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Modello di organizzazione e di gestione 231

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17
Mag

Quali sono i compiti dei Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione? Chi può assumere tale nomina?


I Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione sono incaricati di individuare e valutare i rischi, individuare le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro ed elaborare le misure preventive e protettive per la sicurezza e la salute dei Lavoratori, elaborare le misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di tali misure, elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali ed elaborare i programmi di informazione, formazione dei Lavoratori.
Le attività degli RSPP dovranno integrarsi con quelle dei Datori di Lavoro e degli RLS, oltre che del medico competente, qualora previsto, al fine di ridurre o eliminare i rischi di infortuni o di danni per la salute e migliorare le condizioni di lavoro nell’azienda.

Il ruolo può essere affidato ad una persona esterna all’azienda che dovrà rispondere ad alcuni requisiti minimi così come stabilito dall’art. 32 del D. Lgs. 81/08.
Ci sono solo alcuni casi in cui l’RSPP deve essere obbligatoriamente interno all’azienda: nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori, nelle industrie estrattive, nelle centrali termoelettriche, nelle aziende per la fabbricazione e il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, infine nelle aziende industriali soggette all’obbligo di notifica o rapporto ai sensi degli articoli 6 e 8 del D. Lgs. 17 agosto 1999 e negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del Decreto Legislativo 17 marzo 1995, n. 230.

Anche i Datori di Lavoro possono assumere in proprio l'incarico di RSPP, ma solo nei casi previsti dal D.Lgs. 81/08: aziende artigiane e industrial fino a 30 addetti (escluse le aziende a rischio di incidente rilevante), aziende agricole e zootecniche fino a 30 addetti, aziende della pesca fino a 20 addetti e altre aziende fino a 200 addetti.

I Datori di Lavoro che intendono svolgere direttamente i compiti di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione devono frequentare corsi di formazione di 16 ore se l’azienda rientra nel livello di rischio basso, 32 e 48 ore se l’azienda rientra nel livello di rischio medio e alto, rispettivamente (Accordo Stato - Regioni del 21 dicembre 2011). Il livello rischio è individuato in funzione del Settore ATECO di appartenenza dell’azienda. Sono inoltre previsti obblighi di aggiornamento quinquennali (6, 10 e 14 ore in base ai tre livelli di rischio).

I nostri tecnici qualificati restano a disposizione per chiarimenti e per un sopralluogo gratuito presso l'Azienda. Per un preventivo sulla valutazione dei rischi aziendali chiamateci al numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it

9
Apr

Cosa si intende per sorveglianza sanitaria e quando è obbligatoria?

La sorveglianza sanitaria rappresenta una misura di prevenzione fondamentale adottabile dal Datore di Lavoro per tutelare la salute dei dipendenti  circa eventuali patologie che si potrebbero manifestare a fronte di esposizione continuativa a rischi per la salute di una certa entità. Il datore di lavoro ha, infatti, l’obbligo di rispettare eventuali limitazioni o prescrizioni, eventualmente previste dal medico competente, proprio al fine di evitare l’insorgere di malattie professionali.
 
La sorveglianza sanitaria è l'insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela di salute esicurezza dei lavoratori, in relazione all'ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell'attività lavorativa.  
 
La sorveglianza sanitaria è obbligatoria, oltre ai casi singoli in cui il Lavoratore la richieda e il Medico Competente la ritenga pertinente, in presenza di esposizione ai seguenti rischi: movimentazione manuale dei carichi, sulla base della valutazione del rischio, agenti fisici, rumore, vibrazioni, radiazioni ottiche artificiali, campi elettromagnetici, agenti chimici pericolosi, uso di attrezzature munite di videoterminale oltre le 20 ore settimanali, agenti biologici.
 
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it
 
18
Mar

Cosa significa valutare i rischi nei luoghi di lavoro?

 La valutazione dei rischi è un obbligo indelegabile dei Datori di Lavoro ed è effettuata in collaborazione con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e con il Medico Competente (nei casi in cui sia obbligatoria la sorveglianza sanitaria), previa consultazione del Rappresentante del Lavoratori per la Sicurezza.
La valutazione dei rischi prevede un’analisi dettagliata dei luoghi di lavoro e comporta la valutazione di tutti i rischi per la salute e per la sicurezza dei Lavoratori, l’eliminazione e/o la riduzione dei rischi, la programmazione della prevenzione, la predisposizione di misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato.
Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) rappresenta la mappatura dei rischi nei luoghi di lavoro presenti in un’azienda. Il DVR, secondo l’art. 18 del D.Lgs. 81/2008, è quel documento che serve per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e dimostrare agli organi di controllo l’avvenuta valutazione dei rischi per tutelare la salute dei lavoratori.
La redazione del DVR deve seguire criteri precisi e deve possedere dei requisiti specifici; in particolare deve contenere una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa e tutti gli interventi per eliminare, ridurre o controllare i rischi e i pericoli presenti all’interno dei luoghi di lavoro. Nel DVR deve essere esplicita l’indicazione del nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.) o di quello territoriale e del Medico Competente (ove previsto). Queste figure devono essere consultate durante la valutazione dei rischi e per la stesura del DVR dal Datore di Lavoro e devono partecipare alla riunione periodica prevista dall’art. 35 del D. Lgs 81/08 per la discussione dei problemi inerenti la sicurezza aziendale. Il Documento di Valutazione dei Rischi è obbligatorio per tutte le aziende con almeno un dipendente e deve essere aggiornato qualora vi siano modifiche all’organizzazione aziendale o al processo produttivo tali da poter influire sullo stato di salute e sulla sicurezza dei lavoratori, o a seguito di gravi infortuni oppure se il medico competente ne rileva la necessità. Dopo la rielaborazione del testo, le misure di sicurezza e prevenzione vanno aggiornate di conseguenza. La valutazione dei rischi da parte dei Datori di Lavoro e la realizzazione dei conseguenti documenti è uno degli elementi di più grande rilevanza del D.Lgs 81/08.
I nostri tecnici qualificati restano a disposizione per chiarimenti e per un sopralluogo gratuito presso l'Azienda. Per un preventivo sulla valutazione dei rischi aziendali chiamateci al numero verde 800300333 raggiungibile gratis anche da mobile. Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it
 
19
Feb

Quali sono gli obblighi stabiliti per i Datori di Lavoro in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro? Quali sono le funzioni che possono essere delegate?

Quali sono gli obblighi stabiliti per i Datori di Lavoro in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro? Quali sono le funzioni che possono essere delegate?
I Datori di Lavoro devono obbligatoriamente valutare i fattori di rischio che riguardano i luoghi di lavoro, le attrezzature e designare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi (RSPP) e il Medico Competente, ove previsto dalla normativa. Insieme a quest’ultimi devono occuparsi della redazione del Documento di Valutazione dei Rischi. I Datori di Lavoro hanno l’obbligo di attuare le misure di prevenzione, di tutela della salute e programmare eventuali miglioramenti dei luoghi di lavoro. Sono tenuti, tra l’altro, a designare e formare gli addetti al Servizio di Protezione e Prevenzione garantendo un’adeguata formazione ai lavoratori in materia di antincendio, primo soccorso e gestione dell’emergenze. I Datori di Lavoro possono delegare i poteri di organizzazione, gestione e controllo ad una persona purché il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate.
 Il tutto deve essere formalizzato con un atto che verrà sottoscritto per accettazione dal delegato. Il delegato dovrà avere l’autonomia di spesa per lo svolgimento delle funzioni delegate. La delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo ai Datori di Lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite.
I Datori di Lavoro non hanno la possibilità di delegare la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento di valutazione dei rischi “DVR “, né la designazione del “RSPP - responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi”.
I nostri tecnici qualificati restano a disposizione per chiarimenti e per un sopralluogo gratuito presso l'Azienda. Per un preventivo sulla valutazione dei rischi aziendali chiamateci al numero verde 800300333 raggiungibile gratis anche da mobile. Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it
 
21
Gen

Cos’è il Testo Unico sulla Sicurezza dei Lavoratori e qual è il campo di applicazione?

Cos’è il Testo Unico sulla Sicurezza dei Lavoratori e qual è il campo di applicazione?
Il Testo Unico per la Sicurezza dei Lavoratori è la norma di riferimento in materia di salute e sicurezza sul lavoro, emanata con il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. Il D.Lgs. 81/2008 in Italia ha riformato, riunito ed armonizzato, abrogandole, le disposizioni dettate da numerose precedenti normative in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro succedutesi nell'arco di quasi sessant’anni, al fine di adeguare il corpus normativo all’evolversi della tecnica e del sistema di organizzazione del lavoro. L’ultima revisione del Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro è di Maggio 2017.
Il D.Lgs. 81/2008 fornisce disposizioni generali per quanto concerne la sicurezza e l’igiene sul lavoro, i requisiti dei luoghi di lavoro, la prevenzione incendi, l’evacuazione dei lavoratori e il primo soccorso e si applica a tutti i settori di attività, privati e pubblici ed a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e autonomi, nonché ai soggetti ad essi equiparati. Sono tutelati dal suddetto decreto, oltre i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, anche i soci lavoratori, i tirocinanti, gli allievi degli istituti di istruzione ed universitari che utilizzano agenti chimici, biologici, videoterminali o che possono essere esposti ad agenti fisici, i volontari dei VV.FF. e della protezione civile e gli addetti a lavori socialmente utili.  
La disciplina del Testo Unico della Sicurezza esclude, invece, gli addetti ai servizi domestici e familiari. Tuttavia, visto l’importanza dell’osservanza da parte del Datore di Lavoro di questa Legge, suggeriamo di prestare la massima attenzione e farsi “consigliare” per una corretta valutazione da un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.  
I nostri tecnici qualificati come RSPP restano a disposizione per chiarimenti e per un sopralluogo gratuito presso l'Azienda.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it
4
Gen

Per il Regolamento Europeo 2016/679 la designazione di un Responsabile della Protezione Dati interno all’autorità pubblica o all’organismo pubblico richiede necessariamente anche la costituzione di un apposito ufficio?

Per il Regolamento Europeo Gdrp 2016/679 la designazione di un Responsabile della Protezione Dati interno all'autorità pubblica o all'organismo pubblico richiede necessariamente anche la costituzione di un apposito ufficio?
Il Regolamento Generale sulla protezione dei Dati prevede, all'art. 38, che «il titolare e del trattamento e il responsabile del trattamento sostengono il responsabile della protezione dei dati nell'esecuzione dei compiti di cui all'articolo 39 fornendogli le risorse necessarie per assolvere tali compiti e accedere ai dati personali e ai trattamenti e per mantenere la propria conoscenza specialistica».
Ne deriva che, in relazione alla complessità, sia amministrativa che tecnologica, dei trattamenti e dell'organizzazione, occorrerà valutare se una sola persona possa essere sufficiente a svolgere il complesso dei compiti affidati al Responsabile della Protezione dei Dati.
Il GDPR, infatti, stabilisce che quanto più aumentano complessità e/o sensibilità dei trattamenti, tanto maggiori devono essere le risorse messe a disposizione del RPD. La funzione "protezione dati" deve essere esercitata con efficienza e contare su risorse sufficienti in proporzione al trattamento svolto.
Solo dopo aver valutato in dettaglio l'esito di questa analisi si potrà valutare l'opportunità/necessità di istituire un apposito ufficio al quale destinare le risorse necessarie allo svolgimento dei compiti stabiliti. Ad ogni modo, ove sia costituito un apposito ufficio, è comunque necessario che venga sempre individuata la persona fisica che riveste il ruolo di RPD.
Fonte: Faq Garante Privacy La MODI è in grado di offrire consulenza in ambito Privacy oltre che la formazione necessaria per applicare efficacemente quanto previsto dal Regolamento Europeo 2016/679 sulla protezione dei dati personali.
Per consulenze Privacy, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.it, www.corsionlineitalia.it, www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it e www.consulenzacertificazioneiso37001.it/. E-mail MODI NETWORK modi@modiq.it
 
7
Apr

Chi sono i Preposti della Sicurezza? Quanto dura un corso di formazione? E quello di aggiornamento?

Chi sono i  Preposti?
I preposti sono delle persone dotate dell’esperienza e delle competenze necessarie che, nei limiti dei poteri funzionali e gerarchici adeguati all’incarico conferitogli, sovrintendono alle attività lavorative e garantiscono l’attuazione delle direttive, controllando la loro corretta esecuzione ed esercitando un funzionale potere di iniziativa. Hanno collocazione autonoma all’interno della struttura aziendale e devono ricevere specifica formazione.
I Preposti devono assicurarsi che i Lavoratori osservino gli obblighi di legge e le disposizioni aziendali e controllare che solo i Lavoratori adeguatamente formati accedano ai luoghi a maggior rischio. Devono segnalare ai Datori di Lavoro o ai Dirigenti i problemi e le condizioni di pericolo. Inoltre devono pretendere il rispetto delle misure in caso di emergenza e dare istruzioni, informando tempestivamente i Lavoratori in caso di pericolo grave e immediato e valutare di non richiedere a questi di riprendere l’attività in una situazione in cui persista il pericolo.
MODI S.r.l di Mestre e Spinea organizza corsi di Formazione e aggiornamento per Preposti anche online. Per ulteriori informazioni consultare il nostro sito www.modiq.it oppure contattateci al numero verde 800300333 raggiungibile gratis anche da mobile o via e-mail a modi@modiq.it.
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23
Nov

Il Regolamento UE 679/2016 prevede obblighi specifici in capo ai responsabili del trattamento

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231Il Regolamento UE 679/2016 prevede obblighi specifici in capo ai responsabili del trattamento, in quanto distinti da quelli pertinenti ai rispettivi titolari. Ciò riguarda, in particolare, la tenuta del registro dei trattamenti svolti (ex art. 30, paragrafo 2); l'adozione di idoneemisure tecniche e organizzative per garantire la sicurezza dei trattamenti (ex art. 32 regolamento); la designazione di un RPD-DPO, nei casi previsti dal regolamento o dal diritto nazionale (si veda art. 37 del regolamento). Si ricorda, inoltre, che anche il responsabile non stabilito nell'Ue dovrà designare un rappresentante in Italia quando ricorrono le condizioni di cui all'art. 27, paragrafo 3, del regolamento – diversamente da quanto prevede oggi l'art. 5, comma 2, del Codice. Per la consultazione del Regolamento 679/16, slide, video, materiali, faq ecc., lo staff di Consulenza Privacy Regolamento UE 679/2016 by MODI S.r.l. è disponibile al numero verde 800300333. MODI S.r.l. ha messo a disposizione per gli interessati anche un sito internet dedicato www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it
14
Nov

L’approccio basato sul “RISCHIO E MISURE DI ACCOUNTABILITY” e la RESPONSABILIZZAZIONE DI TITOLARI E RESPONSABILI PRIVACY.

MODI qualità ambiente sicurezza formazione modelli 231 Prosegue con questo articolo la nostra analisi sul Regolamento UE 679/16 e ancora una volta riportiamo in parte i contenuti presenti nei punti dell’indice pubblicato dal Garante della Privacy, In particolare valutiamo quale è l’APPROCCIO BASATO SUL RISCHIO E MISURE DI ACCOUNTABILITY (RESPONSABILIZZAZIONE) DI TITOLARI E RESPONSABILI secondo il Regolamento UE 679/2016. Di seguito si riporta una specifica interessante: “Il regolamento pone con forza l'accento sulla "responsabilizzazione" (accountability nell'accezione inglese) di titolari e responsabili – ossia, sull'adozione di comportamenti proattivi e tali da dimostrare la concreta adozione di misure finalizzate ad assicurare l'applicazione del regolamento (si vedano artt. 23-25, in particolare, e l'intero Capo IV del regolamento). Si tratta di una grande novità per la protezione dei dati in quanto viene affidato ai titolari il compito di decidere autonomamente le modalità, le garanzie e i limiti del trattamento dei dati personali – nel rispetto delle disposizioni normative e alla luce di alcuni criteri specifici indicati nel regolamento. Il primo fra tali criteri è sintetizzato dall'espressione inglese "data protection by default and by design" (si veda art. 25), ossia dalla necessità di configurare il trattamento prevedendo fin dall'inizio le garanzie indispensabili "al fine di soddisfare i requisiti" del regolamento e tutelare i diritti degli interessati – tenendo conto del contesto complessivo ove il trattamento si colloca e dei rischi per i diritti e le libertà degli interessati. Tutto questo deve avvenire a monte, prima di procedere al trattamento dei dati vero e proprio ("sia al momento di determinare i mezzi del trattamento sia all'atto del trattamento stesso", secondo quanto afferma l'art. 25(1) del regolamento) e richiede, pertanto, un'analisi preventiva e un impegno applicativo da parte dei titolari che devono sostanziarsi in una serie di attività specifiche e dimostrabili. Fondamentali fra tali attività sono quelle connesse al secondo criterio individuato nel regolamento rispetto alla gestione degli obblighi dei titolari, ossia il rischio inerente al trattamento. Quest'ultimo è da intendersi come rischio di impatti negativi sulle libertà e i diritti degli interessati (si vedano considerando 75-77); tali impatti dovranno essere analizzati attraverso un apposito processo di valutazione(si vedano artt. 35-36) tenendo conto dei rischi noti o evidenziabili e delle misure tecniche e organizzative (anche di sicurezza) che il titolare ritiene di dover adottare per mitigare tali rischi. All'esito di questa valutazione di impatto il titolare potrà decidere in autonomia se iniziare il trattamento (avendo adottato le misure idonee a mitigare sufficientemente il rischio) ovvero consultare l'autorità di controllo competente per ottenere indicazioni su come gestire il rischio residuale; l'autorità non avrà il compito di "autorizzare" il trattamento, bensì di indicare le misure ulteriori eventualmente da implementare a cura del titolare e potrà, ove necessario, adottare tutte le misure correttive ai sensi dell'art. 58: dall'ammonimento del titolare fino alla limitazione o al divieto di procedere al trattamento. Dunque, l'intervento delle autorità di controllo sarà principalmente "ex post", ossia si collocherà successivamente alle determinazioni assunte autonomamente dal titolare; ciò spiega l'abolizione a partire dal 25 maggio 2018 di alcuni istituti previsti dalla direttiva del 1995 e dal Codice italiano, come la notifica preventiva dei trattamenti all'autorità di controllo e il cosiddetto prior checking (o verifica preliminare: si veda art. 17 Codice), sostituiti da obblighi di tenuta di un registro dei trattamenti da parte del titolare/responsabile e, appunto, di effettuazione di valutazioni di impatto in piena autonomia. Peraltro, alle autorità di controllo, e in particolare al "Comitato europeo della protezione dei dati" (l'erede dell'attuale Gruppo "Articolo 29") spetterà un ruolo fondamentale al fine di garantire uniformità di approccio e fornire ausili interpretativi e analitici: il Comitato è chiamato, infatti, a produrre linee-guida e altri documenti di indirizzo su queste e altre tematiche connesse, anche per garantire quegli adattamenti che si renderanno necessari alla luce dello sviluppo delle tecnologie e dei sistemi di trattamento dati. Si segnalano, al riguardo, le linee-guida in materia di valutazione di impatto sulla protezione dei dati recentemente pubblicate dal Gruppo "Articolo 29", disponibili qui: http://ec.europa.eu/newsroom/document.cfm?doc_id=44137.” Per la consultazione del Regolamento 679/16, slide, video, materiali, faq ecc., lo staff di Consulenza Privacy Regolamento UE 679/2016 by MODI S.r.l. è disponibile al numero verde 800300333. MODI S.r.l. ha messo a disposizione per gli interessati anche un sito internet dedicato www.consulenzaprivacyregolamentoue679.it
 
3
Ott

RSPP formazione e aggiornamento dei Responsabili e Addetti dei servizi di Prevenzione e Protezione, tutte le novità

Nell’allegato V del NUOVO ACCORDO STATO REGIONI del 7 luglio c.a sono indicati i criteri di formazione per i Responsabili ed Addetti dei Servizi di Prevenzione e Protezione, previsti dall’art. 32, comma 2, del D. Lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni
E’ possibile consultare una tabella riassuntiva indicante i criteri della formazione rivolta ai soggetti con ruoli in materia di formazione.
I contenuti minimi dei percorsi formativi per RSPP ( Responsabili Servizio Prevenzione e Protezione) e ASPP (Addetto Servizio Prevenzione Protezione) sono visionabili consultando l’allegato A.
Il percorso formativo per RSPP e ASPP è stato articolato in tre moduli denominati A, B e C. Essenziale per l’apprendimento degli altri moduli e il modulo A che rappresenta il corso base con una durata pari a 28 ore, escluse però, le verifiche di apprendimento finali.
Il modulo B riguarda la natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi all’attività lavorativa. Esso risulta essere necessario per lo svolgimento delle funzioni di RSPP e di ASPP, e prevede un modulo comune a tutti i settori produttivi, fatta eccezione per quattro settori, il cui percorso deve essere integrato con alcuni moduli di specializzazione. Il modulo B prevede una durata di 48 ore, non comprensiva però delle verifiche di apprendimento finali. Infine, per la specializzazione delle funzioni di RSPP è stato ideato il modulo C, la cui durata è di 24 ore escluse, ovviamente, le verifiche di apprendimento finali. Per gli aggiornamenti i responsabili e addetti sono tenuti a frequentare 20 ore nel caso di ASPP, che salgono a 40 se parliamo di RSPP.

Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it