1 Matteo Puppo - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Matteo Puppo

5
Dic

Perforazione di rivestimenti per pareti e pavimenti contenenti amianto

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Intonaci, piastrelle, rivestimenti sintetici

Perforazione di rivestimenti per pareti e  pavimenti contenenti amianto

In caso di dubbio bisogna partire dal presupposto che ci sia. Istruzioni e addestramento del personale Se la colla delle piastrelle, gli in- tonaci o i rivestimenti sintetici contengono amianto l'uso del trapano farà rilasciare nell'aria fibre di amianto. I posatori di piastrelle o pannelli e gli operai edili istruiti possono svolgere questi lavori a patto di rispettare la procedura descritta in questa scheda tematica. Negli edifici costruiti prima del 1990 è prevedibile la presenza di amianto nella colla per piastrelle, negli intonaci e nei rivestimenti sintetici. • Questa scheda tematica descrive la modalità operativa per chi si accinge a perforare intonaci contenenti amianto, piastrelle ceramicate con colla e fughe in amianto e rivestimenti sintetici contenenti amianto. • È consentito effettuare solo singoli fori. Fase preliminare Individuazione dei pericoli • Prima di iniziare i lavori bisogna chiarire se c'è amianto. In caso di dubbio bisogna partire dal presupposto che ci sia. Istruzioni e addestramento del personale • Prima di iniziare i lavori il personale deve essere istruito sui pericoli e su come procedere . Dispositivi di protezione individuale (DPI) • Maschera monouso di tipo FFP3. Zona di lavoro • Accertarsi che nessuno stia sostando nella zona di lavoro. • Per evitare contaminazioni sigillare tutte le aperture verso i locali adiacenti. • Rimuovere o coprire tutti gli oggetti al di sotto del punto che si intende perforare. • Garantire un sufficiente ricambio d'aria (ventilazione naturale o artificiale). Attrezzi e materiali necessari • Aspiratore industriale (filtro di classe H secondo la norma EN 60335-2-69, con requisito speciale per l'amianto). • Trapano con aspirazione alla fonte. • Straccio e secchio con acqua saponata. Esecuzione dei lavori Esecuzione dei fori • Trapanare con l'aspiratore in funzione. • Pulire bene la parete, il pavimento e il trapano usando l'aspiratore industriale. • Pulire la parete e il pavimento con uno straccio umido. Igiene • Usare i lavabi del posto.

E-learning_5.pngScarica scheda tematica

 
14
Nov

Bando 2017 per il cofinanziamento delle diagnosi energetiche nelle PMI

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Decreto interministeriale 8 novembre 2017 Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente

Bando 2017 per il cofinanziamento delle diagnosi energetiche nelle PMI

bando Pmi diagnosi energetichePubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente un bando per Regioni e Province autonome per l’attivazione di programmi a sostegno delle Pmi e delle diagnosi energetiche. Sistemi di gestione energia ISO 50001 e audit. 15 milioni di euro. Scadenza invio domande 30 novembre 2017. Pubblicato il bando 2017 che invita Regioni e Province autonome a presentare programmi per sostenere la realizzazione di diagnosi energetiche nelle piccole e medie imprese (PMI) e rendere più efficienti i loro consumi energetici. L’iniziativa, prevista dalle norme di recepimento della Direttiva sull’efficienza energetica, e giunta alla terza edizione, ha visto lo stanziamento, da parte del Ministero, nelle due annualità precedenti, di circa 18 milioni di euro. Il bando 2017 mette a disposizione delle Regioni e Province autonome ulteriori 15 milioni di euro per il cofinanziamento di nuovi programmi volti ad incentivare gli audit energetici nelle PMI o l’adozione di sistemi di gestione dell’energia conformi alle norme ISO 50001. L'iniziativa è promossa in collaborazione con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Efficienza energetica L’Italia è uno dei Paesi a maggior efficienza energetica, con una intensità energetica primaria inferiore di circa il 18% rispetto alla media UE. Gli obiettivi nazionali di efficienza energetica prevedono una riduzione di 20 milioni di Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP) al 2020. Incentivi Per promuovere l'efficienza energetica sono disponibili diversi strumenti di incentivazione: tra questi le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione, il conto termico e il sistema dei certificati bianchi. Edifici L’efficienza energetica degli edifici è regolata dai nuovi requisiti minimi di prestazione energetica,  con i relativi attestati (APE, Attesati di Prestazione Energetica). Il Ministero autorizza i corsi di formazione per i certificatori energetici e definisce i modelli per il libretto di impianto per la climatizzazione e per il rapporto di efficienza energetica. Efficienza e pubblica amministrazione Il Ministero è responsabile del programma di interventi per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione centrale. Diagnosi energetiche Le piccole e medie imprese possono migliorare i loro consumi energetici e adottare sistemi di gestione ISO 50001 partecipando ai programmi di sostegno cofinanziati dal Ministero e dalle Regioni. Energy manager Il Ministero ha definito le modalità di nomina degli "Energy manager", i responsabili per la conservazione e l’uso razionale dell’energia. Riduzione emissioni CO2 Il Ministero svolge diverse azioni, anche in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente, e partecipa alla gestione del Comitato ETS (sistema europeo per lo scambio di quote emissione di gas a effetto serra).

bando Pmi diagnosi energetiche Testo del decreto

 
8
Nov

modulistica unificata e standardizzata in materia edilizia

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regione campania BURC n. 79 del 30 ottobre 2017

modulistica unificata e standardizzata in materia edilizia

Regione Campania Decreto Dirigenziale n. 764 del 02/11/2017Con l’arrivo dei moduli unici nazionali i cittadini e le imprese che vogliono aprire, ad esempio, un negozio, un bar, o un esercizio commerciale (comprese le attività di e-commerce e di vendita a domicilio) o avviare interventi edilizi, come i lavori di ristrutturazione della propria casa, avranno tempi e regole certi e una riduzione dei costi e degli adempimenti, con una modulistica più semplice e valida su tutto il territorio nazionale. Sul BURC Campania n. 79 del 30 ottobre 2017 è stato pubblicato il D.D. n. 119 del 16.10.2017 Approvazione modulistica unificata e standardizzata in materia edilizia. Permesso di Costruire - PdC. I moduli riguardano le seguenti procedure: - la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata - CILA; - la Segnalazione Certificata di Inizio Attività - SCIA; - la Segnalazione Certificata di Inizio Attività alternativa al Permesso di Costruire; - la Comunicazione di Inizio Lavori - CIL; - i Soggetti coinvolti; - la Comunicazione di Fine Lavori; - la Segnalazione Certificata per l’Agibilità.

modulistica unificata e standardizzata in materia ediliziamodulistica unificata e standardizzata in materia edilizia

 
8
Nov

Costituzione elenco di esperti di settore economico professionale

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Regione Campania Decreto Dirigenziale n. 764 del 02/11/2017

Costituzione elenco di esperti di settore economico professionale

Regione Campania Decreto Dirigenziale n. 764 del 02/11/2017Il Decreto Dirigenziale n. 764 del 02/11/2017 (in corso di pubblicazione sul BURC) ha apportato modifiche al Decreto Dirigenziale n. 669 del 16/10/2017 (BURC n. 75 del 16/10/2017) di approvazione dell'Avviso per manifestazione di interesse per la costituzione di un Elenco di Esperti di Settore. La rettifica ha riguardato la semplificazione e modifica degli Allegati. Si precisa che l'Allegato “E” va compilato con la versione EXCEL 2013 onde utilizzare i menu' a tendina per la scelta di Settore e Qualificazione e va trasmesso sia in formato PDF che EXCEL. Allegati:     Decreto Dirigenziale n. 669 del 16/10/2017;     Decreto Dirigenziale n. 764 del 02/11/2017;     Allegato A - Esperto di Settore Economico Professionale_Avviso Pubblico Manifestazione di Interesse_DD_2017_11_02 n.764;     Allegato B - Esperto di S.E.P._Istanza di candidatura-Autocertificazione_DD_2017_11_02 n.764;     Allegato C - Curriculum Vitae-Europass_DD_2017_10_16 n.669;     Allegato D - Validazione Ordine professionale_Ass. Cat._Dirigente UP_DD_2017_10_16 n.669     Allegato E - Esperto di S.E.P._Database Candidatura_DD_2017_11_02 n.764;     Repertorio SEP 24 - Elenco qualificazioni ex DGR 223/2014 al 3/11/2017 (formato .xls./.pdf)

Decreto Dirigenziale n. 764_2017 e Allegati  
7
Nov

Lavoro agile

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INAIL Circolare n. 48 del 2 novembre 2017

Lavoro agile

Circolare n. 48 del 2 novembre 2017Lavoro agile: obbligo e tutela assicurativa, retribuzione imponibile e classificazione tariffaria, tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Il lavoro agile è una modalità flessibile di lavoro subordinato rispetto all’orario e al luogo della prestazione lavorativa che, per la parte resa fuori dei locali aziendali, è eseguita senza una postazione fissa, ma che comunque comporta l’estensione dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali (legge 22 maggio 2017, n. 81). Con la circolare n. 48 del 2 novembre 2017 si forniscono le prime indicazioni circa l’obbligo assicurativo e la classificazione tariffaria, la retribuzione imponibile, la tutela assicurativa, la garanzia della salute e sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione e le istruzioni operative per la denuncia assicurativa. Le nuove norme promuovono il lavoro agile come modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, stabilita mediante accordo tra le parti, allo scopo di incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. In particolare, l’articolo 18, comma 1, della legge 22 maggio 2017, n. 81 definisce il lavoro agile quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa. La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Secondo l’articolo 18, comma 3, della succitata legge, le disposizioni in tema di lavoro agile si applicano, in quanto compatibili, anche nei rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modificazioni, secondo le direttive emanate anche ai sensi dell'articolo 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124, e fatta salva l'applicazione delle diverse disposizioni specificamente adottate per tali rapporti. Agli adempimenti in materia di lavoro agile, secondo la previsione dell’articolo 18, comma 5, della legge 22 maggio 2017, n. 81, si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

Circolare n. 48 del 2 novembre 2017Circolare n. 48 del 2 novembre 2017

 
18
Ott

applicazione della Direttiva Macchine

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Sorveglianza del mercato ai sensi del d.lgs. 17/2010

applicazione della Direttiva Macchine

applicazione della Direttiva Macchine9° rapporto rappresenta la sintesi organizzata dei dati estrapolati dalla banca Inail per la gestione dell’accertamento tecnico per la Sorveglianza del Mercato, rappresentando il contributo di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti. Il documento fornisce analisi e informazioni di supporto al monitoraggio e all’ottimizzazione dell’azione di Sorveglianza del Mercato, oltre a contenuti di indirizzo, per sviluppare nuove linee di ricerca e prodotti di supporto all’individuazione delle soluzioni adeguate per la totalità dell’utenza di settore. Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazione tecnologica e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici.

L’Inail, in base a quanto previsto dal comma 2 dell’art. 6 del d.lgs. 17/2010 (ex comma 2 dell’art. 7 del d.p.r. 459/96), conduce attività di accertamento tecnico in supporto all’autorità italiana preposta alla sorveglianza del mercato (Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). In particolare, all’intero del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici di Inail è istituita la sezione tecnico scientifica accertamenti tecnici, che coordina a livello nazionale le attività di valutazione della conformità di macchine, impianti, apparecchi e prodotti ai requisiti di sicurezza prescritti dalle disposizioni legislative di recepimento delle direttive di prodotto applicabili. La banca dati che Inail ha negli anni composto per gestire le informazioni relative a detta attività di accertamento tecnico rappresenta una sintesi di tutte le informazioni su cui si fonda il processo di sorveglianza del mercato e costituisce, pertanto, un insostituibile strumento di analisi e monitoraggio, offrendo indirizzi e supporto a tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, nella filiera (organi preposti alla vigilanza nei luoghi di lavoro, fabbricanti, datori di lavoro, ecc.). Il 9° Rapporto, previsto dall’art. 3 del decreto direttoriale prot. 11972 del 15 dicembre 2004, costituisce la sintesi organizzata dei dati contenuti nell’archivio informatico di Inail: partendo dalle segnalazioni di presunta non conformità di organi di vigilanza, Inail, magistratura, altri stati membri, ecc., viene ricostruito il meccanismo che, attivando un percorso di confronto tra le autorità e i fabbricanti, punta a garantire, nel rispetto delle prescrizioni della Direttiva Macchine, livelli minimi di sicurezza per i lavoratori. A valle di questo contraddittorio tra i soggetti preposti all’attività di sorveglianza e i fabbricanti, infatti, sono stati realizzati, condividendo strategie e soluzioni a breve e lungo termine, interventi migliorativi sia sul parco macchine già immesso sul mercato, sia sulle nuove produzioni, a dimostrazione della possibilità di superare la logica controllato/controllore/sanzione per giungere alla più efficace collaborazione tra le diverse parti interessate, nell’ottica di un incremento continuo dei livelli di sicurezza per gli operatori delle macchine e, più in generale, dei lavoratori.

applicazione della Direttiva Macchine applicazione della Direttiva Macchine

 
6
Ott

Campania, approvata la legge sul mobbing

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Passa la legge sul mobbing e il disagio lavorativo

Campania, approvata la legge sul mobbing

Campania, approvata la legge sul mobbingPassa la legge sul mobbing e il disagio lavorativo. Il Consiglio regionale della Campania ha approvato con 36 voti, all'unanimità dei presenti, la legge, che parte con una dotazione finanziaria di 200mila euro, presentata in aula da Antonio Marciano del Pd, come relatore di maggioranza, e da Ermanno Russo di Forza Italia, come relatore di minoranza. La legge istituisce, presso la Giunta regionale, l'Osservatorio regionale sul mobbing e il disagio lavorativo che si occupa di monitoraggio, raccolta, elaborazione e analisi dei dati delle strutture. L’Osservatorio supporta le strutture amministrative regionali competenti in materia di sanita’, lavoro e politiche sociali; la struttura amministrativa regionale competente in maniera di sanita’ per sviluppare programmi di formazione per tutti gli operatori sanitari a definire protocolli per la prevenzione. Va bene lo sviluppo di campagne di informazione, programmi di sensibilizzazione di contrasto al mobbing, sistemi di monitoraggio del fenomeno. L’Osservatore puo’ avvalersi di contributi e consulenze esterne gli aspetti della disciplina del lavoro, economia, giuslavorismo, salute mentale, con documentata esperienza nelle materie oggetto della legge. La partecipazione all’Osservatorio e’ a titolo gratuito. Vengono istituiti presso i Comuni, appositi sportelli territoriali di ascolto del disagio lavorativo. I punti qualificanti della Legge sono i seguenti: l’istituzione, presso la Giunta regionale, dell’Osservatorio regionale sul mobbing e il disagio lavorativo che si occupa di monitoraggio, raccolta, elaborazione e analisi dei dati delle strutture. L’Osservatorio supporta le strutture amministrative regionali competenti in materia di sanità, lavoro e politiche sociali; la struttura amministrativa regionale competente in maniera di sanità per sviluppare programmi di formazione per tutti gli operatori sanitari a definire protocolli per la prevenzione; il rafforzamento del centro di riferimento regionale presso l’Asl Napoli1; la creazione di almeno altri due centri clinici per allargare la rete del supporto; l’apertura di sportelli territoriali di ascolto del disagio. Campania, approvata la legge sul mobbingCampania, approvata la legge sul mobbing

 
28
Set

Gli incendi di natura elettrica

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NIA Nucleo investigativo antincendi dei Vigili del Fuoco pubblicato il 25 settembre 2017

Gli incendi di natura elettrica

incendi di natura elettricaÈ stato pubblicato dal NIA Nucleo investigativo antincendi dei Vigili del Fuoco un volume sugli incendi negli edifici civili. Fenomenologia, metodologie investigative, casi e prove sperimentali, per un’analisi di ciò che può accadere nei luoghi che ospitano abitualmente apparecchi e impianti elettrici ed elettronici. Case, luoghi di lavoro e di intrattenimento.

Nel corso degli ultimi trenta anni, le nostre abitazioni, come i posti di lavoro o di intrattenimento, sono stati drasticamente trasformati dalla presenza di apparecchi elettrici. Televisori, frigoriferi, forni a microonde, macchine da caffè, lavastoviglie, aspirapolvere, phon, rasoi, computers, stampanti laser e moltissimi altri utilizzatori elettrici rappresentano, ormai, i simboli del progresso e del benessere dell’uomo. L'utilizzo quotidiano dell'energia elettrica, per via della sua scontata e necessaria presenza, viene spesso sottovalutata come causa o effetto di un incidente. La corrente elettrica può essere molto pericolosa, specialmente in un ambiente dove è facile andare incontro ad errori, spesso anche banali, ma che possono portare a conseguenze molto gravi per la sicurezza nostra e di chi ci sta attorno. L’elettricità infatti non può essere percepita direttamente, ma è possibile osservarne alcuni effetti come ad esempio: il calore (ferri da stiro, forni, stufe, phon, saldatrici, scaldabagni, lampade ad incandescenza), il magnetismo (motori elettrici, elettrocalamite) o la luminosità (led, lampade a scarica o ad induzione), ecc.. La diretta percezione dell’elettricità è legata soltanto ai sui effetti fisiopatologici derivanti da un contatto accidentale (diretto o indiretto) con parti in tensione, che può determinare il passaggio di una corrente attraverso il corpo umano e che vanno dal lieve fastidio a danni anche mortali, oppure effetti d’arco che possono determinare anche ustioni. L’elettricità mentre si muove nel circuito elettrico, o comunque attraverso un qualsiasi materiale conduttivo, determina sempre un fisiologico sviluppo di calore che, oltre a rappresentare una perdita di energia, provoca un aumento di temperatura dei componenti. Negli apparecchi termici, quali ad esempio i forni, le stufe, gli scaldabagni elettrici questo è un effetto desiderato che ne consente il funzionamento ma che, d’altra parte, sollecita soprattutto gli isolanti e può causarne il danneggiamento graduale o, nei casi più gravi, la distruzione completa, con possibile innesco di incendi. La causa degli incendi di “natura elettrica”, pertanto, ha spesso origine all’interno del sistema considerato ed è associata ad un qualche tipo di guasto elettrico o malfunzionamento che produce la perdita di alcune caratteristiche o funzioni del sistema. Questo tipo di incendi sono in genere considerati accidentali, anche se possono verificarsi incendi dovuti a eventi naturali (fulmini) e di natura dolosa (mediante manomissione di impianti e apparecchi).

E-learningGli incendi di natura elettrica

 
22
Set

Qualità del dato nel monitoraggio biologico

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macroinvertebrati delle acque superficiali interne

Qualità del dato nel monitoraggio biologico

Qualità del dato nel monitoraggio biologicoLa qualità dei dati ecologici, così come richiesto dalla recente politica di gestione ambientale, è direttamente correlata al livello di fiducia riposto nei dati analitici forniti da laboratori che operano sul territorio; la partecipazione a confronti interlaboratorio rappresenta quindi un utile strumento per garantire la validazione del dato e permette agli operatori di documentare prestazioni di buona qualità. Le linee guida qui presentate riguardano un percorso volto a disegnare ed organizzare confronti interlaboratorio per la componente macrobentonica delle acque superficiali interne. Quanto riportato nel documento rappresenta una guida per procedere alla corretta organizzazione ed esecuzione sia di confronti interlaboratorio indirizzati alla valutazione della “performance” degli operatori che all’organizzazione di specifici confronti che garantiscano il mantenimento delle competenze per gli Expert Panel. ISPRA ha curato la stesura delle linee guida al fine di rendere fruibili i risultati dell’attività svolta attraverso un documento unico, in forma di guida per l’operatore, che evidenziasse con chiarezza le procedure per operare nell’ambito dei confronti interlaboratorio conformemente alle norme vigenti. ISPRA Settembre 2017

In Italia, con l’emanazione del D.lgs. 152 del 2006 (Italia, 2006) e dei successivi decreti attuativi che recepiscono la Direttiva 2000/60/CE, o Direttiva Quadro Acque, si applica l’approccio ecologico, orientato ad uno sviluppo sostenibile e ad una gestione integrata delle risorse idriche. Gli elementi biologici richiesti per il monitoraggio rappresentano i differenti livelli trofici dell’ecosistema: i produttori primari (fitobenthos e macrofite) e i diversi livelli di consumatori (macroinvertebrati e pesci). La Direttiva Quadro Acque richiede agli Stati membri la classificazione dei corpi idrici attraverso l’applicazione del monitoraggio biologico, che viene effettuato mediante l’utilizzo di elementi di qualità biologica per i quali vengono stabiliti rapporti di qualità biologica (RQE). Tali rapporti rappresentano la distanza tra i valori dei parametri biologici osservati nel corpo idrico monitorato e i valori degli stessi parametri per un corpo idrico di riferimento dello stesso tipo fluviale. La classificazione espressa mediante rapporti di qualità biologica ha uno scarso valore se non è accompagnata da una stima quantitativa delle incertezze dovute al campionamento o ad altre fasi di analisi e dalla conoscenza del livello di fiducia con cui si assegna un corpo idrico ad una determinata classe di qualità. La consapevolezza dell’importanza degli aspetti legati alla qualità del dato ha portato la Commissione Europea a inserire nella Direttiva 2000/60/CE la richiesta che il “livello di attendibilità e precisione conseguito dal sistema di monitoraggio” sia “definito nel piano di gestione del bacino idrografico” (paragrafo 1.3.4 dell’Allegato V della Direttiva 2000/60/CE).

Qualità del dato nel monitoraggio biologicoQualità del dato nel monitoraggio biologico

 
6
Set

Elaborato dall’ANCE un vademecum sull’istituto del subappalto


Sono approfondite alcune novità introdotte per il subappalto.

Elaborato dall'ANCE un vademecum sull'istituto del subappalto

Elaborato dall'ANCE un vademecum sull'istituto del subappaltoL’Ance, Associazione dei costruttori edili, ha pubblicato un vademecum sull’istituto del subappalto disciplinato dall’articolo 105 D. Lgs. 18/4/2016 n. 50, come modificato dal D.lgs. 19 aprile 2017 n. 56, contenente il nuovo Codice dei contratti pubblici. Sono approfondite alcune novità introdotte per il subappalto.

L’Ance (Associazione dei costruttori edili) ha pubblicato un vademecum sull’istituto del subappalto disciplinato dall’articolo 105 del nuovo Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) come modificato dal D.lgs. 19 aprile 2017, n. 56. Il vigente Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha sensibilmente innovato la precedente disciplina del subappalto, sotto due aspetti particolarmente rilevanti. Riguardo al primo aspetto, se il d.lgs. n. 163/2006 prevedeva, all’art. 118, il limite del 30 per cento per le sole “categorie prevalenti”, le nuove disposizioni estendono tale limite all’importo complessivo dell’opera, riducendo così la quota di subappalto a disposizione dell’appaltatore. Un secondo elemento di novità è contenuto nella disposizione che impone, nei casi previsti, di indicare sin dalla fase di gara una terna di nominativi di (futuri) subappaltatori. I due aspetti sopra evidenziati, assieme ad altre significative previsioni in materia, sono approfonditi nel vademecum dell’Ance.

Perché la Stazione Appaltante autorizzi il subappalto, l’aggiudicatario del contratto di appalto deve depositare il contratto di subappalto presso la stazione appaltante almeno 20 giorni prima della data di inizio dell'esecuzione delle prestazioni. Contestualmente al deposito del contratto, l’aggiudicatario deve trasmettere la certificazione sui requisiti del subappaltatore, la dichiarazione del subappaltatore attestante l'assenza dei motivi di esclusione di cui all'articolo 80.
Nel caso in cui sia richiesta l’indicazione della terna, il possesso dei requisiti previsti dall’articolo 80 deve essere dichiarato dal concorrente al momento della presentazione dell’offerta e la Stazione Appaltante compie una nuova verifica al momento dell’autorizzazione. L’affidatario deve acquisire una nuova autorizzazione integrativa qualora l'oggetto del subappalto subisca variazioni nel corso dell’esecuzione e l'importo dello stesso sia incrementato.

vademecum sull'istituto del subappaltovademecum sull'istituto del subappalto