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19 settembre 2016

Codice internazionale di etica per gli operatori di medicina del lavoro

ICOH, International commission on occupational health, ha redatto la terza edizione del Codice internazionale di etica

Codice internazionale di etica per gli operatori di medicina del lavoro

Codice internazionale di etica per gli operatori di medicina del lavoroA più di dieci anni dalla pubblicazione in italiano della seconda edizione, abbiamo il piacere di presentare la traduzione della terza edizione del “Codice internazionale di etica per gli operatori di medicina del lavoro”, già pubblicata in inglese e francese nel 2014. In questa occasione vorremmo ricordare il successo non soltanto editoriale che l’edizione del 2002 ha raccolto, con l’auspicio che anche questa terza edizione possa seguirne le orme. Il Codice 2002 è stato ampiamente riconosciuto ed utilizzato sia a scopo formativo che per l’elaborazione di codici di etica nazionali in molti paesi. In Argentina e in Italia è stato usato quale riferimento per l’elaborazione della legislazione sulla salute e sicurezza occupazionali. Oltre alle lingue ufficiali dell’ICOH, il Codice etico fu tradotto in cinese, greco, italiano, giapponese, portoghese, spagnolo e turco. Nel 2010, il gruppo di lavoro dei direttori medici delle Nazioni Unite ha suggerito che qualunque dichiarazione in materia di etica della medicina del lavoro rilasciata in seno alle Nazioni Unite dovesse essere ispirata al Codice etico ICOH ed elaborata in conformità ad esso. Inoltre, il Codice etico 2002 è stato adottato, su base volontaria, come standard nella definizione e valutazione della condotta professionale oltre ad essere ampiamente menzionato in questioni di salute occupazionale e affini. Anche in Italia, il Codice del 2002 ha avuto un’importante fortuna editoriale ed è stato ampiamente citato nei principali manuali di medicina del lavoro, ed utilizzato come testo di riferimento nelle scuole di specializzazione. Ricordiamo, inoltre, il riferimento al Codice etico ICOH nell’art. 39 del d.lgs. 81/2008, in cui si esplicitano i principi etici che informano l’attività professionale del medico competente. Questa terza edizione 2014 mantiene la struttura esistente del Codice 2002 al fine di garantire continuità e riconoscibilità dei contenuti da parte di tutti i lettori provenienti dalla comunità degli operatori di medicina del lavoro a livello mondiale, ma si arricchisce di nuovi materiali di lavoro e documentazioni, ed attualizza la dimensione etica della pratica della medicina del lavoro alla luce delle nuove e stringenti priorità del mondo del lavoro con l’obiettivo di contribuire a stabilire dei principi comuni per attivare la collaborazione di tutti gli addetti per promuovere sia il lavoro di gruppo che un approccio multidisciplinare alla medicina del lavoro. Ed è su questa linea di continuità e riconoscibilità che abbiamo il piacere di proporre oltre alla presente premessa, anche la prefazione al “Codice internazionale di etica per gli operatori di medicina del lavoro” del 2002, redatta dal Prof. Giovanni Berlinguer, in cui il richiamo alle interazioni multidisciplinari risulta ancora attuale e stringente. Infine, ricordiamo come questa traduzione italiana della terza edizione del “Codice internazionale di etica per gli operatori di medicina del lavoro” viene pubblica dall’INAIL, polo della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, da sempre in prima linea nella messa a punto di modelli e soluzioni per lo sviluppo di una vita lavorativa sostenibile anche attraverso l’attenzione ai principi etici nelle pratiche professionali.

Molteplici sono le ragioni che hanno indotto la International commission on occupational health (ICOH) ad adottare un codice internazionale di etica per gli operatori di medicina del lavoro (OML), diverso dai codici etici dei medici di medicina generale. La prima è senz’altro da attribuirsi alla sempre maggiore consapevolezza della complessità e della possibile conflittualità delle responsabilità degli addetti alla salute e alla sicurezza sul luogo di lavoro nei riguardi dei lavoratori, dei datori di lavoro, del pubblico, delle autorità in materia di salute pubblica e del lavoro e di altri istituti come la previdenza sociale e l’autorità giudiziaria. La seconda ragione va ricercata nel crescente numero di professionisti nel campo della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro in seguito all’istituzione, obbligatoria o volontaria, dei servizi di medicina del lavoro. Un’altra è l’emergente sviluppo di un approccio multidisciplinare nella medicina del lavoro, che si traduce in un coinvolgimento nei servizi di medicina del lavoro di specialisti afferenti a professioni diverse.

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