1 Matteo Puppo - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts by Matteo Puppo

3
Giu

Guida dell’Agenzia delle Entrate dichiarazione dei redditi

 

Pubblicata dall’Agenzia delle entrate con circolare n.13/E del 31 maggio 2019

Guida dell’Agenzia delle Entrate dichiarazione dei redditi

Guida dell’Agenzia delle Entrate dichiarazione dei redditiCon la Circolare n. 7/E del 4 aprile 2017 è stata pubblicata la prima “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2016” che costituisce una trattazione sistematica delle disposizioni riguardanti ritenute, oneri detraibili, deducibili e crediti di imposta, anche sotto il profilo degli obblighi di produzione documentale da parte del contribuente al CAF o al professionista abilitato e di conservazione da parte di questi ultimi per la successiva produzione all’Amministrazione finanziaria.
 
Tale documento è il frutto del lavoro svolto da un tavolo tecnico istituito tra l’Agenzia delle entrate e la Consulta Nazionale dei CAF per elaborare un compendio comune utile: 
1. per gli operatori dei CAF e per i professionisti abilitati all’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni presentate con le modalità di cui all’art. 13 del DM n. 164 del 1999, come previsto dall’art. 2, comma 1, del medesimo decreto  nonché
2. per gli stessi uffici dell’Amministrazione finanziaria nello svolgimento dell’attività di assistenza e di controllo documentale ex art. 36-ter del DPR n. 600 del 1973.
 
L’obiettivo della Guida è quello di offrire, in omaggio ai principi della trasparenza e soprattutto della collaborazione sanciti dallo Statuto dei diritti del contribuente, nell’ottica del potenziamento della tax compliance, a tutti gli operatori uno strumento unitario che garantisca una applicazione uniforme delle norme sul territorio nazionale; la Circolare costituisce, al contempo, per tutti gli uffici dell’Amministrazione finanziaria una guida che orienta in maniera altrettanto uniforme le attività nella fase di liquidazione delle imposte. 
E-learning_14.pngScarica Guida
 
27
Mag

certificazione verifica impianti e apparecchi

 

Il nuovo applicativo messo a disposizione dall’Inail CIVA

certificazione verifica impianti e apparecchi

serviziAl fine di dare attuazione a quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 luglio 2011 in materia di presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le imprese e le amministrazioni pubbliche esclusivamente in via telematica, l’Inail ha implementato la gestione informatizzata dei servizi di certificazione e verifica resi dall’Istituto alle diverse tipologie di utenti.
L’articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462 prevede che i datori di lavoro comunichino, entro 30 giorni, all’Unità operativa territoriale Inail (Uot) competente la messa in servizio degli impianti di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e inviino, altresì, la dichiarazione di conformità dell’impianto rilasciata dall’installatore.
 
Per quanto concerne le attrezzature di lavoro ricomprese nell’allegato VII al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e, tra queste, le attrezzature di sollevamento, i datori di lavoro devono comunicarne la messa in servizio alla Uot Inail competente che provvede all’assegnazione di una matricola nonché richiedere la prima delle verifiche periodiche secondo le scadenze indicate nel richiamato allegato.
 
L’Inail, attraverso le attività di certificazione e verifica svolte a livello centrale dal competente Dipartimento scientifico e dalle Unità operative territoriali, garantisce la sicurezza di macchine, apparecchi e impianti utilizzati nei luoghi di lavoro.
 
I servizi più significativi, relativi a impianti e attrezzature dei settori Ascensori e Montacarichi da cantiere, Attrezzature di Sollevamento, Impianti di Messa a Terra e Protezione dalle Scariche Atmosferiche, Apparecchi a Pressione e Impianti di Riscaldamento, devono essere richiesti utilizzando l’applicativo CIVA.
Gli altri servizi potranno essere richiesti, utilizzando l’apposita modulistica, tramite posta elettronica certificata (PEC) all’Unità operativa territoriale competente o al Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti.
 
Eventuali elaborati grafici dovranno essere firmati elettronicamente/digitalmente da un professionista abilitato ai sensi della vigente normativa.
Potranno essere accettati con altra modalità (posta ordinaria o consegna a mano presso le Strutture dell’Istituto) solo allegati che per la loro particolarità (es. elaborati complessi o elaborati relativi a vecchi impianti) presentino difficoltà a essere digitalizzati; ovviamente l’invio con altra modalità degli allegati e la loro descrizione deve essere contenuta nella comunicazione effettuata via Pec.
 
I servizi di innovazione tecnologica sono strettamente interrelati con le attività di certificazione e verifica svolte sul campo e sono finalizzati ad individuare e sperimentare soluzioni innovative e tecnologiche in grado di incidere concretamente sui livelli di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
 
17
Mag

Certificazione e verifica attrezzature

 

Dal 27 maggio la richiesta dei servizi è on-line

Certificazione e verifica attrezzature

Certificazione e verifica attrezzatureL’Inail ha implementato la gestione informatizzata dei servizi di certificazione e verifica resi dall’Istituto alle diverse tipologie di utenti: a partire dal 27 maggio prossimo, infatti, sarà operativo il nuovo applicativo CIVA.

Si tratta di un servizio telematico messo a disposizione dall’Inail, grazie al quale i soggetti interessati potranno gestire i servizi di certificazione e verifica delle attrezzature; lo scopo è quello di consentire un’interlocuzione più agevole con l’utenza per la gestione delle diverse fasi delle procedure richieste.

Al momento il nuovo applicativo consente di richiedere on line i servizi più significativi; la restante parte dei servizi sarà oggetto di un secondo rilascio.

Nel dettaglio, vanno richieste utilizzando esclusivamente il servizio telematico CIVA le seguenti prestazioni:

  • la denuncia di impianti di messa a terra
  • la denuncia di impianti di protezione da scariche atmosferiche
  • la messa in servizio e l’immatricolazione delle attrezzature di sollevamento
  • il riconoscimento di idoneità dei ponti sollevatori per autoveicoli
  • le prestazioni su attrezzature di sollevamento non marcate CE
  • la messa in servizio e l’immatricolazione degli ascensori e dei montacarichi da cantiere
  • la messa in servizio e l’immatricolazione di apparecchi a pressione singoli e degli insiemi
  • l’approvazione del progetto e la verifica primo impianto di riscaldamento
  • le prime verifiche periodiche.

Con la presente circolare si comunica che a decorrere dal 27 maggio 2019, l’Inail mette a disposizione dell’utenza l’applicativo CIVA che consente la gestione informatizzata dei sottoriportati servizi di certificazione e verifica: 
- la denuncia di impianti di messa a terra; 
- la denuncia di impianti di protezione da scariche atmosferiche; 
- la messa in servizio e l’immatricolazione delle attrezzature di sollevamento; 
- il riconoscimento di idoneità dei ponti sollevatori per autoveicoli; 
- le prestazioni su attrezzature di sollevamento non marcate CE; 
- la messa in servizio e l’immatricolazione degli ascensori e dei montacarichi da cantiere; 
- la messa in servizio e l’immatricolazione di apparecchi a pressione singoli e degli insiemi; 
- l’approvazione del progetto e la verifica primo impianto di riscaldamento; 
- le prime verifiche periodiche. 
Ne consegue, pertanto, che dalla suindicata data i servizi di certificazione e verifica sopra richiamati dovranno essere richiesti esclusivamente utilizzando il servizio telematico CIVA.
 
15
Apr

Messa in sicurezza delle scuole

 

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

Messa in sicurezza delle scuole

decreto scuole 2019È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 80 del 4 aprile 2019) il decreto del Miur n. 2/2019 che assegna 172.708.620,16 euro, provenienti dal decreto Mutui BEI 2015, agli enti locali per il finanziamento degli interventi di messa in sicurezza delle scuole o di costruzione di nuovi edifici scolastici.
Si tratta di economie derivanti dalla prima trance dei mutui BEI e spettanti agli enti locali inseriti nell’elenco allegato al provvedimento.
Decreto Mutui
Ricordiamo che il decreto Mutui, istituito dalla legge 128/2013 di conversione del 104/2013, prevede che le Regioni interessate possono essere autorizzate dal Mef, d’intesa con il Miur, a stipulare mutui trentennali con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato con:
la Banca europea per gli investimenti
la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa
la Cassa depositi e prestiti Spa
i soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività bancaria
al fine di favorire i seguenti interventi:
interventi straordinari di ristrutturazione
di miglioramento
di messa in sicurezza
di adeguamento sismico
di efficientamento energetico di immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica
di efficientamento energetico di immobili adibiti ad alloggi e residenze per studenti universitari di proprietà degli enti locali
di costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici
di realizzazione di palestre scolastiche nelle scuole
di interventi volti al miglioramento delle palestre scolastiche esistenti
I fondi potranno essere usati da Comuni, Province e Città metropolitane, sulla base delle graduatorie predisposte dalle Regioni, senza causare impatti sul patto di stabilità interno.
Per il triennio 2018-2020 sono disponibili complessivamente 1,7 miliardi di euro, che garantiranno i mutui BEI per l’edilizia scolastica.
Decreto 3 gennaio 2019, n. 2
Il dm 2/2019 assegna i 172 milioni di euro agli Enti locali delle Regioni con la lista dei circa 300 progetti che riguardano in gran parte interventi di messa in sicurezza, adeguamento impiantistico o riqualificazioni di spazi esistenti.
Gli enti locali devono provvedere ad avviare e/o completare gli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, con aggiudicazione entro il 1° novembre 2019 (180 dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta), pena decadenza del finanziamento.
Gli enti, inoltre, sono tenuti a completare detti lavori entro il 15 ottobre 2020.
E-learning_12.pngScarica decreto
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28
Mar

allestire il legname da tempesta in modo sicuro

 

Documento SUVA

allestire il legname da tempesta in modo sicuro

legnameAllestire il legname da tempesta: un’operazione che comporta pericoli particolari
Nei boschi in cui la tempesta ha abbattuto, sradicato, spezzato, stroncato, piegato o impigliato alberi o parti di essi, vi sono pericoli particolarmente complessi:
• sentieri e strade non percorribili o sbarrati, accesso reso difficoltoso e scarsa visibilità;
• tensioni e forze imprevedibili nei singoli alberi o in alberi o ceppaie incastrati tra di loro;
• piante labili, parti di alberi, ceppaie o sassi che, senza un motivo apparente cadono, si capovolgono o rotolano all’improvviso anche dopo giorni, settimane o mesi.
L’allestimento del legname da tempesta comporta rischi particolari.
La statistica infortuni evidenzia i seguenti ambiti in cui il pericolo è particolarmente elevato:
Attività 
Tagliare la ceppaia sradicata dal tronco
Rischi
• Restare schiacciati dalla ceppaia che si rovescia, si ribalta o si mette a rotolare
• Essere colpiti da sbalzi laterali del tronco
• Essere colpiti dal tronco che si fende
• Rimanere impigliati e schiacciati tra due tronchi
Attività 
Tagliare alberi piegati o che hanno subito un colpo
Rischi
• Essere colpiti dal tronco che si fende
• Essere colpiti da parti del tronco che precipitano
• Essere colpiti dalle radici sradicate dal terreno
Attività 
Atterrare alberi o chiome rimasti impigliati
Rischi
• Essere colpiti dall’albero o dalla ceppaia sradicata che si muove all’improvviso
• Essere colpiti dalla chioma che si spezza e precipita
Il rischio d’infortunio si riduce notevolmente se, nell’allestire il legname da tempesta, si fa uso di macchine o mezzi ausiliari adatti, per esempio un «Vollernter» o una gru idraulica.
 
18
Feb

Decreto 22 gennaio 2019 GU n.37 del 13 febbraio 2019

 

Individuazione della procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attivita' lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare.

Decreto 22 gennaio 2019 GU n.37 del 13 febbraio 2019

gazzettaPosa segnaletica stradale traffico veicolare, decreto 22 gennaio 2019 in GU MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI DECRETO 22 gennaio 2019  Individuazione della procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attivita' lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare. (19A00867) (GU Serie Generale n.37 del 13-02-2019)

Finalita' e campo di applicazione 
1. Il presente decreto individua, ai  sensi  dell'art.  161,  comma 2-bis, del decreto legislativo  9  aprile  2008,  n.  81,  i  criteri generali  di  sicurezza  relativi  alle   procedure   di   revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata  alle attivita'  lavorative  che  si  svolgono  in  presenza  di   traffico veicolare. L'applicazione dei criteri di cui al presente decreto  non preclude l'utilizzo di altre metodologie di consolidata validita'. 
2. Le attivita' lavorative di cui al comma 1 fanno riferimento alle situazioni descritte nei principi per il segnalamento  temporaneo  di cui all'art. 2 del disciplinare tecnico  approvato  con  decreto  del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 10 luglio 2002,  le cui previsioni sono fatte salve. 

I datori di lavoro del gestore e delle imprese devono assicurare formazione informazione e addestramento degli addetti all’attività di apposizione, integrazione e rimozione della segnaletica, seguendo le disposizioni previste dal secondo allegato.

Gli aspetti trattati dall’allegato I Criteri minimi per la posa, il mantenimento e la rimozione della segnaletica di delimitazione e di segnalazione delle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare sono:

  • Criteri generali di sicurezza;
  • Spostamento a piedi;
  • Veicoli operativi;
  • Entrata ed uscita dal cantiere;
  • Situazioni di emergenza;
  • Segnalazione e delimitazione di cantieri fissi;
  • Segnalazione di interventi all’interno di gallerie con una corsia per senso di marcia.

L’allegato II Schema di corsi di formazione per preposti e lavoratori, addetti alle attività di pianificazione, controllo e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgano in presenza di traffico veicolare: 

  • Destinatari dei corsi. Soggetti formatori e sistema di accreditamento;
  • Requisiti dei docenti;
  • Organizzazione dei corsi di formazione;
  • Articolazione e contenuti del percorso formativo;
  • Sedi della formazione;
  • Metodologia didattica;
  • Valutazione e verifica dell’apprendimento;
  • Modulo di aggiornamento;
  • Registrazione sul fascicolo informatico del lavoratore.

Decreto 22 gennaio 2019 GU n.37 del 13 febbraio 2019Decreto 22 gennaio 2019 GU n.37 del 13 febbraio 2019

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13
Feb

guide Agenzia Entrate aggiornate con le ultime novità fiscali

 

bonus per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico a quello per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

guide Agenzia Entrate aggiornate con le ultime novità fiscali

bonus agenziePubblicate le nuove guide aggiornate alla Legge di bilancio 2019
ECOBONUS EDIFICI. La legge di bilancio 2019 (legge n.145 del 30 dicembre 2018) ha prorogato al 31 dicembre 2019, nella misura del 65%, la detrazione fiscale (dall’Irpef e dall’Ires) per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
 
BONUS RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE. Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio beneficiano di importanti agevolazioni fiscali, sia quando si effettuano sulle singole unità abitative sia quando riguardano lavori su parti comuni di edifici condominiali. 
Nel documento si specifica che sarà estesa per tutto il 2019 la detrazione del 50 % per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernali alimentati da biomasse combustibili, per ulteriori interventi di ristrutturazione edilizia fino al raggiungimento di un massimo di spese di 96.000 euro.  
Si prevedono detrazioni per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ . mentre per i forni di classe A
 
BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI. Si può usufruire della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. 
La Manovra 2019 ha prorogato al 2019 il Bonus Mobili e arredi senza cambiamenti: è ancora possibile acquistare gli arredi con lo sconto fiscale del 50% a fronte di interventi di ristrutturazione iniziati nel 2018 (l’ha ribadito anche l’Agenzia delle Entrate a partire dall’all’articolo 1, comma 67, della legge di bilancio), o che partiranno nel 2019.
Il file è in formato zip con 3 guide in formato PDF
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12
Feb

Spreco alimentare

 

ISPRA Spreco alimentare: un approccio sistemico per la prevenzione e la riduzione strutturale

Spreco alimentare

ispraLa riduzione della perdita e dello spreco di alimenti è considerata dalle Nazioni Unite e da molte istituzioni internazionali come una delle principali strade per procedere verso la tutela dell'ambiente e per il benessere dell’umanità. 

Ciò è riaffermato anche dall’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile. È ormai evidente che lo spreco alimentare è un determinate chiave, inter alia, della perdita di biodiversità, dell’accumulo di gas-serra in atmosfera, dello spreco e inquinamento dell’acqua, del suolo e di altre risorse. 

Sulla base della letteratura e dei dati esistenti, con un’indagine sulle principali esperienze di successo, si fornisce una visione d’insieme dei nessi tra temi ambientali e altri aspetti, quali la sicurezza e la sovranità alimentare, lo sviluppo territoriale, la bioeconomia.

Il rapporto propone una definizione sistemica dello spreco alimentare fornendo dati e informazioni  sulla dimensione e sugli effetti ambientali, a scala nazionale, europea e sovranazionale. 

Sono indagate le cause che lo producono ed emergono differenti quantità in base alla struttura dei sistemi alimentari. Oltre alle azioni di recupero e riciclo delle eccedenze, lo studio evidenzia la necessità di dedicare maggiore attenzione alla prevenzione strutturale per ridurre a monte la formazione delle eccedenze e i conseguenti sprechi. Molte proposte sono estesamente trattate e finalizzate a una strategia complessa di trasformazione dei sistemi alimentari per favorire la resilienza ecologica.

Da una prospettiva di sicurezza alimentare, la riduzione dello spreco di cibo e dei rifiuti è un'occasione importante per colmare il divario di calorie tra l’attuale produzione mondiale e quella raccomandata per alimentare in modo sostenibile la popolazione del pianeta, proiettata a superare 9,5 miliardi di persone nel 2050. Lo spreco alimentare in Italia è stato per troppo tempo sottostimato, ma potrebbe essere di dimensioni anche più preoccupanti, come evidenziato in questo volume. 

La buona notizia è che la perdita di cibo sta cominciando a ottenere l'attenzione che merita. L’Unione Europea sta recependo l’obiettivo 12.3 degli SDGs così come stanno facendo anche l’Environmental Protection Agency e il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti. In soli cinque anni il Regno Unito ha tagliato i rifiuti alimentari del 21 per cento, mentre la Danimarca ha ottenuto un'impressionante riduzione del 25 per cento nello stesso periodo. L’Italia, la Francia e la Romania hanno approvato di recente leggi sugli sprechi alimentari. 

Lavorando al principio che "ciò che viene misurato può essere meglio gestito", è quanto mai opportuno che l’ISPRA concentri l’attenzione sulle perdite e sugli sprechi di alimenti e avvii un’analisi sugli studi, le misure e le migliori pratiche esistenti, in particolare quelle che possono promuovere una significativa prevenzione strutturale degli sprechi alimentari e facilitare la trasformazione verso modelli alimentari più etici e sostenibili.

E-learning_4.pngScarica Pubblicazione ISPRA

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11
Feb

Riapertura sportello Nuova Sabatini

 

Avviso 29 gennaio 2019

Riapertura sportello Nuova Sabatini

sabatini 2019
Con il decreto direttoriale n. 1338 del 28 gennaio 2019, è disposta, a partire dal 7 febbraio 2019, la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi, grazie allo stanziamento di nuove risorse finanziarie pari a 480 milioni di euro (introdotto dall’articolo 1 comma 200 della legge 30 dicembre 2018 n. 145).
I contributi sono concessi secondo le modalità fissate nel decreto interministeriale 25 gennaio 2016 e nella circolare direttoriale 15 febbraio 2017, n. 14036, e ss. mm. ii.
Il decreto è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
A fronte del nuovo stanziamento di risorse finanziarie, con il decreto direttoriale n. 1337 del 28 gennaio 2019, è disposto altresì l’accoglimento delle prenotazioni pervenute nel mese di dicembre 2018 e non soddisfatte per insufficienza delle risorse disponibili.
L’accoglimento di dette prenotazioni non richiede un ulteriore invio da parte delle banche. Inoltre, le domande inviate dalle imprese alle banche/intermediari finanziari entro il 4 dicembre 2018 possono essere oggetto di prenotazione da parte dei medesimi istituti a partire dal 1° febbraio 2019.
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1
Feb

Agenti cancerogeni e mutageni

 

la direttiva (UE) 2019/130 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 gennaio 2019

Agenti cancerogeni e mutageni

Agenti cancerogeni e mutageniCambia la direttiva 2004/37/CE: inserito l'articolo 13 bis, recante disposizioni in materia di accordi delle parti sociali, e aggiunte due nuove voci all'elenco di sostanze, preparati e procedimenti

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 153, paragrafo 2, lettera b), in combinato disposto con l'articolo 153, paragrafo 1, lettera a),

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1),

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (2),

considerando quanto segue:

(1)

La direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (3) ha come scopo la protezione dei lavoratori contro i rischi per la loro salute e la loro sicurezza derivanti dall'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni sul luogo di lavoro. Tale direttiva, mediante un quadro di principi generali che consentano agli Stati membri di assicurare l'applicazione uniforme dei requisiti minimi, prevede un livello coerente di protezione contro i rischi derivanti da agenti cancerogeni e mutageni. Valori limite di esposizione professionale vincolanti, stabiliti sulla base delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici, la fattibilità economica, una valutazione approfondita dell'impatto socioeconomico e la disponibilità di protocolli e tecniche di misurazione dell'esposizione sul luogo di lavoro, sono elementi importanti del regime generale di protezione dei lavoratori istituito dalla direttiva. In tale contesto è essenziale tenere conto del principio di precauzione, ove vi siano incertezze. Le prescrizioni minime di cui alla suddetta direttiva mirano a proteggere i lavoratori a livello di Unione. Gli Stati membri hanno facoltà di stabilire valori limite di esposizione professionale vincolanti o altre misure di protezione più rigorosi.

(2)

I valori limite di esposizione professionale rientrano nelle misure di gestione del rischio di cui alla direttiva 2004/37/CE. Il rispetto di detti valori limite non pregiudica gli altri obblighi dei datori di lavoro ai sensi di tale direttiva, in particolare la riduzione dell'utilizzazione di agenti cancerogeni e mutageni sul luogo di lavoro, la prevenzione o la limitazione dell'esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni e mutageni e le misure che dovrebbero essere attuate a tal fine. Tali misure dovrebbero includere, sempre che ciò sia tecnicamente possibile, la sostituzione dell'agente cancerogeno o mutageno con una sostanza, una miscela o un procedimento che non sia o sia meno nocivo per la salute del lavoratore, il ricorso a un sistema chiuso o altre misure volte a ridurre l'esposizione dei lavoratori al livello più basso possibile, promuovendo in tal modo l'innovazione.

(3)

Per la maggior parte degli agenti cancerogeni e mutageni non è scientificamente possibile individuare livelli al di sotto dei quali l'esposizione non produrrebbe effetti nocivi. Nonostante la fissazione di valori limite sul luogo di lavoro relativamente agli agenti cancerogeni o mutageni a norma della presente direttiva non elimini i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori derivanti dall'esposizione durante il lavoro (rischio residuo), essa contribuisce comunque a una riduzione significativa dei rischi derivanti da tale esposizione nell'ambito di un approccio graduale e orientato alla definizione di obiettivi ai sensi della direttiva 2004/37/CE. Per gli altri agenti cancerogeni e mutageni è scientificamente possibile individuare livelli al di sotto dei quali l'esposizione non dovrebbe produrre effetti nocivi.

(4)

I livelli massimi di esposizione dei lavoratori ad alcuni agenti cancerogeni o mutageni sono stabiliti da valori limite che, a norma della direttiva 2004/37/CE, non devono essere superati. È opportuno rivedere detti valori limite e fissarne altri per agenti cancerogeni e mutageni aggiuntivi.

(5)

I valori limite fissati dalla presente direttiva dovrebbero essere rivisti quando necessario alla luce delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici e le migliori prassi, le tecniche e i protocolli basati su dati concreti per la misurazione del livello di esposizione sul luogo di lavoro. Se possibile, tali informazioni dovrebbero includere dati sui rischi residui per la salute dei lavoratori e pareri del comitato scientifico per i limiti dell'esposizione professionale agli agenti chimici (SCOEL) e del comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro (CCSS). Le informazioni relative al rischio residuo, rese disponibili al pubblico a livello di Unione, sono preziose per i lavori futuri tesi a limitare i rischi derivanti da un'esposizione professionale ad agenti cancerogeni e mutageni, anche per le prossime revisioni dei valori limite fissati nella presente direttiva.

(6)

Entro il primo trimestre del 2019 la Commissione, tenendo conto degli ultimi sviluppi nelle conoscenze scientifiche, dovrebbe valutare la possibilità di modificare l'ambito di applicazione della direttiva 2004/37/CE per includervi le sostanze tossiche per la riproduzione. Su tale base la Commissione dovrebbe presentare, se del caso, una proposta legislativa, previa consultazione delle parti sociali.

(7)

Per taluni agenti cancerogeni privi di soglia non è possibile calcolare un valore limite di esposizione basato sulla salute, tuttavia è ancora possibile fissare un valore limite per tali agenti cancerogeni sulla base delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici.

(8)

Al fine di garantire il livello più alto di protezione possibile contro alcuni agenti cancerogeni e mutageni, è necessario tenere presenti altre vie di assorbimento, anche attraverso la pelle.

(9)

Lo SCOEL assiste la Commissione, in particolare, nel valutare i più recenti dati scientifici disponibili e nel proporre i valori limite di esposizione professionale per la protezione dei lavoratori contro i rischi chimici, che devono essere fissati a livello dell'Unione a norma della direttiva 98/24/CE del Consiglio (4) e della direttiva 2004/37/CE. Il CCSS è un organo tripartito che assiste la Commissione nella preparazione, nell'esecuzione e nella valutazione delle attività nei settori della sicurezza e della salute professionali. In particolare, il CCSS adotta pareri tripartiti su iniziative volte a fissare i valori limite di esposizione professionale a livello dell'Unione sulla base delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici nonché i dati sugli aspetti sociali e sulla fattibilità economica di tali iniziative. Sono state esaminate anche altre fonti di informazioni scientifiche, sufficientemente solide e di dominio pubblico, in particolare l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), l'Organizzazione mondiale della sanità e agenzie nazionali.

(10)

Il lavoro dello SCOEL e la trasparenza di tali attività sono parte integrante di un processo politico responsabile. Per riorganizzare l'attività dello SCOEL è auspicabile garantire che siano stanziate risorse specifiche e che non vadano perse competenze specifiche in materia di epidemiologia, tossicologia e medicina e igiene del lavoro.

(11)

Le modifiche degli allegati I e III della direttiva 2004/37/CE di cui alla presente direttiva costituiscono un passo ulteriore in un processo a più lungo termine per l'aggiornamento della direttiva 2004/37/CE. Come passo successivo in tale processo, la Commissione ha presentato una proposta intesa a stabilire valori limite e osservazioni relative alla pelle per cinque agenti cancerogeni aggiuntivi. Inoltre, nella comunicazione del 10 gennaio 2017 dal titolo «Lavoro più sicuro e più sano per tutti - Aggiornamento della normativa e delle politiche dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro», la Commissione ha affermato che dovrebbero essere previste successive modifiche della direttiva 2004/37/CE. La Commissione dovrebbe proseguire costantemente i lavori sugli aggiornamenti degli allegati I e III della direttiva 2004/37/CE, in linea con l'articolo 16 di tale direttiva e con la prassi consolidata e, se necessario, modificare tali allegati alla luce delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici acquisiti progressivamente, come per esempio i dati sui rischi residui. Tali lavori dovrebbero concretizzarsi, se del caso, in proposte di future revisioni dei valori limite di cui alla direttiva 2004/37/CE e alla presente direttiva, nonché in proposte relative a sostanze, miscele e procedimenti supplementari di cui all'allegato I e a valori limite supplementari di cui all'allegato III.

(12) Continua

Agenti cancerogeni e mutagenidirettiva (UE) 2019/130 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 gennaio 2019 MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231