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Modello di organizzazione e di gestione 231

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8
Mag

Il D. Lgs. 231/01 prevede alcune sanzioni, variabili a seconda della fattispecie e della gravità del reato commesso.

Il D. Lgs. 231/01 prevede alcune sanzioni, variabili a seconda della fattispecie e della gravità del reato commesso.
Le sanzioni possono essere sia di tipo pecuniario fino a 1.549.000,00 €, sia di tipo interdittivo, come la sospensione o revoca delle licenze/autorizzazioni/concessioni, il divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione, la sospensione dell’esercizio dell’attività fino a due anni, l’esclusione da contributi/finanziamenti/agevolazioni. In sostanza queste sanzioni sono in grado di decretare la fine dell’Azienda coinvolta in un reato penale commesso, a propria insaputa, dai propri collaboratori.
Le sanzioni interdittive possono venire applicate agli Enti sprovvisti di un Modello Organizzativo 231/01 anche in fase cautelare, cioè ancora prima che venga emesso il giudizio durante le indagini preliminari, su richiesta del Pubblico Ministero, nel caso in cui il Giudice ravvisi gravi indizi di colpevolezza ed il concreto pericolo di reiterazione del reato.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
16
Mar

ESPERTO 231 – 32 ore valido come aggiornamento RSPP per 8 crediti

 
Per chi desidera diventare un "ESPERTO sui modelli di gestione 231", MODI in collaborazione con AISF propone la partecipazione a un corso online della durata di 32 ore valido come aggiornamento per gli RSPP per 8 crediti.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
 
6
Dic

I compiti dell’Organismo di Vigilanza e le piccole imprese

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231Cosa s’intende per ente/impresa di piccole dimensioni?
Ancora una volta la normativa non ci aiuta in quanto non riporta una definizione di “ente/impresa di piccole dimensioni”.  Secondo un’interpretazione diffusa questa espressione fa riferimento a enti caratterizzati da un impianto verticistico, in cui “non vi sia un’articolazione interna basata su una pluralità di centri decisionali”.La Circolare della Guardia di Finanza n. 83607/2012 preferisce ricorrere alla definizione comunitaria di cui alla raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE, ratificata con D.M. 18.04.2005, il cui art. 2, comma 2, prevede quali appartenenti a tale categoria quegli enti che presentano contemporaneamente le seguenti condizioni:
  • un numero di occupati non superiore alle 49 unità, intendendo per tali (…) i dipendenti dell’impresa a tempo determinato o indeterminato, iscritti nel libro matricola dell’impresa e legati all’impresa da forme contrattuali che precedono il vincolo di dipendenza, fatta eccezione di quelli posti in cassa integrazione straordinaria;
  • un totale di bilancio annuo o un fatturato annuo, quali risultanti dall’ultimo esercizio contabile chiuso ed approvato, non superiore ai 10 milioni di euro.
Per quanto riguarda la struttura si ritiene che l’ODV possa essere anche a composizione monocratica (per esempio un professionista esterno) ma per le realtà medio grandi sia la giurisprudenza sia la dottrina ritengono necessaria la composizione collegiale e “un’esclusività di azione ovverosia un impegno esclusivo sull’attività di vigilanza relativa alla concreta attuazione del modello”.
Per le imprese di piccole dimensioni in cui tale funzione non è svolta dall’organo dirigente (facoltà prevista dall’art. 6, comma 4 del d.lgs. 231/2001), la composizione monocratica potrebbe essere sufficiente.
In ogni caso è utile riflettere sul fatto che la composizione collegiale garantisce maggiore indipendenza. Maurizio Billi è il referente in Modi Srl per i modelli di organizzazione e gestione D.lgs 231/2001 e assume anche il ruolo di ODV Organismo di Vigilanza. 
Per ulteriori informazioni contattateci al numero verde gratuito anche da telefoni cellulari e smartphone 800300333, via e-mail mog231@gmail.como visitate il sito www.mog231.it.
 
15
Feb

I compiti dell’ODV e le piccole imprese – ORGANISMO DI VIGILANZA

Cosa s’intende per ente/impresa di piccole dimensioni?
Ancora una volta la normativa non ci aiuta in quanto non riporta una definizione di “ente/impresa di piccole dimensioni”.  Secondo un’interpretazione diffusa questa espressione fa riferimento a enti caratterizzati da un impianto verticistico, in cui “non vi sia un’articolazione interna basata su una pluralità di centri decisionali”.La Circolare della Guardia di Finanza n. 83607/2012 preferisce ricorrere alla definizione comunitaria di cui alla raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE, ratificata con D.M. 18.04.2005, il cui art. 2, comma 2, prevede quali appartenenti a tale categoria quegli enti che presentano contemporaneamente le seguenti condizioni:
  • un numero di occupati non superiore alle 49 unità, intendendo per tali (…) i dipendenti dell’impresa a tempo determinato o indeterminato, iscritti nel libro matricola dell’impresa e legati all’impresa da forme contrattuali che precedono il vincolo di dipendenza, fatta eccezione di quelli posti in cassa integrazione straordinaria;
  • un totale di bilancio annuo o un fatturato annuo, quali risultanti dall’ultimo esercizio contabile chiuso ed approvato, non superiore ai 10 milioni di euro.
Per quanto riguarda la struttura si ritiene che l’ODV possa essere anche a composizione monocratica (per esempio un professionista esterno) ma per le realtà medio grandi sia la giurisprudenza sia la dottrina ritengono necessaria la composizione collegiale e “un’esclusività di azione ovverosia un impegno esclusivo sull’attività di vigilanza relativa alla concreta attuazione del modello”.
Per le imprese di piccole dimensioni in cui tale funzione non è svolta dall’organo dirigente (facoltà prevista dall’art. 6, comma 4 del d.lgs. 231/2001), la composizione monocratica potrebbe essere sufficiente.
In ogni caso è utile riflettere sul fatto che la composizione collegiale garantisce maggiore indipendenza. Maurizio Billi è il referente in Modi Srl Consulenza Formazione per i modelli di organizzazione e gestione D.lgs 231/2001 e assume anche il ruolo di ODV Organismo di Vigilanza. Contattando la segreteria organizzativa al numero verde 800300333 ci si può iscrivere al seminario del 21/03/16 sul DGR 2120 del 30/12/2015 e i Modelli 231.