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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts from the ‘Generale’ Category

12
Lug

Regolamento UE 2016 679. Una sintesi per aziende ed enti

 

Schede di sintesi redatte dall'Ufficio del Garante a mero scopo divulgativo. Per un quadro completo della materia, si rimanda alla legislazione in tema di protezione dei dati personali e ai provvedimenti dell'Autorità. 

Regolamento UE 2016 679. Una sintesi per aziende ed enti

gdprDoveri - Come trattare correttamente i dati Una sintesi per aziende ed enti
 
Rispettare i diritti delle persone Ogni trattamento deve fondarsi sul rispetto dei principi fissati nel Regolamento (artt. 5 e 6) e garantire agli interessati tutti i diritti previsti (artt. 13-22).
 
Individuare il rischio e svolgere una valutazione d’impatto
Ai titolari spetta il compito di decidere autonomamente le modalità, le garanzie e i limiti del trattamento dei dati personali, anche attraverso un apposito processo di valutazione che tenga conto dei rischi noti o evidenziabili e delle misure tecniche e organizzative (anche di sicurezza) necessarie per mitigare tali rischi, eventualmente consultando il Garante alla luce di questa valutazione.
 
Redigere un registro dei trattamenti
Si tratta di uno strumento fondamentale per disporre di un quadro aggiornato dei trattamenti in essere. I contenuti minimi sono indicati all’art. 30 del Regolamento. Deve avere forma scritta, anche elettronica, e va esibito su richiesta al Garante.
 
Garantire la sicurezza dei dati
Il titolare e il responsabile del trattamento sono obbligati ad adottare misure tecniche e organizzative idonee a garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio del trattamento (con l’obiettivo di evitare distruzione accidentale o illecita, perdita, modifica, rivelazione, accesso non autorizzato).
 
Nominare un Responsabile della protezione dei dati
La designazione (in vari casi obbligatoria) di un RPD riflette l´approccio responsabilizzante del Regolamento. Fra i suoi compiti rientrano la sensibilizzazione e formazione del personale, la sorveglianza sullo svolgimento della valutazione di impatto, la funzione di punto di contatto per gli interessati e per il Garante per ogni questione attinente l’applicazione del Regolamento.

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11
Lug

la progettazione e gestione del servizio formativo

 

Struttura organizzativa per la progettazione della formazione

la progettazione e gestione del servizio formativo

project manager: garantisce la realizzazione del servizio di formazione nel rispetto dei tempi e degli obiettivi stabiliti. Assicura il coordinamento di tutte le attività relative alla fornitura del servizio sia durante la fase di progettazione che di erogazioneLa  qualità dei servizi formativi rappresenta un dispositivo di garanzia ed è un documento che descrive gli impegni che l’ente ha nei confronti dei committenti e dei beneficiari della sua attività, relativamente a qualità dei servizi formativi, standards valutativi e dispositivi di garanzia di efficacia ed efficienza. I principi generali che possono ispirare un sistema di gestione per la qualità sono:

- organizzazione orientata al cliente

- leadership

- Coinvolgimento delle persone

- Approccio per processi

- Approccio di sistema

- Miglioramento continuo

- Approccio alle decisioni basato sui fatti

- Relazioni di reciproco beneficio col fornitore

Il processo di gestione delle attività, che provvede a trasformare un input per realizzare un prodotto/servizio rispondente alle aspettative del sistema cliente della struttura di riferimento (soggetti istituzionali, soggetti economici, soggetti sociali), puo’ essere individuato in:

1)      in un'ottica di qualità (qualità e ricerca)

2)      precedono (diagnosi, progettazione, promozione)

3)      accompagnano (monitoraggio)

4)      seguono (valutazione)

5)      la realizzazione (erogazione) dei servizi stessi.

Nell’ambito dei processi le Aree operative costituiscono un’aggregazione significativa e funzionale di attività, riconducibili ad uno o più compiti professionali. Il compito costituisce l’elemento paradigmatico del processo in ragione della sua stessa natura. Esso fonda, infatti, un sistema strutturato ed integrato di operazioni all’interno del processo, con le quali si realizzano risultati significativi in termini di prodotto e riconoscibili in termini di lavoro. La trasferibilità in termini di procedure è puramente idealtipica e necessariamente da ricondurre quindi alla struttura organizzativa di appartenenza.

Gli elementi costitutivi del compito – tenendo conto quanto definito dalla letteratura e dalla prassi sulle tematiche organizzative e aziendali - sono rappresentati da:

-      l’attività: insieme di una o più operazioni con le quali si trasforma l’input iniziale in output finale o con le quali assumendo come riferimento l’input iniziale si perviene all’output finale;

-      le risorse utilizzate: l’insieme dell’apparato strumentale di natura informativa e tecnologica impegnato nelle attività;

-      le relazioni: interazioni e scambi in orizzontale e verticale all’interno del sistema organizzativo;

-      le variabili da controllare e regolare: scompensi, errori, inconvenienti, ecc.

-      i risultati attesi e prodotti.

La realizzazione di un servizio di formazione si articola nelle seguenti attività:

• analisi dei requisiti;

• progettazione e sviluppo contenuti;

• erogazione

Struttura organizzativa per la progettazione

project manager: garantisce la realizzazione del servizio di formazione nel rispetto dei tempi e degli obiettivi stabiliti. Assicura il coordinamento di tutte le attività relative alla fornitura del servizio sia durante la fase di progettazione che di erogazione;

team di coordinamento: elabora i documenti di progetto e le eventuali modifiche; verifica periodicamente l’andamento dell’attività; garantisce la coerenza metodologica e contenutistica del progetto e delle attività di erogazione con gli obiettivi e i risultati richiesti, supporta il corpo docente assicurando l’omogeneità di trattazione degli argomenti didattici, la standardizzazione delle metodologie formative e l’aggiornamento continuo sugli aspetti inerenti il contesto organizzativo e funzionale dell’amministrazione;

produzione contenuti online: team di risorse umane di elevato livello professionale e qualitativo (storyboarder, instructional designer, content designer, content provider, ecc.) per la produzione dei contenuti online, coordinate da un responsabile della produzione;

segreteria organizzativa: assicura gli adempimenti relativi alla gestione operativa dei corsi (iscrizione partecipanti, predisposizione della modulistica, presidio degli adempimenti relativi a ciascuna edizione del corso, assistenza logistica, ecc.);

responsabile di edizione: assicura, per ciascuna edizione, la corretta erogazione del corso e il coordinamento organizzativo. Rappresenta il punto di riferimento per la soluzione di eventuali criticità rilevate durante la fase di erogazione.

responsabile di sede: assicura la disponibilità dell’aula, la presenza e la funzionalità delle attrezzature previste e l’assistenza tecnica;

docente: assicura l’erogazione della formazione d’aula nel rispetto del programma previsto (lezioni, esercitazioni, presentazione di casi di studio, ecc.);

tutor: supporta il docente per lo svolgimento dell’attività formativa, cura le esercitazioni pratiche ed assiste i partecipanti in aula e/o on line in azioni di recupero e approfondimento;

responsabile qualità del servizio: assicura la valutazione in corso d’opera del servizio.

Verifica la corrispondenza di quanto erogato con quanto previsto dai documenti contrattuali tramite un ciclo di audit interni, collabora con le attività di verifica svolte dall’amministrazione e garantisce l’attuazione delle eventuali azioni di miglioramento individuate. Nota: tenendo conto che i servizi di formazione sono spesso un complemento di altri servizi, la struttura organizzativa può in molti casi essere semplificata, in particolare concentrando le posizioni di segreteria organizzativa, responsabile di edizione e responsabile di sede.

I requisiti che caratterizzano la fornitura di un servizio formativo sono:

• risorse interessate al servizio formativo:

- numero minimo e massimo delle risorse interessate;

- prerequisiti previsti per la partecipazione al percorso formativo;

• profili docenti/tutor: i profili professionali delle risorse utilizzate per le attività di docenza e/o di tutoring dovranno essere attestati tramite un curriculum standard predefinito, con riferimento alle aree tematiche del servizio formativo da erogare;

• requisiti postazione utente: requisiti hardware e software delle postazioni utente previste per la fruizione dei servizi formativi in modalità e-learning;

• requisiti di rete: caratteristiche della rete disponibile per l’accesso ai servizi e-learning (politiche di sicurezza, banda disponibile, ecc.).

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11
Lug

Conosci i principali diritti previsti dal Regolamento (UE) 2016/679

 

Infografica garante protezione dei dati

Conosci i principali diritti previsti dal Regolamento (UE) 2016/679

garanteIl Regolamento (articoli 15-22) riconosce importanti diritti in materia di protezione dei dati personali, che possono essere esercitati rivolgendosi al titolare del trattamento (soggetto pubblico, impresa, associazione, partito, persona fisica, ecc.).
Accesso ai propri dati personali
Hai il diritto di sapere se è in corso un trattamento di dati personali che ti riguardano e - se confermato - di ottenere una copia di tali dati ed essere informato su: l'origine dei dati; le categorie di dati personali trattate; i destinatari dei dati; le finalità del trattamento; l'esistenza di un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione; il periodo di conservazione dei dati; i diritti previsti dal Regolamento.
Rettifica, cancellazione, limitazione del trattamento, portabilità dei dati personali
Puoi chiedere - nei casi previsti dal Regolamento - che i dati personali a te riferiti siano rettificati o cancellati, o che ne venga limitato il trattamento. Puoi inoltre chiedere che i dati che tu hai fornito al titolare siano trasferiti ad un altro titolare («diritto alla portabilità»), nel caso in cui il trattamento si basi sul tuo consenso o su un contratto con te stipulato e venga effettuato con mezzi automatizzati .
Opposizione al trattamento
Puoi opporti al trattamento dei tuoi dati personali per motivi connessi alla tua situazione particolare, da specificare nella richiesta; oppure senza necessità di motivare l’opposizione, quando i tuoi dati sono trattati per finalità di marketing diretto.
Come si esercitano questi diritti?
Puoi presentare, gratuitamente e senza particolari formalità (per esempio, tramite posta elettronica, posta raccomandata, ecc.), una richiesta di esercizio dei diritti al titolare del trattamento (sul sito www.garanteprivacy.it è disponibile un modulo facsimile) . Il titolare del trattamento è tenuto entro 1 mese a rispondere alla richiesta, o a comunicare un eventuale ritardo nella risposta in caso di richieste numerose e/o complesse (la proroga non può comunque superare i 2 mesi). Se la risposta non perviene nei tempi indicati o non la ritieni soddisfacente, puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali, mediante un reclamo ai sensi dell'art. 77 del Regolamento, oppure all'autorità giudiziaria.
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1
Lug

Gocce di civiltà in un mare di plastica

 

Video ISPRA

Gocce di civiltà in un mare di plasticaI ricercatori dell’ISPRA spiegano alla piccola intervistatrice cosa accade alla plastica quando finisce in mare, le conseguenze sull’ambiente naturale e quale lavoro svolge il biologo marino. Rifiuti di ogni tipo, colore, forma e dimensione per ogni passo che facciamo sulle nostre spiagge, la nuova emergenza ambientale: il “marine litter”. 
Il tema del progetto di educazione ambientale di cui ISPRA si occupa è la plastica, regina indiscussa dei rifiuti più ritrovati in mare e sui nostri arenili. 
Nello specifico, gli argomenti proposti riguarderanno la storia e gli effetti prodotti dal materiale che maggiormente ha rivoluzionato la vita e il modo di pensare dell’uomo: brevi cenni sul ciclo di produzione e un approfondito excursus relativo alle principali fonti di inquinamento da plastica che lentamente, ma inesorabilmente, stanno soffocando mari ed oceani.
 
 
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1
Lug

2019 Gli indicatori del clima in Italia

 

Documento ISPRA 2019

2019 Gli indicatori del clima in Italia

CLIMAL’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), insieme alle 21 Agenzie Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA) per la protezione dell’ambiente, a partire dal 14 gennaio 2017 fa parte del Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), istituito con la Legge 28 giugno 2016, n.132.
Le persone che agiscono per conto dell’Istituto non sono responsabili per l’uso che può essere fatto delle informazioni contenute in questa pubblicazione.
 
Il XIV Rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente “Gli indicatori del clima in Italia” illustra l’andamento del clima nel corso del 2018 e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in Italia.
 
Il rapporto si basa in gran parte su dati e indicatori climatici elaborati attraverso dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di Interesse Ambientale (SCIA, www.scia.isprambiente.it), realizzato dall’ISPRA in collaborazione con gli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale. I dati e le informazioni sul clima in Italia vengono trasmessi all’Organizzazione Meteorologica Mondiale e contribuiscono a comporre il quadro conoscitivo sulla evoluzione del clima a scala globale. 
 
Le informazioni e i prodotti climatici aggiornati al 2018 derivano da una grande mole di dati rilevati da stazioni densamente distribuite sul territorio nazionale e messi a disposizione da enti nazionali e regionali responsabili del monitoraggio idrometeo-climatico. Le stime delle variazioni e delle tendenze climatiche nel lungo periodo sono invece frutto dell’elaborazione di una selezione di serie temporali che rispondono ai necessari requisiti di durata, completezza e qualità controllata dei dati.
 
Le caratteristiche salienti del clima in Italia nel 2018 sono state il caldo, con i nuovi record della temperatura media annuale e della media annuale della temperatura minima giornaliera, e gli eventi meteorologici estremi, numerosi ed in alcuni casi eccezionali, che hanno interessato diverse aree del territorio nazionale. 
Tra di essi, sono di particolare rilievo i fenomeni associati al ciclone denominato “Vaia”, che ha investito gran parte del territorio nazionale tra il 27 e il 30 ottobre: venti con intensità medie orarie fino a 120 km/h e raffiche superiori a 200 km/h hanno soffiato insistentemente per diverse ore sulla nostra Penisola, causando, tra l’altro, danni ingenti ed estesi al patrimonio forestale dell’arco alpino; negli stessi giorni, precipitazioni di intensità eccezionale per diverse durate, da un’ora a tre giorni, si sono abbattute sulle regioni del Nord Italia.
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1
Lug

PIANO TRIENNALE DELLA FORMAZIONE 2019-2021

 

Ispettorato Nazionale del Lavoro

PIANO TRIENNALE DELLA FORMAZIONE 2019-2021

pianoIl documento - redatto in applicazione delle disposizioni contenute nel DPR n. 70/2013 sul "Riordino del Sistema di Reclutamento e Formazione dei Dipendenti Pubblici e delle Scuole Pubbliche di Formazione" - rappresenta l'aggiornamento del Piano Triennale della Formazione 2018-2020 approvato dall' INL nel suo secondo anno di attività".
 
Il PTF costituisce il principale strumento di pianificazione e governo della formazione del personale in cui si rappresentano - ai sensi dell’art. 8 comma 2 del succitato DPR - le esigenze formative dell’amministrazione e le connesse attività da realizzare nel triennio di riferimento sulla base: 
a) degli indirizzi contenuti nei documenti di programmazione strategica che definiscono le attività e gli obiettivi dell’INL; 
b) degli esiti della ricognizione periodica dei fabbisogni formativi del personale sia a livello centrale che periferico.
 
Alla formazione e all’aggiornamento, l’INL assegna infatti la funzione strategica di accompagnamento e supporto alle fasi del cambiamento organizzativo ed operativo al fine di assicurare, attraverso la condivisione delle conoscenze, l’uniformazione del patrimonio professionale ed il miglioramento della performance individuale ed organizzativa delle proprie strutture. 
In quest’ottica, la definizione del Piano Triennale della Formazione dell’INL mira a ricomporre, in una dimensione unitaria e integrata, l’apporto congiunto di un insieme di elementi: le esigenze formative del personale, le sollecitazioni normative, l’utilizzo di nuove tecnologie e le risorse disponibili. 
Il Piano si pone in un’ottica di continuità con l’attività formativa avviata nel 2018, intendendo proseguire i percorsi formativi già intrapresi riguardo materie che impattano sull’esercizio delle attività specifiche dell’INL, considerate normativamente rilevanti per la loro capacità di promuovere i processi di innovazione e cambiamento all’interno delle amministrazioni assicurandone la maggiore efficienza e competitività.
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24
Giu

Ministeri Lavoro e Sviluppo su incentivi per le imprese

 

Plus! bimestrale

Ministeri Lavoro e Sviluppo su incentivi per le imprese

magazineQuesto magazine multimediale nasce dall’esigenza di raccontare l’operato del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero del Lavoro e di tutti gli enti che ruotano attorno a queste due istituzioni centrali per il nostro Paese. Ogni bimestre illustreremo - assieme ad Agenzia delle Entrate, ANPAL, ANPAL Servizi, CDP, GSE, INAIL, Inps, Invitalia, ICE, SACE SIMEST e Unioncamere - l’ecosistema che si muove e lavora al fine di garantire un giusto servizio alla collettività e le soluzioni per semplificare la vita di cittadini e imprese.  Su questo numero: Fondo Nazionale Innovazione, banda ultralarga, digitalizzazione delle imprese, semplificazione della dichiarazione dei redditi, le 4 app di Inps per i servizi a portata di mano. Inoltre nel magazine si parla di: internazionalizzazione, reddito di cittadinanza, degli stanziamenti per la sicurezza del e sul lavoro, di aree di crisi complessa e di energia rinnovabile.
Plus! Questo il nuovo magazine online del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che informa sugli incentivi per la crescita delle piccole e medie imprese.
Si tratta di un bimestrale che coinvolgerà oltre ai due ministeri anche altri enti appartenenti alla Pubblica Amministrazione. Come Agenzia delle Entrate, Inail, Inps, Invitalia, Unioncamere, Anpal Servizi, Cassa Depositi e Prestiti. Quattro le categorie nelle quali sono suddivisi gli argomenti: Innovazione, Investimenti, Lavoro e Welfare,Energia e Ambiente. Più due rubriche Fisco, Dalle Regioni. Tra gli argomenti affrontati nel primo numero anche il bando Isi Inail 2018. E-learning_5.pngScarica Magazine

 
24
Giu

Energia: 10 consigli ENEA per ridurre i consumi dei condizionatori

 

Dal sito ENEA Consigli di efficienza energetica

Energia: 10 consigli ENEA per ridurre i consumi dei condizionatori

10 consigli ENEA per ridurre i consumi dei condizionatoriI climatizzatori sono apparecchi utilizzati per raffrescare e per riscaldare gli ambienti. Di solito integrano gli impianti di riscaldamento tradizionali e, in zone con inverni miti, possono anche sostituirli. Impiegano tecnologie molto efficienti, e il loro utilizzo è incentivato da varie iniziative governative. Sono commercializzati insieme ai grandi elettrodomestici e sono disponibili in una vasta gamma di modelli che differiscono per potenza, consumi e principio di funzionamento. Possono essere mobili o fissi e, per entrambi, troviamo la versione monoblocco o split, con o senza tecnologia Inverter.
L’arrivo del grande caldo con temperature superiori ai 30 gradi fa spesso scattare la corsa ai condizionatori. Per facilitarne un uso efficiente, ottimizzando il raffrescamento e salvaguardando il comfort senza surriscaldare le bollette, ENEA fornisce 10 indicazioni pratiche che consentono di ottenere benefici ambientali e risparmi fino al 7% sul totale della bolletta elettrica.
 
Attenzione alla classe energetica – Il primo suggerimento per l’uso ‘intelligente’ dell’aria condizionata nasce dalla scelta del condizionatore: sono da preferire i modelli in classe energetica A o superiore, che comportano un risparmio sulla bolletta elettrica e una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Un nuovo condizionatore di classe A consuma all’anno circa il 30% in meno rispetto a un vecchio modello di classe C, con una riduzione equivalente di emissioni di CO2.
 
La tecnologia inverter – Questo tipo di climatizzatori dovrebbe essere la prima scelta nell'acquisto quando si prevede di tenere accesa l’aria condizionata per molte ore di seguito, in quanto la potenza si adegua all’effettiva necessità riducendo i cicli di accensione e spegnimento. Sono modelli più costosi di quelli dotati di tecnologia on-off, ma consumano meno energia.
Gli incentivi all'acquisto – Per l’acquisto di un climatizzatore a pompa di calore, se destinato a sostituire integralmente o parzialmente il vecchio impianto termico, si può usufruire:
  • del bonus casa
  • dell’ecobonus
  • del Conto termico 2.0
Attenzione alla posizione – In fase di installazione, è importante collocare il climatizzatore nella parte alta della parete: infatti, l’aria fredda tende a scendere e si mescolerà più facilmente con quella calda che invece tende a salire. Occorre assolutamente evitare di posizionare il climatizzatore dietro divani o tende: l’effetto-barriera blocca la diffusione dell’aria fresca.
 
Non raffreddare troppo l’ambiente e attenzione all’umidità – Due o tre gradi in meno rispetto alla temperatura esterna sono sufficienti. Spesso per scongiurare la sensazione di caldo opprimente può essere sufficiente l’attivazione della funzione “deumidificazione”, perché l’umidità presente nell’aria fa percepire una temperatura molto più elevata di quella reale.
 
Ogni stanza ha bisogno del suo climatizzatore – Installare un condizionatore potente in corridoio sperando che rinfreschi l’intera abitazione è inutile: l’unico risultato sarà quello di prendersi un colpo di freddo ogni volta che si attraversa il corridoio andando da una stanza all’altra, in quanto sarà il solo ambiente ad essere raffrescato.
 
Non lasciare porte e finestre aperte - Il climatizzatore raffresca e deumidifica l’ambiente in cui è installato trasferendo il calore e l’umidità all’esterno. 
 
L’ingresso nella stanza di “nuova” aria calda obbliga l’apparecchiatura a compiere un lavoro supplementare per riportare la temperatura e l’umidità ai livelli richiesti, con un conseguente dispendio di energia.
Coibentare i tubi del circuito refrigerante all’esterno dell’abitazione – Se esposti direttamente ai raggi solari rischiano di danneggiarsi. Inoltre è opportuno assicurarsi che la parte esterna del climatizzatore non sia esposta completamente al sole e alle intemperie.
 
Usare il timer e la funzione ‘notte’ – In questo modo è possibile ridurre al minimo il tempo di accensione dell’apparecchio. Inoltre, evitare di lasciare il climatizzatore acceso per l’intera giornata, ma solo quando si è presenti in casa.
 
Occhio alla pulizia e alla corretta manutenzione – I filtri dell’aria e le ventole devono essere ripuliti alla prima accensione stagionale e almeno ogni due settimane, perché si tratta del luogo dove si annidano frequentemente muffe e batteri dannosi per la salute, quale il batterio della legionella che può essere mortale. È importante inoltre controllare la tenuta del circuito del gas.
fonte enea.it
MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
24
Giu

Controllo ufficiale dell’immissione in commercio e dell’utilizzazione dei prodotti fitosanitari


Documento con i dati dei controlli effettuati 

Controllo ufficiale dell’immissione in commercio e dell’utilizzazione dei prodotti fitosanitari

Controllo ufficiale dell’immissione in commercio e dell’utilizzazione dei prodotti fitosanitari - risultati in Italia 2017"Controllo ufficiale dell’immissione in commercio e dell’utilizzazione dei prodotti fitosanitari - risultati in Italia 2017", è il report predisposto dal ministero della Salute sul controllo dei prodotti fitosanitari all’immissione in commercio e all’utilizzo.

Per l’anno 2017 vengono diffusi i risultati dei controlli delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (Comando), dell’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Ispettorato).

Il risultato complessivo relativo ai controlli relativi al 2017 mostra che sono stati controllati 7 sui 44 impianti di produzione di cui 2 presentavano non conformità, mentre i controlli sull’immissione in commercio hanno riguardato 3704 ispezioni presso operatori del settore riscontrando 223 infrazioni.

Presso le aziende agricole sono state effettuate 3410 ispezioni rilevando 369 infrazioni. 
Sono state esaminate 3150 etichette (sia al commercio che all’uso) riscontrando 45 irregolarità, sono stati effettuati 322 campioni relativi a 229 prodotti fitosanitari nei quali è stata rilevata prevalentemente la sostanza attiva (286 campioni) e le impurezze (29 campioni) riscontrando 3 non conformità.

I controlli hanno riguardato:

  • le ispezioni delle rivendite di fitosanitari
  • le ispezioni delle aziende agricole che utilizzano fitosanitari
  • le verifiche delle etichette
  • le verifiche delle confezioni e delle schede di sicurezza
  • i controlli dei formulati
  • i controlli presso i:
    • produttori
    • titolari di autorizzazione
    • importatori paralleli
    • officine di produzione e in collaborazioni con altri stati europei

Presso le rivendite con il passare degli anni le infrazioni hanno avuto in generale andamento decrescente.

I tipi di infrazione più rilevati sono stati nell'ultimo anno:

  • inappropriate strutture
  • prodotto non autorizzato
  • mancanza della compilazione dei registri.

Mentre nel corso degli anni l’infrazione più rilevata è stata quella sulle condizioni di stoccaggio non appropriate e o sulle strutture non appropriate.

Generalmente gli utilizzatori fanno un uso consapevole di prodotti fitosanitari, ma non registrano l’uso sui quaderni di campagna. Inoltre alcuni operatori dovrebbero rispettare di più le misure di sicurezza.

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24
Giu

Fatturazione elettronica: i chiarimenti Agenzia delle Entrate


Circolare 14/E del 17 giugno 2019

Fatturazione elettronica: i chiarimenti Agenzia delle Entrate

Fatturazione elettronica: i chiarimenti delle Entrate alla luce dei recenti interventi normativi	Con la circolare 14/E l’Agenzia delle Entrate intende fornire ulteriori chiarimenti in tema di fatturazione elettronica a seguito delle importanti novità normative introdotte nel 2018.

Nel 2018 sono state introdotte importanti novità normative in tema di fatturazione elettronica, che fanno seguito alle disposizioni della “legge di Bilancio 2018”1 e ai diversi interventi normativi2 conclusisi con la legge 30 dicembre 2018, n. 145, “legge di bilancio 2019”, nonché con la legge 11 febbraio 2019, n. 12. Con i predetti interventi3 , inoltre, è stato modificato significativamente l’articolo 2 del decreto legislativo n. 127 del 2015 introducendo, a partire dal 1° gennaio 2020, l’obbligo generalizzato del processo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi per i soggetti passivi che effettuano operazioni di cui all’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (di seguito decreto IVA). 

Al riguardo, con la presente circolare, si forniscono chiarimenti che tengono anche conto degli esiti dei lavori del Forum italiano sulla fatturazione elettronica, nonché dei contributi e della segnalazione di criticità forniti dagli operatori e commentatori.

Dal 1° gennaio 2019 – e dunque per le fatture (ivi comprese le variazioni in aumento/diminuzione dell’imposta) emesse da tale data – produce effetto la previsione dell’articolo 1, comma 34 , del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127. In base a tale previsione, «Al fine di razionalizzare il procedimento di fatturazione e registrazione, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, e per le relative variazioni, sono emesse esclusivamente fatture elettroniche utilizzando il Sistema di Interscambio e secondo il formato di cui al comma 2. […]».

La circolare fornisce ulteriori chiarimenti sulle questioni relative a:
  • ambiti di applicazione dell’e-fattura
  • eccezioni oggettive e soggettive
  • prestazioni sanitarie
  • sanzioni
  • imposta di bollo
  • inversione contabile e autofatture
  • conservazione