1 Matteo Puppo - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Matteo Puppo

17
Lug

L’asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro

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certificare la regolarità delle imprese relativamente al rispetto della normativa di legge in materia di lavoro

L'asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro

E-learningL'asseverazione di conformità dei rapporti di lavoro – detta ASSE.CO. – ha l'obiettivo di certificare la regolarità delle imprese relativamente al rispetto della normativa di legge in materia di lavoro, della contrattazione collettiva e della situazione contributiva nonché retributiva.

Il datore di lavoro che ha ottenuto l'ASSE.CO. viene inserito in un elenco contenente tutte le imprese asseverate che hanno sviluppato e diffuso la cultura della legalità.

La certificazione, frutto del Protocollo d'intesa sottoscritto dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro e l'Ordine dei Consulenti del Lavoro, è rilasciata esclusivamente su istanza volontaria del datore di lavoro.

La ASSE.CO. è rilasciata esclusivamente su istanza volontaria del datore di lavor che intende ottenere l'asseverazione. L'istanza è presentata al Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro, anche a mezzo di Consulente del lavoro appositamente delegato. Elementi essenziali dell'istanza sono: la dichiarazione di responsabilità, ai sensi del D.P.R. n. 145 /2000, l'assenso da parte del datore di lavoro.

La ASSE.CO. è rilasciata, entro 30 giorni decorrenti dalla data dell'istanza, esclusivamente la procedura telematica e previa Verifica del rispetto dei presupposti.

safetyProtocollo d'intesa

 
17
Lug

Gli indicatori del clima in Italia nel 2016

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Andamento del clima nel corso del 2016

Gli indicatori del clima in Italia nel 2016

E-learningIl rapporto si basa in gran parte su dati, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione dei dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA), realizzato dall’ISPRA in collaborazione e con i dati degli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale.

Il XII rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente “Gli indicatori del clima in Italia” illustra l’andamento del clima nel corso del 2016 e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in Italia. Il rapporto si basa in gran parte su dati, statistiche, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA, www.scia.isprambiente.it), realizzato dall’ISPRA in collaborazione e con i dati degli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale. Le statistiche e gli indici climatici del 2016 sono derivati complessivamente dalle osservazioni di circa 1100 stazioni di monitoraggio meteoclimatico. La base di dati utili alla stima e all’aggiornamento delle variazioni e delle tendenze climatiche di medio e lungo periodo è più ridotta e sconta le difficoltà e i ritardi nell’armonizzare, integrare e organizzare in modo omogeneo le diverse fonti di dati, virtualmente uno dei compiti e degli obiettivi di un servizio meteorologico e climatologico nazionale tuttora mancante. Come le precedenti, anche questa edizione del rapporto riporta le stime delle tendenze climatiche nell’ultimo mezzo secolo, attraverso indicatori rappresentativi dell’andamento sia dei valori medi che degli estremi di temperatura e precipitazione. Tali elementi di conoscenza della variabilità climatica presente e passata sono di importanza fondamentale per valutare gli impatti e definire le strategie e i piani di adattamento ai cambiamenti climatici.

E-learningGli indicatori del clima in Italia nel 2016

 
4
Lug

Distacco transnazionale pubblicati nuovi chiarimenti Ispettorato Nazionale Lavoro

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distacco transnazionale di lavoratori a seguito di problematiche segnalate dalle medesime sedi territoriali

Distacco transnazionale pubblicati nuovi chiarimenti

faqIspettorato Nazionale Lavoro Il 5 giugno 2017 la Direzione Centrale vigilanza, affari legali e contenzioso dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha trasmesso ai propri uffici ulteriori precisazioni in materia di distacco transnazionale di lavoratori a seguito di problematiche segnalate dalle medesime sedi territoriali.

In particolare, i chiarimenti forniti riguardano la corretta applicazione delle disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 136/2016 nelle ipotesi in cui il distacco dei lavoratori effettuato nell'ambito di una prestazione transnazionale di servizi coinvolga una pluralità di operatori economici, ovvero l'impresa straniera distaccante, il soggetto distaccatario e il destinatario finale della prestazione; inoltre, con riferimento allo stand temporaneo allestito in occasione delle manifestazioni fieristiche, è stato evidenziato che l'attività di esposizione o di vendita di prodotti, ivi svolta, per la partecipazione alla manifestazione con disponibilità di una singola area non costituirebbe un vero e proprio centro di imputazione di rapporti e situazioni giuridiche riferibili al soggetto straniero, con conseguente esclusione dell'applicazione degli obblighi previsti dal decreto stesso, come pure delle specifiche disposizioni sanzionatorie in esso contenute.

Distacco transnazionale pubblicati nuovi chiarimenti Ispettorato Nazionale LavoroLeggi la Nota prot. n. 4833 del 5 giugno 2017

 
19
Giu

Detrazioni fiscali in edilizia Agenzia delle Entrate

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pubblicata la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate le novità previste in materia fiscale dalla legge di Bilancio 2017

Detrazioni fiscali in edilizia Agenzia delle Entrate

sicurezza_ediliziaversione aggiornata al 14 GIUGNO 2017 Gli aggiornamenti più recenti: -  proroga della maggiore detrazione (Irpef) per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio -  le nuove regole per la detrazione (Irpef e Ires) delle spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche e per la cessione del credito -  beneficiari del diritto alle detrazioni -  agevolazioni sull’acquisto del box auto -  pagamenti con bonifici -  proroga della detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi). Consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Tuttavia, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, il decreto legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la misura della detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio. Questi maggiori benefici sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi. Da ultimo, la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 dell’11 dicembre 2016) ha prorogato al 31 dicembre 2017 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 1° gennaio 2018 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare. La legge di bilancio 2017 ha inoltre prorogato la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017. Dal 2017, tuttavia, la detrazione è consentita solo se l’intervento di ristrutturazione edilizia è iniziato in data non anteriore al 1° gennaio 2016. Infine, riguardo alle spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche, la legge di bilancio 2017 ha previsto, oltre alla proroga delle detrazioni fino al 31 dicembre 2021, nuove e più specifiche regole per poterne usufruire, differenziandole a seconda del risultato ottenuto con l’esecuzione dei lavori, della zona in cui si trova l’immobile e della tipologia di edificio. A differenza della precedente normativa, per esempio, dal 2017 l’agevolazione riguarda non soltanto gli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ma anche quelli situati nelle zone a minor rischio (zona sismica 3). Inoltre, la detrazione può essere ripartita in 5 quote annuali e riguarda tutti gli immobili abitativi e non soltanto quelli adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive.

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9
Giu

CARATTERIZZAZIONE DELLE APPARECCHIATURE DI RISONANZA MAGNETICA INSTALLATE IN ITALIA

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La banca dati Inail

CARATTERIZZAZIONE DELLE APPARECCHIATURE DI RISONANZA MAGNETICA INSTALLATE IN ITALIA

Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale

E-learningL’applicazione della normativa attualmente vigente in materia di autorizzazione all’installazione ed uso di apparecchiature diagnostiche a risonanza magnetica (vedi Allegato 1), consente all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), per il tramite della sezione di supporto tecnico al SSn in materia di radiazioni del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, di espletare: istruttorie finalizzate all’espressione - da parte dell’Istituto - del parere di competenza al Ministero della salute per le richieste di installazione ed uso di apparecchiature a risonanza magnetica (RM) con campo magnetico superiore a 4 tesla (2 tesla fino al 21 agosto 2016); accertamenti ispettivi presso tutti i siti di installazione delle apparecchiature RM presenti sul territorio nazionale, al fine di verificarne la conformità agli standard di sicurezza vigenti per legge L’atto che formalmalmente consente alla sezione sopra introdotta di venire a conoscenza delle nuove installazioni presenti sul territorio nazionale è la comunicazione di avvenuta installazione che ogni struttura sanitaria, preventivamente autorizzata ai sensi di legge, è tenuta a produrre agli organismi competenti ai sensi del d.m. 02/08/1991. Con tale comunicazione la struttura sanitaria fornisce agli organismi di vigilanza tutte le informazioni sulle caratteristiche strutturali, tecnologiche e organizzative specifiche del proprio sito RM, consentendo all’Istituto la pianificazione e il successivo espletamento dell’attività ispettiva, nonché la strutturazione - dal 2010 del tutto informatizzata - di un ingente quantitativo di dati ed informazioni relativi ai singoli siti RM. Il database che ne è risultato, e nel quale confluiscono anche tutti i dati sull’attività ispettiva sopra introdotta, rappresenta, nei fatti, una risorsa unica nel suo genere, aggiornata in tempo reale, ricca di dati ed informazioni concernenti la caratterizzazione relativa all’utilizzo, in Italia, di questa tecnologia diagnostica che risulta in costante forte sviluppo. Preme evidenziare che l’accesso al database è rigidamente regolamentato sulla base di specifiche procedure di Istituto che garantiscono la massima riservatezza in merito al trattamento dei dati sensibili: quanto periodicamente pubblicato dall’Inail ha esclusivamente finalità statistiche, e solo eventualmente gli organi di vigilanza territoriali possono, su richiesta motivata, accedere alle informazioni di dettaglio.

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6
Giu

Lista di controllo Procedure standardizzate

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PER LE STRUTTURE TURISTICO-RICETTIVE

Lista di controllo Procedure standardizzate

Procedure standardizzate per la valutazione dei rischi

E-learningL’Azienda USL 10 Firenze ha prodotto una lista di controllo che permette di effettuare un analisi obbiettiva della sicurezza all’interno delle strutture ricettive dal punto di vista dei requisiti tecnici di igiene e sicurezza richiesta dalla normativa con annesse procedure per una corretta valutazione dei rischi. Il Piano Regionale di Prevenzione della Toscana (collegato al Piano Nazionale2010-2012), prevede di potenziare l’informazione e l’assistenza alle micro-imprese. A questo fine è stata prevista, oltre all’apertura di un “punto di ascolto”, anche l’elaborazione di procedure standardizzate per la valutazione dei rischi in alcuni comparti. La valutazione dei rischi, oltre ad essere un obbligo del datore di lavoro, è lo strumento fondamentale per la corretta gestione della sicurezza e salute in azienda, permettendo di evidenziare le criticità e individuare le soluzioni. La Valutazione dei Rischi perciò comprende l’identificazione dei pericoli, la stima e quantificazione dei rischi (valutazione), l’identificazione delle misure di prevenzione e protezione adottate e del programma delle misure di miglioramento. La Valutazione dei Rischi deve essere aggiornata ogni volta che intervengono modifiche nell’attività o nei locali. La presente “lista di controllo” si propone di offrire un aiuto per la Valutazione dei Rischi nel settoredelle “Strutture Turistico-Ricettive”: la lista di controllo è concepita ad uso interno dell’azienda e non deve essere riconsegnata alla ASL: serve a identificare le carenze nella applicazione della normativa e a dare modo al datore di lavoro di porvi riparo. E' composta da 4 colonne: le domande, le possibili risposte, i riferimenti normativi che si applicano al punto in esame, la loro spiegazione con le indicazioni di ciò che va fatto. Se si risponde ad una domanda con “NO” o “IN PARTE”, si dovrà intervenire con le azioni correttive seguendo quanto spiegato nella colonna di destra. Nella colonna dei riferimenti normativi sono riportati solo alcuni dei riferimenti che si possono applicare al caso specifico, di preferenza il riferimento più generale, utile per l’approfondimento di chi sia interessato. Per quanto riguarda il documento di valutazione dei rischi, in base ai rilievi effettuati in azienda, si dovrà rispondere “SI” se essendo presente il rischio è stata effettuata la valutazione specifica, “NO” se la valutazione non è stata effettuata, ma il rischio è presente, “R.N.P. (Rischio Non Presente) se il rischio non ricorre nel luogo di lavoro.

E-learning_6.pngLista di controllo Procedure standardizzate

 
5
Giu

Linee guida per la valutazione del rischio da ordigni bellici inesplosi

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le linee guida del CNI

Linee guida per la valutazione del rischio da ordigni bellici inesplosi

E-learningLinee guida per il CSP relative alla valutazione del rischio di rinvenimento di ordigni bellici inesplosi e valutazione del rischio in caso di esplosione

Il CNI, su proposta del GdL Sicurezza coordinato dal Consigliere Gaetano Fede , dopo una fattiva e concreta collaborazione con numerosi Ordini provinciali e con il Genio Militare di Padova e Caserta , ha approvato, nel corso della seduta del 17/05/2017, le allegate "Linee Guida per la valutazione del rischio da ordigni bellici inesplosi". Esse sono finalizzate ad indirizzare gli approcci dei coordinatori della sicurezza in fase di progettazione (CSP) riguardo all'obbligo di valutazione del rischio derivante dal rinvenimento di ordigni bellici inesplosi (obi). Il documento, che recepisce quanto previsto dal Titolo IV del D.Lgs.81/2008 e sS.mm. come modificato dalla Legge 1 ottobre 2012 n. 177, introduce un insieme di raccomandazioni sviluppate sulla base delle conoscenze disponibili, ed è redatto allo scopo di rendere appropriato, e con elevati standard di qualità, l'approccio e il comportamento del CSP, che è investito, a partire dal 26 giugno 2016, dell'obbligo di valutare il rischio di rinvenimento di obi . Le linee guida rappresentano pertanto la base di partenza per progettare le più adeguate misure di prevenzione e protezione in analogia all'adozione di approcci, comportamenti e "modus operandi" commisurati agli scenari di rischio prevedibili. Il CNI è consapevole della necessità di intervenire sui soggetti istituzionali per correggere alcuni aspetti dell'attuale disposto normativo, come ad esempio: l'impossibilità da parte dei professionisti interessati di avere accesso alla documentazione cartografica richiamata nell'Interpello n.14/2015 in larga parte del territorio del nostro Paese; la necessità di attribuire al committente un ruolo attivo finalizzato ad una valutazione precoce del rischio di rinvenimento obi. Su questi due temi il CNI, unitamente al GdL Sicurezza, appronterà una serie di iniziative ed incontri con gli enti e le istituzioni competenti al fine di avanzare le adeguate proposte migliorative all'attuale disposto normativo. Dal 26 giugno 2016, con l’entrata in vigore di tutte le modifiche al testo unico sulla sicurezza, introdotte con la citata Legge 177, i principali riferimenti normativi sono i seguenti articoli dell’81/08: art. 28 comma 1 (Oggetto della valutazione dei rischi); art. 91 (Obblighi del coordinatore per la progettazione); art. 100 comma1 (Piano di Sicurezza e Coordinamento) art. 104 - (Modalità attuative di particolari obblighi) allegato XI (Elenco dei lavori comportanti rischi particolari per i lavoratori) allegato XV 2.2.3. (Contenuti del piano di sicurezza e coordinamento)

E-learningLinee guida per la valutazione del rischio da ordigni bellici inesplosi

 
17
Mag

Linee guida per il monitoraggio aerobiologico

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ISPRA Delibera del Consiglio Federale. Seduta del 03.11.2015. Doc. n. 61/15 - CF

Linee guida per il monitoraggio aerobiologico

Le linee guida per il monitoraggio aerobiologico sono il documento che definisce l’organizzazione la gestione e il funzionamento della rete di monitoraggio aerobiologico del SNPA denominata POLLnet. In esso sono descritti i compiti e dei ruoli di ISPRA e delle Agenzie ambientali, il metodo di campionamento e conteggio dei granuli pollinici e delle spore fungine, il sito web e il programma di gestione dei dati, le altre attività di comunicazione e informazione, la formazione del personale e le procedure d’interconfronto tra laboratori.Le linee guida per il monitoraggio aerobiologico sono il documento che definisce l’organizzazione la gestione e il funzionamento della rete di monitoraggio aerobiologico del SNPA denominata POLLnet. In esso  sono descritti i compiti e dei ruoli di ISPRA e delle Agenzie ambientali, il metodo di campionamento e conteggio dei granuli pollinici e delle spore fungine, il sito web e il programma di gestione dei dati, le altre attività di comunicazione e informazione, la formazione del personale e le procedure d’interconfronto tra laboratori.

Con i fondi messi a disposizione dalla legge 23 marzo 2001 n. 93 recante “Disposizioni in campo ambientale”, APAT ha finanziato la realizzazione di una rete nazionale di monitoraggio di pollini e spore fungine d’interesse allergenico agronomico e ambientale denominata POLLnet. La realizzazione della rete ha portato a compimento un articolato progetto, ispirato alle migliori esperienze nazionali e internazionali, frutto di un lungo lavoro preliminare di esperti delle Agenzie Ambientali. POLLnet nasce unendo le reti regionali e provinciali delle ARPA/APPA che diventano così anche parti di una grande rete nazionale. La validità del progetto, la sua coerenza con i fini istituzionali delle Agenzie Ambientali e la rilevanza del monitoraggio aerobiologico all’interno dell’attività complessiva del monitoraggio ambientale, hanno portato POLLnet a divenire nel tempo, anche in assenza di una normativa specifica, una delle esperienze più avanzate di rete integrata del SNPA. Per perseguire adeguatamente le finalità della rete, alla luce dell’esperienza maturata nei numerosi anni trascorsi dalla sua prima realizzazione, un apposito gruppo di lavoro interagenziale attraverso uno specifico POD, ha realizzato un documento denominato “Linee guida POLLnet” che formalizza finalità, procedure e organizzazione della rete curandone fin nel dettaglio gli aspetti tecnici e gestionali. Il documento, condiviso da tutti i componenti della Rete dei Referenti “Pollini”, è stato approvato indoppia lettura dal Comitato Tecnico Permanente nelle riunioni del 26/11/2014 e 06/02/2015.

POLLnet è la rete di monitoraggio aerobiologico del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA). Essa nasce dall’integrazione a livello nazionale, delle reti provinciali e regionali e costituisce l’insieme coordinato delle competenze, delle professionalità e delle risorse strumentali e laboratoristiche che il Sistema delle Agenzie Ambientali dedica all’aerobiologia. Il principio ispiratore su cui si fonda è l’integrazione, su un’unica piattaforma, delle molteplici finalità, riguardanti le più diverse discipline, del monitoraggio aerobiologico.

sicurezza_lavoro_11.pngLinee guida per il monitoraggio aerobiologico  
3
Mag

Piano nazionale controlli prodotti chimici 2017

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Prodotti chimici. Pubblicato dal Ministeo della Salute

Piano nazionale controlli prodotti chimici 2017

E-learningPubblicato dal Ministeo della Salute il Piano nazionale delle attività di controllo sui prodotti chimici – Anno 2017, documento sugli obiettivi e i criteri della vigilanza in merito alle sostanze chimiche, predisposto dal Ministero in collaborazione con Gruppo Tecnico Interregionale Reach-Clp con il Centro Nazionale delle Sostanze Chimiche, Prodotti Cosmetici e Protezione del Consumatore dell’Istituto Superiore di Sanità e la Rete dei laboratori di controllo in attuazione all’Accordo Stato-Regioni del 7 maggio 2015. Tipologia di sostanze verso cui orientare il controllo · sostanze in quanto tali o contenute in miscele o articoli classificate come cancerogene, mutagene, reprotossiche, sensibilizzanti o identificate ai sensi dell’articolo 59 del regolamento REACH (SVHC e allegato XIV), o individuate nell’ambito del le restrizioni di cui all’allegato XVII del regolamento REACH; · sostanze potenzialmente presenti in articoli destinati al consumatore finale, con particolare attenzione alle categorie più sensibili quali ad esempio lattanti, bambini, adolescenti, donne in gravidanza e/o destinati ad essere utilizzati da un elevato numero di persone; · sostanze potenzialmente presenti in processi industriali largamente diffusi nel territorio Entro il 30 Settembre 2017, il rapporto delle attività di controllo per il progetto pilota sulle vendite on - line, condotte nel rispetto dei criteri definiti dal Forum dell’ECHA, è redatto dall’AC nazionale, in collaborazione con le amministrazioni centrali, le Regioni e PA che partecipano al medesimo progetto, secondo il formato elettronico prodotto dal Forum dell’ECHA . Entro e non oltre il 31 gennaio 2018 le Regioni e PA trasmettono all’AC nazionale il rapporto delle attività di controllo condotte nel rispetto dei criteri definiti dal Forum dell’ECHA per il progetto REF - 5 . Entro e non oltre il 31 marzo 2018 le Regioni e PA trasmettono all’AC nazionale il rappo rto delle attività di controllo condotte nel rispetto dei criteri definiti dal Forum dell’ECHA per il progetto pilota sul controllo delle sostanze negli articoli , redatti nel formato elettronico prodotto dal Forum dell’ECHA. Entro il 31 marzo 201 8 le Regioni e le PA trasmettono all’A C n azionale le risultanze delle attività di controllo di cui al presente Piano ed effettuate entro il 31 dicembre 2017 redatte secondo il format tecnico predisposto dalla medesima AC nazionale.

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19
Apr

I PONTEGGI METALLICI FISSI DI FACCIATA 2017

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Dispositivi di collegamento montante-traverso realizzati con sistemi modulari UNI EN 12811-3:2005

I PONTEGGI METALLICI FISSI DI FACCIATA 2017

E-learningDispositivi di collegamento montante-traverso realizzati con sistemi modulari. Definizione di una metodologia per prove di rigidezza e resistenza secondo la UNI EN 12811-3:2005 L’attuazione del sistema normativo europeo presuppone una serie di verifiche di carattere progettuale e sperimentale in correlazione fra loro, finalizzate alla corretta modellazione strutturale dell’opera provvisionale sottoposta alle azioni previste per il suo esercizio. In questo contesto, riveste particolare importanza la modellazione dei nodi montante traverso/ corrente che deve tener conto, secondo la UNI EN 12810-2, delle caratteristiche strutturali non lineari dei nodi stessi. Convenzionalmente l’analisi delle strutture in acciaio avviene idealizzando i nodi o come cerniere o come incastri perfetti. Nella realtà il comportamento cade a metà fra i due estremi. Una modellazione dei nodi strutturali più vicina al reale permette di ottimizzare le prestazioni strutturali dell’intera opera nei confronti delle azioni di progetto. La presente ricerca ha come finalità quella di individuare una metodologia sperimentale che consenta la caratterizzazione dei nodi strutturali, sia in termini di rigidezza, che di resistenza, come previsto dalla UNI EN 12810-2 e dalla UNI EN 12811-3. In questa ottica, già nel triennio 2009-2012, è stata effettuata una analisi della suddetta normativa e iniziata una campagna di sperimentazione. Dall’analisi della normativa è emerso che i requisiti per le prove sperimentali secondo la UNI EN 12810-2:2004 e la UNI EN 12811-3:2005, necessarie alla valutazione del valore nominale caratteristico del momento di giunzione per i dispositivi di collegamento montante-traverso del tipo nodo con piastra, di fatto individuano il carico massimo per il dispositivo da sottoporre a prova come il fattore da cui partire per poter eseguire le prove stesse. Visto che il carico massimo non può essere noto prima della esecuzione delle prove, è necessario eseguire delle prove preliminari, cosiddette pilota, per la stima di tale fattore. La norma, peraltro, non fornisce una definizione di carico massimo, né i criteri per la sua stima. Anche se è ragionevole identificare il valore del carico massimo con la condizione di rottura, la stessa norma non fornisce i criteri per l’individuazione di tale condizione. Definiti i requisiti per le prove sperimentali, eseguite delle prove pilota, attraverso una attenta valutazione sperimentale, le risultanze della ricerca 2009-2012 hanno permesso di capire il comportamento strutturale del nodo (almeno per la tipologia analizzata). Nel contempo hanno evidenziato la difficoltà di individuare la condizione di rottura del dispositivo di collegamento. La ricerca del piano triennale 2013-2015 rappresenta il proseguimento della ricerca del piano 2009-2012. Scelta la stessa tipologia di connessione montante – traverso, stabilita quale condizione di rottura quella che determina la diminuzione significativa di vc , velocità di carico al minuto, è stata avviata una nuova campagna di sperimentazione utilizzando il prodotto di un solo fabbricante.

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