1 sicurezza lavoro Archives - MOG 231 - Modelli di Organizzazione e Gestione | MOG 231 – Modelli di Organizzazione e Gestione
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Modello di organizzazione e di gestione 231

Posts from the ‘sicurezza lavoro’ Category

27
Apr

MODI SRL offre tutta la consulenza necessaria per permettere alle organizzazioni interessate di ottenere la Certificazione ISO 39001.

MODI SRL offre tutta la consulenza necessaria per permettere alle organizzazioni interessate di ottenere la Certificazione ISO 39001. La Certificazione ISO 39001 “Road traffic safety (RTS) management systems” è un insieme di regole e di procedure, definito in una norma riconosciuta a livello internazionale, che definisce i requisiti di un sistema di gestione per la sicurezza stradale che ogni azienda o organizzazione pubblica o privata, coinvolta nel trasporto su strada di cose o persone, può adottare con l’obiettivo di ridurre il numero di morti e infortuni gravi derivanti da incidenti stradali. La realizzazione di un  Sistema di Gestione per la Sicurezza Stradale e la giusta formazione al personale coinvolto sono attività che saranno prese in esame dai consulenti aziendali.
Per l'ottenimento della certificazione ISO 39001:2016 chiama MODI SRL telefono 041 5412700 numero verde 800300333 sito internet www.modiq.it  e-mail modi@modiq.it
 
 
18
Apr

Aule corsi in Veneto per lavoratori che devono formarsi e aggiornarsi come addetti all’uso attrezzature, primo soccorso, antincendio, RLS ecc.

Stai cercando un aula corsi in Veneto per i tuoi lavoratori che devono formarsi e aggiornarsi come addetti all'uso attrezzature, primo soccorso, antincendio, RLS ecc.? MODI SRL organizza corsi in varie città (Marghera, Mestre, Venezia, Marcon, Treviso, Padova, Vicenza, Mirano ecc.) su vari argomenti e in particolare in materia di SSLL.
 
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
13
Mar

Addetti al Primo Soccorso di nuova formazione e aggiornamento triennale periodico per mantenere qualifica

Organizziamo periodicamente nella nostra aula corsi di Mestre corsi per lavoratori con incarico di addetto al primo soccorso.
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero 0415412700 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
8
Apr

finanziamento procedura informatica attiva sul portale INAIL fino alle ore 18.00 del 5 maggio 2016.

Anche quest’anno l'INAIL ha pubblicato il bando ISI 2015 per gli incentivi alla sicurezza dei luoghi di lavoro, con cui finanzia le imprese che decidono di conseguire la certificazione OHSAS 18001. Come in passato, la misura finanzia sia i costi di consulenza che quelli dell'organismo di certificazione ed è stato confermato il contributo a fondo perduto del 65% dei costi del progetto.Qualsiasi tipologia di impresa (anche individuale) può accedere a tali finanziamenti, purché iscritta alla CCIAA. Per richiedere il finanziamento è necessario compilare e salvare la domanda seguendo la procedura informatica attiva sul portale INAIL, dal 1° marzo 2016, fino alle ore 18.00 del 5 maggio 2016. Vi ricordiamo, inoltre, che la certificazione OHSAS 18001 consente di ottenere una consistente riduzione del premio INAIL (fino al 28%). Conseguentemente, grazie al finanziamento e alla riduzione del premio INAIL, il processo di certificazione può essere realizzato senza alcun costo e addirittura, nella gran parte dei casi, ottenendo anche dei vantaggi economici (oltre, ovviamente, ai vantaggi connessi al conseguimento della certificazione 18001: sgravio responsabilità personale, requisito o elemento di vantaggio nella partecipazione a gare pubbliche, ecc.)
Per consulenze, iscrizione ai corsi e partecipazione ai seminari chiamare il numero verde 800300333 o visitate i nostri siti www.mog231.it; www.modiq.it, www.consulenzasicurezzaveneto.ite www.corsionlineitalia.it. E-mail MODI NETWORK modisq@tin.it
 
26
Mar

Agenti chimici, sul canale Sicurezza Inail una nuova area tematica per conoscere i rischi

La sezione offre una panoramica su uno degli argomenti principali dell’igiene del lavoro, che investe sia l’ambito domestico sia quello produttivo, con contributi di tipo informativo e approfondimenti di carattere tecnico-scientifico sull’impiego di prodotti potenzialmente rischiosi per la salute

ROMA – Il canale Sicurezza sul lavoro del portale Inail si arricchisce di una nuova area tematica dedicata agli agenti chimici, caratterizzata da contributi di tipo informativo e approfondimenti di natura tecnico-scientifica. Il tema affrontato è uno degli argomenti principali dell’igiene del lavoro, in quanto l’impiego di sostanze, preparati, derivati e rifiuti dei prodotti chimici potenzialmente rischiosi per la salute degli utilizzatori, in ambito domestico così come nei cicli produttivi, necessita di una serie di competenze specifiche che ne rendano possibile l’utilizzo in sicurezza.

La classificazione degli agenti pericolosi. La nuova sezione comprende una parte introduttiva dedicata alla natura e alla classificazione degli agenti chimici pericolosi che possono indurre effetti dannosi più o meno gravi sull’organismo, in funzione delle specifiche proprietà chimico-fisiche e tossicologiche, delle modalità di utilizzo e della dose assorbita. La sezione delinea la tematica alla luce dell’attuale normativa, che risulta completata con gli ultimi documenti tecnici – predisposti dal comitato 9, sottogruppo “Agenti chimici”, della Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro – sui criteri e gli strumenti per la valutazione e la gestione del rischio nei luoghi di lavoro, alla luce delle ricadute del regolamento Reach, adottato dall’Unione europea per migliorare la protezione della salute e dell’ambiente dai rischi delle sostanze chimiche, e di quello Clp, che disciplina la loro classificazione ed etichettatura.

Una rassegna delle metodologie applicabili. Un altro tema di grande attualità affrontato nella nuova area tematica è quello della valutazione del rischio al quale sono esposti i lavoratori per effetto dell’utilizzo di queste sostanze, rispetto alla quale viene proposta una rassegna delle principali metodologie applicabili: da quelle modellistiche, che utilizzano algoritmi per la simulazione dell’esposizione, alle campagne di monitoraggio per la misurazione della concentrazione ambientale e dell’esposizione personale, sia per via inalatoria che attraverso la pelle, insieme a indicazioni sui limiti di riferimento che possono essere applicati.

Le misure di prevenzione e protezione. La sezione appena inaugurata nel canale Sicurezza si occupa, inoltre, delle misure di prevenzione e protezione, che nel caso del rischio chimico il Testo unico sulla sicurezza distingue tra misure di carattere generale e misure di carattere specifico. La sostituzione dell’agente pericoloso o del processo con altri che, nelle condizioni di uso, non lo sono, o lo sono in misura inferiore, resta quella più importante, ma quando ciò non è possibile occorre attuare interventi di diversa natura.

MODI Qualità, Ambiente, Sicurezza, Corsi di Formazione, Privacy e 231

12
Mar

Amianto, al via la seconda tranche del processo agli ex manager Pirelli

Aperta al tribunale di Milano l’udienza preliminare a carico di 11 persone, tra ex componenti del cda ed ex amministratori dell’azienda di pneumatici, accusate di omicidio colposo e lesioni colpose gravi per la morte di 16 operai impiegati negli stabilimenti di viale Sarca e via Ripamonti e per altri quattro casi di lavoratori che si sono ammalati di forme tumorali

MILANO – Si è aperta oggi al tribunale di Milano l’udienza preliminare a carico di 11 ex manager della Pirelli, tra ex componenti del cda ed ex amministratori, che si sono succeduti tra il 1979 e il 1988. Tutti sono imputati per omicidio colposo, in relazione ai decessi di 16 operai che hanno lavorato tra la fine degli anni ’70 e la fine degli anni ’80 negli stabilimenti milanesi dell’azienda di pneumatici di viale Sarca e via Ripamonti, e che sono morti, secondo l’ipotesi dell’accusa, per aver respirato e essere venuti a contatto con le polveri di amianto. Agli imputati viene anche contestato il reato di lesioni colpose gravi per altri quattro casi di lavoratori che si sono ammalati di forme tumorali.

I familiari parte civile con Asl di Milano e Regione Lombardia. Quella inaugurata oggi è la seconda tranche del procedimento penale di cui è titolare il pm di Milano Maurizio Ascione, che ha già portato alla sbarra gli 11 ex manager Pirelli per altri 24 casi, tra operai morti per mesotelioma pleurico o che si sono ammalati di tumore, nel processo ancora in corso che riprenderà il prossimo 18 marzo. Nell’udienza preliminare odierna, davanti al gup Luigi Varanelli, hanno preannunciato la richiesta di costituzione di parte civile i familiari dei lavoratori, la Regione Lombardia e la Asl di Milano.

Il procedimento riprenderà il 22 aprile. La seconda tranche del processo agli ex manager della Pirelli riprenderà il 22 aprile ed è già stata fissata un’altra udienza per il giorno successivo. Il pm nel frattempo ha depositato una consulenza amministrativa sull’organigramma societario dell’azienda di pneumatici all’epoca dei fatti contestati. Gli inquirenti, inoltre, starebbero per chiudere anche una terza tranche dell’inchiesta che riguarderebbe altri due casi di operai morti e tre di lavoratori che si sono ammalati.

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5
Mar

Lavoratori stranieri, un progetto per apprendere il linguaggio della sicurezza

L’ha realizzato l’Anmil, con il sostegno del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per sviluppare una vera cultura della prevenzione, favorire l’integrazione a livello personale e professionale, e dare concretezza ai percorsi di educazione alla cittadinanza attiva

ROMA – Insegnare la lingua italiana a partire dai concetti, dalle parole, dalle terminologie e dai ragionamenti della sicurezza. Questo l’obiettivo del progetto Cis (Cultura integrazione sicurezza), realizzato dall’Anmil e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che si propone di realizzare percorsi e pacchetti formativi/informativi rivolti a lavoratori stranieri di piccole e medie imprese e cooperative per sviluppare una vera cultura della prevenzione e dare concretezza ai percorsi di educazione alla cittadinanza.

Il fenomeno dell’immigrazione in costante aumento. Il progetto, avviato in via sperimentale nell’area metropolitana di Roma, caratterizzata dalla presenza di lavoratori di varie etnie e Paesi, parte dalla consapevolezza che il fenomeno dell’immigrazione in Italia è in costante aumento e con esso il numero di lavoratori stranieri impiegati nelle nostre aziende, spesso in settori ad alto rischio infortunistico. Nonostante la formazione fatta sul luogo di lavoro, questi lavoratori in molti casi incontrano notevoli difficoltà anche soltanto nell’interpretazione della segnaletica della sicurezza, perché non hanno una adeguata conoscenza della lingua italiana. Partendo da questo presupposto, il progetto Cis è nato con l’intento di far coincidere due esigenze all’apparenza molto diverse fra loro, ma che possono essere soddisfatte contemporaneamente: apprendere l’italiano per integrarsi sia a livello lavorativo che personale e apprendere i concetti e il linguaggio della sicurezza sul lavoro.

Un percorso formativo di 60 ore in presenza e a distanza. L’iniziativa, che in questa prima fase ha coinvolto 40 persone, punta dunque a stabilire una connessione forte ed evidente tra l’approccio alla sicurezza e l’efficacia dei processi di integrazione e di cittadinanza attiva, e ad attribuire alla sicurezza sul lavoro il ruolo di volano per l’integrazione economica, sociale e culturale dei lavoratori stranieri, stimolando il loro protagonismo nella valutazione del rischio, nella definizione delle strategie personali di prevenzione e nella trasmissione dei valori della sicurezza agli altri lavoratori. Il percorso formativo, della durata di 60 ore, avviene in modalità “blended”, ossia mediante otto incontri in presenza di tre ore ciascuno, per un totale di 24 ore, e un percorso in autoapprendimento di 36 ore, con l’aiuto di tutor a distanza.

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28
Feb

Thyssen, in appello la pena per l’ad ridotta a 10 anni. Per i giudici non ci fu dolo

Al termine del processo di secondo grado per il rogo del 6 dicembre 2007 costato la vita a sette operai, la Corte d’Assise di Torino ha ridimensionato le condanne inflitte in primo grado a Harald Espenhahn e agli altri cinque imputati. La decisione accolta con grida di indignazione dai familiari delle vittime, che per protesta hanno occupato per quattro ore l’aula del tribunale

TORINO – Sconto di sei anni per l’amministratore delegato della Thyssenkrupp, Harald Espenhahn, al processo di secondo grado per il rogo in cui il 6 dicembre 2007 morirono sette operai. Lo ha deciso oggi la Corte d’Assise d’Appello di Torino, che ha riformato la sentenza di primo grado che l’aveva condannato a 16 anni e mezzo di reclusione riducendo la pena a 10 anni per omicidio colposo, non confermando quindi il reato di omicidio volontario con dolo eventuale. Prima di lasciare l’aula dopo la lettura della sentenza, che ha ridotto le pene anche per gli altri cinque imputati, l’avvocato Ezio Audisio, legale di Espenhahn, ha detto soltanto di essere “soddisfatto per la parte in cui è stata accolta la tesi dell’insussistenza del dolo”.

Il pm Guariniello: “Resta comunque una sentenza storica”. Per il pm Raffaele Guariniello, che ha coordinato il pool dell’accusa, “al di là del riconoscimento del dolo resta una sentenza storica. Quello che conta è che mai in Italia o nel mondo sono state date pene così alte per degli infortuni sul lavoro. È un messaggio dato a tutti i giudici e anche ai datori di lavoro. È stata riconosciuta la necessità di fare prevenzione ed è comunque un grande messaggio dato alle imprese”. Guariniello, attualmente impegnato nel processo di appello ai vertici dell’Eternit, ha assicurato anche il suo impegno per il ricorso in Cassazione contro la sentenza: “Avevo detto che questo sarebbe stato il mio penultimo processo e che poi avrei lasciato la magistratura. Adesso resterò a combattere la vostra battaglia. Io sul dolo eventuale non ci penso proprio a demordere”, ha detto rivolgendosi ai familiari delle sette vittime, che hanno reagito con grida di indignazione alla decisione dei giudici.

“Oggi hanno ammazzato di nuovo i nostri figli”. Dopo la lettura della sentenza, le madri e i parenti dei sette operai hanno occupato per quattro ore la maxi aula 1 del tribunale di Torino. “Oggi hanno ammazzato di nuovo i nostri figli, noi questa sentenza non la accetteremo mai – ha detto Rosina Platì, madre di Giuseppe De Masi – Durante il secondo grado non è emerso alcun elemento nuovo e non capiamo perché siano state ridotte le pene. Noi andremo avanti, non ci fermeremo mai”. I familiari hanno chiesto anche di incontrare il ministro della Giustizia: “Se il ministro non verrà andremo noi, andremo da Napolitano, da chiunque. Vogliamo che qualcuno ci ascolti: hanno ammazzato i nostri figli e le nostre vite sono rovinate per sempre”. L’occupazione è terminata solo quando è arrivata l’assicurazione che una delegazione dei parenti sarebbe stata ricevuta nel pomeriggio dal prefetto. “Abbiamo chiesto che la prefettura si attivi per procurare ai parenti dei ragazzi deceduti un incontro con il presidente della Repubblica, che già in altre occasioni ha dimostrato verso questa vicenda grande attenzione e sensibilità”, ha spiegato dopo l’incontro Antonio Boccuzzi, l’unico operaio sopravvissuto al rogo.

Disposto il dissequestro della linea 5 dello stabilimento. Con la decisione odierna la Corte d’Assise d’Appello ha disposto anche il dissequestro della linea 5 dello stabilimento di Torino, teatro della strage del 6 dicembre 2007. L’incidente avvenne poco dopo la mezzanotte a causa di una fiammata sprigionata da un forno a cui stavano lavorando otto persone. A perdere la vita furono Antonio Schiavone, 36 anni, Roberto Scola, 32 anni, Bruno Santino, 26 anni, Angelo Laurino, 43 anni, Rosario Rodinò, 26 anni, Giuseppe De Masi, 26 anni, e il loro capoturno Rocco Marzo, 54 anni. Boccuzzi, invece, si salvò perché al momento della fiammata stava cercando di collegare una manichetta a un serbatoio d’acqua e si trovava dietro un muletto che lo protesse dal fuoco.

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