1 Matteo Puppo - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Matteo Puppo

15
Apr

Messa in sicurezza delle scuole


MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

Messa in sicurezza delle scuole

decreto scuole 2019È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 80 del 4 aprile 2019) il decreto del Miur n. 2/2019 che assegna 172.708.620,16 euro, provenienti dal decreto Mutui BEI 2015, agli enti locali per il finanziamento degli interventi di messa in sicurezza delle scuole o di costruzione di nuovi edifici scolastici.
Si tratta di economie derivanti dalla prima trance dei mutui BEI e spettanti agli enti locali inseriti nell’elenco allegato al provvedimento.
Decreto Mutui
Ricordiamo che il decreto Mutui, istituito dalla legge 128/2013 di conversione del 104/2013, prevede che le Regioni interessate possono essere autorizzate dal Mef, d’intesa con il Miur, a stipulare mutui trentennali con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato con:
la Banca europea per gli investimenti
la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa
la Cassa depositi e prestiti Spa
i soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività bancaria
al fine di favorire i seguenti interventi:
interventi straordinari di ristrutturazione
di miglioramento
di messa in sicurezza
di adeguamento sismico
di efficientamento energetico di immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica
di efficientamento energetico di immobili adibiti ad alloggi e residenze per studenti universitari di proprietà degli enti locali
di costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici
di realizzazione di palestre scolastiche nelle scuole
di interventi volti al miglioramento delle palestre scolastiche esistenti
I fondi potranno essere usati da Comuni, Province e Città metropolitane, sulla base delle graduatorie predisposte dalle Regioni, senza causare impatti sul patto di stabilità interno.
Per il triennio 2018-2020 sono disponibili complessivamente 1,7 miliardi di euro, che garantiranno i mutui BEI per l’edilizia scolastica.
Decreto 3 gennaio 2019, n. 2
Il dm 2/2019 assegna i 172 milioni di euro agli Enti locali delle Regioni con la lista dei circa 300 progetti che riguardano in gran parte interventi di messa in sicurezza, adeguamento impiantistico o riqualificazioni di spazi esistenti.
Gli enti locali devono provvedere ad avviare e/o completare gli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, con aggiudicazione entro il 1° novembre 2019 (180 dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta), pena decadenza del finanziamento.
Gli enti, inoltre, sono tenuti a completare detti lavori entro il 15 ottobre 2020.
E-learning_12.pngScarica decreto

28
Mar

allestire il legname da tempesta in modo sicuro

 

Documento SUVA

allestire il legname da tempesta in modo sicuro

legnameAllestire il legname da tempesta: un’operazione che comporta pericoli particolari
Nei boschi in cui la tempesta ha abbattuto, sradicato, spezzato, stroncato, piegato o impigliato alberi o parti di essi, vi sono pericoli particolarmente complessi:
• sentieri e strade non percorribili o sbarrati, accesso reso difficoltoso e scarsa visibilità;
• tensioni e forze imprevedibili nei singoli alberi o in alberi o ceppaie incastrati tra di loro;
• piante labili, parti di alberi, ceppaie o sassi che, senza un motivo apparente cadono, si capovolgono o rotolano all’improvviso anche dopo giorni, settimane o mesi.
L’allestimento del legname da tempesta comporta rischi particolari.
La statistica infortuni evidenzia i seguenti ambiti in cui il pericolo è particolarmente elevato:
Attività 
Tagliare la ceppaia sradicata dal tronco
Rischi
• Restare schiacciati dalla ceppaia che si rovescia, si ribalta o si mette a rotolare
• Essere colpiti da sbalzi laterali del tronco
• Essere colpiti dal tronco che si fende
• Rimanere impigliati e schiacciati tra due tronchi
Attività 
Tagliare alberi piegati o che hanno subito un colpo
Rischi
• Essere colpiti dal tronco che si fende
• Essere colpiti da parti del tronco che precipitano
• Essere colpiti dalle radici sradicate dal terreno
Attività 
Atterrare alberi o chiome rimasti impigliati
Rischi
• Essere colpiti dall’albero o dalla ceppaia sradicata che si muove all’improvviso
• Essere colpiti dalla chioma che si spezza e precipita
Il rischio d’infortunio si riduce notevolmente se, nell’allestire il legname da tempesta, si fa uso di macchine o mezzi ausiliari adatti, per esempio un «Vollernter» o una gru idraulica.
 
18
Feb

Decreto 22 gennaio 2019 GU n.37 del 13 febbraio 2019

 

Individuazione della procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attivita' lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare.

Decreto 22 gennaio 2019 GU n.37 del 13 febbraio 2019

gazzettaPosa segnaletica stradale traffico veicolare, decreto 22 gennaio 2019 in GU MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI DECRETO 22 gennaio 2019  Individuazione della procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attivita' lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare. (19A00867) (GU Serie Generale n.37 del 13-02-2019)

Finalita' e campo di applicazione 
1. Il presente decreto individua, ai  sensi  dell'art.  161,  comma 2-bis, del decreto legislativo  9  aprile  2008,  n.  81,  i  criteri generali  di  sicurezza  relativi  alle   procedure   di   revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata  alle attivita'  lavorative  che  si  svolgono  in  presenza  di   traffico veicolare. L'applicazione dei criteri di cui al presente decreto  non preclude l'utilizzo di altre metodologie di consolidata validita'. 
2. Le attivita' lavorative di cui al comma 1 fanno riferimento alle situazioni descritte nei principi per il segnalamento  temporaneo  di cui all'art. 2 del disciplinare tecnico  approvato  con  decreto  del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 10 luglio 2002,  le cui previsioni sono fatte salve. 

I datori di lavoro del gestore e delle imprese devono assicurare formazione informazione e addestramento degli addetti all’attività di apposizione, integrazione e rimozione della segnaletica, seguendo le disposizioni previste dal secondo allegato.

Gli aspetti trattati dall’allegato I Criteri minimi per la posa, il mantenimento e la rimozione della segnaletica di delimitazione e di segnalazione delle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare sono:

  • Criteri generali di sicurezza;
  • Spostamento a piedi;
  • Veicoli operativi;
  • Entrata ed uscita dal cantiere;
  • Situazioni di emergenza;
  • Segnalazione e delimitazione di cantieri fissi;
  • Segnalazione di interventi all’interno di gallerie con una corsia per senso di marcia.

L’allegato II Schema di corsi di formazione per preposti e lavoratori, addetti alle attività di pianificazione, controllo e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgano in presenza di traffico veicolare: 

  • Destinatari dei corsi. Soggetti formatori e sistema di accreditamento;
  • Requisiti dei docenti;
  • Organizzazione dei corsi di formazione;
  • Articolazione e contenuti del percorso formativo;
  • Sedi della formazione;
  • Metodologia didattica;
  • Valutazione e verifica dell’apprendimento;
  • Modulo di aggiornamento;
  • Registrazione sul fascicolo informatico del lavoratore.

Decreto 22 gennaio 2019 GU n.37 del 13 febbraio 2019Decreto 22 gennaio 2019 GU n.37 del 13 febbraio 2019

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
13
Feb

guide Agenzia Entrate aggiornate con le ultime novità fiscali

 

bonus per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico a quello per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

guide Agenzia Entrate aggiornate con le ultime novità fiscali

bonus agenziePubblicate le nuove guide aggiornate alla Legge di bilancio 2019
ECOBONUS EDIFICI. La legge di bilancio 2019 (legge n.145 del 30 dicembre 2018) ha prorogato al 31 dicembre 2019, nella misura del 65%, la detrazione fiscale (dall’Irpef e dall’Ires) per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
 
BONUS RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE. Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio beneficiano di importanti agevolazioni fiscali, sia quando si effettuano sulle singole unità abitative sia quando riguardano lavori su parti comuni di edifici condominiali. 
Nel documento si specifica che sarà estesa per tutto il 2019 la detrazione del 50 % per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernali alimentati da biomasse combustibili, per ulteriori interventi di ristrutturazione edilizia fino al raggiungimento di un massimo di spese di 96.000 euro.  
Si prevedono detrazioni per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ . mentre per i forni di classe A
 
BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI. Si può usufruire della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. 
La Manovra 2019 ha prorogato al 2019 il Bonus Mobili e arredi senza cambiamenti: è ancora possibile acquistare gli arredi con lo sconto fiscale del 50% a fronte di interventi di ristrutturazione iniziati nel 2018 (l’ha ribadito anche l’Agenzia delle Entrate a partire dall’all’articolo 1, comma 67, della legge di bilancio), o che partiranno nel 2019.
Il file è in formato zip con 3 guide in formato PDF
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12
Feb

Spreco alimentare

 

ISPRA Spreco alimentare: un approccio sistemico per la prevenzione e la riduzione strutturale

Spreco alimentare

ispraLa riduzione della perdita e dello spreco di alimenti è considerata dalle Nazioni Unite e da molte istituzioni internazionali come una delle principali strade per procedere verso la tutela dell'ambiente e per il benessere dell’umanità. 

Ciò è riaffermato anche dall’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile. È ormai evidente che lo spreco alimentare è un determinate chiave, inter alia, della perdita di biodiversità, dell’accumulo di gas-serra in atmosfera, dello spreco e inquinamento dell’acqua, del suolo e di altre risorse. 

Sulla base della letteratura e dei dati esistenti, con un’indagine sulle principali esperienze di successo, si fornisce una visione d’insieme dei nessi tra temi ambientali e altri aspetti, quali la sicurezza e la sovranità alimentare, lo sviluppo territoriale, la bioeconomia.

Il rapporto propone una definizione sistemica dello spreco alimentare fornendo dati e informazioni  sulla dimensione e sugli effetti ambientali, a scala nazionale, europea e sovranazionale. 

Sono indagate le cause che lo producono ed emergono differenti quantità in base alla struttura dei sistemi alimentari. Oltre alle azioni di recupero e riciclo delle eccedenze, lo studio evidenzia la necessità di dedicare maggiore attenzione alla prevenzione strutturale per ridurre a monte la formazione delle eccedenze e i conseguenti sprechi. Molte proposte sono estesamente trattate e finalizzate a una strategia complessa di trasformazione dei sistemi alimentari per favorire la resilienza ecologica.

Da una prospettiva di sicurezza alimentare, la riduzione dello spreco di cibo e dei rifiuti è un'occasione importante per colmare il divario di calorie tra l’attuale produzione mondiale e quella raccomandata per alimentare in modo sostenibile la popolazione del pianeta, proiettata a superare 9,5 miliardi di persone nel 2050. Lo spreco alimentare in Italia è stato per troppo tempo sottostimato, ma potrebbe essere di dimensioni anche più preoccupanti, come evidenziato in questo volume. 

La buona notizia è che la perdita di cibo sta cominciando a ottenere l'attenzione che merita. L’Unione Europea sta recependo l’obiettivo 12.3 degli SDGs così come stanno facendo anche l’Environmental Protection Agency e il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti. In soli cinque anni il Regno Unito ha tagliato i rifiuti alimentari del 21 per cento, mentre la Danimarca ha ottenuto un'impressionante riduzione del 25 per cento nello stesso periodo. L’Italia, la Francia e la Romania hanno approvato di recente leggi sugli sprechi alimentari. 

Lavorando al principio che "ciò che viene misurato può essere meglio gestito", è quanto mai opportuno che l’ISPRA concentri l’attenzione sulle perdite e sugli sprechi di alimenti e avvii un’analisi sugli studi, le misure e le migliori pratiche esistenti, in particolare quelle che possono promuovere una significativa prevenzione strutturale degli sprechi alimentari e facilitare la trasformazione verso modelli alimentari più etici e sostenibili.

E-learning_4.pngScarica Pubblicazione ISPRA

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11
Feb

Riapertura sportello Nuova Sabatini

 

Avviso 29 gennaio 2019

Riapertura sportello Nuova Sabatini

sabatini 2019
Con il decreto direttoriale n. 1338 del 28 gennaio 2019, è disposta, a partire dal 7 febbraio 2019, la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi, grazie allo stanziamento di nuove risorse finanziarie pari a 480 milioni di euro (introdotto dall’articolo 1 comma 200 della legge 30 dicembre 2018 n. 145).
I contributi sono concessi secondo le modalità fissate nel decreto interministeriale 25 gennaio 2016 e nella circolare direttoriale 15 febbraio 2017, n. 14036, e ss. mm. ii.
Il decreto è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
A fronte del nuovo stanziamento di risorse finanziarie, con il decreto direttoriale n. 1337 del 28 gennaio 2019, è disposto altresì l’accoglimento delle prenotazioni pervenute nel mese di dicembre 2018 e non soddisfatte per insufficienza delle risorse disponibili.
L’accoglimento di dette prenotazioni non richiede un ulteriore invio da parte delle banche. Inoltre, le domande inviate dalle imprese alle banche/intermediari finanziari entro il 4 dicembre 2018 possono essere oggetto di prenotazione da parte dei medesimi istituti a partire dal 1° febbraio 2019.
E-learning_12.pngLink MISE MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
1
Feb

Agenti cancerogeni e mutageni

 

la direttiva (UE) 2019/130 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 gennaio 2019

Agenti cancerogeni e mutageni

Agenti cancerogeni e mutageniCambia la direttiva 2004/37/CE: inserito l'articolo 13 bis, recante disposizioni in materia di accordi delle parti sociali, e aggiunte due nuove voci all'elenco di sostanze, preparati e procedimenti

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 153, paragrafo 2, lettera b), in combinato disposto con l'articolo 153, paragrafo 1, lettera a),

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (2),

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (3) ha come scopo la protezione dei lavoratori contro i rischi per la loro salute e la loro sicurezza derivanti dall'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni sul luogo di lavoro. Tale direttiva, mediante un quadro di principi generali che consentano agli Stati membri di assicurare l'applicazione uniforme dei requisiti minimi, prevede un livello coerente di protezione contro i rischi derivanti da agenti cancerogeni e mutageni. Valori limite di esposizione professionale vincolanti, stabiliti sulla base delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici, la fattibilità economica, una valutazione approfondita dell'impatto socioeconomico e la disponibilità di protocolli e tecniche di misurazione dell'esposizione sul luogo di lavoro, sono elementi importanti del regime generale di protezione dei lavoratori istituito dalla direttiva. In tale contesto è essenziale tenere conto del principio di precauzione, ove vi siano incertezze. Le prescrizioni minime di cui alla suddetta direttiva mirano a proteggere i lavoratori a livello di Unione. Gli Stati membri hanno facoltà di stabilire valori limite di esposizione professionale vincolanti o altre misure di protezione più rigorosi.

(2)

I valori limite di esposizione professionale rientrano nelle misure di gestione del rischio di cui alla direttiva 2004/37/CE. Il rispetto di detti valori limite non pregiudica gli altri obblighi dei datori di lavoro ai sensi di tale direttiva, in particolare la riduzione dell'utilizzazione di agenti cancerogeni e mutageni sul luogo di lavoro, la prevenzione o la limitazione dell'esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni e mutageni e le misure che dovrebbero essere attuate a tal fine. Tali misure dovrebbero includere, sempre che ciò sia tecnicamente possibile, la sostituzione dell'agente cancerogeno o mutageno con una sostanza, una miscela o un procedimento che non sia o sia meno nocivo per la salute del lavoratore, il ricorso a un sistema chiuso o altre misure volte a ridurre l'esposizione dei lavoratori al livello più basso possibile, promuovendo in tal modo l'innovazione.

(3)

Per la maggior parte degli agenti cancerogeni e mutageni non è scientificamente possibile individuare livelli al di sotto dei quali l'esposizione non produrrebbe effetti nocivi. Nonostante la fissazione di valori limite sul luogo di lavoro relativamente agli agenti cancerogeni o mutageni a norma della presente direttiva non elimini i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti dall'esposizione durante il lavoro (rischio residuo), essa contribuisce comunque a una riduzione significativa dei rischi derivanti da tale esposizione nell'ambito di un approccio graduale e orientato alla definizione di obiettivi ai sensi della direttiva 2004/37/CE. Per gli altri agenti cancerogeni e mutageni è scientificamente possibile individuare livelli al di sotto dei quali l'esposizione non dovrebbe produrre effetti nocivi.

(4)

I livelli massimi di esposizione dei lavoratori ad alcuni agenti cancerogeni o mutageni sono stabiliti da valori limite che, a norma della direttiva 2004/37/CE, non devono essere superati. È opportuno rivedere detti valori limite e fissarne altri per agenti cancerogeni e mutageni aggiuntivi.

(5)

I valori limite fissati dalla presente direttiva dovrebbero essere rivisti quando necessario alla luce delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici e le migliori prassi, le tecniche e i protocolli basati su dati concreti per la misurazione del livello di esposizione sul luogo di lavoro. Se possibile, tali informazioni dovrebbero includere dati sui rischi residui per la salute dei lavoratori e pareri del comitato scientifico per i limiti dell'esposizione professionale agli agenti chimici (SCOEL) e del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro (CCSS). Le informazioni relative al rischio residuo, rese disponibili al pubblico a livello di Unione, sono preziose per i lavori futuri tesi a limitare i rischi derivanti da un'esposizione professionale ad agenti cancerogeni e mutageni, anche per le prossime revisioni dei valori limite fissati nella presente direttiva.

(6)

Entro il primo trimestre del 2019 la Commissione, tenendo conto degli ultimi sviluppi nelle conoscenze scientifiche, dovrebbe valutare la possibilità di modificare l'ambito di applicazione della direttiva 2004/37/CE per includervi le sostanze tossiche per la riproduzione. Su tale base la Commissione dovrebbe presentare, se del caso, una proposta legislativa, previa consultazione delle parti sociali.

(7)

Per taluni agenti cancerogeni privi di soglia non è possibile calcolare un valore limite di esposizione basato sulla salute, tuttavia è ancora possibile fissare un valore limite per tali agenti cancerogeni sulla base delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici.

(8)

Al fine di garantire il livello più alto di protezione possibile contro alcuni agenti cancerogeni e mutageni, è necessario tenere presenti altre vie di assorbimento, anche attraverso la pelle.

(9)

Lo SCOEL assiste la Commissione, in particolare, nel valutare i più recenti dati scientifici disponibili e nel proporre i valori limite di esposizione professionale per la protezione dei lavoratori contro i rischi chimici, che devono essere fissati a livello dell'Unione a norma della direttiva 98/24/CE del Consiglio (4) e della direttiva 2004/37/CE. Il CCSS è un organo tripartito che assiste la Commissione nella preparazione, nell'esecuzione e nella valutazione delle attività nei settori della sicurezza e della salute professionali. In particolare, il CCSS adotta pareri tripartiti su iniziative volte a fissare i valori limite di esposizione professionale a livello dell'Unione sulla base delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici nonché i dati sugli aspetti sociali e sulla fattibilità economica di tali iniziative. Sono state esaminate anche altre fonti di informazioni scientifiche, sufficientemente solide e di dominio pubblico, in particolare l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), l'Organizzazione mondiale della sanità e agenzie nazionali.

(10)

Il lavoro dello SCOEL e la trasparenza di tali attività sono parte integrante di un processo politico responsabile. Per riorganizzare l'attività dello SCOEL è auspicabile garantire che siano stanziate risorse specifiche e che non vadano perse competenze specifiche in materia di epidemiologia, tossicologia e medicina e igiene del lavoro.

(11)

Le modifiche degli allegati I e III della direttiva 2004/37/CE di cui alla presente direttiva costituiscono un passo ulteriore in un processo a più lungo termine per l'aggiornamento della direttiva 2004/37/CE. Come passo successivo in tale processo, la Commissione ha presentato una proposta intesa a stabilire valori limite e osservazioni relative alla pelle per cinque agenti cancerogeni aggiuntivi. Inoltre, nella comunicazione del 10 gennaio 2017 dal titolo «Lavoro più sicuro e più sano per tutti - Aggiornamento della normativa e delle politiche dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro», la Commissione ha affermato che dovrebbero essere previste successive modifiche della direttiva 2004/37/CE. La Commissione dovrebbe proseguire costantemente i lavori sugli aggiornamenti degli allegati I e III della direttiva 2004/37/CE, in linea con l'articolo 16 di tale direttiva e con la prassi consolidata e, se necessario, modificare tali allegati alla luce delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici acquisiti progressivamente, come per esempio i dati sui rischi residui. Tali lavori dovrebbero concretizzarsi, se del caso, in proposte di future revisioni dei valori limite di cui alla direttiva 2004/37/CE e alla presente direttiva, nonché in proposte relative a sostanze, miscele e procedimenti supplementari di cui all'allegato I e a valori limite supplementari di cui all'allegato III.

(12) Continua

Agenti cancerogeni e mutagenidirettiva (UE) 2019/130 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 gennaio 2019 MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
14
Gen

La certificazione ambientale nei Parchi e nelle Aree Naturali Protette

 

Documento ISPRA

La certificazione ambientale nei Parchi e nelle Aree Naturali Protette

ispraIl rapporto analizza gli indicatori ambientali utilizzati ed i programmi ambientali adottati dai Parchi e dalle Aree Naturali Protette registrate EMAS. Viene poi analizzato lo stato di attuazione di Ecolabel UE alle strutture ricettive localizzate nei suddetti Parchi ed Aree Naturali Protette. Infine, viene effettuato un confronto tra i Regolamenti Comunitari EMAS ed Ecolabel UE ed altri sistemi di certificazione adottati nell’ambito del turismo, in particolare la Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) per verificarne la rispettiva efficacia.
Il Sistema delle Aree Naturali Protette e dei Parchi in Italia è stato introdotto dalla Legge 394/91 che ne ha definito la classificazione ed ha istituito l’elenco ufficiale. Questa legge, oltre a ridefinire le competenze dello Stato e delle Regioni in materia, introduce il concetto di valorizzazione, oltre che di conservazione, del patrimonio naturale e della biodiversità. 
Come appare chiaro dalle loro stesse finalità istitutive, dunque, le Aree protette nascono con l’esigenza di legare i problemi della conservazione a quelli dello sviluppo: la conservazione della natura non ha, infatti, significato se questa non viene messa a disposizione di un numero sempre più esteso di persone che vi interagiscono in un rapporto di armonizzazione. 
E’ quindi evidente che occorre trovare un modello di gestione che possa trovare una giusta forma di compromesso tra un utilizzo turistico ed economico di un’area protetta e la doverosa conservazione della natura, del paesaggio e della sua fruibilità e che, nel contempo, preveda strumenti in grado di soddisfare la necessità di instaurare una comunicazione credibile con tutti i soggetti interessati. 
In tale ambito, è importante per le Aree protette non limitarsi ad adottare adeguati strumenti di gestione delle proprie attività, bensì certificare i propri sforzi profusi al perseguimento degli obiettivi di tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e paesaggistico e promuovere un analogo impegno da parte di tutti i Soggetti che operano all’interno del Parco e/o che hanno, all’interno di esso, compiti e ruoli riconducibili alla governance territoriale, in particolare Comuni e strutture ricettive per il turismo (alberghi, campeggi, ecc…). EMAS ed Ecolabel UE rappresentano allora gli strumenti elettivi al fine di perseguire nel medio/lungo periodo gli obiettivi di sostenibilità ambientale; proprio nel caso particolare delle Aree Naturali protette e dei Parchi, infatti, un’adeguata sinergia tra l’applicazione dei due Regolamenti (EMAS ed Ecolabel UE) è quanto mai auspicabile in un’ottica di conservazione e valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico delle suddette aree. Pertanto, nel presente studio, che si colloca proprio in tale ambito, l’attenzione è stata focalizzata sui Parchi ed Aree naturali protette in possesso della registrazione EMAS e sono state condotte le seguenti valutazioni: 
- analisi delle dichiarazioni ambientali allo scopo di valutare: 
. le tematiche sulle quali i suddetti Parchi si sono impegnati per il miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali; 
. i dati ambientali e relativi indicatori utilizzati; 
- valutazione delle sinergie tra EMAS nei Parchi e nella Aree naturali protette ed Ecolabel UE alle strutture ricettive ivi presenti; 
- valutazione di altri riconoscimenti, in particolare della Carta Europea del Turismo Sostenibile.
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8
Ott

Ponteggi fissi – Quaderno Tecnico

 

Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili INAIL 2018

Ponteggi fissi - Quaderno Tecnico

ponteggi normativa elementi del ponteggio ponteggi pdf ponteggi tipologie normativa ponteggi 2018 ponteggio elementi normativa ponteggi 2017Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici
L’utilizzo dei ponteggi come opera provvisionale di servizio alla costruzione è consolidato e diffuso. Essi possono essere impiegati anche come sistemi di protezione collettiva per i lavoratori che effettuano attività in copertura a condizione che, per ogni singola realizzazione e a seguito di una adeguata valutazione dei rischi, venga eseguito uno specifico progetto del ponteggio. Nell’ambito delle tipologie di ponteggio presenti sul mercato sono da preferire i modelli con telaio parapetto con montaggio dal basso. Essi vengono montati dal piano inferiore e garantiscono la massima sicurezza quando il lavoratore sale al livello superiore riducendo drasticamente la possibilità di caduta dall’alto dello stesso durante la fase di montaggio e smontaggio.
Documenti di riferimento 
- D.lgs. 81/08 e smi 
- Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 
- Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali 10/18 
- Rinnovo delle autorizzazioni alla costruzione e all’impiego di ponteggi, ai sensi dell’articolo 131, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni. 
- Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 132/91 
- Istruzioni per la compilazione delle relazioni tecniche per ponteggi metallici fissi a montanti e traversi prefabbricati. Istruzioni di calcolo per ponteggi metallici ad elementi prefabbricati ed altre opere provvisionali. 
- Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 44/90 - Istruzioni per la compilazione delle relazioni tecniche per ponteggi metallici fissi a telai prefabbricati. 
- Circolare Ministero del Lavoro 85/78 
- Istruzioni per la compilazioni delle relazioni tecniche per ponteggi a giunti e tubi. 
- UNI EN 12810-1: 2004 
- Ponteggi di facciata realizzati con componenti prefabbricati. Parte 1: Specifiche di prodotto. 
- UNI EN 12810-2: 2004 - Ponteggi di facciata realizzati con componenti prefabbricati. Parte 2: Metodi particolari di progettazione strutturale. 
- UNI EN 12811-1: 2004 
- Attrezzature provvisionali di lavoro. Parte 1: Ponteggi - Requisiti prestazionali e progettazione generale. 
- UNI EN 12811-2: 2004 - Attrezzature provvisionali di lavoro. Parte 2: Informazioni sui materiali. - UNI EN 12811-3: 2005 - Attrezzature provvisionali di lavoro. Parte 3: Prove di carico.
Cosa sono 
I ponteggi fissi sono opere provvisionali di accesso e di servizio costituite da tubi e giunti o da elementi portanti prefabbricati collegati fra loro.
Destinazione d’uso 
I ponteggi fissi sono utilizzati nella realizzazione di lavori edili e di ingegneria civile nei quali c’è il rischio di caduta dall’alto e cioè nei lavori in quota (attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto a un piano stabile).
  MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
4
Ott

sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto

 

Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili INAIL 2018

sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto

protezionePubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici
I sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto vengono utilizzati nei cantieri temporanei o mobili come, ad esempio, quelli relativi alla costruzione o manutenzione delle reti infrastrutturali, di fondazioni e, più in generale, di manufatti interrati. Tali sistemi di protezione sono realizzati in cantiere o prodotti in fabbrica. Le principali attenzioni da porre nell’utilizzo dei sistemi prefabbricati sono relative al rispetto delle indicazioni contenute nel libretto di uso e manutenzione del fabbricante. 
I sistemi realizzati in cantiere sono apparentemente di minore complessità. 
È opportuno che, anche questi, siano soggetti a regolare manutenzione e controllo visivo, prima della messa in opera, in maniera tale da conservare nel tempo le caratteristiche prestazionali iniziali.
Documenti di riferimento 
- Regolamento (UE) 2016/425 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/ CEE del Consiglio. 
- D.lgs. 81/08 e smi 
- Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
- D.lgs. 206/05 e smi 
- Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n.229. 
- D.M. LL.PP. 11 marzo 1988 e Circ. Ministero LL.PP. 24 settembre 1988 n. 30483 (Servizio Tecnico Centrale). Norme tecniche sulle indagini su terreni e rocce, stabilità dei pendii e scarpate; Criteri generali e prescrizioni per progettazione, esecuzione e collaudo di opere di sostegno di terre ed opere di fondazione. 
- UNI EN 1993-5: 2007 Eurocodice 3 - Progettazione delle strutture di acciaio - Parte 5: Pali e palancole. 
- UNI EN 13331-1: 2004 Sistemi di puntellazione per scavi. Parte 1: Specifiche di prodotto. 
- UNI EN 13331-2: 2004 Sistemi di puntellazione per scavi. Parte 2: Verifiche mediante calcoli e prove. 
- UNI EN 10248-1: 1997 Palancole laminate a caldo di acciai non legati. Condizioni tecniche di fornitura. 
- UNI EN 10248-2: 1997 Palancole laminate a caldo di acciai non legati. Tolleranze dimensionali e di forma. 
- UNI EN 10249-1: 1997 Palancole profilate a freddo di acciai non legati. Condizioni tecniche di fornitura. 
- UNI EN 10249-2: 1997 Palancole profilate a freddo di acciai non legati. Tolleranze dimensionali e di forma.
I sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto sono dispositivi di protezione collettiva che proteggono il lavoratore, che lavora all’interno dello scavo, dal rischio di seppellimento.
I sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto possono essere utilizzati in aree non antropizzate (scavi di splateamento o sbancamento) ed antropizzate (scavi a sezione obbligata per trincee, sottomurazioni o fondazioni).
Tipologia 
I sistemi di protezione degli scavi a cielo aperto possono essere distinti nel modo che segue: 
1. Sistemi realizzati in cantiere: 
- Sistemi realizzati totalmente in legno. 
- Sistemi realizzati con puntoni in metallo. 
2. Sistemi realizzati con componenti prefabbricati: 
- Sistemi realizzati mediante blindaggi. 
- Sistemi realizzati mediante palancole.
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