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Modello di organizzazione e di gestione 231

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24
Mag

Certificazioni volontarie CCIAA Cuneo fondi fino a 100.000 Euro


Contributi a favore delle imprese, La Camera di Commercio di Cuneo ha pubblicato un bando per la concessione di contributi

Certificazioni volontarie CCIAA Cuneo fondi fino a 100.000 Euro

BandoIn conformità con il Regolamento (UE) N. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «De Minimis» e il Regolamento (UE) N. 1408/2013 della Commissione per il settore agricolo come modificato dal Regolamento n. 2019/316 del 21.2.2019 (Pubblicati su Gazzetta Ufficiale UE L. 352/1 e L. 352/9 del 24.12.2013 – L. 51I del 22.2.2019)

La Camera di commercio di Cuneo, in collaborazione con le associazioni di categoria provinciali, ha deliberato l'apertura di un bando a favore delle imprese che sostengono spese relative alle certificazioni volontarie di prodotto e di processo.

I fondi a disposizione ammontano complessivamente a € 100.000,00.

Sono ammesse a presentare domanda le imprese aventi sede o unità locale cui è riferita l’attività oggetto di contributo in provincia di Cuneo, regolarmente iscritte al Registro Imprese e in regola con il pagamento del diritto annuale.
L'impresa deve risultare attiva al momento della liquidazione del contributo ovvero nel caso di conferimento l’impresa subentrante deve risultare in attività.
Ciascuna impresa può presentare una sola domanda di contributo.

Non possono partecipare al bando:
• le imprese beneficiarie del bando certificazioni volontarie 2018 (cod. 1803);
• le imprese che hanno in corso la fornitura di servizi a favore della Camera di commercio, anche a titolo gratuito, e per tutta la durata del contratto di fornitura;
• le imprese sottoposte a procedure concorsuali, in stato di liquidazione volontaria o che rientrino nella categoria delle “imprese in difficoltà” secondo la definizione comunitaria;
• i soggetti iscritti unicamente al Repertorio delle Notizie economiche e amministrative (REA).

Sono ammissibili le spese sostenute e fatturate nel periodo compreso tra il 1°/01/2019 e il 31/12/2019, nelle tipologie specificate nell'allegato al presente bando.
Le spese ammissibili devono essere riferite esclusivamente alla sede e/o unità locali ubicate in provincia di Cuneo.
Le spese al netto di Iva, complessivamente sostenute per le voci di cui all'allegato, non devono essere inferiori a € 700,00 e dovranno essere inderogabilmente pagate alla data di invio della domanda.

24
Mag

Lavora in “SICUREZZA” e richiedi un sopralluogo gratis! Tecnici per la prevenzione disponibili e corsi super scontati – A giugno 2019 in aula a Mestre

17
Mag

Certificazione e verifica attrezzature


Dal 27 maggio la richiesta dei servizi è on-line

Certificazione e verifica attrezzature

Certificazione e verifica attrezzatureL’Inail ha implementato la gestione informatizzata dei servizi di certificazione e verifica resi dall’Istituto alle diverse tipologie di utenti: a partire dal 27 maggio prossimo, infatti, sarà operativo il nuovo applicativo CIVA.

Si tratta di un servizio telematico messo a disposizione dall’Inail, grazie al quale i soggetti interessati potranno gestire i servizi di certificazione e verifica delle attrezzature; lo scopo è quello di consentire un’interlocuzione più agevole con l’utenza per la gestione delle diverse fasi delle procedure richieste.

Al momento il nuovo applicativo consente di richiedere on line i servizi più significativi; la restante parte dei servizi sarà oggetto di un secondo rilascio.

Nel dettaglio, vanno richieste utilizzando esclusivamente il servizio telematico CIVA le seguenti prestazioni:

  • la denuncia di impianti di messa a terra
  • la denuncia di impianti di protezione da scariche atmosferiche
  • la messa in servizio e l’immatricolazione delle attrezzature di sollevamento
  • il riconoscimento di idoneità dei ponti sollevatori per autoveicoli
  • le prestazioni su attrezzature di sollevamento non marcate CE
  • la messa in servizio e l’immatricolazione degli ascensori e dei montacarichi da cantiere
  • la messa in servizio e l’immatricolazione di apparecchi a pressione singoli e degli insiemi
  • l’approvazione del progetto e la verifica primo impianto di riscaldamento
  • le prime verifiche periodiche.

Con la presente circolare si comunica che a decorrere dal 27 maggio 2019, l’Inail mette a disposizione dell’utenza l’applicativo CIVA che consente la gestione informatizzata dei sottoriportati servizi di certificazione e verifica: 
- la denuncia di impianti di messa a terra; 
- la denuncia di impianti di protezione da scariche atmosferiche; 
- la messa in servizio e l’immatricolazione delle attrezzature di sollevamento; 
- il riconoscimento di idoneità dei ponti sollevatori per autoveicoli; 
- le prestazioni su attrezzature di sollevamento non marcate CE; 
- la messa in servizio e l’immatricolazione degli ascensori e dei montacarichi da cantiere; 
- la messa in servizio e l’immatricolazione di apparecchi a pressione singoli e degli insiemi; 
- l’approvazione del progetto e la verifica primo impianto di riscaldamento; 
- le prime verifiche periodiche. 
Ne consegue, pertanto, che dalla suindicata data i servizi di certificazione e verifica sopra richiamati dovranno essere richiesti esclusivamente utilizzando il servizio telematico CIVA.

17
Mag

Circolare n. 7 del 6 maggio 2019


benefici normativi e contributivi e rispetto della contrattazione

Circolare n. 7 del 6 maggio 2019

circolareL'Ispettorato nazionale del lavoro pubblica la circolare n. 7 del 6 maggio 2019 relativa alla corretta applicazione, in sede di vigilanza, della disposizione di cui all'art. 1, comma 1175, della L. n. 296/2006.

Oggetto: art. 1, comma 1175, L. n. 296/2006 – benefici normativi e contributivi e rispetto della contrattazione collettiva. A seguito di alcune richieste di chiarimento e facendo seguito a quanto già illustrato con circ. n. 3/2018 di questo Ispettorato, si ritiene opportuno fornire alcune precisazioni in ordine alla corretta applicazione, in sede di vigilanza, della disposizione di cui all’art. 1, comma 1175, della L. n. 296/2006. Tale disposizione stabilisce che “a decorrere dal 1° luglio 2007, i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.

In particolare si segnala, fra le condizioni che subordinano il godimento dei benefici, quella del “rispetto degli accordi e contratti collettivi (…)”. 
A tale riguardo e al fine di verificare se il datore di lavoro possa o meno fruire dei benefici, il personale ispettivo dovrà svolgere un accertamento sul merito del trattamento economico/normativo effettivamente garantito ai lavoratori e non un accertamento legato ad una formale applicazione del contratto sottoscritto dalle “organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”. 

In altri termini, atteso che la disposizione in parola chiede il “rispetto” degli “accordi e contratti collettivi stipulati da organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”, si ritiene che anche il datore di lavoro che si obblighi a corrispondere ai lavoratori dei trattamenti economici e normativi equivalenti o superiori a quelli previsti da tali contratti, possa legittimamente fruire dei benefici normativi e contributivi indicati dall’art. 1, comma 1175, della L. n. 296/2006; ciò, pertanto, a prescindere di quale sia il contratto collettivo “applicato” o, addirittura, a prescindere da una formale indicazione, abitualmente inserita nelle lettere di assunzione, circa la “applicazione” di uno specifico contratto collettivo. 
Si ricorda che la valutazione di equivalenza di cui sopra non potrà tenere conto di quei trattamenti previsti in favore del lavoratore che siano sottoposti, in tutto o in parte, a regimi di esenzione contributiva e/o fiscale (come ad es. avviene per il c.d. welfare aziendale). Resta fermo che lo scostamento dal contenuto degli accordi e contratti collettivi stipulati da organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale determinerà la perdita di eventuali benefici normativi e contributivi fruiti.

17
Mag

Vademecum ENEA serramenti e infissi


Vademecum ENEA: cosa fare per accedere alla detrazione fiscale del 50% per il risparmio energetico in caso di sostituzione dei serramenti

Vademecum ENEA serramenti e infissi

Vademecum ENEA serramenti e infissiPer gli interventi riguardanti la sostituzione di finestre comprensive di infissi è possibile detrarre il 50% delle spese totali sostenute dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2019, per un limite massimo di 60.000 euro per unità immobiliare.

Al riguardo ricordiamo il vademecum ENEA contenente la scheda riepilogativa dei requisiti tecnici richiesti e la documentazione da approntare per usufruire delle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica in caso di sostituzione serramenti e infissi.

Negli articoli precedenti avevamo considerato, tra gli interventi detraibili, quelli riguardanti Parti comuni condominiali e Building automation.

SERRAMENTI E’ AGEVOLABILE LA SOSTITUZIONE DI FINESTRE COMPRENSIVE DI INFISSI, DELIMITANTI IL VOLUME RISCALDATO VERSO L’ESTERNO E VERSO VANI NON RISCALDATI CHE RISPETTANO I REQUISITI DI TRASMITTANZA TERMICA U, (W/m2 K), RIPORTATI IN TABELLA 2 del D.M. 26 gennaio 2010.

CHI PUÒ ACCEDERE: tutti i contribuenti che: - sostengono le spese di riqualificazione energetica; - posseggono un diritto reale sulle unità immobiliari costituenti l’edificio; E’ possibile per tutti i contribuenti, in luogo delle detrazioni, optare per la cessione del credito(1) . 

PER QUALI EDIFICI: - alla data della richiesta di detrazione, devono essere “esistenti” ossia accatastati o con richiesta di accatastamento in corso e in regola con il pagamento di eventuali tributi; - devono essere dotati di impianto termico, come definito dalla nostra FAQ n.9D (http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/faq.pdf);

Vademecum ENEA serramenti e infissiVademecum ENEA serramenti e infissi


16
Mag

Manuale sul diritto europeo in materia di protezione dei dati


Il manoscritto del presente manuale è stato completato nell’aprile 2018

Manuale sul diritto europeo in materia di protezione dei dati

GDPRIl presente manuale illustra le norme giuridiche in materia di protezione dei dati nell’ambito dell’Unione europea (UE) e del Consiglio d’Europa (CdE). Esso è volto ad assistere i professionisti non specializzati nel campo della protezione dei dati, compresi avvocati, giudici e altri professionisti in materia nonché soggetti che collaborano con altri organismi, come le organizzazioni non governative (ONG) che potrebbero dover affrontare problematiche giuridiche connesse alla protezione dei dati.

Le nostre società sono sempre più digitalizzate. La velocità degli sviluppi tecnologici e le modalità di trattamento dei dati personali alla luce di tali cambiamenti hanno quotidianamente un impatto su ognuno di noi in vari modi. Recentemente sono stati rivisti i quadri giuridici dell’Unione europea (UE) e del Consiglio d’Europa che tutelano la riservatezza della vita privata e dei dati personali.

L’Europa è all’avanguardia in materia di protezione dei dati a livello mondiale. Le norme di protezione dei dati dell’UE si basano sulla convezione 108 del Consiglio d’Europa, sugli strumenti dell’UE, tra cui il regolamento generale sulla protezione dei dati e la direttiva sulla protezione dei dati destinata alla polizia e alle autorità giudiziarie penali, nonché sulla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Corte di giustizia dell’Unione europea.
In materia di protezione dei dati l’UE e il Consiglio d’Europa hanno introdotto riforme ampie e a volte complesse, che comportano una vasta serie di benefici e ripercussioni sia per i singoli che per le aziende. Questo manuale intende sensibilizzare e migliorare la conoscenza sulle norme in materia di protezione dei dati, in particolare tra gli operatori del diritto non specializzati che si trovano a gestire questioni relative alla protezione dei dati nello svolgimento dei loro compiti.
Questo manuale nasce da una redazione congiunta dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA), del Consiglio d’Europa (con la cancelleria della Corte europea dei diritti dell’uomo) e del Garante europeo della protezione dei dati.
Aggiorna l’edizione del 2014 e fa parte di una serie di manuali giuridici redatti congiuntamente dalla FRA e dal Consiglio d’Europa. Esprimiamo la nostra gratitudine alle autorità preposte alla protezione dei dati di Belgio, Estonia, Francia, Georgia, Irlanda, Italia, Monaco, Regno Unito, Svizzera e Ungheria per i riscontri utili da loro forniti sulla bozza del manuale. Inoltre, il nostro riconoscimento va anche all’unità «Protezione dei dati» della Commissione europea e alla sua unità «Protezione e flussi di dati internazionali». 
Ringraziamo la Corte di giustizia dell’Unione europea per l’assistenza documentale fornita durante i lavori preparatori di questo manuale. Infine vorremmo esprimere la nostra riconoscenza al Garante per la protezione dei dati personali che ha controllato la traduzione italiana del manuale.
Manuale sul diritto europeo in materia di protezione dei datiManuale sul diritto europeo in materia di protezione dei dati

3
Mag

Formazione per l’assunzione dei dipendenti

 

Suggerimenti per il potenziamento del ROI per le PMI

Formazione per l'assunzione dei dipendenti

formazioneLe PMI hanno spesso risorse limitate. Quindi, quando aggiungi qualcuno al tuo staff, vuoi che abbiano tutti gli strumenti di formazione di cui hanno bisogno, per poter gestire al meglio le loro mansioni. Investire nei sistemi di formazione dei dipendenti, potrebbe sembrare un surplus, dal momento che non c'è un budget elevato. Tuttavia, le piattaforme e-learning hanno il potere di migliorare le conoscenze e avvantaggiare i profitti. Questi suggerimenti possono aiutarti a migliorare il ritorno sugli investimenti.
 
1. Pianifica in anticipo quando scegli il tuo LMS
Potresti non avere bisogno di una solida piattaforma ora, ma che ne dici di assumere 5 nuovi dipendenti l'anno prossimo per soddisfare la crescente domanda? Quando investi nel tuo LMS , pianifica in anticipo, per risparmiare tempo e denaro nella scelta di un nuovo strumento nel prossimo futuro.
 
2. Trova uno strumento che misuri le prestazioni
Il software di addestramento per l'assunzione dei dipendenti che alla fine sceglierai, deve essere intuitivo per ogni membro del tuo team. Non solo quelli esperti di tecnologia che conoscono il modo di gestire un LMS. Devi valutare le attitudini e le abilità della tua squadra, quindi trovare un sistema che metta in rete le conoscenze. Ad esempio, potrebbero aver bisogno di una piattaforma con più modelli e opzioni di personalizzazione semplici. Mentre gli sviluppatori più esperti potrebbero preferire uno strumento più flessibile, in modo che possano personalizzare ogni aspetto dell'interfaccia.
 
3. Includere un buon mix di risorse per la formazione
Alcuni nuovi assunti preferiscono i podcast audio che forniscono suggerimenti rapidi sulla conformità, mentre altri sono alla ricerca di altri strumenti di formazione visiva, come tutorial video e infografiche. Pertanto, è essenziale combinare le cose e offrire diverse risorse per la formazione per migliorare l'engagement e il rendimento. Esamina i nuovi assunti, per identificare le loro aspettative, quindi sviluppa le risorse di formazione online che supportano le loro lacune e le preferenze personali.
 
4. Mai supporre che i nuovi assunti sappiano come utilizzare la piattaforma
Molte organizzazioni ritengono che ogni nuovo dipendente abbia familiarità con la formazione online. Dopotutto, è in giro da anni. Tuttavia, per i nuovi dipendenti, l'utilizzo di una piattaforma LMS, potrebbe essere un incubo. La chiave è dare loro una formazione semplice e intuitiva. Ad esempio, esercitazioni di formazione online che mostrano loro come accedere o accedere alla libreria di addestramento.
 
5. Avviare un programma di coaching
Avvia un programma di tutoraggio che consente ai membri del team più esperti di mostrare ai nuovi assunti su come eseguire le attività e migliorare le prestazioni. Anche se sono a migliaia di chilometri di distanza. Possono utilizzare strumenti di videoconferenza incorporati per organizzare riunioni settimanali o mensili e recuperare il ritardo. Oltre a offrire consigli su come affrontare le lacune emergenti e offrire elogi personalizzati per aumentare la motivazione.
 
6. Pre-valutare su misura il contenuto della formazione online
Esegui pre-valutazioni per scoprire cosa sanno i tuoi nuovi assunti e di cosa hanno bisogno nella formazione online. In realtà, le valutazioni qualitative sono la soluzione migliore, poiché testano l'applicazione pratica. Ad esempio, una simulazione consente di determinare se un nuovo dipendente può utilizzare le proprie capacità di comunicazione per gestire un problema con il cliente. O se sono in grado di applicare le loro conoscenze sul prodotto da vendere a un cliente. Quindi usa i dati per personalizzare i loro percorsi e formulare raccomandazioni mirate. In tal modo, migliori l'allocazione delle risorse online e il ROI per la tua PMI.
 
7. Fornire opportunità di formazione nel mondo reale
Un punto cruciale di vendita che rende il software di formazione un investimento fattibile per le PMI è la vera esperienza da sviluppare. Molte piattaforme dispongono anche di modelli incorporati e risorse di formazione online per aiutarti a creare attività reali. Ad esempio, puoi creare uno scenario di ramificazione o un game, con una programmazione minima o un'esperienza di progettazione grafica. Dovresti anche considerare uno strumento di authoring rapido con una vasta libreria di risorse online per ridurre i costi e accelerare la tempistica dello sviluppo.
 
Le PMI devono assicurarsi che i dipendenti abbiano tutte le competenze e le conoscenze necessarie per adempiere alle loro mansioni lavorative. Il software di formazione non è più riservato alle grandi aziende con tante risorse a disposzione. Le organizzazioni più piccole hanno l'opportunità di migliorare le prestazioni sul posto di lavoro e ridurre la nuova curva di apprendimento con un LMS, anche se si sta lavorando su un budget modesto e una tempistica limitata.
MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
3
Mag

trattamenti, soggetti al meccanismo di coerenza, valutazione d’impatto

 

trattamenti, soggetti al meccanismo di coerenza, valutazione d’impatto

 
impattoValutazione di impatto sulla protezione dei dati (DPIA) – Art. 35 del Regolamento UE/2016/679
COSA È?
È una procedura prevista dall’articolo 35 del Regolamento UE/2016/679 (RGDP) che mira a descrivere un trattamento di dati per valutarne la necessità e la proporzionalità nonché i relativi rischi, allo scopo di approntare misure idonee ad affrontarli. Una DPIA può riguardare un singolo trattamento oppure più trattamenti che presentano analogie in termini di natura, ambito, contesto, finalità e rischi.
 
L'allegato I Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 19 novembre 2018 ci puo' fornire dei chiarimenti
 
Elenco delle tipologie di trattamenti, soggetti al meccanismo di coerenza, da sottoporre a valutazione d’impatto ALLEGATO 1 AL PROVVEDIMENTO N. 467 DELL’11 OTTOBRE 2018 [doc. web n. 9058979]
 
1. Trattamenti valutativi o di scoring su larga scala, nonché trattamenti che comportano la profilazione degli interessati nonché lo svolgimento di attività predittive effettuate anche on-line o attraverso app, relativi ad “aspetti riguardanti il rendimento professionale, la situazione economica, la salute, le preferenze o gli interessi personali, l'affidabilità o il comportamento, l'ubicazione o gli spostamenti dell'interessato”.
 
2. Trattamenti automatizzati finalizzati ad assumere decisioni che producono “effetti giuridici” oppure che incidono “in modo analogo significativamente”
sull’interessato, comprese le decisioni che impediscono di esercitare un diritto o di avvalersi di un bene o di un servizio o di continuare ad esser parte di un
contratto in essere (ad es. screening dei clienti di una banca attraverso l’utilizzo di dati registrati in una centrale rischi).
 
3. Trattamenti che prevedono un utilizzo sistematico di dati per l’osservazione, il monitoraggio o il controllo degli interessati, compresa la raccolta di dati attraverso reti, effettuati anche on-line o attraverso app, nonché il trattamento di identificativi univoci in grado di identificare gli utenti di servizi della società dell’informazione inclusi servizi web, tv interattiva, ecc. rispetto alle abitudini d’uso e ai dati di visione per periodi prolungati. Rientrano in tale previsione anche i trattamenti di metadati ad es. in ambito telecomunicazioni, banche, ecc. effettuati non soltanto per profilazione, ma più in generale per ragioni organizzative, di previsioni di budget, di upgrade tecnologico, miglioramento reti, offerta di servizi antifrode, antispam, sicurezza etc.
 
4. Trattamenti su larga scala di dati aventi carattere estremamente personale (v. WP 248, rev. 01): si fa riferimento, fra gli altri, ai dati connessi alla vita familiare o privata (quali i dati relativi alle comunicazioni elettroniche dei quali occorre tutelare la riservatezza), o che incidono sull’esercizio di un diritto fondamentale (quali i dati sull’ubicazione, la cui raccolta mette in gioco la libertà di circolazione) oppure la cui violazione comporta un grave impatto sulla vita quotidiana dell’interessato (quali i dati finanziari che potrebbero essere utilizzati per commettere frodi in materia di pagamenti).
 
5. Trattamenti effettuati nell’ambito del rapporto di lavoro mediante sistemi tecnologici (anche con riguardo ai sistemi di videosorveglianza e di geolocalizzazione) dai quali derivi la possibilità di effettuare un controllo a distanza dell’attività dei dipendenti (si veda quanto stabilito dal WP 248, rev. 01, in relazione ai criteri nn. 3, 7 e 8).
 
6. Trattamenti non occasionali di dati relativi a soggetti vulnerabili (minori, disabili, anziani, infermi di mente, pazienti, richiedenti asilo).
 
7. Trattamenti effettuati attraverso l’uso di tecnologie innovative, anche con particolari misure di carattere organizzativo (es. IoT; sistemi di intelligenza artificiale; utilizzo di assistenti vocali on-line attraverso lo scanning vocale e testuale; monitoraggi effettuati da dispositivi wearable; tracciamenti di prossimità come ad es. il wi-fi tracking) ogniqualvolta ricorra anche almeno un altro dei criteri individuati nel WP 248, rev. 01 .
 
8. Trattamenti che comportano lo scambio tra diversi titolari di dati su larga scala con modalità telematiche.
 
9. Trattamenti di dati personali effettuati mediante interconnessione, combinazione o raffronto di informazioni, compresi i trattamenti che prevedono l’incrocio dei dati di consumo di beni digitali con dati di pagamento (es. mobile payment).
 
10. Trattamenti di categorie particolari di dati ai sensi dell’art. 9 oppure di dati relativi a condanne penali e a reati di cui all’art. 10 interconnessi con altri dati personali raccolti per finalità diverse.
 
11. Trattamenti sistematici di dati biometrici, tenendo conto, in particolare, del volume dei dati, della durata, ovvero della persistenza, dell’attività di trattamento.
 
12. Trattamenti sistematici di dati genetici, tenendo conto, in particolare, del volume dei dati, della durata, ovvero della persistenza, dell’attività di trattamento
 
E-learning_1.pngScarica Allegato I MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231
 
3
Mag

La sicurezza di ogni account internet

 

oltre 100mila password usate più di frequente

La sicurezza di ogni account internet

passwordLa sicurezza di ogni account internet passa dalla password. E se si sceglie una password vulnerabile, inevitabilmente aumentano le probabilità di vedere hackerato il proprio account. Lo dimostra uno studio inglese che ha analizzato 100mila password.
 
Lo studio
Gli esperti di sicurezza del National cybersecurity center (Ncsc) del Regno Unito hanno analizzato oltre 100mila password usate più di frequente e contenute negli archivi di dati violati dagli hacker. Bene, tra queste, la più ricorrente è anche la più facile da indovinare: 123456. Dall’analisi è emerso che 23,2 milioni di account hackerati erano protetti proprio da quella password. E altri 7,7 milioni da una altrettanto facile, ma più lunga: 123456789.
 
L’importanza della password
Circa 31 milioni di account violati, quindi, erano difesi da una password debolissima. I ricercatori scrivono che “i risultati mostrano un numero enorme di password, usate regolarmente, che sono state violate e hanno concesso l’accesso alle informazioni sensibili”. Il Ncsc ha utilizzato i dati raccolti dal sito Have I been Pwned, a cui gli utenti ricorrono per verificare se le proprie email e password sono state hackerate, incrociandoli con quelli pubblicati a seguito delle violazioni di fine 2018.
 
Le password da evitare
Password come “qwerty” o “password” si posizionano al terzo e quarto posto nell’elenco di quelle violate. Seguite da combinazioni altrettanto semplici, come nomi propri, squadre di calcio, gruppi musicali o personaggi di fumetti, manga e cartoni animati. “
Il riutilizzo della password è ancora un rischio importante per privati e aziende. La password 123456 è stata trovata 23 milioni di volte nelle violazioni raccolte da Troy Hunt”, scrive il Ncsc. Gli esperti forniscono un consiglio semplice ma efficace, che tutti dovrebbero seguire: modificare la password per ogni account utilizzato.
 
26
Apr

Cessione credito riqualificazione energetica

 

modello e provvedimento Agenzia Entrate

Cessione credito riqualificazione energetica

Cessione credito riqualificazione energeticaCOMUNICAZIONE CESSIONE DEL CREDITO CORRISPONDENTE ALLA DETRAZIONE PER GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
 
Pubblicato dall’Agenzia delle Entrate il provvedimento per la cessione del credito per le detrazioni dovute agli interventi di riqualificazione energetica come previsto dall’articolo 1, comma 3, lettera a), nn. 5 e 9, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.
Informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679
 
Con questa informativa l’Agenzia delle Entrate spiega come tratta i dati raccolti e quali sono i diritti riconosciuti all’interessato ai sensi del Regolamento UE 2016/679, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali.
 
I dati forniti con questo modello verranno trattati dall’Agenzia delle Entrate per le attività connesse alla cessione del credito corrispondente alla detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati su singole unità immobiliari di cui all’articolo 14 del decreto-legge 14 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e le relative attività di liquidazione, accertamento e riscossione.
 
I dati personali sono trattati con strumenti automatizzati per il tempo strettamente necessario a conseguire gli scopi per cui sono stati raccolti.
 
L’Agenzia delle Entrate attua idonee misure per garantire che i dati forniti vengano trattati in modo adeguato e conforme alle finalità per cui vengono gestiti; l’Agenzia delle Entrate impiega idonee misure di sicurezza, organizzative, tecniche e fisiche, per tutelare le informazioni dall’alterazione, dalla distruzione, dalla perdita, dal furto o dall’utilizzo improprio o illegittimo. 
Cessione credito riqualificazione energeticaCessione credito riqualificazione energetica
DGR 2120 DEL 30/12/2015: OBBLIGO DI IMPLEMENTARE UN MODELLO MOG 231/2001 PER ACCREDITAMENTO DEGLI ORGANISMI DI FORMAZIONE E ENTI ACCREDITATI AI SERVIZI AL LAVORO