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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts from the ‘d.lgs 231/01’ Category

13
Feb

LA ISO 37001 PER PREVENIRE LA CORRUZIONE NEL SETTORE PUBBLICO E PRIVATO

Ricco di contenuti il nuovo standard in materia di prevenzione della corruzione ISO 37001 - Anti bribery management systems, pubblicata a fine 2016 dall'ISO.

Tale norma diventerà un asset su cui puntare anche in Italia unitamente al D. Lgs. 231/01, la legge 190/92 e le recenti misure del "Pacchetto Anticorruzione".

La nuova norma ISO 37001 si integra con i modelli di prevenzione previsti per il settore pubblico e privato con particolare attenzione ai profili di responsabilità in materia di corruzione per le Imprese e la Pubblica Amministrazione.

Modi Srl www.mog231.it Vs. Partner per le aziende del Veneto e del nord est!!! 80030033 per preventivi
7
Feb

Servizio inserimento progetti portale INAIL attivo sino all’8 aprile 2014 – Veneto e Nord Est

Dal 21 gennaio 2014, MODI S.r.l. di Mestre e Spinea (VE) www.modiq.it, sta inserendo sul portale INAIL i progetti dei Clienti che sono interessati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nella propria Azienda. Questa attività viene da noi erogata in forma gratuita e proseguirà sino all’8 aprile 2014.

Nel caso di raggiungimento o superamento della soglia minima di ammissibilità, si potrà partecipare alla fase successiva di inoltro della domanda, nelle date di apertura dello sportello telematico che verranno comunicate successivamente
Ricordiamo che sono ammessi a contributo i progetti che ricadono in una delle seguenti tipologie:

progetti di investimento;
progetti di responsabilità sociale (SA8000) e per l’adozione di modelli organizzativi (ex D.Lgs. 231/2001);
progetti per la sostituzione o l’adeguamento di attrezzature di lavoro prive di marcatura CE (messe in servizio anteriormente al 21/9/1996) con attrezzature rispondenti ai requisiti di cui al Titolo III del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

I destinatari del bando sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura. Sono escluse quelle che erano già state ammesse a contributo con gli Avvisi Inail 2010, 2011 e 2012. Le imprese possono presentare un solo progetto e per una sola unità produttiva su tutto il territorio nazionale.

I fondi a disposizione, pari a circa 307 milioni di euro, sono ripartiti in budget regionali e il contributo erogato è pari al 65% delle spese sostenute per la realizzazione del progetto, per un massimo di 130.000 euro.

I contributi sono a fondo perduto e vengono assegnati fino all’esaurimento delle risorse disponibili, secondo l’ordine cronologico di invio telematico delle domande.
MODI S.r.l. fornisce assistenza alle Aziende sia nella fase di ottenimento del finanziamento che di realizzazione dei progetti finanziati nel proprio ambito di attività.

Cogliamo l’occasione per ricordarLe che può scaricare il nostro modulo di richiesta di finanziamento cliccando qui. Maurizio Billi e lo staff della MODI restano a disposizione per chiarimenti.

Consulenza Sicurezza Veneto

15
Apr

Rating di legalità: hai un modello 231? Le banche ti finanziano!

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha emanato il Regolamento sul Rating di Legalità delle imprese.

Il rating di legalità è un giudizio che l’Autorità garante attribuisce all’impresa relativamente al rispetto di alcuni requisiti di, per l’appunto, legalità.

Del giudizio attribuito all’impresa che viene inserita nel rating di legalità, le Pubbliche Amministrazioni e le Banche devono tener conto in sede di concessione di finanziamenti pubblici e di accesso al credito bancario.

Il rating di legalità è un telepass per ottenere finanziamenti sia pubblici che privati. Le banche infatti, per legge, nel caso in cui omettano di tener conto del rating in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese, saranno tenute a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta.

Il rating potrà essere assegnato alle imprese (costituite in forma individuale o collettiva) che ne facciano apposita richiesta all’AGCM (Autorità garante della concorrenza e del mercato), purché le stesse:

(i) abbiano sede operativa in territorio nazionale;

(ii) siano iscritte, alla data della richiesta, da almeno due anni al registro delle imprese;

(iii) abbiano raggiunto, nell’esercizio precedente alla richiesta, un fatturato minimo (anche riferito al gruppo di appartenenza) di due milioni di euro.

L’Autorità garante valuta l’impresa che vuole accedere al rating e in particolare verifica, attraverso autocertificazione prodotta dall’impresa stessa, che questa sia titolare di alcuni requisiti descritti nel regolamento di attuazione dell’art. 5-ter del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1 come modificato dall’art. 1, comma 1-quinques del decreto legge 24 marzo 2013, n. 29, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 2013, n. 62.

Fra questi requisiti si richiede che:

a)      L’impresa, non deve essere interessata né da condanne né da misure cautelari in relazione agli illeciti amministrativi dipendenti da reato di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;

b)      nei confronti degli amministratori, del direttore generale, del direttore tecnico, del rappresentante legale, nonché dei soci persone fisiche dell’impresa (se impresa collettiva) (i) non sono state adottate misure di prevenzione, misure cautelari e non è stata pronunciata sentenza di condanna per i reati di cui al D.Lgs. 231/2001.

Il rating di base ottenuto in presenza dei requisiti minimi richiesti, potrà essere incrementato con l’attribuzione di un segno “+” qualora l’impresa soddisfi ulteriori requisiti, tra i quali, in particolare: l’adozione di una funzione organizzativa, anche in outsourcing, che espleti il controllo di conformità delle attività aziendali a diposizioni normative applicabili all’impresa o di un modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

Matteo Scomparin

MODI Qualità, Ambiente, Sicurezza, Corsi di Formazione, Privacy e 231

20
Nov

Corruzione privata "endosocietaria" e responsabilità dell’ente

Segnalo l'approfondimento di Maurizio Arena sulla responsabilità della società ex d.lgs 231/01 in relazione al delitto di corruzione tra privati, nell'ipotesi specifica che il corruttore sia un soggetto interno alla società cui appartiene pure il corrotto. Arena riporta il seguente caso (esempio già proposto all'interno del Gruppo OdV nell'intervento di A. Loderini): «nell'ambito della medesima
Consulenza Sicurezza Veneto
20
Nov

Corruzione privata "endosocietaria" e responsabilità dell’ente

Segnalo l'approfondimento di Maurizio Arena sulla responsabilità della società ex d.lgs 231/01 in relazione al delitto di corruzione tra privati, nell'ipotesi specifica che il corruttore sia un soggetto interno alla società cui appartiene pure il corrotto. Arena riporta il seguente caso (esempio già proposto all'interno del Gruppo OdV nell'intervento di A. Loderini): «nell'ambito della medesima
8
Ott

OBBLIGO MOG231

Nella circolare del 18 novembre 2011 n. 26, l’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (IRDCEC) sottolinea, ribadendo il prevalente orientamento di dottrina e giurisprudenza, che, malgrado non esista un obbligo giuridico esplicito di attuazione dell’esimente MOG231 per l’impresa, esiste tuttavia un obbligo implicito degli amministratori in tal senso.

In concreto il vertice societario deve, nell’ambito dell’obbligo di agire con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle specifiche competenze degli amministratori (art. 2392, c.1 Codice Civile), analizzare l’esposizione al rischio 231 della propria azienda (risk assessment).

A seguito dell’attività di risk assessment, il vertice amministrativo deve deliberare sull’adozione del modello di organizzazione gestione e controllo nel caso in cui i rischi 231 individuati lo rendano necessario, oppure motivare, con delibera, la mancata implementazione del modello per assenza di rischio concreto, pur mappando costantemente i rischi (residuali) esistenti.

A dimostrazione che quanto sopra asserito non sia astrazione ma concreto rischio d’impresa, si ricorda come la giurisprudenza riconosca una specifica responsabilità degli amministratori nel caso in cui, innanzi ad una riconosciuta responsabilità dell’azienda ex d.lgs.231/2001, questi non abbiano valutato i rischi 231 e, ancor di più, non abbiano adottato un modello 231. Con tale condotta gli amministratori sono esposti all’azione di responsabilità da parte della società per i danni sanzionatori della 231.

 

 

MODI Qualità, Ambiente, Sicurezza, Corsi di Formazione, Privacy e 231

26
Lug

Le attività e le finalità di Asso231 nell’intervista a Ciro Strazzeri

Segnalo l'intervista a Ciro Strazzeri, presidente di Asso231, un'associazione senza fini di lucro che riunisce i vari stakeholder del "mondo 231" (società, consulenti, università, magistratura, Pubblica Amministrazione), con lo scopo di studiare da vari punti di vista e risolvere le problematiche connesse all'applicazione del decreto legislativo 231/2001 e, più in generale, dei temi del Risk
22
Giu

UK Bribery Act, Dlgs 231/2001, Ley Organica 5/2010 – seminario

Attenzione: questo evento non è più attivo.  Visto il notevole interesse riscontrato lo scorso anno per l'evento dedicato alle novità legislative in materia di corruzione - l'entrata in vigore il primo luglio 2011 dello Uk Bribery Act e l'introduzione dei reati ambientali nel modello organizzativo ex DLGS 231, Business international organizza a Milano il 25 giugno il seminario Uk Bribery Act,
19
Apr

Il testo completo della circolare n. 83607/2012 della Guardia di Finanza

Qualche giorno fa ho segnalato la circolare n. 83607/2012 della Guardia di Finanza, dal titolo "Attività della Guardia di Finanza a tutela del mercato dei capitali", che descrive le modalità di indagine seguite per l'accertamento della responsabilità degli enti ex d.lgs. 231/01 (cfr, in particolare, il III volume della circolare). Il testo della circolare è ora disponibile: potete scaricare
17
Apr

Appalti: falsa dichiarazione e responsabilità dell’ente per truffa

Il rappresentante della società che attesta falsamente di avere regolarmente versato i contributi previdenziali e le imposte per partecipare a una gara di appalto risponde anche di truffa e, conseguentemente, all'impresa si può irrogare la sanzione per l'illecito amministrativo in tema di responsabilità dell'ente in base al decreto legislativo 231/2001 (art. 24), per non avere adottato idonei