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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts from the ‘Generale’ Category

16
Feb

L’attuazione negli Enti Locali del nuovo Regolamento UE n. 679/2016

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Istruzioni tecniche, linee guida, note e modulistica

L’attuazione negli Enti Locali del nuovo Regolamento UE n. 679/2016

L’attuazione negli Enti Locali del nuovo Regolamento UE n. 679/2016Il Regolamento Generale sulla Protezione dei dati personali (Regolamento UE 679/2016 - di seguito indicato “RGPD”) è un atto con il quale la Commissione europea intende rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali dei cittadini, sia all’interno che all’esterno dei confini dell’Unione europea. Il testo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 4 maggio 2016, diventerà definitivamente applicabile in via diretta in tutti i Paesi UE a partire dal 25 maggio 2018. Il RGPD è parte del cosiddetto “Pacchetto protezione dati personali”, l’insieme normativo che definisce un nuovo quadro comune in materia di tutela dei dati personali per tutti gli Stati membri dell’UE e comprende anche la Direttiva in materia di trattamento dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini. Dal 25 maggio 2018 dunque, anche per gli enti locali, il RGPD andrà a sostituire la direttiva sulla protezione dei dati (ufficialmente Direttiva 95/46/EC) istituita nel 1995. Nell’ambito del nuovo quadro normativo che la Commissione europea ha voluto delineare e al quale gli Stati membri devono conformarsi, l’Italia ha recepito i nuovi principi attraverso l’art. 13 della legge n. 163/20171, entrata in vigore il 21 novembre 2017, che ha attribuito al Governo la delega ad adottare (entro 6 mesi) uno o più provvedimenti rivolti a: - abrogare le disposizioni del Decreto Legislativo n. 196/2003 (l’attuale Codice Privacy) che siano in contrasto o comunque incompatibili con la nuova disciplina europea in tema di trattamento di dati personali e a modificarlo al fine di dare puntuale attuazione alle disposizioni del RGPD; - valutare l’opportunità di avvalersi dei poteri specifici del Garante per la protezione dei dati personali (di seguito Garante Privacy) affinché adotti provvedimenti attuativi e integrativi volti al perseguimento delle finalità previste dal RGPD; - adeguare l’attuale regime sanzionatorio, a livello penale e amministrativo, alle disposizioni del RGPD, al fine di garantire la corretta osservanza della nuova normativa. Tali decreti legislativi non sono stati ancora approvati in questa legislatura, tuttavia si sottolinea che essendo il Regolamento europeo direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, dal 25 maggio 2018 la nuova disciplina in materia di privacy entrerà comunque in vigore. Infine, si segnala che in merito all’attuazione dell’art. 28 della legge 20 novembre 2017 n. 167 (entrata in vigore il 12 dicembre 2017)2, che modifica i rapporti tra titolare e responsabile del trattamento dei dati personali, stabilendo che gli stessi siano stipulati in forma scritta, si è in attesa dei modelli che saranno definiti dal Garante Privacy. Dunque, per un adeguamento coerente dell’intera nuova disciplina prevista dal Regolamento UE, occorrerà comunque attendere l’emanazione dei suddetti decreti legislativi e delle indicazioni del Garante Privacy, di cui l’ANCI darà puntuale informativa. Pertanto, nelle more del completamento del nuovo assetto ordinamentale in materia, il presente Quaderno e gli allegati schemi di atti e provvedimenti rappresenta il primo contributo che l’Associazione vuole fornire ad Amministratori ed operatori locali per la concreta, prima attuazione – entro il 25 maggio 2018 – della nuova disciplina vigente in materia di protezione dei dati personali. Analoga attività informativa, gratuita, per l’attuazione del Regolamento, sarà altresì svolta dalla partecipata di ANCI, Ancitel SpA. A cura di: Stefania Dota – Vice Segretario Generale; Maria Rosaria Di Cecca – Responsabile Ufficio Affari istituzionali con la collaborazione di Riccardo Narducci – Studio Narducci

L’attuazione negli Enti Locali del nuovo Regolamento UE n. 679/2016L’attuazione negli Enti Locali del nuovo Regolamento UE n. 679/2016

 
13
Feb

Bioprocessi innovativi per la valorizzazione di rifiuti organici

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

studio sperimentale multidisciplinare per lo sviluppo di processi biotecnologici a partire da materie prime rinnovabili

Bioprocessi innovativi per la valorizzazione di rifiuti organici

Bioprocessi innovativi per la valorizzazione di rifiuti organiciLo studio si inquadra in un’ottica di ‘bioraffineria’, puntando alla diversificazione dei prodotti ottenibili dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani nonché all’incremento del loro valore economico, prevedendo una modifica sostanziale della digestinoe anaerobica per la produzione di biogas/bioidrometano e polimeri biodegradabili (bioplastiche). Anche se i processi biotecnologici sono tendenzialmente ‘dolci’, il loro sviluppo deve includere la valutazione degli aspetti della salute e sicurezza sin dalle fasi iniziali. Nella filiera specifica sono stati studiati i rischi occupazionali che variano in relazione alla biomassa di partenza, ai pretrattameti applicati e alle diverse configurazioni di processo. Prodotto: Volume Edizioni: Inail – 2017 Salute e sicurezza nelle biotecnologie industriali Progetto Inail BRIC 2015 Pubblicazione realizzata da Inail Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) La presente Monografia si inquadra nelle finalità dell’attività di ricerca Inail-Dit “Sviluppo di processo nelle biotecnologie industriali e connessi aspetti di salute e sicurezza” ed è relativa ai risultati del progetto Inail BRIC 2015 “Bioprocessi innovativi per la valorizzazione di rifiuti organici mediante produzione integrata di biogas/bioidrometano e polimeri biodegradabili: sviluppo di processo e connessi aspetti di salute e sicurezza”. La stessa descrive uno studio sperimentale multidisciplinare che è stato impostato a partire da due considerazioni iniziali: - Le biotecnologie industriali hanno grande potenziale per lo sviluppo di processi di produzione a basso impatto ambientale ed a partire da materie prime rinnovabili. In tale ambito sono particolarmente interessanti i processi biotecnologici che utilizzano come materia prima i rifiuti organici, consentendone la piena valorizzazione verso prodotti utili e innovativi, in un’ottica di “economia circolare” che potrebbe contribuire alla ripresa economica del paese. - Anche se i processi biotecnologici possono essere considerati come tendenzialmente “dolci”, il loro sviluppo deve includere l’attenzione agli aspetti della salute e della sicurezza dei lavoratori sin dalla fasi iniziali dello sviluppo dei processi stessi [Pietrangeli et al., 2014]. Infatti, tali processi non sono del tutto esenti da stadi di tipo chimico-fisico, cui si aggiungono problematiche specifiche connesse all’impiego di agenti biologici. Altri fattori da considerare sono: - Ai fini dello sviluppo di filiere industriali efficaci dal punto di vista ambientale ed economico, la materia prima rinnovabile (il “feedstock” della filiera) deve avere caratteristiche peculiari, ovvero a) larga e diffusa disponibilità sul territorio, b) effettiva richiesta sul mercato dei prodotti ottenibili e c) scarsa disponibilità di usi alternativi (prima di tutto se in filiere “food”). Ciò motiva la scelta di utilizzare per questo progetto la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (cosiddetta FORSU), ovvero la frazione dei rifiuti urbani con minor tasso di recupero “efficace”. Attualmente, la principale via di recupero della FORSU è rappresentata dalla produzione del compost che però trova difficoltà di collocazione sul mercato, in particolare quando la FORSU non deriva da raccolta differenziata molto selettiva e capillare. - Anche la valorizzazione mediante digestione anaerobica (DA) con produzione di biogas porta ad un prodotto di limitato valore aggiunto: il biogas ha infatti un elevato tenore di CO2 e quindi non è utilizzabile tal quale in rete o per autotrazione. Inoltre, l’utilizzo del digestato anaerobico come fertilizzante in agricoltura incontra qualche difficoltà per possibile scarsa stabilizzazione e potenziale presenza di sostanze chimiche e microrganismi. Pur con questi limiti, la DA è oggi una tecnologia di grande interesse per la valorizzazione energetica e per il recupero di nutrienti dalla FORSU. Partendo da queste considerazioni, lo studio si inquadra in un’ottica di “bioraffineria”, puntando alla diversificazione dei prodotti ottenibili dalla FORSU, nonché all’incremento del loro valore economico.

Bioprocessi innovativi per la valorizzazione di rifiuti organici Bioprocessi innovativi per la valorizzazione di rifiuti organici

 
12
Feb

Guida all’adesione e all’applicazione del contributo ambientale

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CONAI Guida pratica sugli adempimenti, procedure e modulistica

Guida all’adesione e all’applicazione del contributo ambientale

E-learningLa Guida CONAI 2018 è costituita da due volumi: il primo illustra gli adempimenti e le procedure consortili; il secondo contiene tutta la modulistica e le relative istruzioni. La nuova edizione ha recepito integralmente i contenuti della Guida Tecnica, in vigore fino al 31 dicembre 2017, in merito agli impatti della diversificazione contributiva per gli imballaggi in plastica su alcune procedure di applicazione, dichiarazione ed esenzione del Contributo ambientale, anche per altri materiali.

La Guida CONAI 2018 è costituita da due volumi : il primo illustra gli adempimenti e le procedure consortili; il secondo contiene tutta la modulistica e le relative istruzioni.

La nuova edizione ha recepito integralmente i contenuti della Guida Tecnica, in vigore fino al 31 dicembre 2017, in merito agli impatti della diversificazione contributiva per gli imballaggi in plastica su alcune procedure di applicazione, dichiarazione ed esenzione del Contributo ambientale, anche per altri materiali.

Tra le principali novità di quest’anno si segnalano: i nuovi valori delle tre fasce contributive per gli imballaggi in plastica : dal 1 ̊ gennaio, 179,00 € /t per la fascia A, 208,00 € /t per la fascia B e 228,00 € /t per la fascia C; le variazioni del Contributo (in aumento o in diminuzione) per altri quattro materiali: dal 1 ̊ gennaio, per gli imballaggi in carta (da 4,00 a 10,00 € /t), in acciaio (da 13,00 a 8,00 € /t) e in vetro (da 16,30 a 13,30 € /t) e dal 1 ̊ giugno, per gli imballaggi in alluminio (da 45,00 a 35,00 € /t); una nuova procedura di rimborso del Contributo ambientale (Mod. 6.6 Bis) dedicata alle aziende che esportano imballaggi pieni, già dichiarati al CONAI con le procedure semplificate per import, per un importo annuo fino a 2.000 Euro; una nuova modalità di fatturazione dei saldi infrannuali risultanti dal Mod. 6.10 Compensazione import/export nonché una semplificazione procedurale per il rimborso del credito risultante a fine anno dallo stesso Mod. 6.10; una nuova procedura di esenzione ex-post (in aggiunta a quella ex-ante già esistente) per le aziende che acquistano imballaggi primari a diretto contatto con dispositivi medici e/o prodotti farmaceutici

conaiVolume 1 - Adempimenti

conaiVolume 2 - Modulistica

 
12
Feb

Inquinamento da mercurio

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Bollettino d'informazione sulle principali attività e normative concernenti le sostanze chimiche

Inquinamento da mercurio

E-learningBollettino d'informazione sulle principali attività e normative concernenti le sostanze chimiche, in attuazione del Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH)

Il mercurio, tenuto conto della sua estesa diffusione su tutto il pianeta, rappresenta una seria minaccia per la salute e per l’ambiente, come attestato dai dati raccolti nell’edizione 2013 del Global Mercury Assessment pubblicata dall’UNEP. Oltre al mercurio presente come elemento in ambiente ed a quello che viene emesso in atmosfera per cause naturali, si stima che le attività umane siano diventate la principale causa di emissioni (in aria) e rilasci (in acqua) di mercurio, raggiungendo il picco durante gli anni ’70 del secolo scorso. Tra le attività che si caratterizzano per un alto tasso di inquinamento da mercurio rientrano la combustione di carbone fossile, alcuni processi industriali che fanno uso di mercurio e di suoi composti (industria chimica, cementifici, raffinazione del petrolio), l’attività estrattiva nelle miniere di mercurio (oggi messa al bando nell’Unione Europea, ma ancora in atto in altre aree del pianeta) e quella legata all’attività estrattiva artigianale su piccola scala nelle miniere d’oro. La salute umana è messa particolarmente in pericolo dal metil-mercurio, un composto del mercurio presente negli organismi viventi, in particolare nei pesci che occupano i gradini più alti nella catena alimentare (come tonni, pesci spada etc.) dove si verifica il fenomeno del bio-accumulo. Anche l’amalgama dentale a base di mercurio costituisce un elemento di preoccupazione per la salute umana e per l’ambiente. Il mercurio è stato da tempo individuato come inquinante globale in grado di produrre rilevanti effetti negativi sia sulla salute umana che sull’ambiente. Una volta rilasciato nell’ambiente, viene sottoposto a una serie di trasformazioni che ne determinano la circolazione tra aria, acqua, sedimenti, suolo e organismi viventi. Esso è presente in diverse forme chimiche: mercurio metallico, inorganico e organico. A seconda dello stato chimico del mercurio, la sua presenza assume rilevanza in uno o più comparti ambientali. Uno dei composti del mercurio più pericolosi è il metilmercurio che si bioaccumula negli organismi viventi e in particolare nei pesci di grossa taglia, come ad esempio il pesce spada e il tonno. Per le sue caratteristiche fisiche e chimiche, il mercurio e messo in atmosfera può essere trasportato anche molto lontano dal luogo di emissione prima di depositarsi nell’ambiente, per cui il suo utilizzo può avere un impatto rilevante in aree non direttamente interessate dalle attività che hanno generato le emissioni.

L’inquinamento da mercurioL’inquinamento da mercurio

 
6
Feb

Concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi Regolamento UE 2016/679

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Bruxelles, 24.1.2018

È importante concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi per tutte le disposizioni alle quali devono conformarsi.

Concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi Regolamento UE 2016/679Maggiore protezione, nuove opportunità – Orientamenti della Commissione per l'applicazione diretta del regolamento generale sulla protezione dei dati a partire dal 25 maggio 2018 Il 6 aprile 2016 l'Unione europea ha deciso di modificare radicalmente il quadro giuridico relativo alla protezione dei dati adottando il pacchetto di riforma in materia comprendente il regolamento generale sulla protezione dei dati ("regolamento"), che sostituisce la ventennale direttiva 95/46/CE ("direttiva sulla protezione dei dati"), e la direttiva sulla protezione dei dati nell'ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia . Il regolamento, nuovo strumento di protezione dei dati a livello di Unione, diventerà direttamente applicabile il 25 maggio 2018, due anni dopo la sua adozione ed entrata in vigore. Il regolamento rafforzerà la tutela del diritto dei cittadini alla protezione dei dati personali, riflettendone la natura di diritto fondamentale dell'Unione europea . Prevedendo un unico insieme di norme direttamente applicabili negli ordinamenti giuridici degli Stati membri, garantirà la libera circolazione dei dati personali tra gli Stati membri dell'UE e rafforzerà la fiducia e la sicurezza dei consumatori, due elementi indispensabili per un vero mercato unico digitale. Il regolamento creerà così nuove opportunità per le attività commerciali e le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, anche chiarendo le norme relative al trasferimento internazionale di dati. Pur basandosi sulla normativa vigente, il nuovo quadro giuridico avrà effetti di ampia portata e, sotto alcuni aspetti, richiederà notevoli adeguamenti. Per questo motivo, il regolamento prevede un periodo di transizione di due anni – fino al 25 maggio 2018 – per offrire agli Stati membri e alle parti interessate il tempo di prepararsi ad applicare pienamente il nuovo quadro giuridico. Nel corso degli ultimi due anni tutte le parti interessate, dalle amministrazioni nazionali e autorità nazionali di protezione dei dati ai titolari del trattamento e responsabili del trattamento, hanno intrapreso varie attività per assicurare che l'importanza e l'ampiezza dei cambiamenti introdotti dalle nuove disposizioni in materia di protezione dei dati siano ben chiare e tutti i soggetti interessati siano pronti ad applicarle. Con l'avvicinarsi della scadenza del 25 maggio, la Commissione ritiene necessario fare il punto delle attività svolte e valutare eventuali altri provvedimenti che potrebbero essere utili per garantire che tutto sia pronto per la riuscita applicazione del nuovo quadro giuridico. I punti cruciali della comunicazione sono:

  1. Il nuovo quadro giuridico dell'ue in materia di protezione dei dati — maggiore protezione e nuove opportunità
  2. Attività preparatorie svolte finora a livello di Unione europea
  3. Provvedimenti ancora da adottare per una preparazione ottimale
  4. Prossime tappe

Il regolamento è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò significa che entra in vigore e si applica senza necessità di alcun atto legislativo nazionale: di norma, i cittadini, le imprese, le pubbliche amministrazioni e altre organizzazioni che trattano dati personali possono basarsi direttamente sulle disposizioni del regolamento. Ciononostante, conformemente al regolamento, gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per adattare la rispettiva legislazione abrogando e modificando le leggi esistenti, istituire autorità nazionali di protezione dei dati, scegliere un organismo di accreditamento e stabilire le norme per conciliare la libertà di espressione con la protezione dei dati. Il regolamento offre altresì agli Stati membri la possibilità di precisare ulteriormente l'applicazione delle norme in materia di protezione dei dati in ambiti specifici, vale a dire: settore pubblico , rapporti di lavoro e sicurezza sociale, medicina preventiva e medicina del lavoro, sanità pubblica, fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o fini statistici, numero di identificazione nazionale, accesso del pubblico ai documenti ufficiali e obblighi di segretezza. Inoltre, per quanto riguarda il trattamento di dati genetici, dati biometrici o dati relativi alla salute, il regolamento consente agli Stati membri di mantenere o introdurre ulteriori condizioni, comprese limitazioni. L'interpretazione del regolamento spetta agli organi giurisdizionali europei (giudici nazionali e, da ultimo, Corte di giustizia dell'Unione europea) e non ai legislatori degli Stati membri. Il legislatore nazionale pertanto non può copiare il testo del regolamento se non è necessario alla luce dei criteri forniti dalla giurisprudenza, né interpretarlo o inserire condizioni aggiuntive alle norme direttamente applicabili in virtù del regolamento. Se lo facesse, gli operatori nell'Unione si troverebbero di nuovo di fronte a un quadro frammentato e non saprebbero quali norme sono tenuti a rispettare. In questa fase soltanto due Stati membri (Austria e Germania) hanno già adottato la legislazione nazionale pertinente; gli altri Stati membri hanno raggiunto diversi stadi delle rispettive procedure legislative e prevedono di adottare la normativa entro il 25 maggio 2018. È importante concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi per tutte le disposizioni alle quali devono conformarsi. Qualora gli Stati membri non adottino le misure necessarie a norma del regolamento, non le adottino entro i termini previsti o facciano ricorso alle disposizioni del regolamento relative alle precisazioni in modo contrario al regolamento stesso, la Commissione intende avvalersi di tutti gli strumenti di cui dispone, compreso il ricorso alla procedura di infrazione.

formazioneVai alla comunicazione della commisssione

 
6
Feb

Concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi Regolamento UE 2016/679

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COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO Bruxelles, 24.1.2018

È importante concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi per tutte le disposizioni alle quali devono conformarsi.

Concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi Regolamento UE 2016/679Maggiore protezione, nuove opportunità – Orientamenti della Commissione per l'applicazione diretta del regolamento generale sulla protezione dei dati a partire dal 25 maggio 2018 Il 6 aprile 2016 l'Unione europea ha deciso di modificare radicalmente il quadro giuridico relativo alla protezione dei dati adottando il pacchetto di riforma in materia comprendente il regolamento generale sulla protezione dei dati ("regolamento"), che sostituisce la ventennale direttiva 95/46/CE ("direttiva sulla protezione dei dati"), e la direttiva sulla protezione dei dati nell'ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia . Il regolamento, nuovo strumento di protezione dei dati a livello di Unione, diventerà direttamente applicabile il 25 maggio 2018, due anni dopo la sua adozione ed entrata in vigore. Il regolamento rafforzerà la tutela del diritto dei cittadini alla protezione dei dati personali, riflettendone la natura di diritto fondamentale dell'Unione europea . Prevedendo un unico insieme di norme direttamente applicabili negli ordinamenti giuridici degli Stati membri, garantirà la libera circolazione dei dati personali tra gli Stati membri dell'UE e rafforzerà la fiducia e la sicurezza dei consumatori, due elementi indispensabili per un vero mercato unico digitale. Il regolamento creerà così nuove opportunità per le attività commerciali e le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni, anche chiarendo le norme relative al trasferimento internazionale di dati. Pur basandosi sulla normativa vigente, il nuovo quadro giuridico avrà effetti di ampia portata e, sotto alcuni aspetti, richiederà notevoli adeguamenti. Per questo motivo, il regolamento prevede un periodo di transizione di due anni – fino al 25 maggio 2018 – per offrire agli Stati membri e alle parti interessate il tempo di prepararsi ad applicare pienamente il nuovo quadro giuridico. Nel corso degli ultimi due anni tutte le parti interessate, dalle amministrazioni nazionali e autorità nazionali di protezione dei dati ai titolari del trattamento e responsabili del trattamento, hanno intrapreso varie attività per assicurare che l'importanza e l'ampiezza dei cambiamenti introdotti dalle nuove disposizioni in materia di protezione dei dati siano ben chiare e tutti i soggetti interessati siano pronti ad applicarle. Con l'avvicinarsi della scadenza del 25 maggio, la Commissione ritiene necessario fare il punto delle attività svolte e valutare eventuali altri provvedimenti che potrebbero essere utili per garantire che tutto sia pronto per la riuscita applicazione del nuovo quadro giuridico. I punti cruciali della comunicazione sono:

  1. Il nuovo quadro giuridico dell'ue in materia di protezione dei dati — maggiore protezione e nuove opportunità
  2. Attività preparatorie svolte finora a livello di Unione europea
  3. Provvedimenti ancora da adottare per una preparazione ottimale
  4. Prossime tappe

Il regolamento è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò significa che entra in vigore e si applica senza necessità di alcun atto legislativo nazionale: di norma, i cittadini, le imprese, le pubbliche amministrazioni e altre organizzazioni che trattano dati personali possono basarsi direttamente sulle disposizioni del regolamento. Ciononostante, conformemente al regolamento, gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per adattare la rispettiva legislazione abrogando e modificando le leggi esistenti, istituire autorità nazionali di protezione dei dati, scegliere un organismo di accreditamento e stabilire le norme per conciliare la libertà di espressione con la protezione dei dati. Il regolamento offre altresì agli Stati membri la possibilità di precisare ulteriormente l'applicazione delle norme in materia di protezione dei dati in ambiti specifici, vale a dire: settore pubblico , rapporti di lavoro e sicurezza sociale, medicina preventiva e medicina del lavoro, sanità pubblica, fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o fini statistici, numero di identificazione nazionale, accesso del pubblico ai documenti ufficiali e obblighi di segretezza. Inoltre, per quanto riguarda il trattamento di dati genetici, dati biometrici o dati relativi alla salute, il regolamento consente agli Stati membri di mantenere o introdurre ulteriori condizioni, comprese limitazioni. L'interpretazione del regolamento spetta agli organi giurisdizionali europei (giudici nazionali e, da ultimo, Corte di giustizia dell'Unione europea) e non ai legislatori degli Stati membri. Il legislatore nazionale pertanto non può copiare il testo del regolamento se non è necessario alla luce dei criteri forniti dalla giurisprudenza, né interpretarlo o inserire condizioni aggiuntive alle norme direttamente applicabili in virtù del regolamento. Se lo facesse, gli operatori nell'Unione si troverebbero di nuovo di fronte a un quadro frammentato e non saprebbero quali norme sono tenuti a rispettare. In questa fase soltanto due Stati membri (Austria e Germania) hanno già adottato la legislazione nazionale pertinente; gli altri Stati membri hanno raggiunto diversi stadi delle rispettive procedure legislative e prevedono di adottare la normativa entro il 25 maggio 2018. È importante concedere agli operatori un periodo sufficiente a prepararsi per tutte le disposizioni alle quali devono conformarsi. Qualora gli Stati membri non adottino le misure necessarie a norma del regolamento, non le adottino entro i termini previsti o facciano ricorso alle disposizioni del regolamento relative alle precisazioni in modo contrario al regolamento stesso, la Commissione intende avvalersi di tutti gli strumenti di cui dispone, compreso il ricorso alla procedura di infrazione.

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29
Gen

Sharing mobility management

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

Fornire alle persone servizi di mobilità in forma collaborativa

Sharing mobility management

Sharing mobility managementA cura di ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. ISPRA, Quaderni Ambiente e Società 16/2017 Curatori e autori nel documento Il primo quaderno della Rete dei mobility manager ha lo scopo di inquadrare tale figura dal punto di vista delle norme e delle prassi che regolano la mobilità sostenibile delle persone. In particolare si è ritenuto necessario somministrare ai mobility manager un questionario al fine di ottenere un’analisi del contesto aziendale e di ente pubblico, in grado di rendere le complessità e le criticità che quotidianamente vivono gli operatori del settore. Con particolare riferimento alla città di Roma sono state inoltre selezionate alcune delle esperienze più interessanti sia in ambito aziendale che scolastico ed universitario. Il quaderno presenta infine contributi scelti in rapporto ai temi della sicurezza stradale, della salute e degli incentivi ai servizi di mobilità, approfondendo alcuni strumenti di comunicazione adottati dalla Rete. In occasione dei primi incontri con l’Amministrazione di Roma, la Rete dei Mobility Manager di Roma la Rete dei mobility manager di Roma ha presentato alla Commissione Mobilità di Roma Capitale e alla Commissione Lavori Pubblici il documento: la ‘Carta di proposte strutturali della Rete, emerse dall’esame dell’“Art. 5 del Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2016”. Queste, sono il risultato condiviso con il gruppo di oltre 25 mobility manager di Roma di enti pubblici e privati costituito al fine di rendersi parte attiva nella promozione di una mobilità urbana più sostenibile a Roma e pervenire ad un riconoscimento del ruolo del mobility manager di azienda e di ente, in collaborazione con il mobility di area. Le proposte di mobility management riguardano principalmente la gestione dei bisogni di mobilità dei cittadini/dipendenti/studenti nell’ambito operativo di enti/imprese/aziende e in quello scolastico/universitario; sono rivolte a diversi soggetti competenti: l’amministrazione comunale e quella dei municipi, come anche quelle dei comuni dell’Area Metropolitana, per le dirette competenze in materia, le amministrazioni centrali per le innovazioni normative e gli indirizzi generali. Alcune proposte potrebbero costituire i presupposti di un progetto pilota per Roma Capitale da replicare su base nazionale, per cui attivare una ricerca di fondi nazionali ed europei ed una partnership che includa gli assessorati alla mobilità sostenibile dei Municipi.

Sharing mobility managementSharing mobility management

 
23
Gen

Ministero Ambiente circolare n.59 12 gennaio 2018

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231

requisiti del responsabile tecnico

Ministero Ambiente circolare n.59 12 gennaio 2018

Ministero Ambiente circolare n.59 12 gennaio 2018Il responsabile tecnico che ricopre tale ruolo per il trasporto di rifiuti speciali pericolosi (categoria 5) è da ritenersi idoneo anche per il trasporto dei rifiuti speciali non pericolosi (categoria 4) purché gli anni di esperienza richiesti non siano superiori a quelli previsti per la classe di appartenenza della categoria 5.

Pubblicata dal Ministero dell’ambiente il 12 gennaio 2018 la circolare n.59 che affronta cinque temi in merito ai requisiti del responsabile tecnico previsti dagli articoli 12 e 13 del Dm 120/2014 Regolamento per la definizione delle attribuzioni e delle modalità di organizzazione dell’Albo nazionale dei gestori ambientali, dei requisiti tecnici e finanziari delle imprese e dei responsabili tecnici, dei termini e delle modalità di iscrizione e dei relativi diritti annuali e in precedenza affrontati dallo stesso Ministero – Albo nazionale gestori ambientali nella delibera n.6 del 30 maggio 2017.

Allegati alla circolare i modelli da destinare all’Albo per la domanda di dispensa delle verifiche di idoneità ai sensi dell’articolo 13 del Dm 2014; la dichiarazione sostitutiva di certificazione artt. 46 e 47 del Dpr 445/2000 da affiancare alla domanda in questione e infine il modello per l’attestazione di dispensa dalle verifiche.

Requisiti del responsabile tecnico Affiancamento al responsabile tecnico Verifiche d'idoneità del responsabile tecnico Dispensa dalle verifiche d'idoneità del responsabile tecnico Disposizioni transitorie Ministero Ambiente circolare n.59 12 gennaio 2018Ministero Ambiente circolare n.59 12 gennaio 2018

 
14
Gen

I Corso sicurezza nei luoghi di lavoro per lavoratori, addetti antincendio, incaricati al primo soccorso che partono in gennaio 2018 sono super scontati!

Corsi per lavoratori neo assunti? Se acquisti un corsi di  formazione specifica,  corso Generale o ad altre proposte formative resterai sicuramente soddisfatto! Non lo affermiamo noi ma gli stessi partecipanti! Non regaliamo nulla! I nostri prezzi sono estremamente competitivi! La quota prevede la colazione di lavoro inclusa e il coffee break.
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14
Gen

Se ti iscrivi alla Formazione Specifica, al corso Generale o ad altre proposte formative resterai sicuramente soddisfatto! Non lo affermiamo noi ma gli stessi partecipanti! Non regaliamo nulla! Prezzi competitivi!

Se ti iscrivi alla Formazione Specifica, al corso Generale o ad altre proposte formative resterai sicuramente soddisfatto! Non lo affermiamo noi ma gli stessi partecipanti! Non regaliamo nulla! Prezzi competitivi!
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15 febbraio 2018 orario 14.00/18.00;
07 marzo 2018 orario 09.00/13.00.
ADDESTRAMENTO NUOVI ADDETTI ANTINCENDIO durata 8 ore (rivolto alle aziende a medio rischio):
Allievi attesi in aula nelle città di Mestre, Marghera, Marcon, Spinea, Venezia nei giorni sotto indicati:
Per scaricare la scheda con la programmazione completa cliccare qui.
23 gennaio 2018 orario 14.00/18.00 e 25 gennaio 2018 orario 08.30/13.30; ulteriore sconto del 20% - offerta ultimi posti!
15 febbraio 2018 orario 14.00/18.00 e 19 febbraio 2018 orario 08.30/13.30;
07 marzo 2018 orario 09.00/13.00 e 13 marzo 2018 orario 08.30/13.30.
I corsi possono essere organizzati presso la sede del Cliente in Veneto o nel Nord Est e in aula nelle città di Mestre, Spinea, Venezia, Treviso, Padova, Verona ecc.
I Corsi oltre alla teoria prevedono una sezione pratica con il docente del corso. L'attestato ha validità nazionale. La sua validità è di durata triennale. Il corso è rivolto alle Aziende e  ai privati.  Siamo partner Ente Accreditato.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it