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Modello di organizzazione e di gestione 231

4 novembre 2014

Biotecnologie per lo sviluppo sostenibile, applicazioni e sicurezza


Il contributo delle biotecnologie industriali allo sviluppo sostenibile

Biotecnologie per lo sviluppo sostenibile, applicazioni e sicurezzaU
n importante contributo alla sostenibilità ambientale è fornito dalle bioraffinerie, costituite da un insieme di tecniche che permettono di ottenere prodotti ad alto valore aggiunto a partire da risorse rinnovabili come le biomasse. L'importanza per il nostro Paese dello sviluppo di questo settore, anche in termini di ricadute occupazionali, è confermata dal recente d.m. 139/2013 in materia di bioraffinerie. Queste nuove applicazioni devono necessariamente essere valutate anche alla luce di quelli che sono gli aspetti di sicurezza connessi all'esercizio e alla gestione di tali impianti. L'obiettivo del Progetto 'Biotecnologie per lo sviluppo sostenibile, applicazioni e sicurezza', finanziato dal Ministero della salute, è stato quello di analizzare i principali pericoli e punti critici delle bioraffinerie definendo soluzioni di controllo dei rischi in base alle tipologie delle aziende coinvolte e delle relative capacità organizzative/gestionali.


Già nel 2001, l’OCSE, con la pubblicazione del Rapporto The Application of Biotechnology to Industrial Sustainability [OECD, 2001], nel promuovere il concetto di “industrializzazione sostenibile” aveva individuato nelle biotecnologie la vera e propria chiave di volta per realizzare uno sviluppo industriale rispettoso dell’ambiente. Pur a fronte degli indubbi vantaggi economici e dell’ecosostenibilità dei bioprocessi, l’analisi OCSE dimostrava una sostanziale diffidenza nei confronti delle biotecnologie industriali da parte della chimica tradizionale, creando di fatto un gap conoscitivo che per anni ha impedito che questo settore esprimesse il suo reale potenziale. I trattamenti biotecnologici si sono dapprima affermati a valle dei cicli produttivi come tecnologie end of pipe per la rimozione del potenziale inquinante degli effluenti. Più recentemente, nel settore del risanamento ambientale, le tecnologie di bioremediation trovano sempre maggiore applicazione nella bonifica dei siti contaminati: da interventi che di fatto non fanno che trasferire gli inquinanti da una matrice ad un’altra, la domanda di bonifica si sta spostando verso tecnologie, come quelle biologiche, più naturali e meno costose, mirate al ripristino effettivo dei siti con maggiori garanzie di ecocompatibilità e sicurezza.

Nel panorama industriale sono sempre più numerose le aziende che, pur operando in settori “tradizionali” integrano prodotti e tecnologie biotech nei propri processi produttivi, al fine di migliorarne la qualità e la resa e/o di diminuirne l’impatto ambientale. Nessun processo produttivo risulta, infatti, meno invasivo sull’ambiente di quello dei processi naturali dai quali le biotecnologie originano. A titolo di esempio la produzione di antibiotici per via fermentativa ha ridotto del 50% il consumo di energia e del 65% le emissioni inquinanti [Assobiotec, 2012]. Nel prossimo futuro le biotecnologie industriali daranno un contributo fondamentale proprio nel settore energetico ed in quello della chimica fine, permettendo di ottenere prodotti ad alto valore aggiunto a partire da risorse rinnovabili come le biomasse. Queste applicazioni condividono un fondamento scientifico e tecnologico comune: partendo da materiali rinnovabili o di scarto come materia prima, utilizzano microrganismi, anche geneticamente modificati, ed i loro singoli componenti cellulari, come gli enzimi, per ottenere prodotti in modo sostenibile. Nasce così il concetto di bioraffineria: attraverso il biotech i processi chimici convenzionali potranno conoscere una profonda trasformazione risolvendo molte delle problematiche di pubblico interesse quali la gestione dei materiali di scarto, delle emissioni di CO2 e delle risorse idriche ed energetiche, con un costo che potrebbe essere 40% in meno di quello dei processi convenzionali.

In Italia il Ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico hanno recentemente siglato il nuovo regolamento per la semplificazione delle procedure di autorizzazione delle bioraffinerie con l’obiettivo di promuovere tali produzioni sul territorio nazionale, facilitando gli investimenti nel settore, consentendo di estendere ad altri siti le esperienze costruttive e di esercizio acquisite in impianti già autorizzati. In Italia si sta infatti assistendo ad una riconversione dei principali stabilimenti industriali esistenti, dopo le opportune attività di bonifica, in impianti di bioraffineria. In questa ottica il sistema produttivo del nostro Paese deve mettere in campo azioni concrete sul territorio che vadano nella direzione di una progressiva riduzione degli impatti ambientali, investendo in tecnologie sempre più pulite per produrre beni sempre più innovativi e di elevata qualità ambientale. Solo così si potrà creare quell’auspicabile equilibrio tra ambiente, salute e lavoro che può dare una risposta ai bisogni di salute e di qualità dei territori e aprire un prospettiva concreta di lavoro e di sviluppo.

Biotecnologie per lo sviluppo sostenibile, applicazioni e sicurezza
Biotecnologie per lo sviluppo sostenibile, applicazioni e sicurezza

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