1 Matteo Puppo - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Matteo Puppo

18
Ott

applicazione della Direttiva Macchine

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Sorveglianza del mercato ai sensi del d.lgs. 17/2010

applicazione della Direttiva Macchine

applicazione della Direttiva Macchine9° rapporto rappresenta la sintesi organizzata dei dati estrapolati dalla banca Inail per la gestione dell’accertamento tecnico per la Sorveglianza del Mercato, rappresentando il contributo di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti. Il documento fornisce analisi e informazioni di supporto al monitoraggio e all’ottimizzazione dell’azione di Sorveglianza del Mercato, oltre a contenuti di indirizzo, per sviluppare nuove linee di ricerca e prodotti di supporto all’individuazione delle soluzioni adeguate per la totalità dell’utenza di settore. Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazione tecnologica e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici.

L’Inail, in base a quanto previsto dal comma 2 dell’art. 6 del d.lgs. 17/2010 (ex comma 2 dell’art. 7 del d.p.r. 459/96), conduce attività di accertamento tecnico in supporto all’autorità italiana preposta alla sorveglianza del mercato (Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). In particolare, all’intero del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici di Inail è istituita la sezione tecnico scientifica accertamenti tecnici, che coordina a livello nazionale le attività di valutazione della conformità di macchine, impianti, apparecchi e prodotti ai requisiti di sicurezza prescritti dalle disposizioni legislative di recepimento delle direttive di prodotto applicabili. La banca dati che Inail ha negli anni composto per gestire le informazioni relative a detta attività di accertamento tecnico rappresenta una sintesi di tutte le informazioni su cui si fonda il processo di sorveglianza del mercato e costituisce, pertanto, un insostituibile strumento di analisi e monitoraggio, offrendo indirizzi e supporto a tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, nella filiera (organi preposti alla vigilanza nei luoghi di lavoro, fabbricanti, datori di lavoro, ecc.). Il 9° Rapporto, previsto dall’art. 3 del decreto direttoriale prot. 11972 del 15 dicembre 2004, costituisce la sintesi organizzata dei dati contenuti nell’archivio informatico di Inail: partendo dalle segnalazioni di presunta non conformità di organi di vigilanza, Inail, magistratura, altri stati membri, ecc., viene ricostruito il meccanismo che, attivando un percorso di confronto tra le autorità e i fabbricanti, punta a garantire, nel rispetto delle prescrizioni della Direttiva Macchine, livelli minimi di sicurezza per i lavoratori. A valle di questo contraddittorio tra i soggetti preposti all’attività di sorveglianza e i fabbricanti, infatti, sono stati realizzati, condividendo strategie e soluzioni a breve e lungo termine, interventi migliorativi sia sul parco macchine già immesso sul mercato, sia sulle nuove produzioni, a dimostrazione della possibilità di superare la logica controllato/controllore/sanzione per giungere alla più efficace collaborazione tra le diverse parti interessate, nell’ottica di un incremento continuo dei livelli di sicurezza per gli operatori delle macchine e, più in generale, dei lavoratori.

applicazione della Direttiva Macchine applicazione della Direttiva Macchine

 
6
Ott

Campania, approvata la legge sul mobbing

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Passa la legge sul mobbing e il disagio lavorativo

Campania, approvata la legge sul mobbing

Campania, approvata la legge sul mobbingPassa la legge sul mobbing e il disagio lavorativo. Il Consiglio regionale della Campania ha approvato con 36 voti, all'unanimità dei presenti, la legge, che parte con una dotazione finanziaria di 200mila euro, presentata in aula da Antonio Marciano del Pd, come relatore di maggioranza, e da Ermanno Russo di Forza Italia, come relatore di minoranza. La legge istituisce, presso la Giunta regionale, l'Osservatorio regionale sul mobbing e il disagio lavorativo che si occupa di monitoraggio, raccolta, elaborazione e analisi dei dati delle strutture. L’Osservatorio supporta le strutture amministrative regionali competenti in materia di sanita’, lavoro e politiche sociali; la struttura amministrativa regionale competente in maniera di sanita’ per sviluppare programmi di formazione per tutti gli operatori sanitari a definire protocolli per la prevenzione. Va bene lo sviluppo di campagne di informazione, programmi di sensibilizzazione di contrasto al mobbing, sistemi di monitoraggio del fenomeno. L’Osservatore puo’ avvalersi di contributi e consulenze esterne gli aspetti della disciplina del lavoro, economia, giuslavorismo, salute mentale, con documentata esperienza nelle materie oggetto della legge. La partecipazione all’Osservatorio e’ a titolo gratuito. Vengono istituiti presso i Comuni, appositi sportelli territoriali di ascolto del disagio lavorativo. I punti qualificanti della Legge sono i seguenti: l’istituzione, presso la Giunta regionale, dell’Osservatorio regionale sul mobbing e il disagio lavorativo che si occupa di monitoraggio, raccolta, elaborazione e analisi dei dati delle strutture. L’Osservatorio supporta le strutture amministrative regionali competenti in materia di sanità, lavoro e politiche sociali; la struttura amministrativa regionale competente in maniera di sanità per sviluppare programmi di formazione per tutti gli operatori sanitari a definire protocolli per la prevenzione; il rafforzamento del centro di riferimento regionale presso l’Asl Napoli1; la creazione di almeno altri due centri clinici per allargare la rete del supporto; l’apertura di sportelli territoriali di ascolto del disagio. Campania, approvata la legge sul mobbingCampania, approvata la legge sul mobbing

 
28
Set

Gli incendi di natura elettrica

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NIA Nucleo investigativo antincendi dei Vigili del Fuoco pubblicato il 25 settembre 2017

Gli incendi di natura elettrica

incendi di natura elettricaÈ stato pubblicato dal NIA Nucleo investigativo antincendi dei Vigili del Fuoco un volume sugli incendi negli edifici civili. Fenomenologia, metodologie investigative, casi e prove sperimentali, per un’analisi di ciò che può accadere nei luoghi che ospitano abitualmente apparecchi e impianti elettrici ed elettronici. Case, luoghi di lavoro e di intrattenimento.

Nel corso degli ultimi trenta anni, le nostre abitazioni, come i posti di lavoro o di intrattenimento, sono stati drasticamente trasformati dalla presenza di apparecchi elettrici. Televisori, frigoriferi, forni a microonde, macchine da caffè, lavastoviglie, aspirapolvere, phon, rasoi, computers, stampanti laser e moltissimi altri utilizzatori elettrici rappresentano, ormai, i simboli del progresso e del benessere dell’uomo. L'utilizzo quotidiano dell'energia elettrica, per via della sua scontata e necessaria presenza, viene spesso sottovalutata come causa o effetto di un incidente. La corrente elettrica può essere molto pericolosa, specialmente in un ambiente dove è facile andare incontro ad errori, spesso anche banali, ma che possono portare a conseguenze molto gravi per la sicurezza nostra e di chi ci sta attorno. L’elettricità infatti non può essere percepita direttamente, ma è possibile osservarne alcuni effetti come ad esempio: il calore (ferri da stiro, forni, stufe, phon, saldatrici, scaldabagni, lampade ad incandescenza), il magnetismo (motori elettrici, elettrocalamite) o la luminosità (led, lampade a scarica o ad induzione), ecc.. La diretta percezione dell’elettricità è legata soltanto ai sui effetti fisiopatologici derivanti da un contatto accidentale (diretto o indiretto) con parti in tensione, che può determinare il passaggio di una corrente attraverso il corpo umano e che vanno dal lieve fastidio a danni anche mortali, oppure effetti d’arco che possono determinare anche ustioni. L’elettricità mentre si muove nel circuito elettrico, o comunque attraverso un qualsiasi materiale conduttivo, determina sempre un fisiologico sviluppo di calore che, oltre a rappresentare una perdita di energia, provoca un aumento di temperatura dei componenti. Negli apparecchi termici, quali ad esempio i forni, le stufe, gli scaldabagni elettrici questo è un effetto desiderato che ne consente il funzionamento ma che, d’altra parte, sollecita soprattutto gli isolanti e può causarne il danneggiamento graduale o, nei casi più gravi, la distruzione completa, con possibile innesco di incendi. La causa degli incendi di “natura elettrica”, pertanto, ha spesso origine all’interno del sistema considerato ed è associata ad un qualche tipo di guasto elettrico o malfunzionamento che produce la perdita di alcune caratteristiche o funzioni del sistema. Questo tipo di incendi sono in genere considerati accidentali, anche se possono verificarsi incendi dovuti a eventi naturali (fulmini) e di natura dolosa (mediante manomissione di impianti e apparecchi).

E-learningGli incendi di natura elettrica

 
22
Set

Qualità del dato nel monitoraggio biologico

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macroinvertebrati delle acque superficiali interne

Qualità del dato nel monitoraggio biologico

Qualità del dato nel monitoraggio biologicoLa qualità dei dati ecologici, così come richiesto dalla recente politica di gestione ambientale, è direttamente correlata al livello di fiducia riposto nei dati analitici forniti da laboratori che operano sul territorio; la partecipazione a confronti interlaboratorio rappresenta quindi un utile strumento per garantire la validazione del dato e permette agli operatori di documentare prestazioni di buona qualità. Le linee guida qui presentate riguardano un percorso volto a disegnare ed organizzare confronti interlaboratorio per la componente macrobentonica delle acque superficiali interne. Quanto riportato nel documento rappresenta una guida per procedere alla corretta organizzazione ed esecuzione sia di confronti interlaboratorio indirizzati alla valutazione della “performance” degli operatori che all’organizzazione di specifici confronti che garantiscano il mantenimento delle competenze per gli Expert Panel. ISPRA ha curato la stesura delle linee guida al fine di rendere fruibili i risultati dell’attività svolta attraverso un documento unico, in forma di guida per l’operatore, che evidenziasse con chiarezza le procedure per operare nell’ambito dei confronti interlaboratorio conformemente alle norme vigenti. ISPRA Settembre 2017

In Italia, con l’emanazione del D.lgs. 152 del 2006 (Italia, 2006) e dei successivi decreti attuativi che recepiscono la Direttiva 2000/60/CE, o Direttiva Quadro Acque, si applica l’approccio ecologico, orientato ad uno sviluppo sostenibile e ad una gestione integrata delle risorse idriche. Gli elementi biologici richiesti per il monitoraggio rappresentano i differenti livelli trofici dell’ecosistema: i produttori primari (fitobenthos e macrofite) e i diversi livelli di consumatori (macroinvertebrati e pesci). La Direttiva Quadro Acque richiede agli Stati membri la classificazione dei corpi idrici attraverso l’applicazione del monitoraggio biologico, che viene effettuato mediante l’utilizzo di elementi di qualità biologica per i quali vengono stabiliti rapporti di qualità biologica (RQE). Tali rapporti rappresentano la distanza tra i valori dei parametri biologici osservati nel corpo idrico monitorato e i valori degli stessi parametri per un corpo idrico di riferimento dello stesso tipo fluviale. La classificazione espressa mediante rapporti di qualità biologica ha uno scarso valore se non è accompagnata da una stima quantitativa delle incertezze dovute al campionamento o ad altre fasi di analisi e dalla conoscenza del livello di fiducia con cui si assegna un corpo idrico ad una determinata classe di qualità. La consapevolezza dell’importanza degli aspetti legati alla qualità del dato ha portato la Commissione Europea a inserire nella Direttiva 2000/60/CE la richiesta che il “livello di attendibilità e precisione conseguito dal sistema di monitoraggio” sia “definito nel piano di gestione del bacino idrografico” (paragrafo 1.3.4 dell’Allegato V della Direttiva 2000/60/CE).

Qualità del dato nel monitoraggio biologicoQualità del dato nel monitoraggio biologico

 
6
Set

Elaborato dall’ANCE un vademecum sull’istituto del subappalto


Sono approfondite alcune novità introdotte per il subappalto.

Elaborato dall'ANCE un vademecum sull'istituto del subappalto

Elaborato dall'ANCE un vademecum sull'istituto del subappaltoL’Ance, Associazione dei costruttori edili, ha pubblicato un vademecum sull’istituto del subappalto disciplinato dall’articolo 105 D. Lgs. 18/4/2016 n. 50, come modificato dal D.lgs. 19 aprile 2017 n. 56, contenente il nuovo Codice dei contratti pubblici. Sono approfondite alcune novità introdotte per il subappalto.

L’Ance (Associazione dei costruttori edili) ha pubblicato un vademecum sull’istituto del subappalto disciplinato dall’articolo 105 del nuovo Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) come modificato dal D.lgs. 19 aprile 2017, n. 56. Il vigente Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha sensibilmente innovato la precedente disciplina del subappalto, sotto due aspetti particolarmente rilevanti. Riguardo al primo aspetto, se il d.lgs. n. 163/2006 prevedeva, all’art. 118, il limite del 30 per cento per le sole “categorie prevalenti”, le nuove disposizioni estendono tale limite all’importo complessivo dell’opera, riducendo così la quota di subappalto a disposizione dell’appaltatore. Un secondo elemento di novità è contenuto nella disposizione che impone, nei casi previsti, di indicare sin dalla fase di gara una terna di nominativi di (futuri) subappaltatori. I due aspetti sopra evidenziati, assieme ad altre significative previsioni in materia, sono approfonditi nel vademecum dell’Ance.

Perché la Stazione Appaltante autorizzi il subappalto, l’aggiudicatario del contratto di appalto deve depositare il contratto di subappalto presso la stazione appaltante almeno 20 giorni prima della data di inizio dell'esecuzione delle prestazioni. Contestualmente al deposito del contratto, l’aggiudicatario deve trasmettere la certificazione sui requisiti del subappaltatore, la dichiarazione del subappaltatore attestante l'assenza dei motivi di esclusione di cui all'articolo 80.
Nel caso in cui sia richiesta l’indicazione della terna, il possesso dei requisiti previsti dall’articolo 80 deve essere dichiarato dal concorrente al momento della presentazione dell’offerta e la Stazione Appaltante compie una nuova verifica al momento dell’autorizzazione. L’affidatario deve acquisire una nuova autorizzazione integrativa qualora l'oggetto del subappalto subisca variazioni nel corso dell’esecuzione e l'importo dello stesso sia incrementato.

vademecum sull'istituto del subappaltovademecum sull'istituto del subappalto


31
Ago

Pubblicato bando su salute e sicurezza dei pescatori

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Bollettino Ufficiale della Regione Puglia

Pubblicato bando su salute e sicurezza dei pescatori

pescaSul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, il bando per investimenti nel miglioramento della salute e sicurezza dei lavoratori a bordo dei pescherecci pugliesi. Si tratta di un milione e 870 mila euro per la presentazione delle domande di sostegno a valere sulle risorse previste nella Misura 1.32 ‘Salute e sicurezza' del Programma Operativo FEAMP 2014-2020. "L'avviso è dedicato a investimenti in tema di lavoro per migliorare le condizioni dei pescatori e accrescere le dotazioni a bordo con strumenti e sistemi di sicurezza adeguati – sottolinea l'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Leonardo di Gioia -.  Abbiamo una flotta da pesca importante per un comparto cruciale nella nostra Regione e che necessita interventi di valorizzazione e di messa in sicurezza. Questo per garantire la salute e la sostenibilità del settore della pesca e la presenza di lavoratori sempre più competenti e qualificati".

La misura è intesa a potenziare le condizioni di igiene, salute, sicurezza e lavoro dei pescatori o dei proprietari di pescherecci, in linea con l'obiettivo tematico di migliorare la competitività delle PMI, nell'ambito della Priorità 1- Promuovere la pesca sostenibile sotto il profilo ambientale, efficiente in termini di risorse, innovativa, competitiva e basata sulle conoscenze (perseguita dal Reg. (UE) 508/14). L'Avviso finanzia investimenti a bordo o destinati a singole attrezzature, a condizione che essi vadano oltre i requisiti imposti dal diritto dell'Unione o nazionale in materia di igiene, salute, sicurezza e lavoro dei pescatori.

BOLLETTINO UFFICIALE Regione PugliaBOLLETTINO UFFICIALE Regione Puglia

 
21
Ago

Per i professionisti nuova legge concorrenza

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LEGGE 4 agosto 2017, n. 124  Legge annuale per il mercato e la concorrenza.

Per i professionisti nuova legge concorrenza

E-learningDa fine agosto preventivi obbligatori per i professionisti LEGGE 4 agosto 2017, n. 124 Legge annuale per il mercato e la concorrenza. (17G00140) (GU Serie Generale n.189 del 14-08-2017) note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/08/2017
Sulla Gazzetta Ufficiale del 14 agosto scorso è stata pubblicata la legge n. 124/2017, ovvero la “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”. Novità in tema di trasparenza delle competenze e dei preventivi che vanno comunicati al cliente, anche quando non richiesti
La disposizione probabilmente più significativa, e che richiederà un certo tempo per entrare nella consuetudine, è quella contenuta all’art. 1 comma 152. Essa riguarda tutte le professioni ordinistiche e si propone di portare maggiore trasparenza nelle professioni dotate di un Albo, i cui iscritti adesso dovranno indicare ai propri clienti ed all’utenza in generale i titoli effettivamente posseduti e le eventuali specializzazioni. Si tratta, a ben vedere, di una vera “rivoluzione” nei rapporti fra professionisti e clienti, dal contenuto fortemente pro-concorrenziale, di grande impatto per gli Albi (sono soprattutto quelli delle professioni tecniche, già interessati dal DPR n. 328/2001) i quali consentono l’accesso attraverso plurimi percorsi di studi: da ora in poi i professionisti dovranno esattamente indicare da quale percorso formativo provengono e quali eventuali specializzazioni possiedono. Sarà così estremamente facile per i committenti individuare il professionista più idoneo alle specifiche necessità, assicurando più trasparenza nei rapporti professionali. La disposizione è già in vigore ma sembra ragionevole ipotizzare che la sua applicazione debba essere mediata dalle regole che saranno definite a livello nazionale da ciascun Albo. La seconda disposizione pro-concorrenziale, di carattere generale, è quella contenuta all’art. 1 comma 150, che prevede l’obbligo per tutti i professionisti ordinistici (sono pertanto escluse dalla disposizione le professioni non ordinistiche normate dalla legge n. 4/2013), di comunicare ai propri clienti in forma scritta o digitale, sia il grado di complessità dell’incarico ricevuto sia gli oneri che il cliente dovrà verosimilmente sostenere sino al compimento dell’incarico stesso: in sostanza bisognerà fornire, al momento di assumere un incarico professionale, un preventivo scritto. Per raggiungere questo obiettivo è stato modificato il comma 4 dell’art. 9 del decreto-legge 24.1.2012 n. 1 (convertito con modificazione dalla legge n. 27 del 24.3.2012) che già aveva introdotto i preventivi per i professionisti, da rendersi però solo se espressamente richiesti dalla clientela; la circostanza che i preventivi fossero “facoltativi” aveva di fatto vanificato la disposizione, che oggi pertanto è stata resa “obbligatoria”: il preventivo va comunicato al cliente anche se quest’ultimo non lo richiede espressamente.
La legge concorrenza prevede modifiche anche alle forme di esercizio della professione legale, in particolare nelle società tra avvocati, in cui il legislatore interviene oggi a colmare la mancata esecuzione della delega contenuta nella riforma del 2012. La forma societaria è consentita solo a società di persone, società di capitali o società cooperative, con la possibilità di soci di capitale. Tuttavia i soci professionisti (avvocati o professionisti iscritti ad altri albi) devono essere almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto. Vietata comunque la partecipazione societaria tramite società fiduciarie, trust o per interposta persona. E resta in ogni caso il “dogma” della «personalità della prestazione professionale», pur se conferita alla società. La responsabilità della società e quella dei soci non esclude la responsabilità del professionista che ha eseguito la prestazione. Per i notai debuttano gli obblighi di depositare le somme ricevute per ragioni d’ufficio su conti correnti dedicati e vengono rivisti (parzialmente) le competenze “territoriali” (ampliate) e il numero (alzato). Quanto agli ingegneri, la legge concorrenza sana una volta per tutte l’equivoco sulle società, estendendo a quelle costituite in forma di società di capitali o cooperative la disciplina della legge n. 266 del 1997, che per prima aveva consentito l’esercizio della professione in forma societaria. L’intervento normativo consente così di affermare la validità dei contratti conclusi, a decorrere dall’11 agosto 1997, tra le società di ingegneria e i privati, superando interpretazioni opposte date dalla giurisprudenza. Per quanto riguarda gli agrotecnici, con una disposizione di interpretazione autentica, si estende a questa categoria professionale l’abilitazione a compiere una serie di operazioni in materia catastale. Un’innovazione che riguarda tutti i professionisti (oltre al vincolo del preventivo in forma scritta) è invece l’obbligo di indicare e comunicare “ a prescindere” i titoli conseguiti e le eventuali specializzazioni «al fine di assicurare la trasparenza delle informazioni nei confronti dell’utenza».
 
17
Lug

L’asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro

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certificare la regolarità delle imprese relativamente al rispetto della normativa di legge in materia di lavoro

L'asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro

E-learningL'asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro – detta ASSE.CO. – ha l'obiettivo di certificare la regolarità delle imprese relativamente al rispetto della normativa di legge in materia di lavoro, della contrattazione collettiva e della situazione contributiva nonché retributiva.

Il datore di lavoro che ha ottenuto l'ASSE.CO. viene inserito in un elenco contenente tutte le imprese asseverate che hanno sviluppato e diffuso la cultura della legalità.

La certificazione, frutto del Protocollo d'intesa sottoscritto dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro e l'Ordine dei Consulenti del Lavoro, è rilasciata esclusivamente su istanza volontaria del datore di lavoro.

La ASSE.CO. è rilasciata esclusivamente su istanza volontaria del datore di lavor che intende ottenere l'asseverazione. L'istanza è presentata al Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, anche a mezzo di Consulente del lavoro appositamente delegato. Elementi essenziali dell'istanza sono: la dichiarazione di responsabilità, ai sensi del D.P.R. n. 145 /2000, l'assenso da parte del datore di lavoro.

La ASSE.CO. è rilasciata, entro 30 giorni decorrenti dalla data dell'istanza, esclusivamente la procedura telematica e previa Verifica del rispetto dei presupposti.

safetyProtocollo d'intesa

 
17
Lug

Gli indicatori del clima in Italia nel 2016

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Andamento del clima nel corso del 2016

Gli indicatori del clima in Italia nel 2016

E-learningIl rapporto si basa in gran parte su dati, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione dei dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA), realizzato dall’ISPRA in collaborazione e con i dati degli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale.

Il XII rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente “Gli indicatori del clima in Italia” illustra l’andamento del clima nel corso del 2016 e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in Italia. Il rapporto si basa in gran parte su dati, statistiche, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA, www.scia.isprambiente.it), realizzato dall’ISPRA in collaborazione e con i dati degli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale. Le statistiche e gli indici climatici del 2016 sono derivati complessivamente dalle osservazioni di circa 1100 stazioni di monitoraggio meteoclimatico. La base di dati utili alla stima e all’aggiornamento delle variazioni e delle tendenze climatiche di medio e lungo periodo è più ridotta e sconta le difficoltà e i ritardi nell’armonizzare, integrare e organizzare in modo omogeneo le diverse fonti di dati, virtualmente uno dei compiti e degli obiettivi di un servizio meteorologico e climatologico nazionale tuttora mancante. Come le precedenti, anche questa edizione del rapporto riporta le stime delle tendenze climatiche nell’ultimo mezzo secolo, attraverso indicatori rappresentativi dell’andamento sia dei valori medi che degli estremi di temperatura e precipitazione. Tali elementi di conoscenza della variabilità climatica presente e passata sono di importanza fondamentale per valutare gli impatti e definire le strategie e i piani di adattamento ai cambiamenti climatici.

E-learningGli indicatori del clima in Italia nel 2016

 
4
Lug

Distacco transnazionale pubblicati nuovi chiarimenti Ispettorato Nazionale Lavoro

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distacco transnazionale di lavoratori a seguito di problematiche segnalate dalle medesime sedi territoriali

Distacco transnazionale pubblicati nuovi chiarimenti

faqIspettorato Nazionale Lavoro Il 5 giugno 2017 la Direzione Centrale vigilanza, affari legali e contenzioso dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha trasmesso ai propri uffici ulteriori precisazioni in materia di distacco transnazionale di lavoratori a seguito di problematiche segnalate dalle medesime sedi territoriali.

In particolare, i chiarimenti forniti riguardano la corretta applicazione delle disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 136/2016 nelle ipotesi in cui il distacco dei lavoratori effettuato nell'ambito di una prestazione transnazionale di servizi coinvolga una pluralità di operatori economici, ovvero l'impresa straniera distaccante, il soggetto distaccatario e il destinatario finale della prestazione; inoltre, con riferimento allo stand temporaneo allestito in occasione delle manifestazioni fieristiche, è stato evidenziato che l'attività di esposizione o di vendita di prodotti, ivi svolta, per la partecipazione alla manifestazione con disponibilità di una singola area non costituirebbe un vero e proprio centro di imputazione di rapporti e situazioni giuridiche riferibili al soggetto straniero, con conseguente esclusione dell'applicazione degli obblighi previsti dal decreto stesso, come pure delle specifiche disposizioni sanzionatorie in esso contenute.

Distacco transnazionale pubblicati nuovi chiarimenti Ispettorato Nazionale LavoroLeggi la Nota prot. n. 4833 del 5 giugno 2017