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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Matteo Puppo

12
Set

Bonus pubblicità 2018

 

Bonus pubblicità 2018istruzioni e modelli Agenzia delle Entrate

In data 31 luglio 2018 è stato adottato il provvedimento del Capo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria, previsto dall'art. 5, comma 1, del D.P.C.M. 16 maggio 2018, n. 90, con il quale è approvato il modello di comunicazione telematica e sono definite le modalità per la presentazione della comunicazione sull'apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, ai fini della fruizione del credito di imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, di cui all'articolo 57-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50.

Il modello di comunicazione e le relative istruzioni per la compilazione sono disponibili per la sola consultazione nella sezione dedicata o sul sito dell'Agenzia delle Entrate

Le comunicazioni sono presentate esclusivamente per via telematica, utilizzando i servizi telematici che saranno messi a disposizione nell'apposita area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate.

Le comunicazioni telematiche per l’anno in corso, relative agli investimenti effettuati e da effettuare nell'anno 2018, nonché quelle relative agli investimenti effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017 esclusivamente sulla stampa quotidiana e periodica anche online, dovranno essere presentate, separatamente, dal 22 settembre al 22 ottobre 2018.

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20
Giu

Gli infortuni dei lavoratori del mare

 

La Sezione Sistemi di sorveglianza e gestione integrata del rischio

 Gli infortuni dei lavoratori del mare

Gli infortuni dei lavoratori del mareLa Sezione ‘Sistemi di sorveglianza e gestione integrata del rischio’, del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail, ha condotto un’analisi degli infortuni nel settore marittimo-portuale, anche nel quadro di una collaborazione con gli enti competenti, allo scopo di approfondire le problematiche della sicurezza sul lavoro. L’analisi è effettuata sulla base dei dati derivanti da due fonti informative: le schede di rilevazione degli infortuni subiti dai lavoratori marittimi indirizzate alle Capitanerie e l’archivio Infor.Mo che riposta le informazioni sui fattori causali evidenziati nel corso delle inchieste infortuni condotte dalle Asl. Nel report è presente anche una sintetica descrizione del profilo di rischio nel settore marittimo-portuale. Prodotto: Volume Edizioni: Inail – 2018
Il settore marittimo-portuale è stato oggetto di recenti approfondimenti, anche in tema di sostenibilità sociale, in cui vengono analizzati indicatori di contesto relativi soprattutto all’attività delle piccole e micro imprese e alla loro capacità di garantire allo stesso tempo livelli competitivi di produttività con la qualità del prodotto, il rispetto dell’ambiente e la salute e sicurezza degli operatori. L’attività di ricerca condotta dall’Inail nel settore marittimo-portuale, da un lato segue l’approccio definito prevention through design nello sviluppare e rendere applicabili le nuove tecnologie anche nell’area della salute e sicurezza in ambiente di lavoro, dall’altro si basa su un modello territoriale di intervento istituzionale che coniughi l’azione di assistenza con quella di vigilanza, rivolto alle imprese per il trasferimento di strumenti metodologici di supporto al processo di valutazione dei rischi in ottica gestionale. Le informazioni riguardanti le cause e le dinamiche infortunistiche, basate sul Sistema di sorveglianza nazionale degli infortuni mortali e gravi (Infor.Mo), integrate con l’analisi dei dati tratti dalle schede degli infortuni marittimi, risultano essere utili ad identificare i fabbisogni di intervento per la pianificazione di azioni istituzionali di supporto al miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute degli operatori e per il livello di cultura aziendale della prevenzione.
Il Piano delle attività di ricerca Inail, tra i suoi obiettivi, prevede un approfondimento delle problematiche di salute e sicurezza nel settore marittimo-portuale, in cui si è assistito a profonde e recenti trasformazioni caratterizzate dall’automazione dei processi, dallo sviluppo tecnologico dei mezzi di movimentazione e dei vettori marittimi e dal nuovo quadro di governance del settore introdotto dal decreto di riorganizzazione e razionalizzazione delle Autorità portuali (d.lgs. 169/2016). A livello di normativa internazionale, la Maritime labour convention (Mlc) del 2006, ratificata dall’Italia nel 2013, aggiorna ed integra in un’ottica di miglioramento organizzativo e gestionale dell’impresa marittima le precedenti convenzioni di settore. Tale convenzione indica la necessità di sviluppare sistemi di sorveglianza nazionale capaci di monitorare l’andamento degli infortuni e delle malattie professionali sviluppando indicatori di rischio sia quantitativi che qualitativi (es. indagini sulle dinamiche e cause degli infortuni). Si può notare come una parte delle indicazioni internazionali trovino già riscontro nel nostro sistema normativo, in particolare per quanto riguarda le navi (d.lgs. 271/1999), i porti (d.lgs. 272/1999) e la pesca (d.lgs. 298/1999). Il coordinamento tra queste norme e il d.lgs. 81/2008 renderebbe ancora più efficace l’azione preventiva, esigenza per altro già evidenziata dalla relazione finale della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro (2013). In merito allo sviluppo dei sistemi di sorveglianza, richiamato dalla stessa Mlc 2006, anche il Piano nazionale della prevenzione 2014 - 2018 del Ministero della salute, tra le strategie da attuare per prevenire gli infortuni e le malattie professionali individua il perfezionamento dei sistemi di conoscenza dei rischi e dei danni da lavoro attraverso l’implementazione in tutte le Regioni e Province autonome dei sistemi di sorveglianza già attivi (flussi informativi per la prevenzione nei luoghi di lavoro, Infor.Mo, Malprof e dati di attività dei servizi di prevenzione delle Asl). Il presente rapporto si compone di due sezioni: la prima rivolta all’analisi di contesto e al profilo di rischio del settore, la seconda inerente i dati delle Schede infortuni di cui al d.d. 30 maggio del 2000, integrati con le informazioni sulle cause e dinamiche infortunistiche del Sistema di sorveglianza nazionale Infor.Mo. Nei diversi cicli lavorativi presenti nel settore, non possono essere tralasciati gli aspetti inerenti un’adeguata organizzazione del lavoro, l’utilizzo delle buone pratiche condivise, nonché una continua attività di informazione-formazione sui dati provenienti dalle attività di sorveglianza e monitoraggio degli infortuni e delle malattie professionali condotte dagli Istituti centrali.
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19
Mar

Voucher digitalizzazione, online l’elenco delle imprese ammissibili

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È disponibile online l'elenco, consultabile per regione

Voucher digitalizzazione, online l’elenco delle imprese ammissibili

Voucher digitalizzazione, online l’elenco delle imprese ammissibiliÈ disponibile online l'elenco, consultabile per regione, delle imprese alle quali risulta assegnabile il Voucher per la digitalizzazione delle PMI. decreto direttoriale 14 marzo 2018

Nell'elenco non è indicato l'importo del Voucher concedibile, in quanto il Ministero, considerato che il riparto delle risorse oggi disponibili tra le oltre 90.000 domande presentate condurrebbe all'assegnazione di un'agevolazione sensibilmente inferiore a quella richiesta dalla singola impresa, sta verificando la possibilità di integrare la copertura finanziaria dell'intervento.

In ogni caso, da domani le imprese possono cominciare ad effettuare le spese programmate nei progetti di digitalizzazione e di ammodernamento tecnologico presentati.

Con un successivo decreto si provvederà a pubblicare l'elenco delle imprese per le quali le previste verifiche sulle dichiarazioni rilasciate all'atto della domanda si saranno concluse positivamente e a indicare l'importo del Voucher assegnato a ciascuna impresa, determinato sulla base delle risorse finanziarie che sarà stato possibile destinare complessivamente all'intervento.

Considerato l’elevato interesse che l’intervento agevolativo ha suscitato nelle imprese, facendo registrare, nel periodo di apertura dello sportello agevolativo , un volume pari a circa n. 91.500 domande di agevolazione, corrispondente a un ammontare di agevolazioni richieste pari a circa 625 milioni di euro;

Considerato che, risultando le richieste agevolative delle imprese significativamente superiori alla dotazione finanziaria prevista per l’intervento, l’applicazione del riparto di cui all’articolo 8, comma 5, del decreto interministeriale 23 settembre 2014 comporta l’attribuzione di un Voucher pari in media a circa il 16 percento dell’ammontare richiesto dalle imprese e che, pertanto, al fine di incrementare, per quanto possibile, l’importo dell’agevolazione concedibile, il Ministero dello sviluppo economico sta svolgendo i necessari approfondimenti per verificare la possibilità di destinare all’intervento agevolativo ulteriori risorse finanziarie;

disponibile online l'elencodisponibile online l'elenco

 
28
Feb

circolare su installazione e utilizzo di impianti audiovisivi di controllo

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indicazioni dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro

circolare su installazione e utilizzo di impianti audiovisivi di controllo

Applicazione dell’articolo 4 della Legge n. 300 del 1970 ai Call CenterImpianti audiovisivi sui luoghi di lavoro, articolo 4 Legge n. 300/1970. È stata pubblicata dall’Ispettorato nazionale del lavoro la circolare n. 5 del 19 febbraio 2018 con indicazioni operative al personale ispettivo su norme e prassi riguardanti l’installazione e l’utilizzo a norma di impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo. La circolare riprende quanto introdotto in materia dagli articoli 23 del d.lgs. n. 151/2015 e art. 5, comma 2, del d.lgs. n. 185/2016 affronta in particolare quattro aspetti: Istruttoria delle istanze presentate; Tutela del patrimonio aziendale; Telecamere; Dati biometrici. L’ art. 23 del d.lgs. n. 151/2015 e i l successivo art . 5 , comma 2 , del d.lgs. n. 185/2016 ha nno modificato l’art. 4 della legge n. 300/1970 adeguando l ’impianto normativo e le procedure pr eesistenti alle innovazioni tecnologiche nel frattempo intervenute . Lo scopo della norma, dunque, rimane quello di contemperare, da un lato, l’esigenza afferente all’organizzazione del lavoro e della produzione propria del datore di lavoro e, dall’altro, tutelare la dignità e la riservatezza dei lavoratori. Con la presente circolare, condivisa con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si forniscono indicazioni operative in ordine alle problematiche inerenti l’i nstallazione e l’ utilizzazione di impianti audiovisivi e di altri strumenti di controllo. L'Ispettorato sottolinea che la tutela del patrimonio aziendale è una delle ragioni giustificatrici del controllo a distanza dei lavoratori, ma è necessaria una attenta valutazione della nozione di "patrimonio aziendale", che rischia di non trovare una adeguata delimitazione e, conseguentemente, non fungere da "idoneo filtro" alla ammissibilità delle richieste di autorizzazione. A sgombrare dubbi, l'Ispettorato ricorda che sono autorizzati (ex nota n.299/2017) dispositivi collegati ad impianti di antifurto che tutelano il patrimonio aziendale in quanto tali dispositivi, entrando in funzione soltanto quando in azienda non sono presenti lavoratori, non consentono alcuna forma di controllo incidentale degli stessi. Nel caso in cui invece, la richiesta di installazione riguardi dispositivi operanti in presenza del personale aziendale, la generica motivazione di "tutela del patrimonio" va verificata considerando la gradualità nell'ampiezza e tipologia del monitoraggio. Ciò rende assolutamente residuali i controlli più invasivi, legittimandoli solo a fronte della rilevazione di specifiche anomalie e comunque all'esito dell'esperimento di misure preventive meno limitative dei diritti dei lavoratori.

 Applicazione dell’articolo 4 della Legge n. 300 del 1970 ai Call CenterApplicazione dell’articolo 4 della Legge n. 300 del 1970 ai Call Center  Applicazione dell’articolo 4 della Legge n. 300 del 1970 ai Call Centercircolare su installazione e utilizzo di impianti audiovisivi di controllo  
18
Feb

Agenti biologici e ambienti di lavoro


online la nuova Banca dati Inail

Agenti biologici e ambienti di lavoro

Agenti biologici e ambienti di lavoroRealizzata dalla Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione e dalla Direzione centrale organizzazione digitale, è destinata a favorire la conoscenza del rischio biologico e dei livelli di contaminazione microbiologica associati alle varie mansioni lavorative, mettendo a disposizione informazioni utili per la prevenzione e fornendo uno strumento valido per l’autocontrollo aziendale.
Gestire il processo di rilevazione della contaminazione microbiologica ambientale, archiviare i risultati derivanti dalle indagini e valutarli allo scopo di prevenire i rischi e per attuare il controllo statistico della qualità del dato analitico. Queste le finalità della Banca dati agenti biologici e agenti di lavoro, il nuovo software Inail sviluppato dalla Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp) e dalla Direzione centrale organizzazione digitale (Dcod).
Banca dati agenti biologici e ambienti di lavoro
Applicativo realizzato per gestire il processo di rilevazione della contaminazione microbiologica negli ambienti di lavoro.
Destinatari del prodotto
Il prodotto è rivolto a quanti sono interessati ad archiviare dati e informazioni derivanti da proprie indagini ambientali, utili alla conoscenza, a scopo preventivo, del rischio biologico occupazionale.
Sono previsti due profili di accesso riservati a enti e strutture pubbliche:
visualizzatori: chiunque sia interessato alla consultazione dell’archivio potrà visionare solo una sintesi dei dati
utilizzatori: personale tecnico che effettui indagini ambientali e intenda utilizzare la procedura per archiviare i propri dati. Gli utilizzatori sono anche visualizzatori dei monitoraggi eseguiti da altri tecnici.
Il datore di lavoro è tenuto a valutare il rischio per la salute dei lavoratori derivante dall'esposizione, anche potenziale, agli agenti biologici deliberatamente o occasionalmente presenti nell'ambiente di lavoro. Questa sezione fornisce indicazioni di tipo generale e, laddove disponibili, specifiche per particolari ambienti di lavoro che possono essere d'aiuto nella fase di valutazione del rischio biologico.
Per stimare l'entità del rischio da esposizione ad agenti biologici, nel processo di valutazione è necessario:

  • identificare i pericoli anche potenziali
  • stimare la gravità delle conseguenze derivanti dall'esposizione a tali pericoli
  • identificare e quantificare i soggetti esposti
  • misurare l'entità di tale esposizione.

La valutazione del rischio biologico presenta tuttavia aspetti di incertezza notevoli, legati principalmente alla grande varietà di agenti da valutare, molti dei quali caratterizzati da complesse interazioni interspecifiche e ambientali che possono favorirne o limitarne la proliferazione, e alla diversa risposta di ciascun individuo all'esposizione.

Agenti biologici e ambienti di lavoroScopri sul portale Inail le novità


16
Feb

L’attuazione negli Enti Locali del nuovo Regolamento UE n. 679/2016

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Istruzioni tecniche, linee guida, note e modulistica

L’attuazione negli Enti Locali del nuovo Regolamento UE n. 679/2016

L’attuazione negli Enti Locali del nuovo Regolamento UE n. 679/2016Il Regolamento Generale sulla Protezione dei dati personali (Regolamento UE 679/2016 - di seguito indicato “RGPD”) è un atto con il quale la Commissione europea intende rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali dei cittadini, sia all’interno che all’esterno dei confini dell’Unione europea. Il testo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 4 maggio 2016, diventerà definitivamente applicabile in via diretta in tutti i Paesi UE a partire dal 25 maggio 2018. Il RGPD è parte del cosiddetto “Pacchetto protezione dati personali”, l’insieme normativo che definisce un nuovo quadro comune in materia di tutela dei dati personali per tutti gli Stati membri dell’UE e comprende anche la Direttiva in materia di trattamento dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini. Dal 25 maggio 2018 dunque, anche per gli enti locali, il RGPD andrà a sostituire la direttiva sulla protezione dei dati (ufficialmente Direttiva 95/46/EC) istituita nel 1995. Nell’ambito del nuovo quadro normativo che la Commissione europea ha voluto delineare e al quale gli Stati membri devono conformarsi, l’Italia ha recepito i nuovi principi attraverso l’art. 13 della legge n. 163/20171, entrata in vigore il 21 novembre 2017, che ha attribuito al Governo la delega ad adottare (entro 6 mesi) uno o più provvedimenti rivolti a: - abrogare le disposizioni del Decreto Legislativo n. 196/2003 (l’attuale Codice Privacy) che siano in contrasto o comunque incompatibili con la nuova disciplina europea in tema di trattamento di dati personali e a modificarlo al fine di dare puntuale attuazione alle disposizioni del RGPD; - valutare l’opportunità di avvalersi dei poteri specifici del Garante per la protezione dei dati personali (di seguito Garante Privacy) affinché adotti provvedimenti attuativi e integrativi volti al perseguimento delle finalità previste dal RGPD; - adeguare l’attuale regime sanzionatorio, a livello penale e amministrativo, alle disposizioni del RGPD, al fine di garantire la corretta osservanza della nuova normativa. Tali decreti legislativi non sono stati ancora approvati in questa legislatura, tuttavia si sottolinea che essendo il Regolamento europeo direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, dal 25 maggio 2018 la nuova disciplina in materia di privacy entrerà comunque in vigore. Infine, si segnala che in merito all’attuazione dell’art. 28 della legge 20 novembre 2017 n. 167 (entrata in vigore il 12 dicembre 2017)2, che modifica i rapporti tra titolare e responsabile del trattamento dei dati personali, stabilendo che gli stessi siano stipulati in forma scritta, si è in attesa dei modelli che saranno definiti dal Garante Privacy. Dunque, per un adeguamento coerente dell’intera nuova disciplina prevista dal Regolamento UE, occorrerà comunque attendere l’emanazione dei suddetti decreti legislativi e delle indicazioni del Garante Privacy, di cui l’ANCI darà puntuale informativa. Pertanto, nelle more del completamento del nuovo assetto ordinamentale in materia, il presente Quaderno e gli allegati schemi di atti e provvedimenti rappresenta il primo contributo che l’Associazione vuole fornire ad Amministratori ed operatori locali per la concreta, prima attuazione – entro il 25 maggio 2018 – della nuova disciplina vigente in materia di protezione dei dati personali. Analoga attività informativa, gratuita, per l’attuazione del Regolamento, sarà altresì svolta dalla partecipata di ANCI, Ancitel SpA. A cura di: Stefania Dota – Vice Segretario Generale; Maria Rosaria Di Cecca – Responsabile Ufficio Affari istituzionali con la collaborazione di Riccardo Narducci – Studio Narducci

L’attuazione negli Enti Locali del nuovo Regolamento UE n. 679/2016L’attuazione negli Enti Locali del nuovo Regolamento UE n. 679/2016

 
12
Feb

Guida all’adesione e all’applicazione del contributo ambientale

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CONAI Guida pratica sugli adempimenti, procedure e modulistica

Guida all’adesione e all’applicazione del contributo ambientale

E-learningLa Guida CONAI 2018 è costituita da due volumi: il primo illustra gli adempimenti e le procedure consortili; il secondo contiene tutta la modulistica e le relative istruzioni. La nuova edizione ha recepito integralmente i contenuti della Guida Tecnica, in vigore fino al 31 dicembre 2017, in merito agli impatti della diversificazione contributiva per gli imballaggi in plastica su alcune procedure di applicazione, dichiarazione ed esenzione del Contributo ambientale, anche per altri materiali.

La Guida CONAI 2018 è costituita da due volumi : il primo illustra gli adempimenti e le procedure consortili; il secondo contiene tutta la modulistica e le relative istruzioni.

La nuova edizione ha recepito integralmente i contenuti della Guida Tecnica, in vigore fino al 31 dicembre 2017, in merito agli impatti della diversificazione contributiva per gli imballaggi in plastica su alcune procedure di applicazione, dichiarazione ed esenzione del Contributo ambientale, anche per altri materiali.

Tra le principali novità di quest’anno si segnalano: i nuovi valori delle tre fasce contributive per gli imballaggi in plastica : dal 1 ̊ gennaio, 179,00 € /t per la fascia A, 208,00 € /t per la fascia B e 228,00 € /t per la fascia C; le variazioni del Contributo (in aumento o in diminuzione) per altri quattro materiali: dal 1 ̊ gennaio, per gli imballaggi in carta (da 4,00 a 10,00 € /t), in acciaio (da 13,00 a 8,00 € /t) e in vetro (da 16,30 a 13,30 € /t) e dal 1 ̊ giugno, per gli imballaggi in alluminio (da 45,00 a 35,00 € /t); una nuova procedura di rimborso del Contributo ambientale (Mod. 6.6 Bis) dedicata alle aziende che esportano imballaggi pieni, già dichiarati al CONAI con le procedure semplificate per import, per un importo annuo fino a 2.000 Euro; una nuova modalità di fatturazione dei saldi infrannuali risultanti dal Mod. 6.10 Compensazione import/export nonché una semplificazione procedurale per il rimborso del credito risultante a fine anno dallo stesso Mod. 6.10; una nuova procedura di esenzione ex-post (in aggiunta a quella ex-ante già esistente) per le aziende che acquistano imballaggi primari a diretto contatto con dispositivi medici e/o prodotti farmaceutici

conaiVolume 1 - Adempimenti

conaiVolume 2 - Modulistica

 
9
Gen

Scale mobili in servizio pubblico

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Norme tecniche di sicurezza per la costruzione e l’esercizio

Scale mobili in servizio pubblico

G.U. n. 4 del 05.01.2018Decreto 22 dicembre 2017 Modifica del decreto 18 settembre 1975, recante: «Norme tecniche di sicurezza per la costruzione e l’esercizio delle scale mobili in servizio pubblico.». G.U. n. 4 del 05.01.2018

Art. 1.

L’art. 6 «Norme di esercizio» del decreto ministeriale 18 settembre 1975, «Norme tecniche di sicurezza per la costruzione e l’esercizio delle scale mobili in servizio pubblico», punto 6.1 «Regolamento di esercizio», quinto comma, terzo punto «divieto di posare sui gradini ombrelli, carrozzine, carrelli, cani, pacchi, ecc.», è così modificato:

«divieto di posare sui gradini ombrelli, carrozzine, carrelli, pacchi ecc. e di far transitare sui medesimi gradini animali; fanno eccezione i cani guida per persone non vedenti dichiarati idonei al transito sulla scala mobile o tappeto mobile da strutture o scuole specifiche riconosciute dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti; il cane guida che accompagna la persona non vedente deve essere, inoltre, assicurato contro terzi per il transito sulle scale mobili o tappeti mobili».

G.U. n. 4 del 05.01.2018Decreto 22 dicembre 2017

 
15
Dic

Amianto Regole vitali per pittori e gessatori

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Amianto riconoscerlo, valutarlo e intervenire correttamente

Amianto Regole vitali per pittori e gessatori

Amianto Regole vitali per pittori e gessatoriNel presente opuscolo SUVA spiega: –    quando i pittori e i gessatori possono incontrare l’amianto –    quali misure di protezione adottare e –    quando è il caso di rivolgersi ad una ditta specializzata in bonifiche da amianto In collaborazione con le parti sociali, la Suva si impegna a prevenire gli infortuni e le malattie professionali. Essa coniuga prevenzione, assicurazione e riabilitazione in un unico servizio. Cos’è l’amianto e dove si trova Il termine amianto indica un gruppo di fibre minerali presenti in determinate rocce. La sua particolarità sta nel possedere una struttura fibrosa particolarmente resistente. L’amianto presenta le seguenti caratteristiche: –    è resistente al calore fino a 1000° C –    è resistente all’azione di numerosi agenti chimici aggressivi –    possiede un elevato potere isolante dal punto di vista elettrico e termico –    è molto elastico e resistente alla trazione –    si lega facilmente con altri materiali Proprio grazie a queste caratteristiche l’amianto ha trovato numerose applicazioni nell’industria e nella tecnica e ancor oggi è presente in molte strutture Come agisce? Le fibre di amianto presentano una struttura cristallina. Se sottoposte a lavorazione meccanica, queste tendono a sfaldarsi in senso longitudinale dando origine ad altre particelle ancora più sottili. Queste ultime possono diffondersi in spazi molto ampi. Se inalate durante la lavorazione, l’organismo non è più in grado di scomporle o espellerle. Quali malattie provoca? Le fibre di amianto rimangono per anni nel tessuto polmonare e possono provocare diverse malattie, tra cui l’asbestosi, il cancro al polmone (carcinoma bronchiale) o il mesotelioma pleurico maligno.   Tempo di latenza Ciò che accomuna le malattie da amianto è il loro lungo tempo di latenza, che si aggira tra i 15 e i 45 anni dalla prima esposizione. Il rischio aumenta con la durata dell’esposizione e con la sua intensità, ossia con la concentrazione di polveri di amianto nell’aria. Perciò è importante individuare tempestivamente i materiali contenenti amianto e adottare le necessarie misure di protezione.

Amianto Regole vitali per pittori e gessatoriAmianto Regole vitali per pittori e gessatori

 
5
Dic

Perforazione di rivestimenti per pareti e pavimenti contenenti amianto

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Intonaci, piastrelle, rivestimenti sintetici

Perforazione di rivestimenti per pareti e  pavimenti contenenti amianto

In caso di dubbio bisogna partire dal presupposto che ci sia. Istruzioni e addestramento del personale Se la colla delle piastrelle, gli in- tonaci o i rivestimenti sintetici contengono amianto l'uso del trapano farà rilasciare nell'aria fibre di amianto. I posatori di piastrelle o pannelli e gli operai edili istruiti possono svolgere questi lavori a patto di rispettare la procedura descritta in questa scheda tematica. Negli edifici costruiti prima del 1990 è prevedibile la presenza di amianto nella colla per piastrelle, negli intonaci e nei rivestimenti sintetici. • Questa scheda tematica descrive la modalità operativa per chi si accinge a perforare intonaci contenenti amianto, piastrelle ceramicate con colla e fughe in amianto e rivestimenti sintetici contenenti amianto. • È consentito effettuare solo singoli fori. Fase preliminare Individuazione dei pericoli • Prima di iniziare i lavori bisogna chiarire se c'è amianto. In caso di dubbio bisogna partire dal presupposto che ci sia. Istruzioni e addestramento del personale • Prima di iniziare i lavori il personale deve essere istruito sui pericoli e su come procedere . Dispositivi di protezione individuale (DPI) • Maschera monouso di tipo FFP3. Zona di lavoro • Accertarsi che nessuno stia sostando nella zona di lavoro. • Per evitare contaminazioni sigillare tutte le aperture verso i locali adiacenti. • Rimuovere o coprire tutti gli oggetti al di sotto del punto che si intende perforare. • Garantire un sufficiente ricambio d'aria (ventilazione naturale o artificiale). Attrezzi e materiali necessari • Aspiratore industriale (filtro di classe H secondo la norma EN 60335-2-69, con requisito speciale per l'amianto). • Trapano con aspirazione alla fonte. • Straccio e secchio con acqua saponata. Esecuzione dei lavori Esecuzione dei fori • Trapanare con l'aspiratore in funzione. • Pulire bene la parete, il pavimento e il trapano usando l'aspiratore industriale. • Pulire la parete e il pavimento con uno straccio umido. Igiene • Usare i lavabi del posto.

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