto il personale ispettivo nell'adozione dei provvedimenti sanzionatori. In considerazione di quanto sopra premesso, si ritiene che la sanzione da applicare in caso di omessa sorveglianza sanitaria sia riconducibile alla violazione dell'obbligo sancito dai seguenti articoli del d.lgs. n. 81/2008: a) art. 18 comma 1 lettera c): nei casi in cui si debba valutare lo stato di salute del lavoratore, al fine dell'affidamento dei compiti specifici, che non dipendono dai rischi presenti nell'ambiente di lavoro, ma dalla capacità del lavoratore stesso di svolgerli (es. lavori in quota, lavori in sotterraneo o in ambienti chiusi in genere, lavori subacquei, ecc.); b) art 18 comma 1 lettera g): in tutti i casi in cui la normativa vigente prevede l'obbligo della sorveglianza sanitaria; c) art. 18 comma 1 lettera bb): nei casi in cui nei confronti del lavoratore soggetto a sorveglianza sanitaria (pur essendo stato sottoposto a visita, esami clinici e biologici e indagini diagnostiche), non sia stato ancora espresso il giudizio di idoneità ed in sede ispettiva si riscontri che lo stesso sia adibito a quella specifica mansione; in questo caso risulta evidente il difetto di vigilanza del datore di lavoro o del dirigente. Si ricorda da ultimo che, come precisato con la circolare n. 33/2009 (alla quale si rinvia per ogni ulteriore chiarimento), l'accertamento delle violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro deve avvenire "nel rispetto delle competenze in tema di vigilanza” in forza dell'art. 13 del d.lgs. n. 81/2008. Pertanto, qualora l'omessa sorveglianza sanitaria sia riscontrata in settori diversi dall'edilizia, gli ispettori del lavoro devono comunicare la notizia di reato all'Autorità Giudiziaria ai sensi dell'art. 347 del c.p.p.

circolare n. 3/2017circolare n. 3/2017