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Modello di organizzazione e di gestione 231

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13
Feb

LA ISO 37001 PER PREVENIRE LA CORRUZIONE NEL SETTORE PUBBLICO E PRIVATO

Ricco di contenuti il nuovo standard in materia di prevenzione della corruzione ISO 37001 - Anti bribery management systems, pubblicata a fine 2016 dall'ISO.

Tale norma diventerà un asset su cui puntare anche in Italia unitamente al D. Lgs. 231/01, la legge 190/92 e le recenti misure del "Pacchetto Anticorruzione".

La nuova norma ISO 37001 si integra con i modelli di prevenzione previsti per il settore pubblico e privato con particolare attenzione ai profili di responsabilità in materia di corruzione per le Imprese e la Pubblica Amministrazione.

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21
Nov

Linee guida per gli organismi di vigilanza come previsto dal D.Lgs. 231/2001

Il d.lgs. n. 231/2001 non dà alcuna indicazione sulla struttura e sulla composizione dell’organismo di vigilanza salvo stabilire che deve essere “dotato di autonomi poteri d’iniziativa e controllo”, che deve “vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli” e curarne il loro aggiornamento. La Regione Lombardia con il decreto 4340 del 18 maggio 2012 ha approvato le "Linee guida per gli ODV - organismi di vigilanza" come previsto dal D.Lgs. 231/2001. In particolare con questo atto vengono disciplinate le caratteristiche salienti degli organismi di vigilanza: compiti (piano di attività e relazione finale), caratteristiche e flussi informativi. E l'adeguamento alle disposizioni contenute nel Decreto legislativo costituisce un requisito essenziale di accreditamento per i servizi di istruzione, formazione professionale e per i servizi al lavoro.
Per ulteriori informazioni contattateci al numero verde gratuito anche da telefoni cellulari e smartphone 800300333, via e-mail mog231@gmail.como visitate il sito www.mog231.it.
21
Nov

Linee guida per gli organismi di vigilanza come previsto dal D.Lgs. 231/2001

Il d.lgs. n. 231/2001 non dà alcuna indicazione sulla struttura e sulla composizione dell’organismo di vigilanza salvo stabilire che deve essere “dotato di autonomi poteri d’iniziativa e controllo”, che deve “vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli” e curarne il loro aggiornamento. La Regione Lombardia con il decreto 4340 del 18 maggio 2012 ha approvato le "Linee guida per gli ODV - organismi di vigilanza" come previsto dal D.Lgs. 231/2001. In particolare con questo atto vengono disciplinate le caratteristiche salienti degli organismi di vigilanza: compiti (piano di attività e relazione finale), caratteristiche e flussi informativi. E l'adeguamento alle disposizioni contenute nel Decreto legislativo costituisce un requisito essenziale di accreditamento per i servizi di istruzione, formazione professionale e per i servizi al lavoro.




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15
Feb

Seminario: ORGANISMO DI VIGILANZA corretto ed efficace funzionamento e i principali requisiti che l’ODV deve possedere

A grande richiesta abbiamo aggiornato il programma dell'incontro del 21/03/2016 aggiungendo il seguente argomento: ORGANISMO DI VIGILANZA corretto ed efficace funzionamento e i principali requisiti che l'ODV deve possedere.
15
Feb

Assumiamo incarico di Componente dell’Organismo di Vigilanza come soggetti esterni dotati di specifiche conoscenze

Poiché l'ODV è “un organismo dell’ente”, i suoi componenti non devono essere scelti necessariamente all’interno dell’ente/impresa. La composizione mista caratterizzata dalla presenza di alcuni soggetti interni all’ente/impresa, in grado di apportare una conoscenza diretta della realtà aziendale, e soggetti esterni dotati di specifiche competenze professionali, tecniche, giuridiche etc. rendono l’ODV in grado di esercitare efficacemente i suoi compiti. L’assenza di mansioni operative garantisce l’autonomia dell’ODV in quanto, in caso contrario, la partecipazione alle decisioni dell’ente potrebbe compromettere la necessaria “ serenità di giudizio al momento delle verifiche”. A seguito dell’entrata in vigore della legge 12 novembre 2011, n. 183 (nota come legge di stabilità 2012), è stato stabilito che nelle società di capitali il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione possono svolgere le funzioni dell’organismo di vigilanza. Probabilmente lo spirito della norma è di evitare ulteriori costi e l’eccessivo appesantimento dovuto alla duplicazione di organi di controllo.
Riassumendo il compito dell’organismo di vigilanza può essere svolto:
  • dall’organo dirigente nel caso di enti di piccole dimensioni;
  • nel caso di società di capitali anche dal collegio sindacale, dal consiglio di sorveglianza e dal comitato per il controllo della gestione;
  • taluno ritiene che tale compito possa essere svolto anche dall’Internal Auditing;
  • da un organismo ad hoc preferibilmente composto da personale qualificato interno all’ente, non operativo e da soggetti esterni quali consulenti, tecnici, etc; quest’ultima scelta è ritenuta da molti come più opportuna.
Maurizio Billi è il Direttore Operativo in MOG231.it by Modi Srl Consulenza Formazione per i modelli di organizzazione e gestione D.lgs 231/2001 e assume anche il ruolo di ODV Organismo di Vigilanza. Contattando la segreteria organizzativa al numero verde 800300333 ci si può iscrivere al seminario del 21/03/16 Dgr 2120.
15
Feb

Linee guida per gli ODV – organismi di vigilanza come previsto dal D.Lgs. 231/2001

Decreto legislativo 231/2001: l’Organismo di Vigilanza

Il d.lgs. n. 231/2001 non dà alcuna indicazione sulla struttura e sulla composizione dell’organismo di vigilanza salvo stabilire che deve essere “dotato di autonomi poteri d’iniziativa e controllo”, che deve “vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli” e curarne il loro aggiornamento. La Regione Lombardia con il decreto 4340 del 18 maggio 2012 ha approvato le "Linee guida per gli ODV - organismi di vigilanza" come previsto dal D.Lgs. 231/2001. In particolare con questo atto vengono disciplinate le caratteristiche salienti degli organismi di vigilanza: compiti (piano di attività e relazione finale), caratteristiche e flussi informativi. E l'adeguamento alle disposizioni contenute nel Decreto legislativo costituisce un requisito essenziale di accreditamento per i servizi di istruzione, formazione professionale e per i servizi al lavoro. A seguito del Dgr 2120 del 31/12/2015 anche la Regione Veneto le emetterà?