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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts from the ‘edilizia’ Category

21
Lug

Disposizioni urgenti in materia urbanistica ed edilizia

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Il Consiglio regionale della Sardegna Legge Regionale 11 del 03/07/2017

Disposizioni urgenti in materia urbanistica ed edilizia

Legge Regionale 11 del 03/07/2017Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato, lo scorso 27 Giugno, la legge sull’edilizia. La normativa approvata dalla giunta reca ‘Disposizioni urgenti in materia urbanistica ed edilizia’. La legge va ad investire le tipologie di intervento su: • riuso dei volumi edilizi, • centri rurali, • trasferimento volumetrico per la riqualificazione paesaggistica, • frazionamenti di unità immobiliari a seguito degli interventi di aumento volumetrico.

Pubblicato in: Bollettino n.31 – Parte I e II del 06/07/2017 Data di Pubblicazione: 06/07/2017 Materie: LEGGI REGIONALI

Capo I  Modifiche alla legge regionale n. 23 del 1985

Art. 1 Modifiche all’articolo 3 della legge regionale n. 23 del 1985 (Opere soggette a permesso di costruire)

1. L’articolo 3 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 (Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico e di sanatoria di insediamenti e opere abusive, di snellimento e accelerazione delle procedure espropriative), e successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:

Art. 3 (Opere soggette a permesso di costruire) 1. Sono soggetti a permesso di costruire, salvo quanto previsto negli articoli 10 bis e 15:

a) gli interventi di ristrutturazione edilizia, come definiti dall’articolo 3, comma 1, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia – Testo A), e successive modifiche ed integrazioni; b) gli interventi di nuova costruzione, come definiti dall’articolo 3, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, e successive modifiche ed integrazioni; c) gli interventi di ristrutturazione urbanistica, come definiti dall’articolo 3, comma 1, lettera f), del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, e successive modifiche ed integrazioni; d) gli interventi di cui all’articolo 2, comma 3, della legge regionale 2 agosto 2013, n. 19 (Norme urgenti in materia di usi civici, di pianificazione urbanistica, di beni paesaggistici e di impianti eolici).

2. Il permesso di costruire comporta la corresponsione degli oneri di urbanizzazione e del contributo di costo di costruzione, il cui calcolo è allegato alla dichiarazione autocertificativa. In caso di formazione del titolo ai sensi dell’articolo 34 della legge regionale 20 ottobre 2016, n. 24 (Norme sulla qualità della regolazione e di semplificazione dei procedimenti amministrativi), il mancato pagamento degli oneri, anche in modalità rateale ove ammessa, comporta la sospensione dell’efficacia del titolo abilitativo. In ogni caso i termini temporali di validità del titolo decorrono dalla data in cui l’intervento può essere iniziato secondo quanto disposto dall’articolo 34, comma 1, della legge regionale n. 24 del 2016. Nelle ipotesi di cui all’articolo 37 della legge regionale n. 24 del 2016, lo Sportello unico per le attività produttive e per l’edilizia (SUAPE) adotta il provvedimento finale condizionando l’efficacia del titolo alla presentazione della ricevuta di pagamento integrale o rateale degli oneri dovuti. In ogni caso i termini temporali di validità del titolo decorrono dalla data di rilascio del provvedimento.”.

Art. 2 Incentivazione degli interventi di riuso del patrimonio edilizio dismesso e per l’efficientamento energetico

1. Dopo l’articolo 3 della legge regionale n. 23 del 1985 è aggiunto il seguente: 3 bis (Incentivazione degli interventi di riuso del patrimonio edilizio dismesso e per l’efficientamento energetico)

1. Al fine di combattere il fenomeno dello spopolamento dei centri storici e dei centri di antica e prima formazione, i comuni possono prevedere la riduzione del contributo di costruzione nella misura massima del 60 per cento del contributo complessivo dovuto per le nuove costruzioni.

2. Al fine di incentivare gli interventi edilizi finalizzati al riuso, anche con mutamento di destinazione d’uso, del patrimonio edilizio esistente e dismesso, i comuni possono prevedere la riduzione del contributo di costruzione nella misura massima del 30 per cento del contributo complessivo dovuto per le nuove costruzioni. Se l’intervento include nuove costruzioni o ampliamenti, ai relativi volumi non si applica la riduzione di cui al presente comma.

3. Al fine di favorire gli interventi di edilizia bioclimatica o finalizzati al risparmio energetico, i comuni possono prevedere la riduzione del contributo di costruzione nella misura massima del 15 per cento.”.

Legge Regionale 11 del 03/07/2017 Legge Regionale 11 del 03/07/2017

 
19
Giu

Detrazioni fiscali in edilizia Agenzia delle Entrate

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pubblicata la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate le novità previste in materia fiscale dalla legge di Bilancio 2017

Detrazioni fiscali in edilizia Agenzia delle Entrate

sicurezza_ediliziaversione aggiornata al 14 GIUGNO 2017 Gli aggiornamenti più recenti: -  proroga della maggiore detrazione (Irpef) per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio -  le nuove regole per la detrazione (Irpef e Ires) delle spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche e per la cessione del credito -  beneficiari del diritto alle detrazioni -  agevolazioni sull’acquisto del box auto -  pagamenti con bonifici -  proroga della detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi). Consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Tuttavia, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, il decreto legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la misura della detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio. Questi maggiori benefici sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi. Da ultimo, la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 dell’11 dicembre 2016) ha prorogato al 31 dicembre 2017 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 1° gennaio 2018 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare. La legge di bilancio 2017 ha inoltre prorogato la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017. Dal 2017, tuttavia, la detrazione è consentita solo se l’intervento di ristrutturazione edilizia è iniziato in data non anteriore al 1° gennaio 2016. Infine, riguardo alle spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche, la legge di bilancio 2017 ha previsto, oltre alla proroga delle detrazioni fino al 31 dicembre 2021, nuove e più specifiche regole per poterne usufruire, differenziandole a seconda del risultato ottenuto con l’esecuzione dei lavori, della zona in cui si trova l’immobile e della tipologia di edificio. A differenza della precedente normativa, per esempio, dal 2017 l’agevolazione riguarda non soltanto gli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ma anche quelli situati nelle zone a minor rischio (zona sismica 3). Inoltre, la detrazione può essere ripartita in 5 quote annuali e riguarda tutti gli immobili abitativi e non soltanto quelli adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive.

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8
Mag

Moduli unificati per l’edilizia e attività commerciali e assimilate

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Accordo sull’adozione di moduli unificati e standardizzati per la presentazione SCIA e parere sul Programma Statistico Nazionale

Moduli unificati per l’edilizia e attività commerciali e assimilate

E-learningÈ stato siglato in Conferenza Unificata del 4 maggio 2017  l’accordo tra Governo, Regioni ed enti locali sull’adozione dei modelli unificati e standardizzati per la presentazione di segnalazioni, comunicazioni e istanze nei settori dell’edilizia e delle attività commerciali. Accordo sull’adozione di moduli unificati e standardizzati per la presentazione SCIA e parere sul Programma Statistico Nazionale (P.S.N.) per il triennio 2017-2019. Aggiornamento 2018-2019. Approvazione del verbale della seduta del 20 aprile 2017. APPROVATO. 1) Accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali concernente l’adozione di moduli unificati e standardizzati per la presentazione delle segnalazioni, comunicazioni e istanze. SANCITO ACCORDO. 2) Intesa tra Governo, Regioni ed Enti locali concernenti le caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico di cui all’articolo 1, comma 936, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. RINVIO. 3) Intesa sulla proposta di riparto delle risorse derivanti dalla revisione delle allocazioni per l’Italia delle risorse della coesione 2014-2020. RINVIO. 4) Parere sul Programma Statistico Nazionale (P.S.N.) per il triennio 2017-2019. Aggiornamento 2018-2019. (ISTAT). PARERE RESO. 5) Accordo tra il Governo, le Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali sul documento recante “Piano di rafforzamento dei servizi e delle misure di politica attiva del lavoro”. RINVIO. 6) Intesa sullo schema di decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare relativo all’approvazione del 2° e 3° stralcio degli interventi ricompresi nel Piano degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore presentato da Autostrade per l’Italia S.p.A., ai sensi del D.M. 29 novembre 2000. SANCITA INTESA. 7) Designazione, in sostituzione, di un rappresentante delle Regioni e delle Province autonome in seno alla Commissione permanente di cui all’articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 maggio 2014, recante “Istituzione dell’attestazione di pubblica benemerenza del Dipartimento della protezione civile”. DESIGNAZIONE ACQUISITA. 8) Informativa dei rappresentanti della Struttura commissariale per l’attuazione dell’Agenda digitale e dell’Agenzia per l’Italia digitale, in relazione al Piano triennale ICT per la pubblica amministrazione. INFORMATIVA RESA. 9) Acquisizione delle designazioni di due componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari regionali ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 115. RINVIO. In questo modo gli enti avranno una sola modulistica valida per l’intero territorio nazionale valida per: ristrutturazioni della casa apertura di attività commerciali Vengono adeguati ai nuovi Decreti Madia i seguenti moduli per i titoli abilitativi edilizi: Scia (segnalazione certificata di inizio attività) Cila (comunicazione inizio lavoro asseverati) agibilità Non potranno più essere richieste le seguenti documentazioni: certificati, atti e documenti che la pubblica amministrazione già possiede, come ad esempio certificazioni relative ai titoli di studio o professionali, richiesti per avviare alcune attività, la certificazione antimafia, etc.), ma solo gli elementi che consentano all’amministrazione di acquisirli o di effettuare i relativi controlli, anche a campione dati e adempimenti che derivano da “prassi amministrative”, ma non sono espressamente previsti dalla legge, basti pensare al certificato di agibilità dei locali per l’avvio di un’attività commerciale o produttiva. Sarà sufficiente una semplice dichiarazione di conformità ai regolamenti urbanistici, igienico sanitari, etc. autorizzazioni, segnalazioni e comunicazioni preliminari all’avvio dell’attività commerciale Per le attività commerciali sarà compito dello Sportello unico per le attività produttive (Suap) acquisire le autorizzazione richieste. Sarà sufficiente presentare le altre segnalazioni o comunicazioni in allegato alla Scia unica (Scia più altre segnalazioni o comunicazioni) o la domanda di autorizzazioni in allegato alla Scia condizionata (Scia più autorizzazioni). In questo modo l’Italia si adegua alla Once only, il principio europeo secondo cui “l’amministrazione chiede una volta sola” . Le amministrazioni comunali, alle quali sono rivolte domande, segnalazioni e comunicazioni, hanno l’obbligo di pubblicare sul loro sito istituzionale entro e non oltre il 30 giugno 2017 i moduli unificati e standardizzati, adottati con il presente accordo e adattati, ove necessario, dalle Regioni in relazione alle specifiche normative regionali entro il 20 giugno 2017. Moduli unificati per l’edilizia L’allegato 2 contenente i seguenti modelli unici per l’edilizia: CILA (comunicazione inizio lavori asseverata) SCIA (segnalazione certificata inizio attività) SCIA alternativa al permesso di costruire CIL (comunicazione inizio lavori per esigenze contingenti e temporanee) Soggetti coinvolti (comune per CILA, SCIA, SCIA alternativa al PDC, CIL) Comunicazione fine lavori Segnalazione certificata per l’agibilità Attestazione del direttore dei lavori o del professionista abilitato (art. 24 dpr 380/2001) Ecco gli allegati con tutti i modelli con i: E-learning_4.pngmoduli unificati per le attività commerciali e assimilate E-learning_4.pngmoduli unificati per l’edilizia

 
27
Dic

Consulenza Acustica Ambientale, Edilizia e Architettonica per le Aziende del Veneto e nord est

Lo staff tecnico competente in acustica della Società di consulenza e formazione Modi S.r.l. con sedi in Veneto si occupa di "acustica" e più in particolare del settore dell’acustica ambientale e cioè della scienza che si occupa delle problematiche collegate al rumore nell’ambiente esterno.
Per soddisfare la crescente domanda Modi Srl effettua valutazioni di impatto acustico e clima acustico come stabilito dal D.P.C.M. 14 Novembre ’97.
In seguito all’emanazione del D.P.C.M. 05/12/97 sono stati definiti i “requisiti acustici passivi degli edifici”: si tratta dei parametri di riferimento indicativi dell’isolamento tra unità abitative confinanti o tra interno ed esterno di un’unità.
Questa legge impone per la maggior parte delle destinazioni d’uso il raggiungimento di valori minimi in merito all’isolamento di facciata, all’isolamento dai rumori aerei tra unità confinanti e all’isolamento dai rumori da calpestio. Si tratta di un aspetto progettuale tante volte poco considerato e che per questo ha anche portato in molti casi a contenziosi risoltisi in forti indennizzi a favore degli acquirenti: il mancato raggiungimento di questi requisiti, infatti, molto più di altri difetti costruttivi è giuridicamente interpretato come fattore che limita il pieno godimento degli spazi abitativi. I servizi di consulenza in acustica edilizia si propongono dunque di aiutare il progettista al fine di evitare spiacevoli contenziosi. L’Acustica Architettonica è quella disciplina dell’acustica che tratta la produzione, propagazione e ricezione del suono all’interno degli ambienti chiusi.
Modi Srl offre un servizio di consulenza in acustica architettonica (ai sensi del D.P.C.M 5/12/1997) che interessa la progettazione di spazi dedicati all’ascolto (sale da concerto, teatri, sale conferenza, sale cinematografiche); a questi si aggiungono anche aule di lezione e altri spazi nei quali la possibilità di conversare e di ascoltarsi è un aspetto centrale di fruibilità.
L’obbiettivo ultimo è il raggiungimento, in tutti questi ambienti, di una piena funzionalità che non può prescindere da una corretta progettazione acustico-architettonica, bensì può diventare il nucleo dal quale si origina e sviluppa l’idea progettuale.
Richiedici al numero verde 800300333 un check-up iniziale gratuito. In sede di incontro verranno rilevate e valutate le caratteristiche relative all’organizzazione e raccolti elementi utili per una proposta di consulenza
1
Dic

Decreto SCIA

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norme di individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività

Decreto SCIA

E-learningIl Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26 novembre 2016, il Decreto Legislativo n. 222 del 25 novembre 2016, recante norme di individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Il provvedimento riporta altresì semplificazioni in materia edilizia e in materia di pubblica sicurezza. Il Decreto entra in vigore l’11 dicembre 2016.

Eliminate la Dia e la Cil, restano in piedi cinque procedure: edilizia libera, permesso di costruire, Scia, Cila e Scia alternativa al permesso di costruire L’obiettivo del decreto “Scia 2” è la semplificazione del panorama normativo riguardante i procedimenti da seguire per la realizzazione degli interventi edilizi. Nel testo è infatti presente una tabella che, in corrispondenza del lavoro da eseguire, riporta la procedura richiesta e il titolo edilizio necessario. Ma non solo, perché la nuova norma interviene in modo significativo sul Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001) eliminando la Denuncia di inizio attività (Dia), ora sostituita completamente dalla Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), e la Comunicazione di inizio lavori (Cil). Il D.Lgs. n. 222/2016 è composto da 6 articoli e un mega allegato con una tabella che individua, per ciascuna delle attività elencate, il regime amministrativo, l'eventuale concentrazione dei regimi e i riferimenti normativi. Nel dettaglio: articolo 1 - Oggetto articolo 2 - Regimi amministrativi delle attività private articolo 3 - Semplificazione di regimi amministrativi in materia edilizia articolo 4 - Semplificazione di regimi amministrativi in materia di pubblica sicurezza articolo 5 - Livelli di ulteriore semplificazione articolo 6 - Disposizioni finali Il cuore del provvedimento è costituito dalla tabella che indica per ogni attività il regime amministrativo e quindi se risulta essere libera, se serve una comunicazione, una SCIA, una SCIA unica, condizionata, una autorizzazione, o una autorizzazione più la SCIA, la SCIA unica o la comunicazione. Quando la tabella indica: - la Comunicazione, quest'ultima produce effetto con la presentazione allo Sportello unico di cui all'art. 19-bis della Legge n. 241/1990 o all'amministrazione competente. Qualora per l'avvio, lo svolgimento o la cessazione dell'attività siano richieste altre comunicazioni o attestazioni, l'interessato può presentare un'unica comunicazione allo Sportello unico. - la SCIA, si applica l'art. 19 della Legge n. 241/1990: l'attività può essere avviata immediatamente. Entro 60 giorni (30 nel caso di edilizia) l'amministrazione effettua i controlli sulla sussistenza dei requisiti e dei presupposti richiesti per lo svolgimento dell'attività. Qualora venga accertata la carenza dei requisiti, l'amministrazione può vietare la prosecuzione dell'attività o richiedere all'interessato di conformare le attività al quadro normativo vigente. - la SCIA unica, si applica l'art. 19-bis della Legge n. 241/1990: qualora per lo svolgimento di un'attività soggetta a SCIA siano necessarie altre SCIA o comunicazioni e notifiche, l'interessato presenta un'unica SCIA allo Sportello unico del Comune, che la trasmette immediatamente alle altre amministrazioni interessate per i controlli di loro competenza. Entro 60 giorni (30 nel caso di edilizia), qualora venga accertata la carenza dei requisiti e dei presupposti richiesti per lo svolgimento dell'attività, l'amministrazione può vietare la prosecuzione dell'attività o richiedere all'interessato di conformare le attività al quadro normativo vigente. - la SCIA condizionata ad atti di assenso, si applica quanto previsto dall'art. 19-bis della Legge n. 241/1990: qualora l'attività oggetto di SCIA sia condizionata all'acquisizione di autorizzazioni, atti di assenso comunque denominati, l'interessato presenta la relativa istanza allo Sportello unico, contestualmente alla SCIA. Entro 5 giorni è convocata la Conferenza di servizi. L'avvio delle attività è subordinato al rilascio delle autorizzazioni, che viene comunicato dallo Sportello unico all'interessato. - l'Autorizzazione, è necessario un provvedimento espresso, salvo i casi in cui è previsto il silenzio-assenso ai sensi dell'art. 20 della Legge n. 241/1990. Qualora per lo svolgimento dell'attività sia necessaria l'acquisizione di ulteriori atti di assenso, si applicano le disposizioni in materia di Conferenza di servizi di cui agli artt. 14 e seguenti della Legge n. 241/1990. Entro 5 giorni è convocata la Conferenza di servizi per acquisire le autorizzazioni, il cui rilascio viene comunicato dallo Sportello unico interessato. - l'Autorizzazione più la SCIA, la SCIA unica o la Comunicazione, alla domanda per l'Autorizzazione l'interessato può allegare una semplice SCIA, una SCIA unica o una Comunicazione per le attività che le prevedono (ad esempio, è il caso di una SCIA per la prevenzione incendi allegata all'istanza per l'avvio di una attività produttiva soggetta ad Autorizzazione oppure di una notifica sanitaria allegata all'istanza per una media struttura di vendita).

Scarica decreto e tabelle

E-learningDecreto SCIA

 
7
Nov

Risposte alle domande più frequenti (FAQ) sul tema dell’acustica ambientale, edilizia e architettonica

A disposizione per gli interessati nuove FAQ ovvero le risposte alle domande più frequenti sul tema dell'acustica ambientale, edilizia e architettonica pubblicate sul sito della MODI  in documenti utili.
Per ulteriori informazioni contattateci al numero verde gratuito anche da telefoni cellulari e smartphone 800300333, via e-mail mog231@gmail.como visitate il sito www.mog231.it.
7
Nov

Risposte alle domande più frequenti (FAQ) sul tema dell’acustica ambientale, edilizia e architettonica

A disposizione per gli interessati nuove FAQ ovvero le risposte alle domande più frequenti sul tema dell'acustica ambientale, edilizia e architettonica pubblicate sul sito della MODI  in documenti utili.

Per ulteriori informazioni contattateci al numero verde gratuito anche da telefoni cellulari e smartphone 800300333, via e-mail mog231@gmail.como visitate il sito www.mog231.it.
29
Lug

Se ti serve formare i tuoi lavoratori che usano ATTREZZATURE E MACCHINARI DA CANTIERE chiama MODI SRL.

Se ti serve formare i tuoi lavoratori che usano ATTREZZATURE E MACCHINARI DA CANTIERE chiama MODI SRL. In Veneto, Venezia, Treviso, Padova, Verona, Vicenza, Belluno e Rovigo organizziamo presso la sede dei Clienti corsi di abilitazione aggiornamento periodico.

AGGIORNAMENTO QUINQUENNALE PLE
 AGGIORNAMENTO QUINQUENNALE CARRELLISTI; AGGIORNAMENTO QUINQUENNALE ESCAVATORI AGGIORNAMENTO QUINQUENNALE GRU A TORRE
ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DI ESCAVATORI IDRAULICI, PALE CARICATRICI FRONTALI, TERNE ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DI GRU A TORRE A ROTAZIONE IN BASSO E A ROTAZIONE IN ALTO ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DI GRU PER AUTOCARRO AGGIORNAMENTO QUINQUENNALE GRU PER AUTOCARRO ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DI GRU MOBILI (AUTOGRU) AGGIORNAMENTO QUINQUENNALE GRU MOBILI ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DI TRATTORI AGRICOLI O FORESTALI AGGIORNAMENTO QUINQUENNALE TRATTORI AGRICOLI O FORESTALI ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DI POMPE PER CALCESTRUZZO AGGIORNAMENTO ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DI POMPE PER CALCESTRUZZO ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DI GRU SU MOTOBARCHE AGGIORNAMENTO ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DI GRU SU MOTOBARCHE ESCAVATORE A FUNE AGGIORNAMENTO ESCAVATORE A FUNE ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DI CARRELLI INDUSTRIALI SEMOVENTI CON CONDUCENTE A BORDO; ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DI PIATTAFORME DI LAVORO MOBILI ELEVABILI
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero verde 800300333 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
17
Giu

Nuovo Codice Appalti Rating d’impresa

Rating di impresa obbligatorio per qualificarsi alle gare di appalto di contratti pubblici Documento ANAC

Nuovo Codice Appalti Rating d’impresa

d.lgs. 50/2016Rating di impresa obbligatorio per qualificarsi alle gare di appalto di contratti pubblici; rating di legalità considerato elemento premiale, così come l’assenza di iscrizione di riserve; penalizzate le imprese soccombenti e condannate alle spese per lite temeraria o per inammissibilità del ricorso; valutata positivamente la regolarità contributiva e il pagamento entro 30 giorni dei subappaltatori; attenzione anche al patrimonio netto e al rapporto costo del personale/fatturato.

L’art. 83, comma 10, del d.lgs. 50/2016 prevede l’istituzione presso l’ANAC del sistema del Rating di impresa e delle relative penalità e premialità, da applicarsi ai fini della qualificazione delle imprese. Per il suo funzionamento, «l'ANAC definisce i re quisiti reputazionali e i criteri di valutazione degli stessi, nonché le modalità di rilascio della relativa certificazione, mediante linee guida adottate entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente codice». La possibilità di utilizzare criteri reputazionali ai fini della qualificazione/selezione degli offerenti è un tema oggetto di dibattito da diversi anni e nasce dalla percezione di una generalizzata inadeguatezza del vigente sistema di qualificazione a garantire l’affidabilità dell’operatore economico e assicurare la qualità della prestazione finale. A ciò si è aggiunta una rinnovata esigenza di contrastare la corruzione che ha continuato a inquinare il settore degli appalti pubblici, il quale è considerato uno dei più esposti al rischio di fenomeni corruttivi. Ciò ha condotto il legislatore, com’è noto, a introdurre l’obbligo per le amministrazioni/stazioni appaltanti di adottare adeguati meccanismi di prevenzione e, allo stesso tempo, di richiedere ai soggetti privati che vengono in contatto con la pubblica amministrazione, e che sono destinatari di risorse pubbliche sotto qualsiasi forma (sovvenzioni/contributi ovvero corrispettivi di un appalto), maggiori garanzie di legalità (si vedano al riguardo le disposizioni sul Rating di legalità introdotte dal d.l. n.1/2012 e quelle sul protocolli di legalità previste dalla legge 190/2012). Il Rating di impresa, ai sensi dell’art. 83, comma 10, del Codice è «da applicarsi ai soli fini della qualificazione delle imprese». La qualificazione deve essere intesa in senso ampio come valutazione della capacità delle imprese di poter accedere alla gara. Ai sensi dell’art. 84 del Codice, la qualificazione è affidata alle SOA, per i lavori di importo superiore ai 150 mila euro, mentre per i lavori di import o inferiore a tale soglia e per i servizi e le forniture è affidata alle stazioni appaltanti. Il sistema del Rating di impresa deve valere in entrambi i casi, prevedendo un diverso impatto sul rating in base all’oggetto del contratto (lavori, servizi e forniture), al fine di non violare il principio di parità di trattamento. L’Autorità ritiene che, con opportuni accorgimenti, il Rating di impresa possa essere certificato anche per le imprese estere, valutando i comportamenti tenuti dalle medesime nell’esecuzione degli appalti. In tal caso, i requisiti necessari all’attribuzione del Rating e autodichiarati dagli operatori economici esteri saranno sottoposti a verifica in collaborazione con le rappresentanze diplomatiche dei Paesi di appartenenza.

d.lgs. 50/2016d.lgs. 50/2016

d.lgs. 50/2016Rating Impresa ANAC

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16
Giu

Criteri minimi ambientali

novità per appalti pubblici e lavori edili decreti del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 maggio 2016

Criteri minimi ambientali

appaltiLe disposizioni in due decreti del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 maggio 2016 Decreto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 maggio 2016 Incremento   progressivo   dell'applicazione   dei   negli  appalti  pubblici  per  determinate categorie  di servizi e forniture. (16A04194)

in Gazzetta Ufficiale del 7 giugno 2016, n. 131IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296 e, in particolare, i  commi 1126 e 1127, dell'art. 1, che indicano, rispettivamente,  i'  criteri  per l'adozione, con apposito "Piano d'azione  per  la  sostenibilita' ambientale dei consumi della pubblica  amministrazione"  (di  seguito PAN GPP) predisposto con decreto del Ministro dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio  e  del  mare  di  concerto  con  i  Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico,  di  misure  volte all'integrazione delle esigenze  di  sostenibilita'  ambientale nelle  procedure  d'acquisto  di  beni  e  servizi   della   pubblica amministrazione, e le categorie merceologiche  per  le  quali  devono essere conseguiti gli obiettivi di sostenibilita' ambientale previsti dal medesimo PAN GPP; Visto il decreto del Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio e del mare di concerto  con  i  Ministri  dell'economia  e  delle finanze e dello sviluppo economico dell'11 aprile 2008, recante  approvazione del "Piano d'azione per la sostenibilita' ambientale dei consumi della pubblica amministrazione (PAN GPP) e,  in  particolare, l'art. 2 che disciplina l'adozione dei "Criteri ambientali minimi"; Visto il decreto legislativo del 18 aprile  2016,  n.  50,  recante "attuazione  delle  direttive  2014/23/UE,  2014/24/UE  e  2014/25/UE  sull'aggiudicazione  dei  contratti  di  concessione,  sugli  appalti  pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori  dell'acqua,  dell'energia,  dei  trasporti  e  dei  servizi  postali, nonche' per il  riordino  della  disciplina  vigente  in  materia  di contratti pubblici relativi a lavori,  servizi  e  forniture"  e,  in particolare, l'art. 34, commi 1 e 2,  che  disciplina  l'applicazione dei "Criteri di sostenibilita' energetica ed ambientale",  prevedendo che le stazioni appaltanti contribuiscono agli  obiettivi  ambientali previsti dal Piano  di  sostenibilita'  ambientale  dei  consumi  nel settore  della  pubblica  amministrazione,  attraverso  l'inserimento nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle  "specifiche tecniche" e  delle  "clausole  contrattuali"  contenute  nei  criteri ambientali minimi adottati con  decreto  del  Ministro  dell'ambiente della tutela del territorio e  del  mare,  e  che  detto  obbligo  si applica, alle categorie di forniture ed affidamenti non connessi agli usi finali di energia, per almeno il 50% del valore a base d'asta; Visto che ai sensi dell'art. 34, comma 3, del  decreto  legislativo n. 50 del 2016, con decreto del Ministro dell'ambiente  della  tutela del territorio e  del  mare,  possono  essere  disciplinati,  per  le categorie di forniture ed affidamenti non connessi agli usi finali di energia, un aumento progressivo della percentuale del 50% del  valore a base d'asta a cui e' riferire l'obbligo di applicare le  specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi; Ritenuto  di  stabilire  un  incremento  progressivo   dell'attuale percentuale del 50% del valore  a  base  d'asta  a  cui  e'  riferire l'obbligo  di  applicare  le  specifiche  tecniche  e   le   clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi, per  gli  affidamenti  di servizi di pulizia, di servizi di gestione del verde  pubblico  e  di forniture  di  ammendanti,   piante   ornamentali   e   impianti   di irrigazione, di servizi di gestione dei rifiuti urbani, di  forniture di articoli di arredo urbano, di forniture di carta in risme e  carta grafica, in considerazione dei  benefici  ambientali,  del  contenuto tecnico dei criteri ambientali minimi e della maturita'  del  settore  produttivo pertinenti;

Criteri minimi ambientaliDM APPALTI

Criteri minimi ambientaliDM EDILIZIA

Decreta:
                               Art. 1   1. Il presente decreto disciplina  l'incremento  progressivo  della percentuale del valore a base d'asta  a  cui  riferire  l'obbligo  di applicare le specifiche  tecniche  e  le  clausole  contrattuali  dei criteri ambientali minimi per i seguenti affidamenti:     a. servizi di pulizia, anche laddove resi in  appalti  di  global service, e forniture di prodotti per l'igiene, quali  detergenti  per le pulizie ordinarie, straordinarie;     b.  servizi  di  gestione  del  verde  pubblico  e  forniture  di ammendanti, piante ornamentali e impianti di irrigazione;     c. servizi di gestione dei rifiuti urbani;     d. forniture di articoli di arredo urbano;     e. forniture di carta in risme e carta grafica;   2. Per gli affidamenti di cui al comma 1, l'obbligo delle  stazioni appaltanti  di  inserire  nella  documentazione  di  gara  almeno  le "specifiche  tecniche"  e  le  "clausole  contrattuali"  dei  Criteri ambientali minimi si applica in misura non  inferiore  alle  seguenti percentuali  del  valore  dell'appalto,  nel  rispetto  dei   termini rispettivamente indicati:     il 62% dal 1° gennaio 2017;     il 71% dal 1° gennaio 2018;     l'84% dal 1° gennaio 2019;     il 100% dal 1° gennaio 2020.   3. Fino alla data del 31  dicembre  2016  le  amministrazioni  sono comunque tenute a rispettare almeno la percentuale del 50% del valore a base d'asta a cui e' riferire l'obbligo di applicare le  specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi.   4. Resta in ogni caso fatto salvo che, nei limiti della percentuale del 100%, le amministrazioni possono applicare incrementi percentuali superiori a quelli disciplinati dal presente decreto.   5. Dall'attuazione del presente provvedimento non derivano nuovi  o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.   6. Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. ---- Decreto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 maggio 2016 Determinazione dei punteggi premianti per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione,  ristrutturazione  e manutenzione degli edifici e  per  la  gestione  dei  cantieri  della pubblica amministrazione, e dei punteggi premianti per  le  forniture di articoli di arredo urbano.             in Gazzetta Ufficiale del 7 giugno 2016, n. 131                     IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA                   TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE       Vista la legge 8 luglio 1986, n.  349  e  successive  modifiche  ed integrazioni, recante  «Istituzione  del  Ministero  dell'Ambiente  e norme in materia di danno ambientale»;   Visto il decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  300,  recante «Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'art. 11  della legge 15 marzo 1997,  n.  59»,  ed  in  particolare  l'art.  35,  che individua  le  funzioni  e  i   compiti   attribuiti   al   Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;   Visto il  decreto  legislativo  31  marzo  1998,  n.  112,  recante «Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello  Stato  alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge  15 marzo 1997, n. 59;   Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante  «Norme in materia ambientale»;   Vista la legge 27 dicembre 2006 n. 296, recante  «Disposizioni  per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello  Stato  (legge finanziaria 2007)», e in particolare i commi 1126 e  1127,  dell'art. 1, che disciplinano  la  predisposizione  con  decreto  del  Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  di  concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, e  il  Ministro  dello sviluppo economico, di  un  «Piano  d'azione  per  la  sostenibilita' ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione» al fine di integrare le  esigenze  di  sostenibilita'  ambientale  nelle procedure d'acquisto di beni e servizi sulla base di  criteri  e  per categorie merceologiche individuati in modo specifico;   Visto il decreto interministeriale 11 aprile 2008, che ai sensi  di citati commi 1126 e 1127, dell'art. 1, commi della legge 27  dicembre 2006 n. 296, ha approvato il «Piano d'azione  per  la  sostenibilita' ambientale dei consumi della pubblica amministrazione» (PAN  GPP),  e in particolare l'art. 2, recante disciplina dei  «criteri  ambientali minimi», che prevede l'adozione di successivi decreti  del  Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e  del  mare,  sentiti  i Ministeri concertanti, al fine di definire «gli  specifici  obiettivi di  sostenibilita'  ambientale...»  per  le  categorie  merceologiche indicate all'art. 1, comma 1127, della legge n. 296 del 2006;   Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 221, recante  «Disposizioni  in materia ambientale per promuovere misure di green economy  e  per  il contenimento  dell'uso  eccessivo  di  risorse   naturali»,   ed   in particolare l'art. 23 che modifica ed integra il decreto  legislativo 3 aprile 2006, n. 152 con una specifica disciplina avente ad  oggetto «accordi  di  programma  e  incentivi  per  l'acquisto  dei  prodotti derivanti da materiali post consumo o dal recupero degli scarti e dei materiali rivenienti dal disassemblaggio dei prodotti complessi»   Visto che l'art. 206-sexies, inserito  nel  decreto  legislativo  3 aprile 2006, n. 152, dal citato art. 23 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, disciplina l'individuazione di «azioni  premianti  l'utilizzo di prodotti che impiegano materiali  post  consumo  o  derivanti  dal recupero degli scarti e dei materiali rivenienti dal  disassemblaggio dei prodotti  complessi  negli  interventi  concernenti  gli  edifici scolastici, le pavimentazioni stradali e le barriere acustiche», e in particolare i commi 1 e 3, del citato art. 206-sexies, che  prevedono l'inserimento nei bandi di gara  di  «criteri  di  valutazione  delle offerte ......... con punteggi premianti per  i  prodotti  contenenti materiali post consumo o derivanti dal recupero degli  scarti  e  dei materiali rivenienti dal disassemblaggio dei prodotti complessi nelle percentuali fissate»   Considerato che ai sensi del citato art. 206-sexies, commi 1  e  3, l'entita' dei punteggi premianti e le caratteristiche  dei  materiali ammessi a  beneficiarne,  i  descrittori  acustici,  e  i  valori  di riferimento da considerare, le percentuali minime di residui, rifiuti e materiali post-consumo che devono essere presenti nei manufatti, la materia  prima   e   l'energia   risparmiate   da   considerare   per l'assegnazione dei punteggi premianti, i materiali utilizzabili  solo previo trattamento per escludere effetti  nocivi  tali  da  provocare inquinamento ambientale o danno  alla  salute  umana,  sono  definiti entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge n. 221 del 2015 dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del mare  «con  uno  o  piu'  decreti,  anche  attraverso  i  decreti  di attuazione del Piano d'azione per la  sostenibilita'  ambientale  dei consumi nel  settore  della  pubblica  amministrazione,  di'  cui  al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e del mare 11 aprile 2008»   Visto il decreto ministeriale 5  febbraio  2015,  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale n. 50  del  2  marzo  2015,  che  nell'allegato  1 stabilisce i «Criteri ambientali minimi per le forniture di  articoli di arredo urbano» al fine di contribuire «a sviluppare un mercato  di prodotti costituiti da materiale riciclato, a  promuovere  l'uso  dei rifiuti come una risorsa, a favorire una  progettazione  di  prodotti che integrino un  approccio  basato  sul  ciclo  di  vita  nonche'  a sviluppare un'economia circolare», inclusi i prodotti  costituiti  da polverino da pneumatici fuori;   Visto il decreto ministeriale 24 dicembre  2015,  pubblicato  nella Gazzetta Ufficiale, Serie  Generale,  n.  16  del  21  gennaio  2016, recante «Adozione dei criteri ambientali minimi per l'affidamento  di servizi:  di  progettazione  e  lavori  per  la  nuova   costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici e per la  gestione  dei cantieri della pubblica amministrazione e criteri  ambientali  minimi per le forniture di ausili per  l'incontinenza»,  e  in  particolare, l'allegato 1 che, al fine di incrementare l'efficienza  energetica  e di  ridurre  l'uso  delle  risorse  materiche  negli  affidamenti  di progettazione,  costruzione  e  ristrutturazione  di  edifici   della pubblica  amministrazione,  compresi  gli  edifici  scolastici,  gia' definisce i descrittori acustici di  riferimento  in  relazione  alla destinazione d'uso degli edifici, le caratteristiche  dei  materiali, le percentuali  minime  di  residui  di  produzione  e  di  materiali post-consumo o rivenienti dal disassemblaggio di  prodotti  complessi utilizzati nelle soluzioni progettuali e nei manufatti,  e  al  punto 2.6.2,  relativo  al  «Miglioramento  prestazionale  del   progetto», prevede l'assegnazione di un punteggio premiante per  le  prestazioni ambientali  migliori  rispetto  ai  criteri  ambientali  definiti  in termini di «specifiche tecniche»;   Considerato che i  criteri  ambientali  minimi  di  cui  ai  citati decreti 5 febbraio 2015 e 24 dicembre  2015  sono  in  linea  con  le finalita' e i «contenuto della disciplina  dettata  dal  citato  art. 206-sexies, commi 1 e 3, lett. b), del decreto legislativo n. 152 del 2006;   Considerato che il citato art. 206-sexies, comma 3, lett.  a),  del decreto legislativo n. 152 del 2006,  prevede  che  tra  i  materiali ammessi a beneficiare dei punteggi premianti sono..compresi  i  beni- derivanti da materiali post consumo riciclati o dal,  recupero  degli scarti, e i materiali rivenienti  dal  disassemblaggio  dei  prodotti complessi, con priorita' per i beni provenienti  dai  rifiuti  per  i quali devono essere perseguiti obiettivi di raccolta  e  riciclo  nel rispetto della normativa  di  settore  nazionale  e  comunitaria,  o, derivanti dal recupero degli scarti e dei  materiali  rivenienti  dal disassemblaggio  dei  prodotti  complessi,  di  cui  al  citato  art. 206-ter, comma 2, lettera a), del  decreto  legislativo  n.  152  del 2006, nonche' i beni e prodotti derivanti dall'utilizzo di  polverino da pneumatici fuori uso;   Ritenuto di definire, in attuazione dell'art. 206-sexies, comma  3, lettera a), del decreto legislativo n. 152 del  2006,  uno  specifico punteggio premiante per i beni derivanti da  materiali  post  consumo riciclati, dal recupero degli scarti  e  da  materiali  ottenuti  dal disassemblaggio dei  prodotti  complessi  disciplinati  dai  «Criteri ambientali minimi per l'affidamento del servigio di  progettazione  e lavori per la  nuova  costruzione,  ristrutturazione  e  manutenzione degli edifici e per la gestione degli  edifici»  di  cui  al  decreto ministeriale 24 dicembre 2015, e dei «Criteri ambientali  minimi  per le forniture  di  articoli  di  arredo  urbano»  di  cui  al  decreto ministeriale 5 febbraio 2015, ad integrazione di detti criteri;   Considerato che ai predetti fini e' necessario migliorare e rendere facilmente  accessibili  le  informazioni  sui  materiali  riciclati, recuperati, e derivanti dal disassemblaggio di prodotti complessi, di cui sono  composti  i  beni  per  i  quali  sono  stabiliti  punteggi premianti;   Visto il  decreto  legislativo  18  aprile  2016,  n.  50,  recante «Attuazione  delle  direttive  2014/23/UE,  2014/24/UE  e  2014/25/UE sull'aggiudicazione  dei  contratti  di  concessione,  sugli  appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua,  dell'energia,  dei  trasporti  e  dei  servizi  postali, nonche' per il  riordino  della  disciplina  vigente  in  materia  di contraiti pubblici relativi a lavori, servizi  e  forniture.»,  e  in particolare l'art. 95 che  disciplina  i  criteri  oggettivi  per  la valutazione dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa  e  prevede, tra l'altro, che le amministrazioni  aggiudicatrici  devono  indicare nel bando di gara i criteri premiali che intendono  applicare,  anche con specifico riferimento al «maggior punteggio relativo  all'offerta concernente beni, lavori o servizi che presentano un  minore  impatto sulla salute e sull'ambiente»                                 Decreta:                                  Art. 1 Prodotti, materiali e manufatti  per  edifici,  inclusi  gli  edifici                              scolastici   1. L'allegato 1 al decreto ministeriale 24 dicembre  2015,  recante «Criteri  ambientali  minimi  per  l'affidamento  del   servizio   di progettazione e lavori per la nuova costruzione,  ristrutturazione  e manutenzione degli edifici e  per  la  gestione  degli  edifici»,  e' integrato come segue:   a) al paragrafo 2.6.2, «Miglioramento prestazionale del  progetto», dopo il primo periodo e' inserito il seguente:   «Ai progetti che prevedono  l'utilizzo  di  materiali  o  manufatti costituiti  da  un  contenuto  minimo  di  materiale  post   consumo, derivante dal recupero degli scarti e dei  materiali  rivenienti  dal disassemblaggio dei prodotti complessi, maggiore  rispetto  a  quanto indicato nelle corrispondenti specifiche tecniche,  e'  assegnato  un punteggio pari almeno  al  5%  del  punteggio  tecnico.  Resta  fermo l'obbligo di rispettare i  requisiti  prestazionali  stabiliti  dalle norme tecniche di settore, quanto previsto dal  Regolamento  (UE)  n. 305/2011 del Parlamento e del Consiglio del 9 marzo  2011  che  fissa condizioni armonizzate per la  commercializzazione  dei  prodotti  da costruzione, nonche' le altre  specifiche  tecniche  che  fissano  le ulteriori caratteristiche ambientali considerate lungo  il  ciclo  di vita di tali materiali e manufatti».   b) al paragrafo 2.6.2,  nella  sezione  «verifica»,  dopo  l'ultimo periodo e' aggiunto il seguente: «Il progettista deve  dichiarare  se tale materiale  o  manufatto  sia  o  meno  utilizzato  al  fine  del raggiungimento dei valori acustici riferiti alle diverse destinazioni d'uso degli immobili oggetto di gara,  e  allegare,  oltre  a  quanto previsto nella corrispondente specifica  tecnica,  una  dichiarazione del produttore dalla quale deve risultare:   - la provenienza del materiale di recupero utilizzato, in modo tale da evidenziare se si tratta di materiale derivato da post  consumo  o da scarti di lavorazione o da disassemblaggio dei prodotti complessi, o loro combinazione, per quanto tecnicamente possibile;   - l'attestazione se tale manufatto o materiale sia in  possesso  di marcatura CE.»                                Art. 2                     Articoli per l'arredo urbano   1. L'allegato 1 al decreto ministeriale 5  febbraio  2015,  recante «Criteri ambientali per le forniture di articoli di  arredo  urbano», e' integrato come segue:   a) dopo il paragrafo 4.2.5 e' introdotto il seguente:   «4.3 Criteri premianti: maggiore contenuto di materiale riciclato.   All'offerta di articoli in plastica o  miscele  di  gomma-plastica, plastica-legno e gomma, quali panchine, tavoli, panche,  elementi  di parchi giochi o altri analoghi articoli di arredo urbano,  costituiti da materiale riciclato post consumo o derivante  dal  recupero  degli scarti e dei materiali rivenienti dal  disassemblaggio  dei  prodotti complessi, in una percentuale compresa tra il 60% e il 90%  del  peso complessivo del bene  e'  assegnato  un  punteggio  pari  al  5%  del punteggio tecnico. Detti beni devono in  ogni  caso  essere  conformi alle eventuali norme tecniche di settore, nazionali e comunitarie.   Per la verifica della conformita' valgono i mezzi  di  prova  o  di presunzione di conformita' previsti  nella  corrispondente  specifica tecnica. L'offerta tecnica deve essere integrata, a corredo, con  una dichiarazione del produttore dalla quale deve risultare:   - la provenienza del materiale di recupero utilizzato, in modo tale da evidenziare se si tratta di materiale derivato da post  consumo  o da scarti di lavorazione o da disassemblaggio dei prodotti complessi, loro combinazione, per quanto tecnicamente possibile;   - l'attestazione se tale manufatto o materiale sia in  possesso  di marcatura CE.»   Dall'attuazione del presente decreto non derivano nuovi o  maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.   MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231